1257.- CETA, OVVERO NEOLIBERISMO CONTRO COSTITUZIONI

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L’attuazione del pensiero neoliberista, nelle cui finalità c’è quella di distruggere i Popoli e le Nazioni, trova il suo completamento nella approvazione dello scellerato trattato, detto CETA, tra UE e Canada.
Si tratta di un Accordo internazionale che ha la finalità di superare il principio di precauzione vigente nell’Unione Europea secondo il quale non è possibile commerciare prodotti dannosi per l’uomo e per l’ambiente. Infatti con questo accordo si stabilisce che sulle Costituzioni europee deve prevalere il principio della libertà di investimento e di commercio anche se ciò comporta la lesione di altri principi e diritti fondamentali previsti dalle Costituzioni stesse. Si prevede in particolare che se gli investitori e i commercianti americani incontrino ostacoli nelle misure poste a tutela della salute e dell’ambiente, detti commercianti e investitori avranno diritto al risarcimento del danno, da determinarsi da parte di un organismo da loro stessi nominato. Ciò comporta che qualora l’Italia volesse adottare misure protettive della salute e dell’ambiente sarebbe obbligata ad accantonare nei propri bilanci somme ingentissime per pagare detti risarcimenti. Si internazionalizza, in sostanza, il principio dell’egemonia del mercato senza limiti sovvertendo l’ordinamento di tutte le comunità politiche europee, che hanno come fine fondamentale la difesa della dignità della persona e il progresso spirituale e materiale della società.

E’ evidente che questo trattato sostituisce di fatto il TTIP, che l’amministrazione USA di Obama voleva contrarre con l’Europa, e che Trump ha eliminato dal suo programma. Infatti non ci vuol molto per capire che i commercianti e gli investitori statunitensi possono molto agevolmente aprire in Canada loro sedi o succursali.

E’ dubbio che esso possa avere reale applicazione, poiché, secondo la nostra giurisprudenza costituzionale, gli accordi internazionali sono, come suol dirsi, “norme interposte” tra la Costituzione e la legislazione ordinaria, e su di esse permane intatto il potere di annullamento della Corte, se e in quanto si tratti di norme, come certamente lo sono quelle in esame, contrarie ai principi fondamentali della nostra Costituzione repubblicana.
Ciò non toglie, tuttavia, lo sconcerto che ci assale pesando che questo provvedimento, tanto negativo per gli interessi italiani, sia stato dapprima approvato dai nostri parlamentari europei, ed è oggi oggetto di ratifica dal nostro Parlamento, avendo già ottenuto il voto favorevole da parte della competente Commissione del Senato ed essendo velocemente passato all’esame dell’Aula del Senato stesso.

Stiamo assistendo ad un vero e proprio “tradimento” del nostro Popolo a favore delle richieste della finanza e delle multinazionali di oltreoceano. La soggezione a queste del nostro governo e della nostra maggioranza parlamentare è divenuta, intollerabilmente, “spudorata”. Ma i media tacciono.

E agli Italiani, tenuti all’oscuro di queste incredibili e proditorie manovre ai loro danni, potranno accorgersi delle malefatte di questo governo solo a cose avvenute, quando diverranno concreti gli effetti di questa inqualificabile azione dei nostri rappresentanti politici.

Paolo Maddalena

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