844.- Al voto? Mattarella cercherà di impedirlo. Lo vuole l’Europa.

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La direzione PD.
Ha parlato solo Renzi. Nessun accenno alla sconfitta al referendum. Nessuna auto critica. Al contrario, ha snocciolato i soliti refrain sulle miracolose riforme realizzate dal suo Governo, a partire dal Jobs Act e dall’abbattimento delle tasse, ma il Jobs Act ha prodotto la precarizzazione del lavoro e l’abbattimento delle tasse si scontra con l’aumento del gettito fiscale. Se aumenta il gettito, è ovvio che le tasse sono aumentate.

Ma allora, secondo Renzi, perché la riforma costituzionale è stata sonoramente bocciata?

Ma semplice: a causa degli italiani gretti, stupidi e arretrati. Alcune “chicche”:
Ora dobbiamo ripartire dai 13 milioni di Si, tutti imputabili a Renzi, che specula sulla frammentazione dell’opposizione per confermarsi l’unico leader in campo in grado di incarnare il riformismo di cui si parla da decenni. Ma di quale riformismo si parla? Si vuole adeguare la Costituzione dello Stato Sociale alla legge dei mercati e dei mercanti dell’Unione europea. Ribadisco che la parte prima della Costituzione e, per quanto incida sulla sua attuabilità, anche la parte seconda, ammettono solo riforme migliorative dei diritti dei cittadini.

Continuando nella mistificazione di ogni realtà, “Renzi e i suoi” vogliono sostenere di non aver sbagliato proprio nulla.

Dopo la bocciatura referendaria, sarebbe doveroso chiamare i cittadini al voto; ma L’Europa non vuole.
Alla vigilia del voto referendario Standard & Poor’s diceva “Se vince il SI sarebbe meglio, ma pure col NO non sarebbe un disastro. PURCHÉ SI CONTINUI A FARE LE RIFORME”.

Oggi, dall’Europa, Wolfgang Schauble:

“Non ci sono motivi per ritenere che questo voto possa innescare una crisi dell’euro. L’Italia adesso ha bisogno di un governo che sia capace di agire per continuare le riforme.”

Pierre Moscovici:

“Ci sarà un governo italiano che incarnerà la continuità”.

Ha vinto il NO e le “regole europee” non sono automaticamente recepite nella Costituzione. Occorre che qualcuno continui a fare carta straccia della Costituzione

Per “proseguire sulla via delle riforme” è quindi necessario un Governo con i pieni poteri.

Ma quali sono queste “riforme”?

Risposta ovvia: tasse, tagli di spesa e privatizzazioni.

Dalla Dichiarazione dell’Eurogruppo sulle bozze di bilancio 2017:

“Siamo d’accordo con la valutazione della Commissione secondo cui il bilancio è a rischio di non conformità con i requisiti del Patto di Stabilità e Crescita. Prendiamo atto che secondo l’ultima valutazione della Commissione, lo sforzo di bilancio strutturale in Italia nel 2017 sarà -0,5% del PIL, mentre è richiesto + 0,6% del PIL nell’ambito della parte preventiva. Su questa base, sarebbero necessarie significative misure aggiuntive.”

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L’Europa, quindi, pretende una manovra correttiva che preveda nuove tasse e tagli di spesa per 1,1 punti di PIL (16-18 miliardi)!

Nuove entrate e maggiori tagli per ridurre il rapporto debito/PIL, ma non solo. PRIVATIZZARE, PRIVATIZZARE e ancora PRIVATIZZARE! Cioè, poi, svendere!

Ancora dalla “Dichiarazione”

“Ricordiamo l’impegno di utilizzare le entrate impreviste o risparmi di spesa imprevisti nel 2017 e intensificare gli sforzi di privatizzazione per portare il rapporto del debito su un percorso discendente.”

Lo stesso Renzi in direzione PD ha ricordato l’irrinunciabilità del programma “Industria 4.0” (svendita di infrastrutture e utilities, vedi Titolo V nella riforma: l’esproprio di servizi e infrastrutture).

Al voto? Ma non scherziamo.
Mattarella farà di tutto perché non si voti. Mattarella farà tutto quanto in suo potere perché ci sia ancora un Governo che esegua gli ordini.

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Infatti, le modalità dell’ascesa di Mattarella mi fanno dubitare che sarà un uomo del fronte del NO a sostituire o ad affiancare Renzi. La crisi di Governo, infatti, è stata definita sistemica. Complice di questa persistenza di un regime, apparentemente inossidabile, è l’assoluta insufficienza e incapacità dei partiti, tutti, a rappresentare la vera volontà del popolo sovrano. Comunque, questo voto è stato il segnale per il regime e per la governance europea che gli italiani ci sono.

Cosa non deve succedere.

Chiunque presiederà il prossimo governo italiano avrà dinnanzi a sé tutte le criticità già note prima del voto. Volker Wieland, uno dei cinque saggi, consigliere economico di Angela Merkel, a distanza di due giorni dalla bocciatura del referendum costituzionale, ha dichiarato al quotidiano tedesco Handelsblatt:

FATE ATTENZIONE!

“l‘Italia dovrebbe chiedere aiuto all’Esm“ (Chiamatelo Esm o MSE, è il Meccanismo europeo di stabilità o fondo salva stati), aggiungendo “anche l’FMI dovrebbe essere coinvolto nel programma di aiuti a sostegno dell’Italia”.

Uno schema che somiglia troppo alla trippa (Bce, Commissione, FMI) del salvataggio greco. Il governo tedesco non ha più nessuna necessità di tacere sulle condizioni economiche dell’Italia per assecondare Renzi; come l’Eurogruppo, superato il referendum, non si è più fatto scrupoli a chiedere una manovra aggiuntiva a Roma per rientrare nei parametri del Patto di Stabilità. Altre tasse, altri tagli alla sanità, altre privatizzazioni? Od un commissariamento tout court da parte della Troika UE-BCE-FMI? Infatti, nel 2012, per entrare a far parte di quel trattato, l’Italia si è impegnata a sottoscrivere 125 miliardi di €uro, che Le verrano richiesti in pagamento quando e quanto deciderà il fondo, senza potervi frapporre eccezione di sorta, anche dai futuri governi. Il piano, da un lato, rappresenterebbe uno scudo in caso di crisi debitoria dell’Italia e, dall’altro, MSE e FMI potrebbero esercitare le giuste pressioni per sbloccare le riforme che abbiamo impedito; ma c’è un “però” ed è che all’accesso al fondo corrisponderebbe il nostro commissariamento, con la perdita totale della residua sovranità e di noi meschini. Una battuta finale: quei sei sette miliardi di aiuto,che ne sono costati 125, dovremo anche restituirli!  L’avete votato, ricordate? Non lo ricordate perché nessuno ve l’ha mai chiesto! Non è così per la Germania che ha obiettato:

“Non esiste che ci siano dei conferimenti in bianco e illimitati nel tempo, sui quali il Parlamento non possa esprimersi. Qualunque richiesta di nuovi fondi deve passare attraverso il Parlamento.”

Mi chiedo: “Perché i trattati europei firmati dall’Italia contraddicono la Costituzione e quelli firmati dalla Germania derogando, la rispettano? È una limitazione di sovranità; ma dove sono le “condizioni di parità” richieste dall’art. 11 della Costituzione? Ve lo cito:

                                                                                Articolo 11
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Il destino dell’€urozona sembra essere segnato e, allora, perché allungare di qualche altro anno ancora le sofferenze di una società già stremata e (pericolosamente) insofferente?

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