1315.- GRIDANO “I FASCISTI” E FANNO I DITTATORI. PARLANO DI DEMOCRAZIA, MA RIFIUTANO IL DIALOGO.

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Molti comitati o coordinamenti o associazioni parlano di democrazia e si impaludano della Costituzione seminando odio e astio sociale; sparlano di democrazia, rinnegando il dialogo fra le opposte idee politiche, quando, invece, il dialogo è il sale della democrazia e la Costituzione è di tutti. Costoro, ipocritamente, fingono preoccupazione, mentre seminano zizzania o cercano l’occasione per collidere. Grande è la nausea per quante e quanti, appartenenti a ogni livello delle frange politiche che hanno allontanato dal voto milioni di elettori; che hanno disfatto con leggi e misfatti, svenduto con intrallazzi e trattati capestro i frutti del sudore italiano di settanta anni, Quanto è accaduto il 17 luglio a Padova e, peggio, le scuse puerili, per non dire idiote, del sindaco, sono il frutto di questo odio, fanno disperare della capacità di vivere in democrazia. La dimostrazione: solo una, ma emblematica è nel sentire ancora la fabbrica dell’odio sbavare sangue dalla bocca, parlando, niente meno che di fascismo. Parliamo di oggi e, meglio, parliamo di domani, perché il fascismo appartiene ormai alla storia. Sono di oggi, invece, i ladri di Stato, dei beni pubblici di noi tutti. Sono di oggi quelli che si ingozzano dei risparmi di una vita dei poveri vecchi italiani; quelli che fanno affari con il traffico di esseri umani, usando i soldi, i contributi versati dagli italiani per le pensioni, offrendo a quegli illusi un futuro in qualche favelas; quelli che abbandonano i terremotati fra le macerie per un anno e hanno lasciato morire nel ghiaccio 300 loro animali.

 

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Mi vergogno per loro! A quei ruzzolasoldi, rivolgo questo conato, pregandoli , anzi pregandola di tacere e imparare a convivere con tutte le realtà politiche, democraticamente, come ho fatto io, dando loro la mano e trovando sempre qualcosa da imparare. A quella parte politica esprimo il mio augurio, sempre sereno, che riesca a purgarsi dei profittatori del patrimonio pubblico, che si affacci alla politica senza brame di potere e di sopraffazione, con le minoranze e anche per le minoranze, rispettandoci. Le elezioni non incoronano vincitori né vinti. Non si alzi la bandiera del partito sulla città, come ho visto sul Brenta, imbandierato dal PD ogni sabato e ogni domenica! Cosa avete da sventolare? Forse che il Lazio issa le bandiere del PD? o è questione di civiltà? Le elezioni, in un paese democratico dicono solo chi avrà più titolo a sostenere le proprie tesi e, se sarà onesto, anche quelle giuste della minoranza. Non vogliamo partiti padroni come il PD; altrimenti parlerete di fascismo, di intolleranza e razzismo, ma sarete voi intolleranti, fascisti e razzisti. E’ il momento della coesione, non dell’odio e ricordate: Il fascismo nacque in molti per difendersi da questa oppressione comunistoide, che tutto invade e nulla rispetta. La differenza sostanziale fra democrazia e fascismo è che il Partito Nazionale Fascista poneva al centro lo Stato; anche i sindacati erano parte dello Stato, mentre la democrazia pone al suo centro la persona umana e la libertà; ma il PD pone al suo centro il denaro nostro e lo prende e lo arraffa ovunque e non rispetta nessuno e nessuno vive più libero. Nessuno può più liberamente intraprendere un’attività. Parliamo dei perché!

 

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