815.- Merkel ammette il fallimento del Ttip: “È a un punto morto”. Obama: Trump non ceda alla Russia

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Fedele all’impegno di rassicurare gli alleati europei sulla capacità della nuova amministrazione americana di governare insieme anche in futuro le sfide globali (dal terrorismo ai cambiamenti climatici) il presidente americano Barack Obama ha utilizzato il suo viaggio a Berlino e l’incontro con la cancelliera Angela Merkel per lanciare messaggi di fiducia e ottimismo. Raccolti solo in parte dalla cancelliera Merkel che, dopo una cena a due ieri sera all’Hotel Adlon (pare durata tre ore) lo ha accolto oggi pomeriggio in cancelleria per un lungo faccia a faccia sulle principali questioni internazionali.

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Tuttavia, nonostante le rassicurazioni di Obama, Angela Merkel ha ammesso che l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti rende impossibile la firma del Trattato di libero scambio tra Ue e Usa, il TTIP, cui già avevano provato a fare opposizione le autorità di alcuni paesi europei come la Francia e il Belgio.

In un incontro a “casa sua”, a Berlino, con il presidente uscente americano, la cancelliera ha detto che “anche se «prima o poi potranno riprendere i negoziati», il TTIP è a un punto morto“. Le promesse fatte da Trump in campagna elettorale e soprattutto il suo programma politico economico lasciano presagire una nuova ondata protezionista nelle relazioni commerciali di Washington con il resto del mondo.

“Mi sono sempre investita molto per la conclusione di un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti, abbiamo fatto progressi nelle trattative, ma ora non possono essere concluse“, ha ammesso la cancelliera che dovrà anche lei superare le elezioni in Germania l’anno prossimo se vorrà rimanere alla guida del paese e gestire i nuovi eventuali negoziati sul controverso accordo commerciale.

“Spero di poterci ritornare un giorno”, ha detto Merkel nella conferenza stampa congiunta con Obama. Le dichiarazioni sono in qualche modo sorprendenti, dal momento che Obama e Merkel hanno difeso la “cooperazione transatlantica e le conseguenze positive del libero scambio” in un articolo apparso il 17 novembre sul quotidiano tedesco Wichtschaftswoche. In vari passaggi nel corso della conferenza stampa congiunta con Obama, la Merkel ha ribadito che le relazione fra la Germania e gli Stati Uniti sono «solide e molto strette» e proseguiranno anche in futuro con la nuova amministrazione. La Merkel si augura soprattutto che Trump «non ostacoli il nostro continuo sforzo per combattere i cambiamenti climatici e per coinvolgere la Cina».

“Non ci sarà un ritorno a un mondo pre globalizzazione”, hanno avvertito nel pezzo i dirigenti di due delle maggiori potenze economiche mondiali. Il riferimento è implicito alle difficoltà che il TTIP ha incontrato nei dibattiti tenutisi in Europa e ai problemi rappresentati dal programma economico protezionista e isolazionista di Trump.

In effetti durante la campagna elettorale Trump ha criticato a più riprese il TTIP, un accordo particolarmente controverso, che i critici sostengono favorirà le multinazionali e penalizzerà i consumatori e quei governi che intendono proteggere i diritti dei lavoratori. Il ricco magnate immobiliare l’ha definito semplicemente un “cattivo accordo”.

Secondo il leader Repubblicano va contro gli interessi dell’economia americana e ha assicurato che se fosse stato eletto, non avrebbe mai firmato il TTIP. Malgrado i rapporti tra Berlino e Washington si prospettino difficili con Trump alla Casa Bianca, Merkel e Obama hanno rinnovato l’impegno a difesa dell’alleanza transatlantica e il libero mercato. Obama si è detto incoraggiato dall’insistenza del presidente eletto sul fatto che «la Nato è un impegno che non cambia» anche perché «la nostra alleanza con i nostri partner della Nato – ha aggiunto Obama – è stata una pietra angolare della politica estera degli Stati Uniti da quasi 70 anni». Sulla Nato la Merkel ha ammesso di prendere molto sul serio l’indicazione di Trump secondo cui i Paesi europei nel loro complesso, dovranno impegnarsi di più nella Nato soprattutto per equilibrare i costi finanziari per la Difesa.

Sulla Russia Obama ha insistito sulla necessità di mantenere aperto un dialogo costruttivo con uno dei principali attori della politica internazionale ma tenendo fermi i valori e le libertà fondamentali che Europa e Amercia condividono. «Spero che il presidente eletto – ha precisato Obama – abbia un approccio costruttivo con la Russia , ma che sappia affrontare la Russia nel caso in cui Mosca devi dai nostri valori». In particolare, ha aggiunto Obama «rimaniamo al fianco del popolo ucraino e del suo diritto a decidere del proprio futuro. Siamo d’accordo nel mantenere le sanzioni alla Russia finché la Russia non rispetterà pienamente gli accordi di Minsk».

Getty images

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