775.-LIBIA – COLPO DI CODA DEL GENERALE HAFTAR

Il bimotore Fairchild Merlin III di Eunavfor Med in volo. Quello caduto era un altro?

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schermata-2016-10-26-alle-23-12-41Il probabile attentato alle 07,20 del 24 ottobre scorso, al bimotore Fairchild Merlin Mark III di Eunavfor Med, esploso subito dopo il decollo da Malta, probabilmente, mentre ritraeva il carrello, ha causato la morte di tre agenti dei servizi segreti militari francesi (Dgse), del pilota e di un assistente di volo, tutti francesi (fonte Le Monde) e lascia molti dubbi, anche se Federica Mogherini, intorno alle 11, scrive su Twitter: “Il mezzo non era coinvolto in nessuna attività EU”, cioè, non sarebbe appartenuto alla missione pattugliamento delle frontiere ..  Chiaro che non è così. Fonti militari maltesi fanno sapere che il mezzo sarebbe stato diretto a Misurata, in Libia, per una missione di monitoraggio. Ma a che scopo? Sulla carta, Eunavfor Med si limita ad attività in mare. Non solo: finora non era mai emersa la notizia di contractor coinvolti nelle missioni europee. La guerra in Libia è fatta di interessi anche loschi, legati al petrolio. Il tragico evento ci invita a questo aggiornamento sulla pessima situazione nell’ex “Bel suol d’amore”.

Il generale di Tobruck, Khalifa Belqasim Haftar, sostenuto da Francia, Emirati Arabi Uniti ed Egitto, ha conquistato quattro porti petroliferi, mentre Fayez al Sarraj, a Tripoli, malgrado il sostegno degli USA e dell’Italia al suo governo, è asserragliato nella base navale della città. Haftar ha cambiato le carte in tavola, ma nessuno dei due leader può dominare il paese: al massimo, qualche centinaio di chilometri di costa e un po’ di entroterra; il resto è in mano a bande locali e milizie di trafficanti, come fu per noi italiani fino alla fine della repressione e riconquista del vice governatore Graziani.

Repressione violentissima (deportazioni, giudizi sommari, esecuzioni, confino). Dopo che venne rioccupato l’entroterra tra Bengasi e Tobruk, fu costruito un reticolato di 270 km da Giarba a Giarabub atto a impedire che dall’Egitto arrivassero rifornimenti di armi, munizioni e cibo ai ribelli senussiti.

Member of Libyan forces loyal to eastern commander Khalifa Haftar holds a weapon as he sits on a car in front of the gate at Zueitina oil terminal in Zueitina, west of Benghazi

Un membro delle forze libiche fedeli al comandante orientale Khalifa Belqasim Haftar davanti al cancello del terminale petrolifero Zueitina in Zueitina, ad ovest di Bengasi, in Libia il 14 settembre 2016. REUTERS / Esam Omran Al-Fetori
Nella notte tra venerdì 14 e sabato 15 ottobre, milizie legate alla Fratellanza musulmana, guidate da Khalifa al Ghweil, che fu capo dell’autoproclamato governo di salvezza di Tripoli, già sostenuto dalla Turchia, tentano un colpo di mano, impossessandosi della sede del Consiglio di Stato. La comunità internazionale, ed in particolare l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Libia, Martin Kobler, rinnova il proprio sostegno a Fayez al Sarraj, presidente del Governo di accordo nazionale, riconosciuto dall’Onu e sostenuto da Italia e Stati Uniti, il quale resta però asserragliato nella base navale che domina il porto di Tripoli. I rapporti di forza sono notevolmente mutati, rispetto a pochi mesi fa. La conquista di quattro porti petroliferi – Brega, Ras Lanuf, Sidra, Zuetina – da parte delle milizie guidate da Khalifa Haftar, ha notevolmente rafforzato la posizione del generale, sostenuto da Egitto, Emirati Arabi Uniti e Francia. Il giorno in cui le sue forze prendevano possesso dei terminali petroliferi del seno orientale del Golfo della Sirte, Sarraj era a Roma per colloqui con il governo di Roma. Tornato a Tripoli, il premier sostenuto dalle Nazioni Unite ha iniziato a lanciare segnali distensivi nei confronti di Haftar, e lo stesso ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, si è detto convinto della necessità di trovare un compromesso con il generale. La Fratellanza musulmana, che ha nelle milizie di Misurata la sua punta di lancia, non sembra però condividere questo punto di vista e, pur di non lasciare ad Haftar il governo del paese, torna a puntare su Ghweil, sostenendo il suo tentativo di golpe a Tripoli. La situazione resta dunque estremamente fluida, e solo verso la fine dell’anno si potrà forse capire quali saranno gli sviluppi futuri.

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Un pensiero su “775.-LIBIA – COLPO DI CODA DEL GENERALE HAFTAR

  1. Gentiloni, 28 ottobre, da Marsiglia: “I principali paesi Ue e del Maghreb convergono sul sostegno al governo Serraj e non riconoscono il tentativo in atto a Tripoli di mettere in discussione gli accordi di Skhirat, ripristinando organismi che gli accordi non riconoscono più”: lo ha detto, uscendo dalla riunione dei ministri degli Esteri dei 5+5 a Marsiglia, il ministro italiano Paolo Gentiloni.

    “E’ stato espresso un forte invito a diverse istituzioni libiche, a cominciare dalla Banca centrale, a collaborare con il governo, perchè una delle motivazioni delle tensioni a Tripoli è la mancanza di risorse finanziarie”.

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