939.-Addio al “fallimento”: sì della Camera alla riforma dell’insolvenza

Approvata oggi la legge delega da Montecitorio. Ora parola definitiva al Senato. Tutte le novità e il testo.

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Nessuno potrà essere più apostrofato come “fallito” e scomparirà anche la parola “fallimento” (e la relativa procedura) che verrà sostituita dal termine “liquidazione giudiziale”. Parte dal vocabolario la riforma delle discipline della crisi d’impresa e dell’insolvenza approvata oggi dalla Camera a larga maggioranza (276 voti a favore, 125 astenuti e 1 contrario).
Il ddl, che consta di 15 articoli, delega il Governo a riformare la legge del 1942 sul fallimento tenendo conto delle indicazioni fornite dalla Commissione ministeriale Rordorf. Il testo, ora traghetta verso il Senato per il sì definitivo che non dovrebbe, a questo punto, incontrare grossi ostacoli.

Massima la soddisfazione del ministro della giustizia Andrea Orlando che a margine dell’approvazione parla di “un primo passo importantissimo verso l’approvazione definitiva di una riforma che finalmente modernizza un sistema vecchio di 74 anni”. Con questo provvedimento, aggiunge il Guardasigilli, sintetizzando i punti chiave della riforma, “si anticipano le procedure di allerta, si cerca di prevenire il rischio default quando è ancora possibile e si colma la lacuna che riguardava i gruppi di imprese: insomma, si contribuisce fondamentalmente alla competitività del Paese, che così si allinea ai criteri che, in materia, ispirano gli altri Stati europei”.
Le novità principali
L’allerta preventiva
Punto chiave della riforma approvata oggi è il puntare a mettere in sicurezza un’azienda o un gruppo di imprese dalla crisi, prima che la situazione precipiti. A tal fine, verrà introdotta una sorta di fase preventiva di “allerta” al fine di attivare tempestivamente le procedure per la risoluzione assistita della crisi e contribuire a rilanciare effettivamente l’impresa sul mercato. In caso di esito negativo della fase di allerta, questo sarà pubblicato nel registro delle imprese. Per l’imprenditore che attiva tempestivamente l’allerta (o si avvale di altri istituti tesi alla risoluzione concordata della crisi) sono previste misure premiali (come ad esempio la non punibilità dei delitti fallimentari, la riduzione delle sanzioni per i debiti fiscali, ecc.).

Concordato preventivo limitato
Altra novità della riforma riguarda la modifica delle nome sul concordato preventivo che sarà limitato ai soli casi in cui sia effettivamente possibile salvare l’attività a rischio di fallimento.
Nuova procedura fallimento
Come anticipato il ddl cancella dalla normativa le espressioni “fallito” e “fallimento” che spesso hanno costituito un vero e proprio marchio di infamia per imprenditori e imprese e che verranno sostituite dal termine “liquidazione giudiziale”. Ma non solo. A cambiare è totalmente anche la procedura, con l’eliminazione di quella fallimentare e con il curatore che diventa il “dominus” di quella nuova con poteri rafforzati (accesso alle banche dati, promozione azioni giudiziali, ecc.) e il possibile sbocco di un concordato di natura liquidatoria. Dovrà, inoltre, essere data priorità alla trattazione delle proposte che assicurino la continuità aziendale, considerando la liquidazione giudiziale come ultima ratio.

Regole semplificate
Si assiste inoltre alla semplificazione delle regole processuali, con la riduzione delle incertezze interpretative e alla facilitazione, nello stesso quadro, all’accesso ai piani attestati di risanamento e agli accordi di ristrutturazione dei debiti, puntando, in sostanza, ad incentivare gli strumenti di composizione stragiudiziale della crisi. Rivisitata anche la disciplina dei privilegi, ritenuta ormai obsoleta, e previsto un sistema di garanzie mobiliari non possessorie (una sorta di pegno in cui il debitore non è spossessato del bene mobile che ne è oggetto).

Quanto all’individuazione del tribunale competente, sarà fatta in relazione alle dimensioni e tipologia delle procedure concorsuali e quelle di maggiori dimensioni saranno assegnate al tribunale delle imprese.

Insolvenza gruppo di imprese
Viene disciplinata anche una procedura unitaria per la crisi e insolvenza di più imprese di un gruppo e anche in presenza di procedure distinte, previsti obblighi di collaborazione e reciproca informazione a carico degli organi procedenti. In sostanza, in caso di crisi di più società dello stesso gruppo si potrà presentare un’unica domanda per l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, l’ammissione al concordato o la liquidazione giudiziale. Ciò non escluderà l’autonomia delle masse (attive e passive) di ciascuna società.

Norme salva-famiglie
Più ampie le norme salva-famiglie con il riordino della disciplina del sovraindebitamento e soluzioni che consentano la prosecuzione dell’attività da parte del debitore. Viene introdotto inoltre un articolo a tutela degli acquirenti di immobili da costruire, con la previsione che i costruttori depositino la fideiussione da un notaio (a garanzia di chi compra casa sulla carta) sin dall’origine, evitando così che in caso di insolvenza, la tutela arrivi tardi.

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Atti Parlamentari — 1 — Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA — DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI — DOCUMENTI

N. 3671-bis-3609-3884-A CAMERA DEI DEPUTATI

DISEGNO DI LEGGE

n. 3671-bis
PRESENTATO DAL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

(ORLANDO)

DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

(GUIDI)

Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza

(Testo risultante dallo stralcio dell’articolo 15 del disegno di legge n. 3671, deliberato dall’Assemblea il 18 maggio 2016)

E

PROPOSTE DI LEGGE

n. 3609, D’INIZIATIVA DEI DEPUTATI FABBRI, PAGANI, MONTRONI

Modifiche al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, in materia di diritti del fallito nella procedura fallimentare

Presentata il 15 febbraio 2016

NOTA: La II Commissione permanente (Giustizia), il 26 gennaio 2017, ha deliberato di riferire favorevolmente sul disegno di legge n. 3671-bis. In pari data, la Commissione ha chiesto di essere autorizzata a riferire oralmente. Per il testo delle proposte di legge nn. 3609 e 3884 si vedano i relativi stampati.

Atti Parlamentari — 2 — Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA A.C. 3671-bis-3609-3884-A

n. 3884, D’INIZIATIVA DEI DEPUTATI
FANUCCI, LUCIANO AGOSTINI, ALBANELLA, ALBINI, AMODDIO, ANTEZZA, AN- ZALDI, ARLOTTI, BARGERO, BARUFFI, BATTAGLIA, BAZOLI, BECATTINI, BENI, BERGONZI, BERRETTA, BOCCUZZI, PAOLA BOLDRINI, BOLOGNESI, BONACCORSI, BONOMO, BORGHI, BOSSA, BRAGA, PAOLA BRAGANTINI, BRANDOLIN, BRUNO BOSSIO, CANI, CAPELLI, CAPODICASA, CAPONE, CARELLA, CARLONI, CARNEVALI, CARRESCIA, CASATI, CASTRICONE, CAUSI, CENNI, CIMBRO, CIRACÌ, COLANINNO, COPPOLA, COVA, COVELLO, CRIMÌ, CRIVELLARI, DAL MORO, DALLAI, D’ARIENZO, DE MENECH, DELL’ARINGA, MARCO DI MAIO, DI SALVO, MARCO DI STEFANO, D’INCECCO, DONATI, D’OTTAVIO, ERMINI, FABBRI, FAMIGLIETTI, GIANNI FARINA, FEDI, FERRARI, FERRO, FRAGOMELI, FREGOLENT, FUSILLI, GADDA, GIAMPAOLO GALLI, GALPERTI, GARAVINI, GASPARINI, GHIZZONI, GINATO, GIULIANI, GIU- LIETTI, GNECCHI, GRASSI, GRECO, GUERRA, IACONO, TINO IANNUZZI, IMPEGNO, INCERTI, IORI, LA MARCA, LACQUANITI, LIBRANDI, LODOLINI, PATRIZIA MAE- STRI, MAGORNO, MALISANI, MALPEZZI, MANCIULLI, MANFREDI, MANZI, MARAN- TELLI, MARCHETTI, MARCHI, MARIANI, MARROCU, PIERDOMENICO MARTINO, MASSA, MATTIELLO, MAZZOLI, MELILLA, MELILLI, MINNUCCI, MOGNATO, MON- GIELLO, MONTRONI, MORANI, MORASSUT, MORETTO, MOSCATT, MURA, NARDI, NARDUOLO, OLIVERIO, PAGANI, PALMA, PARRINI, PASTORELLI, PATRIARCA, PE- LUFFO, PIAZZONI, GIORGIO PICCOLO, PILOZZI, PREZIOSI, RAGOSTA, RAMPI, RIBAUDO, ROMANINI, ROSTELLATO, ROTTA, RUBINATO, SANGA, SANI, FRANCE- SCO SANNA, GIOVANNA SANNA, SANNICANDRO, SBROLLINI, SCANU, SCHIRÒ, SENALDI, SGAMBATO, TACCONI, TARTAGLIONE, TERROSI, TIDEI, TULLO, VA- LIANTE, VAZIO, VENITTELLI, VERINI, VICO, VIGNALI, VILLECCO CALIPARI, ZAN, ZANIN, ZAPPULLA, ZARDINI, ZOGGIA

Modifiche alla legge 27 gennaio 2012, n. 3, in materia di compo- sizione delle crisi da sovraindebitamento

Presentata l’8 giugno 2016

(Relatori: BAZOLI e ERMINI)

Atti Parlamentari — 3 — Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA A.C. 3671-bis-3609-3884-A

PARERE DEL COMITATO PER LA LEGISLAZIONE Il Comitato per la legislazione,

esaminato il disegno di legge n. 3671-bis e rilevato che: sotto il profilo dell’omogeneità di contenuto:

il disegno di legge all’esame – nel presupposto che, a seguito dello stralcio dell’articolo 15, il riferimento al riordino dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi contenuto all’articolo 1, comma 1, sia espunto – reca un contenuto omogeneo e corrispondente al titolo in quanto, mediante il conferimento di una delega al Governo, è volto all’attuazione di una riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza, e, in particolare, delle procedure concor- suali, della disciplina della composizione delle crisi da sovraindebita- mento e del sistema dei privilegi e delle garanzie;

sul piano della chiarezza e della proprietà della formulazione:

con riferimento alla formulazione delle norme di delega, esse sono in via generale ben strutturate e individuano chiaramente l’og- getto, le procedure, i principi generali e i principi e criteri direttivi specifici per ogni singolo ambito di esercizio della delega stessa. Fa eccezione, in relazione alla definizione dell’oggetto, la disposizione contenuta all’articolo 1, comma 2, che – con una formulazione che rischia di dilatare l’orizzonte discrezionale del Governo e della quale andrebbe chiarita la portata normativa – assegna al Governo il compito di curare « il coordinamento con le disposizioni vigenti, anche modi- ficando la formulazione e la collocazione delle norme non direttamente investite dai principi e criteri direttivi di delega, in modo da renderle ad essi conformi, e adottando le opportune disposizioni transitorie ». Sotto il profilo della formulazione dei principi e dei criteri di delega, fanno invece eccezione i principi e i criteri direttivi contenuti all’arti- colo 6, comma 1, lettere o) e p) sulla riforma della procedura di concordato preventivo e i principi e i criteri direttivi di cui all’articolo 11, comma 1, lettera e), sulla revisione del sistema delle garanzie non possessorie, che risultano formulati in termini generici, fino a coinci- dere con l’oggetto della delega;

in relazione ai termini per l’esercizio della delega, il disegno di legge, all’articolo 1, comma 3, ultimo periodo, prevede che, qualora il termine per l’espressione del parere parlamentare scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine di delega o successiva- mente, tale termine sia prorogato per un periodo di sessanta giorni, sulla base di un meccanismo, la cosiddetta «tecnica dello scorri- mento », che non permette di individuare il termine per l’esercizio della delega in modo univoco; a tale proposito, si segnala che, secondo una costante linea di indirizzo, il Comitato per la legislazione nei propri pareri, ha sempre segnalato che « appare opportuno individuare uni- vocamente i termini per l’esercizio della delega principale e di quelle

Atti Parlamentari — 4 — Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA A.C. 3671-bis-3609-3884-A

integrative e correttive, rinunziando alla “tecnica dello scorrimento” » e che, in numerose recenti circostanze, a seguito dell’espressione di rilievi in tal senso, sono stati approvati emendamenti volti a prevedere, in luogo dello scorrimento del termine di delega, termini certi entro i quali il Governo deve trasmettere alle Camere gli schemi dei decreti legislativi, pena l’inefficacia della delega e l’invalidità dei decreti adot- tati. Nel caso di specie, peraltro, la norma risulterebbe inapplicabile dal momento che il medesimo comma 3, al secondo periodo, individua in modo univoco il termine per la trasmissione degli schemi alle Camere, fissato «entro il sessantesimo giorno antecedente la scadenza del termine per l’esercizio della delega», e precisa che il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per gli aspetti finanziari va reso entro trenta giorni, escludendo così la possibilità che il termine per l’espressione del parere parlamentare possa scadere negli ultimi trenta giorni per l’esercizio della delega o successivamente;

sul piano dei rapporti con le fonti subordinate del diritto:

il disegno di legge, all’articolo 4, comma 1, lettera a), delega il Governo ad attribuire la competenza in materia di «procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, di natura non giudiziale e confidenziale », ad un’apposita « sezione specializzata degli organismi di composizione della crisi, previsti dalla legge 27 gennaio 2012, n. 3, e dal regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia 24 settembre 2014, n. 202, con opportuni adattamenti »; in proposito, ove si dovesse rendere necessario intervenire anche sul citato regolamento, si ricorda che, secondo i costanti indirizzi del Comitato, l’incidenza, ad opera di una fonte di rango primario, su una disciplina oggetto di fonte normativa di rango subordinato, integra una modalità di produzione legislativa che non appare conforme alle esigenze di coerente utilizzo delle fonti, in quanto può derivarne l’effetto secondo cui atti non aventi forza di legge presentano un diverso grado di resistenza ad interventi modificativi successivi (si veda il punto 3, lettera e), della circolare congiunta dei Presidenti di Camera e Senato e del Presidente del Consiglio del 20 aprile 2001);

infine, il disegno di legge risulta corredato sia della relazione sull’analisi tecnico normativa (ATN) sia dell’analisi sull’impatto della regolamentazione (AIR);

ritiene che, per la conformità ai parametri stabiliti dall’articolo

16-bis del Regolamento, debbano essere rispettate le seguenti condi- zioni:

sotto il profilo della chiarezza e della proprietà della formula- zione:

anche al fine di circoscrivere adeguatamente la discrezionalità del legislatore delegato, si chiarisca la portata normativa della dispo- sizione contenuta all’articolo 1, comma 2, in particolare là dove assegna al Governo il compito di riformulare o coordinare con le disposizioni attuative della delega anche « norme non direttamente investite dai principi e criteri direttivi di delega »;

Atti Parlamentari — 5 — Camera dei Deputati

XVII LEGISLATURA

A.C. 3671-bis-3609-3884-A

per quanto detto in premessa, all’articolo 1, comma 3, si valuti la soppressione dell’ultimo periodo, che consente il ricorso alla « tec- nica dello scorrimento » del termine per l’esercizio della delega, anche in considerazione del fatto che la predetta disposizione – stante il disposto del secondo periodo del medesimo comma – risulta di fatto inapplicabile.

Il Comitato osserva altresì quanto segue:

sotto il profilo dell’efficacia del testo per la semplificazione e il riordino della legislazione vigente:

per quanto detto in premessa, all’articolo 4, comma 1, lettera a), la Commissione dovrebbe verificare se, come sembrerebbe, sia neces- sario intervenire esclusivamente sulla legge n. 3 del 2012; qualora si rendesse necessario, invece, intervenire anche sul regolamento n. 202 del 2014, valuti la Commissione l’opportunità di autorizzare espressa- mente il Governo ad introdurvi le opportune modifiche;

al fine di circoscrivere la discrezionalità del legislatore delegato, si dovrebbero infine specificare i principi e i criteri direttivi contenuti all’articolo 6, comma 1, lettere o) e p), e all’articolo 11, comma 1, lettera e), che risultano formulati in termini generici, fino a coincidere con l’oggetto della delega.

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XVII LEGISLATURA
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PARERE DELLA I COMMISSIONE PERMANENTE (AFFARI COSTITUZIONALI, DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E INTERNI)

Il Comitato permanente per i pareri della I Commissione,

esaminato il nuovo testo del disegno di legge C. 3671-bis Governo, recante « Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza »;

considerato che il provvedimento in esame presso la II Commis- sione risulta dallo stralcio del disegno di legge C. 3671, deliberato dall’Assemblea il 18 maggio 2016, contenente una ampia delega per la riforma delle disciplina della crisi di impresa e dell’insolvenza;

preso atto che lo stralcio ha avuto ad oggetto la disposizione- recata all’articolo 15 del C. 3671 – relativa all’amministrazione stra- ordinaria delle grandi imprese in crisi, con successiva assegnazione alla Commissione Attività produttive del C. 3671-ter;

rilevato che il provvedimento, anche a seguito delle modifiche apportate in sede referente, presenta profili innovativi di riforma delle procedure concorsuali;

valutato, in particolare, che l’articolo 1, non modificato presso la Commissione di merito, delega il Governo ad emanare – entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge – uno o più decreti legislativi (comma 1) per riformare: le procedure concorsuali (R.D. n. 267 del 1942, cosiddetta Legge fallimentare); la disciplina della composizione delle crisi da sovraindebitamento (legge n. 3 del 2012); l’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi (decreto legislativo n. 270 del 1999, cosiddetto Prodi-bis; decreto-legge n. 347 del 2003, cosiddetto decreto Marzano); il sistema dei privilegi e delle garanzie;

considerato che, a seguito dello stralcio, i principi e criteri di delega relativi all’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi testé richiamata dal comma 1 dell’articolo 1, sono ora contenuti nella parte del disegno di legge all’esame della Commissione Attività produttive (C. 3671-ter);

rilevato poi che il comma 3 del medesimo articolo 1 del prov- vedimento in esame, nel delineare il procedimento per l’emanazione dei decreti legislativi di attuazione della delega – oltre a prevedere la proposta del Ministro della giustizia, il concerto con i Ministri dell’e- conomia e delle finanze e del lavoro e il parere delle competenti commissioni parlamentari – continua a fare riferimento, nonostante lo stralcio, al riordino dell’amministrazione delle grandi imprese in crisi, per il quale richiede che la proposta venga dal Ministro dello sviluppo economico;

valutata dunque l’opportunità – a seguito dello stralcio – di eliminare dal testo dell’articolo 1 del C. 3671-bis ogni riferimento alla riforma dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese

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(comma 1) e alle conseguenti competenze del Ministro dello sviluppo economico (comma 3);

rilevato poi che il richiamato articolo 1, al medesimo comma 3, terzo periodo, prevede, quanto al parere delle competenti Commissioni parlamentari, che se il termine per l’espressione del parere scade nei trenta giorni antecedenti lo spirare del termine per l’esercizio della delega, o successivamente, quest’ultimo termine è prorogato di 60 giorni (cosiddetta « tecnica dello scorrimento »);

richiamata in proposito l’opportunità di valutare – anche alla luce dell’orientamento a più riprese espresso dal Comitato della legi- slazione in proposito – la correttezza di tale richiamata « tecnica dello scorrimento » del termine della delega, tenuto conto dell’esigenza di individuare un termine certo per il suo esercizio;

preso atto poi che l’articolo 11 – non modificato nel corso dell’esame in Commissione Giustizia – detta i principi e criteri direttivi per la revisione del sistema della garanzie reali mobiliari, in particolare attraverso l’introduzione nell’ordinamento di una garanzia reale mo- biliare di natura non possessoria (comma 1, lettera a));

osservato al riguardo che il pegno mobiliare non possessorio è già stato introdotto nell’ordinamento dall’articolo 1 del decreto-legge n. 59 del 2016;

preso atto, quanto alle competenze legislative costituzionalmente definite, che la riforma delle procedure di insolvenza è riconducibile alla materia « ordinamento civile », di esclusiva competenza statale, ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione,

esprime,

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:

a) ai commi 1 e 3, primo periodo, dell’articolo 1, si valuti la possibilità – a seguito dello stralcio – di eliminare dal testo ogni riferimento alla riforma dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi e alle conseguenti competenze del Ministro dello sviluppo economico;

b) al comma 3, terzo periodo, del medesimo articolo 1, valuti la Commissione di merito l’opportunità di valutare la correttezza della “tecnica dello scorrimento” del termine della delega, tenuto conto dell’esigenza di individuare un termine certo per il suo esercizio;

c) all’articolo 11, comma 1, lettera a), valuti la Commissione di merito l’opportunità di coordinare il testo con quanto già previsto dall’articolo 1 del decreto-legge n. 59 del 2016 (convertito nella legge di conversione 30 giugno 2016, n. 119), in materia di pegno mobiliare non possessorio.

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PARERE DELLA VI COMMISSIONE PERMANENTE (FINANZE)

La VI Commissione,

esaminato, ai sensi dell’articolo 73, comma 1-bis, del regola- mento, per gli aspetti attinenti alla materia tributaria, il disegno di legge C. 3671-bis, recante « Delega al Governo per la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza », nel testo risultante dallo stralcio dell’articolo 15 del disegno di legge n. 3671, deliberato dall’Assemblea il 18 maggio 2016, e come risultante dagli emendamenti approvati nel corso dell’esame in sede referente, nonché le abbinate proposte di legge;

evidenziato come il disegno di legge costituisca uno degli inter- venti di riforma più importanti dell’intera legislatura, atteso da molti anni dagli studiosi e dagli operatori del settore, considerato che la cornice giuridica della disciplina fallimentare, risalente ormai al 1942, risulta ormai superata nell’attuale contesto economico, sociale e giu- ridico;

rilevato inoltre come il disegno di legge costituisca il primo vero intervento legislativo di natura organica in un settore tanto cruciale dell’ordinamento, in quanto i numerosi interventi operati in tale ambito hanno per lo più avuto natura episodica ed emergenziale, e sono dunque risultati parziali, frammentari e scarsamente sistematici;

sottolineato come il provvedimento ribalti la prospettiva delle procedure concorsuali, al fine di introdurre in tale disciplina strumenti che assicurino maggiore flessibilità nello svolgimento delle procedure stesse, in modo da consentire il più possibile la continuità dell’attività d’impresa, valorizzando a tal fine gli strumenti transattivi, non solo nei confronti della generalità dei creditori e delle banche, ma anche nei confronti dell’Erario;

rilevato, a tale ultimo proposito, come la cattiva gestione delle crisi d’impresa, laddove conduca al fallimento dell’impresa stessa, possa determinare un danno anche per la tutela degli interessi erariali relativi alla riscossione dei tributi e come l’introduzione di elementi di flessibilità nelle decisioni dell’Erario relativamente alle procedure con- corsuali possa invece consentire di migliorare il tasso di riscossione delle somme dovute dai soggetti sottoposti alle stesse procedure;

richiamata la particolare rilevanza del criterio di delega, recato dall’articolo 2, che prevede l’eliminazione della procedura fallimentare e la sua sostituzione con quella di liquidazione giudiziale, superando in tal modo opportunamente un’impostazione terminologica e giuridica ormai non più attuale;

evidenziata altresì l’importanza, nell’ambito del medesimo arti- colo 2, delle previsioni di delega che stabiliscono la creazione di un albo

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nazionale dei soggetti abilitati a svolgere funzioni di gestione e controllo nell’ambito delle procedure concorsuali, colmando in tal modo una lacuna piuttosto grave del sistema vigente;

segnalata inoltre la rilevanza, nel quadro degli strumenti di composizione stragiudiziale della crisi, dell’introduzione, prevista dal- l’articolo 4 del disegno di legge, di una fase preventiva di « allerta », volta all’emersione precoce della crisi d’impresa e a una sua risoluzione assistita, la quale si situa in un momento precedente rispetto all’emer- gere di una vera e propria crisi di liquidità dell’impresa, ed è finalizzata a evitare che la situazione aziendale possa deteriorarsi ulteriormente fino a pregiudicarne definitivamente la sopravvivenza economica,

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con la seguente condizione:

si provveda a definire misure volte a garantire la più ampia flessibilità, da parte dell’Erario, relativamente a tutte le procedure concorsuali nelle quali si registrino crediti tributari, utilizzando un approccio duttile che consenta di realizzare la massima efficacia dell’attività di riscossione dei tributi, così da consentire la migliore salvaguardia dei crediti erariali;

e con la seguente osservazione:

con riferimento all’introduzione, prevista dall’articolo 4 del di- segno di legge, di una fase preventiva di « allerta », volta ad anticipare l’emersione della crisi dell’impresa, si valuti l’opportunità di dettare una clausola generale contenente indici presuntivi e un sistema di classificazioni che assicurino l’ordinata e omogenea attuazione di tale meccanismo di « allerta », definendo in merito precisi criteri di delega, i quali potranno essere valutati anche nel corso dell’esame parlamen- tare sugli schemi di decreto che saranno adottati in forza della delega stessa.

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PARERE DELLA X COMMISSIONE PERMANENTE (ATTIVITÀ PRODUTTIVE, COMMERCIO E TURISMO)

La X Commissione,

esaminato il testo recante delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza (C. 3671-bis Governo e abbinate) come risultante dagli emendamenti approvati dalla Com- missione Giustizia;

ricordato che l’articolo 15 del disegno di legge recante delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza (C. 3671 Governo) è stato stralciato con deliberazione dell’Assemblea del 18 maggio 2016, e che esso è ora all’esame di questa Commissione quale « Delega al Governo in materia di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza » (C. 3671-ter Governo) in abbinamento con la proposta di legge recante disciplina delle procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese e dei complessi di imprese in crisi (C. 865);

sottolineato che il provvedimento di delega elaborato dalla Com- missione Giustizia (C. 3671-bis Governo e abbinate) conferma l’obiet- tivo di una riforma organica della disciplina delle procedure di crisi e dell’insolvenza, anche alla luce del regolamento (UE) 2015/848, del 20 maggio 2015, sulle procedure di insolvenza, nonché della raccoman- dazione della Commissione europea n. 2014/135/UE, del 12 marzo 2014, su un nuovo approccio al fallimento delle imprese e all’insol- venza, e dei princìpi della model law in materia di insolvenza elaborati dalla Commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazionale (UNCITRAL);

richiamata tra l’altro, in questo contesto, la rilevanza dei princìpi generali di riforma della disciplina delle procedure concor- suali di cui all’articolo 2 delle disposizioni di delega ove, alla stregua degli emendamenti approvati dalla Commissione Giustizia, si prevede ora, al comma 1, lettera c), l’esplicito apporto «delle elaborazioni della scienza aziendalistica » ai fini della definizione dello stato di crisi come probabilità di futura insolvenza, nonché, al comma 1, lettera g), la priorità di trattazione di proposte « che comportino il superamento della crisi assicurando la continuità aziendale, anche tramite un diverso imprenditore, purché funzionali al miglior sod- disfacimento dei creditori e la valutazione di convenienza sia illu- strata nel piano»;

richiamata, ancora, la rilevanza delle disposizioni di cui al- l’articolo 4 in materia di procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, ove, alla stregua degli emendamenti approvati dalla Commissione Giustizia, si prevede ora che l’esistenza dei fondati indizi della crisi, di cui al comma 1, lettera b), vada individuata «secondo parametri corrispondenti a quelli rilevanti ai

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fini del riconoscimento delle misure premiali di cui alla lettera g) del presente comma », e che la legittimazione alla segnalazione, di cui al comma 1, lettera c), faccia riferimento ai creditori pubblici qualificati, prospettando la definizione dell’inadempimento di im- porto rilevante « sulla base di criteri non assoluti ma relativi, come tali rapportati alle dimensioni dell’impresa»;

richiamata altresì la rilevanza delle disposizioni di cui all’ar- ticolo 6 in materia di procedura di concordato preventivo, ove, alla stregua degli emendamenti approvati dalla Commissione Giustizia, si prevede ora, al comma 1, lettera b), la definizione dei «casi» di legittimazione del terzo a promuovere detta procedura concordataria nei confronti del debitore che versi in stato di insolvenza «e non di mera crisi»;

sottolineata, in generale ed anche con specifico riferimento alle disposizioni fin qui richiamate, la necessità, nell’esercizio della delega, della più attenta e compiuta analisi d’impatto della regolazione, anche attraverso il confronto con le associazioni imprenditoriali, nonché l’opportunità di scelte di valorizzazione delle competenze di dette associazioni nello sviluppo dell’esperienza degli organismi di compo- sizione della crisi,

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:

a) valuti la Commissione di merito l’opportunità di eliminare dal provvedimento, in considerazione dello stralcio dal suo impianto del- l’articolo 15, i riferimenti alla riforma dell’amministrazione straordi- naria delle grandi imprese in crisi (articolo 1, comma 1) ed alle conseguenti competenze del Ministro dello sviluppo economico (arti- colo 1, comma 3);

b) valuti la Commissione di merito l’opportunità di prevedere, in riferimento all’articolo 4, comma 1, lettera a), che la segnalazione da parte dell’organismo di composizione della crisi al pubblico ministero dell’esito negativo delle trattative intervenga qualora il mancato rag- giungimento di una soluzione concordata tra i creditori ed il debitore sia dovuto ad inerzia o ostruzionismo di quest’ultimo;

c) valuti la Commissione di merito l’opportunità di precisare il concetto di « inadeguata risposta » da parte dell’organo amministrativo della società, di cui all’articolo 4, comma 1, lettera b), a fronte della quale organi di controllo, revisore contabile e società di revisione sono obbligati a informare tempestivamente dell’esistenza di fondati indizi della crisi il presidente della sezione specializzata in materia di impresa del tribunale; valuti altresì la Commissione di merito l’opportunità che detta informativa sia in prima fase indirizzata all’organismo di com- posizione della crisi;

d) valuti la Commissione di merito l’opportunità che la segna- lazione da parte dei creditori pubblici qualificati, di cui all’articolo 4,

Atti Parlamentari — 12 — Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA A.C. 3671-bis-3609-3884-A

comma 1, lettera c), sia in prima fase indirizzata agli organi di controllo della società o, in mancanza, al competente organismo di composizione della crisi;

e) valuti la Commissione di merito l’opportunità di cassare la previsione, di cui all’articolo 6, comma 1, lettera b), concernente i « casi » di legittimazione del terzo a promuovere la procedura di concordato preventivo nei confronti del debitore insolvente; in subor- dine, valuti la Commissione di merito l’opportunità di precisare detti « casi », facendo particolare riferimento alla legittimazione del credi- tore rilevante e/o a proposte e piani capaci di consentire una signifi- cativa soddisfazione dei creditori;

f) valuti la Commissione di merito l’opportunità di precisare criteri e modalità di composizione dei poteri del tribunale in materia di valutazione e di verifica della fattibilità anche economica del piano concordatario, di cui all’articolo 6, comma 1, lettera f), con il giudizio di convenienza economica di competenza dei creditori;

g) valuti la Commissione di merito l’opportunità di prevedere, nell’ambito dei princìpi e criteri direttivi di delega recati dall’articolo 7 in materia di procedura di liquidazione giudiziale, esplicita deroga per le imprese aventi i requisiti per l’assoggettamento alla procedura di amministrazione straordinaria;

h) valuti la Commissione di merito l’opportunità del coordina- mento delle disposizioni di cui all’articolo 11, comma 1, lettera a), concernenti la previsione dell’introduzione di « una forma di garanzia mobiliare senza spossessamento », con il pegno mobiliare non posses- sorio già introdotto nell’ordinamento ai sensi dell’articolo 1 del decre- to-legge 3 maggio 2016, n. 59;

i) valuti la Commissione di merito, con riferimento alle dispo- sizioni di cui al nuovo articolo 11-bis in materia di garanzie in caso di acquisto di immobili da costruire, l’inserimento fra i princìpi di delega di princìpi volti ad agevolare il rilascio della fideiussione di cui all’articolo 2 nonché della polizza assicurativa indennitaria di cui all’articolo 4 del decreto legislativo n. 122 del 2005;

l) valuti la Commissione di merito l’opportunità di precisare il concetto di « assetti organizzativi adeguati per la rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuità aziendale », di cui all’articolo 13, comma 1, lettera b), anche rapportandolo alle dimensioni dell’at- tività d’impresa, nonché l’opportunità, ancora, di una specifica valu- tazione d’impatto organizzativo delle soglie, di cui all’articolo 13, comma 1, lettera f-bis), individuate per l’estensione dell’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore;

m) valuti la Commissione di merito l’opportunità di precisare quali obblighi a carico degli organi sociali, di cui all’articolo 2486 del codice civile, possano essere sospesi, ai sensi delle previsioni di cui all’articolo 13, comma 1, lettera d), nell’ambito delle misure protettive per procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, di accordi di ristrutturazione dei debiti, di accordi di regolazione con- cordata preventiva della crisi;

Atti Parlamentari — 13 — Camera dei Deputati

XVII LEGISLATURA

A.C. 3671-bis-3609-3884-A

n) valuti la Commissione di merito l’opportunità di prevedere, nell’ambito dei princìpi e criteri direttivi di delega recati dall’articolo 14 in materia di liquidazione coatta amministrativa, specifiche moda- lità di intervento dell’autorità di vigilanza amministrativa sulle coope- rative per la gestione commissariale della fase di crisi.

PARERE DELLA XI COMMISSIONE PERMANENTE (LAVORO PUBBLICO E PRIVATO)

La XI Commissione,

esaminato, per quanto di competenza, il nuovo testo del disegno di legge Atto Camera n. 3671-bis, recante delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza, come risultante al termine dell’esame delle proposte emendative da parte della Commissione di merito;

condivise le finalità del provvedimento, che, anche in conside- razione delle numerose sollecitazioni provenienti dall’Unione europea per una complessiva revisione della disciplina delle procedure di insolvenza, intende rendere maggiormente organica e sistematica la normativa che regola le procedure concorsuali;

osservato, per quanto attiene ai profili che incidono su materie di competenza della Commissione, che l’articolo 4, nell’ambito dei principi e dei criteri direttivi della delega legislativa relativa all’intro- duzione di procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, di natura non giudiziale e confidenziale, finalizzate a incentivare l’emersione anticipata della crisi, impone ai creditori pubblici qualifi- cati, agli enti previdenziali e agli agenti della riscossione delle imposte, l’obbligo, a pena di inefficacia dei privilegi accordati ai crediti di cui sono titolari o per i quali procedono, di segnalare immediatamente, agli organi di controllo della società e, in ogni caso, al presidente della sezione specializzata in materia di impresa del tribunale competente per il luogo in cui l’imprenditore ha sede, il perdurare di inadempi- menti di importo rilevante;

rilevato che l’articolo 7, comma 7, del provvedimento stabilisce che la disciplina degli effetti sui rapporti di lavoro subordinato della procedura di liquidazione giudiziale, che dovrebbe sostituire l’attuale istituto del fallimento, sia coordinata con la legislazione vigente in materia di diritto del lavoro per quanto concerne il licenziamento, le forme assicurative e di integrazione salariale, il trattamento di fine rapporto e le modalità di insinuazione al passivo;

considerato che l’articolo 10 stabilisce che, in sede di attuazione della delega di cui all’articolo 1, il Governo proceda al riordino e alla revisione del sistema dei privilegi, con l’obiettivo di ridurre le ipotesi di privilegio generale o speciale, con particolare riguardo ai privilegi

Atti Parlamentari — 14 — Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA A.C. 3671-bis-3609-3884-A

retentivi, eliminando quelle non più attuali rispetto al tempo in cui sono state introdotte e adeguando in conformità l’ordine delle cause legittime di prelazione;

osservato, a tale riguardo, che gli articoli 2751-bis, 2753 e 2754 del codice civile prevedono un privilegio generale sui beni mobili per i crediti per retribuzioni e indennità dovute per lavoro dipendente e per i contributi dovuti dal datore di lavoro;

ritenuto che tali ipotesi di privilegio debbano essere mantenute anche a seguito del riordino e della revisione prefigurati dall’articolo 10, in considerazione della particolare meritevolezza degli interessi tutelati,

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con la seguente osservazione:

valuti la Commissione di merito l’opportunità di precisare espressamente che nell’ambito del riordino e della revisione del sistema dei privilegi, di cui all’articolo 10, non si intervenga per ridurre i privilegi generali sui mobili relativi ai crediti per retribuzioni e con- tributi di cui agli articoli 2751-bis, 2753 e 2754 del codice civile e sia garantito almeno il mantenimento della loro attuale collocazione nel- l’ordine delle cause legittime di prelazione.

PARERE DELLA XIV COMMISSIONE PERMANENTE (POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA)

PARERE FAVOREVOLE.

Atti Parlamentari

Camera dei Deputati

A.C. 3671-bis-3609-3884-A

TESTO
DELLA COMMISSIONE __

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI

ART. 1.

(Oggetto della delega al Governo e procedure per l’esercizio della stessa).

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con l’osservanza dei princìpi e criteri direttivi di cui alla medesima legge, uno o più decreti legisla- tivi per la riforma organica delle procedure concorsuali di cui al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e della disciplina sulla composizione delle crisi da sovraindebita- mento di cui alla legge 27 gennaio 2012, n. 3, nonché per la revisione del sistema dei privilegi e delle garanzie.

2. Identico.

15

XVII LEGISLATURA

TESTO
DEL DISEGNO DI LEGGE N. 3671-BIS __

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI

ART. 1.

(Oggetto della delega al Governo e procedure per l’esercizio della stessa).

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con l’osservanza dei princìpi e criteri direttivi di cui alla medesima legge, uno o più decreti legisla- tivi per la riforma organica delle procedure concorsuali di cui al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e della disciplina sulla composizione delle crisi da sovraindebita- mento di cui alla legge 27 gennaio 2012, n. 3, per il riordino dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza di cui al decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, e delle misure urgenti per la ristrutturazione industriale di grandi imprese in stato di insolvenza di cui al decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39, nonché per la revisione del sistema dei privilegi e delle garanzie.

2. Nell’esercizio della delega di cui al comma 1 il Governo tiene conto della nor- mativa dell’Unione europea e in particolare del regolamento (UE) 2015/848 del Parla- mento europeo e del Consiglio, del 20 mag- gio 2015, sulle procedure di insolvenza, della raccomandazione n. 2014/135/UE della Commissione, del 12 marzo 2014, nonché dei princìpi della model law elabo- rati in materia di insolvenza dalla Com- missione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazionale (UNCITRAL); cura altresì il coordinamento con le dispo- sizioni vigenti, anche modificando la for- mulazione e la collocazione delle norme

Atti Parlamentari — 16 XVII LEGISLATURA

non direttamente investite dai princìpi e criteri direttivi di delega, in modo da ren- derle ad essi conformi, e adottando le op- portune disposizioni transitorie.

3. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro della giustizia e, quanto al riordino dell’ammi- nistrazione delle grandi imprese in crisi, del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Essi sono successi- vamente trasmessi alla Camera dei depu- tati e al Senato della Repubblica, entro il sessantesimo giorno antecedente la sca- denza del termine per l’esercizio della de- lega, per l’espressione dei pareri delle ri- spettive Commissioni parlamentari compe- tenti per materia e per gli aspetti finan- ziari, da rendere entro il termine di trenta giorni, decorso inutilmente il quale i de- creti possono essere comunque emanati. Il termine per l’esercizio della delega è pro- rogato di sessanta giorni quando il termine per l’espressione del parere delle Commis- sioni parlamentari scade nei trenta giorni antecedenti la scadenza del termine di cui al comma 1 o successivamente.

ART. 2.

(Princìpi generali).

1. Nell’esercizio della delega di cui al- l’articolo 1 il Governo provvede a riformare in modo organico la disciplina delle pro- cedure concorsuali attenendosi ai seguenti princìpi generali:

a) sostituire il termine « fallimento » e i suoi derivati con espressioni equivalenti, quali « insolvenza » o « liquidazione giudi- ziale », adeguando dal punto di vista lessi- cale anche le relative disposizioni penali, ferma restando la continuità delle fattispe- cie criminose;

b) eliminare l’ipotesi della dichiara- zione di fallimento d’ufficio, di cui all’ar- ticolo 3, comma 1, del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270;

— Camera dei Deputati A.C. 3671-bis-3609-3884-A

3. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro del- l’economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Essi sono successivamente trasmessi alla Ca- mera dei deputati e al Senato della Repub- blica, entro il sessantesimo giorno antece- dente la scadenza del termine per l’eserci- zio della delega, per l’espressione dei pareri delle rispettive Commissioni parlamentari competenti per materia e per gli aspetti finanziari, da rendere entro il termine di trenta giorni, decorso inutilmente il quale i decreti possono essere comunque emanati. Il termine per l’esercizio della delega è prorogato di sessanta giorni quando il ter- mine per l’espressione del parere delle Commissioni parlamentari scade nei trenta giorni antecedenti la scadenza del termine di cui al comma 1 o successivamente.

ART. 2.

(Princìpi generali). 1. Identico:

a) sostituire il termine « fallimento » e i suoi derivati con l’espressione « liquida- zione giudiziale », adeguando dal punto di vista lessicale anche le relative disposizioni penali, ferma restando la continuità delle fattispecie criminose;

b) identica;

Atti Parlamentari — 17 XVII LEGISLATURA

c) introdurre una definizione dello stato di crisi, intesa come probabilità di futura insolvenza, mantenendo l’attuale nozione di insolvenza di cui all’articolo 5 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;

d) adottare un unico modello proces- suale per l’accertamento dello stato di crisi o di insolvenza del debitore, in conformità all’articolo 15 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e con caratteristiche di par- ticolare celerità, anche in fase di reclamo, prevedendo la legittimazione ad agire dei soggetti con funzioni di controllo e di vigi- lanza sull’impresa, ammettendo l’iniziativa del pubblico ministero in ogni caso in cui egli abbia notizia dell’esistenza di uno stato di insolvenza, specificando la disciplina delle misure cautelari, con attribuzione della relativa competenza anche alla corte di appello, e armonizzando il regime delle impugnazioni, con particolare riguardo al- l’efficacia delle pronunce rese avverso i provvedimenti di apertura della procedura di liquidazione giudiziale ovvero di omolo- gazione del concordato;

e) assoggettare al procedimento di ac- certamento dello stato di crisi o di insol- venza ogni categoria di debitore, sia esso persona fisica o giuridica, ente collettivo, consumatore, professionista o imprendi- tore esercente un’attività commerciale, agricola o artigianale, con esclusione dei soli enti pubblici, disciplinando distinta- mente i diversi esiti possibili, con riguardo all’apertura di procedure di regolazione concordata o coattiva, conservativa o liqui- datoria, tenendo conto delle relative pecu- liarità soggettive e oggettive e in particolare assimilando il trattamento dell’imprendi- tore che dimostri di rivestire un profilo dimensionale inferiore a parametri prede- terminati, ai sensi dell’articolo 1 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, a quello riservato a debitori civili, professionisti e consumatori, di cui all’articolo 9 della pre- sente legge;

f) recepire, ai fini della disciplina della competenza territoriale, la nozione di

— Camera dei Deputati A.C. 3671-bis-3609-3884-A

c) introdurre una definizione dello stato di crisi, intesa come probabilità di futura insolvenza, anche tenendo conto delle elaborazioni della scienza aziendali- stica, mantenendo l’attuale nozione di in- solvenza di cui all’articolo 5 del regio de- creto 16 marzo 1942, n. 267;

d) identica;

e) identica;

f) identica;

Atti Parlamentari — 18 — XVII LEGISLATURA

« centro degli interessi principali del debi- tore » definita dall’ordinamento dell’U- nione europea;

g) dare priorità di trattazione, fatti salvi i casi di abuso, alle proposte che comportino il superamento della crisi as- sicurando la continuità aziendale, anche tramite un diverso imprenditore, riser- vando la liquidazione giudiziale ai casi nei quali non sia proposta un’idonea soluzione alternativa;

h) uniformare e semplificare, in rac- cordo con le disposizioni sul processo civile telematico, la disciplina dei diversi riti spe- ciali previsti dalle disposizioni in materia concorsuale;

Camera dei Deputati

A.C. 3671-bis-3609-3884-A

g) dare priorità di trattazione, fatti salvi i casi di abuso, alle proposte che comportino il superamento della crisi as- sicurando la continuità aziendale, anche tramite un diverso imprenditore, purché funzionali al miglior soddisfacimento dei creditori e purché la valutazione di con- venienza sia illustrata nel piano, riser- vando la liquidazione giudiziale ai casi nei quali non sia proposta un’idonea soluzione alternativa;

h) identica;

h-bis) prevedere che la notificazione nei confronti del debitore, che sia un pro- fessionista o un imprenditore, degli atti delle procedure concorsuali e, in partico- lare, dell’atto che dà inizio al procedimento di accertamento dello stato di crisi abbia luogo obbligatoriamente all’indirizzo di po- sta elettronica certificata del debitore ri- sultante dal registro delle imprese ovvero dall’indice nazionale degli indirizzi di po- sta elettronica certificata (INI-PEC) delle imprese e dei professionisti; prevedere che, quando la notificazione a mezzo di posta elettronica certificata, per causa imputa- bile al destinatario, non è possibile o non ha esito positivo, copia degli atti da noti- ficare sia inserita nell’area del sito internet della società Infocamere Scpa riservata al debitore; individuare le modalità con cui il debitore può accedere alla predetta area riservata nonché il termine che deve de- correre dall’inserimento degli atti ai fini del perfezionamento della notificazione senza altra formalità; prevedere che, al fine di consentire che le notificazioni ab- biano luogo con modalità telematiche, l’im- prenditore sia tenuto a mantenere attivo l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato all’INI-PEC per un anno de- corrente dalla data della cancellazione dal registro delle imprese;

Atti Parlamentari — 19 — XVII LEGISLATURA

i) ridurre la durata e i costi delle i) identica; procedure concorsuali, anche attraverso
misure di responsabilizzazione degli organi
di gestione e di contenimento delle ipotesi

di prededuzione, con riguardo altresì ai compensi dei professionisti, al fine di evi- tare che il pagamento dei crediti prededu- cibili assorba in misura rilevante l’attivo delle procedure;

l) riformulare le disposizioni che l) identica; hanno originato contrasti interpretativi, al
fine di favorirne il superamento, in coe-
renza con i princìpi stabiliti dalla presente
legge;

m) assicurare la specializzazione dei m) identico: giudici addetti alla materia concorsuale,
con adeguamento degli organici degli uffici
giudiziari la cui competenza risulti am-
pliata:

1) attribuendo ai tribunali sede 1) identico; delle sezioni specializzate in materia di
impresa la competenza sulle procedure
concorsuali e sulle cause che da esse deri-

vano, relative alle imprese in amministra- zione straordinaria e ai gruppi di imprese di rilevante dimensione;

2) mantenendo invariati i vigenti 2) identico; criteri di attribuzione della competenza
per le procedure di crisi o insolvenza del
consumatore, del professionista e dell’im-
prenditore in possesso del profilo dimen-
sionale ridotto di cui alla lettera e);

Camera dei Deputati

A.C. 3671-bis-3609-3884-A

3) individuando tra i tribunali esi- stenti, sulla base di parametri quantitativi, quali piante organiche, flussi delle proce- dure concorsuali e numero di imprese iscritte nel registro delle imprese, quelli competenti alla trattazione delle procedure concorsuali relative alle imprese diverse da quelle di cui ai numeri 1) e 2);

3) individuando tra i tribunali esi- stenti, quelli competenti alla trattazione delle procedure concorsuali relative alle imprese diverse da quelle di cui ai numeri 1) e 2), sulla base di criteri oggettivi e omogenei basati sui seguenti indicatori:

3.1) il numero dei giudici profes- sionali previsti nella pianta organica di ciascun tribunale, da valutare in relazione ai limiti dimensionali previsti ai fini della costituzione di una sezione che si occupi in via esclusiva della materia;

3.2) il numero delle procedure concorsuali sopravvenute nel corso degli ultimi cinque anni;

Atti Parlamentari

— 20

— Camera dei Deputati A.C. 3671-bis-3609-3884-A

3.3) il numero delle procedure concorsuali definite nel corso degli ultimi cinque anni;

3.4) la durata delle procedure concorsuali nel corso degli ultimi cinque anni;

3.5) il rapporto tra gli indicatori di cui ai numeri 3.2), 3.3) e 3.4) e il corrispondente dato medio nazionale rife- rito alle procedure concorsuali;

3.6) il numero delle imprese iscritte nel registro delle imprese;

3.7) la popolazione residente nel territorio compreso nel circondario del tri- bunale, ponendo questo dato in rapporto con l’indicatore di cui al numero 3.6);

n) istituire presso il Ministero della giustizia un albo dei soggetti, costituiti an- che in forma associata o societaria, desti- nati a svolgere, su incarico del tribunale, funzioni di gestione o di controllo nell’am- bito delle procedure concorsuali, con indi- cazione dei requisiti di professionalità, in- dipendenza ed esperienza necessari per l’i- scrizione;

o) identica.

XVII LEGISLATURA

n) istituire presso il Ministero della giustizia un albo dei soggetti destinati a svolgere, su incarico del tribunale, funzioni di gestione o di controllo nell’ambito delle procedure concorsuali, con indicazione dei requisiti di professionalità, indipendenza ed esperienza necessari per l’iscrizione;

o) armonizzare le procedure di ge- stione della crisi e dell’insolvenza del da- tore di lavoro con le forme di tutela del- l’occupazione e del reddito dei lavoratori che trovano fondamento nella Carta sociale europea, fatta a Strasburgo il 3 maggio 1996, ratificata ai sensi della legge 9 feb- braio 1999, n. 30, e nella direttiva 2008/ 94/CE del Parlamento europeo e del Con- siglio, del 22 ottobre 2008, nonché nella direttiva 2001/23/CE del Consiglio, del 12 marzo 2001, come interpretata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea.

2. Per l’attuazione delle disposizioni del comma 1, lettera n), è autorizzata la spesa di euro 100.000 per l’anno 2017. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione della proiezione, per l’anno 2017, dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018, nell’ambito del pro- gramma « Fondi di riserva e speciali » della

2. Per l’attuazione delle disposizioni del comma 1, lettera n), è autorizzata la spesa di euro 100.000 per l’anno 2017. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell’am- bito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripar-

Atti Parlamentari — XVII LEGISLATURA

missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2016, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della giustizia.

CAPO II

PRINCÌPI E CRITERI DIRETTIVI PER LA RIFORMA DELLA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE DI CRISI E DELL’INSOL- VENZA

ART. 3.

(Gruppi di imprese).

1. Nell’esercizio della delega di cui al- l’articolo 1, il Governo si attiene, per la disciplina della crisi e dell’insolvenza dei gruppi di imprese, ai seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) prevedere una definizione di gruppo di imprese modellata sulla nozione di direzione e coordinamento di cui agli articoli 2497 e seguenti nonché di cui al- l’articolo 2545-septies del codice civile, cor- redata della presunzione semplice di assog- gettamento a direzione e a coordinamento in presenza di un rapporto di controllo ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile;

b) prescrivere specifici obblighi di- chiarativi nonché il deposito del bilancio consolidato di gruppo, ove redatto, a carico delle imprese appartenenti a un gruppo, a scopo di informazione sui legami di gruppo esistenti, in vista del loro assoggettamento a procedure concorsuali;

c) attribuire all’organo di gestione della procedura il potere di richiedere alla Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB) o a qualsiasi altra pub- blica autorità informazioni utili ad accer- tare l’esistenza di collegamenti di gruppo, nonché di richiedere alle società fiduciarie le generalità degli effettivi titolari di diritti sulle azioni o sulle quote a esse intestate;

d) prevedere per le imprese, in crisi o insolventi, del gruppo sottoposte alla giu- risdizione dello Stato italiano la facoltà di

21

— Camera dei Deputati A.C. 3671-bis-3609-3884-A

tire » dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della giustizia.

CAPO II

PRINCÌPI E CRITERI DIRETTIVI PER LA RIFORMA DELLA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE DI CRISI E DELL’INSOL- VENZA

ART. 3.

(Gruppi di imprese). Identico.

Atti Parlamentari — 22 — XVII LEGISLATURA

proporre con unico ricorso domanda di omologazione di un accordo unitario di ristrutturazione dei debiti, di ammissione al concordato preventivo o di liquidazione giudiziale, ferma restando in ogni caso l’au- tonomia delle rispettive masse attive e pas- sive, con predeterminazione del criterio attributivo della competenza, ai fini della gestione unitaria delle rispettive procedure concorsuali, ove le imprese abbiano la pro- pria sede in circoscrizioni giudiziarie di- verse;

e) stabilire obblighi reciproci di infor- mazione e di collaborazione tra gli organi di gestione delle diverse procedure, nel caso in cui le imprese insolventi del gruppo siano soggette a separate procedure con- corsuali, in Italia o all’estero;

f) stabilire il principio di posterga- zione del rimborso dei crediti di società o di imprese appartenenti allo stesso gruppo, in presenza dei presupposti di cui all’arti- colo 2467 del codice civile, fatte salve de- roghe dirette a favorire l’erogazione di fi- nanziamenti in funzione o in esecuzione di una procedura di concordato preventivo e di accordo di ristrutturazione dei debiti.

2. Nell’ipotesi di gestione unitaria della procedura di concordato preventivo di gruppo devono essere previsti:

a) la nomina di un unico giudice de- legato e di un unico commissario giudiziale e il deposito di un unico fondo per le spese di giustizia;

b) la contemporanea e separata vota- zione dei creditori di ciascuna impresa;

c) gli effetti dell’eventuale annulla- mento o risoluzione della proposta unitaria omologata;

d) l’esclusione dal voto delle imprese del gruppo che siano titolari di crediti nei confronti delle altre imprese assoggettate alla procedura;

e) gli effetti dell’eventuale annulla- mento o risoluzione della proposta unitaria omologata;

Camera dei Deputati

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Atti Parlamentari — 23 — XVII LEGISLATURA

f) i criteri per la formulazione del piano unitario di risoluzione della crisi del gruppo, eventualmente attraverso opera- zioni contrattuali e riorganizzative intra- gruppo funzionali alla continuità aziendale e al migliore soddisfacimento dei creditori, fatta salva la tutela in sede concorsuale per i soci e per i creditori delle singole imprese nonché per ogni altro controinteressato.

3. Nell’ipotesi di gestione unitaria della procedura di liquidazione giudiziale di gruppo devono essere previsti:

a) la nomina di un unico giudice de- legato e di un unico curatore, ma di distinti comitati dei creditori per ciascuna impresa del gruppo;

b) un criterio di ripartizione propor- zionale dei costi della procedura tra le singole imprese del gruppo;

c) l’attribuzione al curatore, anche nei confronti di imprese non insolventi del gruppo, del potere di:

1) azionare rimedi contro opera- zioni antecedenti l’accertamento dello stato di insolvenza e dirette a spostare risorse a un’altra impresa del gruppo, in danno dei creditori;

2) esercitare le azioni di responsa- bilità di cui all’articolo 2497 del codice civile;

3) promuovere la denuncia di gravi irregolarità gestionali nei confronti degli organi di amministrazione delle società del gruppo non assoggettate alla procedura di liquidazione giudiziale;

4) nel caso in cui ravvisi l’insolvenza di imprese del gruppo non ancora assog- gettate alla procedura di liquidazione giu- diziale, segnalare tale circostanza agli or- gani di amministrazione e di controllo ov- vero promuovere direttamente l’accerta- mento dello stato di insolvenza di dette imprese;

d) la disciplina di eventuali proposte di concordato liquidatorio giudiziale, in conformità alla disposizione dell’articolo 7, comma 10, lettera d).

Camera dei Deputati

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Atti Parlamentari

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ART. 4.

(Procedure di allerta e di composizione as- sistita della crisi).

1. Identico:

0a) individuare i casi in cui le pro- cedure di cui al presente articolo non trovano applicazione, in particolare preve- dendo che non si applichino alle società quotate in borsa o in altro mercato rego- lamentato e alle grandi imprese come de- finite dalla normativa dell’Unione europea;

a) attribuire la competenza ad assi- stere il debitore nella procedura di com- posizione assistita della crisi a un’apposita sezione specializzata degli organismi di composizione della crisi, previsti dalla legge 27 gennaio 2012, n. 3, e dal regola- mento di cui al decreto del Ministro della giustizia 24 settembre 2014, n. 202, con opportuni adattamenti; prevedere che l’or- ganismo di composizione della crisi scelto dal debitore, su istanza di quest’ultimo, affidi a un esperto scelto tra soggetti forniti di adeguata professionalità nella gestione delle crisi d’impresa, iscritti presso l’orga- nismo stesso, l’incarico di addivenire a una soluzione della crisi concordata tra il de- bitore e i creditori, entro un congruo ter- mine, prorogabile solo a seguito di positivi riscontri delle trattative e, in ogni caso, non superiore complessivamente a sei mesi; precisare le condizioni in base alle quali gli atti istruttori della procedura possano es- sere utilizzati nell’eventuale fase giudiziale; prevedere che l’organismo di composizione della crisi dia immediata comunicazione ai creditori pubblici qualificati, di cui alla lettera c) del presente comma, dell’avve- nuta presentazione dell’istanza di cui alla presente lettera; prevedere che l’organismo

XVII LEGISLATURA

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ART. 4.

(Procedure di allerta e di composizione as- sistita della crisi).

1. Nell’esercizio della delega di cui al- l’articolo 1, il Governo disciplina l’introdu- zione di procedure di allerta e di compo- sizione assistita della crisi, di natura non giudiziale e confidenziale, finalizzate a in- centivare l’emersione anticipata della crisi e ad agevolare lo svolgimento di trattative tra debitore e creditori, attenendosi ai se- guenti princìpi e criteri direttivi:

a) attribuire la competenza a un’ap- posita sezione specializzata degli organismi di composizione della crisi, previsti dalla legge 27 gennaio 2012, n. 3, e dal regola- mento di cui al decreto del Ministro della giustizia 24 settembre 2014, n. 202, con opportuni adattamenti;

Atti Parlamentari

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— Camera dei Deputati A.C. 3671-bis-3609-3884-A

di composizione della crisi, non oltre la scadenza del termine di cui alla presente lettera, verifichi se è stata raggiunta una soluzione concordata tra il debitore e i creditori e, in caso negativo, ne dia segna- lazione al pubblico ministero presso il tri- bunale competente per il luogo in cui il debitore ha sede;

b) porre a carico degli organi di con- trollo societari, del revisore contabile e delle società di revisione, ciascuno nell’am- bito delle proprie funzioni, l’obbligo di avvisare immediatamente l’organo ammi- nistrativo della società dell’esistenza di fon- dati indizi della crisi, da individuare se- condo parametri corrispondenti a quelli rilevanti ai fini del riconoscimento delle misure premiali di cui alla lettera g), e, in caso di omessa o inadeguata risposta, di informare tempestivamente il presidente della sezione specializzata in materia di impresa del tribunale competente per il luogo in cui l’imprenditore ha sede;

c) imporre a creditori pubblici quali- ficati, tra cui in particolare l’Agenzia delle entrate, gli enti previdenziali e gli agenti della riscossione delle imposte, l’obbligo, a pena di inefficacia dei privilegi accordati ai crediti di cui sono titolari o per i quali procedono, di segnalare immediatamente agli organi di controllo della società e, in ogni caso, al presidente della sezione spe- cializzata in materia di impresa del tribu- nale competente per il luogo in cui l’im- prenditore ha sede, il perdurare di inadem- pimenti di importo rilevante; definire l’i- nadempimento di importo rilevante sulla base di criteri non assoluti ma relativi, come tali rapportati alle dimensioni del- l’impresa, che considerino, in particolare, l’importo non versato delle imposte o dei contributi previdenziali autodichiarati o definitivamente accertati e, in ogni caso, siano tali da assicurare l’anticipata e tem- pestiva emersione della crisi in relazione a tutte le imprese soggette alle procedure di cui al presente articolo; prevedere che il creditore pubblico qualificato dia imme- diato avviso al debitore che la sua esposi- zione debitoria ha superato l’importo rile-

XVII LEGISLATURA

b) porre a carico degli organi di con- trollo societari, del revisore contabile e delle società di revisione l’obbligo di avvi- sare immediatamente l’organo amministra- tivo della società dell’esistenza di fondati indizi della crisi e, in caso di omessa o inadeguata risposta, di informare diretta- mente il competente organismo di compo- sizione della crisi;

c) imporre a creditori qualificati, come l’Agenzia delle entrate, gli agenti della riscossione delle imposte e gli enti previdenziali, l’obbligo, a pena di ineffica- cia dei privilegi accordati ai crediti di cui sono titolari, di segnalare immediatamente agli organi di controllo della società o, in mancanza, al competente organismo di composizione della crisi il perdurare di inadempimenti di importo rilevante, coor- dinando detti obblighi con quelli di infor- mazione e di vigilanza spettanti alla CON- SOB;

Atti Parlamentari

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— Camera dei Deputati A.C. 3671-bis-3609-3884-A

vante di cui alla presente lettera e che effettuerà la segnalazione agli organi di controllo della società e al presidente della sezione specializzata in materia di impresa qualora, entro i successivi tre mesi, il de- bitore non abbia attivato il procedimento di composizione assistita della crisi o non abbia estinto il debito o non abbia rag- giunto un accordo con il creditore pubblico qualificato o non abbia chiesto l’ammis- sione ad una procedura concorsuale; tipiz- zare altresì le segnalazioni che la cancel- leria del giudice civile o penale deve inviare al presidente della sezione specializzata in materia di impresa; prevedere le precau- zioni, anche sul piano organizzativo e tec- nologico, che consentano di secretare le segnalazioni di cui alla presente lettera;

d) stabilire che il presidente della se- zione specializzata in materia di impresa, a seguito delle segnalazioni ricevute, convo- chi immediatamente, in via riservata e con- fidenziale e, ove occorra, anche in luoghi diversi dall’ufficio giudiziario, il debitore medesimo nonché, ove si tratti di società dotata di organi di controllo, anche i com- ponenti di questi ultimi, al fine di indivi- duare nel più breve tempo possibile, previa verifica della situazione patrimoniale, eco- nomica e finanziaria esistente, le misure idonee a porre rimedio allo stato di crisi;

e) prevedere che il presidente della sezione specializzata in materia di impresa o un giudice da lui delegato, anche all’esito dell’audizione di cui alla lettera d) del pre- sente comma, affidi a un esperto iscritto all’albo di cui all’articolo 2, comma 1, lettera n), l’incarico di individuare le mi- sure idonee a superare la crisi, anche mediante un accordo tra il debitore e i creditori, fissando un congruo termine en- tro il quale le medesime misure devono essere pienamente attuate al fine di evitare l’aggravamento della situazione debitoria; prevedere che il termine possa essere pro- rogato solo a seguito di significativi pro- gressi nell’attuazione delle misure e, in ogni caso, per un tempo complessivamente non superiore a sei mesi; prevedere che, scaduto il termine assegnato, il giudice,

XVII LEGISLATURA

d) stabilire che l’organismo di compo- sizione della crisi, a seguito delle segnala- zioni ricevute o su istanza del debitore, convochi immediatamente, in via riservata e confidenziale, il debitore medesimo non- ché, ove si tratti di società dotata di organi di controllo, anche i componenti di questi ultimi, al fine di individuare nel più breve tempo possibile, previa verifica della situa- zione patrimoniale, economica e finanzia- ria esistente, le misure idonee a porre ri- medio allo stato di crisi;

e) prevedere che l’organismo di com- posizione della crisi, su istanza del debi- tore, anche all’esito dell’audizione di cui alla lettera d), affidi a un soggetto scelto tra soggetti forniti di adeguata professionalità nella gestione delle crisi d’impresa, iscritti presso l’organismo stesso, l’incarico di ad- divenire a una soluzione della crisi concor- data tra il debitore e i creditori, entro un congruo termine, prorogabile solo a fronte di positivi riscontri delle trattative e, in ogni caso, non superiore complessivamente a sei mesi, precisando altresì le condizioni in base alle quali gli atti istruttori della procedura possono essere utilizzati nell’e- ventuale fase giudiziale;

Atti Parlamentari

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— Camera dei Deputati A.C. 3671-bis-3609-3884-A

sulla base di un’aggiornata relazione del- l’esperto incaricato ai sensi della presente lettera, verifichi la piena attuazione delle misure idonee a superare la crisi e, in caso negativo, disponga la pubblicazione della predetta relazione nel registro delle im- prese; precisare altresì le condizioni in base alle quali gli atti istruttori della pro- cedura possono essere utilizzati nell’even- tuale fase giudiziale;

f) consentire al debitore che abbia presentato l’istanza di cui alla lettera a) o che sia stato convocato ai sensi della let- tera d) di chiedere alla sezione specializ- zata in materia di impresa l’adozione, omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio, delle misure protettive ne- cessarie per condurre a termine le tratta- tive in corso, disciplinandone durata, ef- fetti, regime di pubblicità, competenza a emetterle e revocabilità, anche d’ufficio in caso di atti in frode ai creditori o quando il soggetto esperto nella gestione delle crisi di impresa incaricato ai sensi della lettera e) riferisce che non vi è possibilità di addivenire ad una soluzione concordata della crisi o che non vi sono significativi progressi nell’attuazione delle misure ido- nee a superare la crisi medesima;

g) prevedere misure premiali, sia di natura patrimoniale sia in termini di re- sponsabilità personale, in favore dell’im- prenditore che ha tempestivamente propo- sto l’istanza di cui alla lettera a) o che ha tempestivamente chiesto l’omologazione di un accordo di ristrutturazione o proposto un concordato preventivo o proposto ri- corso per l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale; includere tra le mi- sure premiali in termini di responsabilità personale la causa di non punibilità per il delitto di bancarotta semplice e per gli altri reati previsti dalla legge fallimentare, quando hanno cagionato un danno patri- moniale di speciale tenuità di cui all’arti- colo 219, terzo comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, un’attenuante ad ef- fetto speciale per gli altri reati, nonché una congrua riduzione degli interessi e delle sanzioni correlati ai debiti fiscali dell’im-

XVII LEGISLATURA

f) consentire al debitore di chiedere al giudice l’adozione, omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio, delle mi- sure protettive necessarie per condurre a termine le trattative in corso, disciplinan- done durata, effetti, regime di pubblicità, competenza a emetterle e revocabilità, an- che d’ufficio in caso di atti in frode ai creditori;

g) prevedere misure premiali per l’im- prenditore che ricorra tempestivamente alla procedura e ne favorisca l’esito posi- tivo e misure sanzionatorie per l’impren- ditore che ingiustificatamente la ostacoli o non vi ricorra, pur in presenza dei relativi presupposti, ivi compresa l’introduzione di un’ulteriore fattispecie di bancarotta sem- plice ai sensi degli articoli 217 e 224 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267;

Atti Parlamentari

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— Camera dei Deputati A.C. 3671-bis-3609-3884-A

presa, fino alla conclusione della medesima procedura; prevedere che il requisito della tempestività ricorre esclusivamente quando il debitore ha proposto una delle predette istanze, entro il termine di sei mesi dal verificarsi di determinati indici di natura finanziaria da individuare conside- rando, in particolare, il rapporto tra mezzi propri e mezzi di terzi, l’indice di rotazione dei crediti, l’indice di rotazione del magaz- zino e l’indice di liquidità;

h) regolare i rapporti tra la procedura di composizione assistita della crisi avviata ai sensi della lettera a) e il procedimento dinanzi alla sezione specializzata in mate- ria di impresa, prevedendo, in particolare, che, ricevuta la comunicazione dell’organi- smo di composizione della crisi di cui alla predetta lettera a), il creditore qualificato sospende la segnalazione al presidente della citata sezione specializzata; preve- dere che l’organismo di composizione della crisi dà comunicazione ai creditori pub- blici qualificati della conclusione del pro- cedimento iniziato innanzi ad esso; stabi- lire il termine, adeguatamente contenuto e decorrente dalla data di ricezione della predetta comunicazione o da quando sono decorsi sei mesi dalla data di presentazione dell’istanza di cui alla lettera a), entro il quale il creditore pubblico qualificato ef- fettua la segnalazione di cui alla lettera c), qualora il debitore, prima della scadenza del termine stesso, non abbia avviato la procedura di composizione assistita della crisi o non abbia estinto il debito o non abbia raggiunto un accordo con il creditore pubblico qualificato o non abbia chiesto l’ammissione ad una procedura concor- suale.

Soppressa.

XVII LEGISLATURA

h) prevedere, in ogni caso, che, non oltre la scadenza del termine di cui alla lettera e), l’organismo di composizione della crisi attesti se l’imprenditore abbia messo in atto le misure idonee a porre rimedio alla crisi e, in caso negativo, ne dia comunicazione al presidente della sezione specializzata in materia di impresa del tri- bunale competente per il luogo in cui l’im- prenditore ha sede; stabilire che a tale comunicazione si provveda anche quando l’imprenditore non partecipi, senza giusti- ficato motivo, al procedimento innanzi al- l’organismo;

i) prevedere che il presidente della sezione specializzata di cui alla lettera h) convochi immediatamente l’imprenditore e, quando occorra, affidi a un professioni- sta in possesso dei requisiti di cui all’arti- colo 67, terzo comma, lettera d), del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, l’incarico di verificare la situazione economica, pa- trimoniale e finanziaria dell’impresa; sta- bilire che, se dalla relazione depositata dal

Atti Parlamentari — 29 — XVII LEGISLATURA

predetto professionista risulta che l’im- presa versi in stato di crisi, il presidente assegni un termine per intraprendere le misure idonee a porvi rimedio, decorso inutilmente il quale disponga la pubblica- zione della relazione medesima nel registro delle imprese.

ART. 5.

(Accordi di ristrutturazione dei debiti e piani attestati di risanamento).

1. Nell’esercizio della delega di cui al- l’articolo 1, al fine di incentivare gli accordi di ristrutturazione dei debiti, i piani atte- stati di risanamento e le convenzioni di moratoria nonché i relativi effetti, il Go- verno si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) estendere la procedura di cui al- l’articolo 182-septies del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, all’accordo di ristrut- turazione non liquidatorio o alla conven- zione di moratoria conclusi con creditori, anche diversi da banche e intermediari finanziari, rappresentanti almeno il 75 per cento dei crediti di una o più categorie giuridicamente ed economicamente omoge- nee;

b) eliminare o ridurre il limite del 60 per cento dei crediti previsto nell’articolo 182-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ove il debitore non proponga la moratoria del pagamento dei creditori estranei, di cui al primo comma del citato articolo 182-bis, né richieda le misure pro- tettive previste dal sesto comma del mede- simo articolo;

c) assimilare la disciplina delle misure protettive degli accordi di ristrutturazione dei debiti a quella prevista per la proce- dura di concordato preventivo, in quanto compatibile;

d) estendere gli effetti dell’accordo ai soci illimitatamente responsabili, alle me- desime condizioni previste nella disciplina del concordato preventivo;

Camera dei Deputati

A.C. 3671-bis-3609-3884-A

ART. 5.

(Accordi di ristrutturazione dei debiti e piani attestati di risanamento).

Identico.

Atti Parlamentari — 30 — XVII LEGISLATURA

e) prevedere che il piano attestato abbia forma scritta, data certa e contenuto analitico;

f) imporre la rinnovazione delle pre- scritte attestazioni nel caso di successive modifiche, non marginali, dell’accordo o del piano.

ART. 6.

(Procedura di concordato preventivo).

1. Nell’esercizio della delega di cui al- l’articolo 1, per il riordino della disciplina della procedura di concordato preventivo, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) prevedere l’inammissibilità di pro- poste che, in considerazione del loro con- tenuto sostanziale, abbiano natura essen- zialmente liquidatoria;

b) stabilire la legittimazione del terzo a promuovere il procedimento nei con- fronti del debitore che versi in stato di insolvenza, nel rispetto del principio del contraddittorio e con l’adozione di ade- guati strumenti di tutela del debitore, in caso di successivo inadempimento del terzo;

c) procedere alla revisione della disci- plina delle misure protettive, specialmente quanto alla durata e agli effetti, preveden- done la revocabilità, su ricorso degli inte- ressati, ove non arrechino beneficio al buon esito della procedura;

d) fissare le modalità di accertamento della veridicità dei dati aziendali e di ve- rifica della fattibilità del piano, nonché determinare l’entità massima dei compensi spettanti ai professionisti incaricati dal de- bitore, da commisurare proporzionalmente

Camera dei Deputati

A.C. 3671-bis-3609-3884-A

ART. 6.

(Procedura di concordato preventivo). 1. Identico:

a) prevedere l’ammissibilità di propo- ste che abbiano natura liquidatoria esclu- sivamente quando è previsto l’apporto di risorse esterne che aumentino in misura apprezzabile la soddisfazione dei creditori; è assicurato, in ogni caso, il pagamento di almeno il 20 per cento dell’ammontare complessivo dei crediti chirografari;

b) stabilire i casi di legittimazione del terzo a promuovere il procedimento nei confronti del debitore che versi in stato di insolvenza e non di mera crisi, nel rispetto del principio del contraddittorio e con l’a- dozione di adeguati strumenti di tutela del debitore, in caso di successivo inadempi- mento del terzo, ferma restando la disci- plina in materia di proposte concorrenti vigente alla data entrata in vigore della presente legge;

c) identica;

d) fissare le modalità di accertamento della veridicità dei dati aziendali e di ve- rifica della fattibilità del piano, nonché determinare l’entità massima dei compensi spettanti ai professionisti incaricati dal de- bitore, da commisurare proporzionalmente

Atti Parlamentari — 31 XVII LEGISLATURA

all’attivo dell’impresa soggetta alla proce- dura;

— Camera dei Deputati A.C. 3671-bis-3609-3884-A

all’attivo dell’impresa soggetta alla proce- dura; prevedere altresì che i crediti dei professionisti sorti in funzione del deposito della domanda, anche ai sensi dell’articolo 161, sesto comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, della proposta, del piano e della documentazione di cui ai commi secondo e terzo del predetto arti- colo 161 siano prededucibili a condizione che la procedura sia aperta a norma del- l’articolo 163 del medesimo regio decreto n. 267 del 1942;

e) individuare i casi in cui la suddi- visione dei creditori in classi, secondo po- sizione giuridica e interessi economici omogenei, è obbligatoria, prevedendo, in ogni caso, che tale obbligo sussiste in pre- senza di creditori assistiti da garanzie esterne;

f) determinare i poteri del tribunale, con particolare riguardo alla valutazione della fattibilità del piano, attribuendo an- che poteri di verifica in ordine alla fattibi- lità anche economica dello stesso, tenendo conto dei rilievi del commissario giudiziale;

g) identica;

e) prevedere la suddivisione obbliga- toria dei creditori in classi secondo posi- zione giuridica e interessi economici omo- genei;

f) determinare i poteri del tribunale, con particolare riguardo alla valutazione della fattibilità del piano, attribuendo an- che poteri di verifica in ordine alla realiz- zabilità economica dello stesso;

g) sopprimere l’adunanza dei credi- tori, previa regolamentazione delle moda- lità telematiche per l’esercizio del voto e la formazione del contraddittorio sulle richie- ste delle parti, nonché adottare un sistema di calcolo delle maggioranze anche «per teste », nell’ipotesi in cui un solo creditore sia titolare di crediti pari o superiori alla maggioranza di quelli ammessi al voto, con apposita disciplina delle situazioni di con- flitto di interessi;

h) disciplinare il diritto di voto dei creditori con diritto di prelazione, il cui pagamento sia dilazionato, e dei creditori soddisfatti con utilità diverse dal denaro;

i) integrare la disciplina dei provvedi- menti che riguardano i rapporti pendenti, con particolare riferimento: ai presupposti della sospensione e, dopo la presentazione del piano, anche dello scioglimento; al pro- cedimento e al ruolo del commissario giu- diziale; agli effetti, in relazione agli esiti possibili della procedura, nonché alla de- correnza e alla durata nell’ipotesi di so-

h) identica;

i) identica;

Atti Parlamentari — 32 XVII LEGISLATURA

spensione; alla competenza per la determi- nazione dell’indennizzo e ai relativi criteri di quantificazione;

— Camera dei Deputati A.C. 3671-bis-3609-3884-A

i-bis) integrare la disciplina del con- cordato con continuità aziendale, preve- dendo:

1) che il piano può contenere, salvo che sia programmata la liquidazione dei beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione, una moratoria per il paga- mento dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca per un periodo di tempo anche superiore ad un anno, riconoscendo in tal caso ai predetti creditori il diritto di voto;

2) che tale disciplina si applica an- che alla proposta di concordato che pre- veda la continuità aziendale e nel con- tempo la liquidazione di beni non funzio- nali all’esercizio dell’impresa, a condizione che possa ritenersi, a seguito di una valu- tazione in concreto del piano, che i credi- tori vengano soddisfatti in misura preva- lente dal ricavato prodotto dalla continuità aziendale;

3) che tale disciplina si applica an- che nei casi in cui l’azienda sia oggetto di contratto di affitto, anche se stipulato an- teriormente alla domanda di concordato;

l) identica;

m) identica;

n) identica;

l) prevedere una più dettagliata disci- plina della fase di esecuzione del piano, anche con riguardo agli effetti purgativi e alla deroga alla solidarietà passiva di cui all’articolo 2560 del codice civile, con pos- sibilità per il tribunale di affidare ad un terzo il compito di porre in essere gli atti necessari all’esecuzione della proposta con- cordataria;

m) riordinare la disciplina della re- voca, dell’annullamento e della risoluzione del concordato preventivo, prevedendo la legittimazione del commissario giudiziale a richiedere, su istanza di un creditore, la risoluzione del concordato per inadempi- mento;

n) stabilire i presupposti per l’esten- sione degli effetti esdebitatori ai soci illi- mitatamente responsabili che siano garanti

Atti Parlamentari — 33 — XVII LEGISLATURA

della società, con eventuale distinzione tra garanzie personali e reali;

o) prevedere il riordino e la semplifi- cazione delle varie tipologie di finanzia- mento alle imprese in crisi;

p) disciplinare il trattamento del cre- dito da imposta sul valore aggiunto nel concordato preventivo privo di transazione fiscale, tenendo conto anche delle pro- nunce della Corte di giustizia dell’Unione europea.

2. Nell’esercizio della delega di cui al comma 1, nel caso di procedura riguar- dante società, il Governo si attiene ai se- guenti princìpi e criteri direttivi:

a) esplicitare presupposti, legittima- zione ed effetti dell’azione sociale di re- sponsabilità e dell’azione dei creditori so- ciali, in conformità ai princìpi dettati dal codice civile;

b) imporre agli organi della società il dovere di dare tempestiva attuazione alla proposta omologata, stabilendo che, in caso di comportamenti dilatori od ostruzioni- stici, l’attuazione possa essere affidata ad un amministratore provvisorio, nominato dal tribunale, dotato dei poteri spettanti all’assemblea ovvero del potere di sosti- tuirsi ai soci nell’esercizio del voto in as- semblea, con la garanzia di adeguati stru- menti d’informazione e di tutela, in sede concorsuale, dei soci;

c) prevedere che, in caso di operazioni di trasformazione, fusione o scissione poste in essere nel corso della procedura:

1) l’opposizione dei creditori possa essere proposta solo in sede di controllo giudiziale sulla legittimità della domanda concordataria;

2) gli effetti delle operazioni siano irreversibili, anche in caso di risoluzione o di annullamento del concordato, salvo il

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o) prevedere il riordino e la semplifi- cazione delle varie tipologie di finanzia- mento alle imprese in crisi, riconoscendo stabilità alla prededuzione dei finanzia- menti autorizzati dal giudice nel caso di successiva liquidazione giudiziale o ammi- nistrazione straordinaria, salvo il caso di atti in frode ai creditori;

p) disciplinare il trattamento del cre- dito da imposta sul valore aggiunto nel concordato preventivo anche in presenza di transazione fiscale, tenendo conto anche delle pronunce della Corte di giustizia del- l’Unione europea.

2. Identico.

Atti Parlamentari — 34 — XVII LEGISLATURA

diritto al risarcimento dei soci o dei terzi danneggiati, ai sensi degli articoli 2500-bis e 2504-quater del codice civile;

3) non spetti ai soci il diritto di recesso in conseguenza di operazioni inci- denti sull’organizzazione o sulla struttura finanziaria della società.

ART. 7.

(Procedura di liquidazione giudiziale).

1. Nell’esercizio della delega di cui al- l’articolo 1, per la disciplina delle proce- dure di liquidazione giudiziale, il Governo si attiene ai princìpi e criteri direttivi di cui al presente articolo.

2. Il Governo adotta misure dirette a rendere più efficace la funzione del cura- tore:

a) integrando la disciplina sulle in- compatibilità tra gli incarichi assunti nel succedersi delle procedure;

b) definendo i poteri di accertamento e di accesso a pubbliche amministrazioni e a banche di dati, per assicurare l’effettività dell’apprensione dell’attivo, anche respon- sabilizzando il debitore;

c) specificando il contenuto minimo del programma di liquidazione;

d) chiarendo l’ambito dei poteri giu- diziali di cui all’articolo 108, secondo comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, in ipotesi di subentro del curatore nel contratto preliminare di vendita;

e) attribuendo al curatore, previa ac- quisizione delle prescritte autorizzazioni, i poteri per il compimento degli atti e delle operazioni riguardanti l’organizzazione e la struttura finanziaria della società, pre- visti nel programma di liquidazione, assi- curando un’adeguata e tempestiva infor- mazione dei soci e dei creditori della so- cietà nonché idonei strumenti di tutela, in sede concorsuale, degli stessi e dei terzi interessati.

3. Al fine di semplificare la gestione delle procedure meno complesse, le fun-

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ART. 7.

(Procedura di liquidazione giudiziale). 1. Identico.

2. Identico.

3. Identico.

Atti Parlamentari — 35 — XVII LEGISLATURA

zioni del comitato dei creditori possono essere sostituite con forme di consultazione telematica del ceto creditorio, anche nelle modalità del silenzio-assenso.

4. La procedura di liquidazione giudi- 4. Identico: ziale è potenziata mediante l’adozione di
misure dirette a:

Camera dei Deputati

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a) escludere l’operatività di esecuzioni speciali e di privilegi processuali, anche fondiari;

b) far decorrere il periodo sospetto per le azioni di inefficacia e revocatoria, a ritroso, dal deposito della domanda cui sia seguita l’apertura della liquidazione giudi- ziale, fermo restando il disposto dell’arti- colo 69-bis, secondo comma, del regio de- creto 16 marzo 1942, n. 267.

5. Ai fini dell’esercizio delle azioni di responsabilità, il Governo prevede la legit- timazione del curatore a promuovere o a proseguire:

a) per le società di capitali e per le società cooperative, l’azione sociale di re- sponsabilità e l’azione dei creditori sociali prevista dall’articolo 2394 del codice civile, l’azione prevista dall’articolo 2476, settimo comma, del codice civile, le azioni di re- sponsabilità previste dall’articolo 2497 del codice civile e le altre analoghe azioni di responsabilità contemplate da singole di- sposizioni di legge;

b) l’azione sociale di responsabilità e l’azione dei creditori sociali prevista dal- l’articolo 2394 del codice civile, in caso di violazione delle regole di separatezza fra uno o più patrimoni destinati costituiti dalla società e il patrimonio della società medesima;

c) per le società di persone, l’azione sociale di responsabilità nei confronti del socio amministratore cui non sia stata per-

a) escludere l’operatività di esecuzioni speciali e di privilegi processuali, anche fondiari; prevedere, in ogni caso, che il privilegio fondiario continua ad operare sino alla scadenza del secondo anno suc- cessivo a quello di entrata in vigore del decreto legislativo ovvero dell’ultimo dei decreti legislativi emanati in attuazione della delega di cui all’articolo 1;

b) identica.

5. Identico.

Atti Parlamentari — 36 — XVII LEGISLATURA

sonalmente estesa la procedura di liquida- zione giudiziale.

6. La disciplina dei rapporti giuridici 6. Identico. pendenti è integrata:

a) limitando la prededuzione, in ogni caso di prosecuzione o di subentro del curatore, compreso l’esercizio provvisorio e salva diversa previsione normativa, ai soli crediti maturati nel corso della procedura;

b) prevedendo lo scioglimento dei contratti aventi carattere personale che non proseguano con il consenso della con- troparte;

c) dettando un’autonoma regolamen- tazione del contratto preliminare, anche in relazione alla disciplina degli immobili da costruire.

7. La disciplina degli effetti della pro- 7. Identico. cedura sui rapporti di lavoro subordinato è
coordinata con la legislazione vigente in
materia di diritto del lavoro, per quanto

concerne il licenziamento, le forme assicu- rative e di integrazione salariale, il tratta- mento di fine rapporto e le modalità di insinuazione al passivo.

8. Il sistema di accertamento del passivo 8. Identico. è improntato a criteri di maggiore rapidità,
snellezza e concentrazione, adottando mi-
sure dirette a:

a) agevolare la presentazione telema- tica delle domande tempestive di creditori e terzi, anche non residenti nel territorio nazionale, restringendo l’ammissibilità delle domande tardive;

b) introdurre preclusioni attenuate già nella fase monocratica;

c) prevedere forme semplificate per le domande di minor valore o complessità;

d) assicurare stabilità alle decisioni sui diritti reali immobiliari;

e) attrarre nella sede concorsuale l’ac- certamento di ogni credito opposto in com- pensazione ai sensi dell’articolo 56 del re- gio decreto 16 marzo 1942, n. 267;

Camera dei Deputati

A.C. 3671-bis-3609-3884-A

Atti Parlamentari — 37 — XVII LEGISLATURA

f) chiarire le modalità di verifica dei diritti vantati su beni del debitore che sia costituito terzo datore di ipoteca;

g) adeguare i criteri civilistici di com- puto degli interessi alle modalità di liqui- dazione dell’attivo di cui al comma 9.

9. L’obiettivo della massima trasparenza 9. Identico: ed efficienza delle operazioni di liquida-
zione dell’attivo della procedura è perse-
guito:

a) introducendo sistemi informativi e a) identica; di vigilanza della gestione liquidatoria, ca-
ratterizzati da trasparenza, pubblicità e
obblighi di rendicontazione;

b) garantendo la competitività delle b) identica; operazioni di liquidazione nell’ambito del
mercato unitario telematico nazionale delle
vendite, caratterizzato:

Camera dei Deputati

A.C. 3671-bis-3609-3884-A

1) dalla presenza di un ente che certifichi la ragionevole probabilità di sod- disfazione dei crediti insinuati al passivo di ciascuna procedura aderente al sistema;

2) dalla presenza di un operatore del sistema di regolamento e di compensa- zione;

3) dal riconoscimento, ai creditori che ne facciano richiesta, di un titolo che li abiliti a partecipare alle vendite dei beni in misura proporzionale alla probabilità di soddisfazione del loro credito, certificata dall’ente di cui al numero 1);

4) dalla presenza di uno o più fondi per la gestione dei beni invenduti.

b-bis) introducendo misure volte a garantire all’insolvente i diritti di informa- zione, accesso e partecipazione, preve- dendo che, fatte salve le eventuali limita- zioni motivatamente e specificamente fis- sate dal giudice delegato, all’insolvente me- desimo sia assicurata l’informazione sull’andamento della procedura e che lo stesso abbia diritto di accesso agli atti della procedura non coperti da segreto, con pos- sibilità di prenderne visione e di estrarne copia.

Atti Parlamentari — 38 XVII LEGISLATURA

10. Al fine di accelerare la chiusura della procedura di cui al presente articolo, sono adottate misure dirette a:

a) affidare la fase di riparto al cura- tore, fatta salva la facoltà degli interessati di proporre opposizione, ricorrendo al giu- dice;

b) integrare la disciplina della chiu- sura della procedura in pendenza di pro- cedimenti giudiziari, specificando che essa concerne tutti i processi nei quali è parte il curatore e definendone presupposti, condi- zioni ed effetti in rapporto alla loro diversa tipologia e all’eventuale natura societaria del debitore;

— Camera dei Deputati A.C. 3671-bis-3609-3884-A

10. Identico: a) identica;

b) integrare la disciplina della chiu- sura della procedura in pendenza di pro- cedimenti giudiziari, specificando che essa concerne tutti i processi nei quali è parte il curatore, comprese le azioni per l’esercizio dei diritti derivanti dal liquidatore giudi- ziale e le procedure esecutive, nonché le azioni cautelari ed esecutive finalizzate ad ottenere l’attuazione delle decisioni favo- revoli conseguite dalla liquidazione giudi- ziale; prevedere in particolare che il cura- tore conservi la legittimazione esclusiva in relazione ai predetti procedimenti e che, con il decreto di chiusura in pendenza di procedimenti giudiziari, il tribunale di- sponga sulle modalità del rendiconto e del riparto supplementare nonché sulla deter- minazione del supplemento di compenso eventualmente spettante al curatore in caso di realizzazione di ulteriore attivo; prevedere che al curatore sia consentito di mantenere aperta la partita IVA anche dopo la chiusura della liquidazione giudi- ziale in pendenza di procedimenti giudi- ziari;

c) identica;

c) prevedere che, alla chiusura della procedura relativa a società di capitali, nei casi di cui ai numeri 1) e 2) del primo comma dell’articolo 118 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, il curatore convochi l’assemblea ordinaria dei soci per le deli- berazioni necessarie ai fini della ripresa dell’attività o della sua cessazione, ovvero per la trattazione di argomenti sollecitati, con richiesta scritta, da un numero di soci che rappresenti una percentuale significa- tiva del capitale sociale;

d) disciplinare e incentivare le propo- ste di concordato liquidatorio giudiziale da parte di creditori e di terzi, nonché dello stesso debitore, ove questi apporti risorse

d) identica.

Atti Parlamentari — XVII LEGISLATURA

che incrementino in modo apprezzabile l’attivo.

ART. 8.

(Esdebitazione).

1. Nell’esercizio della delega di cui al- l’articolo 1, per la disciplina della proce- dura di esdebitazione all’esito della proce- dura di liquidazione giudiziale, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri di- rettivi:

a) prevedere per il debitore la possi- bilità di presentare domanda di esdebita- zione subito dopo la chiusura della proce- dura e, in ogni caso, dopo tre anni dalla sua apertura, al di fuori dei casi di frode o di malafede e purché abbia collaborato con gli organi della procedura;

b) introdurre particolari forme di esdebitazione di diritto riservate alle insol- venze minori, fatta salva per i creditori la possibilità di proporre opposizione dinanzi al tribunale;

c) prevedere anche per le società l’am- missione al beneficio della liberazione dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti, previo riscon- tro dei presupposti di meritevolezza in capo agli amministratori e, nel caso di società di persone, in capo ai soci.

ART. 9.

(Sovraindebitamento).

1. Nell’esercizio della delega di cui al- l’articolo 1, per la disciplina della proce- dura di composizione delle crisi da so- vraindebitamento di cui alla legge 27 gen- naio 2012, n. 3, il Governo procede al ri- ordino e alla semplificazione della disciplina in materia attenendosi ai se- guenti princìpi e criteri direttivi:

a) specificare le categorie di debitori assoggettabili alla procedura, anche in base a un criterio di prevalenza delle obbliga- zioni assunte a diverso titolo, compren- dendo le persone fisiche e gli enti non

39

Camera dei Deputati

A.C. 3671-bis-3609-3884-A

ART. 8.

(Esdebitazione).

Identico.

ART. 9.

(Sovraindebitamento). 1. Identico:

a) comprendere nella procedura i soci illimitatamente responsabili e individuare criteri di coordinamento nella gestione delle procedure per sovraindebitamento ri- guardanti più membri della stessa famiglia;

Atti Parlamentari — 40 — XVII LEGISLATURA

assoggettabili alla procedura di concordato preventivo e di liquidazione giudiziale non- ché i soci illimitatamente responsabili, e individuando criteri di coordinamento nella gestione delle procedure per sovrain- debitamento riguardanti più membri della stessa famiglia;

b) disciplinare le soluzioni dirette a promuovere la continuazione dell’attività svolta dal debitore, nonché le modalità della loro eventuale conversione nelle so- luzioni liquidatorie, anche ad istanza del debitore, e consentendo solo la soluzione liquidatoria, con esclusione dell’esdebita- zione, nel caso in cui la crisi o l’insolvenza derivino da malafede o frode del debitore;

c) consentire al debitore meritevole, che non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno futura, di accedere all’esdebitazione solo per una volta, fatto salvo l’obbligo di pa- gamento del debito entro tre anni, laddove sopravvengano utilità;

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A.C. 3671-bis-3609-3884-A

d) precludere l’accesso alle procedure ai soggetti già esdebitati nei cinque anni precedenti la domanda o che abbiano be- neficiato dell’esdebitazione per due volte, ovvero nei casi di frode accertata;

e) introdurre misure protettive simili a quelle previste nel concordato preventivo, revocabili su istanza dei creditori, o anche d’ufficio in caso di atti in frode ai creditori;

b) disciplinare le soluzioni dirette a promuovere la continuazione dell’attività svolta dal debitore, nonché le modalità della loro eventuale conversione nelle so- luzioni liquidatorie, anche ad istanza del debitore, e consentendo, esclusivamente per il debitore-consumatore, solo la solu- zione liquidatoria, con esclusione dell’esde- bitazione, nel caso in cui la crisi o l’insol- venza derivino da colpa grave, malafede o frode del debitore;

c) consentire al debitore meritevole, che non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno futura, di accedere all’esdebitazione solo per una volta, fatto salvo l’obbligo di pa- gamento del debito entro quattro anni, laddove sopravvengano utilità;

c-bis) prevedere che il piano del con- sumatore possa comprendere anche la ri- strutturazione dei crediti derivanti da con- tratti di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio o della pensione e dalle operazioni di prestito su pegno;

c-ter) includere nella relazione del- l’organismo di cui all’articolo 9, comma 3-bis, della legge 27 gennaio 2012, n. 3, l’indicazione del rispetto, da parte del fi- nanziatore, del merito creditizio in rela- zione al reddito disponibile del debitore, dedotto quanto necessario a un dignitoso tenore di vita, al momento dell’erogazione del finanziamento;

d) identica;

e) identica;

Atti Parlamentari — 41 — XVII LEGISLATURA

f) riconoscere l’iniziativa per l’aper- f) identica; tura delle soluzioni liquidatorie, anche in
pendenza di procedure esecutive indivi-
duali, ai creditori e, quando l’insolvenza

riguardi l’imprenditore, al pubblico mini- stero;

g) ammettere all’esdebitazione anche g) identica; le persone giuridiche, su domanda e con
procedura semplificata, purché non ricor-
rano ipotesi di frode ai creditori o di vo-

lontario inadempimento del piano o del- l’accordo;

h) prevedere misure sanzionatorie, h) identica; eventualmente di natura processuale con
riguardo ai poteri di impugnativa e di op-
posizione, a carico del creditore che abbia

colpevolmente contribuito all’aggrava- mento della situazione di indebitamento;

i) attribuire anche ai creditori e al i) identica. pubblico ministero l’iniziativa per la con-
versione in procedura liquidatoria, nei casi
di frode o inadempimento.

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ART. 10.

(Privilegi).

1. Nell’esercizio della delega di cui al- l’articolo 1, per la revisione del sistema dei privilegi, il Governo procede al riordino riducendo le ipotesi di privilegio generale e speciale, con particolare riguardo ai privi- legi retentivi, eliminando quelle non più attuali rispetto al tempo in cui sono state introdotte e adeguando in conformità l’or- dine delle cause legittime di prelazione.

ART. 11.

(Garanzie non possessorie).

1. Nell’esercizio della delega di cui al- l’articolo 1, per la disciplina del sistema delle garanzie reali mobiliari, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri diret- tivi:

a) introdurre una forma di garanzia mobiliare senza spossessamento, avente ad oggetto beni, materiali o immateriali, anche

ART. 10.

(Privilegi).

1. Nell’esercizio della delega di cui al- l’articolo 1, il Governo procede al riordino e alla revisione del sistema dei privilegi, principalmente con l’obiettivo di ridurre le ipotesi di privilegio generale, speciale, con particolare riguardo ai privilegi retentivi, eliminando quelle non più attuali rispetto al tempo in cui sono state introdotte e adeguando in conformità l’ordine delle cause legittime di prelazione.

ART. 11.

(Garanzie non possessorie). 1. Identico.

Atti Parlamentari — 42 — XVII LEGISLATURA

futuri, determinati o determinabili, fatta salva la specifica indicazione dell’ammon- tare massimo garantito, eventualmente uti- lizzabile anche a garanzia di crediti diversi o ulteriori rispetto a quelli originariamente individuati, disciplinandone i requisiti, ivi compresa la necessità della forma scritta, e le modalità di costituzione, anche mediante iscrizione in apposito registro informatiz- zato, nonché le regole di opponibilità ai terzi e il concorso con gli altri creditori muniti di cause di prelazione;

b) regolamentare forme, contenuto, requisiti ed effetti dell’iscrizione nel regi- stro informatizzato, direttamente accessi- bile per via telematica secondo modalità che salvaguardino la protezione dei dati, al fine di consentire le operazioni di consul- tazione, iscrizione, annotazione, modifica, rinnovo ed estinzione delle garanzie, non- ché la regolazione del concorso conse- guente all’eventualità di plurime annota- zioni; subordinare le operazioni di consul- tazione, iscrizione, modifica, annotazione e rinnovo al pagamento di un importo in denaro, determinato anche in via regola- mentare, in modo da assicurare la coper- tura delle spese di gestione del registro;

c) stabilire che, salvo diverso accordo delle parti, il soggetto costituente la garan- zia abbia la facoltà di utilizzare, nel ri- spetto dei princìpi di buona fede e di cor- rettezza e in ogni caso nel rispetto della destinazione economica, i beni oggetto di garanzia, anche nell’esercizio della propria attività economica, estendendo in tale caso la prelazione dai beni originari a quelli che risulteranno all’esito degli atti di disposi- zione, senza effetto novativo per la garan- zia originariamente concessa, fatta salva la possibilità per il creditore di promuovere azioni conservative o inibitorie nel caso di abuso del costituente;

d) consentire al creditore di escutere stragiudizialmente la garanzia anche in de- roga al divieto del patto commissorio, a condizione che il valore dei beni sia deter- minato in maniera oggettiva, fatto salvo l’obbligo di restituire immediatamente al debitore, o ad altri creditori, l’eventuale

Camera dei Deputati

A.C. 3671-bis-3609-3884-A

Atti Parlamentari — 43 — XVII LEGISLATURA

eccedenza tra il valore di realizzo o asse- gnazione e l’importo del credito;

e) prevedere forme di pubblicità e di controllo giurisdizionale dell’esecuzione stragiudiziale di cui alla lettera d), regolare i rapporti tra la stessa e le procedure esecutive forzate e concorsuali, adottare misure di protezione del debitore consu- matore, nonché forme di tutela dei terzi che abbiano contrattato con il debitore non spossessato ovvero abbiano acquistato in buona fede diritti sul bene mobile oggetto del pegno, curando in ogni caso il coordi- namento della nuova disciplina con le di- sposizioni normative vigenti.

2. Per l’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, lettera a), è autorizzata la spesa di euro 150.000 per l’anno 2017. Al relativo onere si provvede mediante corri- spondente riduzione della proiezione, per l’anno 2017, dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018, nell’am- bito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripar- tire » dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2016, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della giustizia.

Camera dei Deputati

A.C. 3671-bis-3609-3884-A

2. Per l’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, lettera a), è autorizzata la spesa di euro 150.000 per l’anno 2017. Al relativo onere si provvede mediante corri- spondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017- 2019, nell’ambito del programma « Fondi di riserva e speciali » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2017, allo scopo parzialmente uti- lizzando l’accantonamento relativo al Mi- nistero della giustizia.

ART. 11-bis.
(Garanzie in favore degli acquirenti di

immobili da costruire).

1. Il Governo è delegato ad adottare, con le modalità e nei termini di cui all’ar- ticolo 1, disposizioni in materia di tutela dei diritti patrimoniali degli acquirenti di immobili da costruire, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:

a) al fine di garantire il controllo di legalità da parte del notaio sull’adempi- mento dell’obbligo di stipulazione della fi- deiussione di cui agli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122, nonché dell’obbligo di rilascio della polizza assicurativa indennitaria di cui all’articolo 4 del medesimo decreto legislativo, stabi-

Atti Parlamentari

— 44

— Camera dei Deputati A.C. 3671-bis-3609-3884-A

lire che l’atto o il contratto avente come finalità il trasferimento non immediato della proprietà o di altro diritto reale di godimento su un immobile da costruire, nonché qualunque atto avente le medesime finalità, deve essere stipulato per atto pub- blico o per scrittura privata autenticata;

b) prevedere che dall’inadempimento dell’obbligo assicurativo di cui all’articolo 4 del citato decreto legislativo n. 122 del 2005 consegua la nullità relativa del con- tratto, nei termini previsti dall’articolo 2, comma 1, del medesimo decreto legislativo.

ART. 12.

(Rapporti tra liquidazione giudiziale e mi- sure penali).

Identico.

XVII LEGISLATURA

ART. 12.

(Rapporti tra liquidazione giudiziale e mi- sure penali).

1. Nell’esercizio della delega di cui al- l’articolo 1, il Governo adotta disposizioni di coordinamento con il codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, stabilendo condizioni e criteri di prevalenza, rispetto alla gestione concor- suale, delle misure cautelari adottate in sede penale, anteriormente o successiva- mente alla dichiarazione di insolvenza.

2. Nell’esercizio della delega di cui al- l’articolo 1, il Governo adotta disposizioni di coordinamento con la disciplina di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e in particolare con le misure cautelari pre- viste dalla disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, nel rispetto del principio di prevalenza del regime con- corsuale, salvo che ricorrano ragioni di preminente tutela di interessi di carattere penale.

ART. 13.

(Modifiche al codice civile).

1. Nell’esercizio della delega di cui al- l’articolo 1, il Governo procede alle modi- fiche delle seguenti disposizioni del codice civile rese necessarie per la definizione

ART. 13.

(Modifiche al codice civile). 1. Identico:

Atti Parlamentari — 45 — XVII LEGISLATURA

della disciplina organica di attuazione dei princìpi e criteri direttivi di cui alla pre- sente legge, in particolare prevedendo:

a) l’applicabilità dell’articolo 2394 alle a) identica; società a responsabilità limitata e l’abroga-
zione dell’articolo 2394-bis;

b) il dovere dell’imprenditore e degli b) identica; organi sociali di istituire assetti organizza-
tivi adeguati per la rilevazione tempestiva
della crisi e della perdita della continuità
aziendale, nonché di attivarsi per l’ado-
zione tempestiva di uno degli strumenti
previsti dall’ordinamento per il supera-
mento della crisi e il recupero della conti-
nuità aziendale;

c) l’assoggettamento alla procedura di c) identica; liquidazione giudiziale come causa di scio-
glimento delle società di capitali ai sensi
dell’articolo 2484;

d) la possibilità di sospensione dell’o- d) identica; peratività della causa di scioglimento di cui
all’articolo 2484, primo comma, nu-
mero 4), e all’articolo 2545-duodecies, non-

ché degli obblighi posti a carico degli or- gani sociali dagli articoli 2446, secondo e terzo comma, 2447, 2482-bis, quarto, quinto e sesto comma, 2482-ter e 2486, in forza delle misure protettive previste nel- l’ambito delle procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, degli ac- cordi di ristrutturazione dei debiti e di regolazione concordata preventiva della crisi;

e) i criteri di quantificazione del e) identica; danno risarcibile nell’azione di responsa-
bilità promossa contro l’organo di ammi-
nistrazione della società fondata sulla vio-

lazione di quanto previsto dall’articolo 2486;

f) l’applicabilità delle disposizioni del- f) identica; l’articolo 2409 alle società a responsabilità
limitata, anche prive di organo di controllo.

Camera dei Deputati

A.C. 3671-bis-3609-3884-A

f-bis) l’estensione dei casi in cui è obbligatoria la nomina dell’organo di con- trollo, anche monocratico, o del revisore, da parte della società a responsabilità li- mitata, in particolare prevedendo tale ob- bligo quando la società per due esercizi

Atti Parlamentari

— 46

— Camera dei Deputati A.C. 3671-bis-3609-3884-A

consecutivi ha superato almeno uno dei seguenti limiti:

1) totale dell’attivo dello stato pa- trimoniale: 2 milioni di euro;

2) ricavi delle vendite e delle pre- stazioni: 2 milioni di euro;

3) dipendenti occupati in media du- rante l’esercizio: 10 unità;

f-ter) prevedere che, se la società a responsabilità limitata, in tutti i casi in cui è obbligata per legge, non nomina l’organo di controllo o il revisore entro il termine previsto dall’articolo 2477, quinto comma, del codice civile, il tribunale provvede alla nomina, oltre che su richiesta di ogni in- teressato, anche su segnalazione del con- servatore del registro delle imprese;

f-quater) prevedere che l’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del re- visore cessa, per la società a responsabilità limitata, quando per tre esercizi consecu- tivi non è superato alcuno dei limiti di cui alla lettera f-bis).

ART. 14.

(Liquidazione coatta amministrativa). 1. Identico.

XVII LEGISLATURA

ART. 14.

(Liquidazione coatta amministrativa).

1. Nell’esercizio della delega di cui al- l’articolo 1, per la riforma della liquida- zione coatta amministrativa, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri diret- tivi:

a) applicare in via generale la disci- plina concorsuale ordinaria anche alle im- prese in stato di crisi o di insolvenza at- tualmente soggette alla procedura di liqui- dazione coatta amministrativa, mante- nendo fermo il relativo regime speciale solo nei casi previsti:

1) dalle leggi speciali in materia di banche e imprese assimilate, intermediari finanziari, imprese assicurative e assimi- late;

2) dalle leggi speciali in materia di procedimenti amministrativi di compe- tenza delle autorità amministrative di vigi- lanza, conseguenti all’accertamento di ir-

Atti Parlamentari — 47 — XVII LEGISLATURA

regolarità e all’applicazione di sanzioni da parte delle medesime autorità;

b) attribuire alle autorità amministra- tive di vigilanza le competenze in tema di segnalazione dell’allerta e le funzioni attri- buite agli organismi di composizione della crisi nelle procedure di allerta e di com- posizione assistita della crisi di cui all’ar- ticolo 4, anche al fine di individuare solu- zioni di carattere conservativo, nonché la legittimazione alla domanda di apertura della procedura di liquidazione giudiziale di cui all’articolo 7.

Camera dei Deputati

A.C. 3671-bis-3609-3884-A

ART. 15.

……………………………………………………………… ……………………………………………………………… ………………………………………………………………

CAPO III DISPOSIZIONI FINANZIARIE

ART. 16.

(Disposizioni finanziarie).

1. Dall’attuazione della presente legge e dei decreti legislativi da essa previsti, ad eccezione delle disposizioni dell’articolo 2, comma 1, lettera n), e dell’articolo 11, comma 1, lettera a), per le quali sono previste specifiche autorizzazioni di spesa, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Ad essa si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie previste dalla le- gislazione vigente.

2. In considerazione della complessità della materia trattata e dell’impossibilità di

2. Le disposizioni del presente articolo e quelle dei decreti legislativi emanati in attuazione dello stesso sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, anche con riferimento alla legge costituzionale 18 ot- tobre 2001, n. 3.

CAPO III DISPOSIZIONI FINANZIARIE

ART. 16.

(Disposizioni finanziarie). Identico.

Atti Parlamentari — 48 — XVII LEGISLATURA

procedere alla determinazione degli even- tuali effetti finanziari, per ciascuno schema di decreto legislativo di cui alla presente legge, la corrispondente relazione tecnica evidenzia gli effetti sui saldi di finanza pubblica. Qualora uno o più decreti legi- slativi determinino nuovi o maggiori oneri, che non trovino compensazione nel proprio ambito, si provvede ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.

Camera dei Deputati

A.C. 3671-bis-3609-3884-A

*17PDL0048250*

*17PDL0048250*

Fonte: Marina Crisafi, Studio Cataldi

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