1084.- Attenti: hanno “normalizzato” Trump

ANCHE TU, TRUMP! SE ANCHE TU SEI STATO ADDOMESTICATO, PER ME NON C’E’ PROPRIO SCAMPO. I MORTI YEMENITI NON HANNO AVUTO L’ONORE DI UN SOLO MISSILE SULLE BASI SAUDITE!

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Verrebbe da dire: c’era una volta Trump.

C’era, fino a poche settimane fa, un presidente che prometteva un’America diversa da quella di Obama ma anche di Bush, di Clinton, di Bush padre. Un’America intenzionata a rompere nettamente con la dottrina neoconservatrice, che in nome della lotta al terrorismo  e di un mondo migliore ha ottenuto, dal 2001 ad oggi esattamente l’opposto: più instabilità in tutto il Medio Oriente, più fondamentalismo islamico, la nascita dell’Isis e una serie di attentati nelle capitali europee. Quell’America si proponeva di non essere più il poliziotto del mondo e pareva ansiosa di fare la pace con Putin.

Non fatevi ingannare dal rumore mediatico degli ultimi mesi: a disturbare l’establishment americano e quello Stato Profondo (Deep State) che in realtà governa l’America e che accomuna repubblicani e democratici, non era solo la persona di Donald Trump, quanto, soprattutto, le sue idee, quel progetto di America.

Quanto avvenuto la notte scorsa in Siria segna un cambiamento radicale nello spirito e nelle intenzioni di Trump. Cinque mesi di campagna martellante contro il presidente eletto evidentemente hanno prodotto gli effetti auspicati. E non mi riferisco solo alle manifestazioni di piazza, all’opposizione isterica della stampa, alle sentenze dei giudici (a proposito: ricordate l’articolo di Kupchan? Era profetico). Trump non è stato capace di resistere al boicottaggio che proveniva dall’interno delle istituzioni e dall’apparato dell’intelligence e della difesa. E chissà a quali altre pressioni e minacce è stato sottoposto. Si è lasciato avvinghiare, inghiottire da quel mondo che prometteva di combattere. Tutto in appena due mesi e mezzo dal giorno del suo insediamento.

L’errore più grande lo ha commesso quando ha accettato che uno dei suoi consiglieri più fidati, Flynn, si dimettesse. Un commentatore acuto e davvero indipendente quale Paul Craig Roberts lo aveva capito subito: quel cedimento era devastante, perché spaccava il fronte dei fedelissimi ma soprattutto perché rompeva la posizione di Trump sul “caso Russia”, che poteva diventare così un caso nazionale. Della serie: Se Flynn si dimetteva c’era qualcosa da nascondere, E allora via con le pressioni. E così è stato: ancora oggi mancano prove concrete sulle ipotetiche collusioni con Mosca per condizionare il voto, ma il “deep state” lo ha fatto diventare il Caso Nazionale con toni maccartisti, paventando persino un impeachment nell’arco di qualche mese. Un impeachment sul nulla, ma questo era secondario.

Flynn era la mente della nuova politica estera e di sicurezza dell’Amministrazione Trump. Un’Amministrazione che si è via via riempita di ministri, consiglieri ed esperti appartenenti alla vecchia guardia. All’inizio quelle nomine, poco coerenti, parevano una concessione obbligata al Partito repubblicano che controlla il Congresso, nella supposizione che le redini sarebbero rimaste nelle sue mani. Ma si è rivelata una falsa speranza.  E quando, l’altro ieri, l’altro suo più fedele collaboratore, lo stratega politico Bannon è stato estromesso dal Consiglio di sicurezza nazionale, l’accerchiamento si è concluso. Il segretario di Stato Tillermann si è rapidamente allineato sull’establishment e ora a guidare la politica estera e di difesa, a consigliare il presidente sono gli esperti della Washington di sempre.

E si vede: la distensione con il Cremlino appare sempre più lontana; anzi proprio i ministri della nuova amministrazione alimentano la retorica antirussa con le stesse argomentazioni e lo stesso tono di Obama. Il Trump di qualche mese fa avrebbe preteso la verità sull’uso del gas in Siria, quello di oggi, invece, ha proclamato – senza ombra di dubbio – che molte linee rosse sono state superate. Proprio come Obama nel 2013. Peccato che allora, in seguito, si scoprì che a usare il sarin erano stati i “ribelli” moderati per far cadere la colpa su Assad e provocare l’intervento della Nato. Sarin la cui consegna sarebbe stata autorizzata da Hillary Clinton. Ed è molto verosimile che anche la strage dell’altro giorno sia stata provocata dai “ribelli” per fornire agli Stati Uniti un pretesto per intervenire.

Solo che nel 2013 Obama si fermò all’ultimo minuto, il Trump di oggi no. Ha fatto tutto in fretta, senza riscontri oggettivi sulle responsabilità di Assad, evidentemente mal consigliato. O consigliato benissimo, dipende dai punti di vista. Intanto l’Isis e i fondamentalisti islamici  che combattono Assad ringraziano: la distruzione della base siriana avrà un solo effetto concreto, quello di indebolire l’esercito siriano e dunque di rimettere in discussione una vittoria che sembra certa. E’ così che si combatte lo Stato Islamico? Non ci prendano in giro: così lo si favorisce,perché l’obiettivo di Washington è il cambio di regime a Damasco anche a costo di vedere un trionfare il peggior integralismo islamico.

Non è un caso che a salutare l’interventismo della Casa Bianca siano stati proprio Hillary Clinton e John McCain. L’impressione è che l’agenda Trump sia già stata sconfessata a beneficio di quella irresponsabile e interventista, portata avanti negli ultimi 15 anni dai neoconservatori.

Significa che Trump è stato “normalizzato”. E per la pace nel mondo è una pessima notizia. Resta una sola flebile speranza: che si tratti di un riposizionamento transitorio e non di una resa. Che l’uomo sia capace di riscattarsi. Ma probabilmente, a questo punto, più che una speranza è un’illusione.

Marcello Foa

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4 pensieri su “1084.- Attenti: hanno “normalizzato” Trump

  1. Girda

    Repetita iuvant ? (forse)
    Diradatasi la polvere del proditorio bombardamento USA contro lo stato sovrano di Siria facciamo in sintesi un’ ulteriore analisi della situazione internazionale:
    1.l’intervento è apparso pretestuosamente affrettato manifestando in realtà un goffo tentativo di mettere ‘na pezza ai problemi di politica interna e estera che in questo primo scorcio di mandato il tycon sta incontrando (o peggio chiedere una tregua all’establishment )
    2.i Russi e quindi i Siriani sono stati preavvertiti ecco il motivo per cui è stata valutata e scelta solo una risposta politica per il momento (anche se gli statunitensi contraddicono se stessi con Tillerson che nega goffamente quanto affermato dal Pentagono)
    3. la base aerea Al Shayrat si trova in una zona centrale e desertica, è una base importante per le operazione nel nord est della Siria, era stata prevista addirittura la possibilità che diventasse una base russa permanente, comunque la utilizzano anche i Russi. Ora è sotto attacco da terra da parte di Daesh.
    4.l’attacco fuori da qualsiasi norma di diritto internazionale è stato lanciato mentre era negli SU in visita ufficiale il presidente cinese Xi Jinping, la circostanza non è casuale e ha un preciso effetto, quale per es. quello banale di una difficile reazione ufficiale
    5.fra 4 giorni il Segretario di Stato USA Tillerson sarà in visita ufficiale a Mosca (11-12 aprile)
    Gli SU stanno alla ricerca affannosa di riaffermare la loro leadership mentre molta parte del mondo, sicuramente quella più importante ed emergente (BRICS), si sta attrezzando da un punto di vista economico finanziario in modo autonomo (oro, sistemi di pagamento internazionali no SWIFT, organismi finanziari internazionali no FMI).
    Tutte queste tragiche operazioni pretestuose sono solo apparentemente regionali ma sono in realtà pericolosi strumenti di nervosa dialettica tra il monopolista mondiale e altri legittimi competitor emergenti sulla scena mondiale. E’ il passaggio già tragico e catastrofico per il momento della Siria tra due diverse visioni del mondo che attraversano l’establishment internazionale.
    Comunque vada per i comuni mortali tutto queste atrocità, che solo in Siria durano già da 6 lunghi anni, devono suscitare un rifiuto unitario di risposta e di salvezza perché:
    “Nessun uomo è un’isola, quando la campana suona, essa suona anche per te” (John Donne)

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    1. ilsaturato

      Gli US (Uccisori Seriali) commettono genocidi, infrangono le leggi internazionali, fomentano guerre in ogni angolo del pianeta, finanziano e armano ogni sorta di organizzazioni terroristiche-rivoluzionarie, ecc… e questo è evidente a chiunque sia dotato di cervello, un minimo di imparzialità e un indispensabile disincanto riguardo l’informazione occidentale.
      Trump ha fatto campagna (vincente) dicendo agli americani (che in maggioranza sono arcistufi di guerre e controllo di finanzieri criminali) una serie di cose in netta contrapposizione alla immonda classe dirigente, perfettamente rappresentata dai Clinton-Obama-McCain ecc., che da decenni sta rovinando gli Stati Uniti e una larghissima parte dei popoli della Terra…
      Ha creduto, gli hanno fatto credere, si è illuso di poter combattere un Moloch gigantesco e quasi onnipotente ma ora, concordo con lei Foa, l’hanno preso per la collottola, l’hanno fatto inginocchiare e l’hanno incatenato e lui ora può muovere la bocca solo a comando.
      Vedo tempi foschissimi all’orizzonte per tutta la gente per bene e ancora dotata di coscienza e cervello ed è per questo che azzardo una personale lettura del bombardamento della base siriana, anche se devo ammettere che la sento (la personale lettura) più come una auspicata speranza che come una effetiva

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  2. Trump sta improvvisamente seguendo l’agenda di politica estera della Clinton,che non a caso plaude all’intervento. Cioè fa esattamente ciò che avrebbe fatto la Clinton se avesse vinto.

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  3. Ricapitolando: Clinton è ancora Segretario di Stato e Trump è come Gentiloni, ma loro sono loro e noi non siamo un casso! Trump e’ assolutamente come gli altri , un grande bugiardo, un burattino, uno che a caldo disse in tv al telefono che le torri gemelle erano cadute solo grazie , ad esplosivi piazzati al suo interno (solo cosi’ si spiega la caduta della TERZA torre la numero 7 di 40 piani, non colpita da nessun aereo) e l’indomani con faccia impaurita ,che invece l’intenso calore le aveva ridotte in polvere.Uno che dice che la Clinton e’ una criminale e poi dice che e’ eccezionale non e’ da essere considerato affidabile. Cosa si pretende da uno che ha quasi il 100 % di sionisti nel suo staff?

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