1311.- Pensioni, immigrati: il trucco dei ricongiungimenti per ottenere l’assegno

21 Luglio 2017

Pensioni, immigrati: il trucco dei ricongiungimenti per ottenere l'assegno

Il presidente dell’Inps, in audizione in commissione d’inchiesta sui migranti alla Camera, ha sottolineato che il sistema pensionistico italiano ha bisogno dei “migranti regolari”. “Ogni anno – sostiene Boeri –  i loro contributi a fondo perduto valgono circa 300 milioni di entrate aggiuntive nelle casse dell’Istituto”. Boeri, da funzionario che ha come prima missione garantire le pensioni che l’Inps deve erogare, ha approfondito il concetto. Ha riconosciuto che i contributori netti di oggi, un domani dovranno riscuotere le loro prestazioni e faranno parte della platea dei pensionati. Ma ha poi specificato che “in molti casi i contributi degli immigrati non si traducono in pensioni”, ricostruendo che “sin qui gli immigrati ci hanno ‘regalato’ circa un punto di Pil di contributi sociali a fronte dei quali non sono state erogate delle pensioni. “Gli immigrati regolari versano ogni anno 8 miliardi contributi sociali e ne ricevono 3 in termini di pensioni e altre prestazioni sociali, con un saldo netto di circa 5 miliardi per le casse dell’Inps”. Così il presidente dell’Inps, Tito Boeri è tornato su un tema a lui caro, che era stato anche al centro della presentazione del rapporto annuale Inps. Solo pochi giorni fa, infatti, Boeri aveva rimarcato che senza i lavoratori dall’estero in 22 anni si avrebbero 35 miliardi in meno di uscite, ma anche 73 in meno di entrate. Insomma, il saldo sarebbe di dover sopportare un costo di 38 miliardi.

Ma il Centrodestra lo attacca. Calderoli: “Loro pagano i contributi, i nostri giovani non lavorano”.

Più che altro, caro Boeri, l’Italia ha bisogno di un presidente dell’Inps che non racconti fesserie. Lei finge di non conoscere il meccanismo perverso dei ricongiungimenti e dimentica che i migranti che oggi versano i contributi, domani si faranno pagare le pensioni. E la siora Gina mette il carico! Fosse onesto, Boeri, spiegherebbe dove sono finiti, invece, i contributi versati dagli italiani ogni mese per garantirsi le pensioni; ma è onesto? Se non è stupido, è disonesto:Probabilmente, invece, ci mena per il naso.

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Cresce di anno in anno il numero delle pensioni (assegno) sociale versate agli extra comunitari. Siamo arrivati (dati Inps elaborati dal sito truenumbers.it), a 81.619 immigrati titolari di una pensione di tipo “sociale” (74.429 del 2014). La maggior parte di queste pensioni assistenziali: 49.852 nel 2015 (erano 44.645 nel 2014).

Le pensioni di tipo assistenziale sono sganciate dai contributi. Spiega l’Inps che l’assegno «sociale è rivolto ai cittadini italiani, agli stranieri comunitari iscritti all’anagrafe del comune di residenza e ai cittadini extracomunitari/rifugiati/titolari di protezione sussidiaria con permesso di soggiorno comunitario e per i soggiornanti di lungo periodo», che abbiano redditi bassi (sotto i 5.824,91 euro annui; 11.649,82 euro se il soggetto è coniugato).

L’importo della pensione viene ritoccato ogni anno (per il 2017 è di 448,07 euro per 13 mensilità), e la norma prevede che venga sospeso se il titolare soggiorna all’estero per più di 30 giorni. Oggi con le banche dati elettroniche incrociate è più difficile sfuggire ai controlli. Dopo un anno dall’eventuale sospensione la prestazione viene revocata. E comunque non è reversibile ai familiari superstiti ed «è inesportabile, quindi non può essere erogata all’estero».

Però nelle cronache locali spiccano le storie di cittadini italiani che in teoria risiedono nello Stivale, incassano regolarmente la pensione sociale su un conto italiano, salvo poi scoprire che vivono a Cuba, in Brasile o in Tunisia.

Per ottenere l’assegno dall’Inps, tra gli altri requisiti, bisogna aver compiuto almeno 65 anni e 7 mesi, dimostrare di vivere in Italia da almeno 10 anni e, se si è cittadini extracomunitari, avere un permesso Ue per lungosoggiornanti, la cosiddetta carta di soggiorno.

L’assegno per gli extra comunitari ha scatenato un dibattito non marginale durante la discussione parlamentare sullo Ius Soli. E l’eventuale impatto della legge sul sistema pensionistico futuro. E’ vero che oggi con il sistema contributivo chi prenderà la pensione l’avrà autoalimentata, indipendentemente dal Paese di nascita. Però esistono questi trattamenti nel sistema previdenziale italiano, che sono erogati indipendentemente dai contributi versati, anzi alcuni non prevedono alcun versamento e rientrano nel campo della mera spesa assistenziale.

Con oltre 3.931mila cittadini non comunitari censiti nel gennaio 2016 dall’Istat (2.143mila extracomunitari registrati dall’Inps), questa popolazione è inevitabilmente destinata a crescere nei prossimi anni. Tanto più che (dati gennaio/ottobre 2016), sui circa 140mila permessi di soggiorno erogati, circa il 32,74% è proprio per i ricongiungimenti familiari.

A dirla tutta tra questi le classi di età preponderante è quella dei giovani (soprattutto figli e coniugi), però stanno aumentando anche gli extracomunitari con un’età superiore ai 60 anni (il 6,3%). E poi stanno statisticamente andando a maturazione anche le platee di lavoratori delle prime ondate di migrazione (anni Ottanta), che stanno conseguendo il diritto anagrafico alla pensione, indipendentemente dal numero di contributi versati, appunto.

Con oltre 18,29 milioni di pensioni erogate annualmente, verificare costantemente tutte le prestazioni, e il comportamento degli aventi diritto, non è cosa da poco. I controlli elettronici aiutano, ma non bastano. Le cronache giornalistiche (e giudiziarie), spesso riportano casi di truffa all’Istituto. E con un assegno mensile erogato generosamente – solo sulla base del possesso del certificato di cittadinanza e dei fatidici 10 anni di residenza – qualche furbetto salta sempre fuori. In teoria basta far arrivare il nonno, o l’anziana madre, per tempo per far loro maturare il diritto all’assegno Inps.

C’è da vedere se la concessione di un assegno sociale sarà in futuro economicamente sostenibile. Siamo tra i primi Paesi al mondo per indebitamento pubblico. E uno dei capitoli d’uscita primari del bilancio italiano è proprio la spesa previdenziale a assistenziale: 197,4 miliardi di euro le uscite del 2016. Le ondate di migrazioni straordinarie che impatto avranno? Anche i rifugiati riconosciuti oggi ne hanno diritto…

di Antonio Castro

1310.- SE L’ITALIA RESTA NELL’UE, FARA’ LA FINE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

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L’unita’ d’Italia non e’ stata fatta come ci hanno insegnato nelle scuole,perche’ la storia la scrivono sempre i Vincitori. Garibaldi invase Napoli, non la liberò.

L’unita’ d’Italia non e’ stata fatta come ci hanno insegnato nelle scuole. Domandatevi perche’ la storia la scrivono sempre i Vincitori e non i Vinti che stanno emergendo …

L’unita d’Italia fu un imposizione violenta con tanto di genocidio dei popoli del sud eseguiti dagli ordini di Garibaldi noto massone e commissionata da qualche famiglia potente criminale …(Si dice, dalla Gran Bretagna e abbiamo dato già prove provate)

Anche Beppe Grillo scriveva dal suo Blog “Siamo tutti borbonici” nel 2006.

E se il Borbone fosse in realtà il Savoia ? E i veri patrioti i briganti ?
Il Regno delle due Sicilie esisteva, in modo assolutamente legittimo, da secoli.

Napoli era la terza capitale d’Europa.

Napoli aveva istituito la prima cattedra di economia in Europa. La prima linea ferroviaria: Napoli-Portici. Poi arrivarono i Savoia. La resistenza durò dieci anni. Qualcuno pensa che sia attiva ancora oggi.
Dopo l’occupazione piemontese i capitali si trasferirono al Nord e, grazie alla tassa sul macinato, i meridionali nelle Americhe.

Il Sud non fu liberato, ma consegnato al sottosviluppo.

La Questione Meridionale deriva da un esproprio.

Tutto è stato oggetto di revisionismo in Italia tranne il Risorgimento. Garibaldiè l’eroe dei due mondi e Francesco II un miserabile. Le piazze nel Meridione sono intitolate agli occupanti e allo stesso tempo si dice ancora ‘cattivo come un piemontese’. Nulla contro i piemontesi, molto contro la feroce repressione del generale Cialdini. Alla guida di un esercito di più di 100.000 uomini. Un po’ come la guerra di liberazione in Iraq. Molto contro paesi incendiati e massacri. Contro deportazioni. E decine di migliaia di morti.

A scuola il Borbone è il cattivo e il Savoia il buono. Stato borbonico è sinonimo di degrado delle istituzioni. Brigante di protomafioso.

Forse vanno cambiati i testi di scuola.

Oltre al significato delle parole. Rivalutati i patrioti che persero la vita contro l’esercito piemontese.
Forse dobbiamo raccontarci un’altra storia. In cui il Risorgimento è stato in parte, in gran parte, espansionismo di una dinastia. Che ci ha lasciato in eredità l’emigrazione di milioni di persone che fuggivano dalla fame, due guerre mondiali, il fascismo. E’ uno stato savoiardo. Quello che ci ostiniamo a chiamare borbonico.

Beppe Grillo

PER ANNIENTARE IL SUD CHIUSERO LE SCUOLE

Il merito di Napoli è quello di non aver mai dimenticato di essere una capitale, seppur sospesa, una qualità che le ha consentito, in oltre 150 anni dall’Unità d’Italia, di mantenere un’identità forte, caratteri peculiari, di resistere ai tentativi della storia ufficiale, quella dei libri, di spogliarla del proprio ruolo e farla divenire una delle tante e semplici città della penisola. Napoli, con la sua portata e, non dobbiamo avere paura di dirlo, i suoi difetti, è probabilmente la città di cui si parla di più in Italia, è sotto la costante attenzione di 60 e passa milioni di persone: di lei si parla quasi esclusivamente male, esagerando, inventando, strumentalizzando, però proprio qui (e non solo) si fonda la forza dei Napoletani, nella consapevolezza di essere in realtà altro e molto di più, nell’orgoglio, nonostante in parecchi casi sia assopito e pur sempre pungente.

Anche Erri De Luca ha fatto una pesante dichiarazione:” Garibaldi ha invaso Napoli, non l’ha liberata “

Ecco cosa dice a proposito Erri De Luca, in un estratto tratto da Napòlide e riportato da Unione Mediterranea sulla propria pagina Facebook:

In vita mia mi sono appassionato di rivoluzioni. I tristi fatti del 1799 a Napoli non rientrano nella specie. Si trattò invece di un cambio di regime introdotto dalle armi francesi e crollato appena quelle armi si ritirarono. Le rivoluzioni non si possono appaltare. I francesi agirono a Napoli da occupanti e da predoni :…imposero tasse a loro beneficio e portarono via un bel po’ di patrimonio artistico.
Allora spendo due parole di stima per il popolo di Napoli, non plebe ma popolo, che da solo e disarmato fermò l’ingresso del più forte esercito d’Europa. Per due giorni sbarrò ogni strada e capitolò solo perché tradito dai giacobini locali che consegnarono il forte di S. Elmo ai francesi.
Credo che il popolo avesse ragione a stare dalla parte dei suoi re, perché con loro erano cittadini d’una capitale europea e coi francesi diventavano provincia d’oltremare. Napoli si è mal adattata ad ogni riduzione di rango.
Non ho paura di mettere anche gli italiani in fondo all’elenco degli occupanti del golfo, perché questo furono i Savoia traghettati dai Mille. Garibaldi non veniva a liberare Napoli ma a prenderla…Napoli da allora è una capitale europea abrogata, non decaduta ma soppressa…Così è andata e questa è la materia della sua ragionevole strafottenza…Se non si vede l’evidenza dell’enorme orgoglio assopito nei suoi cittadini, non si sta parlando di lei!

Erri De Luca

1309.- Smith: verso la legge marziale in Inghilterra, usandol’Isis

 

Le battaglie fra poveri del popolo greco, quelle del popolo francese non hanno portato i risultati di quelle dei popoli dell’Europa dell’Est. L’ISIS, con le armi del terrore e delle leggi speciali e l’invasione di massa sono  la nuova Compagnia delle Indie del potere finanziario.

 

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«Temo che il Regno Unito finirà sotto legge marziale entro un anno: a meno che la gente non faccia qualcosa adesso, cadranno in un regime totalitario». Lo sostiene un analista indipendente come Brandon Smith, secondo cui «a lungo termine, aiuteranno solo quei globalisti che il movimento Brexit in particolare ha cercato di combattere: lo faranno calpestando l’immagine del nazionalismo e della sovranità usando la filosofia della sicurezza fornita dal governo», in modo da rendere il globalismo «piacevole e tollerabile». Questo, secondo Smith, il possibile esito degli attentati targati Isis che stanno martellando la Gran Bretagna, tutti messi a segno grazie ad anomale distrazioni delle forze di sicurezza e – dopo l’iniziale emozione – archiviati in fretta. «La ripetizione di tali attacchi sta assuefacendo il pubblico, quello europeo in particolare: non è raro ora che gli attacchi vengano dimenticati in una settimana». La grande paura tra gli europei “liberali”, scrive Smith, è un ritorno al fervore nazionalista, che loro credono abbia generato l’ascesa del Terzo Reich: ignorano «il coinvolgimento dell’élite “corporate” e bancaria nel finanziamento e nella fornitura di tecnologia vitale ai nazisti prima e durante la Seconda Guerra Mondiale».
Questa manipolazione sui veri retroscena del nazismo ha reso l’Europavulnerabile, permettendo ai globalisti di portare a forza milioni di immigrati musulmani in Ue, attraverso politiche di frontiera aperta, senza adeguate procedure di verifica. E nessuno ha fiatato, temendo di essere tacciato di “fascismo”, scrive Smith in un post ripreso da “Come Don Chisciotte”. «La più grande minaccia non è solo il condizionamento della popolazione ad accettare l’invasione culturale, bensì ciò che inevitabilmente accadrà tra poco: l’apatia di una nazione sulla scia della prossima legge marziale». In risposta agli attentati-kamikaze dell’Isis, Theresa May ha dichiarato di “averne abbastanza”, e ha chiesto una revisione della strategia antiterroristica: la polizia di Londra è stata invitata ad adattarsi alle nuove condizioni, pattugliando le strade fortemente armata e usando elicotteri di sorveglianza con l’aiuto di unità speciali. «Dovremmo fare ancor di più per limitare la libertà e i movimenti dei sospetti terroristi». Noto teorema: meno libertà, più sicurezza. E cioè: esattamente quello che vorrebbe l’Isis, se fosse un soggetto autonomo, anziché una semplice pedina della strategia della tensione.
Lo spiegamento di  oltre 5.000 soldati britannici in posizioni strategiche, aggiunge Smith, fa parte di un piano del 2015 chiamato “Operation Temperer”: prevede la diffusione di truppe in risposta a “forti minacce terroristiche”. «In sostanza, è un programma di legge marziale che agisce in modo incrementale, piuttosto che apertamente. Una volta implementata, “Temperer” sarà difficile da invertire. Come i capi militari britannici hanno avvisato quando l’operazione è stata esposta pubblicamente, le truppe non verrebbero messe a riposo fino a che la minaccia terroristica non verrà “ridotta”, lasciando la definizione del “livello di minaccia” aperta ad un’interpretazione piuttosto ampia». L’operazione “Temperer” è oggi in pieno svolgimento, dato che i servizi di polizia richiedono aiuto militare. E’ già legge marziale? «Non proprio, ma ci va molto vicino», dice Smith. «Questo è il modo in cui la tirannia viene comunemente implementata; non tutta in una volta, ma un mattoncino alla volta». La May ha introdotto queste misure dopo l’attentato di Manchester, senza però riuscire a impedire l’ultimo attacco a Londra. Elezionied equivoco Brexit: al posto dello slancio sovranista subentra un esperimento ultraliberista, reazionario e securitario?
«E’ tutto parte del piano», scrive Smith, secondo cui «stiamo forse assistendo alla più grande “psy-op” di quarta generazione nella storia». Ovvero: «I globalisti hanno deliberatamente modificato le condizioni: le nazioni, quelle europee in particolare, o verranno travolte da un’ideologia straniera, senza essere protette dai propri governi, o dovranno rispondere con difficili contromisure. Vale a dire, gli europei dovranno fare una falsa scelta tra il multiculturalismo o vivere sotto legge marziale». La Brexit e Trump sono stati “concessi”. Ma, «nonostante le illusioni di alcuni nel movimento libertario, il “Deep State” è perfettamente posizionato per approfittare di entrambi gli eventi. Non si sono opposti affatto. Perché? Perché vogliono distruggere il nazionalismo, pensano a lungo termine. E il Regno Unito sembra essere in prima fila». Gli attacchi terroristici stanno aumentando, la soluzione che presenteranno sarà «ancor più esercito, non meno», fino alla legge marziale permanente: «Il governo potrebbe non definirla apertamente così, ma è quello che sarà». Avverte Smith: «Guardate le scelte concesse al popolo britannico: accettare il multiculturalismo senza domande o avere una Stato di polizia sacrificando la libertà personale».

«Temo che il Regno Unito finirà sotto legge marziale entro un anno: a meno che la gente non faccia qualcosa adesso, cadranno in un regime totalitario». Lo sostiene un analista indipendente come Brandon Smith, secondo cui «a lungo termine, aiuteranno solo quei globalisti che il movimento Brexit in particolare ha cercato di combattere: lo faranno calpestando l’immagine del nazionalismo e della sovranità usando la filosofia della sicurezza fornita dal governo», in modo da rendere il globalismo «piacevole e tollerabile». Questo, secondo Smith, il possibile esito degli attentati targati Isis che stanno martellando la Gran Bretagna, tutti messi a segno grazie ad anomale distrazioni delle forze di sicurezza e – dopo l’iniziale emozione – archiviati in fretta. «La ripetizione di tali attacchi sta assuefacendo il pubblico, quello europeo in particolare: non è raro ora che gli attacchi vengano dimenticati in una settimana». La grande paura tra gli europei “liberali”, scrive Smith, è un ritorno al fervore nazionalista, che loro credono abbia generato l’ascesa del Terzo Reich: ignorano «il coinvolgimento dell’élite “corporate” e bancaria nel finanziamento e nella fornitura di tecnologia vitale ai nazisti prima e durante la Seconda Guerra Mondiale».

Questa manipolazione sui veri retroscena del nazismo ha reso l’Europa vulnerabile, permettendo ai globalisti di portare a forza milioni di immigrati musulmani in Ue, attraverso politiche di frontiera aperta, senza adeguate procedure di verifica. E nessuno ha fiatato, temendo di essere tacciato di “fascismo”, scrive Smith in un post ripreso da “Come Don Chisciotte”. «La più grande minaccia non è solo il condizionamento della popolazione ad accettare l’invasione culturale, bensì ciò che inevitabilmente accadrà tra poco: l’apatia di una nazione sulla scia della prossima legge marziale». In risposta agli attentati-kamikaze dell’Isis, Theresa May ha dichiarato di “averne abbastanza”, e ha chiesto una revisione della strategia antiterroristica: la polizia di Londra è stata invitata ad adattarsi alle nuove condizioni, pattugliando le strade fortemente armata e usando elicotteri di sorveglianza con l’aiuto di unità speciali. «Dovremmo fare ancor di più per limitare la libertà e i movimenti dei sospetti terroristi». Noto teorema: meno libertà, più sicurezza. E cioè: esattamente quello che vorrebbe l’Isis, se fosse un soggetto autonomo, anziché una semplice pedina della strategia della tensione.

Lo spiegamento di  oltre 5.000 soldati britannici in posizioni strategiche, aggiunge Smith, fa parte di un piano del 2015 chiamato “Operation Temperer”: prevede la diffusione di truppe in risposta a “forti minacce terroristiche”. «In sostanza, è un programma di legge marziale che agisce in modo incrementale, piuttosto che apertamente. Una volta implementata, “Temperer” sarà difficile da invertire. Come i capi militari britannici hanno avvisato quando l’operazione è stata esposta pubblicamente, le truppe non verrebbero messe a riposo fino a che la minaccia terroristica non verrà “ridotta”, lasciando la definizione del “livello di minaccia” aperta ad un’interpretazione piuttosto ampia». L’operazione “Temperer” è oggi in pieno svolgimento, dato che i servizi di polizia richiedono aiuto militare. E’ già legge marziale? «Non proprio, ma ci va molto vicino», dice Smith. «Questo è il modo in cui la tirannia viene comunemente implementata; non tutta in una volta, ma un mattoncino Theresa Mayalla volta». La May ha introdotto queste misure dopo l’attentato di Manchester, senza però riuscire a impedire l’ultimo attacco a Londra. Elezioni ed equivoco Brexit: al posto dello slancio sovranista subentra un esperimento ultraliberista, reazionario e securitario?

«E’ tutto parte del piano», scrive Smith, secondo cui «stiamo forse assistendo alla più grande “psy-op” di quarta generazione nella storia». Ovvero: «I globalisti hanno deliberatamente modificato le condizioni: le nazioni, quelle europee in particolare, o verranno travolte da un’ideologia straniera, senza essere protette dai propri governi, o dovranno rispondere con difficili contromisure. Vale a dire, gli europei dovranno fare una falsa scelta tra il multiculturalismo o vivere sotto legge marziale». La Brexit e Trump sono stati “concessi”. Ma, «nonostante le illusioni di alcuni nel movimento libertario, il “Deep State” è perfettamente posizionato per approfittare di entrambi gli eventi. Non si sono opposti affatto. Perché? Perché vogliono distruggere il nazionalismo, pensano a lungo termine. E il Regno Unito sembra essere in prima fila». Gli attacchi terroristici stanno aumentando, la soluzione che presenteranno sarà «ancor più esercito, non meno», fino alla legge marziale permanente: «Il governo potrebbe non definirla apertamente così, ma è quello che sarà». Avverte Smith: «Guardate le scelte concesse al popolo britannico: accettare il multiculturalismo senza domande o avere una Stato di polizia sacrificando la libertà personale».

1308.-Chi comanda l’assalto dei migranti dalla Libia

Gli sporchi affari di bande criminali, fazioni tribali, jihadiste o pseudo politiche che rapinano mezzo miliardo di dollari l’anno ai disperati all’inseguimento del miraggio Europa. 1700 gruppi armati in campo, le complicità politiche. Inchiesta di Alessandro Fioroni, da REMOCONTRO.

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Qui, gli schiavisti, poi, vengono le ONG, il Governo, l’Ue e la Finanza malata

Nostra paura, loro ricchezza
Lotta al traffico di uomini, armi, petrolio e fine del conflitto in corso dal 2011, sono elementi strettamente legati. L’esplosione della guerra civile, seguita alla deposizione di Muhammar Gheddafi, ha dilaniato il paese e fatto proliferare una quantità enorme di gruppi armati, milizie tribali, bande criminali. Come riporta il periodico Xsemanal, si calcola che siano 1700 i gruppi armati che combattono tra loro per il controllo della città, di strade, raffinerie, e soprattutto per primeggiare nel business da milioni di dollari che coinvolge esseri umani che vogliono attraversare il Mediterraneo e raggiungere l’Europa.

1700 gruppi armati
In un tale caos il contrabbando di ogni genere è una fonte fondamentale per l’economia di intere zone. L’attraversamento del tratto di Mediterraneo fino in Italia costa fino a 2500 dollari a persona. Se si moltiplica questa cifra per le 181mila persone partite solo lo scorso anno verso l’Europa, il risultato per i trafficanti è enorme: ai passeur libici sono entrati circa 450 milioni di dollari. Accade in un Paese diviso in due, senza alcuna autorità garante di nulla: ad est la Cirenaica controllata del generale Haftar, sostenuto dall’Egitto-Russia, capitale a Tobruk. Ad ovest la Tripolitania dove prova a governare Fayez Serraj, sostenuto da Italia-Usa.

Il business migranti
Ma chi manovra il business dei migranti realmente? I protagonisti sono moltissimi, dalle milizie islamiste, che hanno tentato di estendere il califfato in Libia, fino ad arrivare a uomini della guardia costiera. In mezzo una serie di gruppi criminali e fazioni tribali che si combattono tra loro per trarre il massimo profitto dall’affare del secolo: non armi, non droga, ma esseri umani. Da quando il generale Haftar, nel 2014, ha lanciato l’”Operazione Dignità, diverse formazioni, dall’Isis passando per Al Qaida fino ad arrivare ad Ansar Al sharia Lybia, stanno battendo in ritirata dai centri urbani per rifugiarsi nell’immensa zona centrale desertica del Fezzan o in remoti angoli alle frontiere.

Territori senza legge
E’ in queste aeree inaccessibili e transfrontaliere, soprattutto a sud della costa, dove è più facile nascondersi, ma soprattutto è luogo ideale per i commerci illegali, perchè la guerra costa. Qui le milizie assaltano o comprano letteralmente i convogli di migranti dall’ Africa subsahariana, organizzati da altri mercanti. Rapiscono, saccheggiano e a loro volta rivendono uomini, donne e bambini come schiavi. Chi sopravvive arriva al mare ma non parte subito, lì nuovi carcerieri e violenze. È il caso della Zamzam Valley, sud di Misurata. I militanti dell’Isis sconfitti a Sirte, ne hanno fatto il loro territoria da dove attaccano checkpoint e rapiscono civili per il riscatto.

Zamzam Valley e Al-Awaynat
Analoga situazione ad Al-Awaynat, in una remota zona nel sud est della Libia vicino alle frontiere con Egitto e Sudan. Questa zona è divenuta una vera e propria centrale di mercenari, centinaia di uomini armati stazionano in questa porzione del paese pronti ad essere assoldati. I mercenari provengono in maggior parte dal Ciad, Niger e Camerun, tutti pronti a combattere sotto le insegne di differenti milizie. Si pensa che guadagnino una media di 2000 dollari al mese. Le milizie e i gruppi criminali fanno soldi naturalmente attraverso il traffico di esseri umani, i rapimenti, il traffico di armi, droga e carburante.

Ad Al Kufra è Isis
Nella città oasi di Ad Al-Kufra a sud est, si ritiene che si siano trasferite piccole cellule dell’Isis e dei combattenti al-Qaida. Al-Kufra è stata per decenni dilaniata da un conflitto mortale tra le tribù arabe di Alzway contro i Tabu dell’Africa subsahariana.Un conflitto per il controllo delle frontiere e dei lucrosi percorsi del contrabbando. La maggior parte delle centinaia di militanti che sono riusciti a fuggire all’assalto di Sirte l’anno scorso, si sono invece posizionati a Sabha, città della Libia centrale. La città è praticamente fuori controllo, con diversi conflitti in corso. Protagonisti gli Awlad Suleiman, una tribù etnica araba, i Tabu e i Tuareg, sempre guerra per il contrabbando.

Guerre per bande
A sud-ovest di Sabha si trova il centro di Ubari; quì nel 2015 violentissimi scontri tra bande criminali rivali ha fatto fuggire quasi tutta la popolazione. Le ostilità si sono scatenate per controllare il mercato nero dei combustibili sovvenzionati forniti dal governo di Tripoli. Gruppi di militanti islamici radicati nella zona, tra cui quelli che fanno riferimento ad Al-Qaida nel Maghreb islamico, che vendono il carburante nei paesi limitrofi ad un prezzo10 volte superiore quello in Libia. Ogni milizia ha un capo, uomini, e una capacità corruttiva altissima in mancanza di un potere centrale forte.

L’anarchia utile
Come hanno fatto notare diverse inchieste giornalistiche, insieme a quelle effettuate dalle Nazioni Unite o organizzazioni come Amnesty International, rifugiati e migranti che non possono raccogliere i soldi per l’attraversamento del Mediterraneo, marciscono per mesi in prigioni private dove vengono picchiati, torturati e uccisi. I carcerieri appartengono per la maggior parte a vere e proprie gang di strada locali, come nel caso dei famigerati Asma Boys. Questi ultimi poi non è raro che rivendano i disgraziati migranti caduti nelle loro mani a network criminali più potenti.

La vecchia base militare
Già nel 2015 Amnesty metteva in luce questa situazione in suo rapporto. Non solo Asma Boys ma altri personaggi ed altre prigioni. In particolare, una base militare dismessa ad Az Zawiyah ad ovest di Tripoli. La circostanza ci dice di personaggi influenti e con coperture notevoli. E i sospetti si addensano su quella che viene chiamata Guardia Costiera libica. Gabriele Iacovino, capo degli analisti del Centro Studi Internazionali, denunciava come “a parte alcune eccezioni, come i militari di Misurata, i guardacoste libici sono spesso espressione dei potentati locali che, in molti casi, gestiscono il traffico di esseri umani”.

Governi e corruzione doppi
Fondamentalmente il governo di Tripoli ha due guardie costiere, una più fedele al ministero della Difesa, l’altra a quello dell’Interno, ed è quella sulla quale l’Italia punterebbe di più. Questa confusione lascia lo spazio a uomini senza scrupoli di poter mettere in pratica i propri disegni criminali. Una inchiesta giornalistica di TRT della giornalista Nancy Porsia, ha reso nota al mondo la figura di Abdurahman al-Milad, soprannominato al-Bija. Lui e i suoi uomini si sono proclamati Guardia Costiera di Zawiya, dispongono di una motovedetta chiamata Tileel e di due motoscafi. Da allora al-Bija e suoi uomini vanno per mare e riportano indietro migranti.

Guardia costiera privata
L’inchiesta di Trt sembra dimostrare come Milad sia a capo del traffico di esseri umani di Zawiya, accusa sempre respinta ma che poggia su diversi elementi. Come può un pugno di uomini con una barca di 16 metri a controllare le acque dal confine tunisino a Jansur vicino a Tripoli? Una zona immensa che non potrebbe essere dominata senza coperture e mezzi finanziari. Al-Bija sarebbe a capo di una vera e propria holding mafiosa che insegue i migranti e chiede tangenti ai trafficanti, se questi rifiutano spara e li uccide. Il colonnello Tarek Shanboor, Ministero degli Interni del governo di Unità Nazionale lo ha ammesso candidamente: «Abbiamo trafficanti nelle nostre fila, è un problema reale».

1307.- Regole Sauron a Washington

UNA FOTOGRAFIA SULLA LEADER SHIP AMERICANA CON L’OCCHIO DI CRAIG ROBERTS E I CONTRIBUTI DI ENNIO REMONDINO

Craig Roberts: tradire chi li ha votati è la loro vera missione

La svendita di Trump al termine della svendita di Obama, durata otto anni. Istruttivo: ora abbiamo un presidente democratico che ha svenduto i suoi elettori, e un presidente repubblicano che ha appena fatto la stessa cosa. Questo è un punto molto interessante, il cui significato sfugge alla maggior parte delle persone – ma non al presidente russo Vladimir Putin, che al summit del Club Valdai ha riassunto lo stato della democrazia occidentale in termini che riassumo così, parafrasandoli: “In Occidente, gli elettori non possono cambiare la politica attraverso le elezioni, perché le élite dominanti controllano chiunque sia eletto. Le elezioni danno l’illusione della democrazia, ma il voto non cambia le politiche che favoriscono la guerra e le élite. Pertanto, la volontà popolare è neutralizzata. I cittadini vedono che il loro voto non ha alcuna influenza sugli affari del paese. Ciò li rende impauriti, frustrati e arrabbiati: una combinazione di emozioni pericolose per l’élite dominante che, in risposta, orienta i poteri dello Stato contro il popolo, esortandoli con la propaganda a sostenere altre guerre. Obama aveva promesso di uscire dall’Afghanistan o dall’Iraq, o forse da entrambi i paesi. Aveva promesso di abolire lo “Stato di polizia” creato dal regime di George W. Bush. E aveva promesso di concentrare le risorse americane sui problemi domestici, come l’assistenza sanitaria”.

Flynn: Usa terroristi, l’Isis è in Siria grazie a Obama e Hillary

Un folle pilota americano ha abbattuto un aereo siriano che stava attaccando l’Isis. Questo conferma che Washington non sta combattendo i terroristi, ma li sta proteggendo, in quanto suoi agenti in Siria per rovesciarne il governo. Il generale Michael Flynn, ex direttore della Defense Intelligence Agency, ha rivelato in un’intervista tv che Obama e la Clinton hanno voluto fortemente inviare l’Isis in Siria, contro il suo parere. L’Isis è la scusa per entrare abusivamente in Siria. Russia e Iran vi sono legalmente, invitati da un governo eletto. Gli americani invece sono lì come criminali di guerra. Secondo il diritto internazionale, stabilito dagli stessi yankees, è un crimine di guerra aggredire un paese che non ha sollevato un pugno contro di te. Ora che un pilota americano ha dimostrato che gli Usa sono in Siria solo per sostenere il proprio agente, l’Isis, nemmeno una “prostituta” come Megyn Kelly può credere alla versione di Washington. Russi, siriani e iraniani lo sapevano sin dall’inizio. Tuttavia, queste fonti ufficiali sono tutte considerate sospette dai media occidentali. Per questo, la bugia è rimasta in piedi, fino a quando l’idiota pilota americano ha tolto il velo dalla menzogna.
Washington, naturalmente, mentirà spudoratamente. È l’unica cosa che sa fare. Dirà che era un “combattente della coalizione”, cioè che qualcun altro stava guidando gli F-18 americani. Non eravamo noi. Oppure affermeranno che il fighter siriano stava attaccando donne e bambini, oppure un gruppo di transgender o ancora un reparto maternità per donne violentate dalle “brutali truppe” di Assad. Il governo la girerà in qualche modo per rendere un aggressivo crimine di guerraun’eroica difesa di un gruppo di vittime. La domanda è: l’idiota pilota ha fatto tutto da solo, in stile Top Gun, oppure è stata un’iniziativa del complesso militare per iniziare un conflitto Stati Uniti-Russiache impedirebbe a Trump di calmare le tensioni con Putin? Sono in gioco 1 trilione di dollari annui pagati dai contribuenti americani. Non sappiamo se il pilota abbia agito da sé o su ordine. Quel che sappiamo è che non è andata giù ai russi. Il ministro della difesa ha dichiarato oggi che considera la decisione del comando statunitense come una «violazione intenzionale del memorandum per evitare incidenti di voli aerei nelle operazioni in Siria, firmato il 20 ottobre 2015». Che sorpresa! Gli americani hanno rotto un altro accordo fatto con la Russia.
Quando capirà Mosca che un accordo firmato con Washington non ha senso? I nativi americani non lo hanno mai fatto. C’è una famosa maglietta in America: “Certo che puoi fidarti del governo: chiedi ad un nativo”. Il ministro della difesa russo ha annunciato oggi che il paese sta interrompendo tutte le interazioni con gli Stati Uniti nell’ambito del memorandum di prevenzione degli incidenti nei cieli siriani. Ha aggiunto inoltre che la difesa missilistica intercetterà qualsiasi aeromobile nella zona delle Forze Aerospaziali russe in Siria, e che «nelle aree in cui l’aviazione sta conducendo missioni di combattimento nei cieli siriani, qualsiasi oggetto volante, inclusi jet e veicoli aerei senza pilota della coalizione internazionale, scoperti ad ovest del fiume Eufrate, verranno seguiti da difese aeree e terrestri russe come bersagli aerei». In altre parole, la Russiaha velatamente indetto una “no-fly zone” in tutte le aree della Siria in cui operano le forze siriane e russe. Ogni intruso verrà colpito. Americani, israeliani, chiunque sarà fatto fuori.
Poiché è la Russia, e non Washington, ad avere la superiorità aerea in Siria, tutto ciò che serve è un altro pilota americano sconsiderato, e i totali cretini di Washington dovranno ritirarsi o fare un errore. Date la stupidità e la hybris a D.C., i cretini commetteranno un errore. Non c’è nessuna intelligenza a Washington, solo arroganza. Nel quarto di secolo che ci sono stato ho visto le persone più stupide al mondo. Credo che la Russiae la sua abile leadership ne usciranno vincenti. Tuttavia, penso anche che abbia lasciato troppo che la crisisiriana si sviluppasse. Russiae Siria avrebbero vinto la guerramolto tempo fa, se Mosca avesse evitato di continuare a dichiarare una vittoria prematura, andandosene, dovendo tornare, sperando sempre di raggiungere un accordo con Washington. Raggiungere un accordo con gli americani era quasi più importante che vincere la guerra. Che cosa assurda. Sono gli americani che hanno fomentato il terrorismoin Cecenia.
I russi sembrano non capire che non esistono terroristi indipendenti. Il terrorismoè un’arma di Washington. Come può dunque Mosca fare un accordo con un paese che le sta usando il terrorismocontro? Quale crede che sia il piano neocon di conquistare Siria ed Iran, se non portare più terrorismoin Russia? Putin è un leader esperto, forte e capace, forse l’unico fuori della Cina. Palesemente non ce n’è nessuno, in Occidente: un deserto di leadership. Pochi dubbi che sia un capo morale, che si oppone alla guerrae vuole il meglio per tutti i paesi. Tuttavia, cercando accordi con Washington, dà l’idea di essere debole e scavalcabile. Sarebbe molto meglio se Putin dicesse chiaramente: «Se volete la guerra, l’avrete in mezz’ora». Improvvisamente, la Russiaverrebbe subito presa sul serio. Ammiro il presidente russo. Ma sta sbagliando mossa. Invece di parare l’aggressione di Washington, dovrebbe costringere Europae Stati Uniti a venire da lui per una soluzione. Putin, il leader del mondo libero, non dovrebbe essere passivo rispetto ad un governo in bancarotta, corrotto e che si rotola nel male.
(Paul Craig Roberts, “Un altro passo verso la guerratotale”, da “Information Clearing House” del 19 giugno, post tradotto da Hmg per “Come Don Chisciotte”. Craig Roberts è stato viceministro del Tesoro nel governo di Ronald Reagan).

Un folle pilota americano ha abbattuto un aereo siriano che stava attaccando l’Isis. Questo conferma che Washington non sta combattendo i terroristi, ma li sta proteggendo, in quanto suoi agenti in Siria per rovesciarne il governo. Il generale Michael Flynn, ex direttore della Defense Intelligence Agency, ha rivelato in un’intervista tv che Obama e la Clinton hanno voluto fortemente inviare l’Isis in Siria, contro il suo parere. L’Isis è la scusa per entrare abusivamente in Siria. Russia e Iran vi sono legalmente, invitati da un governo eletto. Gli americani invece sono lì come criminali di guerra. Secondo il diritto internazionale, stabilito dagli stessi yankees, è un crimine di guerra aggredire un paese che non ha sollevato un pugno contro di te. Ora che un pilota americano ha dimostrato che gli Usa sono in Siria solo per sostenere il proprio agente, l’Isis, nemmeno una “presstituta” come Megyn Kelly può credere alla versione di Washington. Russi, siriani e iraniani lo sapevano sin dall’inizio. Tuttavia, queste fonti ufficiali sono tutte considerate sospette dai media occidentali. Per questo, la bugia è rimasta in piedi, fino a quando l’idiota pilota americano ha tolto il velo dalla menzogna.

Washington, naturalmente, mentirà spudoratamente. È l’unica cosa che sa fare. Dirà che era un “combattente della coalizione”, cioè che qualcun altro stava guidando gli F-18 americani. Non eravamo noi. Oppure affermeranno che il fighter Il generale Michael Flynnsiriano stava attaccando donne e bambini, oppure un gruppo di transgender o ancora un reparto maternità per donne violentate dalle “brutali truppe” di Assad. Il governo la girerà in qualche modo per rendere un aggressivo crimine di guerra un’eroica difesa di un gruppo di vittime. La domanda è: l’idiota pilota ha fatto tutto da solo, in stile Top Gun, oppure è stata un’iniziativa del complesso militare per iniziare un conflitto Stati Uniti-Russia che impedirebbe a Trump di calmare le tensioni con Putin? Sono in gioco 1 trilione di dollari annui pagati dai contribuenti americani. Non sappiamo se il pilota abbia agito da sé o su ordine. Quel che sappiamo è che non è andata giù ai russi. Il ministro della difesa ha dichiarato oggi che considera la decisione del comando statunitense come una «violazione intenzionale del memorandum per evitare incidenti di voli aerei nelle operazioni in Siria, firmato il 20 ottobre 2015». Che sorpresa! Gli americani hanno rotto un altro accordo fatto con la Russia.

Quando capirà Mosca che un accordo firmato con Washington non ha senso? I nativi americani non lo hanno mai fatto. C’è una famosa maglietta in America: “Certo che puoi fidarti del governo: chiedi ad un nativo”. Il ministro della difesa russo ha annunciato oggi che il paese sta interrompendo tutte le interazioni con gli Stati Uniti nell’ambito del memorandum di prevenzione degli incidenti nei cieli siriani. Ha aggiunto inoltre che la difesa missilistica intercetterà qualsiasi aeromobile nella zona delle Forze Aerospaziali russe in Siria, e che «nelle aree in cui l’aviazione sta conducendo missioni di combattimento nei cieli siriani, qualsiasi oggetto volante, inclusi jet e veicoli aerei senza pilota della coalizione internazionale, Obama e Hillaryscoperti ad ovest del fiume Eufrate, verranno seguiti da difese aeree e terrestri russe come bersagli aerei». In altre parole, la Russia ha velatamente indetto una “no-fly zone” in tutte le aree della Siria in cui operano le forze siriane e russe. Ogni intruso verrà colpito. Americani, israeliani, chiunque sarà fatto fuori.

Poiché è la Russia, e non Washington, ad avere la superiorità aerea in Siria, tutto ciò che serve è un altro pilota americano sconsiderato, e i totali cretini di Washington dovranno ritirarsi o fare un errore. Date la stupidità e la hybris a D.C., i cretini commetteranno un errore. Non c’è nessuna intelligenza a Washington, solo arroganza. Nel quarto di secolo che ci sono stato ho visto le persone più stupide al mondo. Credo che la Russia e la sua abile leadership ne usciranno vincenti. Tuttavia, penso anche che abbia lasciato troppo che la crisi siriana si sviluppasse. Russia e Siria avrebbero vinto la guerra molto tempo fa, se Mosca avesse evitato di continuare a dichiarare una vittoria prematura, andandosene, dovendo tornare, sperando sempre di raggiungere un accordo con Washington. Raggiungere un accordo con gli americani era quasi più importante che vincere la guerra. Che cosa assurda. Sono gli americani che hanno fomentato il terrorismo in Cecenia.

I russi sembrano non capire che non esistono terroristi indipendenti. Il terrorismo è un’arma di Washington. Come può dunque Mosca fare un accordo con un paese che le sta usando il terrorismo contro? Quale crede che sia il piano neocon di conquistare Paul Craig RobertsSiria ed Iran, se non portare più terrorismo in Russia? Putin è un leader esperto, forte e capace, forse l’unico fuori della Cina. Palesemente non ce n’è nessuno, in Occidente: un deserto di leadership. Pochi dubbi che sia un capo morale, che si oppone alla guerra e vuole il meglio per tutti i paesi. Tuttavia, cercando accordi con Washington, dà l’idea di essere debole e scavalcabile. Sarebbe molto meglio se Putin dicesse chiaramente: «Se volete la guerra, l’avrete in mezz’ora». Improvvisamente, la Russia verrebbe subito presa sul serio. Ammiro il presidente russo. Ma sta sbagliando mossa. Invece di parare l’aggressione di Washington, dovrebbe costringere Europa e Stati Uniti a venire da lui per una soluzione. Putin, il leader del mondo libero, non dovrebbe essere passivo rispetto ad un governo in bancarotta, corrotto e che si rotola nel male.

(Paul Craig Roberts, “Un altro passo verso la guerra totale”, da “Information Clearing House” del 19 giugno, post tradotto da Hmg per “Come Don Chisciotte”. Craig Roberts è stato viceministro del Tesoro nel governo di Ronald Reagan).

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Paul Craig Roberts fu accanto a Reagan. Ora prevede guerre e declino americano

«L’unica cosa che ci si può aspettare dal prossimo presidente degli Stati Uniti è più guerra, più morti e più oppressione del popolo americano credulone. Persone disinformate e credulone come gli americani non hanno futuro. Gli americani sono un popolo finito che la Storia sta per travolgere».

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Sauron Rules in Washington: Ne Il Signore degli Anelli, Sauron è l’Oscuro Signore di Mordor (The Dark Lord of Mordor.

Il problema è che il mondo ha dato retta agli americani per troppo maledetto tempo” – Il Dr. Julian Osborne, dalla versione cinematografica del 2000 del libro di Nevil Shute del 1957, On the Beach.

Un lettore mi ha chiesto perché i neoconservatori spingono verso una guerra nucleare se non ci possono essere vincitori. Se tutti muoiono, a che serve?

La risposta è che i neoconservatori ritengono che gli Stati Uniti possano vincere al minimo e forse zero danni.

Il loro piano folle è il seguente: Washington circonderà, da presso, la Russia e la Cina con basi missilistiche anti-balistiche ABM per fornire uno scudo contro uno strike di ritorsione dalla Russia e dalla Cina.

Però, da queste basi USA anti-ABM è anche possibile lanciare un attacco nucleare missilistico non individuabile contro Russia e Cina, riducendo in tal modo il tempo di preavviso a soli cinque minuti e lasciando alle vittime di Washington poco o nessun tempo per prendere una decisione.

I neoconservatori ritengono che il primo attacco di Washington sia in grado di danneggiare così gravemente le capacità di ritorsione russe e cinesi che entrambi quei governi si arrenderebbero rinunciando a lanciare una loro risposta. I dirigenti russi e cinesi giungerebbero alla conclusione che le loro forze ridotte avrebbero scarse possibilità che la maggior parte dei loro ICBM possano superare lo scudo ABM di Washington, cosa che lascerebbe quindi intatta la maggior parte degli Stati Uniti. Una rappresaglia debole da parte di Russia e Cina costituirebbe semplicemente un invito ad una seconda ondata di attacchi nucleari degli Stati Uniti che potrebbe cancellare le città russe e cinesi, uccidendo milioni di persone e lasciando entrambi i paesi in rovina.

In breve, i guerrafondai americani scommettono che le leadership russa e cinese si sottomettano piuttosto che correre il rischio di una distruzione totale.

Non c’è alcun dubbio che i neoconservatori siano sufficientemente cinici e malvagi per lanciare un attacco nucleare preventivo, ma forse il piano intende mettere la Russia e la Cina in una situazione in cui i loro leader concludano che il gioco è contro di loro e quindi debbano accettare l’egemonia di Washington .

Per sentirsi sicuro nella sua egemonia, Washington dovrà ordinare alla Russia e alla Cina di disarmare.

Ma questo piano è pieno di rischi. Gli errori di calcolo sono una caratteristica della guerra. È sconsiderato e irresponsabile rischiare la vita del pianeta per nient’altro che l’egemonia di Washington.

Il piano neoconservatore crea una situazione di grave pericolo per l’Europa, il Regno Unito, il Giappone, la Corea del Sud e l’Australia, nel caso di contrattacco della Russia e della Cina. Lo scudo ABM di Washington non può proteggere l’Europa dai missili da crociera nucleare della Russia o dalla forza aerea russa, in modo che l’Europa smetterà di esistere. Il contrattacco della Cina dovrebbe colpire Giappone, Sud Corea e Australia.

La speranza russa e quella di tutte le persone sane di mente è che i vassalli di Washington capiscano di essere proprio loro quelli a rischio, un rischio da cui non hanno nulla da guadagnare e tutto da perdere, e che perciò ripudino il loro vassallaggio verso Washington e rimuovano le basi statunitensi a ridosso di Russia e Cina. Deve essere chiaro ai politici europei che saranno trascinati in un conflitto con la Russia. Il comandante della NATO ha detto al Congresso degli Stati Uniti che aveva bisogno di finanziamenti per una maggiore presenza militare in Europa per contrastare “una Russia che risorge” https://www.rt.com/news/387063-nato-counter-resurgent- Russia/

Esaminiamo cosa significhi “una Russia che risorge”. Significa una Russia forte e fiduciosa al punto di voler difendere i propri interessi e quelli dei suoi alleati. In altre parole, la Russia è stata in grado di bloccare l’invasione pianificata della Siria da parte di Obama, di non far bombardare l’Iran e di consentire alle forze armate siriane di sconfiggere la forza ISIS inviata da Obama e Hillary per rovesciare Assad.

La Russia è “sta risorgendo” perché è di nuovo in grado di bloccare le azioni unilaterali statunitensi contro gli altri paesi.

Questa capacità controbatte la dottrina del neoconservatore Wolfowitz, secondo cui l’obiettivo principale della politica estera statunitense è quello di impedire l’affermarsi di qualsiasi paese che possa porsi in grado di ostacolare l’azione unilaterale di Washington.

Mentre i neocon sono stati assorbiti nelle loro “guerre da ragazzi”, cosiddette “cakewalk”, che durano da 16 anni, la Russia e la Cina si sono affermate come potenze in grado di ostacolare politicamente, militarmente ed economicamente l’unilateralismo di cui Washington aveva goduto dal tempo del crollo dell’Unione Sovietica. Ciò che Washington sta cercando di fare è ricuperare la sua capacità di agire in tutto il mondo senza incontrare alcun ostacolo da parte di qualunque altro paese. Questo richiede che la Russia e la Cina facciano un passo indietro, oppure, siano azzerate.

Russia e Cina sono su questa strada? È possibile, ma io non ci scommetterei la vita del pianeta. Ma il governo russo non è intimidito dalla propaganda occidentale. Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha dichiarato: “Sentiamo infinite accuse isteriche contro la Russia, ma le accuse sono sempre prive di qualsiasi prova.” https://sputniknews.com/politics/201705041053274379-lavrov-russia-us-relations/

E’ pensabile che la Russia e la Cina possano sacrificare la loro sovranità per il bene della vita sulla terra. Ma questa stessa coscienza morale li spingerà ad opporsi al male che è a Washington per non soggiacere al male stesso. Pertanto, penso che il male che primeggia a Washington stia conducendo gli Stati Uniti e i loro stati vasalli alla totale distruzione.

Dopo aver convinto le dirigenze russe e cinesi che Washington intende lanciare contro i loro paesi un attacco di sorpresa (vedi, ad esempio, http://www.fort-russ.com/2017/04/us-forces-preparing-sudden-nuclear. Html), la domanda è come reagiranno la Russia e la Cina? Sono sedute lì e aspettano un attacco o preverranno l’attacco di Washington con un attacco delle loro forze?

Cosa faresti tu? Salveresti la tua vita sottomettendoti al male, o distruggeresti il ​​male?

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Il mio parlare chiaro ha significato che il mio nome è stato catalogato in una lista (finanziata da chi?) come quello di uno sciocco, una “dupe o un agente dei russi”. In realtà, mi ritengo un agente di tutte le persone che non accettano la volontà di Washington di usare la guerra nucleare per stabilire l’egemonia di Washington sul mondo, ma voglio che capiate cosa significa essere un “agente russo”.

Significa rispettare il diritto internazionale, ciò che Washington non fa. Significa rispettare la vita, che Washington non fa. Significa rispettare gli interessi nazionali di altri paesi, che Washington non fa. Significa rispondere alle provocazioni con la diplomazia e con le richieste di cooperazione, che Washington non fa. Ma la Russia lo fa. Chiaramente, allora, chi si dice “agente russo” è una persona morale che vuole preservare la vita e l’identità nazionale e la dignità sua e degli altri popoli (“Direi Uno per tutti, tutti per uno”, per necessità.Ndr).

È Washington che vuole ribaltare la morale umana e diventare il padrone del pianeta. Come ho scritto in precedenza, Washington senza alcuna dubbio è Sauron (Ne Il Signore degli Anelli, Sauron è l’Oscuro Signore di Mordor), uno spirito malvagio e potentissimo.

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L’occhio di Sauron

L’unica domanda importante è se ci sia una forza abbastanza sana in qualche parte del mondo capace di resistere e vincere il male di Washington.

traduzione di Mario Donnini

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Leggiamo l’intervista al dottor Roberts realizzata da Costantino Ceoldo che, per sua riservatezza, ama figurare come attento lettore di RemoControOra prevede guerre e declino americano

Il dottor Roberts, oltre alla biografia nota, fu anche membro di un comitato segreto di controllo sulla CIA, istituito allo scopo di verificare le informazioni fornite dai servizi segreti Usa sul prosieguo della Guerra Fredda con l’Unione Sovietica. È un profondo conoscitore dei meccanismi del potere a Washington e si è distinto per le sue analisi politiche, spesso discordanti rispetto a quelle del mainstream ufficiale.

D. In un suo recente articolo lei afferma che esiste un Establishment interno sia al Partito Repubblicano che a quello Democratico, votato alla conservazione del potere ed ostile a qualsiasi figura presidenziale indipendente ed autorevole. Com’è si è arrivati a questa situazione?

R. La capacità del governo di tassare, prendere in prestito e stampare denaro determina il controllo del governo sulle risorse private. Il beneficiario di queste risorse può essere, in determinate circostanze, il popolo stesso. Più spesso, i beneficiari sono i profitti di gruppi privati che sono alleati con il governo. Col passare del tempo questi gruppi si consolidano e diventano un Apparato. Negli Stati Uniti la struttura è composta da gruppi di interesse privati -come ad esempio il settore finanziario, il complesso militare e della sicurezza, la lobby israeliana, le industrie estrattive e agroalimentare- che scrivono le leggi che il governo poi promulga.

Le correnti nei partiti servono questi interessi in cambio delle grandi donazioni necessarie per le campagne politiche che eleggono il governo. I due partiti politici degli Stati Uniti fanno a gara per essere la puttana dei gruppi di interesse privati, perché il partito con la maggioranza è in grado di fare più favori e ricevere quindi più benefici. Quando outsider politici come Jimmy Carter o Ronald Reagan, che possono essere tollerati fintanto che si limitano ad essere Governatori di uno Stato, conquistano la nomina presidenziale a danno dei candidati dell’Establishment e vengono eletti, mettono a repentaglio il controllo dell’Apparato.

Ad esempio, quando l’Establishment Democratico si rese conto che Franklin D. Roosevelt non sarebbe sopravvissuto al suo quarto mandato, cacciò il suo popolare vice presidente, Henry Wallace ed installò al suo posto il non-entità e facilmente controllabile Harry Truman. L’Establishment è stato così in grado di utilizzare Truman per creare la molto redditizia Guerra Fredda, che ha mantenuto in salute per anni il complesso militar-industriale.

D. Sbaglio o si è affermata a livello politico una sorta di “generazione Power Point”? Cioè un insieme di persone i cui schemi di pensiero sono estremamente semplificati, lineari e in cascata, privi quindi di una marcata capacità di pensiero laterale, oltre che di onestà?

R. Non posso rispondere per tutti i Paesi. Negli Stati Uniti l’attuale potere è costituito dai Neoconservatori. Il loro nome è fuorviante. Non sono conservatori. I loro padri provengono dalla sinistra trotskysta. Con il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, i neocon hanno concluso che la Storia avesse scelto i capitalisti, non i lavoratori e che l’America fosse il Paese “eccezionale e indispensabile” il cui diritto era quello di esercitare egemonia sul mondo. Questo è simile alla teoria della rivoluzione mondiale di Trotsky, ma a favore del capitale americano, non dei lavoratori. Il perseguimento di tale politica degli Stati Uniti ha definito la politica estera dal regime Clinton. Le vite di milioni di persone hanno pagato per la supremazia del controllo americano.

D. Possiamo quindi dire che l’attuale politica estera statunitense è il prodotto di questa generazione “a pensiero limitato”? Nel caso, secondo Lei quanto ne sono influenzati i vertici militari?

R. Non credo che gli Stati Uniti siano più in grado di produrre leader. Il governo è semplicemente qualcosa da utilizzare mediante ordini del giorno. I capi militari traggono beneficio dalle mobilitazioni e dalla guerra, le promozioni sono più rapide e gli ufficiali in congedo hanno pensioni più elevate. Una volta raggiunto il grado di maggiore o tenente generale, abbondano le opportunità di consulenza private o del Pentagono come pure le direzioni di aziende militari o di sicurezza nel settore “difesa”. Le ricompense finanziarie rendono i generali complici nella propaganda di “minacce” sempre presenti, siano esse “terroristi”, musulmani, la “minaccia” russa o cinese.

D. Alcune persone, qui in Italia, ritengono che l’attuale politica statunitense sia conseguenza della crisi di quello che loro stessi chiamano “Impero Americano”. Qui il termine “Impero” è usato in una eccezione diversa da quella che generalmente gli si attribuisce ma indica comunque una forma di governo autoritaria e liberticida. Qual è la Sua opinione al riguardo?

R. Gli Europei sono responsabili per l’Impero Americano. Gli Europei sprofondarono nella Guerra Fredda, con la visione dell’Armata Rossa che dilagava in Europa stuprando tutte le donne in Germania, e assegnarono la loro difesa e la loro politica estera a Washington. Gli Europei non hanno avuto una politica estera indipendente dalla Seconda Guerra Mondiale. I Paesi Europei sono gli Stati vassalli dell’Impero americano e prendono i loro ordini da Washington. Nessun leader europeo è indipendente dal controllo di Washington.

D. La situazione sociale attuale che vivono gli Stati Uniti e, in parte, il mondo Occidentale, può essere paragonata a quella vissuta negli ultimi tempi dalla Repubblica Romana con l’omicidio di Cesare come detonatore delle guerre civili e catalizzatore dell’Impero romano? Fino a che punto potremmo spingerci con questo paragone?

R. La Repubblica Americana è stata distrutta nella cosiddetta Guerra Civile. Quella guerra riguardava un Impero, non la schiavitù. Lincoln stesso dichiarava che avrebbe sostenuto la schiavitù se avesse conservato l’Impero. Non appena i criminali di guerra dell’Unione ebbero distrutto il Sud, distrussero anche gli indiani delle pianure, aprendo così il West allo sfruttamento da parte di gruppi di interesse privati.

 

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D. Le recenti elezioni di medio termine hanno trasformato il Presidente Obama nella proverbiale “anatra zoppa”. Come ritiene si svolgeranno gli ultimi due anni della presidenza Obama?

R. L’ “anatra-zoppa pensiero” è obsoleto. Obama rappresenta l’Establishment così come lo rappresenterà il suo sostituto. Gli attacchi dei Repubblicani contro Obama non sono altro che la loro speranza di essere la prossima puttana dei gruppi di interesse privati che governano l’America e che saranno i Repubblicani, invece dei Democratici, a riceverne le ricompense.

D. Per concludere, secondo Lei che cosa ci dovremo aspettare dal prossimo presidente americano? Che si tratti di Jeb Bush o Hillary Clinton o anche di un improvviso outsider, che cosa cambierà e che cosa non cambierà nella politica americana?

R. L’unica cosa che ci si può aspettare dal prossimo presidente degli Stati Uniti è più guerra, più omicidi e più l’oppressione del popolo americano credulone. Persone disinformate e credulone come gli americani non hanno futuro. Gli americani sono un popolo morto che la Storia sta per investire.

Paul Craig Roberts è un economista americano di 75 anni che nella vita ne ha fatte molte. Assistente Segretario del Tesoro nell’ amministrazione Reagan e co-fondatore della cosiddetta ‘Reaganomics’, la politica economica di quella presidenza. Tra i tanti ‘peccati’ ha scritto anche per Wall treet Journal e BusinessWeek. 
Paul Craig Roberts, a former Assistant Secretary of the US Treasury and former associate editor of the Wall Street Journal, has been reporting shocking cases of prosecutorial abuse for two decades. A new edition of his book, The Tyranny of Good Intentions, co-authored with Lawrence Stratton, a documented account of how americans lost the protection of law, has been released by Random House. Visit his website.

1306.- La tratta delle prostitute bambine nigeriane che arrivano in Italia sui barconi dei migranti

Dalla Libia al litorale domizio al confine tra Lazio e Campania: costrette a prostituirsi per estinguere il debito del viaggio in Italia. «Si sta abbassando molto l’età delle nigeriane in strada. Le organizzazioni criminali vogliono ragazze sempre più giovani: sono più appetibili sul mercato del sesso»

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C’è una strada lunga circa 40 km dove l’umanità è sospesa. È una linea che separa la terra e il mare tra il Lazio e la Campania. Si chiama Domiziana e percorrendola si incontrano centinaia di ragazze prevalentemente nigeriane, costrette a prostituirsi. Molte di loro sono ragazzine minorenni.

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Da mesi infatti, stanno arrivando in questa zona, contestualmente agli sbarchi dei migranti, tante piccole donne. Come B. che i suoi 14 anni li dimostra tutti. Esile, con un corpo che non è ancora quello di una donna, gli occhi grandi. L’ha notata un artista della fotografia, Giovanni Izzo che da mesi perlustra la Domiziana segnandosi i numeri delle ragazze che gli sembrano più piccole da segnalare agli operatori sociali. Con lei c’era un’altra ragazzina, forse anche più piccola, di cui abbiamo perso le tracce.

Tremava come una foglia ma ci mettiamo poco a convincerla a scappare dalla strada. Due operatori, di cui uno nigeriano, la hanno accompagnata lontano da Castelvolturno in una struttura dove tutt’ora vive. «Sono arrivata in Italia senza sapere nulla, mi hanno detto che dovevo pagare un debito e per questo dovevo prostituirmi. Ma io non volevo, non ero mai stata con un uomo. Io ho 14 anni. Così mi hanno fatto violentare da più persone, anche utilizzando degli oggetti. Stavo male, sanguinavo. Mi hanno curato sotto una doccia con il sale. Poi mi hanno messo sulla strada». Le loro storie sono sempre simili, vengono reclutate in Nigeria, nei villaggi (la regione più gettonata è quella di Benin City). La maggior parte è convinta di venire in Italia per trovare un lavoro legale o per studiare. Qualcun’altra invece viene ceduta dalla famiglia e sa di arrivare in Italia per doversi prostituire. Affrontano un viaggio terribile che le porta prima in Libia, dove spesso vengono ripetutamente violentate, e poi fatte salire dai trafficanti di esseri umani, sui barconi che le condurranno alle coste italiane.

Durante il viaggio contraggono un debito che va 35mila a 55mila euro, un debito che dovranno estinguere diventando schiave controllate a vista da una delle madame (donna membro della banda criminale, che a sua volta si è affrancata dalla schiavitù e che gestisce le baby prostitute ndr.). Come emerge, non solo dal racconto di B. ma anche da un’indagine che la scorsa settimana ha portato all’arresto di tre persone accusate di gestire un traffico di prostitute, quando le ragazzine sono vergini, vengono fatte violentare.

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Nel caso dell’indagine della procura di Napoli e dei carabinieri di Grazzanise, le baby prostitute venivano portate da «un uomo bianco» che provvedeva a «risolvere il problema». «Si sta abbassando notevolmente l’età delle ragazze nigeriane in strada – Spiega Andrea Morniroli della cooperativa sociale Dedalus – Sicuramente è una scelta delle organizzazioni criminali che cercano di avere sempre più ragazze giovani perché sono più appetibili sul mercato del sesso.Molte di queste ragazze non arrivano più con le tratte a cui eravamo abituati ma arrivano quasi tutti mischiate e confuse nei flussi profughi richiedenti asilo, sono quelle cioè, che arrivano sui barconi».

Anche Sergio Serraino di Emergency Castelvolturno è convinto che ci sia una strategia da parte dei trafficanti che vanno a prendere le ragazzine nei villaggi e le fanno viaggiare sui barconi. «Sul litorale domizio vediamo tante bambine che subiscono violenza dalla mattina alla sera per estinguere loro debito – dice l’operatore sociale Agostino Trinchese – e sono vittime della loro stessa gente. Qui la mafia nigeriana è molto radicata e le organizzazioni muovono le ragazze liberamente». «Quando ci avviciniamo con i nostri camper difficilmente ci dicono la loro vera età. Aggiunge- Morniroli – Molte ragazze nascondono la loro età perché l’organizzazione così gli ha detto di fare in quanto la prostituzione minorile in Italia è reato».

Proprio come nel caso di A. Se la guardi capisci subito che è un’adolescente ma lei alla polizia ha detto che ha 23 anni. A noi, a Izzo e a Trinchese, dopo alcune ore confessa di avere 14 anni, quasi 15. Vive in una stanza che era la cantinola di una casa. Non c’è il bagno e c’è un materasso e sopra un pupazzo di peluches. «Sono arrivata a Lampedusa dalla Libia. Mi hanno reclutata nel mio villaggio a Benin city. La mia famiglia non se la passa bene e così ho deciso di partire. Durante il viaggio mi hanno fatto parlare con la madame che mi ha detto che avrei dovuto pagare 35 mila euro di debito per il viaggio. In Libia sono stata picchiata di continuo. In Italia mi hanno prelevato dal centro di accoglienza e portata a Castelvolturno. Qui mi hanno obbligato a prostituirmi. E’ stata una mia amica ad insegnarmi come si fa perché io non sapevo nulla. Mi hanno violentata tre volte e sono anche stata derubata. Finora non sono stata in grado di pagare nulla del mio debito e sono terrorizzata. Mi minacciano di continuo e io non so che fare». Anche A. viene via con noi ed ora è in una struttura che la accoglie. Ancora non dice tutta la verità e abbiamo l’impressione che abbia paura e che ci stia nascondendo qualcosa. Però è felice. Canta e balla di continuo, anche mentre va a sporgere denuncia contro chi le ha fatto del male.

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di Amalia De Simone

1305 .- In gommone dalla Tunisia a Marsala. La rotta segreta dei sospetti jihadisti

di SALVO PALAZZOLO

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Il selfie del capo dell’organizzazione durante la traversata 

Immigrazione clandestina, blitz della Guardia di finanza: 15 fermi. Uno degli intercettati: “Spero di arrivare in Italia e che non mi rimandino indietro per terrorismo”Schermata 2017-07-18 alle 21.25.53.pngUn’agenzia molto particolare organizzava trasferimenti riservati dalla Tunisia alla Sicilia. A bordo di modernissimi gommoni che impiegavano tre ore e mezza per la traversata. Prezzi, fra 2000 e 3000 euro. Viaggio garantito per clienti selezionati, approdo assicurato nella zona di Isola Grande, Marsala. Su quei gommoni sarebbero saliti anche sospetti jihadisti in transito dall’Italia verso il Nord Europa. Lo svela una delle intercettazioni del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Palermo, che ha chiuso il cerchio attorno a un’organizzazione formata da tunisini e italiani. Uno dei clienti, ascoltato al telefono dagli investigatori del Gico, dice: “Spero di arrivare in Italia e che non mi rimandino indietro per terrorismo”.

In gommone dalla Tunisia a Marsala. La rotta segreta dei sospetti jihadisti

Questa mattina, all’alba, è scattato un provvedimento di fermo per 15 persone, firmato dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi, dai sostituti Geri Ferrara, Claudia Ferrari e Federica La Chioma. Viene contestata l’associazione a delinquere, finalizzata a “commettere una pluralità di delitti di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

In gommone dalla Tunisia a Marsala. La rotta segreta dei sospetti jihadisti

Uno dei gommoni sequestrati a Marsala

Un lavoro complesso quello del comando provinciale diretto dal generale Giancarlo Trotta e della Compagnia di Marsala, che si avvalso di intercettazioni ma anche di lunghi pedinamenti e inseguimenti in mare, fatti dalle motovedette e da un aereo della componente aeronavale della Guardia di finanza. Su quei gommoni viaggiavano anche carichi di sigarette di contrabbando. Un viaggio è stato interrotto, a bordo c’erano 14 persone e 103 chili di sigarette, c’erano anche 375 litri di carburante distribuito in 16 contenitori, il necessario per la traversata Tunisia-Sicilia-Tunisia. A capo del gruppo, un tunisimo di 28 anni, che poteva contare su molte complicità nel territorio italiano, soprattutto in Toscana, ma anche nel Nord Europa.

La rotta Tunisia – Marsala

Si continua a indagare sull’organizzazione, soprattutto per scoprire l’identità di alcuni clienti, sospetti fiancheggiatori del terrorismo islamico. Il nucleo di polizia tributaria di Palermo, coordinato dal colonnello Francesco Mazzotta, sta seguendo anche una pista che porta ai canali di finanziamento delle traversate, sarebbero stati già individuati dei conti correnti su cui transitavano bonifici internazionali.Schermata 2017-07-18 alle 21.28.16

Dice Lo Voi: “L’organizzazione scoperta era operativa e alcuni componenti avevano manifestato la volontà di allontanarsi dall’Italia. Ecco perché abbiamo proceduto all’emissione di un provvedimento di fermo”.

1304.- La nave ‘nera’ contro Ong e migranti

Si chiamano “Generazione identitaria”, sigla dell’estrema destra europea. Addestrati sulle Alpi francesi, hanno una nave arrivata da Gibuti, e navigheranno nel mare di fronte alla Libia, pronti a riportare in Libia i rifugiati raccolti a sud della Sicilia, con lo slogan “Defend Europe”. Con mercenari dall’Ucraina – scopriamo – ai mari caldi e sempre a difendere una certa Europa.

 

Di Ennio Remondino 18 luglio 2017

Guerra di corsa contro la flottiglia delle Ong, corsari anti migranti che, dicono di volerli salvare, ma solo per consegnarli alla guardia costiera libica. Si chiamano “Generazione identitaria”, sigla della estrema destra europea nata in Francia nel 2012 con filiali in Austria, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Repubblica Ceca e Slovenia. Il nome scelto per la campagna in mare è “Defend Europe”. Già lo scorso maggio, con un’imbarcazione messa di traverso nel porto di Catania, l’organizzazione era riuscita a ritardare l’uscita per i soccorsi della nave francese Aquarius della Ong Sos Mediterranée. Per l’impresa attuale si sono addestrati sulle Alpi francesi. Hanno alle spalle una rete internazionale occulta e si riuniscono segretamente comunicando il luogo solo all’ultimo minuto e sono in grado di gestire raccolte di fondi cambiando conto e banca in poche ore.

La nave dei Corsari Neri
Ora hanno finalmente la loro nave da ‘corsa’, nel senso di pirateria e/o, antipirateria. Un vecchio cargo preso a nolo da una società inglese di mercenari del mare, una delle tante ‘carrette del mare’, questa arrivata da Gibuti. Per loro, corsari neri ideologici, un programma preciso: bloccare ogni forma di migrazione, respingere chi chiede asilo verso i paesi di provenienza, annullare tutti i visti ottenuti per ricongiungimento familiare. Programmi da destra dura e pura.
C’è anche un referente Italia, scrive Libero simpatizzando: Lorenzo Fiato, milanese di 23 anni, studente di Scienze politiche. «Bloccheremo le barche dei clandestini impedendogli di toccare le coste italiane fin quando la guardia costiera libica non verrà a prenderseli per riportarli indietro». Ronde mediterranee.

Società implicate, interessi nascosti
Sul fronte decisamente opposto, Famiglia cristiana, che ha indagato. La nave che sta entrando nel Mediterraneo da Suez, racconta di un mondo di mercenari e compagnie di sicurezza private, attive da almeno cinque anni nell’Oceano indiano. L’imbarcazione si chiama C-Star, batte bandiera mongola, ed è normalmente ancorata nel porto di Gibuti, il piccolo Stato al nord della Somalia. Secondo i registri navali appartiene ad una società di diritto inglese, la Maritime Global Service, con sede a Cardiff, la capitale del Galles.
Figura come proprietario lo svedese Sven Tomas Egerstrom, 49 anni, a capo di un network di società specializzate in difesa privata, collegato con la società britannica The Marshals Group, holding che riunisce altre sei società nel settore della sicurezza.

Flotta Energstrom
La C-Star è entrata a far parte della flotta di Egerstrom lo scorso marzo, entra nei dettagli Andrea Palladino. Prima batteva bandiera di Gibuti ed aveva il nome di Suunta. Apparteneva ad un’altra società di sicurezza marittima, la Sovereign Global Solution, del francese Jerome Paolini e da Bruno Pardigon. Secondo un cablogramma diffuso da Wikileaks, Pardigon avrebbe dato supporto negli anni passati alla Blackwater statunitense, attraverso la sua precedente società, la Djibouti Maritime Security Servicesì. Strane vicinanze vero? Ma mica è finita qui. Dall’Oceano indiano, dove le navi come la C-Star trasportano i mercenari in funzione antipirateria, fino all’Ucraina, dove la Land Marshals prepara un ‘open day’ per il reclutamento del personale. La bacheca della società su Linkedin contiene il profilo professionale di alcuni dipendenti, in buona parte ex militari ucraini e russi.

Ora l’affare migranti
Scafisti e anti scafisti, tutti all’incasso. L’utilizzo di milizie marittime private è iniziato dopo il 2005, con l’esplosione degli attacchi dei cargo da parte dei pirati somali. Società soprattutto inglesi che utilizzano ex appartenenti alle forze speciali di moltissimi eserciti. Militari a volte reduci da scenari di guerra atroci, come l’Ucraina. Lo scorso gennaio la Sovereign Global ha annunciato di voler uscire dal settore antipirateria. Poco prima sul sito aveva reso nota la partecipazione ad una missione di recupero di migranti somali. Un cambio di strategia ‘aziendale’, indizio del futuro utilizzo delle società di mercenari nel controllo dei flussi di migranti. Le società che hanno operato soprattutto nell’area dell’Oceano indiano, con la riduzione ai minimi termini degli assalti del pirati somali hanno oggi la necessità di trovare nuovi fronti. Bella gente vero?

1303.- L’agente della CIA in punto di morte confessa: “11 settembre operazione interna”

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Ho speso dodici anni nelle inchieste sugli incidenti aerei e stimo molto l’amico Maurizio Blondet. Non voglio, però, discutere le tesi pro e contro né che si tratti o meno di una notizia falsa, ma, di sicuro, lessi della necessità di demolire gli edifici del World Trade Center 7, almeno due anni prima dell’11 settembre, a causa di errori progettuali strutturali e che vi erano problemi di difficile soluzione dovuti alla loro collocazione. Il mattino della tragedia pensai, malignamente, che li avessero risolti e l’episodio dell’attacco al Pentagono e il successivo stato di guerra permanente avvalorarono questo sospetto.

Ecco alcune immagini di un identico aereo della American Airlines, di un missile da crociera con i suoi colori.

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Solo i colori si somigliano, ma non le dimensioni delle fasce del relitto

 

 

 

 

 

Ecco un missile da crociera del B 52 stranamente decorato. Le dimensioni del missile sono compatibili con il foro sul muro blindato del Pentagono, quelle del Boeing, no.

 

L’agente della CIA in punto di morte confessa:

Maurizio Blondet 17 luglio 2017

 

Dopo essere stato rilasciato da un ospedale del New Jersey il venerdì con poche settimane di vita rimaste, Malcolm Howard, 79 anni, un ex operatore della CIA sta raccontando tutto.

Il signor Howard sostiene di aver partecipato ad un’operazione CIA segreta per la demolizione controllata del World Trade Center 7, l’11 settembre.

Formato come ingegnere civile, è diventato un esperto di esplosivi dopo la ricerca e gli studi effettuati nella CIA negli anni ’80, dove ha trascorso 36 anni della sua vita come operatore.

Durante la sua carriera ha acquisito conoscenze e esperienze approfondite in esplosivi e afferma di avere la possibilità di piantare esplosivi in ​​qualsiasi cosa da un accendino a un edificio di 80 piani.

“QUALCOSA NON ERA GIUSTO”

Tra il maggio 1997 e il settembre 2001, Howard ha partecipato ad un’operazione CIA segreta chiamata “New Century“.

Lui, insieme a quattro altri operatori della CIA, era incaricato di assicurare che la demolizione dell’edificio del World Trade Center 7 andasse a buon fine senza problemi.

Confessa che questa demolizione controllata era diversa dal resto perché “doveva fare finta che non fosse un lavoro di demolizione.”

All’epoca non aveva problema a svolgere il compito. Dice che essendo un patriota e non si è mai domandato nulla dei lavori che faceva per la CIA e per il governo, ma ammette che ora, guardando indietro nel tempo, “qualcosa non era giusto“.

“L’EDIFICIO (WTC7) È STATO ABBATTUTO CON ESPLOSIVI”

Il signor Howard sostiene che l’edificio è stato abbattuto utilizzando materiali compositi a base di “Nano Thermite”, come qualsiasi altra demolizione controllata.

Nel corso del mese che hanno portato all’11 settembre, gli esplosivi sono stati strategicamente posizionati attraverso l’edificio.

All’epoca quasi tutti gli uffici dell’edificio sono stati affittati dalla CIA, dai Servizi Segreti e dal personale militare, che ha fatto il suo lavoro per ottenere gli esplosivi nell’edificio senza nessun sospetto.

Infine, l’11 settembre, gli esplosivi del World Trade Center 7 sono stati accesi e l’edificio è crollato alle 5,20 circa, quasi 7 ore dopo i primi due edifici, lasciando testimonianza di quanto sia scomparso rapidamente l’edificio.

Il signor Howard confessa che una volta che l’edificio è andato giù lui e i suoi colleghi hanno festeggiato con whisky e sigari.

Tuttavia, dopo aver esaminato i nastri rapidamente si era preoccupato. Dopo aver visto il modo in cui il Trade Center  (le torri gemelle) era crollato, temeva che il pubblico diventasse sospetto.

Dice: “Abbiamo cominciato a preoccuparci perchè sembrava troppo ‘liscio’, abbiamo guardato ancora e ancora, e abbiamo cominciato a diventare paranoici, sembrava una demolizione controllata. E poi abbiamo sentito che le persone della strada avevano segnalato che avevano sentito le esplosioni nel pomeriggio. Quando ci è stato detto che la BBC aveva annullato la loro relazione e ha annunciato al mondo che l’edificio è crollato 20 minuti prima del previsto … Quando il governo ha infine pubblicato il rapporto ufficiale di quello che era accaduto in quella fatidica giornata, ha sostenuto che il calore del bruciare i detriti dei primi due edifici distrutti avevano in qualche modo danneggiato l’edificio del World Trade Center 7 causando incendi incontrollabili che hanno portato al crollo dell’intero edificio.”

Howard temeva che il Paese avrebbe potuto chiedersi attraverso le false segnalazioni cosa fosse successo.

Disse: “..Abbiamo pensato che il pubblico ci avrebbe finito. Pensavamo che ci potesse essere una rivolta pubblica che gli stessi media non avrebbero potuto ignorare.Avrebbero dovuto finanziare indaginie chiedere di sapere perché era stato mentito…. Tuttavia, nessuno ha messo in dubbio la verità dietro i rapporti e quelli che ci hanno provato sono stati rapidamente abbattuti dai media.”

Mentre Mr. Howard afferma di non avere conoscenza diretta della distruzione delle prime due torri, afferma che non è raro che un operatore della CIA abbia solo conoscenza della propria missione specifica, anche se può essere un piccolo pezzo di un puzzle più grande.

Lascia una parola, un consiglio a coloro che cercano di capire chi sono i veri colpevoli dietro gli attacchi devastanti: “Quando vuoi scoprire chi c’è dietro qualcosa, basta seguire i soldi. Guardate i commerci effettuati poco prima dell’11 settembre. Questi sono i ragazzi che sapevano cosa stava per venire. I figli degli agenti della CIA, funzionari del governo. Vicini parenti degli uomini più potenti in America. Cheney, Rumsfeld. Tutti sono ricchi. Non erano solo i contratti accordati ai loro amici nel settore delle costruzioni, la ripresa delle guerre“. Il 79enne, sul suo letto di morte, ha intenzione di vivere le sue ultime settimane di vita a casa. È sicuro che non ci saranno ripercussioni legali per le sue confessioni. Dicendo che “non ci sarebbe mai stata un’indagine reale.L’intero governo dell’ombra, è implicato“.

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Il rotore di turbina trovato sul prato del Pentagono a confronto con un turbofan di quella classe. C’è un po’ di differenza.

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PILOTA CHE DENUNCIAVA IL COMPLOTTO DELL’11 SETTEMBRE, TROVATO MORTO CON I SUOI DUE FIGLI

 

Autore del nuovo libro di 9/11 Truth è stato trovato morto con i suoi figli

L’ex pilota di linea Phillip Marshall ha trascorso molto tempo vicino a Santa Barbara lo scorso anno preparando l’uscita del suo controverso libro sul complotto del 9/11 “The Big Bamboozle:. 9/11 e la Guerra al Terrore”

Durante il processo di editing e pre-marketing del libro, Marshall ha espresso un certo livello di paranoia perché il suo lavoro di saggistica accusa l’amministrazione Bush di essere in combutta con la comunità dell’Intelligence saudita nella formazione dei dirottatori morti utilizzati negli attacchi.

“Pensate a questo,” Marshall ha detto l’anno scorso in una dichiarazione scritta, “La versione ufficiale di qualche fantasma (Osama bin Laden), in qualche grotta dall’altra parte del mondo, che è riuscito a sconfiggere il nostro intero establishment militare sul suolo americano è assolutamente assurda.”

Marshall ha continuato a dire: “La vera ragione è che l’attacco ha avuto successo a causa di un interno di stand-militare e una azione di formazione coordinata che ha preparato i dirottatori per voli aerei di linee commerciali pesanti. Abbiamo decine di documenti dell’FBI per dimostrare che questo addestramento al volo è stato condotto in California, Florida e Arizona nei 18 mesi precedenti all’attacco. “

Il pilota veterano confidò che era preoccupato per il suo libro da 10 anni, lo studio indipendente sul 9/11 e più di recente a quanto indicato ai sauditi e alla comunità di intelligence di Bush come i carnefici dell’attacco che ha battuto tutte le difese militari degli Stati Uniti l’11 settembre , 2001. Marshall ha detto che sapeva che il suo libro avrebbe messo molte persone contro di lui.

A quando segue dalla relazione dello Sceriffo della contea i bambini stavano dormendo quando gli è stato sparato. Il pubblico ufficiale ha dichiarato che Macaila Marshall, 14, e Alex Marshall, 17, giacevano 6 piedi uno dall’altro in parti separate su un grande divano ad U in sezione.

“La causa della morte è stata un unico colpo di pistola alla testa per tutti”, ha detto il medico legale. Il cane di famiglia inoltre è stato trovato ucciso da un colpo di pistola in una camera da letto.

La madre dei bambini, Sean Marshall, era in viaggio per lavoro in Turchia, al momento delle uccisioni. Il medico legale ha detto che è previsto l’arrivo nella zona presto per fare organizzare il funerale.

“Dopo un esauriente studio di 10 anni di questo attacco letale che ha usato aerei di linea Boeing pieni di passeggeri e membri dell’equipaggio compagni come missili guidati, io sono al 100% convinto che una squadra segreta di agenti dei servizi segreti sauditi era la fonte delle risorse finanziarie, logistiche e tattiche che la formazione diretta di volo essenziali per i dirottatori dell’11 / 9 per 18 mesi prima l’attacco “, scrive Marshall. “Questa conclusione è stata determinata sei anni fa e tutte le prove successive hanno fatto altro che confermare questa conclusione.”

L’anno scorso, Marshall ha parlato alla trasmissione radiofonica nazionale Coast to Coast AM. Ha detto che l’intero episodio 9/11 era “una trovata politica per favorire il governo americano ombra che sta facendo affari come la comunità di Intelligence degli Stati Uniti.”

 

1302.- Fra due epoche. L’Occidente e la nuova strategia di Trump.

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Gli yankees che si fanno manipolare dai loro media ci stanno sulle scatole, ma non si può avercela con loro sempre, soprattutto quando si comportano in maniera diametralmente opposta due amministrazioni che sono una l’antitesi dell’altra.

Oggi, Trump, che, ha metabolizzato la sconfitta siriana e che vuole davvero chiudere la partita ed eliminare i terroristi e che li bombarda per davvero, alla stessa stregua dei Russi.
Non possiamo essere contro entrambi.
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Ieri, i Neocon (i 2 Bush, Clinton, Obama), con una direzione strategica insufficiente, mossi dalle ragioni di Israele e dagli affari d’oro, che hanno fatto finanziare e addestrare i terroristi dai loro alleati sauditi, turchi e israeliani per usarli come una milizia privata; che hanno, poi, fatto finta di bombardarli; che se ne sono andati dall’Iraq lasciando sul posto armamenti per miliardi e che hanno invaso la Siria, bombardato postazioni militari di Assad nonchè civili siriani. Quando Putin entro` in Syria, Obama era gia la, da cinque anni, nel nord ovest, a proteggere Israele e Giordania, ogni qual tanto facevano raids aerei, facendo saltare carri armati e caccia Siriani, aspettando che il califfato arrivasse a loro, poi Obama e Netanyahu li avrebbero finiti, esattamente come fece Putin, l`entrata di Putin fu` veloce inaspettata, il giorno dopo Obama annunciava l`aiuto anti Assad paracadutando 52 tonnellate di armi nuove, che stranamente finirono nelle mani dei guerrieri del Califfato, alla domanda dei giornalisti come era potuto accadere, Obama rispose, beh noi le abbiamo paracadutate, può darsi che qualcuna sia finita nelle mani Jihadiste. Nessuna spiegazione di come fossero cadute 300 KM a Sud Est, invece che a Nord Ovest. Fu un indizio eloquente. 

Ma guardiamoci anche in casa. Hezbollah e Salafisti sono gia in Europa grazie ai pingui affari stipulati dall’Unione europea. A Berlino si trovano 250 Hezbollah operativi e sostenitori dei terroristi inoltre i sindaci tedeschi permettono al PFLP, Organizzazione per la Liberazione della Palestina, di dimostrare a favore degli attacchi suicidi da parte dei terroristi e il tutto in nome del pluralismo e della democrazia. In Germania ci sono più di 18 deputati musulmani! Banche austriache sovvenzionane queste organizzazioni tramite l BDS le ONG e altre ancora. Questi movimenti, nel passato, furono responsabili di dirottamenti aerei quello famoso dell AIR FRANCE nel luglio del 1977 in cui perirono molti civili innocenti.

L’Occidente, oggi, non è coeso. E’ profondamente diviso, purtroppo, ma ho la sensazione che il discorso di Trump a Varsavia abbia creato un ponte ideale fra il comportamento di Reagan ed il suo, facendo in modo che tutto quello che e’ accaduto nel frattempo (dai Bush, a Obama) altro non sia che una politica confusa e male espressa che quando sarà vista in prospettiva storica costituira’ soltanto un interludio fra due epoche decisive per le sorti del pianeta.

Cosa si sono detti Trump e Putin al G20

Hanno parlato di Siria, Corea del Nord e Ucraina, ma soprattutto dell’ingerenza russa nelle elezioni statunitensi (anche se non è chiaro in quali termini)

 

Il 7 luglio Donald Trump e Vladimir Putin, presidenti di Stati Uniti e Russia, si sono incontrati per la prima volta faccia a faccia durante il G20 di Amburgo, in Germania. I principali giornali statunitensi avevano scritto che loro incontro sarebbe dovuto durare circa mezz’ora: invece è durato due ore e un quarto. L’incontro era molto atteso: per le dichiarazioni di stima reciproca durante la campagna elettorale, ma anche per le diverse indagini in corso negli Stati Uniti sui possibili legami fra il comitato elettorale di Trump e il governo russo (accusato fra le altre cose di aver provato a manipolare le ultime elezioni presidenziali in favore di Trump). L’incontro non sembra essere stato risolutivo, e i giornali internazionali raccontano che né Trump né Putin possono dire di esserne usciti da vincitori. Questa mattina, prima di un incontro con la prima ministra britannica Theresa May, Trump ha detto che il suo incontro con Putin è stato «tremendous» (“eccezionale”).

Durante il loro incontro Trump e Putin hanno trovato un accordo per un cessate il fuoco, da domenica mattina, nel sudovest della Siria (la cui efficacia è però tutta da dimostrare) e per la nomina di Kurt Volker, un inviato statunitense in Ucraina. Per il resto, hanno parlato di Corea del Nord e delle presunte interferenze russe nelle elezioni statunitensi. In questo caso ci sono una versione russa e una statunitense, ovviamente. Prima dell’incontro i due si sono fatti fotografare, si sono dati la mano (ma la vera prima volta è questa) e Trump ha detto di essere “onorato” di trovarsi lì con Putin.

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