4408.- È vero? Gli agenti erano già dentro La Cgil


Occupiamoci per una volta dei temi di attualità più scottanti. Giuliano Castellino era in piazza già il 2 ottobre, Luciana Lamorgese come lo spiega? Quante balle dal ministro. Premesso che di fascismo e di antifascismo le tasche sono piene e che abbiamo in mente tutt’altri problemi, Lamorgese, Speranza e i ministri tutti voluti e sostenuti da Sergio Mattarella non ci soddisfano. Leggiamo:

Mario Draghi, indiscrezioni: furioso con Lamorgese per i tamponi gratuiti ai portuali. CGIL: “Sapevate tutto, lo avete permesso”. Meloni travolge Lamorgese in aula: “Si deve vergognare, strategia della tensione contro FdI”. Come negarlo?

Castellino non avrebbe neanche potuto essere in piazza, essendo colpito da un Daspo, e invece non solo era lì ma è stato anche quello che a microfoni aperti ha incitato all’assalto della sede del sindacato guidato da Maurizio Landini. La titolare del Viminale ha chiarito che il Ministero era a conoscenza dei rischi che si sarebbero corsi, relativi anche alla figura di Giuliano Castellino, leader romano di Forza Nuova che ha guidato l’occupazione della sede della Cgil a opera di alcune decine di No Green pass. La matrice di estrema destra di alcuni manifestanti è diventata ben presto un capo d’accusa contro FdI, l’unico partito che in questi mesi ha assunto posizioni costantemente critiche su vaccini e Green pass. Castellino, ha spiegato Lamorgese, si è messo in evidenza “quando ha espresso la volontà di indirizzare il corteo verso la Cgil”. Nonostante questo, non si è intervenuto nei suoi confronti perché “c’era il rischio di una reazione violenta dei suoi sodali“.

Meloni: “Gliel’avete permesso, e guarda caso delle azioni di Forza Nuova se ne giova sempre e solo la sinistra”. “Il ministro Lamorgese dice che sapeva e non ha fatto nulla. Se fino a ieri pensavano la sua fosse sostanziale incapacità, oggi la tesi è più grave: quello che è accaduto è stato volutamente permesso e questo ci riporta agli anni già bui. E’ stato calcolo, siamo tornati alla strategia della tensione”. “La risposta della Lamorgese non è semplicemente insufficiente ma offensiva delle forze dell’ordine. Sette agenti lasciati a prendere le bastonate davanti alle Cgil sono un fatto indecente ed offensivo di quella gente e di questo Parlamento non fatto di imbecilli”.

Lamorgese resta incollata al suo posto. Ma chi la mantiene così salda in sella al punto da far dire a Draghi che “fa bene il suo lavoro”? Cioè la più grossa bugia della sua vita!

“Portateci da Maurizio Landini o lo andiamo a prendere noi”. Queste le parole di Giuliano Castellino, leader di Forza Nuova, rivolte ai poliziotti, sabato a Roma, dopo che alcuni esponenti del movimento erano riusciti a sfondare il cordone e raggiungere la sede della Cgil. Lo si viene a scoprire leggendo la richiesta di convalida dell’arresto avanzato dalla Procura di Roma nei confronti dei sei arrestati a cui viene contestata la resistenza e minaccia pluriaggravata a pubblico ufficiale in concorso e devastazione. E sempre dalle indagini emerge che, sono stati usati “bastoni, spranghe di ferro e altri oggetti atti ad offendere”.

“Nonostante i tentativi di mediazione posti in essere dalla polizia con le tre persone che si erano poste alla testa del corteo, Luigi Aronica, Roberto Fiore e lo stesso Castellino, i manifestanti proseguivano la marcia opponendo una violenta resistenza nei confronti degli operanti che avevano attivato una carica di alleggerimento”, si legge ancora nella richiesta di convalida dell’arresto avanzata dalla Procura, I magistrati poi aggiungono che “giunti presso la sede della Cgil, Castellino si rivolgeva ad un funzionario di polizia posto a protezione della sede, dicendogli: ‘lasciatece passà, dovemo entrà’. Insomma, ulteriori elementi che confermano il quadro: le autorità sapevano. (“Comunque sia, è stato fatto tutto davanti alle guardie e loro non hanno fatto niente mi sembra, no? Quindi la cosa è stata voluta anche dall’altra parte, ampiamente voluta”). E allora, perché Luciana Lamorgese ha permesso che accadesse quel che è successo? Una domanda ancora senza risposta, in uno scenario per il ministro dell’Interno che si fa sempre più complicato.

E Vittorio Sgarbi durissimo contro la Cgil: “Una sceneggiata inaccettabile”, ma quale fascismo… Fa riflettere la denuncia di molti No Green pass in rete in queste ore, movimenti sospetti di “provocatori”, magari “infiltrati” dello Stato tra i rivoltosi, a guidarne le azioni con il solo obiettivo di gettare discredito sulla protesta. Una litania già sentita ogni qual volta una manifestazione di piazza diventa violenta, va detto.

Drammatica testimonianza della giornalista della Stampa: “Scarica di manganellate su schiena e braccia”

Siamo orfani di una democrazia mai nata. “Il fatto che nella repubblica fondata sul lavoro si possa perdere il lavoro se non si ha un lasciapassare governativo è assurdo”. 

“Un migliaio di partecipanti alla manifestazione contro il Green Pass a piazza del Popolo ha sfondato i posti di blocco ed è arrivata fino a largo Chigi. Le forze dell’ordine, colte alla sprovvista, sono riuscite a improvvisare una barricata con alcune camionette blindate e un manipolo di agenti. Partono le cariche, i lacrimogeni e il blindato con l’idrante.  I manifestanti rispondono mettendosi in ginocchio, in tanti sollevano le braccia per mostrare le mani nude, senza armi”. Dal racconto di Flavia Amabile.

Luciana Lamorgese alla Camera: “Scioglimento formazioni eversive all’attenzione del governo”. Disperiamo che l’attenzione ci sarà per tutte, quelle di sinistra e quelle di destra. Chiuderemmo così quella ferita lasciata aperta nel 1948.

Denunciato il poliziotto in borghese ripreso mentre picchia un manifestante

di Viola Giannoli ,  Romina Marceca. Nelle immagini girate durante la manifestazione del 9 ottobre si vede un uomo con una maglietta grigia prima in mezzo al corteo e poi durante un fermo aggressivo in via del Corso. Il poliziotto si è presentato in questura dopo il tam tam delle immagini sui social: è stato deferito alla Procura della Repubblica.

Un poliziotto in borghese che prima si mischia tra i manifestanti No Green Pass nel centro di Roma, nella giornata buia degli scontri violenti tra polizia e manifestanti e dell’assalto neofascista alla sede nazionale della Cgil. E poi picchia un manifestante con calci e pugni. Nel pomeriggio di oggi il poliziotto si è presentato in questura dopo il tam tam delle immagini sui social e ha fornito le sue generalità. La questura lo ha denunciato all’autorità giudiziaria per percosse. Denunciato anche l’autore del post che indicava nel dirigente Filiberto Mastrapasqua l’autore delle botte al manifestante.

Nelle immagini di sabato 9 ottobre, l’agente indossa una maglietta grigia a maniche corte, è l’unico con la mascherina, accanto a due blindati. Dà spinte a uno dei due mezzi accanto ai No Green Pass, imita i loro gesti. E’ la prima sequenza. In piazzale Flaminio. Poi ce n’è una seconda, ripresa poco dopo in via del Corso: lo stesso poliziotto, corpulento e rasato, picchia un manifestante già a terra, circondato da altri agenti in borghese e in tenuta antisommossa. Il manifestante scalpita, cerca di divincolarsi, lui lo colpisce.

Questo è uno che non può servire lo Stato, lui e chi lo ha mandato.

Cambio d’abito nella sede Cgil “per interpretare il ruolo di fascisti”

Carlo Freccero: “Ogni manifestazione No Green Pass è volutamente infiltrata. E, come ci ricorda la celebre la frase di Cossiga, basta infiltrare una manifestazione per screditarla. Poi c’è un altro grave episodio da chiarire: il manifestante che nei corridoi della sede Cgil si cambia d’abito per interpretare il ruolo del fascista“
In realtà sono più di uno, ecco le immagini dal video a cui si riferisce Freccero.

Par condicio: Nel 2014 nessuno chiese lo scioglimento dei Centri sociali.

Centri sociali a Roma nel 2014


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