923.-Costituzione e diritti negati: salute, lavoro, istruzione, pensione, risparmio, partecipazione alla politica e, ora, anche la sicurezza.

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Chi viola costantemente la Costituzione chiederà sempre di cambiarla; ma noi, già sostenitori del NO, come vorremmo aggiornarla? Insieme a Stefano Alì, elenchiamo alcuni articoli che, sicuramente, avrebbero avuto e hanno la precedenza sulla riforma del Senato. Comincerei dall’articolo 81 sul “pareggio di bilancio”, perché la mancanza di risorse condiziona facilmente l’applicabilità dell’intera trama dei principi costituzionali, lasciandone intatto, ma vuoto di contenuti, l’impianto normativo.

L’articolo 81 della Costituzione: il “pareggio di bilancio”.

Il pareggio di bilancio, quello che “hanno” inserito in Costituzione con legge Costituzionale, non dico “potrebbe essere”, è incostituzionale. Fra i tanti perché, determina lo smantellamento dello Stato sociale e incide sulla sicurezza.

Il 16 Dicempre 2016 la Corte Costituzionale si è appena pronunciata su una legge della Regione Abruzzo, che aveva condizionato il contributo per il trasporto degli studenti disabili alle risorse stanziate in bilancio. Sempre in Abruzzo, le carenze che stanno ostacolando l’opera della Protezione Civile sono davanti agli occhi di tutti. Certamente, l’assetto della Protezione Civile deve essere rivisto, sopratutto per la parte operativa; ma il pareggio di bilancio (vigente per Stato e Regioni) e il “patto di stabilità interno” che ne deriva (per i Comuni) incideranno, comunque, sulle risorse da destinarvi.

Costituzione e diritti negati: : La solidarietà.

Articolo 38 della Costituzione

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
L’assistenza privata è libera.
Eppure, in risposta si inventano l’«APE» per cui per andare in pensione devi chiedere un prestito in banca coperto da una assicurazione.

E se la pensione non ti permette di campare, puoi sempre ipotecare la casa e la banca benevola ti fa un prestito. Non è più lo Stato a garantire la sopravvivenza, ma banche e assicurazioni private dietro lauto compenso.  Bene, il prestito vitalizio ipotecario è sintomatico della progressiva contrazione dell’area di intervento delle istituzioni pubbliche a fronte delle crescenti difficoltà economiche delle famiglie.

Costituzione e diritti negati: La salute.

Articolo 32 della Costituzione

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Avete letto: “Fondamentale”? E’ l’unica volta che la Costituzione definisce fondamentale un diritto. Invece, tutto parte dal momento in cui è stato deciso di trasformare il Servizio Sanitario Nazionale in “aziende”.

Tagli alla sanità, chiusure degli ospedali, tagli ai posti letto, aumento dei ticket, prestazioni diagnostiche e cliniche fondamentali non sono più in assistenza gratuita.

Guardando meglio, però, si vede che si tratta quasi sempre di interventi per patologie tipiche di persone anziane. Dunque, più che al risparmio, si punta al rapido degrado delle condizioni di vita di questa fascia di età, favorendone la “riduzione delle aspettative di vita”. (contropiano.org)
Undici milioni di italiani non si curano più per ragioni economiche!

Ovviamente a tutto vantaggio delle strutture private. Oltre alle tasse specifiche con cui viene già pagato il servizio sanitario nazionale, infatti, i ticket eguagliano e talvolta superano il costo presso privati.

Costituzione e diritti negati: L’istruzione

Articolo 34 della Costituzione

La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
Le scuole pubbliche cadono a pezzi e i nostri ragazzi non sono neppure al sicuro. Contributi “facoltativi” che in realtà sono obbligatori. Detersivi, carta igienica e cancelleria fornita dai genitori. Insegnanti esiliati da una parte all’altra dell’Italia, i ragazzi sbandati. In poche parole la scuola pubblica ridotta in macerie mentre vengono elargiti “fiumi di soldi alle private“.

Con buona pace anche dell’articolo 33 della Costituzione

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
E’ prescritto un esame di Stato per la ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Costituzione e diritti negati: La tutela del risparmio.

Articolo 47 della Costituzione

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.
Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.
È sufficiente ricordare le decine di migliaia di famiglie espropriate dei risparmi di una vita per salvare alcune banche (tra cui quella del papà della Boschi)?

È sufficiente ricordare che mentre gente comune teme per suoi risparmi, il fondo Blackrock festeggia i profitti che derivano dalla crisi?

Costituzione e diritti negati: Il lavoro.

Vi dico: “Non c’è dignità senza il lavoro e non c’è libertà senza la dignità.” Ecco gli Articoli 1, 3, 4, 35, 38: 

Articolo 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Articolo 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Articolo 35

La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori.

Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.

Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro italiano all’estero.

e, ancora, il 38.

Al lavoro Alì ha dedicato un intero post perché c’è la “pistola fumante”.

Ciò che hanno spacciato come “politiche per il lavoro” e “politiche contro il precariato” aveva, invece, il fine di agevolare i licenziamenti e far esplodere precariato e crollo dei salari. Lo ha messo nero su bianco il Ministero per lo Sviluppo Economico.

Lo ha scritto in una brochure destinata agli “investitori esteri”. Qui il post con la brochure in download: Il successo del Jobs Act.

E che dire dell’accordo tra Miur e McDonald’s in “alternanza scuola lavoro”? La scuola dovrebbe formare uomini e donne. L’Alternanza scuola-lavoro, l’accordo tra Miur e McDonald’s. è la reintroduzione a norma di legge dello sfruttamento del lavoro minorile.

Costituzione e diritti negati per favorire mercati e investitori privati

Solo e soltanto interventi a favore degli investitori privati, sulla pelle dei diritti sanciti dalla Costituzione.

Costituzione e diritti negati: limiti all’iniziativa economica privata

Articolo 41 commi 1 e 2

L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
E a stuprare la Costituzione sono proprio coloro che sostengono la necessità di modificarla. Per liberarsi ulteriormente le mani!

Ma c’è un perché a tutto questo e sta nei partiti che hanno consentito e approvato lo stravolgimento della Costituzione fino a raggiungere il punto di non ritorno ed è questa la prima riforma che chiederei:

Costituzione e diritti negati:: partecipazione alla politica

Articolo 49

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale [cfr. artt. 18, 98 c. 3, XII c. 1].

Il costituente afferma il diritto di ciascuno di costituire partiti in quanto esso è espressione del diritto di libertà dei singoli ed i partiti, espressione di pluralismo, rappresentano una delle basi dell’ordinamento democratico. Ma, appunto, com metodo democratico sconosciuto alle cerchie, ai cerchi e ai gigli magici, alle congreghe delle gerarchie difficilmente penetrabili dei partiti, dove prevalgono arroganza, ignoranza e interessi privati, favoriti dal troppo denaro e dal troppo potere che la decantata Costituzione ha messo in mano alla politica. Come sottolinea la disposizione, una delle principali funzioni dei partiti è di partecipare alla politica nazionale attraverso un confronto reciproco basato sulla democrazia. Nei fatti, stabilito un proprio programma, essi procedono ad individuare coloro che intendono proporre come candidati e, attraverso le campagne elettorali, a diffondere nei cittadini il proprio pensiero, al fine di attirare consensi. Dal punto di vista della struttura, essi sono associazioni private non riconosciute e organizzate stabilmente. Manca, nella Costituzione, una norma che ne imponga un’organizzazione democratica, ciò che solleva più di qualche dubbio circa la libertà di cui godono gli aderenti.
Attorno al profilo delle risorse economiche che li sostengono, gravita una delle questioni più accese della politica italiana sin dal dopoguerra ad oggi, quella del finanziamento pubblico ai partiti. Sulla riforma dei partiti, è stato depositato un progetto di legge che abbiamo esaminato e che giace al Senato. Vuole introdurre il requisito della trasparenza, specialmente sui finanziamenti e, aggiungerei, il requisito dell’alternanza, fondamentale per un assetto democratico.

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