1208.- USCIRE DALLA CRISI ATTUANDO LA COSTITUZIONE. PUNTO 3

La moneta nella Storia e al giorno d’oggi.

 

13707695_1605625566433422_2754633334486116394_n      di Paolo Maddalena

“Uscire dalla crisi attuando la Costituzione”, un documento in 7 punti che riguarda tutti i cittadini e le cittadine di questo Paese, un richiamo al dovere inderogabile di attuare la Costituzione, una fotografia spietata della situazione disastrosa in cui l’Italia sta affondando.
L’Articolo 52 della Costituzione:
“E’ SACRO DOVERE DEL CITTADINO DIFENDERE LA PATRIA”.
Ogni persona si senta chiamata in causa!

3– La moneta nella Storia e al giorno d’oggi.

Sorge in evidenza, a questo punto, la rilevanza del “commercio”, e quindi della “moneta”, la quale è conosciuta sin dall’antichità, ma non ha mai avuto tanta importanza come oggi, di fronte al fenomeno della “finanziarizzazione dei mercati” e alla necessità, da più parti proclamata, di un ritorno all’”economia reale”.

La moneta è un “mezzo di scambio” dei “beni economici” (cioè commerciabili) “reali” e non importa se ha un valore intrinseco, come le monete di oro o di argento, o è priva di tale valore, come è la moneta cartacea o, come si usa oggi, un “bip” sul computer. Essa è sostanzialmente una “convenzione”, e quello che conta è che tale convenzione sia accettata da tutti, come avviene nel caso delle monete cartacee a corso legale, per le quali si parla, come avverte Gallino, di “moneta piena”, proprio perché si tratta di una moneta accettata da chiunque. Seguendo lo stesso principio, si possano avere anche monete cosiddette “parallele” o “complementari”, le quali presuppongono l’individuazione di un certo numero di aderenti che accettino convenzionalmente il loro l’impiego.

Quello che più interessa, comunque, è che la moneta costituisca il corrispettivo della reale ricchezza nazionale ad essa sottostante, e sia di una quantità sufficiente per soddisfare le esigenze del commercio. Ed è questo il compito fondamentale delle banche Centrali, alle quali è affidata, per l’appunto, la delicata funzione di mantenere un fermo equilibrio tra il valore dei beni in commercio e la quantità della moneta necessaria alla loro circolazione, in modo da tenere a bada, usando la cosiddetta “leva monetaria”, il grave e dannoso effetto dell’l’inflazione, e di favorire al tempo stesso l’espansione della ricchezza nazionale attraverso consumi, investimenti e spesa pubblica.

E’ da porre nel dovuto risalto, a questo punto, che la moneta dovrebbe essere emessa direttamente dallo Stato o dalla Banca centrale per conto dello Stato, e che essa, in quanto corrispondente alla reale ricchezza nazionale sottostante, è proprietà collettiva del Popolo e va distribuita in modo che possa circolare tra i cittadini, secondo il fondamentale principio di eguaglianza, sancito dal secondo comma dell’art. 3 della Costituzione, secondo il quale “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

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