958.- In Siria, l’efficienza dei russi “ha sorpreso la NATO”. Il risultato di Obama sono le basi siriane delle Forze Aerospaziali della Russia.

Abbiamo assistito in Siria a un dispiegamento militare russo di grande potenza. Oltre alla stazione SIGINT preesistente a Lataqia e la base navale di Tartus, vi è ora una base aerea che può ricevere grandi aerei da trasporto An-124 e Il-76, e ospitare una forza d’attacco paragonabile a quella di una portaerei statunitense. Questo complesso di strutture e basi è dotato di sistemi elettronici molto sofisticati, e probabilmente di una potente difesa aerea missilistica, comportando anche il dispiegamento di una forza di fanteria pari forse a un battaglione. La presenza delle basi russe significa la fine del predominio incontrastato d’Israele sui cieli di Siria e Libano. Per la prima volta dal 1970, quando le forze di difesa aerea russa furono dispiegate in Egitto durante quella che i russi chiamarono Operazione Kavkaz e gli israeliani guerra di logoramento, Israele sarebbe sovrastato tecnologicamente e quantitativamente dall’Aeronautica di una potenza più forte. Tale complesso di basi rivaleggia con le basi NATO nel Mediterraneo orientale di Incirlik e Suda. Siamo di fronte a una situazione completamente nuova, che sfida il controllo degli Stati Uniti sul Mediterraneo orientale, come non accadeva dalla fine della seconda guerra mondiale. Se la leadership politica russa voglia consolidare i suoi successi e abbia tali grandiosi piani è una cosa completamente diversa, ma una tale possibilità comunque, è un fatto che più di ogni altro crea allarme e sgomento di Washington e spiega l’attacco – per ora – diplomatico all’Iran.

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La NATO è stata sorpresa dai russi con l’efficienza e con l’impiego di apparecchiature di guerra elettronica, di jamming, sofisticate. Basti dire che tutte e dieci le portaerei d’attacco dell’US NAVY sono entrate in cantiere per sostituire i cablaggi, ripeto: i cablaggi, con le fibre ottiche. Il sistema schierato a Lataqia è il Krasukha-4 prodotto dalla società russa KRET. Si tratta di un avanzato sistema di disturbo altamente mobile, in grado di disturbare non solo le comunicazioni radio, ma anche i radar di aerei AWACS e satelliti a bassa orbita. Alcuni commentatori hanno parlano eccitati di questo Krasukha-4 che permette ai russi una bolla apparentemente impenetrabile che “avrebbe chiuso” lo spazio aereo siriano agli aerei statunitensi. Il Krasukha-4 è volto principalmente a disturbare radar e sistemi di bordo, senza dubbio può disturbare le comunicazioni radio e via cellulare, così come quelle satellitari. La combinazione tra stazione SIGINT di Lataqia e Krasukha-4 da ai russi la possibilità di ascoltare le comunicazioni dei jihadisti e delle forze speciali occidentali operative in Siria, e di disturbarle. Gli Stati Uniti devono ora prenderne in considerazione la presenza in Siria. Insieme alla presenza di altri sistemi russi, i caccia Su-30, i cacciabombardieri Su-34, i missili S-300 dell’incrociatore lanciamissili Moskva al largo delle coste siriane e i missili da crociera lanciati dal Mar Caspio, la presenza del sistema Krasukha-4 spiega perché l’aggressività dei militari degli Stati Uniti contro la forza d’attacco russa non ci sia e sia quasi certamente esclusa. Se le prestazioni delle Forze Aerospaziali russe hanno sorpreso la NATO, è perché le precedenti operazioni russe non suggerivano tale efficienza. L’Aeronautica russa subì gravi perdite nel conflitto del 2008 con la Georgia: 7 velivoli abbattuti tra cui un bombardiere Tu-22M, e 4 danneggiati, o una perdita ogni 17 missioni di combattimento. Non c’era praticamente alcun nuovo aereo dal 1994. Gli equipaggi russi volavano molto meno degli omologhi della NATO. Ma il conflitto in Georgia fu un campanello d’allarme e portò a riforme dimostratesi cruciali e riuscite. L’Aeronautica russa fu ridotta e riorganizzata su 8 basi aeree, ognuna con diversi gruppi aerei basati su singole aerodromi permettendo ai piloti di aver più ore di volo. Nel 2012 le basi aeree e i gruppi aerei furono rinominati divisioni e reggimenti. Dal 2012, aeromobili nuovi e modernizzati entravano in servizio numerosi. Nel 2014 e 2015, le Forze Aeree russe ricevettero 100 aerei nuovi o accuratamente modernizzati all’anno, e quel ritmo dovrebbe continuare nel 2016. Nel 2020, le Forze Aerospaziali russe (VKS) avranno a disposizione circa 1500 per lo più moderni aerei da combattimento, tra cui 130 bombardieri pesanti Tu-160, Tu-95MS e Tu-22M, oltre 800 caccia e più di 500 bombardieri tattici e aerei d’attacco. Le riforme delle VKS russe dimostrano varie operatività che sembravano fuori portata solo sette anni prima:

– Capacità di schierare e sostenere una forza di 100 aerei da combattimento per alcuni mesi in condizioni difficili, e la capacità di sostenere un elevato rateo di missioni di combattimento.

– Capacità di operare in modalità “complessa ricognizione-attacco”, permettendo all’intelligence ottenuta da varie fonti, tra cui aerei, satelliti, droni ed agenti, d’essere convertita in coordinate per colpire rapidamente anche bersagli mobili, come truppe in movimento o colonne dei rifornimenti.

– Capacità di supporto aereo ravvicinato, così come interdizione sul campo di battaglia e repressione del nemico che pratica l’occultamento.

– Capacità di operare in qualsiasi condizione atmosferica e in qualsiasi momento della giornata.

– Possibilità di utilizzare munizioni a guida di precisione.

– Capacità di integrare aeromobili da allarme precoce aereo a lungo raggio A-50 e aerei d’intelligence e sorveglianza terrestre Il-20 e Tu-214R, nel concetto generale delle operazioni.

– Possibilità di utilizzare droni su larga scala nell’ambito delle operazioni aeree integrate.

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Certo, il quadro non è perfetto. Ecco cosa la forza aerea russa non ha dimostrato in Siria:

– Capacità di organizzare e gestire grandi “pacchetti d’attacco” aereo contro sofisticate difese aeree e antiaeree. A dire il vero, le forza USA e NATO avrebbero avuto questa capacità dieci anni fa, avendo degradato le forze aeree di Afghanistan e Iraq.

– Possibilità di utilizzare numerose o ampia varietà di munizioni a guida di precisione. Gli aerei russi utilizzano molte bombe KAB-500R a guida satellitare e missili a guida laser Kh-29L. Ma la maggior parte delle munizioni sganciate è non guidata come bombe e razzi, supportati da sofisticati computer balistici digitali di bordo, permettendogli di colpire gli obiettivi con un buon grado di precisione. La Russia non ha munizioni tattiche stand-off come SDB o SAMA o il missile da crociera tattico JASSM. Tali armi sono in fase di sviluppo e sono state mostrate al MAKS-2015, ma non saranno in servizio per anni. D’altra parte, forse c’è un lato positivo perché la Russia non da eccessivamente affidamento ai sistemi di navigazione satellitare come la NATO, potendo benissimo verificarsi uno shock, una volta che si tenti di usare tali armi contro avversari più sofisticati dei taliban.

La maturità di alcuni tra i più moderni sistemi aerei entrati in servizio solo di recente. Su-30SM, Su-35S e Su-34 dimostrano capacità almeno al minimo operative, mentre le prestazioni in Siria non hanno dato motivo di dubitare della loro efficienza. Allo stesso tempo, il conflitto non li spinge al massimo delle prestazioni, essendo la maggior parte delle missioni eseguite altrettanto bene dal molto più vecchio, anche se aggiornato, bombardiere Su-24. Gli aerei russi in Siria non includevano gli elicotteri d’attacco Mi-28N o Ka-52, sollevando domande sulla loro maturità operativa. Tuttavia, nulla suggerisce che questi aeromobili siano un fallimento come l’F-35, per esempio. Tutto fa pensare che le VKS russe non riposino sugli allori, ma invece continueranno a costruire i punti di forza e ad eliminare quelli di debolezza, in modo che sarà una forza ancora più capace nel prossimo conflitto da combattere.

Le basi militari russe in Siria

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Come risultato della guerra in Siria la Russia costruisce un complesso di basi in Siria, per la prima volta in competizione con gli Stati Uniti nel Mediterraneo orientale.

Un motivo spesso dato dai commentatori occidentali del sostegno della Russia al Presidente Assad è il supposto desiderio della Russia di proteggere la base navale di Tartus in Siria. Alcuni commentatori hanno suggerito al contrario che una delle ragioni della guerra siriana era cacciare i russi dalla Siria. A mio avviso alcuna di tali affermazioni è vera, ma non c’è dubbio che conseguenza della guerra è che sia enormemente aumentata la presenza militare della Russia in Siria, oltre qualsiasi idea concepibile nel 2011, quando il conflitto iniziò. La Russia ora ha due grandi basi in Siria, sicuramente note, e una terza la cui esistenza viene solo accennata, ma mai confermata.

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1) Base navale di Tartus

La Marina militare russa ha una presenza nel porto siriano di Tartus dagli anni ’70 (alcuni rapporti sostengono dal 1971, altri dopo). Anche se l’impianto di Tartus è stato spesso chiamato base, fino a poco prima era meglio descritto come piccola struttura logistica per supportare lo schieramento nel Mediterraneo della Marina militare russa. La struttura non poteva che ospitare piccole navi, mai nulla di più grande delle corvette. A quanto pare era gestita da appaltatori civili. Allo scoppio del conflitto siriano nel 2011 era apparentemente in rovina e a malapena in uso. La Russia ora ha stipulato un contratto di affitto di 49 anni della base, che dovrà ampliarla. L’obiettivo è ampliarla in modo che ospiti contemporaneamente 11 navi da guerra, anche nucleari. A quanto pare i lavori sono già iniziati. Quando i lavori saranno completati, diverrà una grande base navale paragonabile a quelle di Stati Uniti e NATO in altre regioni del Mediterraneo.

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2) Base aerea di Humaymim

Non esisteva prima del settembre 2015, ed è un adattamento frettoloso di una parte dell’aeroporto Basil al-Assad. Dispone di una pista asfaltata di 2979m, attivata dalla forza aerea russa nel settembre 2015 per consentirle di condurre la campagna aerea contro i jihadisti in Siria. La Russia ha ora un contratto di affitto di 49 anni della base. Sarà anch’essa ampliata con la costruzione di una seconda pista in cemento, più grande e più adatta ai velivoli ad alte prestazioni, come caccia e bombardieri. Anche questo trasformerebbe la base in una struttura simile alle basi statunitensi, come Incirlik in Turchia. Inoltre, alla seconda pista vi saranno presumibilmente aggiunte anche strutture permanenti per il personale della base, insieme alle necessarie attrezzature standard per la base.

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I radar russi più avanzati sono stati schierati in Siria. L’incrociatore Moskva della Marina russa, al largo delle costa siriane, ha un radar di ricerca 3D Voskhod RM800, che avrebbe un raggio di 275 km. È un radar potente che tuttavia risale agli anni ’70, anche se senza dubbio è stato aggiornato, come l’elaborazione dei dati e delle comunicazioni del Moskva. La sua tecnologia è, tuttavia, compromessa da quando l’intelligence degli Stati Uniti ha avuto accesso al radar Voskhod RM800 sull’Ukraina, nave gemella incompleta del Moskva attraccata a Nikolaev, in Ucraina. Anche se questo radar è inutilizzato e incompleto, non è stato aggiornato dal 1990 e non è quindi paragonabile al radar pienamente operativo e aggiornato del Moskva, ma utilizza la stessa architettura di base

3) Stazione di ascolto di Lataqia

Di tanto in tanto le notizie parlano della grande stazione di ascolto (SIGINT) russa nella provincia di Lataqia in Siria, anche se i dettagli che ne confermano l’esistenza sono scarsi. Nell’ottobre 2014 i jihadisti invasero una postazione di ascolto ad al-Hara, nel sud-ovest della Siria vicino alle alture del Golan occupate. Questa sembrava essere una presunta piccola postazione di ascolto dal nome in codice “Centro S”. Forse si trattava di un ramo del molto più grande complesso situato all’interno della Siria, nella provincia di Lataqia, si diceva. Assumendo che questa struttura esista, certamente sarà stata interessata dalla rivoluzione dell’intelligenza elettronica e dei segnali avutasi dopo la fine della guerra fredda. Questo ha reso più facile monitorare il traffico dei segnali dalla Russia, riducendo la necessità di stazioni di ascolto all’estero come quella presunta di Lataqia. Detto questo, è probabile che la struttura esista e sia ancora attiva. Rapporti russi a volte danno l’impressione che il traffico dei segnali in Siria sia monitorato da una struttura che si troverebbe nella base aerea di Humaymin. Forse la stazione di ascolto vi è stata trasferita, o più probabilmente, viene detto questo per nasconderne la vera posizione.

Le tre strutture sono protette da una cintura di complessi integrati di sistemi di difesa comprendente i potenti sistemi missilistici antiaerei S-400 e S-300VM Antej 2500 schierati in Siria lo scorso anno, i sistema di difesa missilistica di punto missilistico-artiglieristico Pantsir-S1, giunti con la forza russa in Siria nel settembre 2015, l’avanzato sistema di guerra elettronica Krasukha-4 (che disturberebbe velivoli AWACS e satelliti) e le batterie di missili supersonici antinavi Bastion schierati sulle coste della Siria alla fine dello scorso anno. Ora vi sono rapporti secondo cui la Russia invierebbe batterie di missili tattici Tochka-U in Siria, anche se il Cremlino non conferma. Inoltre dato che queste strutture si trovano su una piccola area nella provincia di Lataqia, possono cooperare come un unico gigantesco complesso aeronavale, possibilmente sotto la supervisione di un solo comandante.

Che il sostegno degli Stati Uniti ai jihadisti in Siria era motivato dal desiderio di cacciare i russi dalla Siria è dubbio, ma se fosse, allora va concluso che non solo è fallito, ma ha ottenuto l’effetto contrario. Non solo la Siria ora è più vicina alla Russia rispetto al passato, ma come diretta conseguenza della guerra, i russi costruiscono un complesso di basi aeronavali in Siria mai avuto prima nel Mediterraneo, rendendo possibile per la prima volta ai loro velivoli di pattugliare il Mediterraneo orientale, e alle loro navi di operarvi senza affidarsi sui distanti porti in Russia. Inoltre, è il primo grande complesso di basi aeronavali nel Mediterraneo dalla seconda guerra mondiale non controllato dagli Stati Uniti o da un loro alleato, ma da un rivale invece. Non ultima conseguenza della guerra alla Siria, è che non solo s’è indebolita la posizione degli Stati Uniti in Medio Oriente, ma anche, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, ha scosso la finora ferrea presa degli Stati Uniti sul bacino del Mediterraneo.

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