1157.- 72 anni dalla morte di Mussolini: “ai posteri l’ardua sentenza”! (la testimonianza di Vetullio MUSSOLINI)

La commemorazione dei 50.000 caduti della Repubblica Sociale è stata usata per coprire lo scandalo suscitato da un magistrato coraggioso indagato. Ha suscitato il clamore di personaggi non limpidi: Figure tristi che si ammantano di anti-fascismo dopo aver consegnato l’Italia a una ben peggiore dittatura tecnocratica e a un’Europa filo-tedesca. Profeti falsi, che, in nome del “Lo vuole l’Europa”, hanno paralizzato la Costituzione del Lavoro, sottomesso la Repubblica parlamentare e soppresso la sovranità del popolo. Di votare non si parla o si parla al vento. Di Mussolini e della sua morte si parla ancora, invece, ma senza certezze. Quella verità è un nostro diritto. Racconterebbe i primi passi della Repubblica. Tacciono, invece, i protagonisti di quegli anni tristi, tacciono i Savoia. Il silenzio sulla sua guerra, sulla sua morte senza processo e su quella inutile della sua donna fu garantito con le minacce, con l’oro di Dongo, della Banca d’Italia e con due milioni e mezzo di sterline consegnate da Churchill a Togliatti; certo, invece, è che la guerra portataci in questi anni dalla dittatura tecnocratica finanziaria concluderà la sconfitta militare, materiale e morale del 1943. Svaniscono, svenduti allo straniero ogni giorno, i frutti del miracolo della ricostruzione materiale fatta dai lavoratori. Ma nessuno pose mano a ricostruire la nostra morale. Così, oggi, la società non fonda sul lavoro. Senza di questo non c’è dignità e, perciò, non c’è libertà. La dignità e la libertà dei nostri figli sono già in mano ai mercanti. Le nostre figlie saranno pane in mano alle centinaia di migliaia di maschi affamati che i mercanti sbarcano ogni giorno. In nome di una falsa solidarietà, le Forze Armate e le Forze dell’Ordine, la Croce Rossa collaborano, come ipnotizzate; ma è un turpe mercato. La Chiesa di Cristo, la nostra radice più bella, si batte per il potere, non per la fede. In nome del suo potere tende la mano alla religione di un assassino. Nessuna pietà! Il denaro pubblico, rastrellato da un fisco disumano, viene negato ai disabili, ai terremotati. I loro animali morirono a centinaia, ai primi geli, congelati all’addiaccio, per cinica scelta. L’Italia, risorta nella libertà, nella democrazia, sembra, non debba, non possa più esistere politicamente, industrialmente e etnicamente e, allora, anche quei morti mi fanno paura… Mai quanto Voi!
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Chi ha combattuto per la Patria ha una sola bandiera

Leggiamo l’articolo dell’avvocato Vetullio Mussolini: “72 anni dalla morte di Mussolini: “ai posteri l’ardua sentenza”! (la testimonianza di Vetullio MUSSOLINI)
Pubblicato il 2 maggio 2017

Chi scrive questo articolo è il figlio di Tullio Mussolini, maggiore della regia aeronautica e cugino del duce (mio nonno, cioè il papà di mio padre, era fratello del papà di Benito Mussolini).

***

Il 28 aprile di 72 anni fa moriva Benito Mussolini, o, meglio, veniva ucciso il fondatore e capo del fascismo. A tutt’oggi non è ancora ben chiaro, al netto della “versione ufficiale”, chi sia stato l’esecutore materiale e chi siano stati i veri mandanti, oltre che le modalità dell’uccisione. La storiografia ufficiale, cioè quella scritta dai vincitori, ci racconta una versione che – da più parti – è stata sonoramente smentita. A tal proposito ricordo che quando mia madre era ancora in vita (mia mamma era figlia del generale Santini), spesso le chiedevo se sapesse qualcosa in merito alla morte di Mussolini, visto che lei era stata l’ultima persona della famiglia ad averlo visto a Como prima della partenza verso la Valtellina (io sono infatti nato ad Erba cinque mesi prima della morte del duce). Silenzio assoluto, fino alla morte, da parte di mamma, che mai ha voluto rispondere alla mia domanda. Una volta, a seguito della mia ennesima richiesta, spazientita mi rispose di stare certo che Mussolini non era morto così come si raccontava, ma che, per motivi di sicurezza ed incolumità fisica della famiglia, era meglio che lei non rivelasse ciò che sapeva, anche perché ai famigliari più stretti era stato imposto l’assoluto riserbo sull’argomento.

Del resto, tante circostanze ed avvenimenti storici succedutisi alla caduta del fascismo sono avvolti da misteri e, il più delle volte, da falsità. Come ad esempio i risultati relativi al referendum istituzionale del 2 giugno 1946. Parecchi anni fa parlai con un distinto signore – di cui non ricordo il nome, oggi defunto – che ha lavorato al ministero degli Interni fino alla fine degli anni Cinquanta, il quale mi riferì dell’occultamento di molte schede in favore della monarchia. E parecchi sospetti desta anche il risultato alle elezioni politiche del 1948, dove il Fronte Democratico Popolare (composto da PCI e PSI) prese molti meno voti della Democrazia Cristiana: circostanza parecchio dubbia visto che, appena due anni prima – in occasione dell’elezione dell’Assemblea Costituente – la sommatoria dei voti di PCI e PSIUP superava i voti della DC. A tal proposito sono convinto che Palmiro Togliatti, capo indiscusso del Partito Comunista Italiano, avesse ben compreso che – dopo gli accordi di Jalta – l’Italia non avrebbe potuto discostarsi dagli equilibri geopolitici disegnati dalle potenze vincitrici.

Tornando invece alla morte di Benito Mussolini, senza retorica alcuna e senza voler cambiare la storia o riscriverla, bisognerebbe dare atto che il suo ricordo è oggi rafforzato dalla forma di neo-nazismo rappresentata dalla tirannia €urocratica e finanziaria, ben peggiore del regime fascista.

Inoltre, ogni anno, centinaia di persone si recano a rendere omaggio alla tomba di Mussolini, che trovasi a Predappio. Qualche anno fa, infatti, mi trovavo a Cesena per impegni professionali. Al ritorno volli fermarmi al cimitero di Predappio dove si trova anche la tomba di mio padre, che non ho mai conosciuto perché ucciso da un aereo badogliano cinque mesi prima che io nascessi. Era il mese di novembre, prime ore del pomeriggio di un semplice martedì, e notai – dal registro che si trova sulla tomba – che parecchie decine di messaggi di cordoglio giornalieri erano già stati firmati nei confronti e in ricordo del defunto Benito Mussolini.

La storia è storia, e i morti sono tutti uguali, pertanto tutti meritano rispetto, checché ne dica l’attuale Presidente della Camera dei deputati!

Il fascismo è morto il 28 aprile 1945 con la morte del suo ideatore. Oggi, a distanza di 72 anni, parlare di fascismo è da stupidi! Semmai, per essere onesti, oggi domina incontrastata una forza dirompente di neo-nazismo impersonata dalla tirannide €urocratica che, smantellando la Costituzione e i diritti fondamentali in essa sanciti, sta distruggendo libertà e diritti!

Ai posteri l’ardua sentenza!

Avv. Vetullio MUSSOLINI

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