900.- Lega Nord-Diplomazia USA. I cablo WikiLeaks

L’articolo parla del 2015, ma è attuale. Aspettando Donald Trump, confermo la premessa che vi propone Stefano Alì: “Non ho nulla contro la Nazione Stati Uniti d’America. Non ho nulla contro il Popolo americano.” Anzi. “Diverso è il mio sentimento verso quei settori della politica americana che coltivano il sogno egemone e che per realizzarlo non si fanno scrupolo alcuno a scatenare guerre, a tramare, a rovesciare Governi. Quella politica che classicamente si attribuisce ai “Neocon” e con essi alla politica reaganiana e dei Bush, ma che spesso è sposata dai presidenti “democratici” come Obama.” Ma aggiungo: La politica dei finanzieri Neocon è sbagliata. Torneranno i loro conti, ma a prezzi sempre più alti e finirà in tragedia. E’ la politica dei contabili, che non sa accendere gli spiriti e che muove solo i numeri della materia e, permettetemi di pensare che la supremazia dell’Occidente a guida USA può solo basarsi  sulla forza spirituale dei popoli americano ed europeo, comprendendovi il grande popolo russo.  La finanza è e deve essere solo strumentale, come è il denaro. La Politica è un’altra cosa. 

 

…Vediamo i rapporti Lega Nord-Diplomazia USA. Qui, però, ci sono i cablo WikiLeaks a delinearli.  Parte Prima (A tavola con il Console)

senzanome

Una premessa che ogni tanto ripropongo: non ho nulla contro la Nazione Stati Uniti d’America. Non ho nulla contro il Popolo americano. Diverso è il mio sentimento verso quei settori della politica americana che coltivano il sogno egemone e che per realizzarlo non si fanno scrupolo alcuno a scatenare guerre, a tramare, a rovesciare Governi. Quella politica che classicamente si attribuisce ai “Neocon” e con essi alla politica reaganiana e dei Bush, ma che spesso non è disdegnata dai presidenti “democratici” come Obama.

Ecco, quando con i suoi rapporti con questi ambienti politici americani la politica italiana agevola il “sogno di egemonia”, siamo in presenza di traditori della Patria. Come più volte già visto su questo blog,  WikiLeaks ci offre tutti gli strumenti per individuarli.

Sfogliando come spesso mi accade WikiLeaks, mi sono imbattuto in ben quattro cablo – datati fra aprile e agosto 2009 – che riguardano la Lega Nord e i suoi rappresentanti, anche attuali. Come mia abitudine, di ciascuno fornisco i link a WikiLeaks (nelle note), in modo che ciascuno possa verificare da sé. Come mia abitudine non decontestualizzerò. Riporterò interi pezzi dei cablo accostando la traduzione. Si parla di strategie elettorali per le regionali del 2010 e della successione di Bossi che, per la diplomazia USA, pare essere di importanza strategica.

I rapporti Lega Nord-Diplomazia USA sembrano ben più che amichevoli. La diplomazia USA è a conoscenza delle più recondite aspirazioni della Lega e delle strategie più segrete per realizzarle. Vedremo che tra gli altri possibili successori di Bossi, nel 2009 viene già tracciato il profilo di Matteo Salvini.

I cablo presi in esame sono quattro. Sono quindi costretto a dividere il post in due parti. Poi ci saranno altri post giacché, alla luce di questi cablo, alcune questioni riguardanti la Lega Nord e i suoi rapporti non proprio trasparenti con “enti e associazioni” vanno probabilmente rivisti.

Vediamo il primo1 – Pranzo del Console Generale con Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti:

Calderoli and Giorgetti agreed that European Parliamentary elections in June were of secondary importance to the party. Nonetheless, LN is clearly keeping an eye on those races. Giorgetti noted that polls showed increasing LN strength ahead of the June elections, but that paradoxically LN party leader Umberto Bossi was worried that the party would get too much support. Further gains at the expense of PdL this year could upset the coalition’s balance, he argued, and drive the PdL to seek to openly tarnish LN at every opportunity ahead of the 2010 elections. Giorgetti said the LN strategy in the short term would be to keep Berlusconi in a bear hug, as close as possible. “If Berlusconi says red, we say red. If he says black, black for us too.” Giorgetti sensed Berlusconi was looking to create friction to push LN to be more extreme and improve PdL’s support, but he was clear LN would not fall for it.

Calderoli e Giorgetti concordarono sul fatto che le elezioni europee di Giugno sono di secondaria importanza per il partito. Purtuttavia, la Lega Nord sta chiaramente tenendo d’occhio la competizione. Giorgetti ha fatto notare che i sondaggi mostrano un incremento della forza della Lega, ma paradossalmente il leader della Lega, Umberto Bossi è preoccupato dell’eccessivo successo. Ulteriore guadagno elettorale a scapito del PDL potrebbe sconvolgere l’equilibrio della coalizione e potrebbe indurre il PDL a cercare di screditare la Lega ad ogni occasione prima delle elezioni del 2010. Giorgetti ha detto che la strategia della Lega, nel breve periodo, è tenersi strettamente abbracciati a Berlusconi. “Se Berlusconi dice rosso, noi diciamo rosso. Se dice nero, nero pure per noi”

Come si può notare, il rapporto con il Console è tale da confidargli le strategie, anche quelle che non venivano espresse neppure agli alleati del centro destra. Per quanto riguarda gli obiettivi regionali, Calderoli dice con chiarezza:

When asked which two governorships LN hoped to get, Calderoli explicitly named the Veneto suggesting LN had enough support to win outright there and thus the center right coalition would support a LN candidate to keep the LN from “going it alone.” It was clear that Lombardy was the second target, but Calderoli insinuated that Lombardy was probably too prominent for Berlusconi’s People of Liberty party (PdL) to give up and that LN might be able to give up Lombardy for a guarantee on Veneto and some other concessions.

Alla domanda quali erano le due Regioni che la Lega sperava di conquistare, Calderoli esplicitamente cita il Veneto, aggiungendo che la Lega ha forza sufficiente per vincere a mani basse e quindi la coalizione di centro destra supporterebbe il candidato della Lega per evitare che vada da sola. Era chiaro che il secondo obiettivo era la Lombardia, ma Calderoli la lasciato intendere che la Lombardia era probabilmente troppo importante perché il PDL di Berlusconi la lasciasse e che la Lega potrebbe mollare sulla Lombardia per il Veneto e qualche altra concessione.

Vedremo che queste posizioni si affineranno nei successivi cablo.

Il secondo cablo2 è del luglio 2009. Si erano celebrate le elezioni europee e la Lega aveva avuto un buon risultato. Il timore che Berlusconi cominciasse ad essere insofferente verso chi rosicchiava solo i voti alla sua destra diventa forte. Bossi, quindi, tenta di mostrarsi interessante per l’elettorato di sinistra:

Northern League President Umberto Bossi took advantage of what was supposed to be a appropriations vote for Italy’s overseas missions to launch a broad debate on the utility and future of Italian military participation, particularly in Afghanistan. The bill – which goes to a vote on July 30 or 31 and is expected to pass – simply provides the resources to follow through on the Overseas Mission decree that was unanimously endorsed by the Chamber of Deputies on July 23.

Il Presidente della Lega Nord Umberto Bossi ha approfittato di ciò che doveva essere solo un voto di finanziamento per le missioni all’estero per lanciare un ampio dibattito sulla utilità e sul futuro della partecipazione italiana alle missioni militari. Il progetto di legge – che verrà votato il 30 o il 31 luglio e ci si aspetta venga approvato – fornisce semplicemente le risorse per finanziare il decreto sulle missioni all’estero. Decreto che è stato votato all’unanimità dalla Camera dei Deputati il 23 Luglio.

Ma nel frattempo l’Ambasciatore rassicurava la Segreteria di Stato americana. In chiusura di quel cablo, infatti, scrive:

The timing of Bossi’s outburst has far more to do with domestic political calculation. With the G8 and European elections now over, the Northern League and Berlusconi’s PdL are in open competition for the same voters in the March 2010 regional elections. Coming off a very strong showing in the European Parliament elections, Bossi is both demonstrating his independence from Berlusconi and is also seeking greater leverage within the current coalition. While Afghanistan is a non-issue for Lega’s core supporters, Bossi is actively trying to lure working class voters who have in the past backed the flailing leftist parties across the divide. Taking an anti-militarist stance burnishes his appeal. Most of Italy’s regional president posts are up for election next Spring and Bossi is keen to ensure that Lega Nord has the edge in the competition for the key posts against its PdL coalition partner. Reminding Berlusconi, with whom he works very well, of his growing relative power aids that effort.

La tempistica della sparata di Bossi ha più a che fare con un calcolo politico interno. Con il G8 e le elezioni europee alle spalle, la Lega Nord e il PDL di Berlusconi sono in competizione per agganciare gli stessi elettori per le elezioni regionali di Marzo 2010. A seguito dell’affermazione elettorale alle elezioni europee, Bossi sta dimostrando la sua indipendenza da Berlusconi per ottenere un maggiore peso all’interno della coalizione. Mentre l’Afghanistan è un “non problema”, per il nocciolo duro della Lega, Bossi sta cercando di adescare i voti della classe lavoratrice che, nel passato, in questo ambito ha sostenuto le agitazioni dei partiti di sinistra. Assume la posizione anti-militarista per tirarsi a lucido. La maggior parte dei Presidenti di Regione verranno rinnovati la prossima primavera e Bossi è intenzionato ad assicurarsi che la Lega abbia i margini per avere i posti chiave rispetto ai partner del PDL. Ricordare a Berlusconi, col quale lavora benissimo, il suo crescente potere relativo lo aiuta.

Come dire “Tranquilli tutti: è teatro. Bossi antimilitarista è un bluff”. 

E infatti coincidenza vuole che il rifinanziamento sia stato approvato dal Senato esattamente il 30 Luglio. È la Legge 108/2009.

E infatti coincidenza vuole che la Lega ai successivi rifinanziamenti taccia e voti. Qui il voto relativo al rifinanziamento della missione in Afghanistan del 2 Dicembre 2009.

 

Parte seconda (Salvini, Tosi e Zaia)

 

 

Sui rapporti Lega Nord-diplomazia USA altri due cablo WikiLeaks. Agosto 2009. Si parla ancora di strategie per le elezioni regionali del 2010, dell’importanza strategica del Veneto per gli USA a causa della base Dal Molin di Vicenza e della successione di Bossi.

Per la diplomazia USA le elezioni regionali del 2010 sono importantissime. Ci sono in ballo tre importanti regioni contese fra PDL e Lega Nord. La Lombardia e il Piemonte in quanto centro degli interessi economici e il Veneto perché ospita la base militare di Vicenza.

Primo cablo1

Right now there are two likely LN candidates, and thus successors to Galan. The first is Luca Zaia the popular Minister of Agriculture (though contacts say he currently has no interest in running), and the other Flavio Tosi (the current mayor of Verona). Though Tosi (whose conviction for inciting racial hatred was upheld on appeal in July) is more divisive and a tougher sell for PdL and moderate members of LN, he has proven to be an efficient administrator. He is clearly intent to be governor and is trying to burnish his image by fostering relations with the United States (making himself regularly available to meet with U.S. diplomats and publicizing our trips to the Verona area in the local media) and by bolstering his credentials as a moderate, respected, and influential local figure. Though outwardly and verbally tough on immigration, he also has stated publicly that immigrants who work are a necessary part of the economy. The outcome of the governor’s race in Veneto is particularly important to U.S. interests as the region hosts the Vicenza army base.

Al momento ci sono due possibili candidati della Lega alla successione di Galan (Presidenza della Regione Veneto, n.d.r.). Il primo è Luca Zaia il popolare Ministro dell’Agricoltura (anche se qualcuno ci dice che non è interessato) e l’altro è Flavio Tosi (l’attuale Sindaco di Verona). Anche se Tosi (la cui condanna per aver incitato all’odio razziale è stata confermata in appello a Luglio) crea divisioni ed è difficile da far digerire al PDL e ai membri moderati della Lega, ha provato di essere un amministratore efficiente. È chiaramente intenzionato a diventare governatore e sta provando a tirarsi a lucido favorendo relazioni con gli Stati Uniti (rendendosi egli stesso disponibile a incontrare diplomatici USA e pubblicizzando il nostro viaggio a Verona sui media locali) e rafforzando la sua immagine di figura locale moderata, rispettata e influente. Nonostante sia verbalmente duro sull’immigrazione, ha anche dichiarato pubblicamente che gli immigrati che lavorano sono una parte necessaria dell’economia. L’esito della competizione in Veneto è particolarmente importante per gli interessi USA in quanto la regione ospita la base militare di Vicenza.

Vorrei far notare che come già visto per il MUOS la base è importante per gli interessi USA, non NATO.

Il cablo prosegue valutando gli altri possibili obiettivi della Lega: Piemonte e Lombardia. Dopo aver escluso la Lombardia, il Console propende per una candidatura della Lega in Piemonte.

Lombardy is a sentimental target for LN but a strategic center for PdL. It is the nation’s economic hub and the political and business base of PM Berlusconi. The incumbent regional governor, Roberto Formigoni, is PdL and has an approval rating of over 60%. However, an opening for a LN candidate is possible as Formigoni has aspirations to ascend to national political prominence and contacts tell us that his connections to “Communion and Liberation” (a celibate lay catholic organization) make the PdL brass nervous. There are strong LN candidates in Lombardy, but none as entrenched in local politics as Formigoni. Thus, absent an offer of a better job it is likely he will run again and win.

La Lombardia è un obiettivo sentimentale per la Lega Nord, ma anche un centro strategico per il PDL. È lo snodo economico nazionale e la base politica e affaristica di Berlusconi. L’attuale governatore regionale, Roberto Formigoni, è del PDL e gode di un sostegno stimato oltre il 60%. Tuttavia, una apertura per un candidato della Lega è possibile in quanto Formigoni aspira di scalare la ribalta nazionale e alcuni contatti ci dicono che le sue connessioni con “Comunione e Liberazione” fanno innervosire il PDL. Ci sono candidati della Lega forti, in Lombardia, ma nessuno così radicato nella politica locale come Formigoni. Quindi, in assenza di offerte per un incarico migliore è probabile che correrà di nuovo vincendo.

Altra grande incognita per la diplomazia USA è la successione di Umberto Bossi:

As his health deteriorates, Bossi has been focusing on the short and sentimental game which, for him, means securing a regional presidency in Lombardy. But with the charismatic leader and old war horse failing, the question of who will replace Bossi is a major dilemma facing the party. We will look at some of the likely heirs septel.

Con il deterioramento della sua salute, Bossi si è concentrato sul gioco a breve e sentimentale che, per lui, significa assicurarsi la presidenza regionale della Lombardia. Ma con la caduta del leader carismatico e vecchio cavallo di battaglia la questione di chi rimpiazzerà Bossi è un problema che il partito deve affrontare. Vedremo alcuni dei probabili eredi in un separato cablo.

Ed ecco il separato cablo2:

Though Bossi continues an active and provocative political life, constantly in the media and public eye, judging by appearances and our personal interactions with him he seems decidedly unwell.

Sebbene Bossi conduca una vita politica attiva e provocatoria, costantemente sui media, a giudicare dall’apparenza e da nostre interazioni personali con lui sembra decisamente non star bene

There is a clear first rank of “colonels” in their 50s, including current Ministers Roberto Maroni and Roberto Calderoli and former Minister Roberto Castelli, who will probably stake claims to the party leadership when Bossi goes. However, the longer term picture will depend also on those young LN leaders who are being primed for influential seats at the table. The following cable looks at six of the next generation that we think it wise to keep an eye on.

Chiaramente c’è una prima linea di colonnelli sulla cinquantina, inclusi Maroni. Calderoli e Castelli, che rivendicheranno la leadership quando Bossi andrà via. Tuttavia, il disegno a lungo termine dipenderà anche da quei giovani leader che sono stati idonei per i posti influenti. Questo cablo esamina sei della prossima generazione che pensiamo sia saggio osservare.

E quindi segue una lista di sei “candidati” e relativi profili. Al primo posto Giancarlo Giorgetti che abbiamo già visto seduto a tavola con il Console di Milano insieme a Calderoli. Seguono Flavio Tosi e Luca Zaia, anche se i due vengono esclusi perché in corsa per le amministrative:

Tosi is a front-runner (along with Luca Zaia, see below) to become regional governor of Veneto in elections next March. This is important for the United States since Veneto is one of Italy’s economic powerhouses and hosts Vicenza army base (the headquarters of Africom’s army component and soon to be the home of the re-consolidated 173rd airborne brigade).

Tosi è in prima linea (insieme a Luca Zaia […]) per le elezioni regionali in Veneto nel marzo prossimo. Questo è importante per gli Stati Uniti in quanto il Veneto è uno dei centri economici italiani e ospita la base militare di Vicenza (il quartier generale della componente militare del comando africano degli Stati Uniti e presto sede della ri-consolidata 173^ brigata aerotrasportata)

Ancora una volta: importante per gli Stati Uniti. La NATO non è neppure menzionata.

E poi c’è Matteo Salvini:

Because Salvini’s role to date has largely been mouthpiece and “provocateur,” it is difficult to know for sure his personal positions. Publicly he is always on the radical end of the spectrum, but he has never had to put his policies in action because he has never held local administrative office above city councilmember. Nonetheless, Salvini is a leading light in the core Lombard League and was present at the creation of the Northern League. With some national political experience under his belt, now, Salvini is likely to play a more important policy role within the party.

Siccome il ruolo attribuito a Salvini è stato in massima parte di portavoce e provocatore, è difficile conoscere per certo le sue posizioni personali. Pubblicamente è sempre sulle posizioni più radicali, ma non ha mai messo in pratica le sue politiche perché non ha mai ricoperto ruoli amministrativi oltre che consigliere comunale. Tuttavia è la musa ispiratrice del nucleo della Lega Lombarda ed era presente alla fondazione della Lega Nord. Con un po’ di esperienza politica, ora, è probabile che Salvini possa giocare un ruolo più importante all’interno del partito.

Quindi non pare che Salvini desti particolari preoccupazioni alla diplomazia USA, nonostante la certezza di un prossimo ruolo preminente.

Ora tiriamo le somme.

Come previsto Luca Zaia è presidente della Regione Veneto. Fiero della base Del Molin e dei suoi rapporti con l’Ambasciatore, continua l’abbraccio Lega Nord-diplomazia USA in Veneto.

Nel solco delle relazioni Lega Nord-diplomazia USA anche le attuali posizioni di Matteo Salvini.

Dice all’Huffington Post a proposito del suo “tour” autunnale:

Vedrà anche il premier Netanyahu?

Non ambisco a tanto. Mi interessa portare in questi Paesi le nostre proposte di governo, spiegarle di persona, perché penso che nel 2016 la Lega possa andare al governo in Italia”.

Per sbarcare in Israele c’è però il problema del suo rapporto con Casa Pound, su posizioni molto anti-israeliane…

“I problemi di Israele sono ben altri, dall’Iran alla Turchia che fa poco contro l’Isis. Casa Pound è l’ultimo dei problemi. Io vado come segretario della Lega. Punto. E non incontrerò certo i filopalestinesi…”.

Il suo viaggio americano che obiettivi ha?

“Per noi la reaganomics resta un riferimento fondamentale sui temi delle tasse, della concorrenza. Il nostro riferimento è chi pensa a una economia di questo tipo. I miei incontri saranno con esponenti del partito repubblicano”.

Nella migliore tradizione berlusconiana quindi, si fanno affari con la Russia, ma si governa con USA (con la reaganomics e i neocon repubblicani come riferimento) e Israele.

E poi c’è di nuovo Giorgetti che abbiamo visto a pranzo con il Console:

Come sono i suoi rapporti con i colonnelli, a partire da Giancarlo Giorgetti?

“Quando torneremo al governo lui sarà una delle colonne portanti”.

Eppure Giorgetti è noto per il suo filo atlantismo. Mentre lei insegue Putin..

“Meglio così, ci sono sensibilità diverse. Io sono l’amico dello zar, se c’è qualcuno amico degli altri tanto di guadagnato…”

Sull’ultima affermazione … daje a ride, ma chi è la “colonna portante” Giorgetti? Da Wikipedia:

Cugino del banchiere Massimo Ponzellini e laureato in economia all’Università Bocconi di Milano, commercialista professionista e revisore contabile, è parlamentare alla Camera dei deputati fin dal 1996, sempre con la Lega Nord Padania. Consigliere di Credieuronord..

“Cugino del banchiere Massimo Ponzellini. Per metterlo nella sua biografia deve essere una persona importante per lui.

Ponzellini nel 1981 diventa Direttore Generale della società di studi Nomisma per passare poi nel 1983 all’IRI, dove rimane fino al 1990 occupandosi soprattutto dello sviluppo economico dell’Italia meridionale.

A metà del 1990 partecipa alla costituzione della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, presso cui ha ricoperto l’incarico di Direttore.

Nel 1994 entra alla Banca Europea degli Investimenti come Vicepresidente e Amministratore Delegato e dove rimane fino al 2003.

Dal 2002 al 2007 guida alcune società dello Stato italiano diventando Vicepresidente e Amministratore Delegato della Patrimonio dello Stato S.p.A. e Amministratore Delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Nel maggio 2007 assume la presidenza della società di costruzioni Impregilo a cui ha affiancato nel 2009 la presidenza della Banca Popolare di Milano, risultando eletto dall’assemblea dei soci che si è tenuta alla Fieramilanocity il 25 aprile 2009, con 5.294 voti su un totale di 10.024 soci partecipanti (di cui 6.232 in proprio e 3.792 per delega).

Ricopre inoltre le cariche di consigliere e membro del comitato esecutivo dell’Istituto Europeo di Oncologia, vicepresidente di INA Assitalia e consigliere e membro del comitato di gestione del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Nomisma e IRI. Non torna anche a voi l’incubo Romano Prodi? E tutte quelle “banche europee”… Toh, anche Impregilo. E la Banca Popolare di Milano (ex Rasini) attraverso cui transitavano tutte le transazioni non proprio limpide di Berlusconi.

Quello che

Secondo le intercettazioni telefoniche Massimo Ponzellini minacciava sfracelli con i suoi se non sistemavano la roba della Brambilla

Ma poi, avete sentito Matteo Salvini o qualche esponente della Lega esprimersi sul MUOS o sugli F-35? Sugli F-35 hanno addirittura sottoscritto il documento Zanda.

E su TISA, TTIP, TTP? No, eh? E quel poco che dicono è fuorviante:

Forse perché gli interessi USA non si toccano? Non è che si può mettere a repentaglio la relazione Lega Nord-diplomazia USA, d’altro canto.

 

Cablo del 28 Aprile 2009. Dal Consolato Generale USA di Milano. Classificazione: Confidenziale.
2

KEEPING BERLUSCONI CLOSE: NORTHERN LEAGUE STRATEGY FOR EU ELECTIONS
Date:

2009 April 28, 15:41 (Tuesday)

Canonical ID:

09MILAN95_a

Original Classification:

CONFIDENTIAL

Current Classification:

CONFIDENTIAL

Handling Restrictions

— Not Assigned —

 

Character Count:

9887

Executive Order:

— Not Assigned —

Locator:

TEXT ONLINE

TAGS:

ECON – Economic Affairs–Economic Conditions, Trends and Potential | IT – Italy | PGOV – Political Affairs–Government; Internal Governmental Affairs | PINR – Political Affairs–Intelligence

Concepts:

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Type:

TE – Telegram (cable)

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— N/A or Blank —

 

Office Action:

— N/A or Blank —

Archive Status:

— Not Assigned —

From:

Italy Milan

Markings:

— Not Assigned —

To:

Italy Florence | Italy Naples | Italy Rome | National Security Council | Secretary of State | U.S. Mission to European Union (formerly EC) (Brussels)

 

——-

Summary

——-

  1. (C) Northern League (LN) insiders Roberto Calderoli,

Minister for Legislative Simplification, and Giancarlo

Giorgetti, President of the Finance Committee in the Chamber

of Deputies described their strategy to make LN the hegemonic

political party in Northern Italy over the next few years.

Key to their plan is progress on fiscal federalism and

broader regional autonomy and securing one, or possibly two,

regional governor positions in the 2010 elections. Giorgetti

acknowledged an upward trend in polling for LN ahead of the

EU Parliamentary elections in June, but expressed concern

that if LN results were “too good,” it would create friction

with Berlusconi’s People of Liberty party (PdL) and possibly

hurt the chances of an LN candidate to head the PdL ticket

for a key Northern region in 2010. LN’s strategy in the

short term will be to keep Berlusconi as close as possible,

minimizing tension between the LN and PdL. Still, center

right candidacies for Northern Italian regions for the 2010

elections will likely be the key cause of discord within the

governing coalition over the next year. End summary.

  1. (U) On April 20, the Consul General had lunch with two

top figures in Italy’s Northern League political party:

Roberto Calderoli, Minister for Legislative Simplification,

and Giancarlo Giorgetti, President of the Finance Committee

in the Chamber of Deputies.

——————————————— ——

Economic Crisis Disproportionally Felt in the North

——————————————— ——

  1. (SBU) Giorgetti asserted that the economic crisis is more

of an abstraction in Rome and that this explained the

somewhat limited response to the crisis from the government.

He explained that roughly half of Italians are retired and

receiving guaranteed pensions. Of the other half that works,

almost half work for the government. This leaves only a

quarter working for the private sector and at risk of losing

their jobs in the current downturn. The government jobs are

concetrated in Rome and southern Italy while private sector

jobs, particularly in small business are concentrated in

northern Italy. (Note: The concentration of small business is

densest in Lombardy and the Veneto, LN’s traditional

strongholds. End note.) Thus, Giorgetti concluded, only a

quarter of the population is feeling the effects of the

economic crisis and three quarters of that group is in the

North. (Note: The proportions Giorgetti cites are rhetorical

flourishes, but most are roughly within the ballpark with the

exception of the symbolic exaggeration that three quarters of

private sector activity is in the North. Still, we are

certainly hearing increased concern from export-focused small

businesses throughout our district, particularly given the

recent dropoff in demand for exports. End note.)

Frustration with the government’s response to the crisis is

increasing support for LN, according to Giorgetti.

—————————–

Future of the Northern League

—————————–

  1. (C) Calderoli was unequivocal about the future of LN. He

expressed the LN goal was to be the hegemonic political party

in Northern Italy. He said the party would seek to achieve

this result through delivering concrete results, starting

with this year’s push on fiscal federalism. He was clear

that the LN base expected real autonomy and that fiscal

federalism was at best a first step, particularly in the

current, relatively weak set of proposed reforms. He pointed

to the regional elections in 2010 as a key opportunity for

LN, noting they should be able to win two governorships

(there has never been an LN governor). He was confident that

LN governors would build support for the party through good

government at the regional level. (Note: This strategy has

worked well for LN at the local level, particularly with

strong mayors that are able to build support for the party

through competent administration and personal charisma.

Regional governors are more prominent and have more

authority, so LN hopes this strategy will work even better on

a regional level. End note.) When asked which two

MILAN 00000095 002.2 OF 003

governorships LN hoped to get, Calderoli explicitly named the

Veneto suggesting LN had enough support to win outright there

and thus the center right coalition would support a LN

candidate to keep the LN from “going it alone.” It was clear

that Lombardy was the second target, but Calderoli insinuated

that Lombardy was probably too prominent for Berlusconi’s

People of Liberty party (PdL) to give up and that LN might be

able to give up Lombardy for a guarantee on Veneto and some

other concessions.

——————————————— ———

LN Looking to 2010 Elections: Keeping Berlusconi Close

——————————————— ———

  1. (C) Calderoli and Giorgetti agreed that European

Parliamentary elections in June were of secondary importance

to the party.   Nonetheless, LN is clearly keeping an eye on

those races. Giorgetti noted that polls showed increasing LN

strength ahead of the June elections, but that paradoxically

LN party leader Umberto Bossi was worried that the party

would get too much support. Further gains at the expense of

PdL this year could upset the coalition’s balance, he argued,

and drive the PdL to seek to openly tarnish LN at every

opportunity ahead of the 2010 elections. Giorgetti said the

LN strategy in the short term would be to keep Berlusconi in

a bear hug, as close as possible. “If Berlusconi says red,

we say red. If he says black, black for us too.” Giorgetti

sensed Berlusconi was looking to create friction to push LN

to be more extreme and improve PdL’s support, but he was

clear LN would not fall for it.

  1. (C) Comment: Gaining a governorship has been a Northern

League priority for quite some time. The conventional

political wisdom is that a strong showing in the upcoming EU

Parliamentary elections would give LN increased leverage to

ask for their candidate to head the center right ticket in at

least one key region in the 2010 elections. Since the

decision of a candidate will be made by political leaders, in

this case negotiated between Berlusconi and Bossi, LN is

astutely seeking to avoid friction until the 2010 elections –

including friction from performing too well in the EU

elections. Still, with polls showing a strong boost for LN

(though it is still early for polling by Italian standards),

LN will not have fine-tuned control over their election

showing nor over how good is too good according to

Berlusconi. Candidacies for the regional elections in

Northern Italy on the center right will continue to be a key

source of tension within the governing coalition until the

lists for the 2010 election are set. End comment.

———

Bio Notes

———

  1. (SBU) Roberto Calderoli is 53. He was born in Bergamo,

Italy on April 18, 1956. He holds a degree in medicine and

dental surgery. He started out in politics with the Lombard

League, precursor to the Northern League, in the late 1980s.

He was first elected to Parliament in 1992 and has been a

member of Parliament since (Deputy until 2001, then Senator).

He twice served as Vice President of the Senate. In that

role during the Prodi Government from 2006-2008, he was

regarded as one of the legislative masterminds of the

opposition, working to engineer Prodi’s fall from power. He

served as Minister of Institutional Reform from 2004-06 and

since 2008 has served as Minister for Legislative

Simplification (both times without portfolio). He plays a

key role in the LN party structure as well, serving as

coordinator of its regional secretaries (a key election

strategy position) since 2002. He is best known for his

controversial antics and anti-immigrant stance, including

unbuttoning his shirt in Parliament to reveal a t-shirt with

a cartoon of the Prophet Mohammad and calling for a national

“take a pig to your local mosque day” to protest mosque

construction in Italy. Aside from party leader Umberto

Bossi, Calderoli is perhaps the most popular LN politician

with the party’s rank and file. He is intellectually astute,

but cultivates an image of buffoonery to disarm his political

opponents.

  1. (SBU) Giancarlo Giorgetti is 42. He was born in Cazzago

Brabbia, Italy (near Varese) on December 16, 1966. He has a

degree in economics from Milan’s prestigious Bocconi

University. He was elected to the Chamber of Deputies in

MILAN 00000095 003.2 OF 003

1996 and has been reelected in each subsequent session. He

served as President of the powerful Treasury Committee from

2001-06, and from 2008 to the present (he served as Vice

President of the Committee when the center right was in the

opposition from 2006-08). He has also served on the Foreign

Affairs Committee and is a member of the Italian

Parliamentary delegation to NATO. He is regional party

secretary for the Lombardy Region, a key LN stronghold. He

comes from Varese, the hometown of numerous other LN

heavyweights including Bossi and current Interior Minister

Maroni. He is extremely sharp and well-respected both inside

and outside of his party. Numerous contacts speculate that

he might eventually succeed Bossi as leader of the party (and

he tends to agree in private).

WEYGANDT

 

 

 

 

 

Cablo del 30 Luglio 2009. Dall’Ambasciata di Roma. Classificazione: Confidenziale.

ITALY’S LEGA NORD EYES BIG REGIONAL PRIZES
Date:

2009 August 13, 09:04 (Thursday)

Canonical ID:

09MILAN173_a

Original Classification:

CONFIDENTIAL

Current Classification:

CONFIDENTIAL

Handling Restrictions

— Not Assigned —

 

Character Count:

8249

Executive Order:

— Not Assigned —

Locator:

TEXT ONLINE

TAGS:

IT – Italy | PGOV – Political Affairs–Government; Internal Governmental Affairs | PINR – Political Affairs–Intelligence

Concepts:

— Not Assigned —

Enclosure:

— Not Assigned —

Type:

TE – Telegram (cable)

Office Origin:

— N/A or Blank —

 

Office Action:

— N/A or Blank —

Archive Status:

— Not Assigned —

From:

Italy Milan

Markings:

— Not Assigned —

To:

Italy Florence | Italy Naples | Italy Rome | National Security Council | Secretary of State

(d).

  1. C)Summary: Lega Nord Leader Bossi grabbed an opportunity

afforded by what was supposed to be a routine vote to call

for a political level discussion on the ISAF mission in

Afghanistan and Italy’s continued involvement. Citing the

high cost of the mission and increasing NATO casualties,

Bossi assessed that the objectives of the mission – bringing

democracy and prosperity to Afghanistan – were probably

unachievable even with greater sacrifices. Bossi’s surprise

intervention was quickly echoed by the center-left Italy of

Values (IdV) party, with its parliamentary group leader

calling for a review of Italy’s approach after Afghanistan’s

August 20 elections. Defense Minister LaRussa, backed by the

Prime Minister, reaffirmed Italy’s commitment to the ISAF

mission as part of the GOI’s global strategy to combat

terrorism. Bossi’s timing is largely driven by domestic

political calculus – the need to demonstrate independence

from Berlusconi and greater Lega Nord clout while not

rupturing the coalition before March 2010 regional elections.

But the discussion does tap into broad unease and the

apparent spreading violence in Afghanistan, recent Italian

casualties, and the expectation that there will be more. End

Summary.

Bossi: Time to Review ISAF Mission

———————————-

  1. SBU) Northern League President Umberto Bossi took

advantage of what was supposed to be a appropriations vote

for Italy’s overseas missions to launch a broad debate on the

utility and future of Italian military participation,

particularly in Afghanistan. The bill – which goes to a vote

on July 30 or 31 and is expected to pass – simply provides

the resources to follow through on the Overseas Mission

decree that was unanimously endorsed by the Chamber of

Deputies on July 23.

  1. SBU)In comments on July 25, Bossi noted that in light of

the rising casualties, increasing violence, and escalating

costs, Italy should consider bringing its troops home, not

just from Afghanistan but from a number of overseas missions,

including KFOR and UNIFIL. He also questioned whether the

objectives of bringing democracy and economic development to

Afghanistan were realistic. Bossi’s blunt call was picked up

across the aisle by the leftist Italy of Values (IdV) party

headed by Antonio DiPietro who said that he opposed “moving

from defending the local population to waging war …

especially when good intentions have crumbled.” After an

outcry from within the government, and from PdL and most

opposition parties, both Lega and the IdV “refined” their

position, noting that they intended to support the funding

legislation but that the changing nature of the situation on

the ground in Afghanistan, including the Kabul government’s

failure to deliver and the increased Taliban threat to

Italian and international forces argued for a political

discussion of the appropriate level of Italian engagement.

Noting a need to reassess after “eight years of war,” IdV

group leader Massimo Donadi called for a broader political

discussion after Afghanistan’s August 20 elections.

LaRussa: Italy Committed in Afghanistan

—————————————

  1. SBU) Defense Minister LaRussa strongly rebutted the

skepticism about the mission, calling the ISAF mission

“unrenounceable and indispensable.” In his July 28 briefing

to the Chamber of Deputies, he underscored that the mission

had not changed – that the ISAF presence was necessary for

reconstruction and democratization to take hold – and that

Italy would stay until the job was done. He also detailed

short term plans to enhance the effectiveness of the Italian

effort. In addition to 400 troops for election security and

100 Carabienieri to train Afghan police, Italy plans to add

two Mangusta helicopters to the six already there, increase

the number of Predators, and substitute Linces with more

secure Freccia armored vehicles. LaRussa reiterated his

previous statements that he was lifting restrictions on

Italy’s Tornado aircraft and that they would be allowed to

use their cannons to provide close air support as needed.

Prime Minister Berlusconi echoed LaRussa’s comments, noting

that Italy had no intention

of changing its position on Afghanistan and chiding Bossi,

noting that his party had unanimously supported the

authorization for the missions in a July 23 vote. In comments

to PdL parliamentarians on July 29, Berlusconi was more

conciliatory, telling them that it would be appropriate to

discuss Italy’s long-term “exit stretagy” after the Afghan

Presidential vote, but he stressed “only in coordination with

our partners.”

ROME 00000877 002 OF 002

Finite Forces, Finite Money

—————————

  1. C) Italy maintains three deployments of over 2,000

soldiers apiece — UNIFIL, KFOR, and ISAF — and is trying

to find new forces in a tight manpower and budgetary

environment. The GOI has pushed for a gradual draw down of

forces in Kosovo next year which will help its bottom line

and may free up troops for Afghanistan. Italy’s current

command of the UNIFIL operation is a major factor in the size

of its contribution. MOD LaRussa’s foreign policy advisor,

Alessandro Ruben, told us July 28 that if Italy hands over

command of UNIFIL to Spain next year, it expects to cut its

forces as well (septel). Ruben also stressed that Bossi —

who has a visceral dislike for foreign deployments — is

making common cause with Italy’s powerful and

independent-minded Finance Minister Tremonti who also thinks

they are a bad deal for Italy’s core interests. By calling

for a cost-benefit analysis of its overseas obligations,

Bossi is serving notice of Lega’s determination to get its

share of financing for projects it cares more deeply about,

including fiscal federalism and immigration issues.

Afghanistan: Creeping Doubt

—————————

  1. C) Bossi and DiPietro are tapping into a growing Italian

unease about the course of the conflict in Afghanistan.

Since the spring, Italian forces appear to have taken on a

more aggressive posture and sought engagements with Taliban

forces in RC-West but have also come under more regular

attack. The Italian press has also extensively covered the

U.S. build up, the increases in Taliban strikes, and the

mounting NATO casualties. The death of a paratrooper on July

14, the first combat death since Berlusconi returned to

office in the Spring of 2008, has brought the issue to the

forefront of discussions. With Italian forces now regularly

engaged in firefights – extensively covered in the press and

commented upon by the government – the image of ISAF as

primarily a peacekeeping mission is eroding. The U.S.

build-up, our focus on the degrading situation in Pakistan,

and the launching of large new operations has fueled an image

of a situation slipping out of control. Both Bossi and

DiPietro seized on President Obama’s comments about working

towards an “exit strategy” as a pretext to propose a rush to

the door. FM Frattini’s Chief of Staff, Alain Economides told

Charge July 29 that “we don’t have a problem for now.”

However, he and Ruben noted that the public spin could veer

sharply.

Posturing for Regional Elections

——————————–

  1. C) Comment: The timing of Bossi’s outburst has far more

to do with domestic political calculation. With the G8 and

European elections now over, the Northern League and

Berlusconi’s PdL are in open competition for the same voters

in the March 2010 regional elections. Coming off a very

strong showing in the European Parliament elections, Bossi is

both demonstrating his independence from Berlusconi and is

also seeking greater leverage within the current coalition.

While Afghanistan is a non-issue for Lega’s core supporters,

Bossi is actively trying to lure working class voters who

have in the past backed the flailing leftist parties across

the divide. Taking an anti-militarist stance burnishes his

appeal. Most of Italy’s regional president posts are up for

election next Spring and Bossi is keen to ensure that Lega

Nord has the edge in the competition for the key posts

against its PdL coalition partner. Reminding Berlusconi,

with whom he works very well, of his growing relative power

aids that effort. End Comment.

DIBBLE

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09MILAN173

If the reference is ambiguous all possibilities are listed.

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