950.-FRA IPOCRITI E TRUFFATORI

Da una Tv araba, Emma Bonino: servono 1,6 milioni di immigrati. Emma Bonino: Gli immigrati hanno contribuito al pil italiano con 100 miliardi di euro. Ci pagano 640mila pensioni. Abbiamo un problema demografico, servono 1,6 milioni di immigrati. Queste sono le voci false riportate all’estero, mentre a noi fanno credere che vogliono fermare l’immigrazione. Può una falsa calcare i palcoscenici, sedere in Parlamento, sparare boiate alle televisioni straniere? La capacità di prevedere i disagi che si creeranno non appartiene a tutta la classe politica perché troppi sono avvezzi a declamare sciocchezze e non hanno i mezzi, la cultura necessaria per conoscere. Vanno per sentito dire o per ciò che comoda al loro interesse. Gli immigrati “ci pagano la pensione”? Falso, solo di welfare ci costano 16 miliardi. Ecco quanto spendiamo solo di welfare per gli stranieri. Uno studio dimostra che entro trent’anni i conti non torneranno. Anche se il bilancio 2015 del capitolo “immigrazione” si è chiuso in sostanziale pareggio, gli squilibri sono destinati a emergere nel prossimo futuro. Abbiamo un problema demografico perché questi traditori della Politica hanno privato i giovani delle risorse necessarie a mettere su una famiglia e a mettere responsabilmente al mondo una creatura. Ora vi dimostriamo perché dire che abbiamo un vantaggio di 10 miliardi ad avere i contributi degli immigrati è una corbelleria.

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Questa strega nel 68 uccise migliaia di bambini e contribui’ ad ucciderne molti di piu’.. ecco a cosa servivano le pratiche abortiste del 68.

Le persone come Emma Bonino non hanno mai dato. Se togli le migliaia di nascituri ammazzati con le pratiche abortistiche, non ha mai lavorato! Solo goduto del sudore degli altri per tutta la vita. La chiamano politica e fanno la bella vita, per tutta la vita! Non è questa la Politica. Leggete Aristotele. Questi politicanti sono la feccia dell’Italia, il trionfo dei mercanti e dei venduti al denaro, perché antepongono l’economia al diritto. Valgono per loro solo le leggi del denaro, perché altra legge non hanno. Da sempre confondono le menti di chi non sa con false verità, falsando la verità. Noi italiani siamo cristiani perché amiamo il nostro prossimo come noi stessi. Perciò non abbiamo mai considerato numeri gli uomini. Cosa vuol dire “servono 1,6 milioni di immigrati” e perché non dice 160.000 tonnellate di negri? Cosa vuol dire sradicare 1,6 milioni di uomini dalla loro terra, dalle loro famiglie, cultura, tradizioni e cosa vuol dire distruggere l’ordine costituito della nostra società, le regole di una civile convivenza maturate nei secoli? Sta qui il dilemma delle democrazie contemporanee: si può chiedere ai cittadini di porre mano ai loro portafogli per sostenere comunità che si richiamano a valori ritenuti lontani e incompatibili con quelli ereditati dalla propria tradizione? Se il sacrificio che siamo tenuti a fare per il prossimo è alto, non se ne debbono poter condividere, sostanzialmente, ideali e aspirazioni? ma, sopratutto: Cosa sarà di questi esseri umani attratti con l’inganno, quando non serviranno più ai mercanti? Falsa e falsi come tutti i buonisti! L’unico Paese africano che stava crescendo e meglio degli europei: la Libia lo hanno raso al suolo, seminato di morte e violenza, per paura che non potessimo più dissanguarlo, dunque, per denaro! Per il guadagno di chi, se con questi ipocriti l’Italia è in continua recessione? Che senso ha importare forza lavoro, sia pure di manovali, sguatteri, prostitute e delinquenti, se qui il lavoro non c’è?

Vi dimostro quanto falsa è questa traditrice della cosiddetta sinistra, che sinistra mai fu.

L’assioma dei buonisti, come Emma Bonino, secondo cui “gli immigrati ci pagano la pensione” è una falsa verità. Purtroppo, non è così e non sarà così. Gli immigrati non ci pagano la pensione. Pagano la loro di pensione. I soldini che ogni mese versano all’INPS non sono soldi che ci regalano. Sono soldi che pagano oggi e che riceveranno indietro tra X anni quando andranno in pensione. Gli immigrati, come d’altra parte qualsiasi altra categoria di lavoratori, non regalano niente: prestano i soldi. Li prestano sì, ma poi li vogliono indietro. Quando l’INPS incassa i soldi degli immigrati, da una parte prende ma contemporaneamente si assume un debito che un giorno dovrà restituire.

Se vuoi dimostrarmi che gli immigrati sono una risorsa economica non puoi guardare solo il momento in cui dànno i soldi all’INPS ma anche il momento, nel futuro, in cui incasseranno. Poi fai i tuoi calcoli e mi dici qual è stato il tasso di interesse.
Calcoli quanto hanno versato gli immigrati nella loro vita lavorativa in italia, calcoli quanto gli restituisci sotto forma di pensione e salta fuori che gli abbiamo restituito gli stessi soldi con un interesse del 2%, del 5%, del 20% … che ne so, magari del -5%. Ecco, se mi dimostri che restituiamo agli immigrati i soldi versati con un interesse negativo allora sì che ne abbiamo un vantaggio. Altrimenti, se le pensioni che pagheremo saranno superiori ai contributi versati allora significa che i soldi presi in prestito dagli immigrati sotto forma di contributi saranno restituiti con un tasso di interesse positivo. A quel punto per capire se abbiamo un vantaggio dovremmo semplicemente comparare questo tasso di interesse con i tassi di interesse che potremmo ottenere altrove.

Se non ci fossero gli immigrati non sapremmo come pagare le pensioni, a meno di farci prestare i soldi da qualcun altro. Ed è una cosa che lo Stato già fa.

L’INPS nel 2014 ha pagato 410,3 miliardi in pensioni & C., mentre ha incassato 296,7 miliardi di contributi. La differenza? 113,6 miliardi di euro che arrivano dritti dritti dallo Stato.

Anche contando i contributi degli immigrati l’INPS non sta in piedi, ma ha bisogno che lo Stato ci metta una pezza. Una bella pezza di 113,6 miliardi di euro.
Se davvero gli immigrati ci pagassero la pensione significherebbe che darebbero contributi per coprire la differenza tra 296,7 e 410,3 miliardi. Col piffero, quei 113,6 miliardi ce li mette lo Stato, non gli immigrati. E lo Stato dove va a prenderli quei soldi? Dalla fiscalità generale, innanzitutto. Poi siccome le uscite (compresi i trasferimenti INPS) sono superiori alle entrare lo Stato se li fa prestare. Poniamo, allora, che tutti gli immigrati spariscano dall’Italia. Qualcuno ha calcolato che i contributi previdenziali degli immigrati ammontano a 10 miliardi. Prendiamo questo valore per buono. Il buco dell’INPS passerebbe da 113 a 123 miliardi che lo Stato dovrebbe versare all’INPS. Lo Stato dunque dovrebbe ricorrere al mercato per farsi prestare 10 miliardi aggiuntivi in titoli di Stato. Una cifra che lo Stato non avrebbe alcun problema a piazzare. A seconda degli anni (e delle relative scadenze dei debiti passati da rimborsare) infatti lo Stato ricorre al mercato per centinaia di miliardi di euro (nel 2015 circa 303 miliardi, nel 2016 saranno 256 miliardi e nel 2017 280 miliardi ). Dieci miliardi in più è persino minore della fluttuazione di anno in anno. Dunque, i contributi versati dagli immigrati sono un prestito così come 10 miliardi di BTP trentennali sono ugualmente un prestito da restituire a chi li ha comprati fra 30 anni. Nel 2014 lo Stato si è fatto prestare 280 miliardi con un tasso medio dell’1,35%. O la Bonino e chi come lei, ci dimostra che i 10 miliardi che gli immigrati prestano all’INPS li restituiamo con un interesse inferiore allo 1,35% oppure tanto valeva che l’INPS si facesse prestare dallo Stato 123 miliardi anziché 113 miliardi e lo Stato a sua volta piazzasse 10 miliardi in più di titoli di Stato. Se così non fosse, il vantaggio economico dovuto agli immigrati sarebbe la sola differenza dell’interesse. La storiella che racconta questa pazza scatenata è che abbiamo vantaggio per il solo fatto che incassiamo 10 miliardi significa guardare solo alle entrate e non anche alle uscite. Non mi lascio andare mai alle offese, ma lasciatemi urlare: “Emma Bonino sei una falsa!”

Consideriamo anche un dato di bilancio: l’Inps eroga due tipi di prestazioni, previdenziali e assistenziali. Quelle previdenziali sono legate ai contributi versati, quelle assistenziali a requisiti socio sanitari (la differenza è fondamentale, anche i bilanci sono diversi). Per quelle assistenziali sono previsti dei trasferimenti dallo Stato (in teoria), mentre per quelle previdenziali si fa forza sul salvadanaio Inps. Il previdenziale è in equilibrio. In realtà i soldi che prestiamo (i contributi versati) servono proprio per gestire il bilancio previdenziale. Sono le tasse che paghiamo a coprire l’assistenziale.

Gian Maria De Francesco ha riportato i dati dell’ultimo rapporto della Fondazione Leone Moresso. “Paiono tranquillizzanti, ma l’interpretazione non è univoca. L’analisi, condotta anche con il contributo della Cgia di Mestre, prende in considerazione gli oltre 5 milioni di immigrati regolari presenti nel nostro Paese all’inizio del 2016, a fronte degli oltre 175mila richiedenti asilo approdati sulle nostre coste. Questa popolazione è laboriosa e produttiva (gli occupati sono 2,35 milioni) e ha contribuito per oltre 127 miliardi al valore aggiunto del sistema-Italia. Essi hanno versato imposte per 6 miliardi e 10,9 miliardi di contributi per un totale incassato dal fisco che sfiora i 17 miliardi.

Pagare le tasse comporta anche diritti: gli immigrati regolari e i loro parenti possono giustamente usufruire dei servizi scolastici, sanitari, assistenziali e previdenziali. Nella voce «assistenza» rientrano anche le spese per l’amministrazione della giustizia in quanto oltre un terzo dei detenuti nelle carceri italiani è di origine straniera. La somma di queste spese è stata sintetizzata nel 2% del totale della spesa pubblica, quindi 16 miliardi circa. Tale calcolo, però, include in maniera sommaria (1,2 miliardi riferiti al bilancio dello Stato) le spese per l’accoglienza di migranti e rifugiati, esborso che il ministero dell’Economia ha quantificato in 3,2 miliardi. Anche se vi fosse un disavanzo, va ricordato che gli immigrati contribuiscono al pagamento di 640mila pensioni.

Ma è proprio il capitolo pensionistico che, in realtà, prefigura lo scenario ipotizzabile tra il 2040 e il 2050 quando molti immigrati vorranno naturalmente ritirarsi dal mondo del lavoro. Attualmente più del 70% della popolazione di origina straniera residente in Italia si situa nella fascia di reddito inferiore ai 25mila euro lordi annui. Questo lascia presagire che, una volta pensionati (soprattutto se gli anni di contribuzione saranno sufficienti) l’assegno sarà del tutto insufficiente a garantire loro un’esistenza dignitosa se resteranno in Italia. Essi diventeranno, pertanto, un problema in più a carico delle generazioni future perché quei contributi che versano oggi e pagano le pensioni di ieri dovranno essere restituiti e magari integrati con altre forme di sostegno al reddito.

Il professor Gian Carlo Blangiardo dell’Università di Milano Bicocca ha calcolato che sarebbe necessario un flusso aggiuntivo di 400-500 mila immigrati «giovani» all’anno per rendere il sistema sostenibile. Questo, però, significherebbe far esplodere una questione sociale senza precedenti e della quale già oggi vediamo alcuni sintomi. Innanzitutto, al di là del problema dell’accoglienza, occorre ricordare che la maggior parte degli immigrati (come testimoniato dalla distribuzione dei redditi) svolge mansioni che prevedono basse remunerazioni. Dunque si crea una concorrenza al ribasso o, per meglio dire, una guerra fra poveri italiani e stranieri. Il 47% degli immigrati è infatti occupato(a fronte del 36% della popolazione italiana), ma in due casi su tre si tratta di lavori a bassa qualifica. Che la crisi può sempre spazzare via.” Ecco il futuro che attende queste 160.000 tonnellate di esseri umani: i ghetti e le favelas, dove avranno una scelta obbligata: la disperazione o la delinquenza.

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