1160.- ONG INDAGATA, MOAS CHIAMA IN CAUSA IL GOVERNO: “CI INVIA ROMA IN ACQUE LIBICHE”

 

C-qo88YXcAAXFcy“I nostri interveventi non sono mai autonomi e indipendenti ma noi ci muoviamo ma solo dopo la chiamata del centro operativo di Roma”.

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Così un rappresentante della Moas, Ong specializzata nella ricerca e soccorso in mare, ascoltata in audizione in merito all’indagine conoscitiva sulla gestione del fenomeno migratorio nell’area Schengen. “E’ successo” che le operazioni siano venute a meno di 12 miglia dalla costa libica, ha detto l’esponente della Ong. “Si sono verificate queste circostanze, sempre su indicazione del Mrcc di Roma”. Poi ancora, è stato spiegato che “la prassi prevede che riceviamo una telefonata che ci incarica di recarci all’interno di acque territoriali in alcuni casi, a volte ci viene chiesto di avvicinarci e solo dopo individuiamo l’imbarcazione. Quando ci viene richiesto, i nostri interventi sempre su autorizzazione, e chiediamo sempre se le autorità del paese, in Libia in questo caso, siano state informate per sapere se il nostro intervento è autorizzato”.

SCANDALO ONG SI ALLARGA: “IMPLICATA ANCHE GUARDIA COSTIERA”

Lo scontro istituzionale tra il procuratore di Catania, Zuccaro, e il governo subito schieratosi a difesa dei trafficanti umanitari delle ONG, ci ha fatto ricordare il ‘dossier Gefira’. L’organizzazione di analisi geopolitiche monitorò  gli spostamenti delle famigerate ‘ONG’ impegnate nel traghettamento di clandestini dalla Libia all’Italia rilasciando un video – diffuso in Italia da Vox per primo – con accuse pesanti e dettagliate.

– VIDEO

03 dic 2016 – For two months, using marinetraffic.com, we have monitored movements of ships owned by NGOs, and we have kept track of the arrivals of African immigrants.

05 dic 2016 – NGOs Smuggling Migrants Into Italy on an Industrial Scale. 

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Ne parliamo perché siamo ragionevolmente certi che l’indagine della procura di Catania nasca proprio dalle denunce di Gefira e che il procuratore Zuccaro abbia preso spunto per l’inchiesta proprio dal lavoro esposto nei video. Ma ne parliamo, soprattutto, perché il video contiene accuse che vanno oltre le ONG, descrivendo una organizzazione a delinquere nella quale sarebbero attori scafisti libici, Ong e, rullo di tamburi, la Guardia Costiera italiana:

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Non è una novità e i contatti tra GC e trafficanti sono noti, ma vengono sempre definiti, o mascherati, da ‘chiamate di emergenza’. Ora, il video-dossier, che registra contatti e spostamenti in modo quasi maniacale, svelerebbe qualcosa di più grave. Di molto più grave: non si tratterebbe di telefonate mascherate da chiamate di emergenza, perché queste non possono arrivare 10 ore prima dell’evento, ma di veri e propri contatti tra la nostra Guardia Costiera e i trafficanti libici.

Il che spiegherebbe perché i nostri servizi non abbiano mai indagato, a differenza di quelli tedeschi e olandesi: sarebbe direttamente implicato il Governo. Che a questo punto avrebbe un piano, evidente, di africanizzazione del paese.

Nel quadro dipinto da Gefira, le Ong non agiscono fuori dagli accordi, ma sarebbero parte di una più ampia organizzazione con al vertice le autorità italiane. Che quindi, avrebbero tutti i motivi di coprirle.

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A questo punto la Guardia Costiera, il cui comandante ammiraglio Vincenzo Melone si è gloriato, solo pochi giorni fa, di avere traghettato in Italia quasi mezzo milione di clandestini, deve rispondere. Il Governo deve rispondere. Il Parlamento istituisca una commissione di inchiesta. E, a ciel sereno,  a mezza notizia si è appreso che, ieri, Soros ha incontrato il presidente del Consiglio a palazzo Chigi. Che ci faceva nello studio di Gentiloni il finanziere a capo di molte delle ONG sotto indagine? E, qualunque sia stato l’oggetto dell’incontro, perché il Parlamento non è stato coinvolto? Non risultano autorizzate trattative con il proprietario di una potenza finanziaria. Anche l’ONG MOAS, la cui proprietaria è ben nota a Laura Boldrini, è finanziata da Soros.

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Ma, fra i finanziatori, non dimentichiamo la Croce Rossa.

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