774.- FRANCIA. E’ GUERRA CIVILE, MA LA STAMPA CENSURA: POLIZIOTTI IN RIVOLTA, IMMIGRATI SCATENATI, HOLLANDE BARRICATO ALL’ELISEO

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Lo Stato in Francia non è più un Dio in terra. Poliziotti contro le classi dirigenti, cioè contro lo Stato, mai successo prima: “Non ne possiamo più, vogliamo Marine Le Pen”. Hollande è al capolinea: la perdita di ogni forma di fiducia nel suo operato e nella sua persona è totale. Il presidente francese, per tentare di quietare gli animi, ha promesso che ascolterà le richieste dei vari sindacati che rappresentano le forze dell’ordine. Nonostante ciò, la protesta continua e non è detto che con l’incontro della prossima settimana si arrivi ad una conclusione definitiva. Comincia a mancare la benzina.

La scorsa settimana, centinaia di agenti polizia, non meno di 500, hanno protestato ieri notte sugli Champs-Elysees a Parigi, in una manifestazione spontanea convocata senza le organizzazioni sindacali alla quale subito si sono aggiunti non meno di 5.000 parigini presenti in luogo.

In precedenza, nel tardo pomeriggio, un centinaio di agenti di Polizia di Parigi si erano radunati davanti all’Ospedale Saint-Louis, nel X Arrondissement, dove e’ ricoverato tra la vita e la morte l’appuntato di Polizia ferito nell’attacco con bottiglie molotov avvenuto l’8 ottobre scorso nel quartiere di Grande Borne a Viry-Chatillon, nel dipartimento dell’Essonne alle porte della capitale francese.

L’appuntato l’8 ottobre scorso guidava da solo un veicolo della Polizia seguito da un’altra auto sempre della Polizia, quando i due veicoli subivano un attacco di spaventosa violenza. A colpire erano state “una quindicina di persone” aveva riferito il canale televisivo francese Bfmtv mandando in onda una dichiarazione di un rappresentante del sindacato di Polizia Alliance 91. I due agenti erano di servizio a un incrocio nel quartiere La Grande Borne, in cui veniva installata una telecamera di sorveglianza. Il sistema di monitoraggio si era reso necessario poiche’ nell’area si erano verificati in passato diversi furti d’auto. La scorsa settimana erano esplosi scontri tra polizia e giovani la maggior parte di origine magrebina che avevano tentato di distruggere la telecamera.

Per tutta la giornata del lunedi’ 17, dopo che i poliziotti dell’Essonne avevano dato vita nel sobborgo di Evry a manifestazioni di protesta per tutto il fine settimana, si sono rincorsi via sms, e-mail e telefonate gli appelli ad esprimere la propria rabbia per le condizioni di lavoro a cui le forze dell’ordine sono costrette. Con l’arrivo di altri 400 colleghi di rinforzo venuti da tutta la regione dell’Ile-de-France gli agenti, in abiti borghesi, hanno dato vita ad un corteo di auto e poliziotti a piedi che si e’ snodato fino all’Arco di Trionfo.

Al corteo tuttavia non hanno partecipato quelli venuti dall’Essonne, che sono invece rientrati in caserma dopo esser stati minacciati di sanzioni da parte del loro diretto superiore: alla loro partenza gli altri colleghi li hanno salutati con un lungo applauso.

Il gravissimo incidente di Viry-Chatillon, e’ stata la miccia che sta facendo esplodere la rabbia dei poliziotti francesi: gia’ martedi’ 11 ottobre davanti ai commissariati di tutta la Francia si erano riuniti a centinaia per reclamare piu’ mezzi e maggiore fermezza contro la criminalita’ da parte del governo Hollande, che invece ha un atteggiamento lassista perchè la stragrande maggioranza dei crimini ormai è compiuta da extracomunitari, clandestini, criminali delle periferie di origine nord africana. Tutti soggetti per i quali la sinistra in Francia “ha un occhio di riguardo” hanno commentato alcuni poliziotti rimasti anonimi per non subire conseguenze disciplinari nel denunciare questa situazione insostenibile che costa però la vita A poliziotti ogni settimana.

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Il nome in codice è Mili, ovvero Mouvement inter luttes indépendant. Li riconosci da lontano, ragazzi con passamontagna, casco, abbigliamento scuro, urlano slogan contro le forze dell’ordine: «Tout le monde déteste la police». Non tutta la Francia odia la polizia, ma il blocco nero ormai può dirlo senza doversi più nascondere, sfila dentro ai cortei, era nelle prime file dell’ennesima manifestazione finita con molotov lanciate contro agenti. Un poliziotto ha preso fuoco ed è stato evacuato in elicottero fino all’ospedale. Le immagini hanno fatto il giro del mondo, scene di guerra nel centro di Parigi, in quella place de la République dove la Francia aveva organizzato una «marcia repubblicana», la più grande manifestazione dal dopoguerra, tre milioni di persone, che sfidavano il terrore e applaudivano gli uomini in divisa.

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Parigi, 15 settembre 2016. Un poliziotto tra le fiamme durante la 14ª giornata di mobilitazione in sei mesi (Thomas Samson / Afp / Getty Images)

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Ecco ora Maurizio Blondet, 20 ottobre 2016, da un post di Facebook
Poliziotti in rivolta, immigrati scatenati, professori e medici nel mirino dei fanatici. Paese nel caos e Hollande chiuso a palazzo come Ceaușescu

Voi non lo sapete perché la stampa renziana censura tutto, ma la Francia è sull’orlo del caos. Tra martedì 18 e mercoledì 19 ottobre, per la seconda notte consecutiva centinaia di poliziotti, esasperati dagli ordini suicidi e genocidi della sinistra di governo, sono scesi in strada in varie città a cominciare da Parigi dove hanno bloccato il traffico della zona dei Campi Elisi e accanto alle loro auto coi lampeggianti accesi hanno cantato quell’inno nazionale che la “gauche” vorrebbe cambiare perché “troppo di destra”.

Il governo e il direttore della Polizia Nazionale avevano minacciato gli agenti e spiegato nel pomeriggio di martedì che tali azioni dimostrative erano “inaccettabili” e comportavano gravissime punizioni, ma i poliziotti hanno risposto che INACCETTABILE è FARE DA PASSIVI TESTIMONI ALL’ ELIMINAZIONE DEL PROPRIO POPOLO. “A questo punto – scrive Le Figaro – al Ministero dell’Interno si è diffuso il panico e si è dato ordine di rafforzare la guardia alle entrate del palazzo presidenziale”. Agenti “fedeli” al presidente schierati contro la massa “ribelle”. Scene che sembrano uscire dalla Bucarest assediata del tiranno comunista Ceaușescu (peraltro compagno di merende della sinistra-champagne europea che poi lo ha rinnegato).

Ma cosa sta succedendo?
Si avvicinano le elezioni e la sinistra ha bisogno di vincere ancora grazie al voto dei “migranti” e così non solo si impennano le naturalizzazioni d’ufficio con cui si regala la cittadinanza (soprattutto – secondo i dati – a magrebini e subsahariani) ma si alza la soglia delle “marachelle” tollerate.
Le bande di “nuovi francesi” che ormai da anni controllano tutte le periferie francesi e che dieci anni fa scatenarono quella che Le Pen definì la “prova generale della guerra civile”, negli ultimi mesi hanno fatto una escalation incredibile.

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Guardate come sono svelti di coltello i “nuovi francesi”

Non passa giorno senza che nelle scuole e negli ospedali professori e medici vengano aggrediti da gruppi di fanatici che li accusano di razzismo o scarso rispetto delle loro leggi che sono diverse da quella “infedele” francese.
L’elenco delle botte ai “formaggini bianchi” lo si trova su alcuni giornali ed è infinito ma l’ultimo episodio di “colore” riguarda un professore massacrato di botte per aver ricordato agli alunni di essere lui il maestro: offesa intollerabile visto che, come gli è stato ricordato, l’unico maestro è Allah, e non parliamo poi della “offesa” rappresentata dalla presenza di insegnanti donne e dalla “intollerabile offesa” degli “Asterix bianchi” che vorrebbero insegnare a scuola la storia e la cultura “degenerata” francese.

Dalle sberle però si è passati in questi giorni alle molotov contro le scuole e persino la ministra dell’Istruzione, di origine magrebina, ha dovuto ammettere che i funzionari pubblici sono ormai nel mirino e che la situazione è grave.
Se ne erano accorti per primi i poliziotti che da un lato sono in prima linea sul fronte del terrorismo vero e proprio e dall’altro fronteggiano quotidianamente le periferie che sono zone dove spesso i fanatici si formano e si nascondono trovando collusioni e simpatie.
Stati nello Stato, territori perduti della Repubblica dove dalle sassate alle poche auto di pattuglia si è passati alle bottiglie incendiarie di tre settimane fa che hanno ferito gravemente due agenti e hanno fatto traboccare il vaso.

Da lì in avanti poliziotti e uomini delle squadre speciali hanno raccontato ai giornali che la sicurezza di Stato era una farsa costruita su pochi agenti mandati allo sbando di fronte a gruppi di delinquenti, con l’ordine di non infastidirli.
“Evitiamo di intervenire, evitiamo di raccogliere le denunce, evitiamo di scendere dall’auto per non scatenare reazioni-raccontavano- in pratica facciamo finta di agire, ma così si va al massacro della gente onesta e poi nostra”.
Esagerazioni le ha definite la sinistra al governo, ma persino la comunità cinese che non si fa mai sentire, nell’ultimo mese ha portato in piazza due volte migliaia di persone con le bandiere francesi per denunciare la violenza incontrollata delle bande magrebine nei quartieri e per chiedere al governo di far lavorare gli agenti per riportare la legge e frenare gli episodi di impunito razzismo contro i bianchi e gli asiatici.

Naturalmente non hanno ottenuto nulla se non la solidarietà del Fronte Nazionale e del centrodestra di Sarkozy che però poi, nelle urne, fa comunella con la sinistra contro le Le Pen.
Una situazione di disastro anche morale con una classe media bianca – cristiana impoverita e abbandonata e casi incredibili come quelli delle vittime dell’attentato di Nizza private dei sussidi sociali e messe alla fame mentre gli stessi assegni vengono distribuiti con generosità alle persone schedate per terrorismo.

Nel 2006 il generale Pierre Marie Gallois, autorità assoluta nel mondo militare, ci disse (vedi “la Padania” di allora) che nel 2016 ci sarebbe stato l’inizio di una guerra civile francese che gli islamisti con la complicità della sinistra avrebbero rischiato di vincere.
Beh, pare che ormai ci siamo se persino seri giornali inglesi scrivono che fonti qualificate avvertono che da “quartieri fuori controllo” potrebbero essere sparati missili terra-aria sui velivoli in atterraggio a Parigi.
Tutto questo però non smuove la cattosinistra italiana che verso il “modello francese”, verso il caos francese corre alla velocità della luce e sui suoi mass-media censura ogni cattiva notizia dalla Francia ma si inquieta per le cupole della cattedrale ortodossa russa che “rovinano” il profilo di Parigi mentre le decine di moschee paiono abbellirlo vieppiù.

E la chiesa di Francia? Risponde il filosofo francese di origine ebraica Alain Finkielkraut che ha detto: “Apprendiamo con sgomento che per la Chiesa francese è sempre l’aggredito ad essere colpevole dell’aggressione di cui è vittima, e che quello che viene definito dialogo con gli islamici non è altro che totale sottomissione con il plauso della chiesa mediatica”. Il KO è davvero vicino.

SI SALVI CHI PUO OPPURE SI REAGISCA, L ‘ UNIONE FA LA FORZA

Carmen del Pilar Plus

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Un pensiero su “774.- FRANCIA. E’ GUERRA CIVILE, MA LA STAMPA CENSURA: POLIZIOTTI IN RIVOLTA, IMMIGRATI SCATENATI, HOLLANDE BARRICATO ALL’ELISEO

  1. OGGI 26, situazione preoccupante nella Giungla di Calais con molti incendi multipli e simultanei e tensioni durante lo sgombero. I pompieri stanno intervenendo per domare il fuoco che può essere pericoloso. Evacuazione dei clandestini completata entro sera.

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