948.-FAKE NEWS O CENSURA?

Siamo contro ogni censura, e rigettiamo i fantasiosi progetti di Autorità Ufficiali della Veridicità proposti dal presidente dell’Antitrust. Il fatto che la dittatura tecnocratica finanziaria di Bruxelles (….non se ne può più di nominarla) abbia attribuito a Internet la BREXIT e la vittoria di Trump è dipeso da incapacità di analisi.; il fatto, invece, che non tolleri l’informazione che ne svela fatti e misfatti e tenga strette le briglie rientra più o meno nelle regole  del gioco. Così, non è il caso di gridare al complotto se dopo dieci anni, Google ha deciso di risolvere il contratto di distribuzione pubblicitaria con il sito “byoblu.com” e Claudio Messora non riceverà più i finanziamenti del suo videoblog di informazione libera, attraverso gli spazi pubblicitari di google (per oscurare un sito basta metterlo oltre la terza pagina nell’indicizzazione del motore di ricerca, e non lo troverà quasi nessuno visto che la stragrande maggioranza della gente si ferma ai primi risultati). Big G distribuisce la pubblicità online con la propria piattaforma AdSense, escludendo servizi che promuovono offese personali, o guadagni del tutto improbabili, o pagine web che offrono falsi diplomi o tesi universitarie copiate. La lista dei contenuti che non vengono promossi da AdSense è oggi chiaramente indicata nelle “content policies” adottate dall’azienda di Mountain View, che in casi di violazione si riserva di risolvere – anche unilateralmente – il contratto di distribuzione: alcool, tabacco, droghe e stupefacenti, pornografia, siti che promuovono aggressioni o attacchi contro persone o organizzazioni, contenuti collegati all’uso delle armi, sistemi di hacking e di attacchi informatici, servizi che promettono guadagni facili, contenuti illegali, disonesti o ingannevoli. E’ proprio quest’ultima categoria a rappresentare il tema più controverso, data l’oggettiva difficoltà a definire che cosa costituisca contenuto ingannevole o “fake news”. Nel caso di “byoblu.com”, è stato ritenuta ingannevole la registrazione di un intervento tenuto al Parlamento. Il blog non è stato eliminato, ma Messora dovrà cercare altrove le fonti di finanziamento. Del resto, AdSense è tra i leader di mercato, ma può agevolmente essere sostituito da numerose concessionarie alternative, in un contesto molto competitivo come quello della pubblicità sul web, che in Italia ha raggiunto nel 2016 un valore prossimo ai 2,5 miliardi di euro.

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