985.-Sciogliere le Camere: Napolitano ha tradito e Mattarella tradisce la Costituzione. E pensare che si governa al servizio e per il bene dei cittadini.

Leggo da Stefano Alì: Sciogliere le Camere? Non si può se c’è una maggioranza? FALSO!

Sciogliere le Camere. Cosa dice la Costituzione

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Non si possono sciogliere le Camere. I “neo costituzionalisti” del bastaunsi hanno riscoperto la Costituzione. Adesso hanno saputo che l’art. 92 non prevede che i governi vengano eletti. È un passo avanti, ma non si impegnano.
È evidente che il Partito Democratico (sopratutto) ritiene che “democratico” sia chi ha tale parola scritta nella denominazione del partito. Ne ho già scritto (PD un partito democratico? Solo perché si definisce tale?), ma è il caso di rinfrescare la memoria.

Adesso, dopo 70 anni, si parla di Costituzione. La madre della democrazia. La madre anche di tutti i poteri democratici di una democrazia, ma pare che i sostenitori del PD, ripeto, i sostenitori non abbiano ben capito di che si tratta.

Alla dichiarazione «Governo non eletto. Con Gentiloni siamo a quattro consecutivi» rispondono convinti (da manualetto delle risposte pronte, ovviamente) che l’articolo 92 della Costituzione non prevede che i Governi vengano eletti. I Primi Ministri vengono incaricati dal Presidente della Repubblica, obiettano. E la lista dei ministri viene predisposta dal Presidente del Consiglio incaricato, aggiungo io.

Allora dove sta l’errore?

L’errore sta proprio nel manualetto delle “risposte pronte”.

Facciamo un breve riepilogo.

La pronuncia della Corte Costituzionale 1/2014

E’ stato già scritto della pronuncia della Corte Costituzionale 1/2014, ma siccome i “democratici” conoscono la Costituzione solo attraverso i “manualetti delle risposte pronte”, proviamo ad approfondire.

L’articolo 88 della Costituzione prevede che:

Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.
Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura
Teniamo presente che il Presidente della Repubblica è il “garante della Costituzione” e rappresenta l’unità della Repubblica. Alcuni «può» significano «deve» se ne ricorrono le condizioni.

Ora, la pronuncia della Corte Costituzionale possiamo leggerla come vogliamo (anche se, in realtà, poco spazio è lasciato alla libera interpretazione), ma non c’è dubbio alcuno sul fatto che:

in definitiva, è la circostanza che alla totalità dei parlamentari eletti, senza alcuna eccezione, manca il sostegno della indicazione personale dei cittadini, che ferisce la logica della rappresentanza consegnata nella Costituzione.
Le Camere possono continuare a fare come nulla fosse? Sia! Anche se non tutti concordano (e neppure io e l’ho pure scritto).

Il “Garante della Costituzione e lo “scioglimento delle Camere”

Ma le Camere possono fare come nulla fosse? Che ci sta a fare il «Garante della Costituzione»?

Ci viene in soccorso l’art. 88 della Costituzione e la “dottrina costituzionale”

Nelle intenzioni del costituente il Presidente ha come compito fondamentale di garantire per quanto possibile la costante armonia tra elettori ed eletti. Il potere di scioglimento restituisce rappresentatività ai rappresentanti.
Questo punto è incontroverso in dottrina. Non solo Dominedò, Barile e decine e decine di testi di diritto Costituzionale, ma qualunque semplice manualetto da pochi Euro conferma il principio.

Ora ripeto: Siamo tutti d’accordo sul fatto che la Corte Costituzionale ha denunciato che è “ferita” «la logica della rappresentanza consegnata nella Costituzione»?

Se siamo d’accordo, le Camere potranno pure fare quel che vogliono, ma il “Garante della Costituzione” – il Presidente della Repubblica – che fa?

Napolitano ha fatto come nulla fosse, fissato com’è che sventrare la Costituzione (sulla quale, pure, ha giurato e della quale avrebbe dovuto essere il “garante”) sia un bene per gli italiani.

E Mattarella?

Mattarella ha fatto di peggio.

  1. Ha riconosciuto e accettato la sua elezione alla Presidenza della Repubblica da parte di un Parlamento che si sarebbe dovuto sciogliere da tempo;
  2. Ha promulgato una legge elettorale che inibisce una delle funzioni fondamentali del Capo dello Stato: sciogliere le Camere;
  3. Adesso sostiene che non si può votare perché l’Italicum non prevede l’elezione del Senato. Verissimo, ma non se ne è accorto, quando l’ha firmata e promulgata?
    Può esistere una legge ordinaria che impedisca l’esercizio di un potere che la Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica?

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Abbiamo atteso la pronuncia della Corte Costituzionale fino alle 17 del 25 gennaio, ma Mattarella non si era accorto che l’Italicum, impedendo lo scioglimento delle Camere, inibiva una delle funzioni fondamentali del Presidente della Repubblica? Che faceva? Dormiva? Che Presidente è?

Il comunicato della Consulta non fu il macigno che attendevo: “La Corte ha respinto le eccezioni di inammissibilità proposte dall’Avvocatura generale dello Stato. Ha inoltre ritenuto inammissibile la richiesta delle parti di sollevare di fronte a se stessa la questione sulla costituzionalità del procedimento di formazione della legge elettorale, ed è quindi passata all’esame delle singole questioni sollevate dai giudici”. Così, si legge nella nota integrale diffusa dagli alti giudici. Praticamente, tutto è rimasto nella paccottiglia della cosiddetta riforma di Maria Elena Boschi.

Certo, è rimasta sempre la questione della omogeneità dei due sistemi elettorali di Camera e Senato, chiesta a più riprese dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Questa però è una questione politica, che – a mio parere – serve a prolungare la vita del Parlamento illegittimo. Quella giuridica si è esaurita, per me, ascoltando il Presidente della Consulta Paolo Grossi a Padova, alla Scuola di Cultura Costituzionale. Dice che si libererà quando lascerà la carica.

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