1227.- Libia: Haftar avanza nel Fezzan per prendersi Tripoli

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Battaglia del Fezzan. L’Esercito Nazionale Libico del maresciallo Khalifa Haftar vincente nella regione desertica meridionale libica contro le milizie di Misurata e i loro alleati legati al governo sempre più incerto di al-Sarraj.

 

In Libia è in corso una battaglia probabilmente decisiva di cui quasi nessuno ci racconta. Strano vero?
La battaglia del Fezzan, la regione desertica meridionale libica dove le truppe dell’uomo forte del governo di Tobruk si stanno scontrando con le milizie di Misurata e alleati legati al governo di al-Sarraj, sostenuto da Onu, Usa e Italia. Con il rischi sempre più concreto che a vincere tra i tre ‘governi’ che si contendono il controllo del Paese, sia la parte che ha il sostegno, di Russia, Egitto ed Emirati arabi.

Pochi giorni fa le truppe del generale Khalifa Haftar, hanno conquistato la base aerea di Al-Jufra, 500 chilometri a sud di Tripoli e i centri di Hun e Sukna, cittadine a circa 250 km in linea d’aria a sud di Sirte, dove sono stati trovati depositi di munizioni e veicoli. LNA, scrive Analisi Difesa, controlla ora i centri nevralgici militari del Fezzan dopo che il 25 maggio le truppe di Haftar avevano preso il controllo della base aerea di Tamenhant vicino a Seba.

Successi delle truppe di Haftar e assenza di una resistenza organizzata che -dicono gli esperti di cose militari- aprirebbe alle truppe di Tobruk la strada per attaccare da sud Tripoli e Misurata.
«Al-Jufra è sotto il nostro controllo. In effetti tutto il sud è sotto il nostro controllo”, ha dichiarato all’ANSA il colonnello Ahmed Almesmari, portavoce delle Forze armate libico arabe confermando che la conquista è avvenuta “senza incontrare alcuna resistenza”».

Le forze in campo

L’offensiva dell’esercito di Haftar ha l’appoggio delle forze aeree messe in campo dagli Emirati Arabi Uniti, dai consiglieri militari russi e dell’Egitto che nei giorni scorsi ha più volte bombardato Derna, roccaforte jihadista sulla costa della Cirenaica.
Raid soprattutto egiziani ufficialmente per unire i gruppi islamisti locali considerati dal Cairo i mandanti della strage di egiziani cristiani copti a Minya, rivendicato dallo Stato Islamico.

Mentre Haftar rafforza le sue posizioni e punta -sempre lettura militare- a saldare le sue posizioni a sud con gli alleati delle milizie di Zintan a ovest di Tripoli circondando così la capitale e la Tripolitania settentrionale. Sempre più instabile la posizione del premier del governo di unità nazionale al-Sarraj dopo gli scontri dei giorni scorsi a Tripoli tra milizie a lui fedeli e quelle legate all’ex premier Ghweil, sostenuto dai Fratelli Musulmani e altre milizie islamiste.

Gli scontri nella capitale contesa. L’Aeroporto di Tripoli, a sud della capitale, è stato fortemente danneggiato dai combattimenti dell’estate 2014, quando le milizie di Fajr Libya, Alba della Libia, di Ghweil, s’erano impadronite della capitale. A febbraio Ghweil aveva annunciato la riapertura prossima dell’aeroporto dopo ampi lavori di ricostruzione. Lo scorso venerdì le forze leali a Ghweil hanno tentato per l’ennesima volta senza successo di riprendere le posizioni nel centro della città.

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