1887.- Minacce a bordo, sos, mail: così i ministri si dividono sul ruolo delle motovedette. L’allarme dalla Vos Thalassa: dobbiamo salvare l’equipaggio.

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Questa è la triste storia della Vos Thalassa, dove due, dico due “facinorosi” MINACCIANO l’equipaggio della nave se non vengono portati in Italia. Ma, prima di leggere la vera storia di questa operazione grottesca, iniziata in area SAR libica, cerchiamo di capire di chi è, che nave è e cosa fa in Libia la Vos Thalassa?
Il caso vuole che Vos Thalassa sia dello stesso armatore genovese della Vos Hestia, usata dall’ONG Save the Children, già perquisita in passato ed oggi alla fonda a Porto Said (Egitto), in attesa d’intervenire come un avvoltoio. La Ong ha cambiato nave ma non il suo scopo, perché la Vos Thalassa fa servizio sulle coste libiche, “ufficialmente”, per il campo petrolifero della TOTAL ed è un rimorchiatore, cargo commerciale. Ma perché, se è un rimorchiatore, porta sulle fiancate in caratteri grandi RESCUE ZONE in campo giallo (vedete la foto?)? RESCUE ZONE di chi? Della TOTAL? ma non è francese? Un’altra domanda: E’ la prima operazione di trasbordo migranti cui questo rimorchiatore partecipa? E trasbordo da che? Questo è un gommone dei mercanti di esseri umani o dei migranti, se vi piace. Guardate. Ha un solo motore fuoribordo da 40 HP soltanto e non vedete taniche di carburante e rifornimenti di acqua e cibo per raggiungere l’Italia. Questo gommone contiene 100 persone. Il tragitto per l’Italia è di 500 Km e, con quel motore di 40 HP, a circa 7 Km.h, verrebbero coperti in 3 giorni! Quindi, vanno all’appuntamento con gli scafisti e, dopo qualche foto di finto naufragio,…! Come ampiamente ipotizzato, alla fine, la pirateria a bordo della Vos Thalassa è stata ampiamente ridimensionata, come dichiara il portavoce dell’armatore Vroon. Quindi si può presupporre una mossa orchestrata per giustificare il trasbordo sulla Diciotti.

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Leggo che Toninelli e la Guardia Costiera italiana sarebbero caduti nel tranello, esattamente, come due polli. Ridicolo il fatto che DUE soli immigrati possano tenere in ostaggio un INTERO EQUIPAGGIO, buffonerie cattocomuniste coi due attori pagati per sostenere la parte. I due si faranno qualche giorno di carcere per poi essere rimpatriati, come da copione. Se andrà bene l’impresa (sbarco degli immigrati), rivedremo a iosa la farsa della “rivolta a bordo”. Ma lasciateci il dubbio che la rivolta sia stato solo lo stratagemma escogitato per mettere in atto il piano concordato con il capitano collaborazionista….
In effetti e’ scontato che, portati davanti ad un giudice italiano, saranno subito lasciati liberi, con GPS e telefonino wifi. Caro Toninelli siamo alla frutta se 2 (due) clandestini possono impossessarsi di una nave, che sia Italiana o no. Così… non potendo più sbarcare, si ingegnano a farli entrare a dosi omeopatiche: prima la nave cargo Maersk; poi Enavmedfor; poi la nave danese Samuel Beckett dell’Operazione Sophia; poi, ancora, l’operazione Pontus; poi nave Diciotti e nave Dattilo; poi le minacce etc.
A vederle, queste navi e la Vos Thalassa sembrano fatte apposta per i migranti.

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Per me, sono comunque imputabili anche gli uomini della nave Vos Thalassa, per il loro modo scorretto di operare in zona SAR libica, e se poi ripenso ai circa 860 clandestini che quell’equipaggio e quella nave porto’ in Italia tempo addietro, io darei l’ergastolo a tutto l’equipaggio.
Ma chi sono i 67 o 66 africani ribelli e da dove fuggono?

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Ha ragione Salvini. Violenti in carcere e riportati in Libia o dove sono nati, guerre o non guerre. Navi Diciotti e Dattilo, le navi della loro avventura siano dedicate a questi rimpatri. Non riesco a pensare a cosa sarà delle nostre città fra un anno, con questi violenti, tutti in grado d’uccidere con le sole mani.
No amici, non può funzionare così. Mentono in troppi!!!! Per la narrativa ufficiale del mainstream, i migranti sono “naufraghi”. Non sono degli strani naufraghi quelli che una volta soccorsi, salgono a bordo di una nave, il Von Thalassa, si ribellano contro i soccorritori e li minacciano di morte? Ieri mi chiedevo: Vorrei che il Governo riferisse al Parlamento. Se la vos Thalassa è intervenuta in acque dell’area SAR libica, come si è coordinata con Tripoli? E Roma e Tripoli,quali procedure hanno seguito? I rivoltosi erano solo 2 o 67?Sono stati arrestati ed espulsi?
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Ed eccomi esaudito.

Sono le comunicazioni «bordo-terra» tra la nave Vos Thalassa e la Guardia costiera italiana a raccontare che cosa è accaduto marcando la distanza tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e quello delle Infrastrutture Danilo Toninelli su come intervenire per i 67 migranti recuperati al largo della Libia che viaggiano adesso verso le nostre coste. Una traversata che fino alla tarda serata di ieri aveva ancora una meta ignota visto che il Viminale non ha comunicato il porto di sbarco.
Il salvataggio notturno
A mezzanotte di lunedì i migranti sono a bordo del rimorchiatore che li ha soccorsi nelle acque antistanti la Libia. Dal centro di Roma viene intimato di portarli verso Tripoli dove saranno recuperati da una motovedetta della guardia costiera locale. Dalla Vos Thalassa arriva il primo messaggio per chiedere aiuto. «Alle 22 la nave è partita per il punto di incontro con la motovedetta libica. Alle 23 circa qualcuno dei migranti in possesso di telefoni e Gps ha accertato che la nave dirigeva verso sud. I migranti in gran numero dirigevano verso il marinaio di guardia chiedendo spiegazioni in modo molto agitato e chiedendo di poter parlare con il comandante. Lo stesso, impaurito e accerchiato, contattava il ponte via Vhf. I migranti hanno accerchiato a questo punto l’ufficiale chiedendo spiegazioni e manifestando un forte disappunto, spintonando lo stesso e minacciandolo… In questa situazione di pericolo il primo ufficiale cercava di calmare le persone dicendogli che a breve saremmo tornati indietro… Una volta informato il comandante e l’ufficio la nave ha invertito la rotta. Il primo ufficiale tornava in coperta per rassicurare i migranti che nuovamente lo accerchiavano e lo spintonavano. Le loro richieste risultano chiare ad un possibile intervento libico ci sarebbe stata una reazione non certo pacifica. Per tranquillizzare la situazione abbiamo dovuto affermare che verrà una motovedetta italiana».
La nave libica
Dalle Infrastrutture viene avvisato il Viminale, Salvini fa sapere che non autorizzerà lo sbarco della Vos Thalassa «perché ha anticipato l’intervento dei libici che erano già stati allertati». Alle 14.41 di lunedì arriva una nuova richiesta di aiuto: «La situazione sta degenerando a bordo. Le persone danno segni di agitazione chiedendo insistentemente quando verranno recuperati. Da parte nostra richiediamo una tempestiva soluzione a questa situazione che potrebbe degenerare ancora». Non accade nulla, tre ore dopo c’è un nuovo sos di un manager della società che scrive alla Guardia costiera: «Siamo seriamente preoccupati per l’incolumità del nostro equipaggio e della nostra nave. Il Vos Thalassa ha salvato la vita di 66 persone (anche se la versione ufficiale parla di 67, ndr) circa 24 ore fa e non ha ancora ricevuto alcuna assistenza. Pochi minuti fa è arrivata una motovedetta libica incaricata di riportare i migranti in Libia. È evidente che appena i migranti se ne renderanno conto reagiranno in malo modo. La Diciotti è a 45 miglia nautiche. Vi chiediamo di coordinarvi con la Guardia costiera libica e ritardare il trasferimento per consentire alla Diciotti di arrivare in modo che le operazioni di trasbordo potranno avvenire in sicurezza. Non possiamo permetterci di mettere a repentaglio la vita del nostro equipaggio che ha il diritto sacrosanto di tornare a casa dalle proprie famiglie».
Le versioni dei ministri
Danilo Toninelli autorizza la Diciotti, nave della Guardia costiera, a prendere i migranti a bordo «per motivi di ordine pubblico». Salvini è contrario, ribadisce a Toninelli che «la Guardia costiera italiana non può sostituirsi a quella libica». Informa il premier Giuseppe Conte e l’altro vice Luigi Di Maio. «I responsabili delle minacce di morte all’equipaggio dell’imbarcazione Vos Thalassa saranno fermati e arrestati», chiarisce Toninelli. Intanto la Diciotti affianca la Vos Thalassa, viene effettuato il trasbordo. Alle 16 di ieri il Viminale rende nota la nazionalità dei 66 migranti. Sono Pakistan, Marocco, Algeria, Bangladesh, Ciad, Egitto, Ghana, Libia, Nepal, Palestina, Sudan e Yemen. «In quale di questi Paesi c’è la guerra?», chiede Salvini con un tweet. Nella stessa nota si specifica che «i due accusati di essere facinorosi, sono un ghanese e un sudanese», per sottolineare che non esisteva un reale pericolo.
10 luglio 2018 | di Fiorenza Sarzanini, CORRIERE DELLA SERA – DI SOLA LETTURA

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Com’è andata in realtà.

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3 pensieri su “1887.- Minacce a bordo, sos, mail: così i ministri si dividono sul ruolo delle motovedette. L’allarme dalla Vos Thalassa: dobbiamo salvare l’equipaggio.

  1. L’impegno ribadito da Moavero nei negoziati con la Libia. In tre anni sono stati arrestati 150 scafisti e sono state distrutte 550 imbarcazioni. L’operazione è ritenuta strategica per il controllo del Mediterraneo

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    1. Dal Corriere della Sera, Virginia Piccolillo.
      Salvini prova a negare lo sbarco, il Quirinale prima «segue con attenzione» la vicenda, poi chiama il presidente del Consiglio. Che annuncia: «Sbarco a breve»
      TRAPANI — Canti e balli al ritmo del battito di mani. È finita così la lunga giornata a bordo della nave Diciotti, quando il sole ha cominciato a tingere di rosa le saline del porto di Trapani. Con un’esplosione di gioia e cori da stadio («I-ta-lia, I-ta-lia») che hanno accolto l’inizio dello sbarco, iniziato poco dopo le 23 di giovedì. La conferma, alle 21.25 era arrivata con una nota ufficiale del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: «Sta per iniziare lo sbarco dei migranti che sono a bordo della nave Diciotti. Sono state completate le procedure di identificazione delle persone che erano a bordo, con particolare riguardo a quelle a cui risulterebbero imputabili le condotte che configurano ipotesi di reato. Nei prossimi giorni proseguiranno gli accertamenti della polizia con le assunzioni testimoniali di tutte le persone che sono state trasportate». Fino a quel momento era stata dura per i 67 profughi, inclusi sei minori e tre donne, presi a bordo dalla nave della Guardia costiera su richiesta pressante della Vos Thalassa che li aveva soccorsi a largo della Libia. Prima il continuo rinvio dell’attracco. Poi lo stallo, con una modalità che ieri lasciava stupiti anche i marinai trapanesi che al bar si interrogavano: «Sbarcò la nave?». «Sì , ma nessuno scese». «E perché?». «Salvini».
      E in effetti lo aveva rivendicato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, quell’attracco senza il via libera del prefetto allo sbarco. Una modalità inedita che ha fatto gridare allo scandalo le organizzazioni umanitarie, unite in una nota congiunta a invocare lo sbarco immediato almeno dei sei minori. E che in serata ha suscitato l’interesse del capo dello Stato e una richiesta di informazioni al premier, che dopo la telefonata con Mattarella ha immediatamente chiamato sia Salvini che il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli per risolvere la situazione.
      «Non abbiamo fretta», aveva invece detto in mattinata da Innsbruck Salvini. Invitando la magistratura a fare le valutazioni su ciò che era stato denunciato dalla Vos Thalassa: una rivolta al momento del rientro in Libia. Nell’auspicio, già formulato, di vedere scendere i «facinorosi» in manette dalla nave. «O hanno mentito gli armatori denunciando aggressioni che non ci sono state, e allora devono pagare, o l’aggressione c’è stata e allora i responsabili devono andare in galera», aveva aggiunto il vicepremier. Ma la speranza di Salvini si è dovuta scontrare con una diversa valutazione della Procura guidata da Alfredo Morvillo. Nessun arresto né fermo,è stato compiuto nei confronti dei due immigrati — Ibrahim Bushara, sudanese, e Hamid Ibrahim, del Ghana — sospettati di aver animato la protesta, nel rapporto stilato dallo Sco della Polizia e dal Nucleo speciale di intervento della Guardia costiera. Attualmente sono indagati a piede libero per violenza aggravata nei confronti del team della Vos Thalassa. Anche se le indagini continuano per valutare l’eventuale tentativo di impossessamento della nave e le minacce denunciate dall’equipaggio del mercantile, ma ieri smentite dal portavoce dell’armatore. Salvini però non cede. «Sto aspettando di sapere se su nave Diciotti ci sono delinquenti. Da ministro e da cittadino prima di far sbarcare chiunque, vorrei sapere chi c’è a bordo», ha ribadito in serata. Scatenando le accuse dell’opposizione. Da Massimo D’Alema («L’unica emergenza migranti è Salvini») a Nicola Fratoianni («Salvini è il ministro del sadismo»).
      Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, da cui dipende la Guardia Costiera, ha invece smentito dissidi interni alla maggioranza: «Nessun braccio di ferro, noi siamo stati chiamati come organi di polizia giudiziaria — la guardia costiera è organo di pg sul mare — per sedare una minaccia di violenza, definita da alcune prime notizie come minaccia di morte, all’equipaggio della nave mercantile italiana che stazionava intorno alle piattaforme petrolifere del mare libico, e siamo intervenuti per salvare le vite del nostro equipaggio». E ha aggiunto: «Nessuno si deve permettere di minacciare le vite dei nostri lavoratori in mare e spero che, anche se è una competenza non mia, mandino in galera coloro che hanno messo in questa situazione. Se poi la situazione di pericolo paventata non corrispondesse al vero, questo ce lo diranno i magistrati».

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