Archivi categoria: ISLAM

2326.- LA STRAGE ISLAMICA DEI CRISTIANI: OLTRE 1 MILIONE DI MORTI DAL 2003

L’Europa è l’unico continente che ha avuto la Rivoluzione cristiana, l’unica vera rivoluzione nella storia dell’umanità. Al di là delle religioni, la cristianità dell’”Amore per il Prossimo” e del rispetto della vita hanno un significato valoriale educativo e sociale, incompatibile con il Nuovo Ordine Mondiale della finanza sionista. Ecco, dunque, un perché di queste stragi e della prevalenza accordata dall’Unione europea all’ISLAM, inteso quale utile strumento di dominio delle masse, opportunamente impoverite dall’austerità imposta e, perciò, più facilmente dominabili.

“All’alba del 20 marzo 2003 non iniziarono solo i bombardamenti sulla città di Baghdad, ma fu l’inizio dell’effetto domino che ha causato 1 milione e 250 mila cristiani uccisi e centinaia di migliaia di sfollati. 

Caduto il regime iracheno di Saddam Hussein, che comunque garantiva ai cristiani libertà di culto e, come ogni dittatura laica nel mondo arabo, potere politico alle minoranze religiose, dopo 16 anni di instabilità e distruzione in Medio Oriente e di ‘esportazione della democrazia’, si contano i morti.

Da quel momento l’Iraq è una zona ad altissimo rischio ed a rimetterci maggiormente sono i civili. Soprattutto cristiani. Con l’avvento del Califfato islamico la situazione è precipitata ulteriormente ed i civili sono diventati gli obiettivi della sharia.

Per fortuna, ma non senza danni, il progetto di ‘americanizzazione’ che ha di fatto fatto esplodere il Medio Oriente si è fermato alle porte di Damasco.

Le stime del Cnewa, Catholic Near East Welfare Association (fondata da Pio XI nel 1926 con sede a New York) ci dicono che in tutto il Medio Oriente i cristiani sono 14.525.880 con un calo irrisorio negli ultimi sette anni (stima del 2017), perché a differenza dei musulmani non emigrano in Europa, ma si rifugiano in altre zone dei Paesi colpiti o nella confinante Giordania in attesa di tornare a casa: Isis voleva che da noi arrivassero gli islamici. Come lo voleva il finanziatore Qatar, che ora finanzia anche le moschee in Italia.

In Iraq i rapporti del Cnewa mostrano che dopo l’attacco alla piana di Ninive (2014) gli sfollati cristiani furono 140.000, su un totale, in 15 anni ed in tutto il Medio Oriente, che varia dai 3,5 ai 5 milioni.

La situazione cristiana in Iraq è stata raccontata anche da un documentario, uscito in Spagna nel 2017, creato da un gruppo di 7 giovani spagnoli intitolato “I Guardiani della Fede”. Raccontano la storia di una trentina di ragazzi che hanno lasciato le proprie case per incontrare degli sfollati cristiani in un centro commerciale del Kurdistan iracheno.

E poi, ovviamente, ci sono le vittime cristiane degli attentati in tutto il mondo: Visualizza l’immagine su Twitter

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⎛⎝ James the Bond ⎠⎞@IAmJamesTheBond

– Attacchi terroristici islamici dall’11 settembre 2001 al 15 marzo 2019: 37.026.

– Morti: 239.078.
– Feriti: 317.509.
– Totale vittime: 556.587.

– Attentati islamici alle moschee di altre sette musulmane: ~ 860.

– Numero di nazioni colpite in un solo anno: 61 (2017).293

Migranti gettati a mare perché cristianidai musulmani da bordo dei gommoni. Per lo Stato della Chiesa, la tratta di esseri umani frutta lauti guadagni ed è più importante dei suoi fedeli.

28 aprile 2019: FOLLA ISLAMICA ASSALTA CHIESA, PRETE BASTONATO DAVANTI A 200 BIMBI TERRORIZZATI


Una chiesa cristiana copta è chiusa dopo che una folla musulmana armata di bastoni ha fatto irruzione e picchiato un prete davanti a 200 bambini del Catechismo.
Il prete, padre Bailious, ha subito un trauma cranico ed è stato salvato e scortato via dalle forze di sicurezza. La folla ha poi continuato a terrorizzare i bambini cristiani lanciando pietre contro l’edificio.

I Copti sono gli abitanti originari dell’Egitto, che era cristiano prima dell’invasione araba con schiavi al seguito. Ora sono il 10 per cento della popolazione.

In Egitto i cristiani subiscono attacchi e persecuzioni dalla popolazione islamica e le istituzioni locali non intervengono per timore che la popolazione si schieri, ancora una volta, con i Fratelli Musulmani.

29 aprile 2019: ISLAMICI IRROMPONO IN CHIESA: SGOZZANO PRETE E FEDELI

Un pastore protestante è stato ucciso mentre diceva messa in Burkina Faso.
Uccisi con lui i due figli e tre fedeli che partecipavano alla messa.

L’attacco è stato messo a segno da un commando jihadista che è arrivato in moto a Silgadji, nella provincia di Soum. Gli assalitori sono poi fuggiti in direzione della frontiera con il Mali. Non è certo la prima volta che gruppi armati colpiscono cristiani durante la messa:

Fonte Vox

Ciò che non vogliono mostrarvi: Le statue di bronzo di Notre Dame decapitate non certo dal fuoco.


2303.- MAGDI ALLAM: «L’ISLAM È VIOLENTO»



Dalla lettura delle dichiarazioni congiunte  sottoscritte ad Abu Dhabi tra Bergoglio e il grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, ci chiedevamo: “Ma l’Islam è violento; come può esserci coesistenza?” La risposta l’aveva data Magdi Allam in questa intervista del 26/06/2013  «Il dialogo tra persone è possibile, quello tra religioni no», affermava l’europarlamentare, «quella islamica, a differenza di ebraismo e cristianesimo, predica l’odio nei confronti di ebrei e cristiani. Guai a legittimarla e a consentire in Europa la costruzione di moschee»

Antonio Sanfrancesco

Onorevole Magdi Cristiano Allam, perché è difficile la convivenza tra cristiani e musulmani? 

«Anzitutto, bisogna distinguere sempre tra le persone e le religioni. Con le persone si può e si deve sempre dialogare e cercare una civile e pacifica convivenza perché tutti gli uomini, a prescindere dal loro credo religioso, sono uguali sul piano dei diritti inalienabili alla vita, alla dignità e alla libertà. Sulle religioni invece dobbiamo avere il coraggio di dire che non sono tutte uguali». 

L’Islam in cosa si differenzia dalle altre? 

«Nella preghiera che i musulmani recitano cinque volte al giorno diretti verso la Mecca, facendo riferimento al Corano, dicono questo: “Credo che non c’è altro Dio al di fuori di Allah. Che Maometto è il suo inviato. Concedici la retta via, non la via di coloro nei cui confronti sei adirato né la via di coloro che hanno negato”. Tutti i teologi islamici concordano sul fatto che “coloro nei cui confronti sei adirato e che hanno negato la verità” sono proprio gli ebrei e i cristiani. Cinque volte al giorno, dunque, i musulmani nella loro preghiera condannano ebrei e cristiani. Se noi ignoriamo tutto questo non riusciamo a capire come sia potuto accadere che dopo sette secoli in cui tutto il Mediterraneo era cristiano a partire dal settimo secolo la sponda orientale e meridionale da cristiana sta diventando gradualmente islamica. Oggi stiamo assistendo alla spoliazione finale di quelle terre dalla residua presenza cristiana dopo l’eliminazione della presenza ebraica». 

L’espansionismo aggressivo, quindi, ha un fondamento religioso? 

«Nel Corano si dice chiaramente che l’insieme dell’umanità deve essere sottomessa all’Islam anche con la violenza e si fa diretto ed esplicito riferimento agli ebrei, ai cristiani, agli apostati, agli infedeli considerati tutti nemici dell’Islam da sottomettere con la violenza ed eliminandoli, se necessario, anche con l’uccisione. Questo è chiaramente scritto, non è opinabile. Cristianamente noi dobbiamo amare il prossimo a prescindere dalla sua fede, etnia o cultura. Ma al tempo stesso però dobbiamo essere consapevoli che nel momento in cui l’Islam si vuole applicare letteralmente e integralmente, nella sua integrità e integralità, l’Islam è fisiologicamente violento. Possiamo far finta che la realtà non sia questa, poi però dobbiamo fare i conti con la realtà, con quello che, ad esempio, è successo in Iraq, in Egitto e che sta accadendo ora in Siria. Una situazione che personalmente mi sta facendo inorridire».

Perché? 

«Perché l’Occidente cristiano, o presunto tale, oggi sta dando manforte ad Al-Qaeda, ai Fratelli musulmani e ai gruppi salafiti nel nome di un’opposizione ad un regime dittatoriale laico all’insegna della cosiddetta primavera araba con il risultato che la presenza cristiana in Siria si va assottigliando sempre di più. L’Arcivescovo libanese monsignor Issam John Darwish, che sta accogliendo alla frontiera con il Libano migliaia di profughi cristiani in fuga dalla Siria, ha detto chiaramente di non aiutare i terroristi islamici in Siria perché nel momento in cui dovesse finire la presenza cristiana in Medio Oriente, il giorno successivo toccherà ai cristiani in Europa. I martiri cristiani sono anche la conseguenza della nostra ignoranza e, peggio ancora, della nostra collusione con il radicalismo islamico». 

Non c’è quindi la possibilità di una vita normale per i cristiani nei paesi a musulmani? 

«C’è stata in passato. Io sono nato nel ’52 al Cairo, in Egitto, e c’era una realtà molto più laica e rispettosa tra persone di religioni diverse anche se era pur sempre una società prevalentemente musulmana. Quello di Nasser era un regime laico socialista, le donne non erano costrette a portare il velo, i Fratelli musulmani erano fuorilegge, i loro dirigenti incarcerati o costretti ad emigrare altrove. Non veniva applicata l’ideologia islamica che è avversa ai cristiani e agli ebrei. Questa è la verità. Dopo la sconfitta degli eserciti arabi nella guerra del 5 giugno 1967, il declino del panarabismo e l’avvento del panislamismo noi assistiamo alla crescita dell’intolleranza islamica nei confronti di cristiani ed ebrei. Aggiungo che il problema si pone anche all’interno dell’Europa stessa. Oggi, ad esempio, come ha denunciato un mese fa il responsabile antiterrorismo dell’Unione europea, in Siria ci sono circa 800 cittadini europei che combattono con un gruppo, il “Fronte della vittoria”, legato ad Al-Qaeda. In Italia abbiamo avuto qualche giorno l’esempio di un giovane genovese di 24 anni, Giuliano Ibrahim Delnevo, che combatteva proprio con questo gruppo ed è stato ucciso. Si parla di una cinquantina di italiani o residenti in Italia che combattono laggiù con Al-Qaeda. Questo significa che il radicalismo islamico è diventata una realtà autoctona europea. Facciamo attenzione quindi a certi errori come quello di immaginare che per il rispetto, doveroso, nei confronti dei musulmani come persone si debba legittimare l’Islam come religione e concedere la costruzione di moschee che si stanno diffondendo a macchia d’olio anche in Europa con il risultato che all’interno di questi luoghi si predica un’ideologia intrisa di odio, di morte e di violenza nei confronti di ebrei e cristiani. Se c’è un Delnevo che a 20 anni va in Siria a combattere e farsi uccidere perché convinto che attraverso il martirio islamico accederà al paradiso islamico vuol dire che è già tardi, vuol dire che abbiamo già consentito il radicamento di un estremismo che rappresenta una minaccia per la nostra civiltà cristiana qui in Europa». 

Un Islam moderato quindi non esiste? 

«Esistono i musulmani moderati, io lo sono stato per 56 anni. Ci sono tanti musulmani per bene con i quali noi possiamo e dobbiamo dialogare ma lo dobbiamo fare nella consapevolezza che la verità è solo nel Cristianesimo e in Gesù Cristo che non può essere relativizzato. Laicamente, il dialogo è possibile a due condizioni: richiedendo a tutti, musulmani e non, la condivisione di quei valori che giustamente si definiscono “non negoziabili” in quanto sostanziano l’essenza della nostra comune umanità, mi riferisco alla sacralità della vita, alla dignità della persona e alla libertà di scelta, ed esigendo il rispetto delle regole che sono a fondamento della civile convivenza».    

2301.- Perché gli intrecci fra Italia e Qatar in Libia stupiscono il Vaticano


Il governo italiano, con il premier Conte che ieri ha parlato di “serio e concreto rischio, di una crisi umanitaria”, si muove per vie diplomatiche. È arrivato a Roma il vicepremier e ministro degli Esteri qatarino Mohammed Al Thani, influente membro della famiglia reale dell’emiro Tamim Al Thani. Conte lo incontrerà domani insieme al titolare della Farnesina Enzo Moavero Milanes e non è escluso che, lo stesso giorno, atterri nella capitale anche il vicepresidente del Consiglio presidenziale del governo di Tripoli, Ahmed Maitig, uno degli uomini forti del presidente al Sarraj, esponente di Misurata, la città libica più potente a livello militare.

Un posizionamento così netto dell’Italia fa a pugni tanto con l’asse tripartito tra sauditi, emiratini ed israeliani, su cui è ancora imperniato il delicato ordine mediorientale, quanto con la strategia di Trump di disarticolare sia il blocco Qatar-Turchia-Iran che il più ampio disegno eurasiatico cinese. L’analisi di Francesco Galietti, fondatore di Policy Sonar

L’Italia ha scelto il Qatar. Per questo Donald Trump, ma anche sauditi, emiratini e israeliani ce l’hanno giurata. E il Vaticano gioca una partita diversa dall’Italia. L’avanzata di Haftar su Tripoli ha incupito tutti coloro che ricollegano gli sviluppi di queste ore all’abbattimento di Gheddafi consumatosi otto anni or sono sotto lo sguardo di un impotente Silvio Berlusconi e di un benedicente Giorgio Napolitano.

Si rivela fallace il calcolo di chi, confidando sulla massiccia presenza di Eni nell’Egitto di Al Sisi, sugli ottimi uffici di Roma con Mosca e sulla perdurante presenza statunitense in Libia, ipotizzava un equilibrio dinamico, ancorché fragile, in cui l’Italia avrebbe saputo muoversi con agilità.

Nessuna di queste contro-assicurazioni geopolitiche si è rivelata efficace. Da sempre incapace di tirare linee dritte, l’Italia si dimostra incapace anche di operare secondo traiettorie ellittiche. L’intera sponda Sud del Mediterraneo, il nostro vicinato prossimo, si presenta oggi come un formidabile arco di instabilità, in cui si fatica a tenere il conto delle guerre per delega tra il blocco saudita e quello qatariota.

È indubbio che Roma abbia aderito al secondo, tralasciando il primo. Di questa scelta le cronache offrono numerosi indizi, dalle continue visite a Doha di ministri italiani passati e presenti, fino all’utilizzo di lussuosi alberghi di proprietà qatariota come uffici di rappresentanza di politici italiani di primissimo piano.

Anche le recenti polemiche in occasione della finale di Supercoppa italiana Juve-Milan disputata a Gedda, in Arabia Saudita, si inquadrano in questa scelta di campo. Un posizionamento così netto dell’Italia non stride solo con la Realpolitik della Prima repubblica nel Mediterraneo allargato. Essa fa a pugni tanto con l’asse tripartito tra sauditi, emiratini ed israeliani, su cui è ancora imperniato il delicato ordine mediorientale, quanto con la strategia di Trump di disarticolare sia il blocco Qatar-Turchia-Iran che il più ampio disegno eurasiatico cinese.

E il Vaticano? Papa Bergoglio è stato negli Emirati Arabi Uniti lo scorso febbraio, omaggiando simbolicamente (il defunto, ndr) lo Sceicco bin Zayed, mentre nel 2015 non fu tenero con Recep Tayyp Erdogan – principale partner del Qatar. In quell’occasione, infatti, il Vaticano richiamò espressamente il genocidio armeno.

C’è la Chiesa del Nuovo Ordine Mondiale. Alla Conferenza globale sulla fratellanza umana di Abu Dhabi, il 5 febbraio, davanti a 700 leader di differenti religioni, il Capo dello Stato della Chiesa ha dichiarato che gli Emirati Arabi Uniti rappresentano un esempio di tolleranza. Non solo, mirando a diventare il Papa di tutte le religioni, ha chiamato tutti all’impegno comune: “Non c’è alternativa: o costruiremo insieme l’avvenire o non ci sarà futuro per le religioni”. Tra i punti salienti del documento firmato ad Abu Dhabi tra papa Francesco e il grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb(nella foto): la libertà di credo (diritto di ogni persona), il secco rifiuto del terrorismo (non si uccide nel nome di Dio), la rinuncia a usare il termine discriminatorio “minoranze”, la modifica delle leggi che impediscono alle donne di godere pienamente dei propri diritti. Quindi, il Vaticano è con Israele e contro il blocco Qatar-Turchia-Iran. L’Italia, un pò qua, un pò là. Ne deduco: Se salta il Nuovo Ordine Mondiale, salterà anche laChiesa.


Il riferimento a vicende passate conteneva anche una indicazione ‘a nuora perché suocera intenda’, ossia un monito alla Turchia a non avallare persecuzioni di cristiani. A differenza di quanto avvenuto sul dossier Cina, dunque, l’allineamento di Roma con il Qatar appare in controtendenza rispetto alla geopolitica del Vaticano.

diFrancesco Galietti. Le sottolineature e le didascalie sono aggiunte.

2296.- IL “PROGRESSO” DELL’ISLAM. DOVE SONO LE FEMMINISTE?


“Poi toccò a me. Ormai ero terrorizzata.
– Quando avremo tolto questo “kintir” (clitoride) tu e tua sorella sarete pure.- Dalle parole della nonna e degli strani gesti che faceva con la mano, sembrava che quell’orribile kintir, il mio clitoride, dovesse un giorno crescere fino a penzolarmi tra le gambe. Mi afferrò e mi bloccò la parte superiore del corpo… Altre due donne mi tennero le gambe divaricate. L’uomo che era un cinconcisore tradizionale appartenente al clan dei fabbri, prese un paio di forbici. Con l’altra mano afferrò quel punto misterioso e cominciò a tirare…Vidi le forbici scendere tra le mie gambe e l’uomo tagliò piccole labbra e clitoride. Sentii il rumore, come un macellaio che rifila il grasso da un pezzo di carne. Un dolore lancinante, indescrivibile e urlai in maniera quasi disumana. Poi vennero i punti: il lungo ago spuntato spinto goffamente nelle mie grandi labbra sanguinanti, le mie grida piene di orrore… Terminata la sutura l’uomo spezzò il filo con i denti… Ricordo le urla strazianti di Haweya, anche se era più piccola, aveva quattro anni, scalciò più di me per cercare di liberarsi dalla presa della nonna, ma servì solo a procurarlo brutti tagli sulle gambe di cui portò le cicatrici tutta la vita.

Mi addormentai, credo, perché solo molto più tardi mi resi conto che le mie gambe erano state legate insieme, per impedire i movimenti e facilitare la cicatrizzazione (dato che c’è stata una perdita di sostanza, clitoride e piccole labbra, le gambe legate insieme permettono la cicatrizzazione, ma la cicatrizzazione avviene in retrazione. Non c’è più tutto il tessuto necessario perché le gambe possano essere divaricate completamente. Nessuna farà più la spaccata. Anche dare un calcio a un pallone può essere impossibile, come andare a cavallo o, nei casi più gravi, nuotare a rana. Nei casi più gravi, dove infezioni riducono ulteriormente il tessuto, le donne non possono più divaricare le gambe per accovacciarsi e urinare e, dove non esistono water, devono urinare dalla posizione in piedi con l’orina che scola tra le gambe, scola un filino alla volta, una goccia alla volta).

Era buio e mi scoppiava la vescica, ma sentivo troppo male per fare pipì. Il dolore acuto era ancora lì e le mie gambe erano coperte di sangue. Sudavo ed ero scossa dai brividi. Soltanto il giorno dopo la nonna mi convinse a orinare almeno un pochino. Oramai mi faceva male tutto. Finché ero rimasta sdraiata immobile il dolore aveva continuato a martellare penosamente, ma quando urinai la fitta fu acuta come nel momento in cui mi avevano tagliata. Impiegammo circa due settimane a riprenderci. La nonna accorreva al primo gemito angosciato. Dopo la tortura di ogni minzione ci lavava con cura la ferita con acqua tiepida e la tamponava con un liquido violaceo, poi ci legava di nuovo le gambe e ci raccomandava di restare assolutamente ferme o ci saremmo lacerate e allora avrebbe dovuto chiamare quell’uomo a cucirci di nuovo.

Lui venne dopo una settimana per esaminarci. Haweya doveva essere ricucita. Si era lacerata urinando e lottando con la nonna… L’uomo ritornò a togliere il filo dalla mia ferita. Ancora una volta furono atroci dolori per estrarre i punti usò una pinzetta. Li strappò bruscamente mentre di nuovo la nonna e altre due donne mi tenevano ferma. Ma dopo questo anche se avevo una ruvida spessa cicatrice tra le gambe che faceva male se mi muovevo troppo, almeno non fui più costretta a restare sdraiata tutto il giorno con le gambe legate. Haweya dovette attendere un’altra settimana e ci vollero quattro donne per tenerla ferma… Non dimenticherò mai il panico sul suo viso e nella sua voce… Da allora non fu più la stessa… aveva incubi orribili. La mia sorellina un tempo allegra e giocosa cambiò. A volte si limitava a fissare il vuoto per ore. (svilupperà una psicosi)… cominciammo a bagnare il letto dopo la circoncisione.”

(Testimonianza di Ayaan Hirsi Ali)

E la sinistra accoglintista, multiculturalista, globalista, radical chic del politically correct (con posto statale o scranno all’ONU-UE-FMI-FAO-UNICEF…..) tace e gira li sguardo dall’altra parte facendo manifestazioni per adozioni gay e contro la famiglia.

Fonte, Sardegna Today

2259.- SANTORO, VOCE DELLA SINISTRA FALLITA.

Secondo un altro fiore all’occhiello della sinistra, Gad Lerner: La follia criminale del “cittadino italiano” OusseynouSy è l’esito di una contrapposizione isterica che manifesta ostilità agli immigrati additandoli come privilegiati. I bambini e i carabinieri impersonavano i privilegi e negavano le sofferenze del popolo africano.

La sinistra è fallita, ma, rimasta abbarbicata nei cunicoli del potere, tace dinanzi all’orrore della tentata strage e al dirottamento e sequestro dell’autobus con a bordo 51 studenti. Gioca di sponda, con il suo nuovo segretario, che non invidio e scomoda una delle sue linguacce per sviare l’attenzione su altri 50 immigrati, fregati alla Guardia Costiera libica e sbarcati grazie alla solita presa per i fondelli.

SANTORO, LINGUACCIA SINISTRA.

La sinistra è fallita, ma, rimasta abbarbicata nei cunicoli del potere, tace dinanzi all’orrore della tentata strage e al dirottamento e sequestro dell’autobus con a bordo 51 studenti. Gioca di sponda, con il suo nuovo segretario, che non invidio e scomoda una delle sue linguacce per sviare l’attenzione su altri 50 immigrati, fregati alla Guardia Costiera libica e sbarcati grazie alla solita presa per i fondelli.

Leggo e, poi, riporto il vomito di Santoro contro il ministro dell’interno en contro tutti noi: “Uno che ha trasformato il Viminale, che dovrebbe essere la casa sicura di tutti, in un’agenzia di pubblicità al servizio di un partito”. ” “Non è il ministro della sicurezza, è il ministro della guerra civile: trattiene impunemente gente inerme in ostaggio, si sostituisce ai magistrati nell’indicare reati, celebra processi sommari pronunciando a mezzo stampa sentenze che prevedono il carcere per chi non condivide la sua disumanità”. Di cosa e per conto di chi parla questo Santoro, fra mezze verità e grandi veli per ciò che comoda ai suoi mentori? Quei mentori che ci hanno consegnato il timore di doverci difendere; che, indirettamente o direttamente, hanno fatto assumere un individuo settario e pericoloso per condurre uno scuola bus; che lo hanno confermato e non gli hanno revocato la patente, una volta pregiudicato. Sono pari a quelli che, vili ipocriti, hanno taciuto dinanzi al rogo scampato di 51 figli delle nostre madri, salvati dopo un inseguimento rocambolesco di 40’. Liberati dai carabinieri con le loro Clio, speronate dall’assassino e a colpi di manganello sui vetri, ma senza sparare! Dio ne guardi! 

Salvini è lo sponsor della Lega? Dov’è la novità? Di chi è sponsor Conte, di chi Di Maio, di chi erano sponsor D’Alema, Prodi, Napolitano, Renzi? E, poi: Salvini trattiene impunemente in ostaggio i migranti? C’è il migrante e ci sono le orde di migranti e sono cose diverse, come sono diversi un cittadino qualunque e un ministro. Salvini si sostituisce ai magistrati? Lei, Santoro, non sa più da quale sacca sputare il veleno! Di quali magistrati parla? dei magistrati democratici? L’abito non fa il monaco e non basta una cottola nera, o rossa che sia, per fare un magistrato. Due caratteristiche vi riconoscono: La prima: “Quello che è di tutti, è vostro e del vostro partito” e la seconda: “Non è un caso che le vostre mani lunghe abbiano riempito le cronache nere.” Disse il vostro amato giudice dei tribunali speciali, Pertini, a chi gli opponeva che avrebbe fucilato una donna gravida al nono mese (pure, risultata, poi, innocente!): “Ammazzare un fascista, non è mai un reato”. Mi consenta, allora, Santoro: “Prendere a pedate nel sedere un comunista, neppure, è reato; ma fa schifo!”

Non fraintendetemi, la mia povera cultura giuridica mi impedisce di essere fan di alcun partito dell’arco costituzionale, perciò, nemmeno di Salvini. Sono libero! Lei, Santoro, invece, No! E suona falso. Perché la Libertà più non la lascia, chi la prova. Sappiamo tutti donde nasce il fenomeno migratorio: a causa di chi e grazie alla volontà, ai soldi e alle mire di chi. Sappiamo la fine che fanno quasi tutti gli immigrati arrivati in clandestinità: in mano alle mafie del narcotraffico, della prostituzione e dei suoi allevamenti, degli squartatori delle fattorie di trafficanti di organi, del caporalato, dello sfruttamento dell’accoglienza. Sappiamo quanto siaprobabile, quasi possibile, che un musulmano accetti di obbedire al comandamento che vuole sterminati gli altri, cosiddetti infedeli, di qualunque età, come abbiamo avuto conferma a Milano. Sappiamo da tempo che, chi segue la via sinistra della politica, mira al proprio tornaconto, sulle spalle di chi suda e, purtroppo, di chi vorrebbe sudare e non può, grazie anche a voi. E, poiché sappiamo bene del suo appartenere a quel “voi”, accetti e rammenti, senza lamenti, questa mia sacrosanta pedata!

Leggo e, poi, riporto il vomito di Santoro contro il ministro dell’interno en contro tutti noi: “Uno che ha trasformato il Viminale, che dovrebbe essere la casa sicura di tutti, in un’agenzia di pubblicità al servizio di un partito”. ” “Non è il ministro della sicurezza, è il ministro della guerra civile: trattiene impunemente gente inerme in ostaggio, si sostituisce ai magistrati nell’indicare reati, celebra processi sommari pronunciando a mezzo stampa sentenze che prevedono il carcere per chi non condivide la sua disumanità”.

Di cosa e per conto di chi parla questo Santoro, fra mezze verità e grandi veli per ciò che comoda ai suoi mentori? Quei mentori che ci hanno consegnato il timore di doverci difendere; che, indirettamente o direttamente, hanno fatto assumere un individuo settario e pericoloso per condurre uno scuola bus; che lo hanno confermato e non gli hanno revocato la patente, una volta pregiudicato. Sono pari a quelli che, vili ipocriti, hanno taciuto dinanzi al rogo scampato di 51 figli delle nostre madri, salvati dopo un inseguimento rocambolesco di 40’. Liberati dai carabinieri con le loro Clio, speronate dall’assassino e a colpi di manganello sui vetri, ma senza sparare! Dio ne guardi!

Salvini è lo sponsor della Lega? Dov’è la novità? Di chi è sponsor Conte, di chi Di Maio, di chi erano sponsor D’Alema, Prodi, Napolitano, Renzi? E, poi: Salvini trattiene impunemente in ostaggio i migranti? C’è il migrante e ci sono le orde di migranti e sono cose diverse, come sono diversi un cittadino qualunque e un ministro. Salvini si sostituisce ai magistrati? Lei, Santoro, non sa più da quale sacca sputare il veleno! Di quali magistrati parla? dei magistrati democratici? L’abito non fa il monaco e non basta una cottola nera, o rossa che sia, per fare un magistrato. Due caratteristiche vi riconoscono: La prima: “Quello che è di tutti, è vostro e del vostro partito” e la seconda: “Non è un caso che le vostre mani lunghe abbiano riempito le cronache nere.” Disse il vostro amato giudice dei tribunali speciali, Pertini, a chi gli opponeva che avrebbe fucilato una donna gravida al nono mese (pure, risultata, poi, innocente!): “Ammazzare un fascista, non è mai un reato”. Mi consenta, allora, Santoro: “Prendere a pedate nel sedere un comunista, neppure, è reato; ma fa schifo!”

Non fraintendetemi, la mia povera cultura giuridica mi impedisce di essere fan di alcun partito dell’arco costituzionale, perciò, nemmeno di Salvini. Sono libero! Lei, Santoro, invece, No! E suona falso. Perché la Libertà più non la lascia, chi la prova. Sappiamo tutti donde nasce il fenomeno migratorio: a causa di chi e grazie alla volontà, ai soldi e alle mire di chi. Sappiamo la fine che fanno quasi tutti gli immigrati arrivati in clandestinità: in mano alle mafie del narcotraffico, della prostituzione, degli squartatori-trafficanti di organi, del caporalato, dello sfruttamento dell’accoglienza. Sappiamo quanto sia improbabile, quasi impossibile, che un musulmano accetti, non dico di convertirsi ad un’altra religione, ma di non obbedire al comandamento che vuole sterminati gli altri, cosiddetti infedeli, di qualunque età, come abbiamo avuto conferma a Milano. Sappiamo da tempo che, chi segue la via sinistra della politica, mira al proprio tornaconto, sulle spalle di chi suda e, purtroppo, di chi vorrebbe sudare e non può, grazie anche a voi. E, poiché sappiamo bene del suo appartenere a quel “voi”, accetti e rammenti, senza lamenti, questa mia sacrosanta pedata!

Migranti, ora Santoro delira: “Matteo Salvini è da arrestare”. Da Il Giornale.it

Il giornalista attacca duramente il ministro dell’Interno sul proprio sito con un editoriale intitolato “Arrestate lui”.

Pina Francone – Mer, 20/03/2019

“Arrestate lui”. Il “lui” è Matteo Salvini e a dirlo, o meglio a scriverlo, è Michele Santoro

L’editoriale che il giornalista ha vergato sul proprio sito è una vera e propria invettiva contro il ministro dell’Interno.

“Di fronte al mondo civile mi vergogno di essere italiano, mi vergogno di avere un ministro dell’Interno che si chiama Matteo Salvini. Uno che ha trasformato il Viminale, che dovrebbe essere la casa sicura di tutti, in un’agenzia di pubblicità al servizio di un partito, uno che dovrebbe garantire il rispetto della legge e invece non fa altro che violarla”, l’attacco del suo durissimo articolo nei confronti del leader della Lega.

Un affondo che continua sulla stessa falsariga, calcando la mano in riferimento all’attuale caso della nave Mare Jonio, ma non solo: “Non è il ministro della sicurezza, è il ministro della guerra civile: trattiene impunemente gente inerme in ostaggio, si sostituisce ai magistrati nell’indicare reati, celebra processi sommari pronunciando a mezzo stampa sentenze che prevedono il carcere per chi non condivide la sua disumanità”.

E a seguire, rincara così la dose: “Salvini è un pericolo per la nostra democrazia e continuare a sottovalutarne la natura eversiva è una responsabilità che non voglio condividere”.

Dunque, Santoro chiosa attaccando nuovamente e a testa bassa:il numero uno del Carroccio: “Ogni giorno che passa il suo disprezzo per le minoranze si fa più grande e minaccioso e la civile convivenza tra diversi nel nostro Paese diventa più improbabile”. E infine: “Dialoga con i fascisti, si presenta ai convegni dei tradizionalisti che insorgono contro i diritti civili e la libertà della donna, viola i principi su cui si basa la nostra Costituzione che ha giurato solennemente di rispettare. Se c’è uno che va processato è lui. Se c’è uno che ha invaso la nostra vita è lui. Se c’è uno che va arrestato è lui”.

2118.- LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO SI SOTTOMETTE ALL’ISLAM

di Judith Bergman • Gatestone Institute, 23 novembre 2018. La mia traduzione libera e i commenti devono essere approvati.

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La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) non solo è errata per stabilire un precedente per l’adesione alla sharia, alle leggi sulla blasfemia islamica, ma sembra essere basata su una serie di false premesse.
▪ Il vero messaggio che la CEDU ha inviato, poiché ha ceduto alle paure di “turbare la pace religiosa”, è che se le minacce funzionano. Continuate a minacciare! Che tipo di protezione dei diritti umani è quella?
▪ Sotanto, a proposito, chi è che arriva a decidere cosa è “incriminante”? Un tempo, era l’Inquisizione.
Le leggi islamiche sulla blasfemia sono state ora elevate alla legge naturale in Europa.
▪ Il 25 ottobre la Corte europea dei diritti umani ha dichiarato che il profeta islamico Muhammad “amava farlo con i bambini” e “… Un 56enne e un bambino di sei anni … ” va “oltre i limiti ammissibili di un dibattito oggettivo” e potrebbe essere classificato come “un attacco abusivo al Profeta dell’Islam, che potrebbe suscitare pregiudizi e minacciare la pace religiosa”.
▪ Il giudizio della Corte ha una lunga storia.

• Nel 2011, l’attivista della libertà di parola e dell’anti-jihad, Elisabeth Sabaditsch-Wolff, è stata giudicata colpevole da una corte austriaca di “denigrazione dei simboli religiosi di un gruppo religioso riconosciuto” dopo aver tenuto una serie di piccoli seminari: “Introduzione alle basi dell’Islam “,” L’islamizzazione dell’Europa “e” L’impatto dell’Islam “.[1]

Ndr: Come può essere riconosciuto dallo Stato un gruppo religioso incostituzionale e che va contro la Carta dei diritti fondamentali dellUnione europea (CDFUE, Titolo Primo, articoli  1,  2, 3  e 10, almeno), in Italia anche nota come Carta di Nizza? Cito i primi tre articoli del Titolo Primo:

Articolo 1

Dignità umana

La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata.

Articolo 2

Diritto alla vita

Ogni persona ha diritto alla vita.
Nessuno può essere condannato alla pena di morte, né giustiziato.

Articolo 3

Diritto all’integrità della persona

Ognipersonahadirittoallapropriaintegritàfisicaepsichica.

• La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) non è solo sbagliata per stabilire un precedente per l’adesione alla sharia alle leggi sulla blasfemia islamica, ma sembra essere basata su una serie di false premesse.
• Il vero messaggio che la CEDU ha inviato, poiché ha ceduto alle paure di “turbare la pace religiosa”, è che se le minacce funzionano, continua a minacciare! Che tipo di protezione dei diritti umani è quella?
• Solo chi è, a proposito, che arriva a decidere cosa è “incriminante”? Precedentemente, era l’Inquisizione.
• Le leggi islamiche sulla blasfemia sono state ora elevate alla legge della terra in Europa.
▪ Nessun musulmano sembra aver frequentato i seminari di Sabaditsch-Wolff. La causa legale contro di lei è nata solo perché una rivista, NEWS, ha presentato una denuncia contro di lei dopo aver segretamente piantato un giornalista ai suoi seminari per registrarli.
▪ Wolff è stato condannato per aver detto che Muhammad “amava farlo con i bambini” e “… Un 56enne e un bambino di sei anni? … Come vogliamo chiamarla, se non è pedofilia?
▪ Il 15 febbraio 2011, la Corte penale regionale di Vienna – secondo la sintesi della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) – ha rilevato che “queste affermazioni implicavano che Muhammad avesse avuto tendenze pedofile”, e condannato Sabaditsch -Wolf “per aver denigrato le dottrine religiose” ai sensi dell’articolo 188 del codice penale austriaco, che recita:

“Chiunque denigra o deride pubblicamente qualsiasi persona o cosa che sia oggetto di culto di una chiesa o di una società religiosa esistente sul suo territorio … tra cui la sua condotta è suscettibile di causare un legittimo fastidio, è punibile con la reclusione fino a sei mesi o una multa fino a 360 tariffe giornaliere “.

▪ La Sabaditsch-Wolff è stata condannata a pagare una multa di 480 euro e le spese del procedimento. La Corte d’appello di Vienna ha confermato la decisione nel dicembre 2011.

Sabaditsch-Wolff ha poi presentato ricorso contro le sentenze della corte austriaca alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Ha dichiarato
▪ Il 25 ottobre, la CEDU ha concluso che non c’è stata “nessuna violazione dell’articolo 10 (libertà di espressione) della Convenzione europea sui diritti umani”.
▪ Nella sua sentenza, la CEDU ha dichiarato:
▪ “La Corte ha rilevato in particolare che i tribunali nazionali valutavano esaurientemente il contesto più ampio delle dichiarazioni del richiedente e bilanciavano attentamente il suo diritto alla libertà di espressione con il diritto degli altri di proteggere i loro sentimenti religiosi e servivano allo scopo legittimo di preservare la pace religiosa In Austria, ritenendo che le affermazioni contestate andassero oltre i limiti ammissibili di un dibattito obiettivo e classificandole come un attacco abusivo al Profeta dell’Islam che potrebbe suscitare pregiudizi e minacciare la pace religiosa. I tribunali nazionali avanzarono ragioni pertinenti e sufficienti. ”
▪ La sentenza della CEDU non è solo sbagliata per stabilire un precedente per l’adesione alla sharia alle leggi sulla blasfemia islamica, ma sembra essere basata su una serie di premesse false.

▪ In primo luogo, la CEDU ha deciso che “l’oggetto della presente causa era di natura particolarmente delicata”. L’oggetto della causa non sembra, infatti, essere più “sensibile” di altri argomenti portati dinanzi alla CEDU. Dopotutto, si tratta di casi riguardanti la violenza contro i bambini, i diritti riproduttivi, le malattie mentali e le questioni relative alla fine della vita, tra gli altri. Ha anche affrontato questioni politicamente “sensibili”, come il caso di Sürek V. Turkey (n. 1) in cui hanno pubblicato Kamil Tekin Sürek e Yücel Özdemir, il maggiore azionista e redattore capo della rivista settimanale turca Haberde Yorumda Gerçek, due lettere di lettori che esprimevano simpatia per la lotta kurda per l’indipendenza dalla Turchia. A causa delle lettere, la Turchia ha condannato Sürek e Özdemir a multe e carcere. La CEDU ha riscontrato che le condanne violavano il diritto alla libertà di espressione. La questione della libertà di parola sull’indipendenza curda in Turchia è, probabilmente, non meno “sensibile” della questione della libertà di espressione sul comportamento di Maometto.
▪ In ogni caso, la CEDU non dovrebbe essere un attore politico che si diletta nella correttezza politica e si allontani dai problemi con i quali i suoi giudici potrebbero sentirsi a disagio o trovare problemi. La CEDU dovrebbe giudicare le questioni più complesse, delicate e difficili nel diritto europeo in materia di diritti umani. Ironia della sorte, questa sentenza potrebbe far sì che la vita in Europa diventi più problematica.

▪ Anche la CEDU ha rilevato che:
▪ “gli (potenziali) effetti delle affermazioni contestate, in una certa misura, dipendevano dalla situazione nel rispettivo paese in cui sono state fatte le dichiarazioni, al momento e nel contesto in cui sono state fatte. Di conseguenza … le autorità nazionali avevano un ampio margine di apprezzamento nel caso di specie, poiché erano in una posizione migliore per valutare quali dichiarazioni avrebbero potuto disturbare la pace religiosa nel loro paese “.
▪ I tribunali nazionali non sembrano aver avuto una posizione migliore o peggiore per valutare le dichiarazioni rispetto alla CEDU. Dopotutto, come ha detto Sabaditsch-Wolff in un’intervista del 2011:
▪ “I miei seminari sono iniziati all’inizio del 2008, prima di un gruppo di non più di sei o sette persone … Col tempo questi seminari hanno attirato l’interesse di ancora più persone, e nell’ottobre 2009 c’erano più di 30 uomini e donne di tutte le passeggiate della vita che ascoltava quello che dovevo dire “.
▪ L’unica ragione per cui i commenti di Sabaditsch-Wolff divennero pubblici al di fuori del suo piccolo gruppo di seminari fu l’evidente desiderio di un giornale austriaco di “disturbare la pace religiosa”. Sabaditsch-Wolff ha detto all’epoca: il suo presunto “crimine” era “vittima”. Sembra improbabile, quindi, dato il pubblico limitato, che c’era molto rischio di “turbare la pace religiosa” e se tale “disturbo” si è effettivamente verificato, non è affatto menzionato nel giudizio della CEDU.
▪ Qual è il compromesso per non “turbare la pace religiosa” – arrendersi? Di solito, questo è ciò che chiamiamo accettando un risultato dannoso per evitare un conflitto. La capitolazione della censura non serve certamente a rafforzare la fiducia in tribunale.
▪ Il vero messaggio che la CEDU ha inviato, poiché ha ceduto alle paure di “turbare la pace religiosa”, è che se le minacce funzionano, continuate a minacciare! Che tipo di protezione dei diritti umani è quella?
▪ Sembra che la CEDU stia sostenendo un ficcanaso permanente per evitare la verità che può solo portare alla totale autocensura e alla totale cessazione della libertà di espressione, come i sostenitori della legge della sharia globale hanno sollecitato per anni.

▪ La CEDU conclude il proprio giudizio nel caso con una discussione sulla sentenza dei tribunali austriaci secondo cui le dichiarazioni di Sabaditsch-Wolff “non erano state fatte in modo obiettivo contribuendo a un dibattito di interesse pubblico, (ad esempio sul matrimonio infantile), ma potevano solo essere inteso come mirato a dimostrare che Maometto non era degno di culto “. La CEDU ha concordato con i tribunali nazionali:
▪ “… la signora S. [Sabaditsch-Wolff] doveva essere consapevole che le sue affermazioni erano in parte basate su fatti non veri e suscettibili di suscitare indignazione negli altri. I tribunali nazionali hanno scoperto che la signora S. aveva etichettato soggettivamente Muhammad cultore della pedofilia, come suo preferenza sessuale generale e che non è riuscita a informare in modo neutrale il suo pubblico del background storico, che, di conseguenza, non ha permesso un serio dibattito su tale questione. ” [enfasi aggiunta]
▪ “Fatti non veri”? Non vi è nulla di simile. Le parole sono un ossimoro, una contraddizione in termini.
▪ In termini di “background storico”, sfortunatamente non è possibile accertare se Muhammad abbia sposato o meno Aisha quando aveva sei anni e abbia consumato il matrimonio quando aveva nove anni; tuttavia, il rapporto che ha fatto è diventato per molti un testo sacro ufficiale; quindi, nella misura in cui possiamo determinare, questa è la “verità” ufficiale. La sentenza sta affermando che la “verità” non è più una difesa?
▪ Il problema è anche che mentre il rapporto sessuale con un bambino di nove anni può non essere stato considerato pedofilia nel settimo secolo (Bukhari 5.58.234), gli uomini usano questa pratica nel XXI secolo come valida giustificazione per i rapporti sessuali che offendono i bambini (vedi qui, qui e qui).
▪ Secondo la giurisprudenza precedente della CEDU e secondo il Consiglio d’Europa: [2]

A tale riguardo, la Corte ha dichiarato che l’articolo 10 protegge non solo
▪ le informazioni o idee che sono accolte favorevolmente o considerate inoffensive o indifferenti, ma anche quelle che offendono, turbano o disturbano; tali sono le esigenze di quel pluralismo, tolleranza e ampiezza di pensiero senza le quali non esiste una società democratica.

NOTA DEL TRADUTTORE

L’Islam va anche contro l’Articolo 10 della CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA. Attraverso le malintese interpretazioni del principio di eguaglianza e della democrazia, si va consumando il suicidio di una civiltà! 

CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA

Articolo 10

Libertà di pensiero, di coscienza e di religione

1. Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libertà di cambiare religione o convinzione, così come la libertà di manifestare la propria religione o la propria convinzione individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osservanza dei riti.

 

▪ Anche le opinioni espresse in un linguaggio forte o esagerato sono protette …
▪ Con la sentenza in corso, la CEDU si è allontanata da questa precedente giurisprudenza creando un rilevante problema sociale – discutendo, così, sul comportamento di Maometto, che continua ad essere un modello per oltre un miliardo di musulmani – off limits, decidendo che, discutendo degli aspetti del suo comportamento, non si è coperti dal diritto alla libertà di parola.
▪ Non solo la CEDU sembra discostarsi da posizioni precedentemente sostenute; ma è andata oltre, dichiarando che:

▪ “… anche in una vivace discussione, non era compatibile con l’Articolo 10 della Convenzione “impacchettare” dichiarazioni incriminanti nell’involucro di una espressione di opinione, altrimenti accettabile e affermare che ciò rendeva passibili tali affermazioni di eccedere i limiti ammissibili della libertà di espressione “.
▪ L’articolo 10 poteva essere usato per proteggere discussioni vivaci, perché, in una società democratica, questo è il significato della libertà di espressione. Le opinioni con cui molte persone sono d’accordo non hanno bisogno di protezione; la libertà di parola esiste proprio per proteggere la minoranza dalla maggioranza (ma anche dal potere, rappresentato un tempo dal sovrano. Ndr).
▪ Ora, tuttavia, la CEDU ha stabilito un chiaro confine: anche se si sta vivendo una discussione vivace, che di solito sarebbe protetta, il riferimento a Maometto – in presunte “dichiarazioni incriminanti” – è proibito, anche se non si usa linguaggio sconvolgente o scioccante, ma si formula la diffamazione “inserendola in una espressione di opinione altrimenti accettabile”. E, allora, ripeto:
▪”Chi è, a proposito, che arriva a decidere cosa è “incriminante”? Precedentemente, era l’Inquisizione. Le leggi islamiche sulla blasfemia sono state ora elevate alla legge della terra in Europa.”
▪ Secondo questo ultimo giudizio, diffamare il profeta islamico Muhammad, anche se inavvertitamente, è semplicemente inaccettabile, indipendentemente dal linguaggio che si usa.
▪ Le leggi sulla blasfemia islamica sono state ora elevate alla legge della terra in Europa.

di Judith Bergman, giornalista, avvocato e analista politico, è Distinguished Senior Fellow presso il Gatestone Institute.

NOTE______________________________________
▪ [1] Sabaditsch-Wolff ha spiegato di averlo visto come il suo “lavoro e dovere di informare i cittadini sulla dottrina del supremacismo islamico e sui suoi effetti disastrosi sulle nostre società libere”. Ha vissuto per diversi anni, sia da bambina che in età adulta, in paesi musulmani in Medio Oriente.
▪ [2] Monica Macovei: una guida per l’attuazione dell’articolo 10 della Convenzione europea sui diritti umani, p 16, (Manuale sui diritti umani, n. 2, 2004).
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1931.- BARBARI FOSTE E BARBARI SARETE

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Mi ripeto perché non sono cittadino in Patria. Oggi e il 25 agosto, si celebra la festa musulmana del Sacrificio, Eid Al Adha, una delle ricorrenze più importanti per l’Islam. È per eccellenza la festa della fede e della totale e indiscussa sottomissione a Dio, quasi un Natale per i musulmani , ma è la bestemmia di San Francesco, per noi.
Il rito barbaro che la contraddistingue è il sacrificio di un montone, una pecora o un agnello fra brutali sofferenze, dicono, come fece Abramo dopo che Dio gli risparmiò di sacrificare suo figlio Ismaele: PENSATE VOI ! Un Dio chiede di sacrificare un figlio!
Durante la festa, verranno sgozzati 400mila animali; di questi circa un quarto, pari a centomila, solo in Lombardia dove risiede il 25% della popolazione islamica. La maggioranza di questi sgozzamenti sarà effettuata secondo la legge nei macelli autorizzati, o come capita spesso anche abusivamente nelle case attraverso il dissanguamento dell’animale.
«UNA FINE ATROCE IN QUANTO VENGONO SGOZZATI SENZA STORDIMENTO E LASCIATI MORIRE GOCCIA A GOCCIA FINO AL DISSANGUAMENTO, PROVOCANDO IN LORO ATTACCHI EPILETTICI E SOFFERENZE ATROCI, IN ATTESA DEL SOPRAGGIUNGERE DELLA MORTE.”
L’ anno scorso, una pecora volò dal balcone per non morire brutalizzata. Anche le bestie hanno una dignità, ma questa gente non ne conosce il significato e chi tace, acconsente.
C’è un solo Dio. Quello di Maometto incarnato nel Corano e quello che è scritto nel Corano è al di sopra delle Costituzioni. Non bastava l’Europa! Il Presidente chiederà il permesso dell’Imam? Non vuole essere una battuta perché ho la gola chiusa nel parlare di queste barbarie.
Dice il Corano:
« Mangiate delle cose lecite e buone che la provvidenza di Dio v’ha donato, e siate riconoscenti, se Lui voi adorate! Ché Iddio vi ha proibito gli animali morti, e il sangue e la carne di porco, e animali macellati invocando nome altro da Dio. Quanto a chi v’è costretto, senza desiderio e senza intenzione di peccare, ebbene, Dio è indulgente e clemente »
(Corano, 16:114 – 115)
Di più: E’ scritto nella Sunna: “gli animali devono essere coscienti al momento dell’uccisione che deve essere procurata recidendo la trachea e l’esofago e sopravvenire per il dissanguamento completo dell’animale”.
Halal, in arabo, significa “lecito”. C’è una ragione scientifica per la macellazione barbara dei musulmani e degli ebrei? Per i musulmani è lecito che muoiano così perché lo dice il Corano, per me no. Cos’è il Corano di fronte alla Costituzione? Lo chiederei ai garanti della Costituzione.
Cosa dice il Movimento Animalista? Tacciono tutti gli animalisti, è assente lo Stato. 2000 anni di civiltà buttati via in nome dell’ISLAM. Sono i subumani che non rispettano la vita e trionfano su di noi. Perché?

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1929.- Bigami si può. In Italia sono almeno 20mila, fuorilegge e mai puniti

L’intervento ai funerali di Stato dell’imam di Genova Salah Husein, intervenuto dopo l’orazione finale per i defunti e a fianco del cardinale Angelo Bagnasco:
“Genova, che in arabo significa ‘la bella’, saprà rialzarsi. Le comunità islamiche pregano perché la pace sia con tutti voi. Che il Signore protegga l’Italia e gli italiani”.
Così ha detto l’imam a conclusione della preghiera dedicata a Edi Bokrina di 28 anni e Marius Djerri, di 22 anni, entrambi albanesi di fede musulmana (come possono esserlo gli albanesi, ndr) morti nel crollo del cavalcavia.
Da una parte, l’intervento ai funerali di Stato dell’imam e del cardinale insieme, da un’altra, la nostra legge, la tradizione e la morale cristiana e il nostro impegno a favore della famiglia e della donna, ci hanno ricordato questo articolo-inchiesta di Nino Materi su Giornale it. del 16/11/2015, a proposito della bigamia e dell’Islam.
La sfida degli imam: “Il problema è solo vostro”.
Allah, nel Corano, legittima la poligamia: fino a quattro mogli contemporaneamente più tutte le schiave che si possono possedere. Può ripudiare la moglie ripetendo per tre volte “ti ripudio” e, subito dopo, sostituirla con un’altra moglie.
Dice il Corano: E se temete di essere ingiusti nei confronti degli orfani, sposate allora due o tre o quattro tra le donne che vi piacciono; ma se temete di essere ingiusti, allora sia una sola o le ancelle che le vostre donne possiedono, ciò è più atto ad evitare di essere ingiusti. (4,3).
Le ancelle sono schiave “legalmente” detenute; ma per quale legge? Non la nostra.

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Ecco come è possibile vivere con due mogli in Italia, aggirando le regole. Lo leggiamo in questo articolo-inchiesta di Nino Materi, dove racconta la storia d’amore» di Fatima, 32 anni, egiziana, iniziata con un matrimonio in una moschea italiana piena di fiori. E finito a Monza in un garage pieno di immondizia, dove suo marito Hammed, 50 anni, egiziano, l’aveva scaricata come un sacco di spazzatura.
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È qui che i carabinieri l’hanno trovata con i suoi tre figli piccoli, anche loro ammassati nel box. La denuncia contro di lui non è scattata per le condizioni in cui faceva vivere donna e figli, ma perché la sua prima moglie (sposata civilmente ma da cui era separato) l’ha accusato di stalking. Fatima era diventata la seconda famiglia di Hammed, poligamo praticante. Fedele al Corano e alla Sharia che gli consente di avere fino a 4 donne.

Mogli di riserva, mogli di scorta. Come Fatima. Non riconosciuta dalla legge italiana. Quindi senza nessun diritto. La vicenda riflette un fenomeno – il concubinaggio – che in Italia sta crescendo in maniera esponenziale sull’onda dell’arrivo massiccio della popolazione musulmana. Un impatto cui lo Stato italiano mostra di non essere adeguato sotto il profilo legislativo. La nostra giurisprudenza, in tema di normativa del concubinaggio, ne è una prova clamorosa. Come conferma il giudice Dembele Diarra, un’autorità in materia di poligamia, ex vicepresidente della Corte penale internazionale: «In Italia è possibile essere poligami di fatto senza violare formalmente la legge, anche se essa sanziona il reato di bigamia». L’alto magistrato ha recentemente presieduto un summit fra esperti di diritto di famiglia di sette Paesi (Turchia, Italia, Francia, Mali, Bulgaria, Israele, Senegal). Le parole più sferzanti l’alto magistrato le ha riservate proprio al nostro Paese, dove «le donne sono vittime di questa gravissima forma di violenza che si chiama poligamia». Il motivo? «La vostra legge non è chiara e finisce col legittimare i matrimoni religiosi all’interno delle moschee: riti celebrati da imam privi di scrupoli che non richiedono nessun tipo di certificazione civile».Una procedura contra legem che Ali Abu Shwaima, ex imam della moschea di Segrate, «poligamo praticante» (con due mogli e sette figli), non ha difficoltà a confermare: «Personalmente ho celebrato decine di matrimoni religiosi. Non mi sento assolutamente in colpa. Il problema è solo di voi italiani. La legge è infatti dalla nostra parte. Non solo la Corte Costituzionale ha abrogato l’articolo 560, quello che puniva il concubinato. Ma non si configura nemmeno il reato previsto dall’articolo (…)(…) 556, quello sulla bigamia, considerato che il secondo matrimonio è un semplice matrimonio religioso, senza alcun effetto civile».

Dacia Valent, da ex deputato del Pd al Parlamento italiano, presentò un esposto alla Procura di Milano, accusando Ali Abu Shwaima di bigamia. L’esposto fu archiviato. Ancora più tagliente il giudizio di Mohamed Baha’ el-Din Ghrewati, ex presidente della Casa della cultura islamica di Milano: «La società che non permette la poligamia è incivile e noi musulmani proponiamo la poligamia come rimedio al fallimento della società italiana». Secondo una ricerca condotta dall’Associazione donne marocchine in Italia, presieduta dall’ex parlamentare del Pdl, Suad Sbai, in Italia i bigami sono circa 20mila (non esistono statistiche ufficiali ma solo stime di riferimento), di cui la metà tra Lombardia e Veneto.

MATRIMONIO BREVE

Ma come si è arrivati a questo dato? Le moschee che in Italia celebrano matrimoni religiosi hanno un «albo» dove l’imam annota lo status dello sposo, il quale nel 90% dei casi risulta già coniugato civilmente con una donna musulmana (o italiana di fede cristiana oppure italiana convertita all’Islam). A queste celebrazioni bisogna aggiungere i cosiddetti «orfi», vale a dire i matrimoni a tempo, spesso stipulati in consolati o ambasciate compiacenti. Si tratta di un istituto previsto dalla legge islamica: un’unione suggellata da un patto tra marito e moglie, alla presenza del notaio e di due testimoni. I mariti arabi sposati in Italia tornano al loro Paese di origine per contrarre matrimoni a tempo con donne locali che spesso non sanno che il marito è già sposato. Non drammatizza il problema il professor Stefano Allievi, uno dei massimi esperti dell’islam italiano: «Fare un calcolo è impossibile, ma credo che la poligamia nel nostro Paese rappresenti un fenomeno irrilevante: riguarda poche famiglie, all’interno delle quali spesso la presenza di più mogli non crea alcun problema, perché è normale nella cultura di provenienza o perché è accettata anche da donne italiane convertite». Di tenore ben diverso però la denuncia di Suad Sbai: «In nome di un distorto concetto di integrazione e accoglienza l’Italia finisce col far finta di non vedere la piaga della poligamia che rende schiave migliaia di donne, sottoponendole a ogni tipo di vessazione. Una realtà tanto più paradossale considerato che la poligamia è contrastata da decenni in Tunisia, Turchia, Egitto; annullata dal nuovo codice della famiglia marocchino e severamente regolamentata in molti altri Paesi del mondo arabo».

COLPEVOLI SOLO SULLA CARTA

Negli ultimi 4 anni sono state un centinaio le sentenze di condanna emesse da tribunali italiani nei confronti di uomini (per lo più originari da Paesi arabi) «rei» (ma solo formalmente) di concubinaggio: le pene inflitte sono state infatti comminate non per il reato di poligamia ma per violenze. In altre parole in Italia, per finire in galera «bisogna» almeno picchiare (o uccidere) una delle mogli dell’harem.Il nostro codice penale, sul tema, è contraddittorio: «Considera la poligamia reato, ma non la persegue come fuorilegge – spiega l’avvocato Michelle Gruosso, esperto di diritto di famiglia -. Motivo? Se solo il primo dei suoi matrimoni è registrato civilmente nel nostro Paese e gli altri sono solo effetto di cerimonie religiose all’interno delle moschee italiane, tutto diventa regolare». Ma anche se entrambi i matrimoni fossero stati registrati civilmente non ci sarebbe troppa differenza: nel 2003 il tribunale di Bologna riconobbe a due figli dello stesso padre il diritto di far arrivare in Italia le rispettive madri, prima e seconda moglie dell’uomo in questione. In questo caso, argomentò il giudice, «il reato non sussiste, essendo entrambe le nozze state contratte in un Paese che le consente». Una sentenza che ha fatto giurisprudenza, finendo col legittimare una pratica che comincia a essere proibita perfino in molti Stati dell’islam moderato.«Indubbiamente ci troviamo di fronte a un problema che finora il diritto europeo non è riuscito a risolvere – sostiene Roberta Aluffi, docente di Diritto islamico all’università di Torino -; la poligamia è contraria al nostro concetto di uguaglianza, ma è vero anche che occorre rispettare una donna che ha contratto matrimonio secondo la religione e la legge del suo Paese e che non può essere spogliata di ogni diritto una volta arrivata qui». Il Corano stabilisce che un uomo possa avere fino a quattro mogli, ma la condizione imprescindibile è che riservi a tutte lo stesso trattamento, in termini di tempo, attenzioni e denaro. «Formalmente – sottolinea l’avvocato Aluffi – già il fatto che lo Stato italiano riconosca solo a una delle spose il titolo di moglie ufficiale non permette di rispettare il principio dell’uguaglianza».

1903.- BREAKING: Obama Knowingly Funded Designated Al-Qaeda Affiliate – Obama, affiliato di Al Qaeda, indicato come un finanziatore

di RYAN SAAVEDRA @REALSAAVEDRA, 25 luglio 2018
 
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Un nuovo rapporto pubblicato mercoledì ha rivelato che l’amministrazione Obama ha rifornito consapevolmente un’organizzazione di finanziamento del terrorismo islamico con centinaia di migliaia di dollari, nonostante il fatto che il gruppo fosse stato designato come “organizzazione di finanziamento del terrorismo”, già da un decennio, dal governo degli Stati Uniti.

I funzionari dell’amministrazione Obama hanno approvato il finanaziamento di ben oltre $ 100.000 anche dopo che sono stati informati che l’Islamic Relief Agency (ISRA) di Khartoum era affiliata a Osama bin Laden e Maktab al-Khidamat (MK), che, alla fine, divenne al-Qaeda.

L’ISRA, anche conosciuta come l’Islamic Relief Agency (IARA), ha ricevuto una sovvenzione finanziata dai contribuenti di $ 200.000 dall’amministrazione Obama, Almeno $ 115.000 di questi sono stati assegnati all’organizzazione di finanziamento del terrorismo. Rapporti della revisione dei conti nazionale:

I conti tornano
Secondo il Tesoro degli Stati Uniti, nel 1997 l’ISRA ha stabilito un rapporto di cooperazione formale con MK. Nel 2000, l’ISRA aveva raccolto $ 5 milioni per il gruppo di bin Laden. Il Dipartimento del Tesoro fa notare che i funzionari dell’ISRA cercavano persino di “trasferire” [bin Laden] per garantirsi un porto sicuro per lui “. Inoltre riferisce che l’ISRA ha raccolto fondi nel 2003 nell’Europa occidentale specificamente destinati agli attentati suicidi di Hamas.

La pianificazione finanziaria del 2004 includeva tutte le filiali dell’ISRA, incluso un ufficio degli Stati Uniti chiamato Islamic American Relief Agency (IARA-USA). Alla fine si è saputo che questa filiale americana aveva trasferito illegalmente oltre 1,2 milioni di dollari ai ribelli iracheni e ad altri gruppi terroristici, tra cui, secondo quanto riferito, il terrorista afgano Gulbuddin Hekmatyar.

National Review rileva che nel luglio 2014 l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID) ha approvato l’assegnazione di $ 723,405 di fondi dei contribuenti statunitensi alla World Vision Inc., e che “$ 200.000 di quel denaro dovevano essere indirizzati a un sub-beneficiario: ISRA “.

World Vision aveva informato l’USAID nel 2014 che l’ISRA era nell’elenco delle organizzazioni designate come terroristiche e successivamente dovette attendere le valutazioni dell’Ufficio del controllo dei beni esteri dell’Ufficio del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti (OFAC) prima che potesse ricevere il denaro.

Tuttavia, l’Ufficio del controllo dei beni esteri dell’Ufficio del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti (OFAC), nel gennaio 2015, confermò che l’ISRA era un’organizzazione terroristica, tale designata e si oppose a che la World Vision potesse ottenere “una licenza per effettuare transazioni con [ISRA]”. National Review aggiunge:

Nonostante la sentenza dell’OFAC, a febbraio, World Vision scrisse all’OFAC e al funzionario dell’amministrazione Obama Jeremy Konyndyk (che ha poi ricoperto il ruolo di direttore dell’ufficio USA dell’aiuto statunitense ai disastri stranieri) per chiedere all’AKAC una nuova licenza dell’USAID per il pagamento delle somme dovute all’ISRA per il lavoro svolto. “Secondo Larry Meserve, direttore della missione di USAID per il Sudan, World Vision ha sostenuto che se non avessero pagato ISRA,” il loro intero programma sarebbe stato messo a repentaglio. “…

… Poi, incredibilmente, il 7 maggio 2015 – dopo aver operato in “stretta collaborazione e diverse consultazioni con il Dipartimento di Stato” – l’OFAC rilasciò una licenza ad una affiliazione World Vision, World Vision International, autorizzando “un trasferimento “una tantum” di circa $ 125.000 all’ISRA, “di cui” $ 115.000 per servizi eseguiti sotto il premio secondario con USAID “e $ 10.000 per” un accordo di finanziamento non correlato tra Irish Aid e World Vision. ”

Mentre l’amministrazione Trump si è concentrata sulla distruzione del terrorismo islamico, quegli stessi gruppi avevano prosperato sotto l’amministrazione Obama.

“[Nel 2014], quando gli Stati Uniti hanno iniziato la campagna contro il gruppo terroristico, l’ISIS era presente in sette paesi”, ha riferito The Hill nel 2016. “Quella cifra è salita a 13 nel 2015, e oggi il documento della Casa Bianca mostra che ISIS opera in 18 paesi. ”

L’amministrazione Obama ha anche impedito che si compisse una massiccia indagine su Hezbollah, un gruppo terrorista islamico appoggiato dall’Iran, che ha permesso loro di “diventare uno dei più grandi gruppi criminali organizzati transnazionali nel mondo”, ha detto a Politico l’agente veterano della supervisione della DEA, Jack Kelly.

Obama ha cercato di minimizzare la sua incapacità di contenere il terrorismo sostenendo che sotto la sua amministrazione “il numero di incidenti terroristici [non era] aumentato in modo sostanziale”.

Il Politifact di sinistra ha valutato la dichiarazione di Obama come “per lo più falsa”.

IL NOSTRO COMMENTO.
Dopo la riuscita campagna elettorale, opera dei media con un fine preciso, Obama ha trasmesso un’immagine d’ipocrisia che ha coinvolto e improntato di sé gli Stati Uniti. Obama non soltanto è un mentitore, come vuole che sia il Corano se ciò serve a fare dell’Islam l’unica religione; ma è proprio, di suo, un falso e non ci è piaciuto.
Cosa dice il popolo americano dei suoi cittadini decapitati dall’ISIS? Cito Peter Kassig, Steve Sotloff, James Foley e, a proposito di questi ultimi, cito i commenti al video della loro decapitazione fatti sparire da You Tube:
Infatti, il video della decapitazione di James Foley potrebbe essere una montatura. Lo sostengono il quotidiano britannico The Times e la Cnn, secondo cui l’uccisione del giornalista americano non sarebbe avvenuta davanti alla telecamera, ma in un altro momento, e il video distribuito online sarebbe solo una messa in scena. L’Isis ha rilasciato un video di 2 minuti e 46 secondi in cui viene mostrata la decapitazione del cittadino americano Steven Sotloff. Secondo la Cnn il boia che avrebbe decapitato il reporter Sotloff sarebbe lo stesso responsabile della morte di James Foley.

timthumb.phpDUBBI E PERPLESSITÀ

Dopo i dubbi su quanto sia opportuno pubblicare i video provenienti da gruppi terroristici come quello della decapitazione di Foley, ecco le perplessità sulla sua autenticità. Sono gli esperti di una società internazionale di ricerca sentiti dal Times ad aver avanzato interrogativi sull’identità del presunto assassino così come sulla decapitazione del reporter: non sarebbe, infatti, avvenuta davanti alle telecamere, così come testimonia il video divulgato dai jihadisti, che ne mostra solo pochi secondi.

COLTELLO

Il coltello impugnato nel video dal presunto assassino sembra essere troppo piccolo per l’uso voluto. Inoltre, si legge sul Corriere dell Sera, “il terrorista passa sei volte la lama sul collo della vittima e non c’è traccia di sangue”. È possibile, dunque, che quella davanti alle telecamere sia stata solo una simulazione, anche se non ci sono dubbi sull’effettiva uccisione di Foley. I misteri restano.

1766.- DONNA, SIMBOLO DELL’AMORE.

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Sana Cheema è morta ammazzata, no! sgozzata da papà e dal suo fratellino. Cosa di più lurido possono udire le mie orecchie! Chi è così altrettanto lurido da portarci questi selvaggi, ignoranti e la loro legge di morte, la bestemmia della vita, del dono di Dio? Guardo negli occhi il mio cane: leggo Fedeltà, Dignità, Libertà e Amore, cento, mille palmi sopra dei farisei che mi vendono per denaro, dei fedeli di un dio pagano che predica la morte; che non rispettano il ventre che li generò. La donna è il mio simbolo dell’Amore, della Famiglia cristiana, della Libertà. La chiamammo donna, ma avremmo potuto chiamarla Amore senza mutarne il significato. Voglio invitarvi a cogliere il significato valoriale della donna, al quale gli Italiani dovrebbero orientare il sistema legislativo e previdenziale. Gli italiani, ma tutti gli europei, perché l’Europa è l’unico continente ad avere vissuto la Rivoluzione Cristiana che ci ha dato il principio dell’Amore per il Prossimo. Le stesse Costituzioni degli Stati sociali sono figlie di questo principio, che ha permeato le nostre identità. Non lo è la legislazione dell’Unione europea, ma dovrà esserlo.
Nelle società che non sono state toccate dalla Rivoluzione Cristiana e dove meno è cresciuta la civiltà, si riconoscono alla donna ruoli limitati alla procreazione e alle cure domestiche della famiglia. In generale, le si riconosce un ruolo sussidiario e subalterno rispetto all’uomo, una via di mezzo fra la fattrice, l’amante e la badante. Quelle donne sono come un roseto, i cui bocci non si schiudono mai.
La discriminazione nei confronti delle donne, ancora oggi, trova la sua massima espressione in quella non-religione che è l’islam. Si chiamava Allah uno dei 360 dei pagani adorati a La Mecca prima di Maometto. Allah si legge, è incartato nel Corano. È un dio pagano violento e vendicativo. Islam significa letteralmente sottomissione del fedele ad Allah. Le donne vi sono considerate esseri antropologicamente inferiori e schiave sessuali e valgono la metà dell’uomo.
Non è così per mia madre, mia figlia, la mia donna. Non è così per le tutte le “mie” donne italiane.
Rozza persona colei che calca le istituzioni della cristianità coprendosi il capo, coprendo il simbolo dell’Amore cristiano, della madre della vita, della regina della famiglia, alle fondamenta della società.
Rozza persona colui che calca il trono della cristianità coniugandosi con l’infedele.
Raccolsi un giorno un moribondo, amputato terribilmente. Disse con gli occhi al cielo: “Mamma!”. L’hai detto anche tu, Sana? Prego per te la preghiera di Gesù: Padre Nostro!