1089.- Il rischio (serio) del pantano dopo l’azione muscolare

Vale la pena di leggere questa acuta analisi di Guido Olimpio. Aggiungo che, comunque si voglia leggere l’aggressione americana, la vera vittima di quei missili, che hanno surgelato Putin, è stata la Libia, che solo il riavvicinamento USA – Russia può salvare. Intanto, a Livorno, le navi USA caricano mezzi militari e, ad Akaba, una nave USA li scarica. Si tratta di camion blindati adibiti al trasporto truppe. Akaba è l’unico porto marittimo della Giordania.  Mi domando: Cosa farà l’esercito americano se i nemici di Assad lanceranno un altro ordigno chimico? oppure: Quanti morti serviranno ancora perché i signori degli USA comprendano che il futuro dell’Occidente è nella cooperazione, dall’Alaska all’Alaska? E fra quei morti, quanti di noi ci saranno?

immagini.quotidiano.net

Livorno, da La Nazione

Leggiamo dal Corriere:

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Il problema, da sempre, viene dopo. Valeva ieri per Bush in Iraq, vale oggi per Trump e Putin in Siria. Usi i muscoli, ma se non hai soluzioni politiche fattibili rischi il pantano. Per cominciare, l’analisi dell’attacco contro la base siriana di Al Shayrat deve partire dal messaggio. Il neopresidente ha voluto dimostrare di essere tale, ha sfoggiato determinazione e flessibilità. Obama aveva tracciato una linea rossa con Assad e non l’ha fatta rispettare, il successore quel confine lo ha marcato con i missili sparati dalle navi. La Casa Bianca intende ristabilire la deterrenza nei confronti degli avversari. Il lancio dei cruise è un messaggio rivolto a Damasco, Teheran e Pyongyang: se superate il limite, reagiamo. Segnale internazionale per recuperare terreno anche in casa.

Ma cosa accade se il regime siriano ci riprova? Parte un’altra salva di ordigni? I pessimisti mettono in guardia sul pericolo di un confronto con i russi. Mosca ha già annunciato un rafforzamento del proprio dispositivo militare e ha ordinato alla moderna corvetta Grigorovich, diretta in patria, di tornare nel Mediterraneo. Trump ha sempre dichiarato che non voleva mettere piede nel conflitto civile, invece ha usato molti scarponi. Nel Nord della Siria gli Stati Uniti hanno circa 3 mila uomini e 5 installazioni nell’area curda, alcune in grado di ospitare aerei. C’è chi ha ipotizzato che la prossima mossa possa essere una zona di sicurezza nel Sud, al confine con la Giordania. L’alleato israeliano la auspica ed è interessante registrare l’arrivo di un cargo pieno di mezzi militari Usa nel porto di Aqaba. Molte le incognite. La «safe zone» — se decisa in modo unilaterale — può portare a frizioni, se non peggio. Senza contare il ruolo dell’Iran, altro protagonista della partita e per nulla contento di quanto sta avvenendo.

A Washington sono consapevoli dei rischi, il Pentagono ha parlato di risposta proporzionata all’attacco chimico e le navi hanno tirato solo la metà degli ordigni di bordo. Rappresaglia che ricorda quella di Reagan, nel febbraio 1984, quando ordinò alla poderosa USS New Jersey di scaricare dozzine di proiettili su posizioni siro-iraniane in Libano. Non finì bene, gli americani dovettero lasciare il campo. Poi nel 1998 fu Bill Clinton ad usare i cruise per una ritorsione in Afghanistan e Sudan dopo gli attentati qaedisti. Anche qui risultati scarsi. Gli osservatori avvertono che gli avversari potrebbero gettare nuove esche nella speranza di far compiere passi falsi a «Abu Ivanka al Amikri», soprannome dato sul web al presidente.

Centrale, infine, il complesso rapporto di «The Donald» col Cremlino. Per alcuni la Siria avrebbe dovuto essere il teatro dove forgiare una co-gestione. Il blitz notturno, unito a un cambio di giudizio sul leader di Damasco, ha scompaginato le carte. Per i pessimisti è situazione seria; i cinici parlano di pausa, camuffata con dichiarazioni roboanti. Di nuovo sono ripartite le teorie sulla spartizione della Siria, sul destino di Assad. Le settimane a seguire diranno qualcosa sul «dopo». Che resta la chiave.

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Un pensiero su “1089.- Il rischio (serio) del pantano dopo l’azione muscolare

  1. I missili fanno rumore e si usano come si usa la chirurgia in medicina.perciò,un vero Capo di Stato dovrebbe usarli solo se sconfitto. E mi sembra che il ragionamento torni; ma questa mossa disperata di Trump è stata giocata per conto terzi e significa, da un lato, che Trump non è una controparte affidabile; da un altro lato, ha congelato il riavvicinamento di Putin. Vedo complicarsi il futuro della Libia e della Siria e allontanarsi la speranza di un Nuovo OCCIDENTE, dall’Alaska all’Alaska, capace di tenere testa alla marea asiatica. Assolutamente inutile il ruolo dei governi europei, che dovrebbe fare da anello di giunzione fra le due potenze. Abbiamo un solo vero statista in campo e non è italiano. Avanti Putin! Libera Trump dalle catene.

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