980.- OBIETTIVO PALMIRA: L’ANTICA CITTÀ D’ARTE DI NUOVO NEL MIRINO DELLE FORZE SIRIANE

khaled-assad direttore del Museo archeologico di Palmira assassinato e le rovine del patrimonio dell’umanità distrutto dai terroristi finanziati da Arabia Saudita, Qatar e Turchia.

Il comando USA, in dicembre, aveva consentito il trasferimento di 9.000 miliziani dell’ISIS da Mosul (Iraq) verso l’Est della Siria per attaccare Palmira e controbilanciare le vittorie delle forze siriane ad Aleppo. La zona di Mosul si trovava sotto il controllo delle forze aeree e terrestri della coalizione diretta dagli USA: nessun movimento di truppe dell’ISIS (in zona desertica) avrebbe potuto sfuggire agli aerei USA.

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distruzione degli impianti per l’estrazione del gas di Hayyan ad ovest della città archeologica

Si stringe la maglia intorno a Palmira. Dopo la repentina occupazione dei terroristi del Califfato avvenuta lo scorso dicembre, le truppe di Damasco, aiutate dalle forze aeree russe, sono di nuovo prossime a lanciare l’assalto decisivo per la seconda liberazione della città.

Sintomo inequivocabile delle difficoltà dell’ISIS nell’area di Palmira è la distruzione degli impianti per l’estrazione del gas di Hayyan ad ovest della città archeologica.

Il 14 febbraio unità della 5a Legione (reparto di soli volontari formato a fine 2016) e della 18a Divisione corazzata siriane avevano sfondato le linee dello Stato Islamico all’altezza dei pozzi di estrazione, dando inizio all’avvicinamento a Palmira.

La distruzione pressoché totale degli impianti risponde a due esigenze del Califfato: “avvelenare i pozzi” prima della ritirata, sintomo della percezione nei comandi ISIS di un futuro breve in Siria; fare quanti più danni possibili alla popolazione civile. Questo secondo aspetto è maturato proprio nell’inverno 2016-2107 quando la penuria di gas e petrolio della popolazione siriana essenzialmente per i riscaldamenti domestici, ha cominciato a farsi sentire.

Nel quadrante di Palmira le forze regolari siriane, oltre ai reparti delle Forze di Difesa Nazionale già presenti sul terreno, possono contare anche sulle Quwat al-Jalil (Galilee Forces) una milizia palestinese vicina al partito Baath siriano, operativamente integrata nei comandi dell’esercito di Damasco. Le Galilee Forces si affiancano ad altri gruppi palestinesi alleati di Assad nella guerra siriana. Fra questi, la Liwa al Quds (Brigata Gerusalemme) si è distinta nella fase finale dell’offensiva per la liberazione di Aleppo.

Nonostante il riavvicinamento a Palmira, non è ancora chiaro quando avverrà l’assalto decisivo. La città archeologica ha un valore essenzialmente simbolico ed è attualmente quasi del tutto disabitata. Il vero obiettivo strategico di Damasco era innanzitutto recuperare gli impianti per l’estrazione di gas, il cui ripristino ora dipende da pesanti lavori d’ingegneria.

Sulla tempistica della riconquista di Palmira incideranno anche le evoluzioni su altri fronti, che in queste ore stabiliscono l’ordine delle priorità. Gli scontri a Deir Ezzor (200 km a est di Palmira), l’offensiva a est del governatorato di Aleppo (offensiva su Deir Hafer, il fronte di Daraa a sud e la nascita di una nuova coalizione jihadista a nord di Hama, sono gli impegni in questi giorni più pressanti delle Forze Armate siriane.

(di Giampiero Venturi) 23/02/17

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