884.- Il governo egiziano era stato informato dell’interrogatorio di Regeni poco prima che morisse.

Giulio Regeni non ha vissuto e non riposa in pace. Torniamo a parlare di lui perché l’agenzia SyndiGate.info ha pubblicato ieri, 30 dicembre le dichiarazioni rese dal capo del sindacato indipendente egiziano dei venditori ambulanti, Mohamed Abdallah, che abbiamo tradotto e che dice:
“Il governo egiziano era stato informato dell’interrogatorio dello studente italiano ucciso poco prima che morisse”.

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“I servizi segreti egiziani sono stati ancora una volta implicati nella morte sospetta dello studente di Cambridge, il friulano Giulio Regeni, il cui corpo mutilato è stato trovato nel mese di febbraio, alla periferia del Cairo.

Il capo del sindacato indipendente egiziano dei venditori ambulanti, Mohamed Abdallah, ha rivelato di aver informato il Ministero degli Interni che il dottorando aveva posto domande “strane” su questioni che riguardano la sicurezza nazionale.

Ha detto che l’ultima volta che ha parlato con Regeni al telefono, appena tre giorni prima della scomparsa del 28enne, ha registrato la telefonata e ha consegnato la registrazione ai servizi di sicurezza interni.

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Abdallah ha detto al Huffington Post che si era incontrato con Regeni sei volte in tutto.

“Era un ragazzo straniero che stava facendo domande strane e lui era solito intrattenersi con i venditori per le strade, ponendo la discussione su questioni che riguardano la sicurezza nazionale”, ha detto.

Regeni è scomparso mentre cercava di interagire con i sindacati indipendenti in Egitto, (notoriamente ostili al governo), si dice, per i suoi studi di dottorato.

Il suo cadavere seminudo è stato trovato in un fosso a lato dell’autostrada Cairo-Alessandria, alcuni giorni dopo che era scomparso e mostrava segni di torture estreme: contusioni e abrasioni che indicavano gravi percosse; una vasta ecchimosi da aggressione con un bastone; più di venti fratture ossee – tra cui sette costole rotte, tutte le dita delle mani e dei piedi, così come le gambe, le braccia e le scapole; una ferita da taglio; bruciature di sigaretta e una emorragia cerebrale.

L’autopsia ha concluso che la sua morte è stata causata, in fine, da una vertebra cervicale spezzata.

L’Egitto disse che Regeni era caduto vittima dei ladri, ma la famiglia dello studente continua a respingere questa versione dei fatti.”

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Paola, mamma di Claudio

Per avere un’idea del clima libertario e garantista in cui era cresciuto Giulio e di quanto questo fosse fuori posto nella politica e nella società egiziana, lo scorso aprile, i genitori Paola e Claudio Regeni espressero «preoccupazione per la recente ondata di arresti in Egitto ai danni di attivisti per i diritti umani, avvocati e giornalisti anche direttamente coinvolti nella ricerca della verità circa il sequestro, le torture e l’uccisione di Giulio». La madre Paola si disse «angosciata per l’arresto» in Egitto «del dottor Ahmed Abdallah, presidente del consiglio d’amministrazione della Commissione egiziana per i diritti e le libertà (Ecrf), una ong che sta offrendo attività di consulenza per i nostri legali».

Il ricercatore di Fiumicello tra settembre 2013 e settembre 2014 aveva collaborato con la Oxford Analytica, azienda fondata da un americano implicato nel Watergate e i cui vertici hanno lavorato per l’MI6, i servizi segreti inglesi, che ha smentito qualunque attinenza con il lavoro a Oxford. Neil Pyper, collega dello studente in Oxford Analytica, ha escluso che le sue ricerche siano collegabili all’assassinio; ma se l’attività di ricerca di Regeni al Cairo non forniva materiale per i Servizi britannici, certamente i contatti tenuti non garantivano la sua sicurezza.

La mia verità è che “quei diritti umani” invocati dalla famiglia, quelli stessi ricercati da lui in un paese poco adatto, hanno ucciso un ragazzo brillante.

In un video inedito colloquio Regeni con capo ambulanti

Girato con microcamera della polizia

Regeni: video girato con microcamera della polizia
Dalla Redazione ANSA, il 23 gennaio 2017, si conosce di un video trasmesso da una tv egiziana, ma subito rimosso, di cui abbiamo salvato queste immagini: Regeni: “io sono solo un ricercatore”

ROMA – Una tv egiziana ha trasmesso un video, chiaramente girato all’insaputa di Giulio Regeni, in cui si vede il ricercatore friulano parlare con il presidente del sindacato dei venditori ambulanti egiziani, Mohamed Abdallah. Nel dialogo trasmesso dall’emittente “Sada El Balad”, l’uomo chiede denaro per curare la propria moglie malata di cancro. Regeni rifiuta di darlo ma prospetta la possibilità di finanziare la raccolta di “informazioni” sul sindacato e i suoi “bisogni”.

Il video è stato girato il 6 gennaio 2016 con una apparecchiatura in dotazione alla polizia del Cairo nascosta in un bottone della camicia di Abdallah. Per chi indaga in Italia sull’omicidio del ricercatore friulano ciò conferma del coinvolgimento della polizia nella realizzazione del video.

IL VIDEO DEL COLLOQUIO

Il video mostra il volto di Regeni, di cui si sente la voce parlare in buon arabo e rispondere a un uomo che parla egiziano e che evidentemente tiene un telefonino seminascosto. “Primo video di Regeni con il presidente del sindacato dei venditori ambulanti”, è scritto in sovrimpressione. Il sindacalista, fra l’altro, dice “mia moglie ha il cancro e deve subire un’operazione e io devo cercare denaro, non importa dove”. Regeni risponde: “Il denaro non è mio. Non posso usare soldi per nessun motivo perché sono un accademico”. Ad Abdallah che insiste, il ricercatore replica che soldi “arrivano attraverso la Gran Bretagna e il centro egiziano che lo dà agli ambulanti”. “Bisogna cercare di avere idee e ottenere informazioni prima del mese di marzo”, dice fra l’altro Regeni nel video di 3:47′. Alla domanda “che tipo di informazioni vuoi?”, il ricercatore risponde: “Qual è la cosa più importante per te per quanto riguarda il sindacato e quali sono i bisogni del sindacato”. “Voglio idee a partire da tale questione, la più importante per noi, e si potranno sviluppare le idee”, dice ancora Regeni.

Il video dura un’ora e 55 minuti, ma l’effettivo colloquio, in lingua araba, tra Regeni ed il sindacalista è di circa 45 minuti. Durante la conversazione, e ciò è definito molto importante dagli inquirenti romani, il ricercatore universitario propone al sindacalista un progetto di finanziamento di 10 mila sterline a favore delle iniziative degli ambulanti ma si mostra inflessibile alle proposte di Abdullah di destinare il denaro ad altri scopi ovvero un intervento medico per la figlia o per scopi politici. Magistrati, Carabinieri e Sco, in possesso del video dal 7 dicembre scorso, hanno dato via libera alla diffusione di una sintesi del girato, circa quattro minuti.

Nessun commento da parte della famiglia Regeni sul video. Nessun commento nemmeno in merito alla grande partecipazione che si sta registrando in tutta Italia per le manifestazioni del 25 gennaio prossimo, in occasione dell’ultima notizia del ricercatore, una telefonata, alle 19:41.

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