Archivi categoria: NWO – Gesuiti

1760.- LETTERA APERTA

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ORDINE E’ LIBERTA’
I governi di quella cariatide, i parlamenti illegittimi hanno imbalsamato le Forze di Polizia: SI PICCHIANO I CARABINIERI!!! L’Islam, con la sua legge violenta, è funzionale al dominio della Finanza Mondiale globalista. Perciò, hanno tramutato le città in casbah, incoraggiato la violenza che l’Islam predica nel corano, contro la Costituzione (leggetelo!). È questo dei ragazzi pestati a sangue, delle ragazze stuprate, squartate l’Ordine Pubblico? La legge obbedisce, ci impedisce qualunque difesa. in Italia, NELL’INDIFFERENZA GENERALE, SI PRATICA ADDIRITTURA IL CANNIBALISMO. Chi ne parla è contro corrente. Io, cultore dei principi della Costituzione, io che ho il tricolore nella mia casa, sono contro corrente? L’informazione ci depista; la politica ci divide. Chi viene eletto deve conformarsi alla volontà malata di quattro farisei. Siamo uno Stato senza più sistema nervoso, colonizzato dai vermi, incapace di competere in un sistema libero. Siamo in un empasse istituzionale voluto, costruito ad arte con la legge; siamo sull’orlo del precipizio finanziario; saremo travolti da un debito pubblico artefatto, ma non sembra che ci riguardi. Se la democrazia richiede la partecipazione libera dei cittadini, la libertà non fa per noi. Né la Costituzione dei partiti senza regole, né i partiti delle consorterie la vogliono. Il popolo bischero non se ne cura. Preferirà un assegno di disoccupazione, un’elemosina di Stato da spendere la domenica nelle moschee della finanza: all’IKEA, su Amazon, ma finché ce n’è! Nella Repubblica fondata sul Lavoro, il popolo non chiede la dignità di un reddito da lavoro per sé e per i suoi figli. Senza lavoro non c’é dignità e senza dignità non c’è Libertà. Non si investe sulla piena occupazione con l’IRPEF di Bersani, con le tasse non gira l’economia! Non si investe senza una banca centrale che dia al governo la moneta e la Banca Centrale Europea la moneta ce la presta a debito perché è una banca privata! La finanza dittatoriale, sionista ci tiene stretti per la gola. Corre a bloccare i giudici che vogliono fermare la tratta degli schiavi e viene ricevuta a palazzo con gli onori! Il 25 aprile vergognatevi per tutti i morti della Resistenza. I partigiani, mai stati partigiani dell’ANPI lo trascorrano davanti a uno specchio! Gli altri guardino avanti. Abbiamo rischiato la guerra nucleare. Senza scomodare il balcone di Piazza Venezia, ma nemmeno il Parlamento, un impostore ha messo in campo le Forze Armate contro la Siria; ha rifornito in volo i bombardieri del male, ma no! Non era un atto di guerra! Come contro la Serbia, contro l’alleata Libia! In cambio di che? A chi va il premio, visto che non contiamo un beato cavolo? Non mi è rimasto più nulla in cui credere! Nemmeno il papa! Qualunque sistema sarà più democratico di questa repubblica. Liberiamoci dalla dittatura dell’Unione europea e rifondiamo un’Europa libera. Libera come quella della nostra gioventù.

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1705.- Le Nazioni Unite hanno svelato il loro piano per i prossimi 14 anni: è terrificante …

Lamentiamo che non c’è più una sinistra del popolo e nemmeno un sindacato dei lavoratori. Hanno preso un continente all’apice della crescita e l’hanno ridotto alla carità. Nel Nuovo Ordine Mondiale noi italiani moriremo, ma senza il nostro genio e senza la cristianità, anche loro moriranno con noi. Da leggere.

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Le Nazioni Unite hanno svelato il loro masterplan per i prossimi 14 anni, affermando che desiderano implementare il socialismo globale e il fascismo corporativo come parte dei loro piani sull’ Agenda 2030.

Parte dei loro piani, definiti ufficialmente ” Obiettivi di sviluppo sostenibile post-2015 ” , mira a ridurre la disuguaglianza in tutto il mondo costringendo singoli governi e cittadini a condividere le proprie ricchezze sotto la guida di un unico governo mondiale .

In termini più semplici, i contribuenti occidentali dovrebbero prepararsi a essere derubati in modo che la loro ricchezza possa essere ridistribuita a livello internazionale, dal momento che le loro economie vengono ridimensionate dal grande governo. Naturalmente, come è stato per generazioni, la maggior parte della ricchezza estratta dal settore produttivo sarà ridistribuita ai regimi delle Nazioni Unite e del Terzo Mondo, non le vittime di quei regimi, impoveriti in gran parte attraverso politiche socialiste, totalitarie nazionali imposte dagli stessi regimi corrotti corredati di aiuti più occidentali nell’ambito dell’Agenda 2030 .

La sola redistribuzione della ricchezza , tuttavia, non sarà sufficiente. I governi devono anche prendere il controllo dei mezzi di produzione, direttamente o attraverso mandati fascisti. “Ci impegniamo a fare cambiamenti fondamentali nel modo in cui le nostre società producono e consumano beni e servizi”, afferma il documento. Dice anche che “i governi, le organizzazioni internazionali, il settore delle imprese e altri “attori e individui” non statali, devono contribuire a cambiare i modelli di consumo e produzione insostenibili … per passare a modelli di consumo e produzione più sostenibili”.

In parole povere, il documento Agenda 2030 afferma che i modelli di “consumo e produzione” odierni sono insostenibili, quindi dovremo arrangiarci con meno. Quanto meno? Sarebbe difficile trovare una valutazione più chiara e concisa di quella offerta dal defunto Maurice Strong, il miliardario canadese- http://keywiki.org/Maurice_Strong-, recentemente scomparso e guru ambientale di lunga data delle Nazioni Unite che ha guidato il Summit della Terra del 1992, in un documento pre- Earth Summit : “È chiaro che gli attuali stili di vita e modelli di consumo della borghesia benestante … che comportano un consumo elevato di carne, il consumo di grandi quantità di alimenti congelati e “convenienti”, la proprietà di veicoli a motore, numerosi elettrodomestici, l’aria condizionata in casa e sul posto di lavoro … non sono sostenibili “.

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In realtà, tali “stili di vita e modelli di consumo” sono sostenibili, purché la libertà che rende possibile la prosperità non venga distrutta in nome del raggiungimento della “sostenibilità”. Le Nazioni Unite e la lobby ambientalistiche affermano che dobbiamo cavarcela con meno, perché ora ci sono troppe persone sul pianeta che consumano troppe risorse. Ma questa logica per accettare la scarsità imposta dalle Nazioni Unite è palesemente falsa.

Naturalmente, i promotori dell’Agenda 2030 affermerebbero che anziché impoverirci, il regime globale che immaginano si prenderà cura di noi, ad esempio attraverso la copertura sanitaria universale. Uno degli obiettivi dell’obiettivo 3, che garantisce “vite salutari” e “benessere”, è: “Raggiungere una copertura sanitaria universale”, inclusi ” vaccini per tutti”. Accesso universale alla “salute mentale”, insieme a “sessuale e riproduttivo” servizi di assistenza sanitaria “ , ossia parole in codice per l’aborto e la contraccezione, sono anche inclusi . Ci si aspetta che tutti i governi integrino tali servizi nelle loro “strategie e programmi nazionali”, richiede l’accordo.

Vale la pena notare che il dittatore sovietico di massa Vladimir Lenin ha chiarito che l’assistenza sanitaria controllata è la “chiave di volta” del socialismo. Le Nazioni Unite ovviamente sono d’accordo. E sebbene possa non chiamarlo “socialismo”, Obama considera indubbiamente anche il controllo governativo sull’assistenza sanitaria come chiave. In effetti, la promulgazione di ObamaCare potrebbe essere vista come un “grande balzo in avanti” degli Stati Uniti verso l’implementazione di una componente chiave dell’Agenda 2030, prima che l’ Agenda 2030 fosse addirittura “approvata”.

Ma per quanto importanti siano gli attacchi contro l’assistenza sanitaria agli strateghi globalisti, qualsiasi piano per la costruzione del socialismo internazionale sarebbe privo di targeting per la prossima generazione con la propaganda socialista globale. E così un intero obiettivo dell’Agenda 2030 è dedicato a garantire che tutti i bambini, ovunque, siano trasformati in ciò che le Nazioni Unite chiamano “agenti di cambiamento”, pronti a portare avanti il ​​piano per il nuovo ordine globale. “I bambini e le giovani donne e uomini sono agenti critici del cambiamento e troveranno nei nuovi obiettivi una piattaforma per canalizzare le loro infinite capacità di attivismo nella creazione di un mondo migliore”, spiega l’accordo.

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Il tipo di attivisti che l’ONU spera di coinvolgere sono anche i tuoi figli, ed è esplicitamente definito nell’accordo. “Entro il 2030, assicurati che tutti gli studenti acquisiscano le conoscenze e le competenze necessarie per promuovere lo sviluppo sostenibile, incluso, tra gli altri, attraverso l’educazione per lo sviluppo sostenibile e stili di vita sostenibili, diritti umani, uguaglianza di genere, promozione di una cultura di pace e non violenta, cittadinanza globale e apprezzamento della diversità culturale e del contributo della cultura allo sviluppo sostenibile “, il piano globale per gli stati del 2030 . Considerando ciò che l’ ONU intende per “sviluppo sostenibile” – controllo della popolazione , pianificazione centrale, governance globale e altro ancora, l’agenda per i vostri figli assume un tono ancora più sinistro.

I bambini “sostenibili” per la cittadinanza globale nel nuovo ordine saranno raggiunti attraverso ciò che l’ONU definisce erroneamente “educazione”. Nel documento delle Nazioni Unite la sola parola “educazione” è menzionata più di 20 volte. E in tutto l’accordo, l’ONU sostiene apertamente l’ uso delle scuole per indottrinare tutta l’umanità in una nuova serie di valori, atteggiamenti e convinzioni in preparazione al nuovo ordine mondiale “verde” e “sostenibile”. L’agenda educativa dell’ONU pone anche al centro l’ “educazione” del sesso. “Entro il 2030, garantiremo l’accesso universale ai servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva [l’ aborto e la contraccezione], anche per la pianificazione familiare, l’informazione e l’istruzione”, spiega il documento.

Quanto costa l’Agenda 2030? Varie figure sono state gettate dai burocrati delle Nazioni Unite sui costi monetari del piano, in genere compresi tra 3 trilioni e 5 trilioni di $ per ANNO !

Sì, trilioni. Nel rapporto “Da miliardi a miliardi” pubblicato dalla Banca Mondiale a luglio 2015, il gruppo globalista, ed un attore chiave nell’Agenda 2030, ha ammesso: “Per soddisfare le esigenze di investimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, la comunità globale deve spostare la discussione da “miliardi” nell’APS [assistenza allo sviluppo ufficiale] a “trilioni” in investimenti di ogni tipo: pubblici e privati, nazionali e globali, sia in termini di capitale che di capacità “.

Ma il denaro necessario per attuare l’Agenda 2030 e altri programmi delle Nazioni Unite è solo una parte dei costi. Altre parti comprendono la perdita della nostra indipendenza nazionale e della libertà, che l’ascesa della governance globale e del socialismo globale comporterebbero sicuramente. In modo rivelatore, il potere dei dittatori di aiutare nella governance globale è apertamente propagandato dall’Agenda 2030. Il documento afferma:

“Ricominciamo ad ampliare e rafforzare la voce e la partecipazione dei paesi in via di sviluppo [i regimi che governano quei paesi] – inclusi paesi africani, paesi meno sviluppati, paesi in via di sviluppo privi di terra, paesi in via di sviluppo e paesi a reddito medio, in economia internazionale processo decisionale, normazione e governance economica globale “.
Potenti promotori

Quando l’ Agenda 2030 è stata adottata, il settantaseiesimo congresso annuale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, il 25 settembre, il complotto delle Nazioni Unite per riprogettare la civiltà è stato inaugurato con una “strepitosa standing ovation”, ha riferito il Dipartimento delle informazioni pubbliche delle Nazioni Unite. Ognuno dei 193 governi membri delle Nazioni Unite sul pianeta – dalle dittature comuniste e islamiste assassine a coloro che governano ciò che rimane del “mondo libero” – ha promesso di contribuire a imporre gli obiettivi controversi delle Nazioni Unite sui loro argomenti.

Sembrava tutto così meraviglioso per alcuni dei dittatori più brutali del mondo che a malapena riuscivano a contenere la loro gioia. “Questo programma promette un nuovo mondo coraggioso, un nuovo mondo che dobbiamo costruire coscientemente, un nuovo mondo che richiede la creazione di un nuovo cittadino globale “, ha sguinzagliato il dittatore marxista Robert Mugabe, il genocida assassino di massa che rende pallido anche Brezenski, che serve anche come presidente dell’Unione Africana:

“Voglio credere che siamo all’altezza di questo compito a cui ci siamo impegnati volontariamente e collettivamente. Il nostro successo, e in particolare la promessa di un nuovo mondo che ci attende, dipende da questo impegno “.

Ha anche promesso di imporre vigorosamente l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite alle vittime affamate e impoverite che il suo regime domina con le politiche in stile Agenda 2030. Il regime comunista di Castro ha promesso di collaborare con il socialista venezuelano uomo forte Nicolas Maduro e altri tiranni per imporre gli obiettivi delle Nazioni Unite anche alle loro vittime, il tutto con finanziamenti da parte dei contribuenti occidentali .

I brutali tiranni che governano la Cina comunista, nel frattempo, sono stati anche entusiasti sostenitori degli obiettivi delle Nazioni Unite – obiettivi che il regime ha vantato di aver svolto un “ruolo cruciale” nello sviluppo. L’autocrazia cinese, famigerata per aborti forzati, censura, persecuzioni religiose e politiche, la “politica del figlio unico”, l’inquinamento terribile, i tribunali di canguro e, naturalmente, l’uccisione di più esseri umani di qualsiasi altra entità in tutta la storia umana, ha usato la sua vasta macchina di propaganda globale per celebrare l’Agenda 2030.

“La Cina ha dato importanti contributi agli sforzi globali per raggiungere un’agenda di sviluppo post-2015 equa, inclusiva e sostenibile”, ha detto il vice rappresentante permanente del regime all’ONU, Wang Min, in un rapporto delle notizie comuniste cinesi e servizio di spionaggio Xinhua. “La Cina è anche molto attiva nel presentare proposte cinesi …. L’accordo include importanti proposte della Cina e di molti altri paesi in via di sviluppo in numerosi aspetti “.

Tra gli altri “impegni”, la Cina ha promesso di spendere 2 miliardi di dollari in paesi stranieri per raggiungere gli obiettivi dell’ONU in “educazione” e “salute”, con i suoi finanziamenti aumentati a 12 miliardi entro il 2030. Pur contribuendo solo con un piccolo pezzo della torta, il Il fatto che Pechino sia così entusiasta dell’agenda è piuttosto rivelatore. Echoing Chairman La retorica di Mao, il globalista della UE e della NATO Javier Solana, ha dichiarato: “Con un impegno costante da parte di tutti i paesi, sviluppati e in via di sviluppo, il mondo può assicurare che celebri un altro grande balzo in avanti nel 2030.” (Enfasi aggiunta.) L’ultimo ” Great Leap Forward “, presieduta dal presidente Mao Tse-tung tra il 1958 e il 1963, ha provocato l’omicidio di circa 45 milioni di cinesi che sono stati imprigionati, affamati o picchiati a morte.

L’ amministrazione Obama , che a quanto pare NON prevede di presentare il piano delle Nazioni Unite al Senato degli Stati Uniti per la ratifica, come richiesto dalla Costituzione degli Stati Uniti, ha anche offerto una forte difesa al programma delle Nazioni Unite. Parlando all’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 27 settembre 2015, dopo aver preteso di impegnare gli Stati Uniti nella trama globale, Obama ha affermato che il progetto delle Nazioni Unite “è uno degli investimenti più intelligenti che possiamo fare nel nostro futuro”.

Persino la principale figura religiosa del mondo, Papa Francesco, si è rivolta ai governi membri delle Nazioni Unite con un appello a sostenere gli obiettivi delle Nazioni Unite. “L’adozione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile … è un importante segnale di speranza”, ha dichiarato, prima di richiedere un regime “climatico” delle Nazioni Unite.

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POPE FRA

Al di là dei governi e delle figure religiose, gran parte del settore privato sosteneva con entusiasmo i nuovi obiettivi. Tra le mega-corporazioni che sostengono lo schema ci sono i primi tre motori di ricerca al mondo: Google, Microsoft Bing e Yahoo. Non è stato subito chiaro se il sostegno di tali corporazioni all’agenda delle Nazioni Unite avrebbe influito sulla presunta imparzialità dei risultati delle ricerche, ma i critici del piano delle Nazioni Unite hanno comunque espresso un forte allarme.

Per ora almeno, il mondo e la Casa Bianca stanno tutti fingendo che gli SDG siano vincolanti anche per gli americani. Tuttavia, il Senato degli Stati Uniti non è stato consultato , come richiede la Costituzione per tutti i trattati. E anche se il Senato dovesse ratificarlo, il governo federale non può concedersi nuovi poteri anticostituzionali semplicemente approvando un trattato. Pertanto, l’accordo non ha alcuna forza negli Stati Uniti.

Ma come nella precedente Agenda 21 delle Nazioni Unite ha mostrato chiaramente, ciò non significa che l’amministrazione Obama, e forse i futuri presidenti, non tenterebbero di farla avanzare comunque. Il popolo americano, quindi, deve chiedere attraverso i suoi rappresentanti eletti che venga fermato il potere dell’ONU.

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Ora con Trump molti si aspettavano un qualcosa di diverso, che illusi.

Bisogna capire prima un concetto fondamentale che, tutti, proprio tutti gli “attori” politici, quindi tutti i governi mondiali, le sedicenti organizzazioni di ogni genere, multinazionali e corporazioni private e le banche ovviamente, in sostanza tutto quello che esiste, sono legate a filo doppio tra esse, e sono gestite dai soliti mercanti-cravattari internazionali.

Non cambierà mai nulla per noi se non si reagisce con la forza, ed anche in questo caso, l’ esito, con grande probabilità, sarà sempre a nostro sfavore.

1603.- IL SUGGERITORE DI BERGOGLIO SUI MIGRANTI E’ UN BILDERBERG DI GOLDMAN SACHS. Maurizio Blondet

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Nei suoi discorsi ossessivi a favore dell’immigrazione senza limiti e il suo torvo, iracondo discorso di Natale a difesa postuma dello Jus Soli, Bergoglio “sembra ispirarsi più a Soros che a Cristo”, ha commentato il filosofo Fusaro, accusando El Papa di mettersi sempre più al servizio della “mondializzazione e dello sradicamento capitalistico”. Come mi ha ricordato un amico lettore, “Francesco” ha un ispiratore – o suggeritore o “gestore” – più diretto di Soros. Un personaggio cui El Papa ha dato in febbraio la presidenza della International Catholic Migration Commission, e che ha reso consigliere della Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA). Un filantropo umanitario dell’abolizione dei confini che è anche, come dubitarne?, un banchiere d’affari. Ed è anche molto, molto di più.

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S’introduca qui Peter Sutherland, da almeno 20 anni presidente non (più) esecutivo di Goldman Sachs ma ultra-esecutivo del Bilderberg (sta nello “steering committee, ossia nella direzione che del Gruppo elabora l’agenda politica e i fini da raggiungere); ebreo di madre, sionista, ex presidente della BP (British Petroleum) e contemporaneamente Rappresentante Speciale dell’ONU per le Migrazioni, tutte cariche che non ha lasciato quando”Francesco” lo ha incoronato presidente della Catholic Migration Commission.

http://www.wnd.com/2015/10/meet-the-popes-bilderberger-guru/

Ma è molto di più, Sutherland. E’ stato Commissario europeo alla Concorrenza quando presidente della Commissione era Delors; è stato direttore del WTO, Organizzazione Mondiale del Commercio, ossia del tribunale mondiale del commercio globale senza confini né dazi, che praticamente ha creato da sé. E’ capo del Global Forum on Migration and Development, da cui 160 paesi prendono le direttive sulla migrazione. Insomma è il globalista totale e assoluto, con le mani in pasta in tutte le entità sovrannazionali ad un tempo (ONU, WTO, UE, forse la massima eminenza grigia della “mondializzazione e dello sradicamento capitalistico” nell’interesse della finanza transnazionale.

Quasi dimenticavo: Sutherland è anche presidente onorario della Trilateral Commission e capo della London School of Economics, nonché Cavaliere di Malta e membro dell’Opus Dei. Non si fa mancare nulla in posizioni di potere.

“La UE deve minare le omogeneità nazionali”, per Sutherland.
Le sue idee:

“L’Unione Europea deve fare del suo meglio per minare l’omogeneità dei suoi stati membri”, dettò nel giugno 2012. Parlava in qualità di presidente del Global Forum on Migration davanti alla sottocommissione inglese dei Lords, che stava indagando sull’aggravarsi improvviso delle ondate migratorie.

La risposta essenziale all’invecchiamento delle popolazioni in Germania o nei paesi del Sud Europa è, “ed esito a dirlo perché il concetto è stato attaccato, lo sviluppo di stati multiculturali”. Il problema, ha spiegato, sono le popolazioni, che “ancora coltivano un senso della loro omogeneità e differenza dagli altri. Ed è precisamente questo che l’Unione Europea, a mio parere, deve fare di tutto per erodere”. In nome di cosa? “Della futura prosperità”, rispose. “ Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda sono società di migranti e quindi si adattano più prontamente a chi viene da un diverso mondo culturale. E’ una dinamica cruciale per la crescita economica”.

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Disse anche, Sutherland, che “si è passati dagli stati che scelgono i migranti, ai migranti che scelgono gli stati”, per cui la capacità della UE di “competere a livello globale” è a rischio…ma d’altra parte, ha ingiunto: la UE deve smettere di selezionare solo migranti “altamente qualificati” perche “alla base di tutto, gli individui devono avere libertà di scelta” di dove muoversi.

(Qui per l’articolo della BBC , EU should ‘undermine national homogeneity’ says UN migration chief – http://www.bbc.com/news/uk-politics-18519395

Come si vede, è proprio l’ideologia di “Francesco”, confusione e contraddittorietà compresa; l’ideologia delle Bonino e Boldrini e dei Manconi, del circo mediatico progressista. Da qui si vede bene come ad ispirarle sia il capitalismo mondializzato finanziario; per il quale le “omogeneità” , ossia le identità storiche e culturali che fanno i popoli vari e diversi, sono un ostacolo e un intoppo, una pretesa odiosa, perché il consumatore globale tipo dev’essere letteralmente “senza identità”, senza comunità, “aperto” alle “esperienze”, cosmopolita, nomade e senza “tabù”, senza “pregiudizi” (e senza scrupoli), di sesso variabile. Nella esortazione di Sutherland che la UE eroda, mini, indebolisca le “omogeneità” c’è il disprezzo per la cultura – ciò che fa à degli uomini esseri umani – come di sovrastruttura inutile e dannosa alla libertà di consumo. Allo stesso modo papa Francesco, giorni fa, ha sproloquiato: “Gli europei non sono una razza nata qui, hanno radici migranti”, evocando una condizione anteriore alla civiltà e alla cultura – anche per lui, come per il presidente di Goldman Sachs, la “omogeneità” culturale (quel che fa di ungheresi degli ungheresi, la coesione di una comunità e identità comune saldata dalla storia, dalla lingua, persino dalle sue specifiche arti) un fastidioso orpello che “resiste” alla “integrazione” senza limiti, una “mancanza di carità” contro la “accoglienza” – che oltretutto, completa il guru Bilderberg di El Papa, ci rende “meno competitivi sui mercati mondiali”.

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Ora El Papa ha affidato la Commissione Cattolica sulla Migrazioni al banchiere d’affari e al Bilderberg – ostile alle “omogeneità” culturali, e che si adopererà quanto può per “indebolirle” (il verbo che ha usato è “undermine”), scalzarle, come se già non fossero abbastanza minate. Per i papisti cattolici ingenui, quindi, la questione da ideologica può venire fraintesa come morale: una questione di bene e di male. Nella confusione etica che lo stesso Bergoglio ha sparso a piene mani, la “omogeneità” nazionale di un popolo è equiparata al male morale, e male sarà volerla salvaguardare. Spero che almeno si possa chiedere questo: se l’omogeneità è un male, perché Sutherland auspica che venga scalzata in Europa, ma non la impone ad Israele, stato che difende con l’apartheid la propria identità, che si rifiuta di estendere la cittadinanza ai palestinesi perché questo snaturerebbe il “carattere ebraico di Israele”, ossia la propria omogeneità? E’ strano che tutto ciò di cui i noachici debbono liberarsi perché vizio deplorevole, sia invece pregiato, bello e giusto per i talmudici.

9 gennaio 2018. Scompare Peter Sutherland, già uomo di Goldman Sachs nel Regno Unito. Sognava “l’abbattimento dei confini ” e l’immigrazione illimitata nei paesi europei. Non sentiremo la sua mancanza.

1602.- LA SOCIETA’ MULTI-ETNICA NON PORTA SVILUPPO, MA DEGRADO. C’E’ LA PROVA SCIENTIFICA

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dProfessor Robert Putnam.
di Maurizio Blondet

  • “La UE deve scalzare la omogeneità nazionali … società di migranti si adattano più prontamente a chi viene da un diverso mondo culturale … è cruciale per la crescita economica”. Come ho raccontato nell’articolo del 27 dicembre, è questa l’idea centrale di Peter Sutherland, l’uomo Bilderberg e Goldman Sachs che El Papa ha messo a capo del suo organo a favore delle migrazioni di massa. Ovviamente è anche l’idea di “Francesco”; come della Boldrini, del senatore Manconi (“Accogliamoli tutti!”), dei Gad Lerner e di tutte le sinistre mediatico-umanitarie e dei misericordiosi neo-cattolici: il senso di appartenere ad una comunità storica da salvaguardare è un atteggiamento “egoista”, e peggio, un ostacolo all’aumento della prosperità; il rifiuto della commistione di popolazioni e “culture”, e dell’apertura senza limiti delle frontiere , oltre che un riflesso regressivo illusorio (perché “non c’è alternativa” alla globalizzazione), produce chiusure e quindi declino.

    Ora, grazie al suggerimento di un acuto lettore, torno sull’argomento per dire: questa “idea” è stata dimostrata falsa. Dimostrata falsa con tutti i crismi della scientificità da un grande studio sociologico completato dal maggior sociologo politico vivente: Robert Putnam , luminare di Harvard (Kennedy School), noto come l’inventore, per così dire, del concetto di “capitale sociale”: ossia dell’insieme di norme civiche condivise inespresse, e spontaneamente obbedite, legami fiduciari formali e informali, che consentono agli individui di una società di “fidarsi l’uno dell’altro” – ciò che aiuta e facilita, ovviamente, lo sviluppo economico.

    La prima opera fondamentale di Putnam riguarda molto da viicino noi e le nostre magagne: Making Democracy Work: Civic Traditions in Modern Italy, (Far funzionare la democrazia: tradizioni civiche nell’Italia moderna), dove dimostra che la prosperità delle regioni del Nord Italia dipende dalla loro storia di associazioni, gilde, scopi comuni condivisi, legami orizzontali reciproci, che ha indotto un maggiore coinvolgimenti civico e soluzione collettiva dei problemi. Mentre la società agraria del Meridione dominata dal latifondo è meno sviluppata – non solo in quanto ad economia, ma in quanto a vivacità democratica – perché ha meno “capitale sociale”, appunto inteso come quella “rete di norme e impegno civico che induce i membri di una comunità a fidarsi l’uno dell’altro, a contare genericamente di non essere fregato dal vicino.

    La diversità etnica porta a chiudersi

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    Ebbene: la sua più recente ricerca sociologica fatta su 41 siti americani comprendenti 30 mila persone, Putnam l’ha cominciata condividendo l’utopia progressista “diversità porta arricchimento”, e allo scopo di confermarla “scientificamente”.

    Ciò che ha scoperto, è il contrario. Che l’immigrazione e la diversità di culture non solo riducono il “capitale sociale” fra i gruppi etnici diversi, ma anche all’interno degli stessi gruppi”omogenei”: non solo non si fidano degli stranieri di diverso colore e religione, non si fidano più nemmeno dei loro simili. Di conseguenza, si riduce la fiducia anche verso il vicino del proprio colore, gli atti di altruismo e di cooperazione comunitaria si fanno più rari e così le amicizie. Dai quartieri di Chicago a Los Angeles fino al Sud Dakota contadino, deve riconoscere Putnam, “la gente che vive in ambienti etnicamente diversi si chiude (hunker down) come fanno le tartarughe” che si ritraggono nel carapace. E non basta: “si ritirano anche dagli amici vicini, tendono ad aspettarsi il peggio anche dalla propria comunità e suoi leaders, tendono a collaborare meno, a fare meno volontariato”; persino, hanno meno cura dei beni pubblici, come non sprecare acqua o tenere il giardinetto, o ocuparsi della manutenzione della strada, perché pensa che, tanto, gli altri sprecano e non curano; non si aspetta che gli altri coopereranno spontaneamente a risolvere i problemi del quartiere.

    E ancora non basta: “Si registrano meno per votare e votano meno, si agitano di più per “cambiare la società” ma con meno fiducia di poter davvero cambiare le cose, e finiscono per agglomerarsi, infelici, davanti alla tv”.

    Ricorda qualcosa?

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    Ha scoperto l’acqua calda? Ma scientificamente.

    Senza stupore, scopriamo così che l’idea “diversità = arricchimento” che ci viene imposta da tutte le sinistre è “ideologia”, nel senso deteriore: una anti-scientifica razionalizzazione di sentimenti e impulsi che essa ritiene “morali” proprio perché negano la realtà concreta, per le sinistre “bassa” ed egoistica. Possiamo anche valutare l’ennesimo disastro sociale che l’ennesima ideologia adottata dal progressismo totalitario imperante sta producendo su una società, quella italiana, dove già è tragicamente scarso il “capitale sociale” . I governi, le entità sovrannazionali globalizzatrici, ed adesso El Papa ci stanno imponendo una “diversià” “accoglienza” e “riduzione delle omogeneità” che non possono che aggravare il generale “hunkering down”, ritrarsi a tartaruga, la non-partecipazione politica, la paura e diffidenza del vicino, il rarefarsi della collaborazione spontanea, e la sfiducia (impotente) nei governanti e governanti di ogni livello.

    Si dovrebbero trarre le conclusioni sulla evidente pericolosità sociale essenziale dell’essere “di sinistra”: appena compare una ideologia, la sinistra la adotta e la impone agli altri con la superiorità moralistica che la rende inflessibile: l’ha fatto col marx-leninismo, ora lo fa col gender, coi “diritti gay”, con l’accoglienza degli immigrati, con “abbattiamo ogni confine”, con l’adesione al globalismo voluto dal grande capitale finanziario – sempre senza riconoscere i disastri umani che le ideologie producono nella compagine sociale concreta, realmente esistente.

    Questa pericolosità è dimostrata dallo stesso Putnam, che è ovviamente un progressista (e si è pure convertito all’ebraismo della sua consorte): giunto alla prova scientifica (secondo i criteri popperiani), ossia avendo “falsificato” la teoria cui credeva , egli ha ritardato anni a pubblicare lo studio che dimostrava gli effetti (per lui) sorprendentemente negativi della “diversità”, perché “temeva” (parole sue) che potessero portare acqua al mulino dei contrari nel “dibattito pubblico sull’immigrazione”. Insomma aveva sottratto al dibattito pubblico elementi di verità. Di fronte alle proteste dei colleghi sociologi, che gli chiedevano se ritenesse etico, come docente e scienziato, sopprimere dati che gli erano sgradevoli, ha detto al Financial Times che aveva ritardato la pubblicazione delle sue scoperte fino a quando non avesse elaborato “proposte per compensare gli effetti negativi della diversità”, ossia di cucinare qualche giustificazione ideologica cosmetica. Infatti, dovendo alla fine pubblicare (la ricerca era costata un occhio all’Università di Harvard) ha aggiunto alla pubblicazione un finale che ha titolato “Becoming Comfortable with Diversity”, ossia “sentirsi a proprio agio nella diversità”. Imperdonabile, ammette in una nota che “gli effetti reali della diversità sul ritrarsi sociale può essere stato sottostimato”. In Nota.

    Vedi, in Scandinavian politic Lecture: E Pluribus Unum: Diversity and Community in the Twenty-first Century The 2006 Johan Skytte Prize Lecture

    E’ morale non diffondere dati che smentiscono la ideologia dominante? Per uno scienziato, no. Ma per un ideologo sì – e ciò dimostra ancora una volta perché il dominio politico-culturale delle sinistre non solo sbocca, ma fin dall’inizio volge al totalitarismo: ne è essenziale la soppressione della verità, non tollera antagonismi alla sua ideologia, l’ultima di moda che ha adottato. Il linguaggio politicamente corretto che impone è già uno strumento totalitario, perché punta a vietare l’espressione di idee antagoniste alla propria.

    Se l’ideologo totalitario è anche Papa

    Per contro, loro, gli ideologi, si permettono qualunque offesa alle altrui convinzioni. Lo stesso Sutherland, in una intervista all’ufficio stampa dell’ONU, ha deriso e schernito la nozione stessa di sovranità nazionale. I governi devono riconoscere che “la sovranità è una illusione, una illusione assoluta che dobbiamo lasciarci alle spalle. I tempi in cui ci si riparava dietro confini e steccati sono da lungo tempo finiti”. Con un salto logico tipico (lo stesso argomento ha usato anche Gad Lerner), Sutherland ha accusato gli Stati che in Europa pongono un tetto al numero delle ammissioni di immigrati di “ricordare direttamente il tipo di tetto che il Terzo Reich pose alla popolazione ebraica”. Da qui all’accusa a Orban di compiere un Olocausto, manca un passo. Che sarà sicuramente compiuto. A dimostrazione ulteriore che “la Sinistra fa sempre il gioco del grande capitale, a volte perfino senza saperlo” (Oswald Spengler).

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    Bergoglio con il banchiere dell’accoglienza senza limiti Peter Sutherland.“Francesco” ha un ispiratore – o suggeritore o “gestore” – più diretto di Soros. Un personaggio cui El Papa ha dato in febbraio la presidenza della International Catholic Migration Commission, e che ha reso consigliere della Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA). Un filantropo umanitario dell’abolizione dei confini che è anche, come dubitarne?, un banchiere d’affari. Ed è anche molto, molto di più. Leggi 1603: IL SUGGERITORE DI BERGOGLIO SUI MIGRANTI E’ UN BILDERBERG DI GOLDMAN SACHS dal blog di Maurizio Blondet

    La comparsa rumorosa e senza precedenti di un Papa ideologico, di sinistra libertaria, applaudito dal mondo, pone un ordine di problemi persino più gravi della pura e semplice imposizione del totalitarismo laicista. Il perché lo spiega un mio lettore ed amico, Stefano , docente di filosofia tomistica in una università europea. Commentando lo sproloquio di Bergoglio “Gli europei non sono una razza nata qui, hanno radici migranti”

    Stefano mi scrive cosa si nasconde, filosoficamente, nell’odio di Francesco alla cultura dei popoli europei. Gli lascio la parola:

    “Considerare la cultura come sovrastruttura dell’ omogeneità naturale è uno strafalcione gravissimo.

    Non solo manifesta pochezza di comprensione del processo naturale (storia, guerre, imprese comuni) che ha fatto di quello specifico popolo tale popolo; ma distrugge l’armonia cattolica tra grazia e natura, considerando la natura un blocco originario (razziale?) dove si nega come propriamente umano lo sviluppo di una cultura particolare sopra la quale la grazia ripara e perfeziona.

    “L’Europa è un “luogo” dove la razza è stata chiamata a lasciar passo alla cultura (lo ius romano) e dove finalmente il cristianesimo, senza distruggere ciò che di buono aveva realizzato la cultura lo ha elevato all’ordine della grazia.

    “Si riconosce l’antico sistema gnostico: non ci può essere un’ elevazione soprannaturale della natura/ cultura (l’Europa in questo caso) perché la natura stessa non può produrre nulla di buono, dunque questa deve sciogliersi in un monismo originario, in una uniformità senza contorni, nel quale finalmente può prodursi la superazione attraverso il ritorno all’origine.

    “Alla base del discorso, dietro l’esaltazione dell’ indifferenza naturale, c’è un odio enorme alla grazia divina che si china sull’uomo nella sua debolezza e nelle sue realizzazioni naturali. La parola “cultura” richiama il lungo lavoro della coltivazione, in cui l uomo pone al suo servizio le realtà naturali, generando allo stesso tempo un simbolismo e una distanza dalla natura che solamente possono essere umani, in cui manifesta la sua trascendenza rispetto al mezzo che lavora”.

    Una cattolica in carcere. In Canada.
    Se credete che questo discorso resti teorico e astratto, guardatevi attorno: la persecuzione dei non ideologici è già in atto. Enon solo dei cristiani in Oriente; anche in Canada i cristiani sono perseguitati. Chi sapeva di Mary Wagner?

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      Mary Wagner: Natale in galera.

      “Mary Wagner, canadese arrestata per la sua difesa delle madri e dei figli (entra nelle cliniche abortive per offrire alle donne un’alternativa all’aborto, infrangendo la legge che non permette nemmeno che si provi ad aiutarle a trovare un’altra via all’omicidio dei loro piccoli), ha partecipato anche quest’anno alla Messa di Natale celebrata in carcere. E lo ha fatto anche se sarebbe bastato sottoscrivere una dichiarazione in cui prometteva di tenersi lontana dalle cliniche abortive per essere liberata.

      Non solo, perché in una lettera scritta in carcere Mary non si è lamentata, ma ha chiarito di essere lì per amore di Gesù, descrivendo un presepe “in attesa del Cristo Bambino – il simbolo del Verbo fatto carne, che abita in mezzo a noi, nella Chiesa e nel più piccolo degli esseri umani”. Perciò, ha continuato, “preghiamo affinché tutti i figli di Dio capiscano che il loro primo dovere è nei confronti del nostro Maestro. Noi siamo i suoi servi. Cerchiamo di non farci trovare negligenti nel nostro dovere verso di Lui”.

      Come ha ricordato Mary Wagner in cella: “Non pensavo di poter continuare su questa strada e non so se l’avrei mai imboccata, senza il dono della fede e la grazia che Dio, grazia su grazia, che Lui mi ha dato”. A dire che da quando quel Bambino è nato la povertà e la sconfitta sono diventate solo apparentemente tali, nascondendo il sé una potere sul mondo che nessun altro credo conosce.

      Benedetta Frigerio, “L’apparente contraddizione del Natale”, la Nuova Bussola Quotidiana

  • 1574.- UNA MOSCHEA AL POSTO DI UNA CHIESA? LA CHIESA CATTOLICA FIORENTINA NON RISPETTA I PRINCIPI COSTITUZIONALI SU CUI FONDANO LA LIBERTÀ RELIGIOSA E LA LIBERTÀ DI CULTO

    UNA MOSCHEA AL POSTO DI UNA CHIESA? – LA DIOCESI DI FIRENZE VENDE I TERRENI ALLA COMUNITA’ ISLAMICA, MA NON – DICO NON – “NON PUO’ FARLO!”

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    Sesto Fiorentino (Firenze), 14 dicembre 2017 – La moschea a Sesto Fiorentino si farà. E sarà sul terreno, che sarà venduto alla Comunità islamica dalla Chiesa, secondo il protocollo d’intesa tra l’arcidiocesi di Firenze, la comunità musulmana, il Comune di Sesto Fiorentino e l’università di Firenze. Il cardinale Giuseppe Betori a margine della consegna-mercato da parte del Demanio all’Arcidiocesi di Firenze delle chiavi della Certosa del Galluzzo, ricevuta quale contraccambio, ha offeso la Costituzione e l’intelligenza degli italiani, con questa grave bugia:
    “La Chiesa cattolica fiorentina dimostra con i fatti di rispettare la libertà religiosa e di promuovere la libertà di culto ».
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    Voglio tentare, con alcuni argomenti, di dimostrarvi perché il cardinale Giuseppe Betori dicendo di rispettare la libertà religiosa e di promuovere la libertà di culto sul territorio dello Stato, afferma il falso e perché i firmatari devono essere incriminati.
    Siamo sicuri che sui quei terreni donati alla Chiesa non ci sia un vincolo di destinazione pro fide et caritate simul? Chi è legittimato a farlo valere? Voi, per esempio, che interesse ad opporvi potete avere?
    La Costituzione, all’art. 8, dice e garantisce che: “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge”, quindi, in ossequio al Principio di Libertà, valorizza le differenze fra le religioni; ma, contraddicendosi e riconoscendo, così, il concordato dei Patti Lateranensi – pochissimo osservati dalla Chiesa cattolica – dice che solo la Chiesa di Roma è sovrana e può avere una costituzione propria. Tutte le altre confessioni non possono avere una costituzione, ma solo uno statuto, se ed in quanto non contrasti con la Legge dello Stato italiano, che devono osservare, come qualunque associazione. I loro rapporti con la Repubblica italiana sono regolati da intese, che hanno valore di legge ordinaria e non costituzionale; ma chi stipulasse un’intesa con una religione che incita all’assassinio degli infedeli o chi la propagandasse: peggio se, come accade, riveste una carica istituzionale, deve essere incriminato. La religione che predica morte, pedofilia, la sofferenza Alal per gli animali: la sharia, cioè, l’ISLAM è illegale perché è in conflitto radicale con l’Ordinamento giuridico dello Stato.
    Ora, la Chiesa cede all’ISLAM le donazioni ricevute? La Chiesa cattolica non può esercitare la sua sovranità e autonomia sul territorio della Repubblica e i Patti Lateranensi si fondarono sul principio, già prima vigente, ma tenuto valido fino al 1984, che la “Religione cattolica romana “ è la sola religione dello Stato perché la cristianità è alla base dell’identità degli italiani. Cito gli effetti civili del matrimonio canonico. La politica di questo papa, che mira a stabilire il suo potere sull’Islam – “C’è un solo Dio” – , anziché a tutelare la fede cattolica, si rivolga al suo stato e rispetti la nostra sovranità e autonomia, almeno nel territorio della Repubblica. Ma sia chiaro che non può contraddire le fondamenta dei privilegi concessi alla sua Chiesa senza perderli. Cito quello già poco costituzionalmente coerente dell’8×1000. A prescindere, ma non sottacendo, dai sicuri vincoli pro fide et caritate simul che accompagnarono le donazioni ricevute dalla Chiesa, chi stipulerà l’atto di cessione o un altro strumento giuridico? Lo chiedo ai Notai fiorentini, anzi lo chiedo al Consiglio Nazionale del Notariato.
    Mario Donnini
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    1443.- STRAGI E ATTENTATI SERVONO A INSTAURARE SEMPRE PIU’ CONTROLLI DI POLIZIA

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    Mentre, in Italia, mimetizzato fra le pagliacciate del ministro Delrio, si sta approvando il D.L. 2886 di iniziativa Gentilonoi, con un emendamento letale per la Democrazia, presentato da un piccolo deputato del PD, sul CONTROLLO TOTALE DI INTERNET E DEI TELEFONI per selezionare e OSCURARE i contenuti sgraditi al governo, rectius, al potere, i sionisti e chi con loro attuano la strategia del terrore, prima arma, biblica, del popolo ebraico e, al suo tempo, dell’Impero Romano. Il terrorismo, nelle sue varie forme, serve già e ancor più servirà ad inasprire i controlli sulla popolazione e lo vedrete nei provvedimenti legislativi e nell’implementazione di nuovi sistemi di sorveglianza, più o meno tutti in suo nome. E, qui, sorge spontaneo un sentimento di rifiuto per chi vuole suscitare antisemitismo e da chi, come me, ha conosciuto la bellezza di questo popolo e celebra l’Olocausto, pagato per colpe di alcuni, già loro, troppo potenti e ben lontani da Israele. Diverso è il conflitto arabo-israeliano, in Siria, comunque lo si voglia intendere. Dicono dal web che i separatisti catalani sono finanziati da Soros, che l’invasione dell’Italia e dell’Europa è finanziata da Soros; abbiamo visto Soros spadroneggiare a Palazzo Chigi; ma Soros è uno soltanto di “Loro” e nemmeno il più potente. L’amico Maurizio Blondet ci presenta questo documento e le sue attente riflessioni: “La strage di LAS VEGAS è stata annunciata 3 settimane prima”.

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    Sul sito 4chan , un tale “John” ha postato, l’11 Settembre scorso, questi post:

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    Traduco  i post essenziali: l’1 e il 5 e 6

    Lunedì 11 settembre, ore 6:08   – N. 141100963

    “Sentite, mi spiace per alcuni di voi, per cui vi dirò un piccolo segreto.  Se vivete a Las Vegas o Henderson [un sobborgo. Ndr.] state a casa domani. Non andate in nessun luogo dove ci sia  un grande assembramento di folla.  E anche: se vedete tre furgoni neri parcheggiati l’uno vicinoall’altro, lasciate la zona immediatamente. Prego. John

    Lunedì 11 settembre, 6:28

    “Si chiama “progetto alto incidente”. Vogliono che il pubblico americano pensi che posti con altissimo  livello di sicurezza non sono sicuri.  Stanno cercando di instaurare più regolamenti.  Vedrete nuove leggi proposte nei prossimi anni per   installare sempre più metal detector e altri apparati.  I media e i politici diranno che i posti   con tanta polizia richiedono ancora più polizia. Non posso garantire che accada domani ma    hanno in mente Las Vegas.

    Lunedì 11 settembre, 6:55

    Se il loro piano ha successo lo stato del Nevada passerà leggi  che obbligheranno tutti i casinò ad avere metal detector e  porte  a raggi ..Subito dopo leggi saranno varate per posizionare queste cose in università, licei, palazzi federali,  dite  voi che altro.  Osi syste,ms e chertoff sono i maggiori produttori di questi macchinari. Verso il 20202 chertoff  ed osi si fonderanno in un’unica ditta.   Faranno milioni in profitti. Chertoff è in contatto con Sheldon Adelson. Adelson  sarà grande sponsor di queste macchine  e sarà il primo a metterle nei suoi casinò qunado passerà la legge. Questo è il mio ultimo messaggio  per ora. Non aspettate che torni presto.

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    Che dire?

    La Osi Systems è la grande produttrice di macchine a raggi X per la sicurezza aeroportuali, metal detector, eccetera. E’ presieduta dell’indiano Deepak Chopra.

    Michael Chertof, doppia cittadinanza, “gestì” le indagini dopo l’11 Settembre.

    “Chertoff”  è un nome molto interessante: Michael Chertoff, un americano con doppio passaporto israeliano, la cui madre fu una delle prime agenti dei servizi segreti dello stato ebraico,  l’11 Settembre 2001 era  a New York, ricopriva la carica di vice-attorney general  della sezione penale: in questa veste condusse  le indagini sugli eventi dell’attentato alle Twin Towers.  Le condusse in modo tale   che espulse in Israele (ossia sottrasse all’inchiesta)  i cosiddetti “israeliani danzanti”, ossia i cinque facchini di una agenzia di traslochi che furono visti festeggiare,  mentre osservavano le Towers in fiamme, fotografandosi a vicenda con i due grattacieli sullo sfondo  e facendo  il segno di Vittoria con le dita.  Arrestati dalla polizia di New York, risultarono tutti israeliani appena dimessi dal servizio militare nel loro paese.   L’FBI li interrogò per vari giorni, e accumulò indizi pesantissimi a loro carico.  Fu il vice-procuratore, l’israeliano Michael Chertoff, a liberarli dalle mani dell’Fbi espellendoli per aver lavorato in Usa senza permesso . Qui potete trovare la storia:

    http://www.whatreallyhappened.com/WRHARTICLES/fiveisraelis.html

    Poco dopo, il presidente Bush jr.  nominò Chertoff capo del nuovo minestero della Homeland Security, ossia della sicurezza interna. Ha coperto  quella carica fino al 2009.

    Adesso  scopriamo che, tornato a vita privata, Chertoff ha fondato e presiede la Chertoff Group, una ditta di sicurezza, “Risk identification, analysis and mitigation” e Crisis management”.   Quanto a Sheldon Adelson, è un miliardario ebreo (uno dei tre uomini più ricchi degli Usa)   re dei casinò e del gioco d’azzardo, e neocon sfegatato.  Abita a LAs Vegas.

    Coincidenza interessante: anche l’attentato-strage islamico sul lungomare di Nizza, 14 luglio 2016, avvenne nella città che doveva ospitare, ad  ottobre, un “Nizza Global Forum – International Congress on Homeland Security and Crisis Management.   Organizzato da un ente israeliano, IHSL, Israel’s Homeland Security , che vende sicurezza dagli attentati e forse, chissà, li organizza anche. 

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    Nizza, 14 luglio 2016

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    Evito di fare ipotesi, perché sarebbero bollate di antisemitismo.  Mi limito a dire che il quadro che s’intravvede dietro   questa storia è ancora più spaventoso della strage.

     

     

    1382.- LA TRAPPOLA DELL’ODIO DEGLI AGENTI D’INFLUENZA. LA MANOVRA DELL’ANTISOVRANO. ORIZZONTE 48

    1. C’è un concetto “base” che torna prepotentemente alla ribalta in questi giorni, di fronte

    al dilagare della sovraesposizione mediatica di accadimenti come gli sgomberi di immobili occupati commettendo illeciti penali non “giustificabili” secondo alcuna interpretazione costituzionalmente (cioè democraticamente) orientata, ovvero come la violenza sessuale di gruppo posta in essere da stranieri, probabilmente a loro volta illecitamente presenti sul territorio nazionale (e, nel caso, oltretutto, in danno di altri stranieri che invece erano più che lecitamente entrati come turisti, categoria di cui si esalta l’oggettiva utilità in termini di saldo attivo delle partite correnti dei conti con l’estero, salvo poi contraddire questa auspicata propensione produttiva del territorio italiano attraverso destrutturazione e degrado permanenti perseguiti con l’austerità fiscale che incide su ogni livello di gestione del territorio. Fenomeno che è il naturale corollario degli obiettivi intermedi di pareggio strutturale di bilancio e della privazione della sovranità monetaria imposti dall’appartenenza alla moneta unica).

     

    1.1. Il concetto base è il seguente: l’antisovrano ha paura della sovranità popolare perché non vuole la democrazia.

    E non vuole la democrazia (a meno che non sia “liberale”, cioè ridotta a mero processo elettorale idraulico che azzera ogni reale possibilità di scelta popolare dell’indirizzo politico da seguire), perché (come dice Barroso, una volta per tutte, richiamando il ruolo imperituro de L€uropa nelle nostre vite quotidiane) la considera inefficiente dal punto di vista allocativo.

    E ciò in quanto, appunto, le risorse (monetarie) sono limitate, corrispondono ad un dato ammontare di terra-oro come fattori primi di ogni possibile attività economica, e la titolarità, preesistente e prestabilita, della proprietà di questi fattori precede ogni calcolo economico: cioè legittima un equilibrio allocativo che riflette una Legge naturale a cui asservire ogni attività normativa e amministrativa dello Stato, e rende un diritto incomprimibile il ritrarre un profitto da questa titolarità incontestabile, anche a scapito dell’interesse di ogni soggetto umano che non sia (già) proprietario di questi fattori della produzione.

    Il merito che si autoattribuisce il capitalismo è quello di attivare una capacità di trasformazione delle risorse (limitate) per moltiplicare i beni suscettibili di essere acquisiti in proprietà (questo sarebbe il dispiegarsi dell’ordine del mercato, fin dai tempi della teorizzazione ecclesiastica), essenzialmente oggetto di consumo, e di permettere, nel corso di tale processo, l’impiego lavorativo di moltitudini di esseri umani che, in tal modo, sarebbero in grado automaticamente di procurarsi i mezzi di sostentamento.

     

    1. Di conseguenza, come trapela anche da autori (neo)neo-classici (cioè neo-liberisti) del nostro tempo, (eloquente in tal senso è “La nascita dell’economia europea” di Barry Eichengreen, che ho avuto modo di rileggere questa estate, non senza un certo disagio sulla disumana dissonanza cognitiva che ne emerge), il profitto è l’unico motore possibile della società e della sopravvivenza della specie.

    Pertanto, i governi debbono esclusivamente preoccuparsi di garantirne la continuità (e ce ne accorgeremo presto, ancora una volta, quando si dovranno “fare gli investimenti” per risolvere la “crisi” dell’acqua), assicurando, nell’unica dialettica considerata razionalmente ammissibile, l’esistenza istituzionale di un mercato del lavoro che vincoli, a qualsiasi prezzo sociale, la massa dei lavoratori non-proprietari a condizioni di mera sussistenza.

     

    1. La moneta gold standard, o qualsiasi soluzione similare, ed anche più rigida, come l’euro, che rendono le politiche di stabilità monetaria indipendenti da ogni altro obiettivo politico (qui, p.17.1.), sono perciò un totem irrinunciabile innalzato sull’altare dell’unico diritto possibile e legittimo, essendo tutti gli altri diritti degli odiosi privilegi clientelari frutto di clientelismo e corruzione, (come ci illustrano con alti lai indignati contro la “giustizia sociale”, intesa come “corruzione legalizzata”, Spinelli, Hayek e Einaudi).

    E l’unico diritto legittimo è, naturalmente, quello al profitto derivante dalla “data” allocazione delle risorse limitate in capo ai pochi grandi proprietari; i quali, in termini di equilibrio allocativo ideale, dovrebbero anche essere gli unici proprietari.

    Qualsiasi alterazione di questo equilibrio è considerata razionalmente intollerabile e pone in pericolo l’equilibrio allocativo efficiente che, dunque, è prima di tutto un assetto di potere politico.

    Lo Stato che abbia deviato da questo assetto, ponendo in essere divergenti condizioni di redistribuzione di tali risorse, ex ante (o ex post: ma queste ultime sono dotate di un’ambiguità che le rende asservibili anche ad obiettivi del tutto opposti a quelli della tutela del lavoro, come ci insegnano Pikketty, qui, p.8, e l’Unione bancaria), deve “ricostruire”, anche con ampi e notevoli interventi, prolungati per tutto il tempo necessario, la razionalità indiscutibile di questa Legge sovrastatuale e perenne.

     

    1. Come si ricollega tutto questo agli episodi di reato (e di loro difficoltosa repressione) posti in essere da “immigrati” a vario titolo nel territorio nazionale?

    In modo alquanto coerente con il funzionamento progressivo del sistema di ripristino, accelerato da L€uropa, dell’assetto allocativo efficiente.

    L’euro costringe alla svalutazione del tasso di cambio reale e consente che ciò si realizzi unicamente attraverso la riforma incessante del mercato del lavoro-merce (come spiega benissimo Eichengreen parlando del gold standard), cioè al fine di porre in condizioni di progressiva “mera sussistenza”, l’insieme dei soggetti non proprietari estranei al controllo dell’oligopolio concentrato e finanziarizzato (una condizione di “classe” che eccede di gran lunga quella del solo lavoratore dipendente, qui, p.4).

     

    1. Il costo politico di tale continuo aggiustamento, in costanza di suffragio universale (condizione mantenuta obtorto collo e in vista di una sua definitiva e formale abolizione), può essere sopportato solo “sostituendo” le classi sociali impoverite, e in precedenza titolari delle aspettative di tutela sociale apprestate, (formalmente ancora oggi), dalla Costituzione, con un adeguato contingente di soggetti “importati”, se e in quanto siano sradicati, per inconciliabile vocazione culturale, da questo precedente assetto sociale democratico.

    Questi nuovi “insediati” sono dunque preferibilmente (cioè intenzionalmente) prescelti in quanto inclini a considerare la comunità di insediamento come un’organizzazione aliena, i cui precetti normativi fondamentali debbano, al più presto, cedere di fronte alla pressione numerica dei nuovi arrivati e delle loro esigenze primarie (rivendicate esplicitamente come le uniche da considerare, a detrimento di ogni situazione di crescente povertà degli autoctoni, che si lasciano governati dalla condanna a un senso di colpa inemendabile).

    L’intera operazione di reinsediamento demografico è pianificata e incentivata attraverso organizzazioni – private ed espressione del perseguimento degli interessi dei grandi gruppi economici che dominano il diritto internazionale privatizzato– che inoculano e rafforzano, nei gruppi etnici reinsediati, questa idea di ordinamento giuridico arrendevole e di aspettativa incondizionata alla redistribuzione ex post di risorse in danno delle classi più povere e deboli in precedenza viventi sul territorio da “trasformare”.

     

    1. “Agenti di influenza” (NB: la fonte linkata è ufficiale dell’AISI-governo.it), appositamente predisposti sia all’interno del sistema mediatico dello Stato nazionale di “accoglienza”, che operanti nell’organizzazione, reclutamento e agevolazione del reinsediamento, si preoccupano essenzialmente di rafforzare e rendere irreversibile l’idea che le leggi statali nazionali che vietano comportamenti incompatibili con l’ordine pubblico e l’interesse generale della comunità “ricevente”, e da trasformare a tappe forzate, siano sostanzialmente immorali o troppo difficili da applicare e perciò oggetto di urgenti riforme (ad es; il cosiddetto ius soli), o, ancor meglio, di desuetudine: cioè di accettazione diffusa della loro inapplicazione in nome di un prevalente “stato di necessità” che si fonda sull’inevitabile “scarsità di risorse”.

     

    1. Senso di colpa indotto in via propagandistica dagli “agenti di influenza” e scarsità di risorse, come parametro ormai metanormativo e supercostituzionale, costituiscono un combinato tale che si ottiene anche l’effetto più ambito, come evidenziava Rodrik, da parte delle elites timocratiche che guidano l’operazione: lo scatenarsi del conflitto sezionale tra poveri importati cittadini esteri, e cittadini impoveriti soggetti all’accoglienza in funzione di fissazione deflattiva dei livelli retributivi.

    Il porre i vari pezzi di non-elite uno contro l’altro, scardina ogni senso di reazione alla manovra aggressiva di classe condotta dalle oligarchie cosmopolite, e alla sottrazione della sovranità democratica che, appunto, (così Luciani, p.7) si caratterizzava su una “concezione ascendente”, cioè per la sua titolarità “di popolo”, e sull’idea di Nazione; l’unica storicamente tale da individuare in senso coesivo e solidale una comunità sociale sufficientemente univoca per determinare gli interessi comuni che la sovranità persegue per sua natura (qui p.11.3 e, prima ancora, come rammentava Lord Beveridge, cfr; p.5 infine).

     

    7.1. L’attitudine distraente del conflitto sezionale si manifesta, per la verità in tutto il mondo occidentale, in modo da amplificare il potere degli agenti di influenza delle elites che hanno buon gioco nello stigmatizzare quell’odio che hanno accuratamente infuso e alimentato nel corpo sociale delle non-elites: e questo fino al punto da delegittimare, nei fatti narrati in modo da forzare etichette di condanna ipocritamente “etica”, quelle che sono esattamente le reazioni naturali, quasi meccanicistiche, che avevano inteso deliberatamente suscitare.

    Il senso di colpa, in precedenza diffuso a livello di preparazione mediatico-culturale dell’operazione, può quindi essere addebitato al corpo sociale aggredito in base a “fatti” che corrispondono anch’essi alla meccanica calcolata dell’intolleranza che si intendeva suscitare.

     

    1. Il cerchio si sta chiudendo, dunque.

    L’unica risposta rimasta è la consapevolezza. E la consapevolezza ci riporta alla rivendicazione della effettiva legalità costituzionale. Oltre di essa c’è solo il territorio di nessuno dello stadio pre-giuridico dei puri rapporti di forza, come ci avvertiva Calamandrei, rapporti imposti dall’ordine internazionale dei mercati.

    Il conflitto sezionale che questo ordine mira a portare alle sue conseguenze estreme non deve essere l’inganno finale con cui si autodistrugge la sovranità democratica, in una trappola innescata da odiatori dell’umanità, tanto apparentemente astuti quanto, in sostanza, rozzi e primordiali.

     

    8.1. Basterebbe rammentare due semplici passaggi. Il primo, già citato, è di Rodrik (qui, p.4):

    “…riportiamo un significativo brano di Dani Rodrik che, sebbene riferito alle dinamiche dei paesi in via di sviluppo, per le condizioni create dal liberoscambismo sanzionato dal vincolo esterno “valutario”, ci appare eloquente anche per la Grecia e, di riflesso (mutatis mutandis, in una sostanza però omogenea), per tutti i paesi coinvolti nell’area euro.

    Da rilevare che questa spiegazione ci dà ben conto dei sub-conflitti “sezionali” (p.11.1.), in funzione destabilizzatrice della democrazia, che fanno capo ai “diritti cosmetici” e alle identità etnico-religiose-localistiche, conflitti che sono una vera manna per le elites:

     

     

     

    “Le conseguenze politiche di una prematura deindustrializzazione sono più sottili, ma possono essere più significative.

     

    I partiti politici di massa sono stati tradizionalmente un sotto-prodotto dell’industrializzazione. La politica risulta molto diversa quando la produzione urbana è organizzata in larga parte  intorno all’informalità, una serie diffusa di piccole imprese e servizi trascurabili.

     

    Gli interessi condivisi all’interno della non-elite sono più ardui da definire, l’organizzazione politica fronteggia ostacoli maggiori, e le identità personalistiche ed etniche dominano a scapito della solidarietà di classe.

     

     

     

    Le elites non hanno di fronte attori politici che possano reclamare di rappresentare le non-elites e perciò assumere impegni vincolanti per conto di esse.

     

    Inoltre, le elites possono ben preferire – e ne hanno l’attitudine- di dividere e comandare, perseguendo populismo e politiche clientelari, giocando a porre un segmento di non elite contro l’altro.

     

    Senza la disciplina e il coordinamento che fornisce una forza di lavoro organizzata, il negoziato tra l’elite e la non elite, necessario per la transizione e il consolidamento democratico, ha meno probabilità di verificarsi.

     

    In tal modo la deindustrializzazione può rendere la democratizzazione meno probabile e più fragile.”

     

    1. Il secondo è di Chang (qui, pp.8- 8.1.):

    “I salari nei paesi più ricchi sono determinati più dal controllo dell’immigrazione che da qualsiasi altro fattore, inclusa la determinazione legislativa del salario minimo.

    Come si determina il massimo della immigrazione?

    Non in base al mercato del lavoro ‘free’ (ndr; cioè globalizzato) che, se lasciato al suo sviluppo incontrastato, finirebbe per rimpiazzare l’80-90 per cento dei lavoratori nativi (ndr; oggi è trendy dire “autoctoni”), con i più “economici”, e spesso più produttivi, immigranti. L’immigrazione è ampiamente determinata da scelte politiche. Così, se si hanno ancora residui dubbi sul decisivo ruolo che svolge il governo rispetto all’economia di libero mercato, per poi fermarsi a riflettere sul fatto che tutte le nostre retribuzioni, sono, alla radice, politicamente determinate.”

    I vari Paesi hanno il diritto di decidere quanti immigranti possano accettare e in quali settori del mercato del lavoro (ndr; aspetto quest’ultimo, che i tedeschi, ad es; tendono in grande considerazione).

    Tutte le società hanno limitate capacità di assorbire l’immigrazione, che spesso proviene da retroterra culturali molto differenti, e sarebbe sbagliato che un Paese vada oltre questi limiti.

    Un afflusso troppo rapido di immigrati condurrebbe non soltanto ad un’accresciuta competizione tra lavoratori per la conquista di un’occupazione limitata, ma porrebbe sotto stress anche le infrastrutture fisiche e sociali, come quelle relative agli alloggi, all’assistenza sanitaria, e creerebbe tensioni con la popolazione residente.

    Altrettanto importante, se non agevolmente quantificabile, è la questione dell’identità nazionale.

    Costituisce un mito – un mito necessario ma nondimeno un mito (ndr; rammentiamo che lo dice un emigrato)- che le nazioni abbiano delle identità nazionali immutabili che non possono, e non dovrebbero essere, cambiate. Comunque, se si fanno affluire troppi immigrati contemporaneamente, la società che li riceve avrà problemi nel creare una nuova identità nazionale, senza la quale sarà difficilissimo mantenere la coesione sociale. E ciò significa che la velocità e l’ampiezza dell’immigrazione hanno bisogno di essere controllate”.

    Stupri e occupazioni di immobili sono qualcosa che, dunque, corrisponde ad un effetto ben prevedibile dell’operazione che si sta ponendo in essere: l’obiettivo è proprio quello di “porre sotto stress le instrastrutture fisiche e sociali” della comunità statale “attaccata”, per distruggerne ogni “identità nazionale” per mezzo di una ben preparata condanna mediatico-moralistica e, attraverso di essa, ogni “coesione sociale”.

    E’ questo valore, infatti, il principale ostacolo al pieno ripristino dell’ordine internazionale dei mercati (cioè dell’assetto allocativo efficiente che predica il solo diritto al profitto di pochi proprietari).

     

    1. Riforme in stato di eccezione permanente, accoglienza illimitata, distruzione definitiva della legalità costituzionale sono tutt’uno, dunque, con la cinicamente calcolata diffusione dei reati commessi dagli immigrati. E con la loro enfatizzazione, intenzionalmente diffusiva dell’odio che intendono addebitarci, per poi reprimerlo anche con la forza delle armi. Armi di ogni tipo: il primo sono gli agenti di influenza che, secondo la teorizzazione che ne fa la stessa intelligence, sono destinati a influenzare e controllare l’azione dei governi presso cui tali agenti operano, rispondendo a interessi e direttive ostili alla Nazione infiltrata.

    Non ci cascate.

    Difendete la Costituzione democratica: con tutti i mezzi che essa offre. Il primo, però, e il più importante, è dentro di voi.

    Perché i veri avversari, ci avvertivano i Costituenti, sono quelli che non credono nelle Costituzioni...

     

    Professore, condivido con un distinguo e, cioè, che difendere la Costituzione significa difendere la trama dei suoi Principi, resi, oggi, inattuabili per difetto dei costituenti che non hanno saputo o voluto garantire la partecipazione del popolo alla politica dando ai partiti e a tutte le formazioni intermedie, attraverso le quali questa partecipazione si deve svolgere (quindi, anche i sindacati) un altrettanto definita trama di Principi, come, esemplificando, la trasparenza, anzi, le trasparenze amministrativa e ordinativa e l’alternanza). Restringere questi principi, come fa l’art. 49, all’espressione “con metodo democratico” e lasciare a una ipotetica legge ordinaria la disciplina dei partiti, significa aver affermato che “la sovranità appartiene al popolo”, senza avergliene fornito gli strumenti per esercitarla. Vediamo, infatti, che il Parlamento, preso nel significato lessicale della parola, non esprime e non legifera secondo la reale volontà del popolo, principalmente quello colto e più capace, che si allontana, perciò, dalla politica, come dimostrato dall’astensionismo e dal basso livello culturale degli eletti. Tralascio ogni considerazione sui motivi possibili di questa grave carenza. Non meno importante fu non aver meglio garantito l’applicabilità della Costituzione, particolarmente di quella sua parte economica e non aver esplicitato e reso praticamente applicabile la sanzione per il reato di alto tradimento. Ecco, allora, che condivido quanti chiedono che sia data attuazione alla Costituzione, ma solo per quanto attiene ai suoi principi.

     

    1381.- ALTRO CHE RIFUGIATI! DENTRO IL PALAZZO SGOMBERATO DAGLI ERITREI: LA VERITÀ, SONO PIÙ RICCHI DI TANTI ITALIANI. LE IMMAGINI DELL’ATTACCO ALLA POLIZIA..A ROMA!

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    Nemmeno dopo tutto quel che è accaduto il Fondo Omega di Idea Fimit ha potuto riprendere possesso del palazzo di sua proprietà occupato da più di 500 eritrei dal 2013. Le chiavi non sono ancora state restituite al legittimo proprietario perché lo sgombero non è ancora terminato: fino al tardo pomeriggio di ieri erano ancora asserragliate dentro alcune donne incinte, e la polizia non ha voluto ovviamente forzare la mano. Donne e bambini sono stati più volte utilizzati sia dagli occupanti che dalle associazioni per il diritto alla casa e da alcune onlus che non raramente li hanno manovrati, ed è probabile che siano esposti in prima fila oggi nel corteo di protesta ad altissimo rischio organizzato alle 16,30 a Roma, con partenza in piazza dell’Esquilino in una città blindata per l’occasione con paura di nuovi scontri.

    Movimenti antagonisti e ong che sono spuntati come funghi durante lo sgombero per cavalcare anche politicamente la vicenda degli scontri con la polizia hanno arringato fin dai primi giorni gli occupanti perché rifiutassero le soluzioni abitative loro proposte sia dall’assessorato ai servizi sociali di Roma che dalla società Sea che quell’immobile dovrebbe prendere in affitto dal Fondo Omega appena liberato. Per altro quella soluzione provvisoria (alcune villette a Forano, in provincia di Rieti) è stata sbarrata dal sindaco Pd del paese, Marco Cortella, che ieri non ha voluto sentire ragioni. «Sono contrario», ha detto Cortella, «perché siamo il comune nella provincia di Rieti con il numero più alto di richiedenti asilo. Ne abbiamo già 40 su 3.168 cittadini, oltre la percentuale del 3 per mille per ogni Comune prevista dal Ministero dell’Interno. Invece di gratificarci, ci mortificano».

    Al momento gli sfollati dall’immobile di via Curtatone si sono dispersi per la città, alcuni convogliati da alcune associazioni (Baobab in testa) in ricoveri di emergenza, altri andati in una sorta di rifugio provvisorio vicino alla stazione Tiburtina, altri ancora presi comunque in gestione dalle strutture comunali. E tutti pronti a tornare appena verrà allentata la tensione e la vigilanza in quel palazzo dove ormai si erano insediati da anni.

    C’è un rarissimo video – girato nel novembre scorso da Rete Zero, una tv privata di Rieti – che in pochi minuti fa capire come si svolgeva la vita all’interno del palazzo occupato, e che tipo di sistemazione avevano trovato gli eritrei. Ormai non era un accampamento come ci si potrebbe immaginare, ma un ufficio trasformato in un vero e proprio palazzo residenziale. Nell’androne interno chi vi abitava lasciava in modo ordinato biciclette, passeggini e carrozzine. Poi lungo le scale si arrivava ai corridoi degli uffici che erano stati unificati e trasformati in veri e propri alloggi, con tutto l’arredamento che era necessario. L’unica cosa artigianale – mancando gli allacciamenti al gas – erano le cucine, con i forni alimentati da quelle bombole al Gpl che avevano tanto preoccupato i vigili del fuoco nell’unica parziale ispezione fatta. In casa non mancava nulla: parte giorno e parte notte, letti e divani, tavoli, poltrone, tende per difendere la propria privacy, quadri e immagini religiose (crocifissi e madonnine, perché erano quasi tutti cristiani gli abitanti). Poi frigoriferi, lavatrici, elettrodomestici vari (forni a micro onde, macchine per il caffè) e in non poche abitazioni anche televisori al plasma di grande dimensioni e decoder per ricevere la tv satellitare collegati alle parabole installate dagli stessi migranti sul tetto dell’ edificio.

    Entrando in quel palazzo occupato si ha dunque l’impressione di un certo benessere di chi vi abitava, e che gli eritrei fossero ben al di sopra della soglia di povertà si capisce bene anche dalle immagini scattate sia nel giorno degli scontri che ieri quando sono tornati lì vicino a spiegare la loro protesta alla stampa: molti hanno in mano smartphone di ultima generazione del valore di centinaia di euro. Avevano uno stile di vita compatibile anche con una abitazione regolarizzata da un affitto a Roma, magari non in zone così centrali.

    Che non fossero poveri in canna viene confermato informalmente dai rappresentanti della comunità eritrea in Italia che abbiamo sentito in queste ore, che confermano l’esistenza di lavori regolarmente retribuiti per buona parte degli occupanti. Altri elementi informativi invece fanno capire che non poche fossero le infiltrazioni in quel palazzo, anche di tipo criminale. Non tutti quelli che vi abitavano erano eritrei: molti etiopi, qualche somalo. Eritrei si sono tutti dichiarati al momento dello sbarco in Italia proprio per potere godere della protezione internazionale, e non avendo documenti per molti di loro l’ attesa delle verifiche è stata talmente lunga da potersi imboscare con facilità.

    Dentro il palazzo – secondo le stesse fonti ufficiali della comunità eritrea in Italia – accanto a una vita normale ce ne era una parallela, con cui ci si arrangiava e si otteneva qualche guadagno extra. La più banale veniva dalla sistemazione di alcune stanze con il minimo necessario che venivano affittate a 15 euro a notteagli eritrei di passaggio a Roma. Una sorta di bed and breakfast. Esisteva anche un altro tipo di commercio: quello delle abitazioni permanenti ricavate in quegli uffici. Se qualcuno di loro trovava regolare sistemazione in città, vendeva i diritti di abitazione in via Curtatone per cifre di una certa importanza, “anche 12mila euro“. Le forze di polizia erano già intervenute all’interno in poche occasioni per stroncare altri tipi di commercio assai più irregolari: sette inquilini arrestati per traffico di migranti, e altri identificati e fermati per traffico di stupefacenti.

    di Franco Bechis

    E ora qualche immagine di questa brava gente che lancia sampietrini e bombole di gas ai nostri poliziotti. Nel mezzo, come sempre, c’è Medici senza frontiere, dalla parte di chi assale le Forze dell’Ordine. E’ un’associazione a delinquere di matrice politica, pagata da chi non vuole l’Ordine Pubblico. Genitori, dove è scritto che i poliziotti e i carabinieri devono essere assaliti a pietre, insulti e bombole di GPL?

    1380.- LA LEGGE SECONDO IL PD

    Piazza Indipendenza

    Sgomberi e immigrati. Le polemiche e le mille fesserie pubblicate sullo sgombero dello stabile di Piazza Indipendenza a Roma e, insieme, i filmati del lancio di bombole di gas, aperte e pure accese, contro i “nostri” carabinieri, meritano un approfondimento e un punto a capo.

     Minniti non è fascista. I manganelli di Piazza Indipendenza obbedivano alla tessera N.1 del PD. Feltri brutale contro Franco Gabrielli: “Sei il capo della Polizia o dei boy scout?” Se occupano la casa di un’anziana mentre è ricoverata in ospedale, manche la mia, bisogna trovare casa agli abusivi e nessuno può intervenire. Pazzesco!

    Questa cittadina eritrea sgomberata con mille buone maniere da casa De Benedetti è così povera che sarà alloggiata “a ufo” in unavilletta in provincia di Rieti (contro il volere del sindaco).
    Dall’inciucio con le Ong di Soros, alla svendita della sovranità del popolo italiano e della cittadinanza, questo Governo, che ho definito un Vuoto Politico, sta abusando oltre ogni limite della civiltà degli italiani e della protezione delle Forze dell’Ordine: le stesse che oppone disarmate alle orde selvagge fatte sbarcare nella nostra terra. Dal 2006, da più di dieci anni, gli italiani non votano con una legge coerente e rispettosa della Costituzione repubblicana, cioè, siamo tornati sotto dittatura dal 2006 e questo Governo, come quelli che in questi anni lo hanno preceduto è legittimato dalla fiducia di un Parlamento illegittimo, almeno parzialmente dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 1 del 2014. Una consulta timorosa di andare fino in fondo, che ha dato la misura dell’invasione della politica del malaffare nelle istituzioni.
    Gianni Fraschetti, in questi giorni, ha sentito dire tante cose sullo sgombero. Ha sentito dire che “ci vorrebbe un Minniti di destra”, ha sentito dire che “finalmente il governo ha deciso di fare sgomberi a tappeto” e tante altre ingenue amenità e dice: Io mi ero limitato a notare e a chiedermi “come mai sgomberano l’unica palazzina dove ci sono profughi veri e non clandestini occupanti?” e a concludere con “nessuno mi leverà dalla testa che la sgomberano solo perchè la palazzina è di una ben nota proprietà”. Mi hanno risposto che non capisco niente e che faccio propaganda contro il governo anche quando ha deciso di imboccare la strada giusta.
    Eccovela la strada giusta: il governo e Minniti hanno deciso che non si sgombererà MAI PIU’ una palazzina occupata se prima non verrà trovata un’adeguata sistemazione per tutti gli occupanti. Cioè hanno abolito la proprietà privata, cioè hanno stabilito che se qualcuno ti occupa la casa non potrà più essere cacciato (a meno che non gli si trovi una casa popolare, e coi tempi che ci sono passano tanti anni). Il diritto romano ha portato la proprietà privata in tutta Europa. Il governo del PD ha abolito questo diritto.
    Come avevo scritto DOVEVANO sgomberare quella palazzina, ma solo QUELLA e poi basta. E ci hanno pure aggiunto che tutti gli altri si attaccheranno al manico.
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    Sull’argomento leggiamo da Libero uno sdegnatissimo Vittorio Feltri:

    “Se non si capisce che occupare le case altrui è una forma intollerabile di violenza, si rischia di dire cazzate che confondono le idee. Non è solo questione dell’ edificio sgomberato a Roma che ha generato tante stupide polemiche. Il problema è molto più grave e diffuso. Anche a Milano succede spesso che una vecchia signora esca di casa per fare la spesa e immediatamente ci sia un figlio di buona donna che approfitta della assenza della proprietaria per entrare nei suoi locali onde impossessarsene. È una bella cosa da approvare o anche solo da sopportare? Eppure si dà il caso che nessuno provveda a intervenire allo scopo di restituire l’ alloggio a chi proditoriamente ne è stato privato. Di norma la poverina succube di prepotenti non ha mezzi propri per ribellarsi e finisce all’ ospizio. Si commette così una ingiustizia che grida vendetta.
    Simili odiosi episodi si registrano ogni giorno. È possibile andare avanti così? Occorre aggiungere che gli usurpatori della proprietà altrui sono dei disperati a cui bisogna concedere delle attenuanti, ma non l’ impunità. Se passa il concetto che il meno debole frega con l’ inganno il debolissimo, va a farsi benedire la legalità. Inammissibile.
    Serve il pugno di ferro per impedire simili soperchierie. La polizia deve agire e non farsi impietosire. La guerra fra poveri è disgustosa. Se poi viene danneggiata la persona meno robusta, come sempre accade, è obbligatorio difenderla. La miseria non giustifica l’ aggressione a gente senza la capacità di proteggersi. Ciò detto, ribadiamo: se le occupazioni abusive sono violenze, chi le effettua non si lagni se qualcuno lo prende a calci nel posteriore. Merita di essere punito. Ecco perché non ci scandalizziamo se lo stabile di piazza Indipendenza nella capitale è stato sgomberato dagli agenti con maniere brusche. Era l’ unico modo per ripristinare la legalità. O ce ne era un altro, tipo la persuasione, la gentilezza, la diplomazia, mazzi di fiori e baci in fronte?
    Buttare fuori gli occupanti di alloggi richiede fermezza e decisione, altrimenti non se ne vanno. Una operazione del genere non è certamente elegante ma necessaria, uno spettacolo orribile però senza alternative. E allora l’ ex prefetto dell’ Urbe, attuale capo della polizia, Franco Gabrielli, ha sbagliato delle grosse a prendersela con i propri uomini che hanno eseguito gli ordini con professionalità ed efficacia. È stato chiesto loro di svuotare il palazzo dei pensionati? Ebbene lo hanno fatto nell’ unica maniera possibile, scacciando chiunque.
    Gabrielli ha redarguito un poliziotto che, davanti al lancio da una finestra di una bombola di gas (non una piuma) destinata a colpire in testa un agente, ha gridato: spezzate un braccio al perfido lanciatore. Che altro avrebbe potuto dire? Gettateci in capo anche un tavolo o un armadio?
    Egregio dottor Gabrielli una domanda: l’ edificio romano andava sgomberato ai tempi in cui lei era prefetto? Se è così perché non ha eseguito tale sgombero? E ora ci spieghi perché attacca i suoi collaboratori che, invece, si sono impegnati a realizzare le disposizioni piovute dall’ alto. I poliziotti non sono assistenti sociali né suore: non sono obbligati per decreto a prenderle ma è consentito loro di reagire.
    Lei ha la vocazione del tutore della legge o del boy-scout?

    L’Illegalità eretta a sistema di governo in nome della Resistenza o di chi? Dove sono i partigiani della democrazia?

     

    1376.- Schaeuble, piano per poter commissariare l’Italia

    Gli gnomi dell’alta dittatura finanziaria sono contrariati dalla resistenza del popolo italiano e hanno deciso che quella anomalia istituzionale chiamata Commissione europea, benché di koro nomina, sia tuttavia un organo troppo politico (!) e influenzabile dai governi. Qualcuno dirà: “Scopro che abbiamo un Governo!”. Ecco, allora, che spunta il fondo Esm che assumerà i poteri che ora spettano alla Commissione europea nella verifica dei conti pubblici e nelle sanzioni agli Stati, indovinate quali? Quelli come l’Italia, che non rispettano le regole di bilancio e, a non rispettarle, ci pensa questa serie di governi, sostenuti dalla fiducia di un parlamento illegittimo. Quindi, miliardi a gogò: alle banche, agli F-35, agli afroasiatici, più afro che asiatici, che hanno vinto la lotteria del buonismo italiano e ciucciano in compagnia di chi può. Oggi, un altro italiano disperato suicida. Insomma, hanno deciso che dobbiamo essere commissariati e che marceremo al passo dell’oca; infatti, l’Esm è finanziato dalla Germania per il 22%. Così pagheremo all’infinito un debito pubblico inventato – quasi, quasi – per noi. Tutto questo grazie agli eredi sinistri della Resistenza, che ci guarderanno dall’alto dei loro conti correnti esteri e con la benedizione del Vaticano.

     

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    Il ministro delle Finanze tedesco vuole una troika tutta europea. Il meccanismo europeo di stabilità (Esm), detto anche fondo salva Stati, potrebbe essere usato dagli Stati anche per situazioni di crisi come catastrofi naturali e per migliorare le congiunture in periodi negativi e non solo in caso di fallimento. In cambio però i paesi che non rispettato le regole di Bilancio perderebbero la loro sovranità e sarebbero commissariati. Sarebbe questo il piano del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble secondo un articolo di Bild.

    Il progetto di riforma delle istituzioni europee, che dovrebbe essere lanciato subito dopo le elezioni Federali in Germania, prevede la creazione di un Fondo monetario europeo e getterebbe le basi per poter commissariare i paesi in crisi non virtuosi. I soldi dei contribuenti tedeschi verrebbero messi a disposizione dei Paesi del Sud d’Europa (degli 80 miliardi del bilancio del Fondo, 22 sono versati da Berlino) ma la contropartita a cui pensa Schaeuble è molto grossa.

    In cambio l’Esm avrebbe infatti una maggiore influenza nelle politiche di bilancio degli Stati. Stando alla prima bozza del piano, il fondo Esm andrebbe a prendere importanti poteri che ora spettano alla Commissione europea nella verifica dei conti pubblici e nelle sanzioni agli Stati che non rispettano le regole di bilancio.

    La Commissione è considerata da alcuni come un organo troppo politico per prendere queste decisioni e troppo sensibile alle richieste dei Paesi membri. Le indiscrezioni sulla proposta di Schaeuble arrivano poco prima delle elezioni tedesche del 24 settembre e sembrano andare incontro alle richieste del presidente francese Emmanuel Macron in favore di un bilancio unico in Eurozona.

    Nella visione della Germania, il rispetto della disciplina di bilancio è il presupposto per il rafforzamento della governance economica europea. Il Meccanismo europeo di stabilità è dotato di 80 miliardi di euro, di cui 22 miliardi sono messi dalla Germania. Nei calcoli di Schaeuble, il Paese avrebbe così maggiore potere di intervento sui bilanci degli Stati europei.

    “Non sono previsti eurobond né ricette miliardarie”, ha precisato la portavoce di Schaeuble in conferenza stampa, “ma in gioco c’è lo sviluppo del Meccanismo di stabilità europeo e il progresso dell’Eurozona”.

    D’altra parte, la Commissione è contraria ad attribuire all’Esm la funzione di guardiano dei conti pubblici perché il Fondo avrebbe soltanto il ruolo di gestione di potenziali crisi nell’area euro, anche se il fondo è visto come il futuro sostegno comune dell’Unione bancaria.

    Oggi, 24 agosto 2017, di Livia Liberatore