1112.- Diritto alla ribellione: l’articolo scomparso dalla nostra Costituzione

Non lo diceva solo Pertini, ma era “Costituzione!”

Quel 23 maggio 1947 ci fu chi era contrario a quella modifica. Esistono 3 copie cartacee e altro …

« Quando i poteri pubblici violino le libertà fondamentali ed i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è diritto e dovere del cittadino »

Titolo IV, Rapporti Politici. Da Brocardi.

Dispositivo dell’art. 54 Costituzione

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi (1).
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore (2), prestando giuramento [91, 93] nei casi stabiliti dalla legge.

Note

(1) Il dovere di fedeltà non può implicare, però, una compressione all’esercizio dei diritti di libertà e dei diritti fondamentali. In tal senso si ritiene che la costituzione contempli, implicitamente, anche un diritto di resistenza dei cittadini, cioè il diritto di opporsi ad un potere ritenuto non legittimo perchè non esercitato osservando i precetti della Costituzione ma contro di essa.

(2) Tale comma pone in una posizione differenziata coloro che svolgono funzioni pubbliche, i quali, oltre al generale dovere di fedeltà di cui al comma 1, devono osservare precisi obblighi nel momento dello svolgimento delle funzioni. Da questa posizione differenziata, inoltre, derivano precise conseguenze, come il divieto di iscriversi ai partiti politici

(v. art. 98 Cost.: I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione. Se sono membri del Parlamento, non possono conseguire promozioni se non per anzianità.
Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all’estero.).

Ratio Legis

Nel momento in cui venne introdotta la Costituzione la necessità di prevedere una norma con cui si richiamavano tutti i cittadini alla fedeltà alla Repubblica si pose perchè vi erano ancora molti soggetti favorevoli alla forma monarchica, ciò che faceva temere che vi potessero essere moti di eversione nel tentativo, appunto, di restaurare la monarchia.

Relazione al Progetto della Costituzione

(Relazione del Presidente della Commissione per la Costituzione Meuccio Ruini che accompagna il Progetto di Costituzione della Repubblica italiana, 1947)

54 Sono affermati con vigore i doveri di difesa della Patria e del servizio militare; e quelli generali di essere fedeli alla Repubblica e di adempiere le proprie funzioni «con disciplina ed onore»; vecchie parole che rivivono nelle più giovani carte, quale la russa. Sono doveri che incombono su tutti i cittadini; anche se si è limitato a poche categorie l’atto formale del giuramento.

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ARTICOLO  50

TESTO  PROPOSTO

   Ogni cittadino ha il dovere di essere fedele alla Repubblica,  di osservarne la Costituzione e le leggi, di adempiere con disciplina ed onore le funzioni che gli sono affidate

   Quando i poteri pubblici violino le libertà fondamentali ed i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è diritto e dovere del cittadino.

Nuovo testo della Commissione (1916)

Sostituire il primo comma con il seguente:

Ogni cittadino ha il dovere di essere fedele alla Repubblica, di osservarne la Costituzione e le leggi.

EMENDAMENTI APPROVATI

Azzi (1797)

  Sopprimere il secondo comma.

   Approvato (4409).

Benvenuti (1922)

    Rinviare l’esame del secondo comma alla discussione sul Titolo VI della parte seconda.

   Approvato (1923).

Bosco Locarelli (1920)

  Sopprimere il secondo comma.

   Approvato (4409).

Bozzi (4409)

  Sopprimere il secondo comma.

   Approvato (4409).

Candela (4407)

  Sopprimere il secondo comma.

   Approvato (4409).

Caroleo (1920, 4397)

  Sopprimere il secondo comma.

  Subordinatamente, sostituirlo col seguente:

 Non è punibile la resistenza ai poteri pubblici, nei casi di violazione delle libertà fondamentali garantite dalla Costituzione.

Emendamento soppressivo approvato (4409).

Colitto (1918)

  Sopprimere il secondo comma.

   Approvato (4409).

Della Seta (1921)

  Sopprimere il secondo comma.

   Approvato (4409).

Rodi (1777)

  Sopprimere il secondo comma.

   Approvato (4409).

Terranova (1922)

  Sopprimere il secondo comma.

   Approvato (4409).

DALL’ANALISI DEGLI EMENDAMENTI.

TESTO APPROVATO DALL’ASSEMBLEA COSTITUENTE

Ogni cittadino ha il dovere di essere fedele alla Repubblica, di osservarne la Costituzione e le leggi.

23 maggio, 4 e 5 dicembre 1947 (1924, 4409)

TESTO DEFINITIVO

PRIMO COMMA

ARTICOLO 54

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi

 

EMENDAMENTI NON APPROVATI

Geuna (1918), Giacchero, Codacci, Pisanelli

Sopprimere il primo comma

Non approvato (1924)

Mastino Pietro (1917)

   Ogni cittadino ha il dovere di essere fedele alla Repubblica, di osservarne e farne osservare la Costituzione e le leggi, di adempiere, con disciplina ed onore, le funzioni che gli sono affidate, ed ha l’obbligo di difendere, contro ogni violazione, le libertà fondamentali, i diritti garantiti dalla Costituzione e l’ordinamento dello Stato.

Non approvato l’inserimento delle parole: e farne osservare (1924); seconda parte sostituita da nuovo emendamento Mastino Pietro (4398, 4402).

EMENDAMENTI RITIRATI, DECADUTI, ASSORBITI

Azzi (1797)

Dopo il primo comma aggiungere: 

   Il Capo dello Stato, i membri del governo, i presidenti delle deputazioni regionali, i magistrati, le forze armate e quelle assimilate, prima di assumere le loro funzioni si impegnano con giuramento all’osservanza di questo dovere.

Assorbito (1923)

Benvenuti (4397)

Sostituire il secondo comma col seguente:

   Non è punibile la resistenza opposta dal cittadino ad atti compiuti dai  pubblici poteri  in forza di atti legislativi incostituzionali.

Superato dalla soppressione del secondo comma (4409)

Bozzi, Crispo  (1920)

Sopprimere il secondo comma

 Ritirato:  aderito emendamento Mortati (1920)

Carboni Angelo,  Preti (1922)

Sopprimere le parole: all’oppressione.

Superato dalla soppressione del secondo comma (4409)

Mastino Pietro (4398, 4402)

Sostituire il secondo comma col seguente:

 Il cittadino ha il diritto e il dovere di difendere le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione e l’ordinamento dello Stato.

Superato dalla soppressione del secondo comma (4409)

Mortati (1917)

Sostituirlo col seguente:

È diritto e dovere dei cittadini, singoli o associati, la resistenza che si renda necessaria a reprimere la violazione dei diritti individuali e delle libertà democratiche da parte delle pubbliche autorità.

Ritirato (4397)

Musolino (4403)  

Alle parole:      del cittadino,     sostituire le altre:         dei. cittadini.

Superato dalla soppressione del secondo comma (4409)

Nobile (4403)

   Sostituire il secondo comma col seguente:

   Egli ha il diritto di esigere che le libertà fondamentali garantite dalla Costituzione siano rispettate dai poteri pubblici.

 Ritirato:  aderito emendamento Mastino Pietro (4409).

Nobili Tito Oro (4404)

   Sostituire il primo comma col seguente:

   È legittima la resistenza dei singoli cittadini e delle collettività alla violazione, per parte dei pubblici poteri, dei principi di giustizia e di libertà e dei diritti garantiti dalla Costituzione.

   Ritirato:  aderito emendamento Mastino Pietro (4409).

Sullo (1801)

    Sopprimere il secondo comma.

   Subordinatamente, rinviarne l’esame al momento della discussione del Titolo VI della Parte II.

   Decaduto (1923).

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L’editoriale di ARS LONGA.

Guardando a quanto succede in Grecia mi viene da pensare spesso, ormai sempre più spesso, a cosa può fare un cittadino quando il proprio governo agisca contro gli interessi della collettività. La notizia di ieri è che il nostro presidente del Consiglio dei Ministri, professor Monti, ha firmato in pompa magna un accordo che cambierà la nostra Costituzione inserendo l’obbligo del pareggio di bilancio. Abbiamo fatto contenti i protestanti tedeschi e piegato la testa alla perdita di un altro pezzo di libertà. Evidentemente a Berlino si decide cosa debba essere scritto nella nostra Costituzione.

Esiste per un popolo i cui diritti sono stati violati il diritto a ribellarsi? Quando lo Stato non è più espressione dell’interesse comune è giusto insorgere? E’ un nostro diritto? Quando ho sentito le notizie che declamavano la firma dell’accordo ci ho pensato. Ho pensato che può anche andar bene che – per sottomissione ai tedeschi – si inserisca questo obbligo di bilancio in Costituzione. Ma ho pensato che se il costo di sacrifici, lacrime e sangue dovesse diventare intollerabile dovremmo avere anche il diritto a ribellarci ad uno Stato massacratore della felicità di suoi cittadini.  E ho pensato che questo diritto dovrebbe essere – lui pure – sancito dalla Costituzione.

Il caso ha voluto che in un convegno che trattava un’altra materia, il relatore citasse questo diritto alla resistenza. Un rapido accenno che ho cercato di approfondire. Ho scoperto così che l’articolo 50 della Costituzione – diventato poi l’attuale articolo 54 – aveva un secondo comma poi scomparso. Il comma recitava:

« Quando i poteri pubblici violino le libertà fondamentali ed i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è diritto e dovere del cittadino »

Meraviglioso non trovate? Questo comma scomparso diceva che noi, liberi cittadini di uno Stato democratico abbiamo il diritto a ribellarci di fronte ad uno Stato che viola i diritti fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione. Pensateci un attimo: è diritto di ognuno di noi perseguire la felicità el rispetto di quella altrui? Io credo di sì. E credo che questo diritto si eserciti attraverso il frutto del proprio lavoro. Ed il lavoro è garantito, è anzi base su cui si fonda la nostra Repubblica e la nostra Costituzione. Oggi il nostro Stato pone come prioritario, come più importante di altri diritti il dovere del pareggio di bilancio. Senza specificare quale sia il prezzo tollerabile per ottenere questo risultato. Si può affamare la gente, licenziarla senza giusta causa, ridurre in povertà le persone, umiliarle nella loro dignità per raggiungere il pareggio di bilancio?

Per i tedeschi si può. Ed è quello che i tedeschi hanno fatto ai greci. Quel che stanno facendo sino a togliere a quel popolo la dignità di autogovernarsi. Non c’è un limite, l’importante è che si raggiunga il pareggio di bilancio. Allora mi permetto di sognare. Mi permetto cioé di pensare che dovremmo tutti chiedere che si accetti il diktat tedesco al quale Monti (un tecnico che non dovrebbe neppure sognarsi di toccare la Costituzione) si è inchinato.Ma dovremmo anche chiedere che quel secondo comma venga ripristinato. Ci venga cioé riconosciuto esplicitamente il diritto alla ribellione.

“La resistenza all’oppressione è diritto e dovere dei cittadini” … più lo rileggo e più mi convinco che le piazze greche avrebbero bisogno di questo articolo scomparso dalla nostra Costituzione. Più lo rileggo e più mi convinco che – forse – l’unica vera battaglia politica che dovremmo fare oggi è questa: chiedere che questo articolo scomparso della Costituzione venga ripristinato. Perché nessun tecnico con il suo operato possa favorire non i cittadini ma gli speculatori, le forze economiche, gli interessi di pochi a danno del diritto di pochi. Su questo sì farei una raccolta di firme. Sul diritto a resistere al potere.

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3 pensieri su “1112.- Diritto alla ribellione: l’articolo scomparso dalla nostra Costituzione

  1. Da “UPRISING – Squilli di Rivolta 10 marzo 2011
    http://go.to/freebooter

    “Se vogliamo considerare la legalità costituzionale, anche dal punto di vista strettamente giuridico, il popolo ha il Diritto all’Insurrezione.
    Nei patti internazionali sui diritti umani non si parla di insurrezione, ma di autodeterminazione; infatti ai sensi dell’art. 1 comune ai due Patti (quello sui diritti civili e politici e quello sui diritti sociali, economici e culturali), primo comma, si afferma che tutti i popoli hanno diritto a disporre di sé stessi e che in virtù di tale diritto essi determinano liberamente il proprio sviluppo economico, sociale e culturale. Il diritto internazionale generale, dal canto suo, non è contrario alle rivoluzioni, sempre che i nuovi ordinamenti siano contraddistinti dal requisito dell’effettività, cioè della garanzia dell’applicazione del diritto.
    Anche al di là di queste ed altre codificazioni esplicite, occorre ritenere che il diritto all’insurrezione costituisca espressione di un principio generale del diritto. Esso veglia al rispetto degli ordinamenti costituzionali che a loro volta affermano e custodiscono i diritti del popolo. L’alternativa è, in alcuni casi, fra il suicidio e l’insurrezione. Basti pensare alla mancata applicazione dell’art. 4 della Costituzione italiana, secondo il quale la Repubblica riconosce il diritto dei cittadini al lavoro e promuove le condizioni affinché tale diritto sia reso effettivo.
    Ma che sistema è questo che non permette la soddisfazione neanche dei diritti più essenziali alla vita? Sicuramente è il caso di cambiarlo. E l’insurrezione, resta, ovunque, uno strumento legittimo per farlo, sempre che sia possibile constatare che il governo viola i diritti del popolo, cosa sulla quale del resto non vi sono dubbi.”

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  2. La costituzione greca, a differenza della nostra, prevede il diritto di ribellione per il popolo: Art 120, 4.
    4) L’osservanza della Costituzione riposa sul patriottismo dei greci, che hanno il diritto e il dovere di resistere con tutti i mezzi contro qualsiasi persona che ne tenti l’abrogazione con la forza.

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  3. La caduta della moralità e della politica impongono un aggiornamento delle garanzie costituzionali e delle sanzioni per i contravventori. Potremmo iniziare a formulare proposte su Internet.

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