816.- A ROMA PER IL NO – E QUALCHE ALTRA CONSIDERAZIONE SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE

 

STIAMO SCARICANDO LE REGISTRAZIONI DEGLI INTERVENTI IN SENATO DELLE PROFESSORESSE CIOLLI, D’AMICO E DEI PROFESSORI FROSINI, MARINI E  PAJNO

Senza dilungarci sui dettagli della riforma (qui il testo con l’originale a fronte), molto pervasiva e articolata, che ormai è ampiamente nota, vogliamo anzitutto concentrarci sugli aspetti che riteniamo principali.

La vera rivoluzione proposta non sta tanto nella fine del bicameralismo perfetto (che oltretutto come è noto per diverse materie esso rimane inalterato), né certamente nei “risparmi”, dato che i 500 milioni di euro sbandierati da Renzi sono stati smentiti dalla ragioneria dello stato, che ha invece valutato i risparmi in 57 milioni (per avere un confronto, nella finanziaria 2015 ai soli comuni sono stati imposti risparmi per 1200 milioni di euro).

Uno degli aspetti principali, invece, è la modalità di elezione del nuovo Senato, e l’aumento di peso che si dà invece alla Camera. Questo va letto nel contesto della nuova legge elettorale (qui i dettagli).

A regime, avremo una Camera che potrà legiferare a maggioranza in maniera indipendente su diverse materie. Ma i seggi non saranno assegnati ai deputati in maniera proporzionale alle scelte degli elettori: il partito che raggiunge il 40% (o più) ottiene come minimo il 54% dei seggi in Parlamento. Non solo: in caso di ballottaggio (se nessun partito arriva al 40%), il secondo classificato al primo turno – che al primo turno non avesse avuto nemmeno la maggioranza relativa – in caso di vittoria si vedrebbe comunque assegnati il 54% dei seggi alla Camera.

Mentre fino a pochi anni fa c’era chi si lamentava della “dittatura della maggioranza”, qui assistiamo a una cosa ancora più grave: la dittatura di una minoranza.

Se questo sistema poteva essere attenuato da un Senato che, eletto su base regionale, avrebbe costretto il vincitore a misurarsi anche con gli altri partiti, portatori di diverse e legittime istanze, la riforma spiana la strada invece alla fine della politica intesa come mediazione tra più interessi concorrenti.

Aggiungiamo inoltre che la nuova legge elettorale prevederà, in ogni circoscrizione, liste con capilista bloccati e la possibilità di esprimere 2 sole preferenze, tra l’altro vincolate ad essere di diverso “genere”.

Quello che si profila dunque è un netto aumento della distanza tra le preferenze degli elettori e la scelta dei loro rappresentanti: tra capilista bloccati alla camera, premi di maggioranza enormi, e nomina dei senatori anziché elezione diretta, la riforma nel suo complesso genera un ulteriore deficit di democrazia.

Anche solo per questo motivo, essa va rigettata senza indugio.

Un altro aspetto fondamentale della riforma, è la costituzionalizzazione del suo rapporto di sudditanza con l’Unione europea. In un momento storico in cui questa istituzione è messa fortemente in discussione (si pensi, solo a titolo di esempio, alla Brexit) e in cui i suoi effetti sulle nazioni che la compongono sembrano essere in larga maggioranza negativi, la riforma introduce definitivamente la Ue in Costituzione, assegnando al Parlamento il ruolo di esecutore delle politiche decise in sede europea: “il Senato partecipa alle decisioni (cioè partecipa ad approvare le leggi) dirette all’attuazione degli atti normativi Ue e delle politiche europee”.

A prima vista è difficile cogliere la differenza rispetto all’altra dicitura già contenuta in Costituzione, all’art. 117: “la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario (nella riforma “dell’Unione europea”) e dagli obblighi internazionali”.

Eppure è una differenza sostanziale, perché una cosa è ribadire l’ovvietà che lo Stato nell’esercizio del suo potere è comunque vincolato dai trattati e dalle norme del diritto internazionale (trattati che oltretutto è obbligato a rispettare solo sino a che le circostanze che lo hanno portato ad aderire non mutino, la c.d. clausola rebus sic stantibus) – altra cosa invece è assegnare al Parlamento italiano come sua funzione costituzionale quella di attuare le politiche decise a Bruxelles o a Francoforte, cioè da istituzioni europee non legate da un rapporto di responsabilità politica col popolo italiano. Sembra un tentativo volto ad attuare una vera e propria cessione di sovranità, e a rendere più difficile un eventuale futuro disimpegno del nostro paese dalla Ue, dato che questo dovrebbe passare da una ulteriore revisione – in senso inverso – della Costituzione.

Per completezza, tocchiamo altri argomenti che ci portano a giudicare negativamente la riforma.

Detto degli irrisori risparmi (meno di un euro all’anno per ciascun italiano, un prezzo infimo per un deficit di democrazia e meno di quanto costa votare a certe primarie), c’è poi la questione della semplicità e trasparenza. La riforma appesantisce notevolmente la Costituzione, in alcuni casi articoli di due righe diventano lunghi e di difficile comprensione, si vedano a titolo di esempio il numero 55 e il numero 70. Mentre la nostra Costituzione prevede una sola modalità di votazione delle leggi, la riforma prevede addirittura 10 sotto casi, a seconda del merito e dell’intervento del Governo.

Un problema vero attuale, che la riforma proposta non risolve e probabilmente aggrava, è che 3 leggi su 4 che vengono attualmente approvate sono di iniziativa governativa (potere esecutivo) e non parlamentare (potere legislativo). La riforma prevede che il governo possa imporre il “voto a data certa” sui disegni di legge che più gli interessano, dandogli quindi ulteriori mezzi per monopolizzare l’attività legislativa.

Infine un dettaglio: il termine senatore viene dal latino Senex (anziano, esperto), infatti attualmente un senatore per essere eletto deve avere almeno 40 anni (un deputato 25). La riforma fa decadere completamente questo requisito: i “Senatori” dovranno aver compiuto solamente diciotto anni (requisito per divenire consiglieri regionali).

L’OPINIONE DEGLI “ESPERTI”

Cosa dicono i costituzionalisti? E’ opinione piuttosto diffusa che diversi si siano espressi per il no, Ma è pure passato il concetto che “sono divisi”, “molti sono per il sì”. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che, a fronte di un appello di 56 costituzionalisti di alto profilo per il “No”, è nata un’iniziativa, chiamata “professori e costituzionalisti per il sì”, che ha risposto con ben 184 firme. Ora, questa lista completa non siamo riusciti a trovarla, ma in genere vengono menzionati negli articoli dei giornali gli esponenti di spicco.

Le abbiamo dato un’occhiata e… basta guardarla ed è chiaro perché il comitato del sì ha puntato sulla quantità. Nella lista c’è – veramente – di tutto: economisti (Tabellini), politologi (Panebianco), ex ministri (Treu), docenti di politica (Pasquino)… e qualche raro esperto della specifica materia (come Ceccanti, Vassallo, Bassanini, ex parlamentari del PD/DS). Non credo di dover spendere molte parole sulla qualità degli esponenti di spicco del no (Zagrebelsky, De Siervo, Onida, Bile, …) tutti esperti del campo, più molti docenti di diritto.

Per capire la distanza che c’è tra le due – per così dire – fazioni, abbiamo usato un criterio molto semplice e diretto.

Abbiamo preso tutti gli ex Presidenti della Corte Costituzionale ancora in vita, e siamo andatio a vedere cosa dicono in merito alla riforma. Ecco i risultati:

Per il SI’: nessuno

Per il NO: 13

Non si sono espressi: 6 (di cui gli ultimi 4, come è comprensibile)

Qui sotto il dettaglio.

Insomma: coloro che meglio conoscono la Costituzione, in maniera statisticamente schiacciante, sono contrari alla riforma. E se siete riusciti eroicamente ad arrivare in fondo a questo intervento, la cosa non dovrebbe affatto stupirvi.

Francesco Paolo Casavola No
Antonio Baldassarre No
Renato Granata Non espresso
Cesare Mirabelli No
Cesare Ruperto Non espresso
Riccardo Chieppa No
Gustavo Zagrebelsky No
Valerio Onida No
Annibale Marini No
Franco Bile No
Giovanni Maria Flick No
Francesco Amirante No
Ugo De Siervo No
Alfonso Quaranta No
Franco Gallo No
Gaetano Silvestri Non espresso
Giuseppe Tesauro Non espresso
Alessandro Criscuolo Non espresso
Paolo Grossi Non espresso

Per comprendere meglio come la riforma costituzionale sia costruita ad hoc nel contesto della crisi dell’euro e della “governance” europea imposta a spese delle democrazie nazionali, consigliamo anche l’ascolto di questa ampia relazione di Luciano Barra Caracciolo, e la lettura di questo articolo di Vincenzo Marineo, molto efficace nell’unire i puntini.

di Malachia Paperoga con la collaborazione della redazione
Seguono le nostre considerazioni in merito alla riforma proposta.

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https://www.radioradicale.it/scheda/457192

Presidenza del presidente Andrea Mazziotti Di Celso (SCPI)
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Ines Ciolli, professore associato di diritto costituzionale presso l’Università degli studi “La Sapienza” di Roma
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Marilisa D’Amico, ordinario di diritto costituzionale presso l’Università Statale di Milano
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Tommaso Edoardo Frosini, ordinario di diritto pubblico comparato presso l’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli
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Francesco Saverio Marini, ordinario di istituzioni di diritto pubblico presso l’Università Tor Vergata di Roma
0:13:1411:16
Simone Pajno, professore straordinario di diritto costituzionale presso l’Università degli studi di Sassari
0:14:3211:29
Massimo Villone, ordinario di diritto costituzionale presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”
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Stefano Quaranta (SEL)
0:02:1911:47
Danilo Toninelli (M5S)
0:05:0011:49
Giuseppe Lauricella (PD)
0:03:1111:54
Andrea Mazziotti Di Celso (SCPI), presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera
0:01:5111:57
Francesco Sanna (PD)
0:07:5711:59
Massimo Villone, ordinario di diritto costituzionale presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”
0:05:4012:07
Simone Pajno, professore straordinario di diritto costituzionale presso l’Università degli studi di Sassari
0:04:1912:12
Francesco Saverio Marini, ordinario di istituzioni di diritto pubblico presso l’Università Tor Vergata di Roma
0:06:1712:17
Tommaso Edoardo Frosini, ordinario di diritto pubblico comparato presso l’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli
0:10:3412:23
Marilisa D’Amico (PD), ordinario di diritto costituzionale presso l’Università Statale di Milano
0:10:3912:34
Ines Ciolli, professore associato di diritto costituzionale presso l’Università degli studi “La Sapienza” di Roma

29 Ottobre 2015. Presidenza del presidente Andrea Mazziotti Di Celso (SCPI)

…inizierei dando la parola alla professoressa Ines Ciolli

  1. Ines Ciolli, professore associato di diritto costituzionale presso l’Università degli studi “La Sapienza” di Roma

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grazie Presidente

io partirei ,visto che ovviamente vista l’ esiguità dei tempi vorrei concentrarmi sugli emendamenti che sono stati apportati dal Senato

e in particolare, però comincerò a ritroso, nel senso, dall’ articolo 39 comma 13 per, poi, soffermarmi via, via, se ci sarà tempo, su tutto il resto.

Per quanto riguarda l’ articolo 39 comma 13, le modifiche apportate dal Senato certo rendono più intellegibile la norma, tuttavia, ci sono delle – si sente bene ora – ci sono delle perplessità, a mio avviso,

perché le disposizioni di cui al capo quarto quindi quelli del Titolo V della presente legge costituzionale non si applicano alle regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e Bolzano, fino alla revisione dei rispettivi Statuti sulla base di intese con le medesime Regioni e le Province autonome, poi – continua -, ci sono altre cose che mi interesseranno, ma per prima cosa appunto il fatto che si è scelto, appunto, di non applicare il nuovo Titolo V, quello che appunto al momento non è vigente, ma di lasciare quindi di conseguenza, alle regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e Bolzano il titolo V del 2001, quindi quello vigente, comporta, per esempio, che si applichi ancora a queste regioni la clausola di maggior favore quindi a differenza di quello che avevamo consolidato negli ultimi anni la Corte costituzionale, ossia una minore differenziazione tra le Regioni a statuto speciale e le regioni a statuto ordinario, qui, viene completamente ribaltato; quindi questa differenziazione si aumenta vigorosamente.

Tra l’ altro segnalo il fatto – che immagino sia già noto ai più – che, poiché la revisione dei rispettivi Statuti dovrà avvenire con intese con le medesime Regioni, ciò significa che le regioni a Statuto speciale, per poter modificare i loro statuti e affinché, appunto in questa maniera, vi si applichi il nuovo Titolo V, cioè quello che verrà fuori da questa riforma, dovranno procedere con un’ intesa.

Ora immaginate se le regioni a statuto speciale, che godono non solo della clausola di maggior favore, ma degli Statuti sicuramente più forti rispetto alla disciplina delle regioni a statuto ordinario, come verrà fuori dalla riforma, quindi saranno particolarmente indebolite, è chiaro che non avranno nessunissima intenzione di produrre intese per modificare lo Statuto.

E, ancora, per quanto riguarda, invece, proprio la parte modificata più intensamente dal Senato, cioè quella relativa all’ articolo 116, 3° comma, in cui si dice, appunto, che non si applica il nuovo, ma si applica il vecchio – se ho ben capito -, alle Regioni a Statuto speciale, c’è un altro elemento che vorrei mettere in evidenza e che, secondo me, è assai dirimente, ossia: Se si applica alle Regioni a Statuto speciale il vecchio articolo 116 comma 3, significa che non si applica quello nuovo, ossia per esempio, il vincolo di bilancio (tale per cui potrebbero avere la differenziazione) non si applicherà alle Regioni a Statuto speciale. Ora sappiamo che molte di queste sono regioni virtuose, però certo, in questo caso, la disparità è molto forte, molto importante.

Considerando, appunto, che non è detto che vi sarà questa revisione degli statuti e quindi probabilmente si allontana il tempo in cui alle Regioni a statuto speciale si potrà applicare questo nuovo Titolo V,

ecco che questo è un elemento che mi sembra di particolare interesse; e – altra cosa – prevedendo questa intesa, si incide anche sulla formazione dello Statuto e quindi in qualche modo si prevede un procedimento aggravato rispetto al 138 della Costituzione per la modifica degli statuti speciali, inserendo, quindi, una sorta di legge rinforzata che, a differenza di quella dell’ articolo 8 della Costituzione, che prevede un procedimento in cui l’ intesa è con le altre confessioni religiose, lì si tratta di una legge ordinaria, quindi, è una legge rinforzata, ma resta una legge ordinaria, qui si tratterebbe di una legge costituzionale rinforzata perché, oltre al 138, prevedeva questo particolare procedimento ossia l’ intesa.

Ancora, nel nuovo 116, semmai, invece, fosse applicato (quindi questo riguarda le Regioni a Statuto ordinario), qui non ci sono state

modifiche, se non aggiungendo due materie da parte del Senato

una il commercio con l’ estero (che la Corte costituzionale non ha mai considerato una materia di primaria importanza) era una potestà concorrente e, quindi, in questo caso, la modifica non comporta nessuna difficoltà, ma il procedimento che è previsto nel nuovo 113 comma 3, appunto, nel progetto di riforma prevede per esempio la partecipazione degli enti locali, anche questi credo con un’ intesa,

e lì non è chiaro se l’ intesa debba essere obbligatoria e vincolante oppure semplicemente obbligatoria, quindi devono essere sentiti in qualche maniera.

Quindi, questo per quanto riguarda l’ articolo 39 comma 13, che è stato modificato. L’ altro elemento che è stato modificato è quello dell’ articolo 39 comma 11, che, letto in combinato disposto con l’ articolo 73 della Costituzione, è quello che riguarda il controllo preventivo delle leggi elettorali di Camera e Senato.

Per quanto riguarda l’ Italicum, nella disposizione transitoria, si comprende che esso potrà essere modificato entro dieci giorni dall’entrata in vigore della riforma costituzionale.

Questo significa, però, che si applica soltanto per quanto riguarda l’Italicum, ma che si può intervenire soltanto in questo momento specifico; ovvero entro dieci giorni dall’ entrata in vigore della riforma.

il pericolo è che, attraverso l’ Italicum, si cerchi, successivamente, di modificare ancora la legge, magari, stravolgendola, pur di non produrre una nuova legge elettorale; perché, in questo modo, non vi sarebbe mai il controllo preventivo da parte della corte, cioè sull’Italicum, dopo quel primo momento, non ci sarà più possibilità di intervenire.

Questo significa che potrebbe essere utilizzato politicamente per modificare una legge elettorale, fino a stravolgerla senza però potere intervenire successivamente. Quindi, questo è un altro elemento interessante.

Per tutto il resto, invece, per quanto riguarda appunto le modifiche apportate, per quanto riguarda il Senato, per esempio, certamente la menzione della funzione di raccordo tra lo Stato e Regioni era auspicabile.

La difficoltà qui è che ci si trova a operare una funzione di raccordo con – finalmente – un Senato pseudo delle Regioni, non proprio di rappresentanza regionale, però (dall’ altra parte) con delle istituzioni territoriali: le regioni, che sono molto deboli.

Quindi valuta le politiche pubbliche, l’ attività della pubblica amministrazione; lascia intendere, ovviamente, che c’è un sindacato ispettivo, una funzione di controllo da parte del Senato e anche questa, in qualche maniera, poteva essere auspicabile.

Per quanto riguarda, invece, la modifica dell’ articolo 57 quindi: “in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri”, eccetera, “in occasione dei medesimi organi”, qui il fatto della elettività del Senato, secondo me, da una parte potrebbe rappresentare un elemento per un’ elezione che è mediata, anche se non sarà mai diretta, dall’ altra però non chiarisce sul punto, quindi molto verrà demandato all’ articolo 57, 6° comma, ossia, a come verrà poi costruita e congegnata la legge bicamerale elettorale del Senato.

Ancora pochissimi punti: La modifica della composizione della Corte Costituzionale. Questo è un tema sul quale la dottrina si è più volte misurata da una parte, ovviamente, c’è il fatto che la connotazione territoriale quindi regionale, da alcuni viene invisa, dall’altra, secondo me, si tratta di una valorizzazione del Senato, in qualche maniera e quindi la vedo come un aspetto positivo.

grazie mille anche per la precisione nei tempi, millimetrica.

 

bene la professoressa D’ Amico
grazie Presidente anch’ io appunto come richiesto mi limiterò la mia illustrazione I punti specifici che sono stati modificati oggetto di modifica da parte della
del Senato io comunque ho consegnato alla Commissione un testo scritto che poi diciamo trasmetterò nei prossimi giorni in versione definitiva ci sono tre aspetti pensano ancora professore sanzionare listing
mia colpa ma dovevo avvertire che la pubblicità dei lavori della seduta assicurato attraverso la trasmissione in diretta sulla Web-Tv della Camera dei deputati
detto questo può riprendere
appunto dicevo che ho consegnato un testo scritto in questo testo navi una prima parte
ci sono le osservazioni puntuali che ci avete richiesto poi ho lasciato alcune osservazioni generali sul testo perché è chiaro che in questa è l’ approvazione la Camera comunque qua si pronuncerà in modo definitivo poi sul testo di alcuni punti specifici volevo che rimanessero poi comunque
alla vostra attenzione prima di concentrarmi però sui punti specifici volevo dire che
confermare il mio apprezzamento cosa che ho già fatto in sede di audizione precedentemente a questa riforma della Costituzione perché il super in particolare il superamento del bicameralismo paritario
è un difetto del nord già politica dei cambi Caliendo paritario è stato un difetto del nostro sistema è tutta questa di cui diciamo questa riforma comunque
tende a insomma la finalità ovviamente sia pure con negli aspetti specifici che possono essere oggetto di di critica
tecnica però alla specie la specificità come ha ricordato il Presidente Napolitano
di ristabilire piena funzionalità e dignità dell’ istituzione parlamentare rinnovando nell’ assetto bicamerale sto citando le parole del Presidente
in modo da garantire la stabilità dell’ azione di Governi con adeguata capacità deliberativa questa è una riforma che nel mondo dei costituzionalisti alla riforma insomma la riforma di alcuni punti
anche diciamo fra di noi fra i più tecnici
era auspicata da decenni dopodiché è chiaro che andando poi al dunque ci sono tutti gli aspetti più tecnici più specifici ma nel complesso io appunto volevo
Immit mi sono posta anche nella scorsa audizione in in questa diciamo in secondo questa posizione pur vedendo Paglia statiche potrò essere più specificamente
da criticare ora io inizierò invece non a ritroso come PAI quindi arriverò anche l’ ultimo agli aspetti caso Toninato molto bene la professoressa ciò Alli
a partire dalle funzioni del Senato appunto però anche appunto la professoressa al nuovo articolo cinquantacinque comma cinque in particolare
ha sottolineato appunto il fatto che nel testo del Senato ritorna questo aspetto di funzioni di raccordo fra lo Stato gli andrete a costituire la Repubblica
e il fatto che il Senato valuta le politiche pubbliche l’ attività delle pubbliche amministrazioni e in più verifica l’ impatto delle politiche dell’ Unione europea sui territori e infine concorre ad esprimere pareri allora qui vediamo che la scelta del Senato è quella di rispondere in zona
rilievi introdurre introdurre alcune norme che erano stati appunto eliminate alla Camera dei deputati e in particolare diciamo dire introdurre una piena competenza del Senato anche in relazione alle
al rapporto con l’ Unione europea rapporto con l’ Unione europea che diciamo viene affidato non solo in fase ascendente ma anche appunto in fase discendente cioè allora sembra senatoriale verificherà l’ impatto delle politiche politiche dell’ Unione europea sui territori
ora questo aspetto a mio avviso un aspetto molto positivo
molto positivo perché proprio se si vuole valorizzare il fatto che noi creiamo una seconda Camera differenziata una Camera delle autonomie
e e che diciamo queste autonomie si confrontino nella Camera quindi non solamente direttamente sui propri territori noi sappiamo benissimo che in concreto questo aspetto del rapporto dell’ Italia con l’ Unione europea a cominciare dal modo in cui si gestiscono i finanziamenti a cominciare dal modo in cui alcune materie particolarmente importanti vengono però poi
e trattate diversamente anche per se vogliamo non incapacità ma anche imitazioni se voglia limiti se volete di alcune regioni non di tutte ma insomma di alcune differenze fra Regioni
io penso che questa competenza specifica sia veramente importanti io penso ci sono settori strategici anche per il nostro apporto con l’ Unione europea le anche quello dell’ innovazione
l’ agricoltura cioè fare un minimo diciamo fare in modo che poi il questo nuovo che stanno la seconda Camera
possa davvero svolgere pienamente funzioni che
di raccordo essenziali sotto questi profili
poiché l’ altro secondo aspetto sarò telegrafica rimandando parla di ulteriori approfondimenti al testo scritto in cui ho ovviamente messo lo sa osservazioni su anche un ulteriori
il meccanismo di elezione non la medesima direzione dei senatori allora io che mi ero già espressa nell’ asta nella scorsa audizione
ho sempre detto però anche scritto insomma in articoli più scientifici che per quanto riguarda appunto il il sistema di elezione al modo in cui
diciamo andava delinearsi questa seconda Camera
mi sembrava opportuna necessario elezione di secondo grado da parte dei senatori per due motivi motivo che non appunto vogliamo fare di questa seconda Camera una Camera delle autonomie delle Regioni
e il secondo motivo se vogliamo più importante che questa seconda Camera comunque non sarebbe una Camera politica cioè non darebbe la fiducia al Governo allora prevedere un’ elezione diretta dei senatori
poi togliendo a questa seconda Camera eletta direttamente dai cittadini la possibilità appunto diciamo della del rapporto fiduciario con il Governo sarebbe abbastanza un controsenso è un controsenso anche dei modelli che conosciamo e
e soprattutto creerebbe comunque un problemi politici allora la mediazione perché arriviamo al dunque la mediazione che è stata
fra le due esigenze lasciare diciamo la la il Senato come Camera di secondo livello come lezione di secondo livello
e dall’ altra parte invece chi c’ era appunto chi diceva no vogliamo che comunque ci siano i cittadini esprimersi per una serie di motivi perché
ecco questa mediazione
e cioè il fatto che l’ elezione dovrà avvenire in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi
a mio avviso è una buona mediazione perché perché il rapporto con
le elezioni in occasione del rinnovo dei medesimi organi quindi da diciamo a queste elezioni una specificità legata alle singole Regioni
non non abbiamo gli una seconda lezione a livello appunto di diciamo nazionale
e tuttavia i problemi ci sono i problemi ci sono perché come già sottolineato benissimo la professoressa ciò alle quali è rimesso di fatto la scelta alla
alla appunto alle modalità stabilite dalla legge di queste al sesto comma e quindi quelle lì la legge diciamo
che tipo di legge avremo a secondo di alcuni all’ accentuazione di alcuni aspetti si potrà in qualche modo avere un’ elezione diretta vestita oppure invece mantenere comunque il caratteristiche del secondo lui diciamo di un secondo
di un’ elezione di secondo grado sia pure appunto con una partecipazione più attiva e con la rimarcare in Costituzione che comunque cittadini Ciabò imprinting è un imprinting dal basso
e sono i cittadini non sono i consiglieri regionali e loro artici allo che Paesi scelgono i rappresentanti quindi sarà molto
ovviamente importante capire se da questo punto di vista
noi diciamo SIT si deciderà la previsione di liste separate che contengono i nomi dei candidati senatori oppure un sistema che rimette i cittadini l’ indicazione di una rosa di nomi nell’ ambito del quale il Consiglio dovrà decidere oppure
che si stabilisca che solo coloro che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze faranno cessa la carica senatoriale cioè si tratta di o di opzioni molto diverse che ovviamente poi porteranno dei all’ una o all’ altra direzione e bisognerà comunque vedere
a mio avviso sicuramente l’ effetto politico poi di questa comunque è più rapporto diretto su una Camera che appunto non è una Camera politica che deve svolge le sue funzioni in
appunto e diciamo e a una specifica una sua specificità
volevo aggiungere che dal tenore letterale della disposizione la durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti
in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri
in occasione del rinnovo dei medesimi organi
la norma approvata dal Senato sembra collegate alle scelte degli elettori solo i senatori consiglieri e non i senatori sindaci c’ era forse questo aspetto
ama con un effetto che però potrebbe essere problematico perché potrebbe derivarne un organo composto la sentori legittimati in modo di
differente potenzialmente con un peso politico differente no
terzo punto specifico regionalismo differenziato allora qui io per le osservazioni che ha fatto sono assolutamente condivido le osservazioni della professoressa Cioni dal punto di vista della esclusione delle regioni a statuto speciale
è un aspetto in cui di cui noi diamo sottolineato fin dall’ inizio proprio da lì e del cammino di questa riforma dicono questo ma un pochino lui diciamo i tecnici o insomma
tanti e quindi questo aspetto sicuramente è un aspetto problematico perché crea tutti problemi che ha già lo Stato la professoressa io volevo sottolineare misure ulteriore aspetto
che è quello dei
la del fatto che intanto volevo sottolineare questo profilo
è importante il rafforzamento dell’ articolo sedici cento contro il terzo comma cioè
dell’ idea di un regionalismo della possibilità che le Regioni che siano più avanti che vogliono essere più autonome che possano farcela da soli chiedano comunque speciali condizioni di autonomia perché
in fondo dal mio punto di vista il fallimento della riforma del due mila e uno è stato quello di avere
chiamo di aver immaginato di imporre una camicia dall’ alto
a Reggio un po’ tutta uguale perché trecentosedici terzo comma di fatto non si è attivato regionale ha fatto quindi colpa anche della di alcune Regioni però questa camicia diciamogli omogenei e così via ha poi determinato il fatto che il che alcune Regioni ce l’ hanno fatte altre no e che comunque si è creato un regionalismo che di fatto poi facciamo una riforma che non ha portato gli effetti anche dovuti anzi
e si è poi ci riporta una ricentralizzazione del di alcune funzioni come appunto succede in questa riforma costituzionale
per cui importante l’ idea di dire mentre si ricentralizzare all’ altro si consente a regioni che possono e vogliono far cioè di avere una propria sfera di autonomia
e quindi io spero che qua in Italia questo meccanismo si mette in moto però
la cosa che volevo sottolineare Cuesta il la possibilità di autonomia differenziata
sulle disposizioni generali e Comuni per le politiche sociali
allora è evidente che si tratta appunto di disposizioni generali comuni per le politiche sociali che nessuno mette in
in discussione quelli col sono i livelli essenziali di assistenza cioè in livello del già ma il nostro stato sociale però attenzione
perché in particolare rispetto ad alcune materie questo federalismo se vogliamo regionalismo in mi riferisco soprattutto la materia della salute cioè il federalismo il regionalismo materia la salute in questo momento
incide pesantemente su quella che la natura del nostro stato sociale e tocca direttamente i diritti dei cittadini quindi su questo appunto stratta era poi nel momento in cui si concede questa autonomia alle regioni di vigilare sul fatto che
nel concedere un’ autonomia e nella possibilità anche di avere autonomia totale sulle disposizioni generali comuni per le politiche sociali poi non si consenta all’ interno delle stesse Regioni
di operare differenze che incidono su dunque dei diritti sociali stiamo
ieri c’è stata una bella sentenza mi avviso belli insomma della del TAR
Della del Tribunale mi sentivo regionale della Lombardia che ha dichiarato in illegittima la delibera della Lombardia con cui si poneva una differenza si poneva diciamo il il trattamento per la fecondazione assistita di tipo eterologo
in capo i cittadini a differenza di tutte le altre Regioni ecco nell’ ambito dei propri poteri in qualche modo organizzativi di ragionare sulle politica poi le alcune regioni possono fare scelte di questo tipo allora su questo io richiamo puntuale una
particolare attenzione e problematicità poi sul delle ricadute di questa autonomia
l’ ultimo punto che ha già toccato anche la professoressa Ciogli era elezione dei giudici della Corte costituzionale cioè il nuovo articolo centotrentacinque della Costituzione
qui opportunamente si dice che se ci saranno tra i giudici eletti dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica di poco opportuna mente perché
perché l’ idea di un’ elezione di un Parlamento in seduta comune con un peso molto minore dei senatori a livello numerico rispetto ai deputati avrebbe creato squilibri questo è un punto sicuro
e poi è e diciamo e anche avrebbe creato squilibri soprattutto in relazione all’ attuale sistema elettorale che starebbe quello dell’ Eataly con cui comunque c’è un forte premio di maggioranza e quindi siamo avremo poi in qualche modo ha avuto la situazione in cui la maggior parte dei Senati diciamo dei
giudici costituzionali potevano in qualche modo
essere di una parte sa ma però il problema grosso io diciamo il il
ci sono due aspetti secondo me positivi di questa scelta
il primo è un aspetto legato anche alla figura di giudice costituzionale io spero come qui lo dico a titolo personale appunto
è una cosa che sento da tempo io spero che la sensibilità del nuovo Senato farà punto e anche diciamo il fatto che sia un Senato delle autonomie
in qualche modo specializzi poiché i nuovi giudici costituzionali che andranno anche un po’ speriamo con come anche rappresentanti un po’ di questi aspetti diciamo dell’ autonomia e che quindi ha un in quel momento potranno poi anche
perché a me sembra che in generale la Corte costituzionale sempre e anche in quest’ ultima fa adesso ma
abbia
una sabbia non abbia una grandissima Slanzi visibilità per alcune istanze regionalista e che ci sia degli squilibri forti nella giurisprudenza costituzionale ma anche squilibri che
sono proprio di tipo diciamo a livello del processo costituzionale e quindi inciampò in qualche modo il giudice che poi sarà inevitabilmente il giudice
mandato diciamo dalle autonomie potrà anche far valere questa istanza diciamo di più importante
ecco l’ ultimo punto ho finito il questa diciamo questo tipo di
di impostazione consentirebbe anche di evitare l’ ENPALS che voi avete in questo momento vi fornirò per cui diciamo il Parlamento poi tutto insieme non riesce
non è ancora riusciti a somma esprimere questi giudici costituzionali che mancano e quindi ovviamente tutto questo potrà adesso ma in qualche modo semplificare anche la procedura grazie
grazie la parola al professor Frosini

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grazie Presidente tra lei e alla Commissione per questo invito dire ulteriore invito perché Parlamento sia la Commissione del Senato sia questa Commissione
ha già avuto modo di sentire la mia opinione che consegnata quindi agli atti parlamentari dei resoconti perciò mi soffermerò soltanto
su quelle che
voglio evidenziare come criticità riguardo agli emendamenti che il Senato ha portato al testo
di revisione costituzionale in particolare allora inizierei con la la norma
che riguarda diciamo la elezioni dei senatori
qui secondo me da parte diciamo capisco che sono stati i motivi
di ordine politico abbiamo seguito tutti sui giornali diciamo quello che è stato un po’ la dialettica riguarda elezione diretta o indiretta questa formula dell’ emendamento della Presidente
la Commissione affari costituzionali del Senato in cui appunto presuppone che
Senato vivevano eletti in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri eccetera eccetera ora già dubito su questa conformità perché è un
è un diciamo un termine piuttosto scivoloso che cosa vuol dire conformità in che modo debbono essere conformi qual è diciamo la logica che sovrintende a questa ricomposizione del rapporto fra
i consiglieri
che andranno a fare i senatori e gli elettori che avranno avuto modo non so di designare i consiglieri
regionali quali potranno essere eletti quindi non so una rosa più piccola di aspiranti senatori
che verranno eletti dal Consiglio regionale francamente debbo dire che
questa
intuizione che ha una sua ragione diciamo nella
nel dirimere quel conflitto che c’è stato in Senato riguarda appunto alla scelta elezione diretta e indiretta ho l’ impressione che complici un po’ le cose per difficoltà applicative però appunto
poi sarà la legge appare regolare meglio questo profilo fatto sta che in Costituzione cioè questo richiamo e il rinvio alla conformità alle scelte espresse dagli elettori
sull’ elezione però dei senatori alla legge elettorale vorrei evidenziare un passaggio
che prende spunto anche dagli emendamenti approvati dal Senato e cioè quello della
giudizio preventivo di costituzionalità della legge elettorale mi sul punto mi sono già espresso io sono critico sul fatto che
la Corte debba esprimersi prima che la legge venga ad essere applicata per una serie di ragioni
che non sulle quali non mi dilungo vado per flash primo cosa diventa la legge elettorale una legge
speciale perché sarebbe l’ unica legge sottoposta al giudizio in via preventiva quindi verrebbe
i per valorizzare anche sul piano diciamo del sistema delle fonti perché
la sola legge che il Parlamento approva che può essere demandata in via preventiva alla Corte quindi vuol dire che in qualche misura questa legge porta con sé
un diciamo un patrimonio di forza a tale da essere considerata diversa rispetto alle altre già questo confesso non mi persuade perché
le leggi sono uguali per tutte perché la legge elettorale deve godere di questa prerogativa di essere sottoposta solo lei al giudizio preventivo della Corte o si fa tutte le leggi
come il sistema francese no
a al parte ora rivisto ma insomma dove c’è il Consei Costituzione che giudica in via preventiva sulle leggi ma solo la legge elettorale
e poi a proposito dell’ emendamento che è stato inserito in sede dissennato
c’è anche la sotto opponibilità della legge elettorale del Senato alla Corte costituzionale ora qui francamente
ci vedo un po’ di contraddizione cioè il Senato o che rappresenta il primo degli enti territoriali e non della rappresentanza politica perché appunto vengono eletti i senatori dai Consigli regionali
e dell’ ambito dei consiglieri regionali allora non ha molto senso sottoporre a giudizio di costituzionalità la legge elettorale che consente di scegliere i senatori due per ogni regione raggiunta
evidenzio il fatto che la Costituzione nella norma che il Parlamento si accinge ad approvare
presuppone la formula elettorale proporzionale per il Senato all’ elezione dei senatori
quindi come dire c’è un vincolo quindi anche qui la Corte
dovrebbe essere chiamata fa che cosa rispetto a una formerà elettorale costituzionalizzato a quale quella della proporzionale a cose e portasse mai sindacale la legge elettorale della Camera laddove come dire va a violare una serie di principi derivanti
da quella famosa sentenza numero uno del due mila quattordici alla Corte ma nel caso del Senato immagini apprezzamento sono limitatissimi visto che vi è una costituzionalizzazione
della formula elettorale e i senatori ad essere letti sono due per ogni regione quindi insomma
mi pare un po’ paradossale che si sottoponga
ripeto sono contrario a giudizio preventivo per le ragioni che ho rapidamente esposte sulle quali tra l’ altro nelle precedenti audizioni mi ero
più lungamente soffermato sono contrario ritengo che sia un non senso sottoporre e in via preventiva anche la legge elettorale del Senato per i motivi cui molto rapidamente o provato a chiarire
altro aspetto sempre relativo diciamo al Senato quello che mi sfugge perché
non c’è in Costituzione lo si può ricavare in via analogica
dico quale sarà l’ età dei senatori un tempo cioè nell’ attuale Costituzione ancora vigente era previsto una differenziazione fra elettorato attivo e passivo
i senatori dovranno avere almeno quarant’ anni per essere eletti qui non si capisce cioè vuol dire allora vuol dire in via analogica che tutti
saranno equiparati diciamo all’ elezione
dei dei deputati cioè appunto venticinque anni per essere eletto e diciotto per eleggere ma
come dire
sì ma non c’è certezza ovvero è venuto meno un riferimento anagrafica all’ elettorato passivo che prima era presente per il Senato è vero che il Senato non è più la Camera di riflessione pertanto
necessiterebbe di persone di personale politico diciamo un tempo si diceva che i quarantenni fossero quelli diciamo maggiormente sensibili per tanta
però insomma questo è un passaggio diciamo che evidenzio rispetto agli emendamenti l’ altro aspetto che vorrei evidenziare a questa Commissione quella della
elezione dei giudici costituzionali ora anch’ io ho sostenuto che effettivamente sì mortificava un po’ il Senato dicendo di soli cento senatori in confronto a seicentotrenta deputati
nel Parlamento in seduta comune per l’ elezione dei giudici costituzionali si mortificava nella misura in cui i senatori non avevano parte in causa visto
che un pacchetto di cento senatori non era in grado ovviamente di interagire rispetto a una scelta molto più
dire diciamo consistente dovuta seicentotrenta deputati
però poi ripensandoci non che
ritiro quello che ho sostenuto perché in fondo è giusto questa diversificazione voglio evidenziare due cose però
per una che
non so se è stata una dimenticanza o se piuttosto si è voluto mantenere lo status quo per il CSM non si è fatto altrettanto
cioè la logica è che visto che il Senato è composto da soli cento senatori e quindi non avrebbe capacità di incidenza nella scelta dei giudici costituzionali
allora attribuiamo gliele due e sarà questa la ratio della scelta
il CSM si è mantenuto il Parlamento in seduta comune quindi anche lì i senatori che sono cento non avranno però appunto una capacità di incidenza come
sì sì ci si preoccupava
venisse meno nel caso della scelta dei giudici costituzionali quindi insomma questo è un problema che pongo effettivamente c’è una simmetria
il CSM viene scelto dal Parlamento in seduta comune con soli cento senatori che chissà come riusciranno proveranno a dire la loro i giudici
costituzionali vengono scelti invece in una quota riservata i senatori nella misura di due
sul punto vorrei dire una cosa chi mi ha preceduto ha detto
c’ è auspicata se occorre se ho compreso bene il tuo pensiero che possano anche nel paziente attivi dell’ autonomia territoriale
re ipsa io mi auguro di no cioè io penso che un giudice costituzionale debba andare a fare lì il custode de della Costituzione prescindendo da quell’ altro i menti come dire dovete portare dietro anche il gruppo parlamentare quello ha designato e quindi non dovrebbe andare via a rappresentare le autonomie territoriali dovrebbe avere quella giusta sensibilità
rispetto alla nuova Carta costituzionale che vale utilizza
ampiamente il ruolo delle autonomie territoriali sul punto mi piacerebbe che un domani il Regolamento parlamentare del Senato e semmai anche quello della Camera
per le desse la possibilità anche rispetto alla scelta dei giudici costituzionali al loro compito determinante e fondamentale fra il funzionamento delle nostre istituzioni anche un’ ipotesi all’ americana con le audizioni
cioè le Regioni proponessero una rosa di nomi da sottoporre poi in audizione presso le Commissioni affari costituzionali del Senato e della Camera cioè
visto che incolte del Parlamento che ne legge tre ovvero una sintesi
farà diciamo così i desiderata dei gruppi parlamentari sulla base di un confronto di una dialettica ma le Regioni
non non riesco a immaginare come diciamo possano selezionare i due giudici costituzionali sola base cosa gli accordi fra Regioni numericamente più forti o territorialmente più forti
e allora lì forse sarebbe il caso di introdurre un metodo
da da sempre adottato
per la Corte Suprema Americana che consiste nell’ audizioni dei candidati in questo caso i candidati dovrebbero essere fatti conoscere all’ opinione pubblica e quindi poi eventualmente
diciamo giudicati valutati sulla base della loro competenza e preparazione dal dal dalle Commissioni parlamentari prima di sottoporla al voto dell’ Aula ultimo aspetto anche questa una criticità
non mi persuade il fatto ma su questo la Camera non può tornare perché non c’è ovviamente l’ emendamento del Senato lo lascio soltanto così a una riflessione coi intendiamoci voglio dire una cosa questa
sarà la Costituzione di domani dopodomani
se ci sarà il voto referendario se passerà il voto referendario
però la Costituzione anche suscettibile di una sorta di manutenzione non è che poi questa è e non la si tocca più vediamo poi come queste norme
nel diritto vivente hanno una loro capacità espansiva
e vediamo immaginiamo semmai preoccupiamoci fin d’ ora di come correggere quell’ eventuali distorsioni che potrebbero venire dall’ applicazione di queste norme e allora il vincolo di mandato per i senatori
io francamente dubito che ci possa essere un divieto di mandato imperativo se veramente riteniamo e crediamo che i senatori debbano rappresentare come dice
il futuro testo costituzionale laddove venisse approvato le istituzioni territoriali non rappresentano la nazione perché si distingue i deputati rappresentano la nazione dice il nuovo articolo
della costituzione della futura Costituzione mettiamola così mentre i senatori rappresentano le istituzioni territoriali e allora si pone anche il problema
del divieto di mandato imperativo che invece permane anche per i senatori mi fermo qui e la ringrazio
grazie
professore

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adesso do la parola al professor Marini
grazie Presidente grazie alla Commissione per l’ invito è sempre un grande onore chiaramente Rinaldi della prima Commissione in questo caso diversamente da altre volte l’ invito è un po’ una
fonte di obbligazione progetto inesistente perché
il Senato merita cambiato poco ce le modifiche al di là della sicura rilevanza politica
da un punto di vista giuridico sono sono poca cosa e quel poco che è stato cambiato almeno a mio avviso non solo non è balzo a risolvere gli aspetti più problematici che la dottrina ha evidenziato
ma in fondo introduce soluzioni almeno rispetto alla coerenza rispetto alle alle finalità che assicurano perseguire con la riforma che sono peggiorative del testo
mi soffermerò solo sui temi relativi alle funzioni della seconda Camera
e alla regola dell’ elezione di secondo grado in conformità alle scelte espressa dagli elettori sul resto accennerò solo i meccanismi di nomina giudici costituzionali le Regioni speciali
cominciano le funzioni del Senato preciso subito che pur con qualche variazione si Istica il testo del nuovo articolo cinquantacinque
conserva più o meno intatto il nucleo di funzioni già disegnato nel nel corso dell’ iter parlamentare
rispetto ad esso viene aggiunta la funzione di valutare e non solo di concorrere a valutare le politiche pubbliche l’ attività delle pubbliche amministrazioni e l’ impatto delle politiche europee
anzitutto la modifica conferma il tentativo
e lei taglio di ottenere la botta viene la botte piena la moglie ubriaca cioè
superare il bicameralismo perfetto lasciando inalterato il peso istituzionale della seconda Camera
l’ intento prima della riforma e come è noto quello di escludere il Senato dal circuito fiduciario e ridurre drasticamente il peso nel procedimento legislativo
questo depotenziamento è giustificato dalla trasformazione del ruolo del Senato quale Assemblea rappresentativa degli enti territoriali senonché tale trasformazione non rituale certa ma
piena compensazione
infatti la modifica federalista del Senato si accompagna ad un riassetto fortemente centralistico della forma di Stato e dunque ad una fisiologica marginalizzazione del suo ruolo e buona ebbene proprio per sopperire a questo rischio che dovrebbe invece considerati fisiologico
rispetto all’ obiettivo perseguito da riforma sia il Governo che soprattutto il Parlamento alla seduta hanno sentito il bisogno di compensare in qualche modo
il Senato ciò è avvenuto tanto incrementando la quantità e la qualità delle leggi bicamerali che attualmente sono decisamente troppi visto che la forma di Governo rimane parlamentare il Senato non partecipa al circuito fiduciaria
quanto affastellando tutta una serie di funzionasse eterogenee in capo all’ organo
con riguardo a tale ultimo profilo evidente che la prospettiva risarcitoria in cui anche il Senato in terza lettura ha operato rischia di produrre più danni che benefici rompendo razionalizzato la razionalità dell’ originario progetto di riforma rispetto lo scopo perseguito
io ente mente problema però non si limita solo alla coerenza
infatti la valutazione delle politiche pubbliche dell’ attività delle pubbliche amministrazioni la verifica delle leggi dello Stato e dell’ impatto delle politiche non europea sui territori
sono funzioni asseriva discenti difficili a perimetrare assi ancor più a esercitarsi insomma io ho qualche difficoltà a capire
che cosa cambi concretamente rispetto al testo precedente in quali atti si traduco si traduca concretamente ad esempio la valutazione delle politiche pubbliche
quanto poi la valutazione dell’ attività delle pubbliche amministrazioni non si vede come tale funzione possa essere svolta un’ assemblea legislativa
per di più sprovvista data anche la recisione del circo del del vincolo fiduciario degli strumenti per far valere le eventuali criticità e criticità che possono emergere da questa da questa valutazione
e i problemi così delineati non fanno argomentare ove esimente relazione pure con la peculiare composizione dell’ organo
lascia fatti perplessi la pretesa che siffatti compiti possono essere assolti da delegati dei Consigli regionali o da sindaci
a considerarle poi in modo estensivo le nuove funzioni richiederebbero un cospicuo rafforzamento in termini di personale di risorse delle strutture a disposizione del Senato senza un apparato tecnico adeguata e capillare sul territorio
tutte le aspirazioni che mole legislatore costituzionale non potranno che rimanere lettera morta
non diversamente da quanto in fondo è avvenuto con Collider all’ analisi di impatto della regolazione la virtù della valutazione d’ impatto regolazione sulla questi casi utilità
fondatamente si dubita ma un rafforzamento di tale proporzione a ben vedere farebbe di Novoli evitare quei costi della politica che la riforma pretende di abbattere e questo sarebbe un ulteriore profilo di incoerenza
e passo al secondo tema Sciarra previsione in base alla quale i senatori sono eletti in conformità alle scelte espressa dagli elettori per i candidati consiglieri
in occasione ovviamente l’ elezione dei Consigli regionali o delle province autonome indipendentemente dalla giustiziabilità evitare parametro e qui condivido le osservazioni del del collega Frosini su sulla
difficoltà di capire che cosa intende per conformità
la modifica appare comunque contraddittoria
anzitutto se l’ intento di grado la riforma è quello di riconfigurare il Senato come Camera rappresentativa degli enti territoriali si darebbe dovuto introdurre come accade nel Bundesrat tedesco e come consigliava larga parte della dottrina
anche qui l’ abbiamo sentito dal collega Frosini il vincolo di mandato per i delegati regionali
piuttosto che reintrodurre una sorta di elezione su base regionale
l’ obiettivo che si è perseguito è stato invece quello di rafforzare
la legittimazione dei senatori sempre al fine di incrementare il peso istituzionale ancora una volta la prospettiva compensativa ha finito per compromettere la razionalità del modello
in secondo luogo con la modifica sia introdotto l’ incoerenza interna atteso che la regola della designazione in conformità alle scelte degli elettori non vale per i sindaci
ora rispetto ad un organo che ha già una composizione fortemente disomogenea nella quale partecipano rappresentanti di enti territoriali regioni e comuni con funzioni molto diverse e per di più vi è una componente presidenziale non si sa bene a quale titolo
si introduce un ulteriore fattore disomogeneità perché i delegati regionali avranno una diretta legittimazione democratica rispetto alla loro partecipazione al Senato i Sindaci no
senza considerare che se si accetta la premessa che al Senato i Comuni debbano far sentire la propria voce debbano essere rappresentati non si vede perché i loro rappresentanti in Senato non sono non debbono essere scelti dai cittadini come accade per i consiglieri regionali ma nemmeno dei comuni stessi
bensì del consigliere regionale
da ultimo vengono delle fra telegrafico a al tema dell’ elezione dei giudici costituzionali delle regioni speciali
quanto al primo la modifica apportata al Senato che rappresenta poi un contro emendamento rispetto a quanto era stato deliberato dalla Camera Valletta come contrappeso alla
torsione
senz’ altro nei centralistica impresso tra riforma rapporti tra Stato e Regioni recriminazione delle competenze concorrente tutto il resto
la casolari salvaguardia com’ è chiaro però si tratta è un correttivo ben modesto infatti le Regioni riusciranno a incidere attraverso il Senato al massimo sulla nomina di due membri su quindici
della Corte costituzionale ed è impensabile che ciò possa influire su l’ indirizzo giurisprudenziale storicamente centralistico della Corte
quanto infine regioni speciali mi limito a rilevare invierò peraltro un testo ovviamente più più ampio e dettagliato che il testo costituzionale molto confuso
e il contributo del Senato purtroppo è stato quello di incrementare il livello di complessità quindi se
ci sarà modo e maniera di rimettere le mani probabilmente semplificare la situazione regioni speciali sarebbe opportuna grazie
grazie a lei professore adesso la parola al professor Pajno

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allora grazie Presidente grazie a tutti voi per questa opportunità patente offerto
io
ecco
diciamo che
il Senato come i colleghi mi hanno preceduto ma hanno ricordato ha modificato tutta una serie di
disposizioni che intervengono in vari aspetti della riforma una riforma che è caratterizzata fondamentalmente
da modifiche sulla composizione del Senato modifiche sulle funzioni e modifiche sul riparto la funzione legislativa tra sottrarre sono
tre aspetti che si tengono insieme ecco poi in dottrina c’è stato un dibattito anche a livello politico sto c’è stato un dibattito sulla sul merito di queste scelte però certamente non si può negare che
e queste scelte abbiano una loro prenda una direzione piuttosto chiara per le Regioni e per le Regioni ordinarie
e io
vorrei concentrarmi col permesso alla Commissione in questa sede sull’ esito che questa riforma sulla sulla strada e questa riforma fa invocare le Regioni speciali e soprattutto
anche a seguito della
ulteriori modifiche che sono avvenute in Senato sull’ articolo tre trentanove comma tredici
che le riguarda perché mi pare che da un lato il dibattito pubblico abbia
un po’ trascurato questo aspetto che invece dirimente dall’ altro mi pare che la strada che si sta aprendo per le Regioni speciali di Verga radicalmente
da quella che la riforma impone alla Regione Angelo Lisma ordinario mi sembra ebbe un punto sul quale soffermarsi
a questo riguardo devo dire innanzitutto che
il punto su cui io vorrei richiamare la vostra attenzione all’ inizio quello già evidenziato dal collega professor Marini
pocanzi la situazione delle speciali già oggi è il diritto costituzionale le Regioni speciali già oggi
caotico
rispondere oggi è la domanda quando sei si applica una norma le Regioni speciali è una risposta davvero difficile da dare bisogna sulle parecchio spesso la risposta è
non lo so vedremo cosa ci dirà la Corte Costituzionale Comuni c’è una forte incertezza applicativa del diritto costituzionale ad oggi vigente per la Regione speciale
la riforma in discussione quanto questo aspetto rischia di peggiorare sensibilmente questo stato di cose già deprecabile
a questo riguardo mi limito a segnalare alcuni aspetti sui quali a mio modo di vedere
c’è ancora tempo il margine per fare chiarezza
Primo aspetto regime transitorio quantum del regime transitorio c’è scritto fino alla revisione degli Statuti basta una sola modifica statutaria per far cessare il regime transitorio oppure
c’è necessità di una review di una di una revisione completa benissimo probabilmente una modifica modifica di una norma non va bene ma quanta parte lo Statuto deve essere modificata ecco un punto quello della
cessazione del regime transitorio su cui meriterebbe di interrogarci
intesa è prevista l’ intesa questo offre
problemi come dire sistematici su cui proverò a soffermarmi pocanzi manca la collega soli ha detto qualcosa
l’ intesa chi la deve dare deve dare deve essere tra esecutivi io sono coinvolti i LEA modo dovrà essere coinvolte le assemblee ci sarebbe da discutere da precisare anche su questo anche perché
vorrei richiamare alla l’ attenzione la circostanza che la modifica di studi specializzati
è già stata regolata specificamente la legge costituzionale due del due mila uno che ha previsto o il parere del Consiglio regionale da impossibilità di
procederà al referendum nazionale sulla legge di revisione statutaria pone a questo riguardo vorrei notare due cose la prima è che bisognerebbe in qualche modo coordinare la previsione dell’ intesa
presente in questa disposizione con la previsione al parere del Consiglio regionale presente nella
nella legge Costituzione due due mila uno che ha modificato le norme di singoli statuti
la seconda volta la seconda cosa che vorrei evidenziare che la
riforma costituzionale due mila uno che ha operato nel senso che ricordavo ha introdotto una nuova fonte del diritto allo stato l’ elemento costituzionale c’è stato un dibattito in dottrina che sia puro l’ attuale perché non ci sono stati significativi interventi di riforma
non si può dire cessato assopito ma non concluso
cioè questa legge costituzione o questa legge di revisione statutaria
è una legge costituzionale ha competenza specifica oppure è una fonte del diritto sovra legislativa ma sub costituzionale che comunque ammette sempre l’ intervento
ciò che ammetterebbe sempre l’ intervento di una legge costituzionale per così dire ordinarie col referendum
sulle regioni speciali
c’è un dibattito è stato un dibattito
non chiuso c’è dissenso tra in dottrina su questo punto è bene varrebbe la pena di chiarire se questa disposizione qua prevedendo l’ intesa intende diciamo così innestarsi sulla procedura della
legge costituzionale due del due mila uno senza referendum nazionale o sulla procedura del centotrentotto dalla Costituzione con referendum nazionale al momento non lo sappiamo è questo è sarà sicuramente fonte di incertezza a mio modo di vedere
altra questione
la disposizione in esame lascia in vita la clausola deve quanto automatico la clausola di maggior favore della legge costituzionale tre del due mila uno per le modifiche allora accadute
anche qui c’è già stato un dibattito in dottrina quindi già diciamo le le prime versioni di questa disposizione hanno suscitato parecchi punti interrogativi il mio personale punto di vista dovendo interpretare questa disposizione è che la risposta deve essere affermativa
cioè questa disposizione così come
passi
diciamo si limita a circoscrivere dal punto di vista territoriale l’ ambito di applicazione delle nuove norme costituzionali lasciando esenti dall’ applicazione delle nuove norme quella parte del territorio nazionale che corrispondere regione speciale
il che vuol dire però ragionando così
che le Regioni speciali continueranno a breve
doveva esercitare a poter esercitare le funzioni sulle materie nuove che la legge costituzionale del due mila uno le ha assegnate
professione Protezione Civile tutelare la salute produzione trasporto distribuzione nazionale energia commercio trasporto pubblico locale e formazione professionale possiamo aggiungere anche
aspetto importantissimo il sistema dei rifiuti ad esempio perché età ci sono norme con statali in materia di ambiente però in si innestano su Google competenze
delle riordinare in materia di servizi pubblici locali che si estendono tramite la causa l’ articolo dieci anche le Regioni speciali
ora stando così le cose attenzione
l’ indomani dell’ entrata in vigore di questo testo costituzionale sarebbero contemporaneamente vigenti due diversi titoli quinti
aprimi diciamo l’ espressione inelegante della Costituzione per due parti del territorio nazionale il nuovissimo Titolo quinto derivante da questa riforma costituzionale per le Regioni ordinarie
è il titolo quinto del due mila e uno per le parti più favorevoli rispetto i Istat tutti per le Regioni speciali
per di più nella Costituzione il testo costituzionale sarebbe composto nel Titolo quinto di
diciamo almeno quattro categorie di norme quanto al regime di applicazione alla Regione speciale
le norme dell’ originario Titolo quinto del quarantasette quelle residue che si continua apicale speciali fondamentalmente centotrentadue primo comma credo non credo ci sia granché di altro
quelle introdotte nel due mila uno che si applicano le Regioni speciali col regime giuridico della clausola di adeguamento automatico che tanti problemi ha dato la sua concreta applicazione fino ad oggi quelle introdotte
con la legge costituzionale uno del due mila dodici che invece senz’ altro si applicano anche speciale come ha chiarito
subito la Corte costituzionale come del resto risulta anche da alcune disposizioni della legge costituzionale del due mila dodici
infine ci sarebbe ci sarebbero le norme introdotte per effetto di questa legge costituzionale che non si applicano fino alla revisione degli Statuti quattro diversi tipi di norma costituzionale con quattro diversi regimi giuridici circa la loro applicazione alle speciale
e spesso queste norme sintesi si innestano sull’ uno sull’ altro nello stesso articolo
quindi attenzione
mi permetto ecco di richiamare l’ attenzione di tutti noi al testo che consegniamo alle alla vigenza diciamo così
Andrei ora diciamolo alcune difficoltà connesse
alcune questioni connesse diciamo al rapporto tra specialità e pre-CIPE unitario
e la modifica che ha un la prima modifica che ha approvato il Senato su questo testo è quella di aver trasformato l’ adeguamento degli statuti speciali alla revisione che c’è dietro questo
questa quest’ idea l’ idea come si ricava anche lavori parlamentari cioè l’ idea di essere più liberi nel momento in cui si rivela in stato di speciali di non essere dunque vincolati ad un modello preconfezionato ad uno standard di relazione tra Stato enti territoriali
ebbene attenzione questa sarebbe un’ questo sarebbe un assoluto inedito nella storia repubblicana perché l’ idea o meglio
sicuramente sarebbe un’ idea indisporre Mita rispetto
al modello dei costituenti l’ idea di fondo qual era che c’è un modello unitario con principi comuni a tutti di rapporti tra Stato ed enti territoriali
e le Regioni speciali si muovono con forme e condizioni particolari di autonomia all’ interno di questo modello
ed è per questo che fino al due mila uno il Titolo quinto della Costituzione originario rappresentava diciamo così
la norma
generale da applicare anche le Regioni speciali ove non derogata dagli statuti nel cappello che comprendeva tutti salvo deroga
questo meccanismo si rompe nel due mila e uno perché cambiano i principi del sistema i principi di sistema nel due mila euro
tant’ è che allora lì si mette la parola adeguamento
nella nell’ articolo dieci la ricostituzione del due mila uno perché si dice bene
gli statuti ad oggi sono distonici
però devono andare in quella direzione a mio modo di vedere la distonia che ancora oggi prese beh permane tra i principi di sistema del vigente Titolo quinto
e i principi sistema cui rispondo ristorni speciali è una delle principali ragioni
del caso la confusione normativa che ci faccio un solo esempio ministro mi speciali c’è ancora il modello di interesse nazionale era preminenza politica dell’ indirizzo politico statale su quello delle Regioni regime ordinario per gli ordinari ad oggi
è vigente il principio di sussidiarietà che impedisce che esclude la preminenza politica dell’ indirizzo politico lo status con la Regione
quindi sono fortemente distonici questa è una ragione di distonia di
quindi la domanda che ci dobbiamo fare a mio modo di vedere la seguente vogliamo per regioni speciali regioni ordinarie siano parte di uno stesso sistema di relazioni tra enti territoriali pur con delle importanti differenziazione oppure no se la risposta è sì allora a mio modo di vedere come dire
la logica al di là la parola la logica dell’ adeguamento la dobbiamo perseguire dico che la parola perché se ho ancora un attimo un minuto proporrei una piccola
la questione
direi che più significativa che a mio modo di vedere rischia
di suscitare questa stormo testo costituzionale per questo aspetto qui è quella legata i poteri sostitutivi
poteri sostitutivi la faccio breve che
non si sa sei in che termini potranno essere citati anche nei confronti delle speciali è direi che
su questo punto il rinvio all’ intesa per la
redazione degli studi futurista tubi potrebbe come dire
determinare la conseguenza che Istat lei poteri sostitutivi si continua a esercitare soltanto le previste da norme attuazione quindi con
diciamo forti forte zone vuoto colgo zone grigie ecco anche di grande importanza
allora a mio modo di vedere una strada che si potrebbe seguire è quello magari anche di accogliere di di non di non toccare il riferimento alla revisione anziché adeguamento da parte
che è avvenuto per il Senato però evidenziare nel trentanove comma tredici che la revisionista tutti d’ intesa dovrà comunque rispettare alcuni aspetti essenziali del diritto comune delle autonomie territoriali
ad esempio non potrà negare la competenza statale sono idee come dire giusto per data suggerire la competenza statale in materia di livelli essenziali delle prestazioni e coordinamento della finanza pubblica concorrenza
è
non potrà negare i poteri sostitutivi statali nei confronti delle speciali in relazione a questi aspetti così importanti
grazie
grazie professore

 

la parola al professor Villone
grazie Presidente
io credo che sappiamo bene tutti questa riforma
che questa proposta va all’ approvazione del
senza alcuna modifica
così come buona o cattiva che sia perché qualunque o se si cambia una virgola si
non è più realizzabile il la la la mano come lo scenario che SIEE
già delineato tra chiusura della procedimento di formazione in questa legge costituzionale verso marzo aprile voto referendario intorno all’ autunno del
per l’ anno prossimo
anche se si cambia una sola parola non però credo che noi vogliamo farci guardare a Natale del referendum su questo mi sentirei di assurdo dall’ onorevole Lovelli sconsiglia glielo
quindi questa cosa va così
quindi noi oggi parliamo o quella storia
ho più volte esattamente già nel nello scenario del prossimo certo referendum ma quello che stiamo mettendo a verbale gli argomenti per
il voto referendario né più né meno
allora che possiamo dire
beh come è stato già segnalato in realtà
le modifica introdotta dal Senato non sono particolarmente significative salvo che per limitanti limitati ponte
possiamo vedere il di coglierle
in modo sintetico articolo per articolo
sull’ articolo cinquantacinque c’è qualche piccola modifica all’ articolo cinquantacinque commerciale proprie di per sé una norma manifesto diciamo non
non ha
grande significato
perché voi
le funzioni
hanno un senso in relazione a com’ è composto di campo l’ organo di cui si discute a pensare che ci sia un’ Assemblea dei Consigli regionali e dei sindaci che sia davvero in grado di valutare le politiche pubbliche
fare
da raccordo ambizioso come qui viene definito
praticamente fra tutti i livelli istituzionali l’ avvento e qualcuno lo dice lo pensa faccia pure ma un esercizio di libertà insomma non non è una
relazionale analisi di quello che probabilmente si prospetta
il fatto di cambiare un
un concorre a valutare in un valuta
va bene clamorosi vuole suggerire che sia una funzione esecutiva palesemente impossibile quindi perché se ha cambiato chi lo sa è una di quelle cose che succeda nel procedimento di formazione delle leggi
quindi non molto significativo per nulla significativa la modifica di questo cinquantacinque
su cinquantasette e qui c’è
la cassata quaestio perché qui dice concentrata l’ attenzione per la questione della elezione diretta come sappiamo
comunico il risultato e francamente come dire
difficili da da tributi propri finora spiegare
lo diceva bene io credo che il collega Frosini va conformità già la parola conformità è di per sé
di difficile lettura perché io che cos’ è l’ aria che significa uguale a
non difforme da compatibile con non incompatibile corna
e evidente che già all’ uso della parola crea una difficoltà sistematica di ricostruzione che poi si terrà nella legge da fare quindi non è che siamo nel contempo di cose astratte purtroppo no
poi
e che vuol dire questo la conformità alle scelte espressa dagli elettori per i candidati consiglieri
che si dovrebbero tradurre nella
poi non dovrebbero poi riflettere sulla scelta dei senatori
ma i cantieri candidati consiglieri che significa che non andiamo ad eleggere in ogni regione riguardo sessanta consiglieri no
allora già trarre da questo delle scelte è complicato
però ad un lettore nella
selezione
di un numero di senatori che a un decimo di quelli che andiamo a leggere non so che cosa voglia dire spiegatemi come si fa
io leggo cinquanta sessanta Consiglieri nel spreco delle scelte come se fosse l’ alta moda raggio e le ha detto nel bicchiere dei senatori che sono quattro cinque non so quanto valga ma che cosa significa
e già questo è l’ impossibilità
aggiungiamo che non è che si può dire beh ma lascio la prescrizione
costituzionale del Verlicchi nel piccolo proporzionale precostituzione qualcuno citava prima
potrebbe sembrare una soluzione semplice io prendo la proporzione che cerca di cinquanta sessanta la traduco
quella da quell’ altra parte lì
e problema è che tutte le Regioni sono ormai versato in un sistema maggioritario per cui c’è una forte discrasia fra quello che è il cuore dei Consiglieri e i voti espressi dagli elettori
e quindi nemmeno da questo punto di vista quanto io e allora cosa vuol dire questa cosa che si è detto cosa sarà che cosa dirà questa legge di cui al sesto comma che viene
salvifica mentre richiamata
nell’ articolo cinquanta detto non lo so io sono solo curiosissimo di di vederla perché certamente scienza era
si insedierà
qualche cosa
sono l’ articolo centosedici
che un punto delicato ed altro credo di ricordare che l’ intento è originario del Governo
beh vittoria mentre quello di cancellarlo l’ articolo centosedici del mare possono abbandonato previa questo Scalfarotto sono ricordare
adesso che cosa è successo che invece si è ampliato l’ articolo centosedici
le buone intenzioni purtroppo non sempre giunga raggiungono come dire il traguardo
e però qualche problema ce lo pone ora in più con l’ articolo centosedici perché perché
elette questo richiamo
alla lettera m
un attimo che lo riprendo
per cui
si aggiunge
limite adesso la formula se non sbaglio è limitatamente alle disposizioni generali e Comuni per le politiche sociali dei no questa è la forma o che siano
allora notato è che questa non è una ulteriore forme e condizioni particolari di autonomia per le politiche sociali no
per le disposizioni generali e comuni
e guardate che non è la stessa cosa
perché ho l’ autonomia sul profilo normativo
naturalmente l’ autonomia normativa
allora la domanda giusto per sapere per capire supponiamo che lo Stato pensa di fare una legge sulla social card per dire una cosa che abbiamo già visto no
è una certa regione dice lo per me la social card un nuovo a breve
io devo leggere questa lettera m nel senso che sia possibile
cioè come dire una Repubblica età che dice no io questa roba non la vogliono
perché
poi
vedremo perché
ma se vediamo che questo articolo centosedici trascina concede risorse perché quello che non si riesce mai e che l’ aumento delle funzioni
significa a un vento del sei maggio sulle risorse pubbliche
cioè c’è una Regione che ha dei più e c’è un’ altra che ha di meno e allora questa roba ha un senso ben precisa
chi ha un senso determinazione territoriale
è una roba pericolosa
io la considero una cosa pericolosa
in un momento di crisi
in un momento di crescente divaricazione
nel Paese
questa cosa possono portare quindi io penso che qui c’è un peggioramento secco rispetto alla vita diciamo all’ impresa di questa proposta
ed anche per quanto riguarda il commercio con l’ estero
perché io credo che qui siamo tutti grandi viaggiatori
io ho girato un po’ per il mondo non ho mai visto da nessuna parte può fare un esempio o l’ ufficio commerciale della California settima potenza
mondiale settima
va bene
ho trovato gli uffici dell’ Abruzzo
ora mi pareva di aver capito che si fosse in questo Paese giunge alla conclusione che forse quella dissennata politica delle presenze regionali estere
mi pare che la Regione Lombardia un certo punto la vedo più dice giorno centodiciannove sedi
immobili all’ estero di rappresentanza poi non mi sono preoccupato il tema non so se l’ è ancora tutto il giorno diciannove o no però un certo punto ne aveva centodiciannove
pensavo che si fosse giunti alla conclusione che sa che era opportuno smetterla
è fare un passo indietro perché si è detto ma quello che vende è il brand Italia ma brand Abruzzo fa opposto uno due tre regioni d’ Italia ma non più di fatto ma nemmeno loro in realtà
e invece qua vedo
che come dicevo all’ estero entrata nella speciale autonomia guardate questa è una richiesta forte della Regione
che si è fatto male ad accettare perché questo è un errore
al retrograda quale ceto politico regionale tiene molto perché è un fatto di immagine molto importante
perciò sta qua
non è per caso che il tratto
questa lettera q in questo articolo
arriviamo adesso un breve commento
sulla
sui giudici della Corte costituzionale
tutte le argomentazioni che sono state fatte qui sul numero relativo di Camera e Senato
tutto giusto
ma io mi chiedo anche qui
perché è un’ Assemblea di
consiglieri dissennato difenderci dovrebbe avere la legittimazione ad eleggere il giudice di costituzionalità
ma voglio ricordare
voglio ricordare con un classico del pensiero federalista
che probabilmente
qualcuno
farebbe bene a leggere
credo titola per esempio a Zoff ma le garanzie del federalismo l’ autore guarda rumore C H esserle vera
spalle che per il verbale non per i colleghi che abbiamo seguito a un ruolo
è uno dei punti
dei questo che è stato veramente un
dopo un passaggio nodale nel pensiero nella lista del secolo scorso negli anni passati tranquillizzarla confesso
che al più di cinquant’ anni
era dove si collocasse nel sistema delle istituzioni e la tutela appunto del fra realismo
è uno dei discorsi era sei la Corte suprema dovesse essere una se il Cal sul federalismo la risposta erano
perché no
perché i siti si diceva e questo era l’ assunto poi serenamente accettato nel pensiero federalista
che il giudice di costituzionalità dovesse essere un’ istituzione nazionale e che l’ esempio Ars dovessero essere nel livello politico e istituzionale cioè nel congresso
ed è in fondo quello che sta cercando di fare con questa riforma per quanto riguarda il Senato
ma noi che siamo sempre più blu che studiamo cuoco leggiamo anche meno ma saranno sempre più
abbiamo fatto il Senato e abbiamo fatto anche dei giudici costituzionali
come dire
regionalizzate chiamiamoli così
e quindi io non ne riesco non riesco proprio a essere d’ accordo con questa
forma in generale voi lo sapete che ne penso
il mio pensiero su questo dopolavoro provveduto a Cornello altri Flavio che Zidane tante sanato qualcuno lo conosce il giallo penso agli altri e non e non mi ripeterò
ci rivedremo tutto il referendum perché come dicevo io escludo che qui facevamo modifiche quindi per lui vorrà non metterci che vedeva il popolo italiano che capestro
grazie professor Villone
adesso c’ era l’ onorevole quaranta
sempre se abbiamo lo stesso schema di ieri domande veloce per risposte da perché ieri sera risultato è che non si associano gli auditi e sentiamo solo le donnacce l’ accesso
allora siccome il tempo appunto è breve però io
stando diciamo così nello spirito anche dell’ ultimo intervento del professor Villone io di chiedere una valutazione finale sul complesso perché sappiamo tutti che non siamo chiamati a giudicare le modifiche che sono state fatte al Senato
anche questo sarà il testo definitivo
allora io
nel chiedervi appunto la coerenza generale di questa riforma richiamo solo tre fatti proprio per brevità
il primo stiamo istituendo il Senato delle Regioni o delle autonomie
senza nessuna riflessione su come hanno funzionato le Regioni
e in più togliendo poteri alle Regioni perché sappiamo il tema della legislazione concorrente che peraltro non c’ entra nulla nemmeno con tutto il contenzioso costituzionale che sappiamo è molto più relativo alle materie di competenza esclusiva dello Stato
secondo punto la composizione di questo Senato ora noi in nome della semplificazione stiamo costituendo un Senato che vede cinque figure diverse i senatori a vita senatori di diritto i senatori nominati per sette anni a titolo gratuito e volontario
i consiglieri regionali badate bene non i Presidenti delle Regioni i consiglieri regionali eletti non si sa bene come e i sindaci che non sono nemmeno eletti dall’ assemblea di Sindaci ma dai consiglieri regionali
allora io la composizione di questo Senato che i frutti possa portare credo che sia abbastanza ignoto a tutti ma penso che sia un elemento di riflessione
tra l’ altro diciamo punto con questa disparità incredibile di numeri tra le Regioni che non c’è nessun sistema di tipo regionale o federale con senatori posti
probabilmente letti anche diciotto anni perché se valgono le regole per i sindaci o per i Consiglieri Regionali uno può diventare con questa legge senatore diciotto anni quindi questo un altro tema terzo tema su cui concludo
e soprattutto perché la cosa sicuramente fondamentale
noi diamo un Senato che da un lato
di fatto non hanno i poteri di veto né squisite matti ricchi dovrebbero essere propri cioè quelli relativi al federalismo regionalismo alle autonomie
e dall’ altro senza essere eletto direttamente però può modificare la Carta costituzionale proprio anche questo credo che sia un elemento non francamente sinceramente sconcertante allora concludo dicendo questo
io non so se questa riforma l’ aspettavamo da trent’ anni come dice la professoressa da settanta come dice il ministro boschivo dei tempi di Cavour perché ormai diciamo l’ escalation mi sembra infinita
però io mi chiedo non sarebbe stato più semplice un una una una riforma monocamerale magari accompagnata da un po’ in una una Conferenza Stato-Regioni
con
ovviamente il sistema monocamerale con un sistema elettorale congruo piuttosto che mettere in campo questa specie di ibrido che non si capisce bene cosa sia
onorevole Toni nel
chiedo al dottor fatto domande puntuali Presidente non sto grazie agli esperti che abbiamo audito oggi
faccio una domanda puntuale questa sua domanda al professor Villone
le domando professore viene chiamata l’ elezione dei nuovi senatore comune lezioni indiretta
ma se fosse indiretta a questo punto potremmo definire anche indiretta le elezioni a presentare pubblica quindi la parole indiretta forse addirittura le parole elezione indiretta stanno con meno in piedi
a tutti chiedo molto velocemente il fatto che se nuovo Senato intervenga con una bicameralismo paritario qui alla stregua la Camera sulle riforme costituzionali
e sulla legge elettorale se non significa che cinquantun persone che magari non hanno neanche una competenza sicuramente non hanno il tempo non hanno una competenza così spiccata abbiano un potere
troppo ampio sulle materie sulle regole fondamentali del nostro vivere del civile
altre domande molto specifiche si dice che entro dieci giorni dall’ entrata in vigore della legge elettorale la riforma costituzionale
un quarto di del deputato e un terzo il senatore possa impugnare la legge elettorale ma giudizi dice entro dieci giorni dall’ entrata in vigore ciò significa che a nostro parere
da lì in poi se il Parlamento approvasse un’ altra legge elettorale non è più impugnabile di fronte alla Corte quindi rimarranno questa nuova legge elettorale rimarrebbe questo vuoto
è un’ ultima domanda
all’ interno del testo ci sono due contraddizioni sulla una forte contraddizione proprio di contenuto e letterale al comma sei dell’ articolo trentanove si dice che la legge elettorale che le del Senato
deve essere approvata entro sei mesi dalla convocazione dall’ installazione delle delle nuove Camere
al comma undici dello stesso articolo norme di coordinamento si dice che invece di sei mesi sono entro l’ entrata in vigore della riforma costituzionale ma è normale
diciamo che un testo costituzionale seppure in norma transitoria ci sia una errore formale una contraddizione formale come questa grazie
onorevole Lauricella
sì grazie Presidente
io soltanto per
parto dalla premessa che sono un convinto di quello che avete sto per proporre come riflessione
è però mi rivolgo a voi per aver
un supporto oppure essere
smentito da questo
riprendo in parte è un passaggio già
ha lanciato dall’ onorevole quaranta
e in fase di approvazione
la al testo alla Camera
in Commissione era passato un emendamento che riguardare i senatori a vita seguendo una logica
sulla base di quello che
il carattere territoriale diciamo della dal Senato
quindi sapendo una rappresentanza del istituzioni territoriali si era pensato di togliere i senatori a vita che P pare non abbiano nulla a che vedere
colti con la tipologia di
di organo che ne stiamo andando a definire
la l’ emendamento era
è stato approvato in Commissione e poi
riproposto la modifica e quindi era inserito nella nel nel testo in Aula invece
quindi è rimasto è rimasta questa
c’è un’ anomalia che riguarda il senatore a vita faccio presente una cosa io salvo aerei
il gli ex Presidente della Repubblica per una questione di
diciamo
istituzionale quindi anche di
rispetto della carica istituzionale ma trasferendolo semmai alla Camera non al Senato e questo un punto
l’ altro punto
che ho cercato di sollevare perché io sembra la Camera non poteva incidere al Senato in questo passaggio al Senato di proporre l’ altro ovviamente si tratta di si trattava di una proposta
dirompente in qualche modo
e mi spiego nella nella
nella norma transitoria è previsto che in attesa della
messa a regime diciamo del sistema
in questa fase appena entrerà in vigore la Costituzione
e lì il Senato verrà formale o comunque dei componenti di senatori che dovranno essere espresse i Consigli regionali dovranno espressi dagli stessi Consigli regionali che oggi sono incarica
faccio presente che
così come è stato articolato
che non mi appassiono diciamo come è stata articolata Norma transitoria e come è stato articolato il sistema a regime giocoforza andremo noi fra cinque sei anni
perché se consideriamo che le Regioni sono state alcune regioni sono state
ora formate diciamo alcuni consigli forma di quest’ anno quindi per una questione anche di tempo per minimo sarà fra cinque anni perenti alla Liguria andrà fra cinque anni
allora io avevo proposto l’ idea considerata l’ eccezionalità del passaggio
cioè significa ne stiamo trasformando il sistema bicamerale
lasciamo stare poi se era opportuno meno farlo monocamerale uno comunque quello che è stiamo trasformando il sistema bicamerale siamo articolando in maniera diversa anche le competenza abbiamo modificato tante parti
si tratta non si tratta di un passaggio diciamo diciamo non usiamo paroloni ma comunque importante ed eccezionale nel nostro nella vita repubblicana sicuramente sì allora
non sarebbe stato più coerente proprio per mettere il sistema a regime prevedere in sé nella fase proprio come norma transitoria per esempio una norma che dicesse
che sciolte le Camere si sciolga i Consigli regionali
e si vada a regime con la legge che si andrà a formare vedremo poi come perché lì si aprirà un’ altra querelle
completano con la però
se l’ unica
questo è una mia impressione è l’ unico modo per mettere a regime il sistema sarebbe stato quello di prevedere il tre in fase transitoria proprio l’ azzeramento del sistema
sia della dal livello nazionale sia a livello regionale in modo da far partire tutele
lasciando da parte ovviamente tutte le i ragionamenti di tipo politico deve nelle opportunità o gli interessi del dico dal punto di vista oggettivo è questa o no l’ unica un modo per mettere a regime del sistema
lascio a voi ovviamente le ogni considerazione grazie onorevole Mecacci
rinuncio no io vorrei fare soltanto
due
considerazioni
una in relazione alle ai commenti che sono stati fatti sul a sul federalismo dica sul regionalismo differenziato e sulle problematiche che sono state sollevate
mi ricollego alla al quesito posto dal professor professor paga sul fatto sulla natura a nella gerarchia delle fonti perché
è chiaro che un elemento importante stabilire
cosa si possa fare in proposito
nelle leggi costituzionali relative agli Statuti
perché siccome noi dovremmo rivedere già alcune sono già in corso di revisione anticipata rispetto alla riforma gli statuti
è evidente che in una situazione nella quale almeno auspicabilmente il il Parlamento dovrebbe lavorare in maniera coerente alcuni dei temi che sono stati posti dovrebbero poter essere risolti
intervenendo attraverso gli statuti
e è chiaro che diciamo non è magari la soluzione più più corretta più precisa da un certo punto di vista ma potrebbe essere un modo per gestire quelle incertezze che sono state
discusse quindi mi interessava capire da un punto di vista passando per il tema della della natura della fonte
a capire se a giudizio di chi oggi abbiamo audito è possibile gestire normativamente quelle problematiche quando si andranno a a intervenire sugli Statuti
l’ altra cosa in relazione al Senato
diciamo prima si è fatto presente sull’ elezione dei giudici della Corte si è detto c’è stato un dibattito fra il senatore autonomista il senatore
la diciamo generalista se vogliamo dire così nel senso su quello cioè il giudice generalista il giudice autonomista nel senso che si diceva
il giudice della Corte è bene che rappresenti le che abbia una sua diretta investitura dal Senato le autonomie
perché potrebbe portare meglio le istanze in un certo senso comunque comprenderle meglio
ecco
è stato ipotizzato innestato detta invece che il ruolo debba essere generale siccome non tutti sono intervenuti su questo tema mi interessava la colluttazione e sapere se ci sono esperienze di questo tipo
da altre parti
avendo diciamo sappiamo benissimo come è nata la norma in questo nei vari passaggi e e quindi mi interessava capire se che esistono esperienze su questo tema grazie
onorevole Sanna
aggiungo alla sua prima domanda una
una mia in riferimento a quello che ci ha detto il professor Pajno
le riferisco una piccolissima volontà del legislatore cioè quando di revisione costituzionale cioè quando io ho votato quella norma
circa la fase transitoria di applicazione dei principi della riforma alle regioni speciali
ho immaginato di sostenere la tesi per cui con la parola revisione degli Statuti speciali in riferimento quindi
al nuovo sistema di
revisione complessiva che noi sottoponiamo all’ intesa tra lo Stato e le Regioni speciali ci si riferisse a quel procedimento cioè la revisione degli Statuti non è una qualunque revisione degli Statuti
ai sensi delle norme contenute negli statuti speciali e quindi
quelle
che sono oggetto anche di una analisi di iter legislativo parlamentare ne ricordo almeno due di cui io sono relatore tra l’ altro in questa Commissione
mi chiedevo se questa volontà del legislatore possa essere in qualche modo recepite non interpretazione scientifica cioè
quindi ripeto quando ci riferiamo al periodo transitorio e parliamo di revisione
parliamo di un periodo che si determina nel tempo in cui Stato e regioni speciali addivengono al meccanismo di revisione mediante intesa previsto dalle disposizioni dalla riforma
un suo parere su questo
grazie a questo punto riprendere i
se non ci sono altre domande che non vedo nessuno
onorevole Toni Negri
sì non solo sul diciamo sudore dei lavori Presidente se è possibile la risposta è fare il giro al contrario anche per rispetto detiene io dichiaro spettato il proprio turno della lei può lei Presidente
non credo che ci siano problemi anche perché
voglio dire abbiamo
il tempo allora parto dal professor Villone
grazie Presidente allora
sul domande come le ho accolte
la prima sull’ elezione diretta o indiretta ma onorevole togliervi realtà
non non è che noi
dobbiamo astrattamente preferire l’ elezione diretta su quella indiretta dipende da che cosa vogliamo fare il perché che qual è l’ obiettivo che ci poniamo per un’ Assemblea rappresentativa personalmente
sono convinto che anche l’ esperienza comparata ci dica
che il risultato migliore quella relazione diretta perché quando solo la scelta dell’ elettore garantisce la rappresentatività alla fine
ovviamente altro discorso è quando si tratta di organi che non ad una funzione
di questo tipo ma che sono organi di garanzia come un capo allo Stato che può diventare un’ altra cosa se c’è un’ elezione diretta quindi dipenderà l’ allievo esposto la sua domanda
dipende da quello che si vuole fare e poi tutte le scelte possono essere fatte bene o male il problema che qui abbiamo una scelta che è fatta male perché come hanno detto anche altri colleghi perché so se lo dico io si poteva fare ma tu sei a prescindere diciamo Toso è contrario non vale no menomale che qualcun altro puro dice
e sbilenco questo modello di di di dire di selezione del senatore che essa ha ammesso che si è messo dentro ed è sbagliato proprio in radice perché vedete
quando uno dice questi rappresento l’ istituzione regionale
quando la scelta è affidata ai consiglieri regionali
ma voi avete ben chiaro come si elegge un Consiglio regionale un Consiglio regionale si elegge con liste preferenza unica
sapete che significa che è una battaglia mostruosamente sanguinosa
questo vuol dire che nessun partito governa più
la conseguenza qual è che ogni consigliere regionale ed ferocemente attaccato al suo territorio alla sua constituency e non la presenterà mai la Regione istituzioni l’ unica persona che li rappresenta veramente l’ istituzione del giorno
è il Presidente
è il Presidente perché lui ha davvero su di sé come dire la legittimazione e anche il peso corporeo
i consiglieri no pensare che consideri in tutto questo si trasformano che la i rappresentati dell’ istituzione è una cosa che suscita persino alla verità
e vanno a scegliere quelli che loro si rappresentano destituzione e che sono i sindaci è ovviamente la scenderanno vai a vedere il Sindaco della grande città riceveranno i sindaci dei piccoli Comuni e nella propria costituirsi
questo sarà l’ esito di questo meccanismo che si è messo in piedi
e voi su questo Senato volete caricare la revisione della Costituzione come giustamente diceva l’ onorevole quaranta ma scherziamo
qua si fanno le barricate qua sopra perché veramente questo sistema non ha nessun non nessuna razionalità intrinseca noi possiamo fare quello che ci pare però le scelte devono avere razionalità problema di questa proposta che non c’è
per questo è inaccettabile non non per le singole cose per le singole tecnicalità
e e pericolosa revisione la Costituzione io sono d’ accordo con l’ onorevole quaranta è molto pericoloso perché questo è un Senato che non si può assolutamente prevedete
quale quei equilibrio esprima quale prassi imponga faccia crescere come come trovi la sua stabilità di istituzione
sulla legge tonale
la domanda ma il fatto che ci sia questo questo giudizio preventivo può e non non è che in qualche modo un pregiudizio come dire al mondo ostacolo
per il dopo no quello io penso di no io sono d’ accordo con quello del collega Rossi questa è una sorta di rottura che noi mettiamo in questo nel nostro sistema che questa cosa non la prevede
che certamente può creare un problema nel senso che quando la Corte poi andrà a valutare questa legge elettorale
lo farà
come si dice tecnicamente ex ante in astratto cioè non verrà alla legge come per nel suo funzionamento concreto
che invece allo scopo di avere un meccanismo in via incidentale come adesso quindi noi avremo meccanismo in via incidentale con quest’ unica eccezione
che però sarà lui a fare da precedente perché quando la Corte aveva deciso di un certo modo sulla legge non è che non potrà tornarci
potrà eventualmente a tornarci ma avrà la sua giurisprudenza formata in un contesto che non è quello del funzionamento del sistema elettorale e questo è un problema
e quindi l’ onorevole Tortorelli coglie un punto non è che c’è un problema formale ma c’è un problema sostanziale di di funzionamento di sistema diciamo così
quindi non una preclusione ma comunque in un’ influenza del più come lo vogliamo definire indebita quella sì
quella ci sarà di sicuro
senatore a vita che di Equiter s’ era detto di fare i deputati a vita come non so perché si erano sono tornati senatori a vita posso qua c’è qualche senatore
vita che pensa che più bello chiamasse senatore piuttosto che votare per non hanno le idee non
non c’è una nessuna ragione specifica che si debba scegliere
scene in questo modo per la verità non c’è nessuna spesa giuste significa che è la verità assoluta perché pone la lega non è il ritorno in tutto il Paese usando saranno anche dalle imprese che non
non non non le conoscono ha fatto dei senatori
a vita
che sia un passaggio
cruciale dell’ esperienza repubblicana come diceva l’ onorevole Lauricella non c’è dubbio alcuno è chiaro che è un passaggio cruciale
e ha ragione probabilmente nel modo in cui votata
portata avanti complimento questa riforma di per sé un un elemento
un elemento negativo pensare però che si possa andare allo scioglimento in simultanea dei Consigli regionali onorevole loro ricerca nell’ Aula che non esiste nemmeno nell’ approccio al vasto delle fantasie per
per la Regione
molto più semplice sciogliere le Camere che al competente il Consiglio regionale che in questo Paese è stata travolta dalla testa
proprio per la ragione che dicevo prima che i consiglieri regionali giustamente avendo speso fiumi di soldi avendo perso litri di sangue in una campagna elettorale durissima
che cosa altro deputato e senatore non hanno mai fatto perché sono arrivati per mobilità perché voi non sapete che cos’ è
perché quello che fa aumenta la battaglia con cui gli alle predette considero del giornale del consigliere comunale o tranne che per la verità
quindi pensare che quello che quei signori lì rinuncino a come dire al proprio mandato in simultanea su tutto il Paese per il
come direbbero gli inglesi
per i decreti del governo e per il bene comune pagare se avessimo questo Paese probabilmente tanti problemi tante avremmo
grazie Presidente grazie professore il professor Pajno
grazie
ai temi sollevati sono tantissimi proverò a
diciamo ritagliarmi un iter all’ interno di questi temi
giudice finale sul complesso composizione del Senato non nessun potere di veto sulle politiche allora la relazione introduttiva al disegno di legge costituzione del Governo ci dice che vuol fare un’ operazione che io personalmente mi sentirei di condividere in pieno
facciamo un trade-off tra competenze e partecipazione poi a un po’ di competenza la Regione le facciamo partecipare al procedimento legislativo così si saldano indirizzi politici statali e regionali e si evita anche il contenzioso
che cosa succede che questa riforma a mio modo di vedere realizza benissimo l’ obiettivo di diminuire le competenze e tuttavia
l’ altra parte diciamo così del del piano non la realizza con la stessa coerenza
determinazione
perché
le Regioni non si può francamente dire che partecipino alla funzione legislativa in questo sistema che
viene delineato faccio proprio
la prova del nove diciamo così perché mai un Presidente di Regione dovrebbe di non impugnare una legge regionale per il solo fatto che è stata approvata anche al Senato
purtroppo magari ecco
per accidente
l’ indirizzo politico espresso dal Senato corrisponde all’ indirizzo politico dalla maggior parte delle Regioni però tuttavia questa eventualità solo
una possibilità è la ragione è quella che i miei colleghi hanno evidenziato poc’ anzi la mancanza del voto di delegazione la permanenza del libero mandato questo è un tassello
che sarebbe stato a mio modo di vedere di vedere indispensabile
per realizzare quelle diciamo quel disegno che io personalmente considero molto interessante auspicabile del relazione introduttiva al PdL costituzionale
anche sul versante le funzioni bisogna dire che
io ecco probabilmente il collega professor Marini dice che forse sono provvedo sono troppe con le competenze affidate alla legge bicamerale
probabilmente è vero però forse non sono quelle giuste perché sulle materie di
grande interesse per le politiche regionali e le politiche del territorio il coordinamento la finanza pubblica né pesco due il Senato sostanzialmente non non vede paura ecco cioè può
chiedere di intervenire ma naturalmente con voto a maggioranza assoluta la Camera ed il sole politico alla Camera prevale
qui in
da questo punto di vista a mio modo di vedere la relazione fa delle promesse molto interessanti che però non sono appieno mantenuto dal testo questo è il mio l’ altra però dal nome del nove che sulla dobbiamo fare da questo punto di vista è
ci serve ancora la Conferenza Stato-Regioni dopo questa riforma costituzionale
secondo me sta disposte sì l’ obiettivo la riforma non è pienamente raggiunto questo del il mio punto quindi punto di vista
vado alle questioni specifiche sul articolo trentanove comma tredici per Infracom come dire rubare troppo spazio e di
ai colleghi
cosa si può fare con le leggi di revisione degli Statuti a mio modo di vedere se questo testo entrasse in vigore
diciamo l’ unico limite
alle leggi di revisione statutaria sarebbe quello dei princìpi supremi dell’ ordinamento costituzionale del principio unitario per chi ci crede naturalmente i limiti assoluti la revisione costituzionale tema la Corte costituzionale ci ha detto che ci sono però
insomma è un tema come dire
un un territorio inesplorato diciamo così quello del giudizio di legittimità costituzionale di legge costituzionale
per questo dico che sarebbe più opportuno sia muovendoci nell’ ottica
della legge costituzionale ha competenza riservata sia muovendoci nell’ ottica della fonte sub costituzionale riagganciandoci ad Angelo strisciature del due mila e uno sarebbe comunque
opportuno circoscrivere nella norma transitoria
diciamo così le linee
che in occasione della revisione statutaria non possono essere varcata in assenza di una esplicitazione di queste linee temo che sia difficile desumerne da
dal principio unitario articolo cinque la Costituzione
sulla questione della revisione della durata del periodo transitorio e chiudo qui questo piccolo
allora
io capisco che l’ intento diciamo così della norma transitoria si quello di dire benissimo il perito transitorio finisce quando si provvede alla complessiva complessivo riassetto dalla posizione costituzionale della singola Regione speciale sull’ intesa
e il fatto che con questa disposizione ove entrasse in vigore da domani sarebbero possibili revisioni degli Statuti circoscritte da alcune parti adottate d’ intesa
non sarebbero auspicabili magari non succedere non succederà
però ove succedesse ove si verificasse una revisione parziale circoscritta uno due tre articoli cinque articoli dieci articoli uno status speciale preceduta un’ intesa non ci troveremmo a chiederci è finito no il periodo transitorio
è un rischio che mi permetto di segnalare grazie
grazie professor Marini
grazie
allora anche qui
cercano di andare rapidamente sulla valutazione del testo nel suo complesso diciamo avuto altre occasioni in cui
mi sono espresso e mi sono espresso punto anche criticamente sul testo
in particolare condivido alcune delle considerazioni
che sono state fatte penso che la parte
alla fine più deboli sia con la parte della ripartizione di competenza dello Stato e Regioni l’ eliminazione o la competenza concorrente non era quello il problema della certamente del del contenzioso la causa di supremazia molto
introdotta in modo molto approssimativo senso mamma qualche procedimento che
ne dia garanzia c’è il problema del vincolo delegazione insomma i problemi effettivamente sono
molteplice certamente non sono compensate dall’ introduzione di questa seconda Camera che presenta una serie di di problematiche però certamente né ecco una sintesi delle delle critiche sarebbe molto difficile in questa sede
condivido e l’ ho già detto peraltro nel
parlando delle riforme del Senato che la composizione del Senato e totalmente disomogenea
e su questa se ci fosse spazio per certamente un un ripensamento sarebbe opportuna credo come fondo
affermato dal collega non è che non ci sarà ma il pool ma è un problema sicuramente esistente quello della composizione disomogenea del Senato e della presenza dei senatori a vita che più o meno non hanno
non hanno senso rispetto alle funzioni che sono attribuite al Senato
mi scandalizza meramente il fatto che il Senato parteciperà revisione costituzionale
molti molti Stati federali
le Regioni o o i rappresentanti delle Regioni in una seconda Camera partecipare visione costituzionale pur non essendo eletti direttamente quindi questo non lo trovo una una norma diciamo strano almeno rispetto alla
alla esperienze comparate
quanto all’ impugnazione della legge elettorale effettivamente la norma transitoria non è scritta in modo ma scritta modo corretto presentate
margini problematicità andrebbe effettivamente corretto almeno col coordinamento formale
non trovo strano che ci sia una valutazione ex ante in astratto invece il giudizio Della Corte perché
in fondo nel momento in cui la Corte di Cassazione ha sollevato la questione e la Corte costituzionale ha ritenuto ammissibile alla fine ha ammesso la possibilità che si svolgono giudizio ex ante in astratto
e le impugnazioni della dell’ Eataly comma di cure si è sentito parlare in questi giorni infondo produrranno lo stesso effetto sebbene da parte dei cittadini e non da parte dei parlamentari
quanto alla
tale idea ovviamente di sciogliere camere e Consigli regionali certamente sarebbero né di polizia mamma che effettivamente non so quanti margine praticabilità ci siano da un punto di vista politico
e la o se il problema delle regioni speciali possa essere risolto attraverso riso di speciali certamente la risposta penso sia affermativa nel senso che rivedendo gli statuti si può risolvere tutto questo intreccio assurdo di norme
costituzionali sull’ estro regioni speciali il problema è che questo era previsto anche nel due mila e uno siamo nel due mila quindi son passati quattordici anni non mi pare siano state modifica i tanti statuti
e temo che non verranno modificati nemmeno in futuro considerato che ci desse l’ intesa con le regioni speciali che amo diciamo pretese abbastanza forte quindi
volesse il cielo che si modificano e si rivelano gli Statuti non so se poi questo si realizzerà e quindi problemi ci saranno e poi saranno risolti dalla Corte costituzionale spesso con decisioni caso per caso
e quanto al ai giudici nominati da da
rappresentanti delle delle Regioni anche qui ci sono esperienze federale in cui questo a questo accade presente con la Germania dove la metà dei giudici costituzionali vengono
eletti dal Bundesrat che rappresentativa degli enti territoriali quindi no questo non mi sembra una cosa una cosa strana massimo si può discutere appunto sul
sul numero ma
per
quanto riguarda la titolarità non mi pare una comma una stranezza questa e qui ho concluso grazie
grazie professore il professor Frosini sì grazie Presidente io mi scuso dopo l’ intervento devo andar via
quindi molto rapidamente parto dalla
battuta se mi è consentito dire così cioè che il la riforma del Senato se ne discute da i tempi di calore vero
se ne discuta che implica pure nel finale dell’ ottocento ci fu un tentativo famoso di riforma del Senato che poi fallito
relatore Giorgio Arcole un costituzionalista che venne poi sintetizzato in una battuta che vorrei usare oggi per come dire fare intendere quale è stata la finalità che ha indotto secondo me il legislatore costituzionale
a cercare di salvare un po’ le competenze del Senato vedete fila nell’ Ottocento Luigi Palma un famoso ci utenza scrisse un bellissimo saggio intitolato gli invalidi della Costituzione
c’è appunto evitare che i senatori diventino gli invalidi della Costituzione io credo che questa sia stata una preoccupazione del legislatore costituzionale per evitare che appunto del Senato si faccia un po’ un organo quasi inutile e allora da qui si sono costruite intorno una serie di competenze modeste ma finalizzate a dare comunque una rappresentatività di tipo istituzionale al Senato nell’ assetto costituzionale io credo che sia questo è un po’ la motivazione principale perché
se poi andiamo a vedere i singoli aspetti sì d’ accordo il molo Camera lirismo anche noi credo la prevalente dottrina tempestata favorevole a un’ ipotesi di eliminazione del Senato però come dire bisogna fare i conti poi
con la Realpolitik con le dinamiche ovviamente del funzionamento del sistema politico e immaginare una scelta così radicale francamente visto che è noto che la riforma passa anche attraverso il voto del Senato era difficile
secondo me il la la paura di fare dei senatori degli invalidi della Costituzione ha cercato in qualche misura di consentire al Senato di avere comunque una sua presenza resta il fatto però per un giudizio di tipo
complessivo della riforma che a mio avviso
il fatto di essere di aver tolto il rapporto fiduciario un un punto davvero centrale che consenta appunto di fatto il monogramma idealismo perché l’ apporto del Governo sarà solo con la Camera dei deputati
vengo all’ atto provo anzi da comparatista risponde alla domanda del presidente in maniera ovviamente molto veloce lo accennava prima Francesco Marini
il se la Germania a i vengono eletti per metà dal Bundestag dal Bundesrat è vero
sono sedici membri ma ci sono tanti e tali particolarità e differenze da parte del Bundesrat fa su un diritto rispetta la nostra Corte costituzionale
la comparazione e difficilmente sviluppabile su basi
diciamo di similitudine ma piuttosto di differenza ne dico una soltanto fra le tante i giudici costituzionali tedeschi scadono al sessanta al compimento del sessantotto esimo anno di età
cioè dopo i sessanta anni non possono essere più i giudici costituzionali
direi che la nostra Corte Costituzionale fatto salva delle recenti nomine di giudici sarebbe tutta casa ecco se funzionasse questa norma che funziona nel tribunale costituzionale federale
e poi quelli eletti comunque dal Bundesrat non credo che abbiano una loro derivazione di tipo regionale ovvero dei lender in quanto vi è poi un’ apposita Commissione
che provvede a indicarli la Spagna altro diciamo Paese
al regionalismo differenziato prevede una dodici giudici
del tribunale costituzionale
che Duru quattro eletti dal congresso quattro dal Senato
due dal Governo e due dal Consiglio generale del potere giudiziario quindi come dire una differenziazione diversificazione tale che consente un pluralismo della rappresentanza
all’ interno di quell’ organo infine e noto gli Stati Uniti d’ America che prevede ovviamente la nomina di nove giudici ovvero di otto più il Presidente
scelti dal Presidente degli Stati Uniti nominati a vita a differenza rispetto al modello tedesco che naturalmente però
la loro ecco perché mi ero azzardata fare quell’ ipotesi diciamo di modificare
del Regolamento la loro nomina deve essere da vagliata e passata attraverso il consenso del Senato attraverso delle audizioni sappiamo di casi famosi di di potenziali giudici
in procinto di essere nominati a Presidente degli Stati Uniti poi bocciati
perché un caso famoso si è scoperto che I tempi in cui frequentava il Collegio universitario fumo della marijuana e quindi il Senato disse no questo non sarà mai diciamo neutrale nel momento in cui dovesse arrivare alla Corte Suprema un problema di legittimità di legge sulle deroghe leggere
chiudo con rispondendo all’ onorevole Lauricella Cetto noi tutti
ma spiccato la soluzione questa chiaro una sorta di radicalità nella scelta fa decadere tutti e partire da zero voglio ricordare così a titolo diciamo di memoria istituzionale che la famosa riforma del due mila e cinque
poi bocciata dal referendum prevedeva perno all’ entrata in vigore del Senato uno sviluppo temporale non non aveva una sua immediatezza
ma era stata immaginata all’ epoca come ricorderete c’ era l’ elezione contestuale fra Consiglio regionale senatori
ed era stato pensato proprio nelle norme transitorie e finali che questa andasse a regime dopo tot numero di anni proprio per favorire la uniformità senza arrivare alla proposta dell’ onore Lauricella che invece bisognava diciamo far decadere tutti in modo da partire in un blocco comune insieme
grazie
grazie professore va a proporre di quel professoressa D’ Amico
grazie Presidente
grazie per tutte queste vostre domande sollecitazioni molto importanti e diciamo che parto anch’ io da una valutazione complessiva all’ interno della fare cercherà di si risponde ad alcune domande tra l’ altro fa alcune cose sono già state toccate dai miei colleghi
allora io perché appunto a una valutazione complessiva di questa riforma che perché dico stretta però da trent’ anni ovviamente non di questa riforma ma perché è diciamo
perché la valutazione complessiva è data da questo aspetto che somma uno degli aspetti di funzionamento
non dovuti probabilmente anche alla diciamo come la Costituzione scritta ma da come arma come la Costituzione appestata concretamente sviluppato
è stato quello della progressiva perdita svuotamento di centralità del Parlamento che colpisce soprattutto la funzione sulla essenziale che quella legislativa
a fronte di una carta costituzionale perché
che che per come è scritta apparentemente insomma non darebbe una serie di poteri al Governo che il Governo come si è preso piano piano in via di prassi e con nastri istituti come quello della fiducia
che si sono poi diciamo in quale una volta che si sono diciamo
installati in via di prassi qua sono stati anche codificati ma che appunto non c’ ha mò ori nella nel pensiero rigirava dei costituenti non c’ erano
allora noi di fatto negli ultimi dieci quindici anni abbiamo una forma di governo e diciamo una funzionamento concreto dell’ istituzione parlamentare in cui di fatto il Parlamento poi è molto esautorato
e abbiamo un una forma di governo diciamo non la Costituzione si dice banalmente materiale realtà tutelati dalle un concerto un pochino più approcciamo sofisticato per chi l’ ha fondato questo ma comunque diciamola così quello che succede
quello che succede è ci sono stati alcuni
istituti alcuni diciamo comportamenti del Presidente della Repubblica che hanno fatto in diciamo che hanno indotto anche la dottrina parlare addirittura di un presidenzialismo di fatto
e poi comunque diciamo di in particolare i diciamo e i di tutto una sia appunto di poteri che il Governo ma con cui sì
di fatto noi assistiamo ha una funzione anche legislativa insomma normativa preponderante del
del Governo stesso allora
questa cioè ci sarebbero state molte opzioni molti opzioni non solo sul superamento del bicameralismo paritario perché voi avete ragione quando dite per canoni non volevano cameratismo con la Conferenza Stato-Regione personalmente era l’ idea che mi piaceva di più applichiamo prescindendo da quello che il Paese
il meccanismo calmo e la riforma che concretamente instaurata qui
ci sono tutta una serie di condizionamenti di aspetti sia diciamo scientifici ma anche della realtà concreta che non hanno portato diciamo fin dall’ inizio a quella soluzione ma alcuni costituzionalisti cito Total tutti Zagrebelski conto fa da tempi danneggiamo non sospetti
e quindi non tutti però siamo quelli che adesso pare amico monocamerale ISMU adesso cioè molti di quelli che parlano Imola come del resto se leggiamo l’ anno ci pensano solo ora invece fino a qualche anno fa
parlavano di una riforma del sistema bicamerale non mettevano in dubbio il bicameralismo
quindi ci sarebbero stati occhio le molte opzioni ma ci sarebbe stato anche per esempio una possibilità di partire dalla riformati prendendo atto alcuni l’ hanno anche detto dei nostri colleghi prendendo atto di
di ma diciamo
poteri forti del Presidente La Repubblica della necessità magari anche di riconnettere i cittadini
alla alla democrazia e ha diciamo all’ esercizio diciamo della democrazia in senso pieno che va oltre a fare lezione dei rappresentanti in Parlamento molti diceva perché non introdurre non non partire da una riforma anche ditte addirittura in senso presidenziale
allora io personalmente penso che appunto alla luce di tutta questa situazione alla luce delle varie opzioni questo disegno di legge sia pure appunto con tutti i difetti che sono stati evidenziati che speriamo appunto che passano essere anche superati
soprattutto anche in via interpretativa e magari anche secondo me anche dall’ interpretazione che ha sempre fatto la Corte costituzionale rispetto alle riforme costituzionali pensiamo a come la Corte ha interpretato
la riforma costituzionale del due mila e uno che in fondo non è quello che è scritto ma è quello che ci dice negli anni la Corte costituzionale quindi
io penso che però nel suo complesso il fatto di un di due Camere differenziate di una Camera che si arriva a configurare come Camera delle autonomie
che è anche un po’ una scommessa cioè ci sono una serie di cose critica che le possiamo vedere io ti aspetti problematici
ma è anche un po’ una scommessa che quei consiglieri regionali insieme a quei Sindaci una volta qui e una volta diciamo investiti del compito di rappresentanza diciamo di problemi generali che in cui mettersi a confronto con le diverse realtà dell’ Italia poi possano fare davvero di questa seconda Camera una camera importante perché è insomma seconde continuava a dire che questi insomma sarà anche una diciamo velleitaria ma quando noi parliamo perché noi come nostra generazione ci sentiamo dire da chi è più anziano di noi ha il problema del sud a cui l’ hai non ci pesa non ci pensano sì però insomma
diciamo anche l’ idea di avere una diciamo una una distanza centrale in cui ci si confronta
eccidi e si possono mettere insieme problemi comuni lo sviluppo e lo sviluppare prospettive comuni con questo dicevo importante anche la le competenze del Senato per esempio relazione al al rapporto con l’ Europa
è sicuramente una scommessa potrebbe essere tutto una cosa né cattivissima acquisteranno tutti a attirare diciamo per la giacchetta i parlamentari della della Camera dei deputati per farsi fare le leggi o puta piuttosto che faranno il veto sulle leggi che non piacciono per la loro per i loro particolare io spero che non sarà così
e quindi non avremo un questo modello appunto una Camera politica a cui ecco dico questo un altro aspetto importante della riforma per quanto mi concerne
a cui una Camera politica in cui chi sarà eletto chi governerà diciamo e la maggioranza
dirà anche quali leggi fa a quali leggi diciamo i cittadini voglia per Cuper quali leggi è stato investito avrà la possibilità di farle quindi quel Senato è chiaro che un ruolo minore potrà rivedere o meno così ma avrà la possibilità di farle anche la responsabilità
perché punto tanto per citarne una
è ovvio che il bicameralismo paritario fa sì che su certe leggi più sensibili una decisione della Parlamento noi non ci riesca estero comunque sia molto lenta fatti
pensiamo appunto quello che si sta dicendo si sta facendo sulle unioni civili per cui dopo anche su questi temi sensibili il fatto che non si possono fare che il Parlamento non riesca a fare le leggi che deve fare scarica su altri
poteri in particolare sui giudici una serie di compiti che i giudici secondo me non possono avere e naturalmente tutto questo si riflette sui diritti dei cittadini allora andrò sintetiche due ancora
tre diciamo ma questo in generale perché mi sembrava importante dirlo è dire direi che un altro aspetto positivo della riforma secondo me che io sento come molto positivo il fatto che abbia curato con attenzione
il alcuni profili del governo del attività del Governo in Parlamento
cercando poi vediamo se si riuscirà cercando appunto di ricondurre alla originaria e voluttà fortemente voluta dai costituenti limitazione
dei poteri normativi del Governo c’è una serie di cose che stanno scritte oggi nell’ articolo settantasette
sarebbero in re ipsa hanno tentato di scrivere una legge ordinaria la legge quattrocento dell’ ottantotto ma di fatto questo non è servito a niente perché in questo sistema CONI
il bicameralismo paritario l’ appesantimento del lavoro legislativo comunque quello spazio il Governo ha dovuto necessariamente prenderselo
problemi problemi grossi che cioè grossissima il problema o il problema che avete sottolineato che se effettivamente
questo aspetto sono d’ accordissimo sulla centralizzazione di alcune materie in capo i diciamo quindi del discorso che ha sottolineato molto bene il professor Pajno su questa scommessa di togliere alcune materie alle regioni
e nello stesso tempo però dare il Senato delle autonomie quindi puntare di più sulla partecipazione a livello centrale e invece non sulla
su uno spezzettamento di materie importanti
anche qui ci sono alcuni aspetti che io ho sottolineato nella mia precedente audizione e mi sembra che nel testo che consegno me lo vado a rivedere comunque vengono sottolineati cioè nella competenza esclusiva delle Regioni si fa riferimento a disposizioni generali
cosa che potrebbe innestare di nuovo un meccanismo conflittuale che ci sarà senz’ altro cioè io credo che sicuramente questa riforma come è stata per quella del due mila e uno poi su questa riforma ci sarà necessariamente una sorta di insomma di di supervisione Somaini fatti attraverso il i ricorsi dello Stato delle regioni sulle rispettive competenze però detto questo si spera che comunque l’ eliminazione delle competenza concorrente possa essere un elemento di chiarificazione
ecco e volevo sottolineare solamente due due aspetti allora anche anche secondo me Limenella nelle formelle
nella nella nelle norme transitorie si poteva prevedere decadono tutti
i consiglieri regionali azzeriamo è un passaggio epocale sì forse si sarebbe potuto fare ma indubbiamente molto difficile poi da fare da immaginare
nell’ accordo le due cose che vorrei sottolineare queste o noi abbiamo sottolineato come sono veramente Carlo che quasi tutti noi siamo d’ accordo su questo aspetto della
della esclusione delle regioni a statuto speciale del fatto che qualcosina si creano vari alta territoriali che hanno diversi
diversi diciamo diverso peso e diciamo la verità nel nel nell’ opinione pubblica dei cittadini
questa specializzazione di alcune regioni non si tuttavia avuto delle ragioni storiche ma oggi non si giustifica più soprattutto non ci sono si giustifica più quando ci sono aspetti diciamo di differenti di trattamento appunto da
da regione a regione e quindi qui bisogna vedere fino a che punto questa diciamo non ogni non poi non intervenendo la revisione
e il degli Statuti poi eventualmente ci possano essere di nuovo problemi di costituzionalità davanti alla Corte costituzionale in relazione alla violazione del principio supremo di uguaglianza qui di uguaglianza fra Regione
e Regione infine volevo solamente dire che io l’ accenno che ho fatto alla composizione della Corte costituzionale non avrei voluto mai mai mi sarei permessa di dire che un giudice costituzionale che arriva rappresenta qualcosa giudice costituzionale si staccano tutto quello che fa prima ma a livello anche simboli questi voli su un aspetto importante della nostra Costituzione comunque il fatto che il Senato dell’ autonomia esprima due personalità
appunto alla Corte costituzionale rafforza a a mio avviso simbolicamente anche questo aspetto della principio autonomistico
grazie professoressa Ciolli grazie
una valutazione complessiva intanto sul profilo formale qui c’è una modifica ingente da di articoli di parti della Costituzione
il rischio ovviamente è quello di svilire la Carta costituzionale poiché è vero che l’ aspettavamo da trent’ anni ma una riforma sarà già stata nel due mila e uno piuttosto congrua è un’ altra nel due mila dodici quindi
ride dei reparti diverso sei ingenti parti della Costituzione ovviamente fa sì che si è anche molto difficile tenere un filo rosso quindi a volte manca una logica interna
e soprattutto proprio perché ormai
immaginiamo non solo il Titolo quinto ma anche i rapporti tra le Camere che si verranno a costruire
che sono completamente nuovi perché c’è una distinzione per materia significa che molta della riforma verrà poi rinviata all’ interpretazione della Corte costituzionale quindi se uno degli intenti era quello di
contenere i
il contenzioso costituzionale io credo che questo sia un punto invece critico della riforma
e non mi riferisco soltanto perché e quasi troppo facile alla Titolo quinto manca il fatto per esempio che nell’ articolo settanta della Costituzione
laddove appunto si parla di un’ intesa tra i Presidenti delle Camere per quanto riguarda la distinzione per materia
questa intesa potrebbe non funzionare ora io mi auguro che di diciamo la mediazione politica funzioni ma se non dovesse funzionare non c’è una clausola di chiusura
del sistema tale per cui appunto non non si arrivi ad un in tasse
e ancora certo avere eliminato per esempio la potestà legislativa concorrente significa che
in questa continua rincorsa a un modello di regionalismo in Italia non se accolta l’ occasione
per affermare definitivamente un regionalismo di tipo cooperativo che vede proprio nella competenza concorrente la possibilità di integrare lo Stato con le regioni
quindi
questi secondo me sono uno sono un po’ dei punti insomma ci sono diversi punti critici PAI
per quanto riguarda invece il Senato la scelta tra il nono cameratismo un Senato magari forgiato in maniera diversa dipende anche dal contesto della forma di Stato della forma di governo
in questo contesto con un italico una che dà possibilità di una Camera dei deputati in cui la maggioranza sarà molto forte
io direi che la funzione di contrappeso del Senato potrebbe rivelarsi molto utile
certo la costruzione di questo Senato nelle funzioni nella s’
sistema elettorale lascia molto perplessi perché non vi è una corrispondenza per esempio tra il tipo di funzioni che svolge e la rappresentatività che esso ha perché non è stato possibile un vero Senato delle Regioni che era la cui la cosa sulla quale la dottrina forse era un po’ più concorde
la l’ estrazione diciamo dei dei senatori è così tanto diverso a come è stato messo in evidenza da da quasi tutti i colleghi inserire per esempio i senatori a vita agli ex Presidenti realtà
fai in modo che sia una comunale elezione talmente scombinato a per cui una rappresentatività vera dei territori qui non ci sarà tra l’ altro l’ elezione
da parte dei come dei Consigli regionali FAS si che la Camera si trasformi prontamente in una camera di stampo politico
un pochino più debole ma secondo me anche per quanto riguarda la revisione costituzionale così come su funziona in quasi tutti i modelli di tipo comparato
sta bene che il Senato entri nella revisione proprio per avere un potere in qualche modo di contrappeso rispetto alla Camera bassa questo succede anche in Francia dove viene
appunto un’ assistenza
non dissimile ma secondo me meglio Congedo congegnato per quanto riguarda
l’ elezione dei senatori ma ricordiamoci che la le la l’ introduzione del pareggio di bilancio in Francia non non ha avuto seguito e poi si è operato con legge organica proprio grazie al vento del Senato quindi
anche qualche modo bloccato la revisione costituzionale ha svolto pienamente la sua funzione di contrappeso
per quanto riguarda appunto come poteva essere congegnato un’ elezione indiretta come sosteneva anche il professor Villone non era a necessariamente da escludersi purché però fosse corredata anche da un divieto di mandato imperativo quindi di un modello che fosse più simile a quello del Bundesrat tedesco
il Bundesrat ha funzionato così bene che si è intervenuti con una riforma per indebolirlo in qualche maniera perché si è trasformato
in quello che io ritengo poiché su un questo ho scritto anche una monografia ossia che la rappresentanza territoriale non ha una rappresentanza assenti non è una rappresentanza degli interessi è una forma di rappresentanza politica specifica sui territori quindi questo Senato se fosse stato congegnato come una vera e propria Camera delle Regioni avrebbe avuto una chance in più
quindi per questo io in questo precisato frangente momento storico non avrei scelto mono Camera lirismo l’ anche sia contraria ma non in questo preciso contesto
e ancora anche dire per quanto riguarda le lei minori competenze del Senato e la maggiore partecipazione delle Regioni e le Regioni nascono fortemente indebolite e che non è necessariamente negativo per certi aspetti abbiamo visto che in realtà
alcune funzioni che erano state appunto forse calate dall’ alto come quello appunto di una
particolare attenzione autonomia legislativa in materia sanitaria dove abbiamo visto quali siano state poi le conseguenze
benissimo che si potesse intervenire però con una
potestà concorrente proprio quella che è stata eliminata perché adesso una rigida separazione delle materie e quindi delle funzioni tra lo Stato le Regioni manca di un meccanismo di raccordo
e tra l’ altro molto contenzioso creerà probabilmente è proprio questa menzione delle disposizioni generali e comuni che spettano allo Stato
perché noi non sappiamo se queste corrispondono ad una potestà legislativa concorrente travestita ossia che lo Stato
diciamo corre vera le Regioni di principi fondamentali anche se poi dici fondamentale invece dal punto di vista tecnico sono di una sì dalle disposizioni generali è comune a ce l’ ha già detto la Corte costituzionale ma insomma se lo Stato creerà una sorta di cornice entro le quali le Regioni si potranno muovere
non si sanno non si capisce qual è il limite massimo dell’ espansione della potestà legislativa nata statale scusate quindi quale sia lo spazio residuo delle Regioni
e se siano pagano spazio corrispondente perché noi abbiamo che insieme sia una potestà legislativa regionale residuale come nel
Titolo quinto vigente ossia tutte le materie che non sono specificate che non appartengono allo Stato dovrebbero appartenere alle Regioni
e dall’ altra abbiamo però un piccolo catalogo che guarda caso corrisponde non sempre precisamente proprio a quello delle disposizioni generali e comuni forse eccetto per la sicurezza in me alimentare
quindi su questo è molto probabile che il contenzioso aumenterà
e ancora c’ erano delle cose ecco se
secondo me
se si fosse subito contemplata la revisione degli Statuti speciali probabilmente molti dei problemi si sarebbero potuti contenere ossia tutte quelle difficoltà che troviamo nelle regioni a statuto speciale che vanno a
esplicitato il collega cioè se sia vigente come probabilmente il vecchio atti cioè il Titolo quinto che del due mila e uno chiamiamolo così per per distinguerlo
se sia vigente come del resto ha già specificato la Corte costituzionale sia il coordinamento della finanza pubblica anche per gli Statuti speciali prevale il coordinamento della finanza pubblica come potestà legislativa
statale lo ha già stabilito la Corte poiché è stato scritto appunto nel catalogo qui della riforma della tra le competenze statali
ma anche la legge costituzionale numero uno del due mila dodici probabilmente deve essere sicuramente anzi deve essere applicata ecco
se ci fosse stata una maggiore chiarezza operando come credo si stia già operando da quel che ho capito una revisione
previa degli Statuti forse avremmo avuto una maggiore chiarezza
faccio notare poi che è vero che da una parte come diceva la professoressa D’ Amico il Governo è stato come dire disciplinato almeno per quanto riguarda l’ uso delle fonti quali il decreto legge
però c’è una clausola di di supremazia che abbiano diciamo l’ iniziativa è specificamente della del Governo
e anzi mi permetterei di dire che poche volte è stato evidenziato il fatto che in realtà in Costituzione ora se passasse questa riforma come immagino ormai sarà
non ci troveremmo di fronte ad ora ad una doppia clausola di supremazia
non solo quella prevista dal centodiciassette comma quattro ma anche a quella prevista dal centoventi comma due della Costituzione
cioè i poteri sostitutivi da parte dello Stato nei confronti delle Regioni che non hanno che hanno avuto degli Happy dei disavanzi eccessivi
questo mi riporta all’ idea che tra l’ altro uno degli elementi fondamentali di questa riforma è stato quello del contenimento dei costi ora una riforma costituzionale è una cosa solenne e quindi che fosse
questo uno degli scopi diciamo mi lascia tra l’ altro piuttosto perplessa
do se ci sono altre cose ma di fare di aver detto e non intendo annoiarvi ancora grazie
grazie professoressa a questo punto abbiamo concluso
Scheda a cura di Federico Punzi
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