991.-DALLA SIRIA: IL FRONTE DI AL-BAB, LA VIA PER RAQQA E LA QUARTA BATTAGLIA DI PALMIRA.

di Angelo Gambella

 

Schermata 2015-10-11 alle 19.43.54.pngLa caduta di al-Bab, nel nord della Siria, nelle mani dei combattenti di Scudo dell’Eufrate direttamente supportati sul terreno dalle forze speciali turche ha posto a diretto contatto le milizie pro-turche con l’esercito siriano che risaliva da sud.
Nella giornata di ieri si è assistito prima alla riconquista di Tadef, cittadina confinante con al-Bab, da parte delle forze armate siriane sui combattenti dell’Isis che erano rimasti sul posto, poi ad un contrattacco dei ribelli siriani intenzionati a loro volta ad entrare nella località. Gli scontri a fuoco sono stati particolarmente duri. Nonostante i proclami sull’ingresso dei militanti nella cittadina, in realtà Tadef risulta oggi chiaramente sotto il controllo dell’esercito siriano.
I governativi, rappresentati sul terreno dalle unità di élite denominate Forze Tigre, hanno proseguito la rapida offensiva nella regione catturando uno dopo l’altro i villaggi che li separavano dal congiungersi con le unità curdo-arabe denominate “Forze Democratiche Siriane”. Questa mattina con la liberazione del villaggio di Jub al-Khafi dall’Isis, l’esercito siriano ha raggiunto l’area curda sbarrando la strada a Scudo dell’Eufrate, evidenziando la vincente strategia di Suheil al-Hassan considerato ormai il miglior comandante militare del conflitto siriano.
L’operazione siriana segna la fine di qualsiasi possibilità per le milizie filo-turche di farsi strada da al-Bab verso Raqqa, la capitale del Califfato considerata fino a pochi giorni fa obiettivo rilevante da Erdogan e dal governo turco. La Turchia, che per raggiungere Raqqa dovrebbe farsi strada attraverso i territori curdi, consegue in ogni caso il successo nell’intento di evitare che a ricongiungersi fossero propri i curdi di Afrin (dell’ovest) e i curdi di Kobane (dell’est). Attraverso il primo consigliere di Erdogan, la Turchia ha ringraziato la Russia per il sostegno fornito nell’operazione ad al-Bab. Senza la cooperazione delle forze armate russe e la posizione personale di Putin, ha dichiarato Ilnur Cevik, i turchi non sarebbero riusciti a liberare la città.
A sud, intanto, le forze curdo-arabe proseguono l’offensiva su Raqqa e riescono a tagliare la strada tra Raqqa stessa e Deir Ezzor, mettendo ora seriamente in pericolo la capitale del Califfato, che risulta di fatto circondata su tre lati, con un ridotto entroterra e l’unico lato libero, quello occidentale, con una limitata possibilità di accesso all’altra sponda dell’Eufrate.
Intanto da Holliwood arriva la notizia dell’assegnazione del premio Oscar quale miglior corto al film sui “White Helmets”, i soccorritori delle aree controllate dai ribelli nella Siria. I caschi bianchi, considerati salvatori-eroi dalla narrativa più favorevole alla ribellione, sono avversati dagli attivisti più vicini al governo-regime tanto per i legami con le formazioni jihadiste della galassia di al-Qaeda che per taluni filmati diffusi come originali ma evidentemente artefatti.

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Nella Siria centrale il fronte principale è rappresentato da Palmira: qui le forze siriane proseguono l’offensiva per riconquistare la “Sposa del Deserto”, ricaduta nelle mani dell’Isis lo scorso dicembre.
Importante novità nel conflitto siriano è la cooperazione a distanza, per quanto indiretta, tra le due coalizioni a guida russa e statunitense. Nelle ultime 48 ore infatti aerei della coalizione americana hanno bombardato carri armati e mezzi dell’Isis nei dintorni di Palmira, anche se non è dato sapere con precisione se gli strike sono avvenuti nei luoghi oggetto dell’offensiva siriana o più probabilmente su rifornimenti e posizioni tenute dall’Isis più ad est rispetto alla città.
L’azione siriana si sviluppa da ovest. Da questa direttrice, dopo aver riconquistato le aziende agricole, i militari siriani si sono lanciati nell’assalto del monte Hayyal che domina Palmira, raggiungendo la posizione più alta che guarda verso lo strategico “Triangolo di Palmira”. Questo luogo che connette la rete stradale siriana verso Homs, Deir Ezzor e il confine con la Giordania a sud, rappresenta l’uscita autostradale per Palmira e dunque l’ingresso nella città. La sede della scuola guida di Palmira è stata altresì conquistata nell’operazione.
Questa mattina agli elicotteri d’assalto russi e ai caccia siriani che hanno bersagliato le posizioni dell’Isis si è aggiunto un pesante fuoco di artiglieria diretto verso il Triangolo e la periferia meridionale di Palmira. Di fatto i siriani sono prossimi ai villaggi abbandonati di al-Dawa e al-Bayrath, alla Villa reale del Qatar, e alla Valle delle Tombe del sito archeologico. Per farla breve, i governativi hanno ormai raggiunto le posizioni che permisero loro di lanciare l’assalto a Palmira nella primavera del 2016.
Poco più a nord l’esercito siriano ha riconquistato le antiche cave dei palmireni ed iniziato l’assalto a monte Tar. Se questa montagna dovesse cadere nelle mani dei siriani, le unità islamiste a Palmira sarebbero in pericolo poiché i governativi potrebbero indirizzare il fuoco dalle alture verso la pianura e si troverebbero nelle migliori condizioni per coprire l’attacco a Palmira stessa da occidente, attraverso l’autostrada che costeggia l’area archeologica.
Fonti originarie di Palmira vicine all’opposizione siriana confermano l’intensa attività di artiglieria e missilistica in corso in questo momento verso la periferia occidentale della città vecchia.
La quarta battaglia di Palmira è ormai alle porte.

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Foto: Offensiva siriana su Tadmor (Palmira) autore: @A7_Mirza.
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