1076.- A SAN PIETROBURGO SI MUORE, MA PERCHE’?

14 morti e almeno 45-50 feriti.

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Paolo Becchi‏ scrive poche ore fa: “L’ attacco terroristico a San Pietroburgo ha un unico obiettivo: indebolire Putin dopo tutti i successi che ha avuto, non solo in Siria.” E’ stato trovato un secondo ordigno inesploso e, secondo la procura, “e’ terrorismo”. Son state, sì, diffuse le immagini di un sospetto: “Akbarjon Djalilov, nato nel 1995”, ma l’uomo si è presentato alla polizia, scagionandosi. L’uomo compariva in alcuni fermi immagine, che i media descrivevano come provenienti dalle telecamere di sorveglianza, e appariva di mezza età, con la barba scura, vestito di nero e con un cappello dello stesso colore. Il portavoce dei servizi di sicurezza kirghisi, Rakhat Saulaimanov ha dichiarato: “Il kamikaze nella metro di San Pietroburgo era il cittadino kirghiso Akbarjon Djalilov (…), nato nel 1995”. Nelle scorse ore, i servizi di sicurezza avevano parlato di un cittadino kazako, membro di un’organizzazione terroristica islamista messa al bando nel Paese, “un 23enne nativo dell’Asia Centrale”, che avrebbe celato l’ordigno in uno zaino” e, per i media: c’era stato un solo kamikaze e del Kazakhstan. Con il che, il Terrorismo islamico sarebbe giunto nel cuore della Russia e, per giunta, facendo 14 morti e almeno 45-50 feriti, durante la visita di Putin alla sua città natale.
Qui, noto due cose: un solo attentatore, ma due ordigni in luoghi diversi e, poi, per non escludere nulla a priori, che i Paesi Baltici e la NATO sono a soli 100 km da San Pietroburgo. Infine, il Terrorismo islamico è nato, ufficialmente, negli USA con le Twin Towers e, con il conseguente ricorso all’art. 5 del Trattato Nord Atlantico, ha generato uno stato di minaccia e di guerra e, quindi, di difesa permanente, intorno alla potenza militare egemone, che ha ricostruito quell’atmosfera di pericolo incombente venuta meno con la caduta del muro di Berlino. Non mi stupirebbe che quel terrorismo diventasse, ora, lo strumento per giustificare un riavvicinamento fra Russia e Stati Uniti, in vista della espansione cinese, inarrestabile in ogni settore. In tale eventualità, per nulla nuova alle logiche della politica, sarebbe una vera disgrazia se l’Europa non riacquistasse rapidamente la sua coesione morale e non potesse, perciò, garantire la sua partecipazione a questo auspicabile Nuovo Occidente, svolgendovi una funzione equilibratrice fra le due massime potenze, assolutamente necessaria. Ciò, a mio sommesso avviso, potrebbe avvenire soltanto troncando alla radice dei trattati l’utopica Unione mercantile ordoliberista e rifondandola intorno ai principi degli Stati sociali, sovrani. Pace ai morti di San Pietroburgo.

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Le condoglianze di Donald Trump

Il presidente americano Donald Trump ha telefonato a Putin per offrire le condoglianze alle famiglie delle vittime. A comunicare la notizia è stato il Cremlino, mentre la Casa Bianca ha inizialmente mantenuto il riserbo sul colloquio. Secondo la versione russa Trump avrebbe chiesto a Putin di manifestare il suo sostegno al popolo russo. Il leader russo ha ringraziato per la solidarieta’. I due hanno condiviso la convinzione che “il terrorismo e’ un male che deve essere combattuto congiuntamente”.     In seguito anche la Casa Bianca ha reso noto la telefonata di condoglianze di Trump a Putin.    Nel colloquio il presidente usa ha offerto “il pieno sostegno degli stati uniti nel rispondere all’attacco e nel portare davanti alla giustizia i responsabili”.    I due leader, aggiunge la Casa Bianca, “hanno concordato che il terrorismo deve essere sconfitto in modo decisivo e rapido”.    Consiglio sicurezza Onu: “Vile terrorismo”     Il consiglio di sicurezza delle nazioni unite condanna “nei termini piu’ forti l’attacco terroristico barbaro e vile” di san pietroburgo.   I membri del consiglio “hanno espresso la loro profonda solidarieta’ e cordoglio alle vittime di questo atto atroce di terrorismo; alle loro famiglie, al popolo e al governo della federazione russa – si legge in un comunicato dell’onu.  I responsabili, gli organizzatori, i finanziatori e gli sponsorizzatori di questi atti riprovevoli” devono essere portati davanti alla giustizia.

Il segretario generale della Nato Stoltenberg: profondo cordoglio Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha espresso la sua vicinanza alle persone colpite dall’esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo. “Profondo cordoglio per le persone colpite dall’esplosione della metropolitana di #SanPietroburgo, i loro cari e il popolo russo”.

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