1221.- LA PROPOSTA IN DISCUSSIONE NON È IL “MODELLO TEDESCO”

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Manca il voto disgiunto, cioè personale e diretto, come vuole la Costituzione.

“Cominciamo a dare un altro nome all’ultima fatica della Camera in materia elettorale: non si tratta del modello ‘tedesco’”. Così Felice Besostri, coordinatore degli avvocati antitalicum-Cdc. “L’unico punto in comune -prosegue poi- è che il riparto complessivo dei seggi tra le liste dipende dal voto per quelle circoscrizionali per la Camera e che ci sono 303 collegi uninominali, cioè la metà dei seggi in palio sul territorio nazionale, esclusi quelli della circoscrizione estero e delle regioni autonome Val d’Aosta e Trentino Alto Adige”.

Manca il voto disgiunto e, quindi, la libertà dell’elettore di esprimere un voto che, come richiede la Costituzione, “sia personale (articolo 48 Cost.) e diretto (artt. 56 e 58 Cost.) -commenta- Ci sono altresì problemi di rispetto dell’articolo 51 Cost. (diritto di candidarsi in condizioni di eguaglianza) a seconda del fatto di essere candidati in un collegio uninominale o nella lista bloccata circoscrizionale/regionale”.

Un’altra perplessità “di disparità di trattamento – e, perciò, di violazione del combinato disposto degli articoli 3, 48 e 49 Cost. – è la previsione di un esagerato numero di sottoscrizioni per le liste di candidati e la contestuale esenzione delle forze politiche già presenti in Parlamento.

Sono diverse le incostituzionali presenti.

Un esempio per tutti. “Per candidarsi in Umbria (con poco meno di un milione di abitanti) servono 10mila firme di sottoscrizione, quando nella Renania settentrionale-Vestfalia (un Land con quasi 20 milioni di abitanti) ne bastano 1000 per le liste non presentate da partiti politici registrati (che sono esentati)”.

L’ultima notazione riguarda, invece, la tecnica legislativa. “Con questi emendamenti super-canguri, è di fatto cancellato l’articolo 72 della Costituzione e, quindi, il ruolo del Parlamento. Nel caso specifico, il Pd Fiano abolisce il ruolo del Senato persino nel delineare la propria legge elettorale”.

Ci sono tuttavia margini per eliminare queste incostituzionalità. “Si confida -commenta infine Besostri- nelle forze politiche tutte, che hanno difeso la Costituzione e combattuto contro l’incostituzionalità dell’Italicum”

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