1036.- Il nostro commosso abbraccio a Luciana, la mamma di IlariaAlpi. Con lei si arrende la giustizia in questo Paese.

“Servizi segreti, faldoni scomparsi, funzionari disattenti e politici distratti”. Dopo vent’anni, la morte di morte di Alpi e Hrovatin attende la verità.

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Alcuni articoli di stampa hanno lasciato emergere quanto sia complicato accedere alle informazioni secretate di palazzo San Mancuto anche da parte di chi dovrebbe valutarne l’importanza stessa.

Commissioni speciali, comitati e magistratura si trovano troppo spesso a richiedere informazioni puntuali, su eventi di grande pertinenza rispetto al lavoro che si sta svolgendo, e purtroppo non sempre le risposte di funzionari ed enti governativi sono chiare e risolutive.

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Dal traffico dei rifiuti, alle navi dei veleni affondate nel Mediterraneo, complessivamente, considerando quattro commissioni d’inchiesta sui rifiuti e quella sulla morte di Alpi e Hrovatin, i consulenti di Montecitorio hanno sottoposto alla presidenza poco più di un centinaio di dossier da avviare alla desecretazione.

Che fine hanno fatto gli altri fascicoli?

Nel marzo 2012 il generale Sergio Siracusa testimoniò, al Tribunale di Roma, la presenza di più di 8000 documenti relativamente al caso Alpi/Hrovatin.

Leggo sul Manifesto che una fonte anonima risponde: «Quei documenti non avevano un inventario per cui abbiamo dovuto stabilire dei necessari criteri di ricerca».

Alla fine, delle migliaia di documenti inviati dai servizi di intelligence alla Commissione Alpi-Hrovatin, delle migliaia di dossier acquisiti dalle commissioni sui rifiuti (più di 600 solo per la Commissione Pecorella) sono stati selezionati solo 152 da avviare alla desecretazione, 70 sono dell’Aise, il servizio di intelligence estera (40 documenti segreti e 30 riservati), 5 dell’Aisi (il servizio di intelligente interna), 20 del Copasir, il comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, e una cinquantina di atti giudiziari. Di tutti gli altri documenti non verrà nemmeno chiesta la desecretazione.

I giornalisti Ilaria Alpi e Miran Hrovatin sono stati uccisi a Mogadiscio il 20 marzo del 1994. Erano in Somalia per indagare su un traffico internazionale di armi e di rifiuti tossici illegali. Ed è per questa ragione che sono stati assassinati. Dopo venti anni siamo ancora in attesa di conoscere tutta la verità su quella vicenda.

Questa verità potrebbe essere contenuta nella pila di carta (ottomila documenti) che i servizi di sicurezza militare, l’ex Sismi, oggi Aise hanno accumulato su fatti che attengono all’esecuzione dei due giornalisti.

Carte messe sotto chiave negli archivi della Camera a cui sembra essere stato negato l’accesso dall’Agenzia Aise – come rivela un’inchiesta de “Il Manifesto” firmata dai giornalisti Andrea Palladino e Andrea Tornago – che pare “abbia negato l’autorizzazione a un ufficio di Montecitorio che chiedeva la declassificazione dei documenti riservati acquisiti dalla Commissione parlamentare sui rifiuti presieduta da Gaetano Pecorella”.

Come i politici in quest’aula devono entrare in contatto con burocrati di Stato per garantire una equa valutazione delle proprie idee ed azioni politiche così chi entra in contatto con atti secretati deve mediare le proprie esigenze informative con i funzionari abilitati alle ricerche dei dossier.

Il MoVimento 5 Stelle è entrato nelle istituzioni per liberare la politica da una sudditanza psicologica verso le figure che, dopo decenni di lavoro nel sottobosco operativo dell’amministrazione pubblica, si sono abituate ad un sistema ormai insufficiente a garantire lo svolgimento democratico dell’azione parlamentare.

Proprio perché è evidente che questo modus operandi è l’ennesima garanzia di autoconservazione e di mantenimento dello status quo, è fondamentale che queste carte siano rese pubbliche e che ai cittadini sia data la possibilità di sapere” ha affermato Domenico D’Amati, legale della famiglia Alpi. Vogliamo che siano desecretati questi documenti fondamentali sui traffici dei rifiuti tossici”per squarciare “il muro di gomma” dei poteri che hanno ostacolato la ricerca della verità.

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