791.- DOPO “ITALIA UNICA”, ANCHE “ALTERNATIVA PER L’ITALIA” SCIVOLA VIA.

Con le prime donne il centro-destra non va da nessuna parte.

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“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Se pensate che questo sia il principale obiettivo che debbano avere gli Italiani, datevi da fare, senza dividervi sul nulla.

intestazione-blog

Chi di spada ferisce …

Oggi, 2 Novembre 2016

Leggo sulle pagine Facebook di Alternativa per l’Italia:

COMUNICAZIONI IMPORTANTI E URGENTI DEL SEGRETARIO DI ALTERNATIVA PER L’ITALIA

Cari Amici,

Apprendo con rammarico che alcuni membri del direttivo, rompendo il rapporto fiduciario e la parola data, hanno infangato il mio nome e quello di altri soci fondatori. Mi risulta tra l’altro che siano stati utilizzati ad arte dei brani di conversazione estrapolandoli dal loro contesto e stravolgendone il senso, per utilizzarli a fini personali e distogliere l’attenzione da fatti molto gravi che costoro avevano commesso a danno di ALI e noi tutti.

Questo è avvenuto mentre ero all’estero, non certo purtroppo per motivi di piacere, ma per le periodiche visite neurologiche specialistiche di mio figlio ventiduenne affetto da tetraparesi spastica dalla nascita.

Come sapete io sono una persona trasparente, che dice in faccia le cose e non ama manovre dietro le spalle. Anche per questo sono rimasto molto colpito e amareggiato da queste manovre poco limpide, sfociate in un atteggiamento apertamente distruttivo e non certo costruttivo, che per unico effetto ha danneggiato e messo in cattiva luce il nostro movimento rischiando di compromettere mesi di duro lavoro di noi tutti. Reputo imperdonabile poi rubare tempo prezioso ai nostri impegni politici, familiari e professionali per riparare ai guasti di persone ambiziose o malconsigliate.

Tengo a sottolineare che la democrazia in Alternativa è garantita da quanto è previsto dal nostro statuto, che tutti conoscono ed in cui ci siamo tutti riconosciuti al momento dell’adesione; chi lo vuole modificare a proprio uso e piacimento in modo unilaterale per tornaconti personali si pone dalla parte del torto.

E in tema di democrazia, a che titolo qualcuno lancia proposte da ultimatum in totale disprezzo delle regole poste alla base del movimento? La democrazia funziona in questo modo, si accettano le regole e non si modificano ad personam! Il mio e vostro solo ed unico desiderio è sempre stato quello di preservare ALI, che è nata per unire, non per dividere le diverse anime sovraniste, anche a costo di mettere in secondo piano tutti i personalismi. Il mio per primo, in quanto il comune obiettivo è e sarà sempre unicamente quello di riconquistare la Sovranità perduta a causa dell’eurodittatura, nel pieno rispetto della nostra originaria Costituzione, offrendo una casa comune ai Sovranisti ancora sparsi e divisi in tutt’Italia.

Ora si rischia invece di perdere mesi di lavoro di tutti per colpa di chi antepone ambizione e personalismi agli obiettivi prioritari del nostro programma. Sono fiducioso che questi personalismi non prevarranno mai sul desiderio comune di veder riaffermato quanto prima il pieno riscatto del Paese, e io sarò in ogni momento il garante di questo impegno comune.

Sarò sempre disponibile a rispondere via email alle vostre domande e fornire i necessari chiarimenti sui fatti, in verità piuttosto semplici nella loro meschina realtà. Ringrazio delle tante manifestazioni di sostegno ricevute in queste ore e mi auguro che abbiate compreso perfettamente cosa sia avvenuto, rimanendo a vostra disposizione.

Antonio M. Rinaldi segretario Alternativa per l’Italia

Caro Antonio

Accolgo prontamente il tuo invito di rivolgersi direttamente a te, che leggo nella tua commovente lettera aperta di oggi e sopra integralmente riportata.

Innanzi tutto sento di dover chiarire che, se alcuni amici del partito in piena autonomia hanno fatto una scelta, l’han compiuta senza darmi ascolto (e di questo loro stessi ne possono essere testimoni), ma certo questo non mi allontanerà dal loro percorso che, come ben sai, è identico al mio e alquanto diverso dal tuo sin dai tempi di quel convegno a Roma sull’”inutile piano b” di stampo liberista – uscire dal solo euro è tutt’altro rispetto alla sconfitta del liberismo ed al ripristino della democrazia; ed unire “chiunque” attorno ad un progetto che preveda la sola uscita dall’euro a me non ha mai interessato.

Non puoi immaginare quanto siano grandi il mio rispetto e la mia solidarietà per il tuo problema familiare, ma come ovviamente immagini, io non conosco i tuoi spostamenti come tu non puoi sapere che io mi appresto a far passare il secondo inverno senza riscaldamento e con scarsità di risorse di ogni genere alle mie figlie e, ciò nonostante, spendo tutto me stesso e quanto mi rimane in tasca per le attività sul territorio di Alternativa per l’Italia, perché questo è il mio compito nel partito, perché questo è il mio dovere nei confronti della Patria e della Costituzione per e sulla quale ho giurato la mia fedeltà.

E questo mi porta immediatamente al punto, visto che entrambi non abbiamo tempo da perdere.

Un capace segretario di partito, tanto più se alle prime armi, deve essere rispettoso nei confronti dei suoi iscritti (se vuole rispetto), deve essere disciplinato (se vuole disciplina), deve essere efficiente (se vuole efficienza), determinato e pronto a tutto (se vuole fedeltà) insomma in poche parole deve fornire un esempio e soprattutto, se realmente vuole costruire un partito che riporti la democrazia nel Paese, ha il dovere di essere democratico.

E il tuo esempio in questo breve e storicamente insignificante periodo da segretario, nei confronti di un militante più che attivo – se ti fosse sfuggito oltre alla mia attività sul territorio, a Roma ho trasformato la stima personale nei miei confronti di un discreto numero di conoscenti in iscrizioni al partito che tu dirigi – è questo:

– La segreteria che tu dirigi non è stata in grado di fornire le tessere del partito e una semplice lettera di benvenuto nei confronti degli iscritti che si sono sentiti tralasciati

– La segreteria che dirigi non è stata in grado di produrre l’elenco degli iscritti del mio territorio al fine di poter organizzare la mia attività sullo stesso come da incarico conferitomi da uno dei tuoi due vice

– La segreteria che tu dirigi non ha mai contribuito in nessuna misura (anche simbolica) ad alcuna delle spese che io personalmente ed uno dei tuoi vice abbiamo sostenuto per promuovere Alternativa per l’Italia in Umbria

– La segreteria che tu dirigi ha colpevolmente sorvolato sull’atteggiamento del presidente che, in tutte le occasioni in cui è potuto stare davanti ad un microfono o ad una telecamera, ha solo parlato di se stesso e dei suoi libri e non ha mai menzionato Alternativa per l’Italia, neanche qualche giorno fa, dietro specifica domanda in cui gli si chiedeva notizie sull’esistenza di una forza politica che proponesse quanto da lui espresso (qui dal min.13 circa)

– Ed infine tu,

o che, con la tua notoria verve (quando ti pare), in più di un’occasione e addirittura recentemente a “Report”, non hai neanche pensato di promuovere Alternativa per l’Italia, un fatto inspiegabile ed inaccettabile – io mi sarei messo quantomeno la spilletta di ALI ed avrei infilato nei miei interventi Alternativa per l’Italia ovunque possibile come ad esempio fanno tutti i tuoi vice ad ogni occasione – e non provare neanche a riproporre la scusa che “avrebbero fatto dei tagli”, se l’avessero fatto tu comunque avresti compiuto il tuo dovere nei confronti di chi ogni giorno sul territorio fa il proprio e non può accedere alle telecamere come te

o che hai fatto diventare “l’ultima speranza per l’Italia” un partito padronale per esempio attribuendo cariche all’interno del partito attingendo da persone esterne (che tra l’altro hanno dato ampia prova di inaffidabilità in passato) invece che consultare prima gli iscritti

o che ignori e tratti da “pedoni” chiunque non abbia la tua visibilità e che maltratti chiunque non la pensi esattamente come te

o che metti in piazza questioni interne al partito in maniera plateale ed affatto diplomatica, come in questa occasione, prima di una verifica che avrebbe dovuto avvenire a giorni

A te, in qualità di Segretario del partito, chiedo formalmente:

– Come pretendiamo di far presa sul popolo se non siamo noi per primi a dare un esempio di attaccamento al nostro dovere e di rispetto verso gli altri?

– Come pretendiamo di governare un paese se non siamo in grado di gestire una segreteria di poche centinaia di persone?

– Come pensi che possa avere effetto il nostro quotidiano appello verso i media nazionali per ottenere visibilità se poi chi riveste ruoli chiave, come te e il presidente Galloni, non fa il massimo per promuovere il partito?

– Come pensi di allontanare i dubbi (derivanti da quanto sopra) circa la tua fedeltà al partito che in molti hanno sollevato in questi giorni arrivando ad ipotizzare un tuo interesse solamente volto ad usarlo come tuo personale trampolino di lancio verso altri lidi?

Come da consuetudine da te purtroppo avviata, mi sento costretto a rendere pubblica anche questa mia, in attesa di una tua formale e soprattutto dovuta risposta cogliendo l’occasione per darti un consiglio appreso da mio padre:

non attaccare se non sei inattaccabile”.

Un saluto

ArticoloUno

(Simone Boemio)

P.S.: e la prossima volta rispondi, non ignorare chi collabora con te

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