3275.- GIULIO TARRO: “La pandemia in Italia è finita. Il vaccino contro il Sars CoV2? Inutile e sviluppa anticorpi che durano pochissimo”

 

-di PIERLUIGI PIETRICOLA

S’avvicendano notizie quasi sempre negative, e ogni giorno, sul Sars CoV2. Contagi che non accennano a diminuire o ad interrompersi; addirittura – notizia recentissima – pare che gli anticorpi sviluppati naturalmente possano creare una reinfezione più grave della prima. A tutto ciò, si accostano le novità sul vaccino in preparazione ad Oxford che sembra dare buoni risultati e, quindi, entrerà in massiccia produzione entro la fine dell’anno. È tutto davvero come ci appare? A far luce sulle tante questioni relative alla pandemia da Sars CoV2, ci aiuta come sempre il Prof. Giulio Tarro, illustre virologo e scienziato di fama mondiale.

Prof. Tarro, lei nei giorni scorsi si è duramente espresso contro l’ipotesi di prolungare lo stato di emergenza fino al prossimo 31 Dicembre. Perché?

Perché si tratta di un provvedimento da prendere qualora vi sia fattualmente un’emergenza.

E in Italia secondo lei questa emergenza non c’è?

Assolutamente no. Adesso come adesso, questa fantomatica emergenza dettata dal Sars CoV2 non c’è più.

Però il Comitato tecnico-scientifico di supporto al Governo in questa situazione la pensa diversamente.

Come ho scritto in una lettera da me firmata e pubblicata giorni fa, vorrei sapere i nomi di questi scienziati che hanno consigliato Conte e il suo Governo nel prolungare lo Stato di emergenza. Costoro sanno leggere i dati? Conoscono il funzionamento di un beta-coronavirus come il Sars CoV2? Si rendono conto di qual è, concretamente, la situazione che c’è in Italia in questi giorni?

Qual è, Professore?

È molto semplice e riassumibile in poche parole: la pandemia in Italia è finita. Già da Maggio scorso eravamo in questa situazione, nel periodo in cui tutti i cosiddetti scienziati che vanno per la maggiore in Tv sostenevano che subito dopo le prime riaperture ci saremmo trovati, nel giro di una quindicina o ventina di giorni, di nuovo le terapie intensive affollate da malati di Covid-19 (che non va confuso con il virus).

È una distinzione importante questa.

Direi essenziale. Il coronavirus di cui si è ormai straparlato, si chiama Sars CoV2. La malattia che ne consegue, vale a dire la polmonite interstiziale o le tromboembolie polmonari, prende il nome di Covid-19. Sono, quindi, due cose diversissime. Tornando al discorso che facevo poc’anzi, dal 4 Maggio scorso non solo le terapie intensive si sono pian piano tutte svuotate dai malati di Covid-19, ma anche il numero dei contagi è andato sempre più diminuendo, di pari passo a quello dei decessi.

Però dai bollettini che ci vengono ogni giorno comunicati le cose parrebbero stare diversamente.

Sfido io! Se una persona ricoverata in ospedale, ad esempio, per infarto miocardico e risultata positiva al tampone per rilevare la presenza di Sars CoV2, dovesse morire, questo decesso non viene classificato come avvenuto per infarto, bensì lo si ascrive fra i deceduti di Covid-19. Un’assurdità che solo in Italia si pratica. Negli altri paesi no.

A proposito degli altri paesi, la diffusione del virus pare essere fuori controllo in molte nazioni del mondo e le autorità governative italiane ci invitano a prestare il massimo dell’attenzione.

L’attenzione dovrebbero prestarla proprio le autorità governative. Non gli italiani che, a mio avviso, dovrebbero tornare a una vita normale, senza più panico ingiustificato e buttando via queste inutili mascherine.

Lei pensa che il Governo non sia stato sufficientemente attento?

Penso che se a Febbraio scorso il Governo si fosse preoccupato di proibire l’atterraggio in Italia non solo degli aerei provenienti dalla Cina, ma anche di quelli che, provenienti dalla Cina, arrivavano da noi tramite uno scalo in Europa, non ci saremmo mai trovati in queste condizioni. Comunque, non si capisce l’attinenza fra ciò che sta accadendo negli altri paesi e la situazione che stiamo vivendo noi al momento. L’Italia ormai non ha più alcun problema, si può dichiarare fuori dalla pandemia. Come ne siamo usciti noi, ne usciranno anche gli altri.

E i focolai che ogni giorno si creano?

Normali manifestazioni al termine di un processo pandemico. E comunque, si tratta di contagi di importazione, non autoctoni. Anche alla Cina accadde lo stesso. Mi pare, però, che nessuno fra chi ha incontrato il Sars CoV2 o ne sia stato contagiato, abbia sviluppato il Covid-19 e che da questi focolai sia conseguita una diffusione massiccia del virus. Tutto è sotto controllo. L’importante è questo.

Che ne pensa di quello che l’Iss e l’Istat hanno detto sul loro ultimo report, e cioè che l’89% dei decessi avvenuti nei mesi di Febbraio-Maggio ha avuto come causa principale il Covid-19?

Non l’ho ancora letto. Lo leggerò con attenzione e ne parliamo la prossima volta. Se le cose stanno come ha detto lei, mi pare sia stata detta una menzogna. E le menzogne vanno messe pubblicamente alla gogna.

Del vaccino che stanno sviluppando ad Oxford che ne pensa?

Penso che sia inutile. In più, sembra che dai primi test sull’uomo il 70% delle persone coinvolte nel trial ha sviluppato febbre e mal di testa. Le pare un buon risultato? A me no, francamente.

Da un’ultima ricerca sembrerebbe che chi ha sviluppato gli anticorpi contro il Sars CoV2 non solo può reinfettarsi, ma addirittura sviluppare la forma più grave di malattia.

Questa è fantascienza! Chi sviluppa una risposta anticorpale umorale non si reinfetta. Poi bisognerà vedere quanto le IgG restano nel tempo. Ciò che importa è valutare la risposta immunitaria cellulare. È di questa che occorre tenere conto. A tal proposito, quella ricerca che ho più volte citato sull’immunità cellulare sviluppata da alcuni soggetti a seguito dell’infezione e guarigione dalla prima SARS e che li ha resi immuni al Sars CoV2, è di importanza fondamentale. Aggiungerei anche un ulteriore dettaglio: dalle ultime ricerche effettuate proprio ad Oxford, sembra che mentre gli anticorpi sviluppati in seguito al vaccino durino pochissimo, quelli sviluppati naturalmente dall’organismo durano tutta la vita. Perciò iniziamo a pensare alle cose serie. Il Sars CoV2 e la malattia che ne deriva, il Covid-19, possiamo fortunatamente inscriverli al nostro passato remoto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...