834.-Nuovo Senato, la fregatura per i cittadini è nei numeri

unknown   Ormai ci siamo ed è difficile dire qualcosa sul referendum che non sia già stato detto. Però un punto c’è e riguarda i veri numeri sull’attribuzione dei senatori. Ne parlò Giuseppe Valditara la scorsa primavera sulla rivista Logos poi il tema è passato in secondo piano.

Ora un lettore mi scrive, sviluppando questo ragionamento:

Se dovesse passare il referendum, il nuovo Senato sarebbe composto da 74 senatori designati dalle regioni – con almeno un consigliere/senatore per regione ed un sindaco per ogni regione. Stando ai criteri della riforma si arriverebbe a una situazione del genere:

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Non ci vuole molto ad accorgersi che qualcosa non va, stando ai dati del censimento Istat del 2011. Infatti il rapporto tra la popolazione residente nel capoluogo di regione più popoloso (Roma con 2.864.731 abitanti) e quello con la popolazione minore (Aosta 34.390) è di 80 a 1. Ben cinque città hanno un rapporto di popolazione con Aosta 20 volte maggiore. Il rapporto di rappresentatività è molto dubbio.

Infatti:

a) 12 regioni eleggono ciascun senatore con un numero di residenti per senatore compreso tra 730.000 e 980.000
b) 4 regioni eleggono ciascun senatore con un numero di residenti tra 1.000.000 e 1.600.000 ( Liguria, Marche, Abruzzo, Friuli)
c) 5 regioni – il Trentino Alto Adige è diviso in due in quanto a Trento e a Bolzano spettano un senatore ciascuno – che eleggono ciascun senatore con numero di residenti tra 127.000 e 578.00 (Molise, Aosta, Basilicata, Trento, Bolzano)

Dal che risulta che agli estremi il rapporto è superiore a 12.

Liguria, Marche, Abruzzo, Friuli nonché Molise, Aosta, Basilicata, Trento, Bolzano avranno diritto allo stesso numero di senatori (2) sebbene gli abitanti della Liguria siano dieci volte superiori a quelli della Valle d’ Aosta.

Il parlamento attuale, pur con qualche comprensibile eccezione, ha una distribuzione sostanzialmente equa :

a) 15 regioni eleggono i senatori con popolazione media per ogni senatore tra 174. 000 e 208.000

b) 5 regioni/province a statuto speciale con popolazione media per ogni senatore tra 127.000 e 156.000 ( Umbria, Trento, Bolzano, Molise, Aosta)

c) 1 regione (Basilicata) con popolazione per ogni senatore di 82000.

Il rapporto tra massimo e minimo è sensibilmente più basso, pari a circa 2,5.

Nonostante la regola di almeno 7 senatori (con esclusione Val d’Aosta e Molise) sia in essere da moltissimi anni il moltiplicatore 2,5 appare assai ragionevole.

E dunque?

Semplice: il “vecchio” Senato obbedisce ai criteri di rappresentatività democratica, quello nuovo invece è distorsivo e squilibrato.

Voi quale preferite?

E comunque ricordatevi anche questo, prima di votare. In bocca al lupo al fronte del NO.

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