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1363.- Leva obbligatoria per 8 mesi: la proposta al Senato

 

RITORNA LA NAJA? Servizio militare di leva, servizio civile o che?

Si parla di servizio militare e di servizio civile. E’ stato assegnato all’esame delle commissioni riunite del Senato il ddl n. 2844, che propone il ripristino del servizio militare, meglio detto e più formalmente, coscrizione obbligatoria o, popolarmente naja. Il ddl giunge mentre ci stiamo occupando di fare chiarezza su una proposta di istituzione di un esercito europeo, che sta trovando sostenitori in vari paesi dell’Unione e intorno alla quale vorremmo tirare le nostre conclusioni. Trovo interessante, pertanto, aprire il dibattito anche su questa iniziativa legislativa della Lega Nord, che, a prima vista, può sembrare in parziale contraddizione con gli auspici di quella parte della pubblica opinione, favorevole alla reintroduzione del servizio militare obbligatorio e che, per molti aspetti, appare in controtendenza con molte conclusioni dell’esperienza trascorsa. È bene ricordare, infatti, che la società italiana nel corso del tempo, ha nutrito una generale e crescente avversione alla coscrizione obbligatoria. Ferveva, anche, in certi ambienti, il dibattito sull’obiezione di coscienza, che non considero sopito. Occorrerà finalizzare adeguatamente l’iniziativa, incontrando le aspirazioni pacifiste del popolo italiano; coniugandole con gli impegni internazionali tuttavia assunti; ma senza, perciò, rincorrere una molteplicità di obbiettivi.
Per esempio, dal punto di vista della Difesa, il principio delle coscrizione generale non sembra più idoneo a garantire la capacità di mobilitazione di un congruo numero di uomini in tempi brevi e nemmeno è possibile sottacere il nostro rilevante calo demografico.

Se condivido l’opinione che una breve esperienza di vita militare giovi alla formazione dei giovani (e, se dobbiamo integrare i popoli europei, non solo di quelli italiani), è vero anche che essere inquadrati per otto mesi in una categoria di scarso livello non può tradursi in un accrescimento. A tale riguardo, ricordo, invece, positivamente, sia l’iniziativa del governo Berlusconi IV, denominata Pianeta Difesa, con la quale, nel 2009, 100 ragazzi e 45 ragazze furono inquadrati dal 6° Reggimento Alpini per un breve periodo, sia il successivo progetto, più ampio, denominato “Vivi le Forze Armate, Militare per 3 settimane”.
L’argomento riveste importanza per tutti i cittadini e mi riporta al tempo della conclusione del servizio militare obbligatorio per dire che non caratterizzerei più di tanto l’iniziativa sotto l’aspetto bellicistico-militare e che nemmeno sottovaluterei gli aspetti professionali del servizio civile. Personalmente, tredici anni fa, fui favorevole alla decisione dell’abolizione per la difficoltà di ottenere in dieci-dodici mesi dei cittadini-soldati, impiegabili efficacemente nelle operazioni belliche e, in particolare, nei reparti, a loro volta, impiegabili nelle missioni fuori area: missioni – come è noto – ad alto rischio e non sempre in linea con i principi della Costituzione, che richiedono una formale dichiarazione di volontarietà, tranne, chissà perché, per i medici. Ricordo, a proposito degli aspetti costituzionali, che il Libro Bianco della Difesa, da alcuni anni, prevede l’impiego delle truppe nell’ordine pubblico!
Vi era, allora e vi sarà sempre, anche una obbiettiva difficoltà ad offrire a tutti i coscritti un livello di partecipazione elevato, in dipendenza del diverso livello operativo dei reparti di assegnazione, sicché, per molti, l’esperienza si traduceva, sì in un probabile accrescimento del sentimento della coesione nazionale, ma, anche e di più, in una vita di caserma, non sempre positiva, deprimente e, a volte, pericolosa, soprattutto fuori degli orari di servizio giornaliero dei quadri degli ufficiali e sottufficiali. Sospirai, infine, di sollievo perché a fronte dell’impegno di decine di migliaia fra ufficiali e sottufficiali, terminava quel ritornello, offensivo, ricorrente nei ricordi di troppi congedati, sugli abusi amministrativi di qualcuno, per esperienza vissuta, evitabili con una meno esagerata dovizia delle tabelle o con diversi regolamenti. Il ritorno alla vita civile fu motivo di apprezzamento della società militare, almeno dal punto di vista morale. Se non si indulge in sottovalutazioni del servizio militare o di quello civile, l’argomento è appassionante, sia dal lato “esercito europeo”: ma c’è la NATO, sia dal lato di una cittadinanza meglio coesa: ma per opera di chi? di quali quadri? La soluzione potrebbe venire da una nuova istituzione, da un progetto educativo europeo, che rappresenti una continuità con i programmi di studio scolastici e che dia un senso al percorso di integrazione fra i nostri giovani. Nello specifico, il ddl vuole integrare i giovani italiani, ma a livello regionale…

Trovate la relazione di presentazione e il testo del ddl, qui, in calce all’articolo di presentazione di Marina Crisafi sullo studio Cataldi, che abbiamo riportato in questo numero.

Vi aspetto su FB su VENETO UNICO e, qui, sulla nostra <associazioneeuropalibera.wordpress.com>.

 

 

All’esame delle commissioni riunite del Senato il ddl che propone il ripristino del servizio militare. Le novità e il testo
soldato che fa il saluto militare

di Marina Crisafi – Reintrodurre la “naia” per 8 mesi. È quanto propone il disegno di legge di iniziativa del senatore leghista Sergio Divina, presentato al Senato il 26 maggio scorso e assegnato, poco prima della pausa estiva, alle commissioni riunite affari costituzionali e difesa, in sede referente.

Il ddl, recante Propongo  si legge nella relazione, propone di ripristinare un periodo di ferma obbligatoria, quantificato in 8 mesi con “l’obiettivo di ricostruire una cultura della solidarietà e per rispondere altresì ad alcuni bisogni primari del territorio, soprattutto in situazioni in cui dovessero manifestarsi necessità particolari, dando modo a tutti di rendersi utili alla società nell’ambito per il quale ognuno si sente più portato: la protezione civile o la difesa militare”.

Questo nella convinzione, si legge ancora, che “valorizzare le proprie radici geografiche può significare anche dedicare un periodo della propria vita al territorio di appartenenza durante il quale svolgere forme di servizio civile o militare”.

Il ripristino della ferma obbligatoria

Il ddl propone dunque di ripristinare un periodo di ferma obbligatoria di otto mesi.

Non solo. Si intende altresì fornire, si legge nel testo, “alle Forze armate un bacino più ampio di riserve mobilitabili, qualora la situazione internazionale non accenni a migliorare e risulti invece indispensabile affiancare ai professionisti attuali, di cui peraltro dovrebbe essere ridotto in modo consistente il numero, una più vasta platea di persone che abbiano svolto un servizio militare addestrativo di base”.

Scelta tra servizio civile o militare

Il testo propone la scelta tra servizio civile o militare, prevista in maniera paritaria per gli uomini e le donne, che “potrà essere fatta da ciascun cittadino prima dello svolgimento della prestazione, da assolversi nel periodo di tempo tra la maggiore età e il compimento dei ventotto anni, compatibilmente con il percorso scolastico ed universitario dei giovani, esattamente come accadeva fino al 2005″.

Servizio militare o civile nella propria regione

Il servizio civile o militare che sia sarà svolto nel territorio della propria regione “in modo da dare forza al territorio di appartenenza attraverso la messa a disposizione di energie umane che già vi risiedono”. La formazione di coloro che opteranno per il servizio civile verrà affidata alla protezione civile.

Spetterà al governo il compito di adottare uno o più decreti legislativi finalizzati alla riattivazione della leva obbligatoria o del servizio civile obbligatorio in tempo di pace.

Il servizio sarà retribuito e varrà a fini pensionistici. Spetterà sempre al governo determinare “la retribuzione ed il trattamento pensionistico relativo al periodo di prestazione del servizio civile o militare”, nonché la copertura finanziaria attraverso un apposito fondo nazionale.

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Atto Senato n. 2844

XVII Legislatura

Iniziativa Parlamentare

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Natura

ordinaria

Presentazione

Presentato in data 26 maggio 2017; annunciato nella seduta pom. n. 832 del 30 maggio 2017.

Assegnazione

Assegnato alle commissioni riunite 1ª (Affari Costituzionali) e 4ª (Difesa) in sede referente il 29 giugno 2017. Annuncio nella seduta ant. n. 849 del 29 giugno 2017.
Pareri delle commissioni 5ª (Bilancio), 7ª (Pubbl. istruzione), 11ª (Lavoro), Questioni regionali.

La relazione:

Onorevoli Senatori. — Valorizzare le proprie radici geografiche può significare anche dedicare un periodo della propria vita al territorio di appartenenza durante il quale svolgere forme di servizio civile o militare. Tale spirito di servizio è stato splendidamente incarnato da specialità come quella degli alpini, campioni di solidarietà e spesso primi soccorritori in tutte le occasioni in cui l’Esercito è stato chiamato ad intervenire per fronteggiare gli effetti di gravi calamità naturali, come successe nel disastro del Vajont o nel Friuli terremotato.

In funzione degli stessi scopi è stata creata la Protezione civile, che gran giovamento potrebbe trarre dalla disponibilità di un più ampio bacino di giovani addestrati e disponibili.

Dopo il conferimento al Governo, avvenuto con l’approvazione della legge 14 novembre 2000, n. 331, della delega a disciplinare la graduale sostituzione dei militari in servizio obbligatorio con volontari di truppa, sospendendo la leva in tempo di pace e conseguentemente anche il servizio civile obbligatorio alternativo, quel senso di appartenenza al territorio che si percepiva precedentemente è in parte venuto a scemare.

Analogamente, le pur lodevoli misure con cui è stato istituito, attraverso la legge 6 marzo 2001, n. 64, il servizio civile volontario, certamente non hanno rinsaldato quel desiderio di appartenenza al gruppo che in molti tuttora associano al periodo vissuto con i commilitoni durante la leva o comunque nelle forme alternative al servizio militare.

Oggi accade invece che spesso scelte di ferma militare o civile volontaria rispondano a ragioni che poco hanno a che fare con la solidarietà o l’appartenenza al territorio, configurandosi piuttosto, senza nulla togliere peraltro all’ottimo servizio che viene prestato, come opportunità di impiego per chi non trova differentemente occupazione.

Con il presente disegno di legge si propone quindi di ripristinare un periodo di ferma obbligatoria, quantificato in otto mesi, con l’obiettivo di ricostruire una cultura della solidarietà e per rispondere altresì ad alcuni bisogni primari del territorio, soprattutto in situazioni in cui dovessero manifestarsi necessità particolari, dando modo a tutti di rendersi utili alla società nell’ambito per il quale ognuno si sente più portato: la protezione civile o la difesa militare. Si intende altresì fornire alle Forze armate un bacino più ampio di riserve mobilitabili, qualora la situazione internazionale non accenni a migliorare e risulti invece indispensabile affiancare ai professionisti attuali, di cui peraltro dovrebbe essere ridotto in modo consistente il numero, una più vasta platea di persone che abbiano svolto un servizio militare addestrativo di base.

La scelta tra servizio civile o militare, prevista in maniera paritaria per gli uomini e le donne, potrà essere fatta da ciascun cittadino prima dello svolgimento della prestazione, da assolversi nel periodo di tempo tra la maggiore età e il compimento dei ventotto anni, compatibilmente con il percorso scolastico ed universitario dei giovani, esattamente come accadeva fino al 2005.

Se per la scelta del servizio militare si dovrà valutare anche il mantenimento delle diverse opportunità di ferma in vigore al momento dell’emanazione della presente legge, conservando quelle che occorrono per le eventuali missioni oltremare, per quanto riguarda il servizio civile questo dovrà essere svolto presso le associazioni nazionali o locali accreditate di protezione civile, secondo modalità da disciplinare con i decreti delegati.

Il servizio civile o militare sarà svolto nel territorio della propria regione in modo da dare forza al territorio di appartenenza attraverso la messa a disposizione di energie umane che già vi risiedono. Relativamente al servizio di protezione civile, si prevede di affidare alle regioni geograficamente competenti la determinazione dei criteri cui dovrà attenersi la formazione dei giovani cittadini che opteranno per il servizio civile.

Al Governo spetta anche il compito di determinare la retribuzione ed il trattamento pensionistico relativo al periodo di prestazione del servizio civile o militare. In relazione, infine, alla copertura finanziaria della presente legge, è istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri un apposito Fondo nazionale per il servizio civile o militare obbligatorio.

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Finalità)

1. Al fine di realizzare i valori di solidarietà e di collaborazione tra i cittadini è istituito il servizio militare o civile obbligatorio, quale modalità di contributo alla difesa dello Stato.

2. Per il raggiungimento delle finalità di cui al comma 1, il servizio militare o civile obbligatorio è prestato, su base regionale, in uno dei seguenti settori, a scelta:

a) difesa;

b) protezione civile.

Art. 2.

(Ambito di applicazione)

1. Tutti i cittadini italiani, di sesso maschile o femminile, di età compresa tra il diciottesimo e il ventottesimo anno di età, hanno l’obbligo di svolgere il servizio militare o civile, senza pregiudizio per l’acquisizione dei titoli di studio superiore ed universitario, alle condizioni e nelle forme indicate dalla presente legge e dai decreti legislativi di cui all’articolo 3.

2. La durata del servizio militare o civile obbligatorio è di otto mesi.

3. Il periodo svolto per il servizio militare o civile è considerato ai fini pensionistici secondo i parametri stabiliti dai decreti legislativi, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera e).

Art. 3.

(Delega al Governo)

1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi finalizzati a disciplinare la riattivazione del servizio militare e civile obbligatorio in tempo di pace nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) consentire ai cittadini di esprimere la preferenza per uno dei settori di cui all’articolo 1, comma 2, della presente legge;

b) permettere ai cittadini di prestare il servizio militare o civile obbligatorio presso le regioni di residenza;

c) dividere le unità ed i reparti militari destinati ad impieghi operativi all’estero, riservati per quanto possibile ai volontari in ferma prolungata, da quelli adibiti al presidio del territorio, cui destinare i coscritti;

d) prevedere la consistente riduzione numerica del personale militare in ferma volontaria;

e) determinare la giusta retribuzione ed il trattamento pensionistico spettante a coloro che presteranno il servizio civile o militare obbligatorio, tenendo conto delle compatibilità macroeconomiche e delle norme vigenti prima della sospensione del servizio obbligatorio di leva;

f) indicare le cause ostative che motivano l’impossibilità di esercitare il servizio civile o militare obbligatorio o che ne motivano l’eventuale rinvio;

g) organizzare in tempo di pace la mobilitazione in caso di emergenza dei giovani ex coscritti cessati senza demerito dal servizio militare.

2. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro della difesa, di concerto con i Ministri dell’interno e dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano. Gli schemi dei decreti legislativi sono successivamente trasmessi alle Commissioni parlamentari competenti, che si esprimono entro il sessantesimo giorno dalla loro ricezione.

3. I criteri per la formazione dei cittadini che optano per la forma di servizio obbligatorio di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), sono definiti dalle regioni in cui viene svolta la relativa prestazione, nel rispetto di quanto previsto dai decreti legislativi di cui al comma 1 del presente articolo.

Art. 4.

(Disposizioni finanziarie)

1. Presso la Presidenza del Consiglio dei ministri è istituito il Fondo nazionale per il servizio militare e civile obbligatorio, con una dotazione da determinare con la legge di bilancio.

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