1085.- PARLIAMO DI GUERRA CHIMICA E, POI, DELLA FOLLIA NEO-CON DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP

Bombardamenti Usa durante la guerra in Vietnam (Afp)Torniamo a parlare della politica estera di Trump, ma, come abbiamo sempre sostenuto, le radici del problema sono: 1. l’incapacità dell’Unione europea mercantile di congiungere, ponendosi come fattore di equilibrio, la Russia e gli USA; 2. l’influenza di Israele e Neocon su Trump.

212116303-d12f69cd-6d1f-4c4f-a20d-9f3e6c6632da Bombardamenti Usa durante la guerra in Vietnam (Afp)

Infine, il fosforo bianco, un agente tossico per inalazione o ingestione, che provoca necrosi ossea e ustioni se entra a contatto con l’aria. Il fosforo bianco è stato usato dalle Forze israeliane durante obiettivi militari in Libano nel 2006 e durante l’Operazione Piombo fuso sulla Striscia di Gaza, a cavallo tra il 2008 e il 2009. Come afferma Amnesty International, così come l’indagine avviata dal CS dell’Onu in seguito al bombardamento di una sede dell’Unrwa a Gaza, Israele ha utilizzato missili a base di fosforo bianco, colpendo anche altri obiettivi civili, come l’ospedale al Quds di Gaza.

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 L’esplosione di una bomba al fosforo bianco usata dagli USA sul Giappone e da Israele in Libano e nella Striscia di Gaza, in una foto d’archivio (Afp)

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Un pezzo di bomba al fosforo ancora fumante dopo un bombardamento israeliano a Beit Lahia.

Infine, una nota: Bashar Assad è un padre di famiglia, ha tre figli e non avrebbe mia gassato, come già non fece, i bambini siriani. Neppure ne aveva bisogno, anzi! perché sta vincendo. Rammento, invece, che Israele ha usato e non una volta solo, i prodotti chimici contro la popolazione di Gaza.

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Forse, non è per caso che il ministro della Difesa israeliana Avigdor Lieberman, in un’intervista al giornale Yediot Ahronot, ha affermato ciò che neanche l’ONU è in grado di provare: “I due attacchi avvenuti a Idlib, in Siria, quello chimico omicida sui civili e quello all’ospedale locale, sono stati condotti su ordine diretto e dietro progettazione del presidente siriano Bashar Assad, mediante aerei da combattimento siriani”. Leggiamo, ora, questa voce dall’estero:

Se qualcuno si era illuso che il neo-presidente Trump potesse o volesse davvero cambiare la politica estera USA, in questi giorni ha subito un duro smacco. Come riporta il blog “The saker”  in un post pubblicato appena pochi giorni prima dell’attacco americano, il presidente Trump appare completamente neutralizzato dalla corrente Neocon, senza nemmeno aver opposto una vera resistenza, e alla prima situazione critica in Siria tutti i buoni propositi vanno  sciogliendosi come neve al sole.  A prescindere dalla veridicità dell’accusa sull’utilizzo di armi chimiche nei confronti di Assad (ma sarebbe un’eccezione in una serie di precedenti), Trump – come i suoi predecessori – sta trascinando gli Stati Uniti nell’ennesima carneficina in Medio Oriente seguendo i dettami dei neoconservatori. Gli stessi che dettavano la politica estera di Bush e Obama. Tutto cambia perché nulla cambi.

5 aprile 2017

Oh ragazzi, non c’è voluto molto. Come scrivevo a febbraio, i neo-conservatori e lo stato profondo USA hanno completamente neutralizzato Trump. Basta guardare a questi titoli di RT (e leggere i relativi articoli):

Hanno davvero passato il segno”: Trump sui presunti attacchi chimici in Siria

Se le Nazioni Unite falliscono in Siria “Siamo costretti a intervenire” – dal nostro inviato negli Stati Uniti.

Francamente, mi viene da dire: “Come volevasi dimostrare” e chiuderla qua.  Ma non lo farò – la questione è troppo seria.

In primo luogo, vediamo il contesto. I Siriani avevano rinunciato alle armi chimiche tre anni fa (grazie alla Russia). I Siriani avevano anche sostanzialmente già sconfitto l’aggressione Anglo-Sionista-Wahabita al loro paese (ancora una volta grazie alla Russia). Si è insediato un nuovo (o quasi) governo negli Stati Uniti (qualcuno dice che anche questo è successo grazie alla Russia) che aveva rinunciato ai progetti di rovesciare Assad. E proprio in questo momento, per una “pura coincidenza”:

  1. Le forze siriane si mettono ad utilizzare armi chimiche
  2. In una zona piena di bambini
  3. E piena di gente munita di telecamere

Pensate che siamo così stupidi?

Ma, ovviamente, non si tratta di noi. Si tratta di Trump. E lui sta dimostrando di essere quella zucca bollita che è stato, be’, più o meno dal primo giorno di presidenza: flaccido, confuso e senza spina dorsale. E sì, sembra essere proprio stupido, specialmente nel cosiddetto “piano” per sconfiggere Daesh (ci torneremo più avanti).

E non importa se gli esperti russi avevano segnalato da un pezzo che i “buoni terroristi” erano in possesso di armi chimiche. No! A chi importa? Tra l’altro, si tratta degli stessi russi che sono stati “smascherati” grazie a un rapporto della CIA sugli “agenti stranieri”.

Sappiamo tutti che gli anglo-sionisti sono dei pacifisti, timidi e gentili. Ecco perché li chiamiamo  “campioni di gentilezza”. L’unico modo di forzare loro la mano per impiegare le “forze armate migliori del mondo” è mostrare loro dei bambini morti. Come in Kuwait, in Bosnia, in Iraq, in Afghanistan, in Libia e ora in Siria. Vanno bene anche le donne stuprate per ragioni politiche (Bosnia, Libia – e presto anche in Siria, suppongo). Che fortuna che le ultime atrocità del “regime siriano” siano avvenute in piena luce del giorno, con tanti bambini uccisi orribilmente!

Ora gli americani potranno distruggere il villaggio per poterlo salvare.

Ma non lo faranno.

Moltissimi articoli  hanno già ipotizzato quale sarà il “piano Trump” per sconfiggere l’ISIS/Daesh. Non mi prendo la briga di elencarli qui. In parole semplici il suo piano è, come dire, non molto complesso:

  1. Aumentare il numero di truppe USA già presenti in Siria
  2. Offrire ai curdi una loro regione autonoma in cambio del loro sacrificio come carne da cannone per lo Zio Sam
  3. Liberare Raqqa come segno tangibile di successo militare

A dire il vero, non c’è nessuna novità. È una riedizione dello stesso identico piano che aveva Obama (le grandi menti pensano allo stesso modo, e a quanto pare lo fanno anche le menti meno grandi).

Vedete qual è il problema di questo piano?

Lasciate che vi aiuti. Problema numero 1 – non ci sarà alcuna risoluzione delle Nazioni Unite ad appoggiarlo. Né lo appoggerà il governo Siriano. Ma chissenefrega no? Sappiamo già cosa ne pensa Nikki Haley: ancora una volta gli USA violeranno con arroganza il diritto internazionale col pretesto di “essere costretti ad agire”. Bentornati in Bosnia e in Croazia! Bentornati al 1994! Viviamo nell’era della RDP – la Responsabilità di Proteggere. Diritto internazionale, RIP.  Ma questo è tutto sommato un problema “minore”.  Il problema vero è semplice: a parte i siriani stessi, i russi, gli iraniani e i turchi sono categoricamente contrari al piano. E si dà il caso che questi quattro Paesi rappresentino la stragrande maggioranza delle forze militari in Siria, e tutti loro hanno *già* delle truppe sul campo (e sistemi di difesa aerea). In particolare per la Turchia, un piano del genere rappresenta un casus belli, lo hanno detto molte volte.  Non sono un sostenitore della Turchia o di Erdogan (anche se mi piacciono i turchi come popolo), ma devo ammettere che se Trump mandasse avanti questo goffo piano non gli rimarrebbe altra scelta che la guerra o la guerra civile. Probabilmente una combinazione di entrambe.

Poi ci sono i curdi. In realtà, per molti versi mi dispiace molto per loro e li ammiro. Ma devono rendersi conto dell’enorme pericolo che corrono se accettano il piano USA. Prima di tutto, questo significa per loro diventare la prima linea contro Daesh, che si dà il caso sia una delle forze di fanteria meglio addestrate e più esperte nella regione. Ma, ancora peggio, I curdi commetteranno lo stesso errore storico degli albanesi in Kosovo, che hanno legato al 100% il loro futuro al Camp Bondsteel e che sono stati istantaneamente invasi di nuovo dalla Serbia non appena la NATO o gli USA se ne sono andati (cosa che succederà, prima o poi, inevitabilmente)?

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C’è una ragione per cui gli USA sostengono sempre le minoranze, ovunque: perché accettando e appoggiandosi a questi alleati, queste minoranze diventano sempre completamente dipendenti dagli USA. Questo, di converso, significa che gli USA possono usarle in qualsiasi modo vogliono, pena abbandonarle al loro destino. E, dal momento che prima o poi gli americani se ne vanno, il “loro destino” inevitabilmente si avvera.

Ritengo che sarebbe una vera follia da parte dei curdi commettere lo stesso errore. Sì, certamente desiderano la loro autonomia e/o un proprio Paese. Ma devono capire che l’unico modo possibile per ottenere il loro obiettivo passa attraverso la negoziazione con i loro vicini, non con qualche ufficiale USA ignorante che si dimenticherà di loro il momento dopo avergli promesso la luna.  Vorrei ricordare ai curdi un’antica tradizione USA a questo riguardo: non appena le cose si mettono male, gli americani “dichiarano vittoria e se ne vanno”.

Il che significa anche che i curdi potrebbero doversi accontentare di un qualcosa di meno di quel che desiderano. La politica è l’arte del possibile. Ma se la scelta è tra un’autonomia limitata e un’indipendenza piena, seguita dall’inevitabile guerra contro la Turchia, l’Iran, l’Iraq e la Siria, allora penso che la prima ipotesi sia la migliore possibile. Ma assumiamo pure che i curdi decidano di provare la loro “opzione Kosovo”.

L’Iran è la prima potenza militare sul campo.  E poi c’è Hezbollah.  I siriani stanno facendo fatica, devo ammetterlo. Ma stanno tenendo duro e aumentando gli sforzi, alcune delle loro unità sono davvero molto buone. Per quel che riguarda i cieli sopra la Siria – sono dei russi.

Al momento, gli americani non hanno rispolverato il concetto di “No-fly zone”, ma potrebbero anche farlo, dal momento che il loro piano è totalmente idiota. Inoltre, non riesco a immaginare i generali USA che accettano di impiegare i propri uomini in Siria senza una copertura aerea (nel caso il lettore non lo sapesse: i soldati americani non sono in grado di combattere senza copertura aerea. Non lo faranno. Diranno: “O copertura aerea, o niente combattimento”). Comunque, la copertura aerea per le forze USA in Siria comporta o un tacito accordo con i russi e i siriani,  cosa che a quanto pare hanno gli Israeliani, o un  rischio immenso per le forze aeree e navali USA. Quindi torniamo alle negoziazioni con i russi e, tramite i russi, coi siriani.

Infatti, scommetto che è proprio quello che stanno facendo gli americani in questo momento. Negoziano tranquillamente coi russi. Problema: i neoconservatori odiano la Russia e tutto quanto è russo. E detestano Putin. Quindi come fanno il Dipartimento di Stato o la Casa Bianca a negoziare con i russi mentre, nello stesso momento, il Congresso, i media USA e la CIA sono impegnati in una campagna di odio isterica e paranoica contro la Russia?

Quindi ecco il dilemma di Trump: ha disperatamente bisogno che i veri nemici di Daesh – la Russia, l’Iran e la Siria – acconsentano al suo piano ma, allo stesso tempo, è troppo debole per contrastare la campagna di odio contro, be’, la Russia, l’Iran e la Siria all’interno degli Stati Uniti.

I neoconservatori, a quanto pare sostenuti dalla CIA e dal Pentagono, vogliono andare da soli: sparare a zero sulla Siria in stile “Ok Corral”, convinti di poter in qualche modo spaventare i russi, gli iraniani e i siriani fino alla resa. Se è così, sono sia stupidi che ignoranti. Oppure, c’è una possibilità persino peggiore: i neoconservatori *sanno* che il piano è destinato al disastro, ma vogliono che Trump vada in guerra lo stesso perché la sua presidenza ne verrebbe distrutta. Un’idea quasi elegante, in maniera perversa.

Quel che è sicuro è che non vedrete mai un neoconservatore in prima linea. Né loro né i loro ragazzi moriranno, qualsiasi cosa facciano. O almeno, questo è quello che pensano. Questa è una delle principali ragioni per cui i neoconservatori sono il più grande pericolo per gli USA e gli americani: disprezzano il vero popolo americano e non esiteranno a sacrificarlo, anche in gran numero se necessario (ricordate l’11 settembre?).

Ecco perché molti americani hanno votato per Trump e per la sua promessa di “bonificare la palude”. In realtà, la palude ha bonificato Trump e tutto è tornato alla “normalità”.

Quindi, cosa accadrà? Spero vivamente che non accada niente. Assolutamente niente. Finché gli Americani parlano soltanto e finché non fanno niente, potrebbero essere fatti dei passi avanti concreti in Siria (Daesh sta già perdendo la guerra!). Spero che i curdi, più o meno, “ci provino”, e poi rinuncino prima che le cose si mettano male. Se i curdi decidono davvero di combattere per lo Zio Sam, spero che si ricordino che gli USA li scaricheranno non appena Raqqa sarà liberata, semplicemente perché creare davvero una sorta di autonomia per i curdi contro la volontà di Siria, Iran e, più importante ancora, Turchia, potrebbe  davvero far sì che Erdogan chiuda la porta in faccia alla Nato. Se questo accadesse, l’unica opzione per la Turchia sarebbe una qualche intesa, o forse anche alleanza, con la Russia e l’Iran. L’effetto-domino a quel punto aprirebbe a infiniti scenari, e niente sarebbe da escludere.

Adesso gli Americani sono ancora piuttosto impegnati a liberare Mosul. Suppongo che se ci rimanessero abbastanza a lungo alla fine ci riuscirebbero, almeno per un po’. Non credo che possano controllare la città veramente a lungo. Potrebbero costruire una “fortezza consolare” come a Bagdad o a Kabul, ma questo non significherebbe controllare la città. Se per liberare Raqqa dovessero impiegare lo stesso tempo che ci stanno mettendo a liberare Mosul, allora la cosa potrebbe continuare per tanto, tanto tempo.

C’è una possibilità ancora più preoccupante: gli USA iniziano le operazioni in Siria, si cacciano nei guai, e quindi inizia una serie senza fine di escalation militari.  Prima o poi, ciò significa scontrarsi coi russi, e potrebbe mettersi male molto velocemente. Uno scontro diretto con l’Iran con conseguenza altrettanto imprevedibili. Se dovesse accadere, un sacco di americani moriranno.

Presupponendo che esista ancora qualcuno di sano e razionale nell’amministrazione Trump con sufficiente potere di influenza, forse tutta questa follia può ancora essere fermata. Esiste anche la possibilità molto concreta che l’attuale battaglia tra le élite USA porterà via così tante energie che nessuno avrà davvero il tempo e le forze per impegnarsi in un’operazione militare all’estero piena di rischi. E se tutto il resto dovesse fallire, forse qualcuno suggerirà a Trump che un intervento militare unilaterale in Siria è pura follia, e che gli costerebbe la presidenza. Forse è un argomento che potrebbe comprendere.

Il 2018 sarà un anno molto duro. Non penso che ci sia ancora speranza per un vero cambiamento delle politiche USA, e temo che dovremo imparare a convivere con una sorta di Obama 2.0 o qualche altra forma di “neo-neoconservatorismo”.

È stato molto bello sperare per un po’.  Ora dobbiamo accettare che le nostre speranze non si sono realizzate, e ricominciare a lottare.

The Saker

PS Ho appena appreso che, come prevedevo, Bannon è stato escluso dal Consiglio di Sicurezza Nazionale. Ecco qui. Ora il colpo di stato contro Trump è totalmente completato. E Bloomberg festeggia “la promozione dell’Intelligence Director e del Joint Chiefs chairman”. Dico davvero! È finita, amici, i neoconservatori hanno totalmente piegato Trump. E lui non ha nemmeno fatto resistenza…

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