850.-PATRIOTI DELLA COSTITUZIONE

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13/20 dicembre 2016: ARGOMENTI NOTAZIONI DEL PRESIDENTE NAZIONALE ANPI CARLO SMURAGLIA DOPO IL REFERENDUM

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Data la particolarità del momento, preferisco riportare, senza ulteriori commenti, il documento approvato all’unanimità, il 9 dicembre, dal Comitato nazionale ANPI, nonché la breve intervista pubblicata da “Repubblica”. Da entrambi risulta, con chiarezza, la posizione dell’Associazione per il presente e per il futuro, senza necessità di ulteriori integrazioni in questa sede:

DOCUMENTO DEL COMITATO NAZIONALE ANPI

II Comitato nazionale dell’ANPI prende atto con soddisfazione dell’esito del voto del 4 dicembre e ritiene che lo stesso abbia espresso con chiarezza la volontà di gran parte dei cittadini e delle cittadine di rispettare la Carta costituzionale, consentendo solo a revisioni puntuali, circoscritte e condivise, che ne osservino lo spirito. Da quel voto, peraltro, si ricava anche una importante volontà di partecipazione, nonché – implicitamente – una richiesta di rispetto, ma anche di piena attuazione della Costituzione. L’ANPI ringrazia tutti coloro che, membri di associazioni, di organismi amici e semplici volontari, hanno lavorato con intensità, continuità ed intelligenza; rimarca in particolare l’impegno davvero straordinario di migliaia di attivisti e dirigenti locali della nostra Associazione grazie a cui è stato possibile svolgere 2 una campagna referendaria in modo capillare su scala nazionale con spirito critico, passione, entusiasmo, abnegazione. L’ANPI sottolinea la necessità e l’urgenza di una risposta alle più profonde attese del popolo italiano, ispirandosi ai contenuti, ai principi, ai valori della Carta Costituzionale, soprattutto là dove si esalta il valore del lavoro, la dignità della persona, la tutela della salute, dell’ambiente, dei beni culturali, in una prospettiva di sviluppo del Paese, in un contesto di libertà e di uguaglianza, di migliori condizioni di vita per la collettività e di migliori opportunità per i giovani. A queste esigenze, I’ANPI non mancherà di dare il suo contributo, nel quadro della sua identità e della sua autonomia, puntando su una migliore e più diffusa conoscenza della Costituzione, sullo sviluppo – nel Paese – di un vero “patriottismo costituzionale”, sull’attuazione – attraverso una politica rigenerata ed eticamente qualificata – di quelle misure che non solo possano rilanciare l’economia del Paese, ma rivalutare il lavoro rendendolo dignitoso, e che diano ai giovani garanzia di sicurezza e di possibilità di libera espressione della propria personalità. Il tutto, nel contesto di una Europa capace di liberarsi degli egoismi, dei nazionalismi e delle spinte autoritarie, ritrovando quella unità che fu il sogno di Ventotene e che deve essere contrassegnata da un forte profilo di socialità. Impegna tutta l’Associazione a muoversi su questa linea, confrontandosi con i cittadini e le cittadine e gli interlocutori disponibili al dialogo, ma restando sempre legata alla sua identità ed alle sue finalità di fondo, a partire dalla memoria attiva, dall’esercizio della coscienza critica, dalla difesa degli interessi collettivi, nella piena valorizzazione dei principi di uguaglianza e di solidarietà. Nel fiorire di diverse posizioni e opzioni politiche, nel Parlamento, fra i partiti, e nelle Associazioni, I’ANPI – nella sua ferma e imprescindibile autonomia – considerando conclusa l’esperienza dei Comitati referendari, resterà fedele alle sue finalità statutarie ed alla sua stessa natura, maturata in tanti anni di lavoro, di esperienza, di iniziative. Indipendentemente dalla data più o meno vicina delle elezioni, ciò che conta è un assetto istituzionale in grado di affrontare i problemi di fondo della nostra economia e della nostra società a partire dai due grandi temi dell’eguaglianza e della rappresentanza, dando così concrete risposte alle attese ed alle speranze manifestate dalla volontà popolare col voto del 4 dicembre. Dovranno, poi, essere irrobustiti i rapporti che si sono creati positivamente, nel periodo referendario, con altre Associazioni, a partire innanzitutto dalla CGIL, dall’ARCI e da Libertà e Giustizia. Con loro, potremo portare avanti, con unità di intenti, quegli spunti già emersi in questi mesi, sulla piena attuazione della Costituzione e sui suoi fondamentali valori. Per quanto riguarda alcune diversità di posizione manifestatesi nell’ambito del referendum anche all’interno dell’ANPI, si riafferma il suo pluralismo, assieme 3 alla rigorosa necessità del rispetto delle regole che sono quelle minime per l’esistenza effettiva dell’Associazione. Il risultato referendario è oramai un dato acquisito. Occorre perciò con coerenza guardare al domani. Sarà di conseguenza necessaria una grande discussione di chiarimento e di approfondimento politico, in tutti gli organismi e in tutte le sedi dell’ANPI, sulle prospettive e sugli impegni di lavoro, non meno che sulle regole, anche attraverso specifici percorsi formativi, nell’intento di continuare – tutti insieme – nel cammino di sempre, con una convinta partecipazione. Roma, 9 dicembre 2016 ————————————————————————————————- Intervista a Carlo Smuraglia di Sebastiano Messina pubblicata su la Repubblica di lunedì 12 dicembre 2016: ROMA – Non è affatto vero che gli italiani, votando No, abbiano chiesto le elezioni immediate. Carlo Smuraglia, il presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani che è stato in prima linea nella battaglia contro la riforma della Costituzione, si dissocia dall’interpretazione del risultato del referendum che oggi danno Grillo, Salvini e Meloni. Presidente Smuraglia, eppure i vostri alleati del fronte del No sostengono che i cittadini hanno mandato al Palazzo un messaggio politico preciso… “Noi abbiamo detto fin dall’inizio che il nostro obiettivo era impedire uno stravolgimento della Costituzione. Il resto non ci riguarda, riguarda solo partiti e movimenti politici. Abbiamo anche detto che la sorte del governo era una questione che rimettevamo nelle mani del presidente della Repubblica, secondo quanto prescrive la Costituzione. A questo non abbiamo mai aggiunto altro. Abbiamo riunito il comitato nazionale dell’Anpi, venerdì, e concordato all’unanimità che il capitolo referendario per noi è chiuso”. Però anche durante la campagna referendaria l’Italicum è stato messo sotto accusa dal fronte del No. Rimane sul tavolo il problema di modificare quella legge, o no? “Per la modifica della legge elettorale noi confidiamo che ci sia un pronunciamento positivo della Corte Costituzionale. Il resto è politica e non è cosa nostra”. 4 La vostra posizione è chiarissima. Ma 5 Stelle e Lega Nord affermano che ogni tentativo di modificare in Parlamento la legge elettorale sarebbe un tradimento del referendum. Hanno ragione o torto? “E’ una delle tante interpretazioni che si danno al voto popolare”. E qual è invece secondo lei l’interpretazione corretta? “Noi dell’Anpi l’abbiamo interpretato come un desiderio di partecipazione. Anche come un desiderio di cambiamento, all’interno delle linee fondamentali della Costituzione. Il resto sono illazioni che ognuno può fare ma che non mi pare siano fondate. I cittadini erano chiamati a dire Sì o No a un quesito molto specifico. Poi ciascun partito tragga le conclusioni politiche che vuole”. Mattarella ha detto che bisogna quantomeno “armonizzare” i sistemi elettorali di Camera e Senato. Lei è d’accordo? “C’è una legge per la Camera che è sub judice, una legge per il Senato che risulta dai residui del vecchio Porcellum: una armonizzazione dovrà pure essere fatta”. Eppure il grillino Toninelli avverte che “si alzeranno le barricate”. “Noi pensiamo che la politica, anche nella protesta, debba sempre restare dentro i limiti delle forme democratiche”. Un altro grillino, Di Maio, sostiene che questo Parlamento non è legittimato a riformare l’Italicum, che la nascita di un nuovo governo è il tradimento della volontà popolare e che loro sono pronti a scendere in piazza… “Il Parlamento è legittimamente in carica e ha diritto di legiferare. Il capo dello Stato ha incaricato un nuovo presidente del Consiglio, e sarà il Parlamento a dire se l’incaricato potrà formare il suo governo. Non è una decisione che spetta alle piazze, questa. Spetta al Parlamento, secondo la Costituzione”. La preoccupa la prospettiva di uno scontro tra piazza e istituzioni? “Mi preoccupa come cittadino qualunque cosa che rischi di uscire dai confini della democrazia “. ‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐‐ Per comunicazioni e informazioni scrivere a: ufficiostampa@anpi.it L’ANPI è anche su: http://www.anpi.it/facebookhttp://www.anpi.it/twitter

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