1278.- FNOMCeO: dal Consiglio Nazionale una forte presa di posizione sul DDL Lorenzin

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All’unanimità, il Consiglio nazionale della FNOMCeO, riunito a Roma sabato 24 giugno, ha approvato una mozione relativa al cosiddetto Ddl Lorenzin sulla riforma dell’istituzione ordinistica. Presentata da Filippo Anelli, Presidente OMCeO di Bari, la mozione è stata oggetto di un articolato dibattito al termine del quale i Presidenti di Ordine hanno espresso all’unanimità il proprio voto a favore della mozione. (In allegato).
In questo report però, richiamiamo il dispositivo finale: “Il Consiglio Nazionale della FNOMCeO invita il Governo ed il Parlamento a riprendere il confronto con la Professione Medica in tutte le sedi istituzionali, ripartendo dal testo approvato in Senato; a non cedere alla tentazione di sacrificare sull’altare di interessi di parte i livelli di tutela di salute dei cittadini, oggi assicurati dalla professione medica che da sempre interpreta, a volte anche con sacrificio, il proprio ruolo quale garante di un fondamentale diritto costituzionalmente protetto”.
Il Consiglio nazionale si è aperto con la relazione della Presidente Roberta Chersevani, che ha spaziato su tutti i problemi aperti con i quali si trova a misurarsi la Federazione. A partire dal sostegno alle zone dell’Italia centrale colpite dai terremoti. È avvenuta la consegna di tre FIAT Panda in provincia di Macerata, mentre presto sarà consegnata un’ambulanza nel Reatino. La Presidente ha quindi parlato dell’azione di contrasto contro due truffe quali il cosiddetto Registro Italiano dei Medici e l’European Medical Directory, nonché della gestione IMI-Alert e dell’Alert System e della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (CCEPS). Ha richiamato i due tavoli AIFA e il tavolo tecnico MMG con Ministero della Salute, MIUR e Regioni ed ha parlato dell’Osservatorio sui decreti attuativi della legge 24/2017 sulla responsabilità professionale e dell’indagine conoscitiva ENPAM-FNOMCeO sulle difficoltà di medici e odontoiatri. Altri temi le sperimentazioni cliniche con richiamo alla Carta di Napoli sulla tutela della persona. La Presidente ha ricordato i prossimi appuntamenti del CN: 14 e 15 luglio a Siena; 29 e 30 settembre a Messina; dicembre a Roma, con il bilancio. Ha riferito sulle audizioni in Parlamento sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento ed ha accennato alle disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale e della legge annuale per il mercato e la concorrenza. Ha infine trattato i vari aspetti dell’Atto della Camera 3868, anche noto come ddl Lorenzin, ma su questo tema e sulle posizioni che ha assunto la FNOMCeO rimandiamo alla mozione approvata all’unanimità.

Il dibattito si è articolato su 25 interventi.

Giuseppe Renzo, Presidente nazionale CAO: “Non siamo soddisfatti del ddl sulla concorrenza, che contrasta sia con la legge istitutiva degli Ordini sia con la legge 490/85 per gli odontoiatri, che esprimono contrarietà anche rispetto al 3868”.

Maurizio Scassola, Vice Presidente FNOMCeO ha svolto un dettagliato intervento sul ddl 3868, toccando alcuni punti-chiave: “Il testo è stato profondamente modificato: così non riconosce il ruolo istituzionale degli Ordini, mentre la legge 24/2017 attende ancora i decreti attuativi. Per noi – ha aggiunto Scassola – sono inaccettabili nuovi profili professionali e diciamo no a revisori dei conti scelti al di fuori degli Ordini. La proposta poi di decentrare l’elezione degli Ordini con seggi fuori sede dimostra che la politica è lontana dalle problematiche degli Ordini stessi”.

Per Emilio Pozzi, Presidente OMCeO di Bergamo “in Parlamento non si è tenuto conto dei suggerimenti degli Ordini, mentre prosegue il fenomeno per cui alcune Regioni, con proprie leggi, stravolgono le caratteristiche della Medicina”.

Filippo Anelli ha illustrato la mozione sopra richiamata, sottolineando alcuni punti: “Tutto parte dal Trattato di Lisbona, da lì è disceso il disconoscimento delle professioni. Il sapere sembra scomparso. La conseguenza potrebbe essere la scomparsa degli Ordini. Nel ddl Lorenzin veniamo visti come tecnici, ma noi dobbiamo riaffermare il valore della libertà che significa la possibilità di autogoverno della professione. Siamo noi che facciamo le diagnosi, il che implica assunzione di responsabilità e qui sta la differenza con la tecnica. Il ddl Lorenzin va bocciato. Gli Ordini devono governare la professione e interloquire con il Governo nazionale e con i Governi regionali”.

Amerigo Sbriccoli, Presidente OMCeO di Macerata, ha detto: “La professione medica non esiste più per la politica, è considerata al pari di altre professioni. I medici sono percepiti come nemici, non vengono presi in considerazione”.

Secondo Guido Lucchini, Presidente OMCeO di Pordenone, “con il ddl Lorenzin, tutto il Governo ci è contro. Eppure, anche da parte dei giovani medici che si avvicinano all’Ordine c’è entusiasmo, ma c’è rabbia nei confronti della politica”.

Giovanni Leoni, Presidente OMCeO di Venezia: “Il ddl Lorenzin dimostra ignoranza e aggressività nei confronti dei medici. Dopo alcune vicende come la riforma costituzionale, bocciata dagli italiani, o come la legge elettorale che non vede la luce, la classe politica non può venire a dire a noi come fare la professione”.

Per Eugenio Corcioni, Presidente OMCeO di Cosenza, “il ddl Lorenzin è un’offesa per tutti noi. Pensare di decentrare le elezioni degli Ordini è profondamente sbagliato, è un’idea che intacca la nostra autonomia, che invece noi dobbiamo difendere, specialmente in realtà come la mia dove il rischio è da un lato la prepotenza di certa politica, e, dall’altro, il rischio di infiltrazione della ‘ndrangheta”.

Giovanni D’Angelo, Presidente OMCeO di Salerno, ha sostenuto che “da tempo c’è una progressiva svalutazione della professione medica, che parte dall’Università. La diagnosi può appartenere a chi ha la conoscenza”.

Giuseppe Lavra, Presidente OMCeO di Roma, ha detto: “Nei tavoli tecnici occorre inserire anche specialisti e ospedalieri. Sul piano generale, occorre rivendicare il ruolo degli Ordini, perché sia il comma 566 sia il ddl Lorenzin sminuiscono il ruolo del medico. L’organizzazione della classe medica non è potere, ma responsabilità”.

Cesare Ferrari, Presidente OMCeO di Trapani ha posto l’accento su due aspetti: “Siamo fermi sul ddl Lorenzin, sulla legge 24 e sul comma 566, mentre invece dovremmo far sentire di più la nostra voce. Sul territorio poi, è un vulnus la vicenda delle nomine dei direttori generali delle Asl da parte delle Regioni”.

Augusto Pagani, Presidente OMCeO di Piacenza, oltre che del ddl Lorenzin, ha sottolineato “la possibilità che possano nascere conflitti di interesse tra Ordine e sindacato o tra Ordine e politica. Noi dobbiamo evitare simili situazioni, riaffermando il ruolo degli Ordini”.

Per Silvestro Scotti, Presidente OMCeO di Napoli, “il ddl Lorenzin è offensivo per tutti i medici e questo CN non è considerato come rappresentante della categoria. Mai come in questo momento, gli Ordini devono difendere la professione medica”.

Secondo Pierantonio Muzzetto, Presidente OMCeO di Parma, “il ddl Lorenzin mina alla base il senso della professione medica, che la si vuole ridurre alla mera applicazione di procedure e linee guida. Invece noi siamo Istituzioni democratiche e dobbiamo difendere il valore etico della nostra professione”.

Maria Erminia Bottiglieri, Presidente OMCeO di Caserta, ha posto l’accento sugli articoli 1 e 1 bis relativi alle sperimentazioni. Ma ha anche lanciato un ammonimento: “Donne e giovani devono essere valorizzati per le loro capacità”.

Carlo Manfredi, Presidente OMCeO di Massa Carrara ha operato una distinzione: “Il medico burocrate ha come obiettivo difendere la comunità, il medico clinico ha invece la mission di avere in cura la persona. Circa le sperimentazioni, si tende a ridurre i tempi per immettere più velocemente i farmaci sul mercato. Sull’obbligatorietà dei vaccini, occorre fare riferimento a linee guida basate sull’evidenza”.

Salvatore Amato, Presidente OMCeO di Palermo, ha sostenuto che “alcune scelte devono essere inquadrate oramai in una dimensione europea capace però di prendersi carico dei problemi e di fornire le soluzioni. Certo, il quadro è problematico, se si pensa che prima si è fatto l’euro come moneta unica e poi si è cominciato a pensare all’Europa, un paradigma che va ribaltato, come anche occorre passare dalla patologia della salute alla salutogenesi, esaltando il ruolo della prevenzione”.

Roberto Monaco, Presidente OMCeO di Siena, nel ricordare l’appuntamento del 14-15 luglio nella sua città, ha detto: “L’Ordine ha la funzione principale di tutelare la qualità della professione”.

Antonio Panti, Presidente OMCeO di Firenze, ha sostenuto che “occorre portare avanti le posizioni della Federazione a livello politico sia nazionale sia locale. Noi, sui vaccini, dobbiamo dare risposte alle domande dei cittadini”.

Francesco Noce, Presidente OMCeO di Rovigo, ha detto che “gli attacchi alla professione medica partono da molto lontano, mentre gli Ordini di confermano essere a tutela della professione e dei cittadini. Rischiamo però di perdere il decoro della professione, oltre che scienza e coscienza”. Noce ha auspicato “un’azione dirompente da parte della Federazione con le dimissioni collettive dei Presidenti senza escludere una manifestazione davanti al Parlamento”.

Ugo Trucco, Presidente OMCeO di Savona, ha sollecitato “iniziative da parte della Federazione, per affermare i nostri valori, anche perché i politici continueranno sulla loro strada, senza ascoltare le istanze che noi rappresentiamo”.

Per Roberto Rossi, Presidente OMCeO di Milano, “questo è il momento di mostrare la massima compattezza della Federazione sul ddl Lorenzin”.

Fulvio Borromei, Presidente OMCeO di Ancona, “la politica ha mostrato incompetenza e volontà di attaccare la professione, di attaccare l’Ordine vero per poter istituire nuovi Ordini”.

Ottavio Di Stefano, Presidente OMCeO di Brescia, ha invitato tutti “a un’autocritica: ci dobbiamo chiedere quanto contiamo davvero al nostro interno e nel rapporto con le Istituzioni”.

Secondo Giovanni Maria Righetti, Presidente OMCeO di Latina, “il Consiglio nazionale deve dare un mandato pieno al Comitato centrale e alla Presidente per portare avanti temi e problemi emersi nel dibattito che si è sviluppato anche in questa nostra Assemblea”.

Come si può osservare, forte è stata la partecipazione e altrettanto forte è stata la passione con cui i Presidenti di Ordine hanno affrontato le questioni cruciali di questo momento particolare che la professione medica sta vivendo.

LA CONCLUSIONE DELLA MOZIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE

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