1015.- Esclusiva, complotto Obama-Benedetto XVI. Gotti Tedeschi (ex Ior) con Negri: “Quello che so io”

Sapevamo bene che sui due papi “Gatta ci cova”. Leggiamolo con Maurizio Blondet

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Le ultime dichiarazioni dell’ex arcivescovo di Ferrara Luigi Negri rilasciate al quotidiano online Riminiduepuntozero stanno facendo molto discutere. Amico di Benedetto XVI prima che diventasse Papa e a lui rimasto legato sia durante il Pontificato che dopo la rinuncia, ha parlato a viso aperto raccontando quelli che per lui sono i retroscena sulla rinuncia di Benedetto XVI, frutto di forti pressioni cui Ratzinger non sarebbe riuscito a sottrarsi: “Non è un caso – ha dichiarato – che in America, anche sulla base di ciò che è stato pubblicato da Wikileaks, alcuni gruppi di cattolici abbiano chiesto al presidente Trump di aprire una commissione d’inchiesta per indagare se l’amministrazione di Barack Obama abbia esercitato pressioni su Benedetto (…)”. IntelligoNews, in esclusiva, ha intervistato Ettore Gotti Tedeschi, ex banchiere dello Ior dal 2009 al 2012 quando venne clamorosamente sfiduciato e rimosso dall’incarico mentre cercava di far pulizia nella Banca Vaticana come richiesto proprio da Ratzinger.

Monsignor Negri dice che ci sarebbe “la mano di Obama dietro le dimissioni di Benedetto XVI”. L’ex arcivescovo di Ferrara parla di un “complotto americano” contro il Papa. Plausibile?

“Il complotto appare essere americano solo perché loro hanno avuto la guida del Nuovo Ordine Mondiale. Vede, il complotto, se così possiamo chiamarlo, fu mirato a cercar di risolvere alcuni problemi causati dal fallimento del famoso Nuovo Ordine Mondiale degli anni ’70, gnostico neomalthusiano e ambientalista. Questo progetto di Nuovo Ordine, dichiaratamente, si prefiggeva (tra le varie cose) la relativizzazione delle fedi religiose più dogmatiche e manifestamente dimostrò di avversare tanto la fede cattolica da far dichiarare pubblicamente – e dai massimi responsabili Onu, Oms… – che l’etica cristiana non poteva più esser applicata e che si doveva esigere il sincretismo religioso per creare una nuova religione universale (anche grazie ai processi di immigrazione). Addirittura il Presidente Usa, Obama appunto, personalmente nel 2009 dichiarò che, essendo la salute benessere psico-bio-sociale, si doveva dare via libera ad aborto senza restrizioni, eutanasia grazie a limitazione delle cure, negazione al diritto di coscienza. Ebbene non è difficile comprendere che, in questo contesto di avversione alla fede cattolica, il Papa, massima autorità morale al mondo potesse diventare oggetto di attenzione sulla sua disponibilità o meno a voler “capire le esigenze del mondo globale”. Ora, Papa Benedetto XVI insisteva invece nel riproporre il problema antropologico secondo la visione cattolica (ergo l’uomo creatura di Dio-Creatore), combatteva il relativismo portando Dio al centro del dibattito culturale soprattutto azzerando le distanze fra fede e ragione e affermava l’esigenza di tornare ad evangelizzare, spiegando che il fallimento della civiltà occidentale era dovuto al rifiuto del cattolicesimo, etc. Come meravigliarsi che un tale Papa restauratore non dovesse esser considerato “fuori gioco”? Un famoso filosofo laicista scrisse come riporta il Fatto Quotidiano del 26 novembre 2009: “Quando la Chiesa del silenzio prenderà la parola, la “reconquista” di Ratzinger si dissolverà, come all’alba i sogni e i vampiri”.

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Se gli americani fossero stati capaci di far dimettere un Papa, potrebbero aver avuto la forza di farne eleggere un altro di loro gradimento?

“Gli americani son stati capaci di “licenziare” Clinton/Obama e far nominare Trump. Mi vien da pensare che abbiano grandi capacità reattive… Un giorno mi piacerebbe spiegare al Papa la mia esperienza vaticana con ambienti americani, direttamente ed indirettamente, influenti. Tornando però a Monsignor Negri, io penso che sia difficilmente comprensibile che si possa decidere di non valorizzare più un sacerdote del suo tenore. Non è a me neppure tanto comprensibile come persone come lui e i 4 cardinali che hanno espresso i Dubia, dimostrando solo quanto amano la Chiesa, possano venir ignorati e messi da parte. Non lo trovo solo incomprensibile, ma anche imprudente, perché in tal modo ci si priva della loro competenza, che non mi pare sia tanto facilmente surrogabile. Monsignor Negri, che vorrà certo continuare a servire la Chiesa, lo farà con molti cattolici di valore che gli sono vicino. E’ un peccato che gli attuali vertici della Chiesa vicino al Papa, rischino di privarsi del suo amorevole e prestigioso aiuto, competenza, energia. Qualcuno ieri suggeriva che si potrebbe pensare di affidare a Monsignor Negri la Comunità di Bose, al fine di “valorizzarla”, come è già stato fatto con i Francescani dell’Immacolata”.

La sua rimozione e le dimissioni di Ratzinger potrebbero esser collegate?

“Come potrei saperlo? Certo Negri era “figlio spirituale” prediletto di Ratzinger, certo con una personalità ed un temperamento straordinariamente forte, tipico di grandi personalità “sante” nella storia della Chiesa. Mi dicono peraltro che, prescindendo da tutto ciò, siamo solo agli inizi dell’attacco alla nostra santa Chiesa. Ma posso anche assicurarle che la Chiesa verrà difesa fino al martirio da persone proprio come monsignor Negri. Questa è la differenza tra un sant’uomo come lui e i tanti “leccacalzini “imperanti”.

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Un pensiero su “1015.- Esclusiva, complotto Obama-Benedetto XVI. Gotti Tedeschi (ex Ior) con Negri: “Quello che so io”

  1. Il giallo dell’enigmatica “rinuncia” di Benedetto XVI, con il tempo, si ingigantisce. Lo conferma il clamore suscitato, nella rete, dall’esplosiva intervista dell’arcivescovo di Ferrara, Monsignor Luigi Negri.

    Le sue parole sulle “pressioni enormi” a cui fu sottoposto il papa, fino alla sua “rinuncia”, hanno suscitato un tale interesse oltreoceano da essere ampiamente riprese, commentate e rilanciate dal famoso sito “Breitbart”, vicino a Steve Bannon e al neopresidente Trump.

    MISTERO GRAVISSIMO

    Ma cos’ha detto precisamente l’arcivescovo? Alla vigilia della pensione, tracciando un quadro della situazione della Chiesa, Mons. Negri, al periodico online “Rimini2.0”, ha ricordato il suo rapporto di “forte amicizia” con Joseph Ratzinger e – dopo varie considerazioni – ha testualmente dichiarato sulla “rinuncia” di papa Benedetto:

    “Si è trattato di un gesto inaudito. Negli ultimi incontri l’ho visto infragilito fisicamente, ma lucidissimo nel pensiero. Ho poca conoscenza – per fortuna – dei fatti della Curia romana, ma sono certo che un giorno emergeranno gravi responsabilità dentro e fuori il Vaticano. Benedetto XVI ha subito pressioni enormi. Non è un caso che in America, anche sulla base di ciò che è stato pubblicato da Wikileaks, alcuni gruppi di cattolici abbiano chiesto al presidente Trump di aprire una commissione d’inchiesta per indagare se l’amministrazione di Barack Obama abbia esercitato pressioni su Benedetto. Resta per ora un mistero gravissimo, ma sono certo che le responsabilità verranno fuori”.

    Immediatamente è arrivata una reprimenda firmata da Andrea Tornielli, coordinatore di “Vatican Insider” che Giuseppe Rusconi definisce “uno dei siti privilegiati da Santa Marta per la diffusione di informazioni delicate in tempi rapidi”.

    CENSORI

    Tornielli – con il tono severo che di solito si coglie in un’autorità ecclesiastica di sorveglianza – ha rimbrottato l’arcivescovo per le sue dichiarazioni ed ha accostato l’arcivescovo a presunti “complottisti, i quali vedono proprio in queste pressioni un condizionamento che renderebbe invalida la rinuncia stessa. È ciò che permette” a molti “di considerare ancora Ratzinger come il ‘vero Papa’, anche se a queste conseguenze l’arcivescovo di Ferrara, nell’intervista citata, non arriva”.

    Tornielli invece arriva addirittura a criticare Benedetto XVI: “Resta aperta la domanda su quanto alcune scelte personali, e mai codificate per iscritto, fatte da Benedetto XVI – come quella di mantenere l’abito bianco e il nome papale, come pure la scelta della figura dell’emeritato – abbiano involontariamente alimentato i seguaci della teoria dei due Papi poi degenerata nella teoria del Papa rinunciatario perché sotto ricatto”.

    Le enigmatiche scelte di Benedetto XVI – che in effetti sono del tutto inedite nella storia della Chiesa – non suscitano nel giornalista la curiosità di indagarne il motivo, ma provocano in lui solo disappunto (probabilmente pure nella corte bergogliana).

    Tornielli poi scrive che il “fanta-thriller” sulle pressioni “va di pari passo con altre affermazioni per certi versi ancora più gravi, le teorie sul ‘papato condiviso’ e sul ‘ministero petrino’ in co-gestione. Teorie che negli ultimi anni hanno annoverato alcuni sostenitori”.

    Si riferisce – senza nominarlo – al segretario di Benedetto XVI, mons. Georg Gaenswein e al prefetto dell’ex S. Uffizio, il card. Muller che ha ripreso la sua tesi sui “due legittimi papi viventi”.

    ANCORA PAPA

    Anche in questo caso Tornielli invece di ritenere giornalisticamente interessanti queste dichiarazioni, le giudica “gravi”, come se lui fosse il capo del S. Uffizio, ed evita di chiedersi perché due personalità così vicine a Benedetto XVI – e con ruoli tuttora molto importanti – abbiano suggerito che Benedetto stia ancora svolgendo il ministero petrino.

    Cosa che peraltro trova conferma nelle parole pronunciate da Benedetto XVI nella sua ultima udienza, il 27 febbraio 2013, a proposito del suo ministero petrino: “il ‘sempre’ è anche un ‘per sempre’ – non c’è più un ritornare nel privato. La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca questo”.

    Benedetto XVI non parlò di “rinuncia al papato”, ma di rinuncia “all’esercizio attivo del ministero”. Un bravo giornalista, mettendo queste parole accanto alla scelta di Benedetto XVI di continuare ad avere il titolo di papa e accanto alle “gravi” dichiarazioni di personalità così vicine a Benedetto XVI, capirebbe meglio ciò che poi lo stesso papa emerito afferma pubblicamente sulla spontaneità della sua “rinuncia”.

    In ogni caso a dare man forte a Tornielli – contro mons. Negri – sono scesi in campo altri due nomi importanti dell’entourage bergogliano: padre Federico Lombardi (già portavoce papale) e Luis Badilla (direttore del sito “Il Sismografo”).

    Invece Ettore Gotti Tedeschi, che Benedetto XVI stimava tanto da chiamarlo a guidare lo Ior, in una intervista a “Intelligonews”, ha difeso mons. Negri, aggiungendo una sua interessante analisi:

    “Il complotto appare essere americano solo perché loro hanno avuto la guida del Nuovo Ordine Mondiale. Vede, il complotto, se così possiamo chiamarlo, fu mirato a cercar di risolvere alcuni problemi causati dal fallimento del famoso Nuovo Ordine Mondiale degli anni ’70, gnostico neomalthusiano e ambientalista. Questo progetto di Nuovo Ordine, dichiaratamente, si prefiggeva (tra le varie cose) la relativizzazione delle fedi religiose più dogmatiche e manifestamente dimostrò di avversare tanto la fede cattolica da far dichiarare pubblicamente – e dai massimi responsabili Onu, Oms… – che l’etica cristiana non poteva più esser applicata e che si doveva esigere il sincretismo religioso per creare una nuova religione universale (anche grazie ai processi di immigrazione). Addirittura il Presidente Usa, Obama appunto, personalmente nel 2009 dichiarò che, essendo la salute benessere psico-bio-sociale, si doveva dare via libera ad aborto senza restrizioni, eutanasia grazie a limitazione delle cure, negazione al diritto di coscienza. Ebbene” conclude Gotti Tedeschi “non è difficile comprendere che, in questo contesto di avversione alla fede cattolica, il Papa, massima autorità morale al mondo, potesse diventare oggetto di attenzione sulla sua disponibilità o meno a voler ‘capire le esigenze del mondo globale’. Ora, Papa Benedetto XVI insisteva invece nel riproporre il problema antropologico secondo la visione cattolica (ergo l’uomo creatura di Dio-Creatore), combatteva il relativismo portando Dio al centro del dibattito culturale, soprattutto azzerando le distanze fra fede e ragione, e affermava l’esigenza di tornare ad evangelizzare, spiegando che il fallimento della civiltà occidentale era dovuto al rifiuto del cattolicesimo, etc. Come meravigliarsi” si chiede il banchiere cattolico “che un tale Papa restauratore non dovesse esser considerato ‘fuori gioco’?”.

    Antonio Socci

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