1337.- VERSO LA NUOVA ITALIA, MA CHE SIA CIVICA.

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Lunedì 31 luglio 2017 si è svolto l’incontro programmato per la firma del Codice di condotta per le Organizzazioni non governative (Ong) impegnate nelle operazioni di salvataggio dei migranti in mare.

Sono state nuovamente rappresentate le ragioni che hanno ispirato la redazione del Codice, la posizione pienamente concorde di tutti i Paesi dell’Unione già espressa a Tallinn e l’intesa con la Commissione che ha seguito la redazione e la messa a punto del documento.

In particolare, hanno sottoscritto il documento Migrant offshore aid station (Moas) e Save the children, mentre Proactiva open arms ha fatto pervenire una comunicazione con la quale ha annunciato la volontà di sottoscrivere l’accordo.

L’organizzazione Médecins sans frontiere (Msf) ha consegnato una lettera diretta al ministro Minniti, con la quale, nel prendere atto dell’esemplare ruolo svolto dall’Italia, ha messo in luce che i principi umanitari di indipendenza, imparzialità e neutralità non hanno consentito la firma assieme alle altre organizzazioni. Ciò nonostante hanno ritenuto liberamente di adeguarsi alla gran parte dei principi del Codice da loro condivisi. Non hanno preso parte: Sea watch, Sea eye, Association europeenne de  sauvetage en mer (Sos mediterranee), mentre Jugent Rettet non ha firmato. Sottoscritto il documento da Migrant offshore aid station (Moas) e Save the children. Proactiva open arms ha comunicato la volontà di sottoscrivere l’accordo.

In conclusione, è stato fatto presente che l’adesione avrebbe consentito di essere parte di un sistema istituzionale finalizzato al soccorso in mare, all’accoglienza e alla lotta al traffico degli esseri umani, senza in nessun modo interferire nei principi fondanti le singole organizzazioni.

L’aver rifiutato l’accettazione e la firma pone quelle organizzazioni non governative fuori dal sistema organizzato per il salvataggio in mare, con tutte le conseguenze del caso concreto che potranno determinarsi a partire dalla sicurezza delle imbarcazioni stesse. In una condizione diversa, saranno invece parte integrante le ONG che hanno sottoscritto il Codice.

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Per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, «nessun ritorno alle sovranità nazionali potrà garantire ai cittadini europei pace, sicurezza, benessere e prosperità». «Nessun Paese europeo, da solo, potrà mai affacciarsi sulla scena internazionale con la pretesa di influire sugli eventi, considerate le proprie dimensioni e la scala dei problemi», ha aggiunto il capo dello Stato, durante la cerimonia a Montecitorio per il sessantesimo del trattato con cui sono state istituite la Comunità economica europea e la Comunità europea dell’energia atomica, gettando le basi per l’attuale Unione. 

AVETE CAPITO? QUESTA E’ L’ULTIMA! STIAMO PARLANDO DELLA SOVRANITA’ NAZIONALE, QUELLA DI CUI SERGIO MATTARELLA NON VUOLE SENTIRE PARLARE, MA CHE DEVE GARANTIRE! SE VOGLIAMO PACE, SICUREZZA, BENESSERE E PROSPERITA’ DOBBIAMO CANCELLARE LA SOVRANITÀ’ E ASPETTARLE DA QUELL’ANOMALIA ISTITUZIONALE, DA QUELLA DITTATURA TECNOCRATICA FINANZIARIA EUROPEA CHE CHIAMANO UNIONE.

QUINDI, ADERENDO A QUESTA DOTTRINA, LE ORGANIZZAZIONI DEI TRAFFICANTI SI POSSONO RISERVARE DI RISPETTARE LA LEGGE ITALIANA?

PERCHE’ NON SI POSSONO FEDERARE GLI STATI SOVRANI? FINO A QUANDO CI FAREMO MENARE PER IL NASO DA UN QUALUNQUE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO O DELLA REPUBBLICA O DA CHI PER LORO?

Il loro codice di comportamento delle ONG ne autorizza e ne sostiene l’attività, ben consapevoli che abbiamo superato ogni possibile limite di accoglienza. Per una nave di Soros fermata per ora a Lampedusa, hanno lasciato libere le altre di continuare nei traffici e – di più – le sfortunate navi della Guardia Costiera gli vanno incontro per accelerare l’invasione. I fatti sono questi e afferma il falso chi blatera di integrazione. L’integrazione significa che da una parte si da e dall’altra si riceve, ma questi avventurieri non hanno una civiltà, non portano valori, perciò, non c’è nessuna possibile integrazione. C’è la fine della nostra civiltà, come quando al buon vino si continua ad aggiungere acqua e pure poco pulita, non si ha più il vino. Tutto questo può andar bene solo a chi non ha valori morali, etici, scambia il sesso animalesco con l’amore, il culo con la mamma (la sua), il potere con la democrazia. Oggi assistiamo a un proliferare di improvvisati difensori della Costituzione in cerca di potere. Avere contestato una riforma mal fatta non significa che questa Costituzione si debba mantenere e, come dicono molti, si debba attuare. Se siamo precipitati a questi livelli significa che è mal fatta, che ha fissato la trama dei principi guida per i cittadini abbandonandoli però a se stessi o nelle mani di partiti liberi di deviare da quella trama e, così, è stato. Che Costituzione vogliono attuare questi aspiranti leader politici se questa non contiene norme sufficienti a garantire la sua applicabilità e a tutelare i suoi sacri Principi? I costituenti non hanno voluto vincolare i loro partiti e nemmeno i sindacati e il risultato è che l’interesse particolare, poi, personale ha prevalso sul diritto e sul bene pubblico. Il principio del pareggio in bilancio ha sepolto il principio lavoristico: la madre della nostra democrazia, perché non c’è libertà senza dignità e non c’è dignità senza il lavoro. La verità è che dobbiamo riscrivere la Costituzione e non attuarla, che dobbiamo disciplinare i partiti e tutte le organizzazioni intermedie nelle quali si svolge la nostra partecipazione alla politica. L’art. 49 detta una regola senza valore. Aver scritto “con metodo democratico” significa aver smarcato un preciso dovere con una banalità. Ve la do io la più bella Costituzione del mondo! Non serve nemmeno la legge elettorale se gli eletti saranno candidati da questi partiti. Voteremmo un altro centro di potere del vincitore e non un “Parlamento” di tutti. La democrazia non ha vincitori né vinti e il dialogo è il suo sale. Tutte le leggi non urgentissime, votate con la fiducia sono state incostituzionali. Chi le ha promulgate non è stato all’altezza della sua funzione. Lasci lo scranno! Votiamo, dunque, una Costituente e diffidiamo da quanti si propongono come salvatori della Patria per costruire un loro partito e un potere. Non ci servono e ne abbiamo fin troppi. Riscriviamo, dunque, una Costituzione che garantisca l’applicabilità dei suoi Principi, questi sì, modernissimi e faremo anche bene a considerare la sua compatibilità con le formazioni internazionali con cui siamo impegnati, se dovremo ancora esserlo. Mi rivolgo ai tanti magnifici costituzionalisti; finché non sarà tardi!

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Un pensiero su “1337.- VERSO LA NUOVA ITALIA, MA CHE SIA CIVICA.

  1. Mario
    la tua posizione è molto interessante, inedita, condivisibile da chi ha fatto un percorso di approfondimneto politico serio
    e credo sia anche l’unica da considerare per affrontare e risolvere lo sfascio quotidiano che riscontriamo ascoltando i “rappresentanti” politici.

    A questo punto l’impegno è immane; trasferire questa posizione sul mainstream.
    Esiste il “rischio” che non venga presa in considerazione da nessuno per ovvi motivi……….
    Cordialità
    Massimo

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