1048.- Dopo l’arrivo in Siria delle truppe degli Stati Uniti, il gruppo ribelle terrorista HTS ha ripreso vigore e ha attaccato le truppe siriane nei pressi di Hama, nella Siria occidentale.

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Nella nuova offensiva lanciata nei pressi della città di Hama, nella parte centrale della Siria occidentale, i  Jihadisti del gruppo ribelle Tahrir al-Sham stanno impiegando per la prima volta uno dei  carri armati T-90 catturati ad Aleppo.
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Il gruppo Tahrir al-Sham, noto anche come HTS o come al-Qaeda in Syria o, ancora, al-Qaeda nel Levante, capeggiato da Abu Jaber Shaykh, è una coalizione di jihadisti con stretti legami, appunto, con al-Qaeda, che, recentemente, è stata definita terrorista dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.

Stiamo parlando del gruppo jihadista siriano Jabhat Fateh al-Sham (JFS), che era conosciuto come al-Nusra, fino a quando non ha rotto i legami formali con Al Qaeda lo scorso luglio e che si è rinominato di nuovo.
Un comunicato emesso in data 28 gennaio annunciò che avevano accettato di fondersi con quattro fazioni più piccole e di formare una nuova alleanza, Hayat Tahrir al-Sham (Organizzazione per la Liberazione del Levante).
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Hashim al-Sheikh, noto anche come Abu Jabir o Abu Jaber Shaykh, che era stato in precedenza il capo della ormai rivale gruppo ribelle islamista Ahrar al-Sham, è stato nominato suo nuovo leader.
Il 9 febbraio, Abu Jabir ha inviato un messaggio in cui ha affermato che Tahrir al-Sham è una “entità indipendente e non è un’estensione di ex organizzazioni né delle fazioni.
È sembrato un tentativo di allontanare ulteriormente il gruppo da al-Qaeda, ma non è chiaro quanto sia stato efficace, visto che l’ultimo cambio di nome non è riuscito a convincere la comunità internazionale e che gli Stati Uniti hanno mantenuto il gruppo nella lista delle organizzazioni terroristiche straniere.
La situazione dei movimenti ribelli è complessa. Alcune milizie autonome sono composte da poche decine di combattenti. Abu Jabir è nato nel 1968 nella città settentrionale di Aleppo. Si dice che abbia combattuto al fianco di al-Qaeda, in Iraq, sotto Abu Musab al-Zarqawi, e che abbia contribuito a jihadisti siriani viaggiano per il paese.
I rapporti indicano che fu arrestato in seguito in Siria e che è stato uno dei tanti islamisti rilasciati dal carcere nel 2011, in seguito a un’amnistia ordinata dal presidente Bashar al-Assad.

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L’ “offensiva” ha avuto inizio con gli attacchi suicidi a mezzo di  autobombe vicino alla città di Soran nella campagna a nord di Hama.
Mentre l’impiego delle autobombe costituisce uno standard  operativo per i gruppi terroristici in Siria, l’attacco a Hama è unico perché sembra che Tahrir al-Sham abbia schierato un carro armato T-90 catturato.
Il carro è stato probabilmente catturato dai combattenti di Al Nusra vicino al-Eis, a sud di Aleppo, circa un anno fa. Questa sarebbe la prima volta che i jihadisti hanno utilizzato un carro T-90s catturato in combattimento.

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Anche i gruppi ribelli cosiddetti “moderati” hanno descritto la formazione di HTS come un altro tentativo da parte di Al Nusra di rigenerarsi.
HTS ha mobilitato diversi mezzi blindati per l’attacco ad Hama, fra cui appunto un loro T-90s. L’attacco dei ribelli è stato preceduto da un pesante bombardamento su Qomhana, roccaforte del regime.

Nell’attacco dei ribelli ad Hama hanno perso la vita due generali di brigata siriani: Haidar Saleh (paracadutista) e Ahmed Asad (da Tartus CS, ucciso in Khattab).

Parlando ai giornalisti europei per i recenti attacchi terroristici a Damasco, Assad ha respinto le critiche sull’Iran, e invece ha accusato l’Occidente e Israele di “sostenere direttamente i terroristi”:
“Se si vuole parlare del ruolo europeo [in Siria], o del ruolo occidentale, perché è guidato dagli americani, l’unico ruolo è quello di sostenere i terroristi. Gli europei non supportano alcun processo politico. Parlano solo di processo politico.
Il ruolo dell’Iran è completamente diverso. Sostiene la Siria contro i terroristi che la combattono. Supporta la Siria politicamente.
Israele dall’altro lato [è] sostiene direttamente i terroristi – sia logisticamente, o attraverso incursioni dirette contro il nostro esercito.”

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Damasco, venerdì mattina, cioè, pochi giorni fa, ha dichiarato di aver abbattuto un jet israeliano che “ha violato lo spazio aereo siriano nelle prime ore del mattino e ha attaccato un obiettivo militare vicino a Palmyra in quello che è stato descritto come un atto di aggressione che ha aiutato Stato islamico”.
Fonti israeliane affermano che l’aviazione israeliana aveva preso di mira gli Hezbollah nel nord della Siria.

L’aereo militare aveva attraversato la Siria dopo aver sorvolato ‘Arsal Barrens dal Libano, dove sia di Al-Qaeda che lo Stato Islamico (ISIS) hanno sede nella parte orientale  del Governatorato della Beqa’a. La fonte dell’esercito siriano ha aggiunto che la posizione specifica dell’attacco si trovava nella zona Jard Nalhleh dei Monti Qalamoun.
Sembra che questa stia diventando una routine per l’Aeronautica israeliana. Si ritiene che l’esercito siriano abbia sparato una salva di missili S-200 contro gli aerei israeliani che erano entrati nello spazio aereo siriano. Tuttavia, non v’è alcuna verifica indipendente che i jet israeliani sono stati danneggiati o distrutti durante attacchi aerei di venerdì.

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Questa non è certamente la prima volta che gli israeliani hanno bombardato la Siria – o “aiutato” i terroristi che combattono Assad. Israele pensa ancora che gli è permesso di bombardare illegalmente un paese straniero senza conseguenze.
Il ministro della Difesa Avigdor Liberman ha minacciato di Domenica che Israele “non esiterà” a distruggere i sistemi di difesa aerea della Siria se i caccia israeliani saranno presi di mira un’altra volta. E, durante la visita al centro di induzione IDF, ha proseguito: “Bisogna capire il contesto, se colpiamo c’è una vera ragione per farlo”. Israele] non ha alcun interesse ad intervenire nella guerra civile in Siria, sia a favore o contro [il presidente Bashar] Assad.”
E ‘difficile da credere.

La morale di questa storia sarebbe: i jet militari israeliani godono di immunità diplomatica. Far loro del male in nessun caso è vietato dalla Convenzione di Ginevra, la Carta U.N., e la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti.
Evidentemente la salva dell’antiaerea siriana era un segnale ad Israele che la politica del regime di moderazione di fronte alle incursioni aeree non rimarrà come è stata fino ad oggi.

17361811_705540356281825_3947455533559688574_nIl comandante siriano di Mhardah riferisce che un numero sempre crescente di giovani delle città vicine si sta unendo alle truppe lealiste.

Il gruppo Hezbollah sciita iracheno al-Nujaba Milizia, sostenuto dall’Iran, ha annunciato la sua partecipazione ai combattimenti in corso a Jobar (est Damasco).  Il fronte governativo è inoltre sostenuto da combattenti sciiti provenienti da altri Paesi, fra cui l’Iraq e l’Afghanistan.

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Un pensiero su “1048.- Dopo l’arrivo in Siria delle truppe degli Stati Uniti, il gruppo ribelle terrorista HTS ha ripreso vigore e ha attaccato le truppe siriane nei pressi di Hama, nella Siria occidentale.

  1. Si rende evidente la prosecuzione del piano di Washington di intervenire in appoggio dei gruppi terroristi che combattono contro il Governo di Damasco con il pretesto di combattere il Daesh e di punire la Siria per la sua ostinata resistenza e per non volersi piegare alle direttive degli USA. La punizione prevista da Washington e’ quella di distruggere le infrastrutture, le industrie ancora esistenti, i terminali petroliferi e riportare il paese all’eta’ del bonzo, in modo da costringerlo poi ad accettare il ” protettorato” USA Saudita in conformita’ degli interessi geopolitici degli USA e di Israele. Dietro al pretesto della lotta contro il gruppo terrorista Daesh ISIS), la coalizione a guida USA ha distrutto con i suoi attacchi importanti infrastrutture del paese arabo. In precedenza la coalizione aveva distrutto la centrale elettrica di Radwanieh la centrale idroelettrica di Khisfeh, nella provincia di Aleppo e i due principali ponti chd attraversano il fiume Eufrate, nella provincia di Deir Ezzor. La politica Neocon di “demolire” la Siria sta trovando piena attuazione, anche con Trump.

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