849.- SE CIÒ CHE RACCONTA GEFIRA È VERO…LA SUPERFICIALITÀ È IL NEMICO DELL’UOMO

Il pluralismo dell’informazione ne condiziona l’indipendenza e, a sua volta, l’informazione condiziona la democrazia. In Italia, informazione e democrazia sono soggiogate dalle leggi dei mercati e dai mercanti potenti, sempre più potenti. L’erosione progressiva della trama dei principi costituzionali è portata avanti attraverso la colonizzazione delle istituzioni e il depauperamento dell’economia. L’economia condiziona l’attuabilità dei principi e i diritti, da sempre. Il regista è l’Unione europea, lo strumento è un rapporto di cambi, chiamato euro. Dopo la sollevazione elettorale del popolo chiamato a un referendum per decidere dell’asservimento definitivo all’Unione europea, ci viene imposto “democraticamente” un altro governo dei non eletti. Dico “imposto”, ma, in realtà, l’imposizione si legittimerà grazie alla fiducia di un Parlamento di parlamentari illegittimi. Perché, quando la casa comune è perduta, prevalgono i bassi interessi, oppure, quelli particolari di ciascuno. Così, continuerà la vacanza romana di Lega e 5 Stelle, che faranno opposizione dura, fino al prossimo settembre, poi, la pensione d’oro a vita.

L’Italia, dopo la Grecia, è un altro pezzo di civiltà che se ne va. E’ l’Europa degli Stati sociali e del diritto che lascia la scena. Ma c’è l’Africa, che, questa scena, non la vedrà mai. In questo frangente, la politica africana dei futuri padroni dell’umanità vede lo sfruttamento del continente attraverso un nuovo colonialismo, molto peggiore di quello tramontato con il secolo scorso. Le sue armi sono la corruzione, lo sfruttamento, il terrorismo e la migrazione. Quest’ultima, ha perfezionato la “tratta dei deportati” dell’800 verso l’America; infatti, per raggiungere l’Europa, i migranti del 2000 pagano in dollari i nuovi trafficanti di esseri umani. Le istituzioni misericordiose e quelle umanitarie cooperano e si arricchiscono; le marine militari collaborano; l’O.N.U. se ne frega; i paladini della bontà fanno da schermo e nessuno si vergogna per questa spoliazione delle nazioni emergenti sia delle risorse naturali sia dei loro uomini. Non solo, ma, ovunque, erano sorte infrastrutture, istituzioni efficienti e un qualche grado di progresso civile, sono giunte, implacabili, le bombe dell’Occidente maledetto. Di nuovo, i media sono stati in campo al servizio dei mercanti.

czb1_iquqaaebrw

Non una parola sull’annientamento degli yemeniti; fiumi d’inchiostro, invece, sulle armi di Saddam, sulla dittatura di Muhammad, di Assad, sul piccolo Aylan, comprato morto e macellato nella macchina mediatica. Parole e parole sulle primavere arabe, dall’Egitto, alla Tunisia, alla Libia, appunto e alla Siria e, presto, all’Algeria. Detesto la superficialità dei nemici dell’invasione e quella dei suoi sostenitori. Inorridisco dinanzi ai mercanti di esseri umani e ai governi che se ne servono. L’uomo è il nemico dell’uomo!

migranti-libia-675

Il famoso “salvati nel Canale di Sicilia”, ovvero un disegnino animato vale più di mille disegnini statici

Ho tradotto per voi questo articolo comparso sul sito Gefira. Dice cose molto gravi ma che abbiamo sospettato per mesi, se non anni. Soprattutto a causa di quella menzogna, martellata ogni sera dai media nel tentativo di farla diventare verità, relativa ai “salvataggi nel canale di Sicilia” e sempre di “donne e bambini” e sempre “rifugiati”, mentre la realtà, se ciò che racconta Gefira è vero, è totalmente diversa. Il video è veramente impressionante. In un paese normale e in un mondo normale tutto questo sarebbe inaccettabile e impensabile.
Per due mesi, utilizzando marinetraffc.com, abbiamo monitorato gli spostamenti di navi di proprietà di un paio di ONG, incrociandone i dati con quelli dell’UNHRC relativi agli arrivi giornalieri di migranti africani in Italia. Ciò che abbiamo scoperto è un grande inganno e un’operazione illegale di traffico di esseri umani su larga scala.
Le ONG, gli scafisti, la mafia, di concerto con la UE, hanno trasportato via mare migliaia di clandestini in Europa con il pretesto di salvare vite umane, assistiti dalla guardia costiera italiana che ha coordinato le loro attività.

For two months, using marinetraffic.com, we have monitored movements of ships owned by NGOs, and we have kept track of the arrivals of African immigrants.

I trafficanti di uomini contattano la guardia costiera italiana in anticipo sulla partenza per preavvertirli della necessità di prelevare i passeggeri delle loro imbarcazioni. Le navi delle ONG si dirigono nel punto di “soccorso” quando coloro che sono da salvare risultano ancora in Libia.
Le 15 navi che abbiamo osservato, di proprietà o noleggiate da ONG, sono state viste lasciare i porti italiani, dirigersi a sud, fermarsi a poche miglia dalla costa libica, prelevare il carico umano e ritornare per le 260 miglia che la separano dall’Italia, nonostante il porto di Zarzis in Tunisia sia appena a 60 miglia dal punto di raccolta.

Italia: Migranti arrivano a Pozzallo

Le organizzazioni non governative in questione sono: MOAS, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Médecins Sans Frontières, Save the Children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye and Life Boat.

Le reali intenzioni delle persone che stanno dietro alle ONG non sono del tutto chiare. Non ci sorprenderebbe se la loro vera motivazione fosse il denaro. Rispondono anche a direttive politiche. Ad esempio il MOAS, di stanza a Malta, trasportando i migranti in Italia impedisce che essi giungano sulle coste maltesi.
Il MOAS è diretto da un ufficiale di marina maltese ben noto a Malta per non essere tenero con i migranti.
E’ anche possibile che queste organizzazioni siano gestite da benefattori in buona fede che non capiscono che, offrendo i loro servigi, fungono da magnete per le popolazioni africane, provocando così più partenze, più naufragi e più vittime, senza contare che le loro azioni stanno destabilizzando l’Europa.
Qualunque sia la motivazione di queste organizzazioni, le loro azioni finiscono per essere criminali, dato che la maggior parte di questi migranti risulteranno non avere diritto ad asilo e finiranno per le strade di Roma o Parigi, sollecitando tensioni sociali e razziali.

Bruxelles del resto ha creato leggi speciali a tutela dei trafficanti. In una sezione dedicata di una risoluzione della UE dell’aprile 2016″, si afferma che “armatori privati e organizzazioni non governative che assistono i salvataggi nel Mediterraneo, non devono essere soggetti a punizioni per l’assistenza che prestano”.

Nei due mesi della nostra osservazione del traffico marittimo, abbiamo monitorato il trasferimento illegale in Italia di almeno 39.000 africani, eseguito con il pieno consenso delle autorità italiane ed europee.
Inoltre, in ottobre abbiamo scoperto che quattro ONG hanno prelevato persone all’interno delle acque territoriali libiche. Abbiamo prova del fatto che questi scafisti avessero preventivamente comunicato la partenza alle autorità italiane. Dieci ore prima che i migranti lasciassero la Libia, la guardia costiera italiana infatti diresse la ONG verso il punto di raccolta. Potete leggere i dettagli completi in questo articolo: “Caught in the act: NGOs deal in migrant smuggling”.

Il MOAS ha legami stretti con la famosa compagnia americana di contractors Blackwater, con l’esercito americano e con la marina maltese: “The Americans from MOAS ferry migrants to Europe”.
Segnaliamo anche questo nostro reportage completo sulle navi coinvolte e su come le persone in Africa vengono persuase a partire per l’Europa.

La strada della morte  verso l’Europa 

Il corrispondente Jonathan Samuels di Sky News  e il suo team hanno scoperto un manuale cartaceo, stampato in arabo, sulla riva dell’isola di Lesbo, che fornisce ai migranti  informazioni dettagliate sui percorsi, numeri di telefono importanti, le organizzazioni non governative che aiutano i migranti e sui loro diritti in paesi di destinazione. WatchTheMed (watchthemed.net e alarmphone.org) e w2eu (w2eu.info e w2eu.net) sono tra le organizzazioni elencate in questa guida approssimativa.
Il sito w2eu.info con il suo sotto titolo, che dice “informazione indipendente per rifugiati e migranti che arrivano in Europa” ci racconta che intende sostenere gli sforzi dei migranti perché “la libertà di movimento è un diritto di tutti”. I suoi attivisti, che si trovano in differenti paesi dell’UE, affermano che prestano il loro lavoro gratuitamente. Il sito fornisce informazioni su argomenti quali: i Contatti, una Panoramica, la Sicurezza in mare, il trattato Dublino III, in materia di Asilo, di Genere, i Minori, la Regolarizzazione, la Detenzione, la Deportazione, il Soggiorno, la Famiglia, l’Assistenza medica, e il Lavoro relativi a tutti i paesi dell’UE. Così, per esempio, sotto il titolo di Sicurezza in mare, il migrante viene informato che può chiamare WatchTheMed, che a sua volta informerà dell’avaria o del naufragio la Guardia Costiera, coordinerà l’operazione di salvataggio delle imbarcazioni in pericolo o rovesciate; diffonderà tra i media la notizia e eserciterà una pressione (morale) sulle autorità centrali o locali perché agiscano. Sotto il titolo di Genere i migranti vengono informati sui loro diritti, per esempio, in Danimarca, dove, se dicono di essere perseguitati, discriminati, degradati o altrimenti trattati in modo disumano a causa del loro sesso o dell’orientamento sessuale, non saranno deportati . Alla voce Deportazione si indica al migrante come evitare di essere deportato o come rendere inefficace una tale decisione. Alla voce della Famiglia, per quanto riguarda l’Austria, si  spiega come opera il diritto al ricongiungimento familiare, vale a dire il modo per ottenere che altri membri della famiglia del migrante possano giungere in Europa. E così via.

Lo stesso sito fornisce volantini, istruzioni e “biglietti da visita” da stampare in lingue come l’inglese, il francese, l’arabo, il farsi (o persiana, parlata in Iran e Afghanistan), il pashtu (una delle due lingue ufficiali in Afghanistan), il tigrino (parlato in Etiopia ed Eritrea) e il somali. Il biglietto da visita di WatchTheMed illustra l’allarme via telefono su un lato e una breve guida su due casi: Pericolo in mare e Pericolo di respingimento. L’opuscolo intitolato “I rischi, i diritti e la sicurezza in mare” (ci sono versioni per il Mediterraneo Occidentale, Centrale e per il Mare Egeo) fornisce istruzioni su come prepararsi per il viaggio in barca attraverso il mare. Al migrante è detto di assicurarsi che la barca sia in condizioni di navigare; che abbia abbastanza cibo, acqua e vestiario; che sia equipaggiata di GPS e di telefono cellulare con le batterie completamente cariche, con abbonamento pagato per le chiamate all’estero; gli si consiglia di informare i suoi parenti e amici nel paese di destinazione, nonché nel suo paese d’origine del luogo e dell’ora di partenza e di arrivo, in modo da sapere quando informare i servizi nel caso in cui l’arrivo stia ritardando; di avere a bordo segnali di allarme per attirare l’attenzione delle navi di passaggio, in quanto, come vi si afferma, ogni capitano ha l’obbligo di salvare la gente di mare, senza riguardo per la loro nazionalità o status giuridico; ancora, su come comportarsi durante le operazioni di soccorso e, una volta sul suolo europeo, come rivendicare il diritto di asilo ai sensi della Convenzione di Ginevra del 1951. Ai migranti viene detto, senza mezzi termini, che cosa devono dichiarare per ottenere l’asilo, che viene concesso in caso di procedimenti giudiziari per razza, religione, nazionalità, appartenenza a un gruppo sociale o politico. Il migrante è inoltre incoraggiato a segnalare qualsiasi violazione dei suoi diritti.

L’opuscolo intitolato “Benvenuti in Grecia” dell’ottobre 2015, spiega che, anche se ai sensi del regolamento di Dublino, il migrante deve poter chiedere asilo nel primo paese in cui arriva, i paesi dell’UE non hanno ancora rinunciato a questa convenzione; viene suggerito senz’altro di procedere con il viaggio verso l’interno dell’Europa. Lo si informa, inoltre, che ai migranti economici, non sarà concesso l’asilo; ancora una volta un chiaro accenno a cosa dire per essere accettato. Fornisce anche il calendario per i traghetti e le navi complete dei prezzi del biglietto. Ci sono anche informazioni sulla geografia di Atene, gli indirizzi di organizzazioni umanitarie e, pure, un breve elenco di frasi utili in greco.

Guarda il Med (MTM) è una organizzazione sorella o, come sostiene, è una piattaforma di mappatura online, che monitora sia morti sia casi di violazione dei diritti umani alle frontiere marittime dell’UE.

Annunci

Un pensiero su “849.- SE CIÒ CHE RACCONTA GEFIRA È VERO…LA SUPERFICIALITÀ È IL NEMICO DELL’UOMO

  1. Sembra proprio che alcune grandi ONG collaborino con i trafficanti; noleggiano appositamente delle navi e contrabbandano immigrati clandestini su scala industriale grazie alla legislazione introdotta da Bruxelles. La guardia costiera italiana li assiste.
    Gefira Foundation che ha messo sotto controllo i movimenti di 15 navi noleggiate da ONG che fanno la spola tra l’Africa e l’Italia dice che le organizzazioni coinvolte sono: MOAS, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Médecins Sans Frontières, Save the Children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye … e il governo italiano, no?

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...