761.-Mentre Tremonti, Lauricella, Ceccanti si aggiungono ai commentatori del referendum del mai, Gustavo Zagrebelsky vede il rischio di rinvio del voto per il ricorso di Valerio Onida contro il quesito referendario.

cuzkh6swyaakdcw-jpg-largePrima è venuto su Huffington Post l’articolo dell’On.le Sandro Gozi, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri: “Un Si per l’Europa”. Poi è venuto l’articolo dell’On.le Giuseppe Lauricella: “L’ipocrisia di Forza Italia e la confusione di Tremonti sulla riforma costituzionale”. Infine il cinguettio del prof. Stefano Ceccanti: “Qualcuno spieghi a Tremonti…..che la legge europea e la legge di delegazione europea sono a prevalenza Camera”.

giuseppe_lauricella_daticamera               Giuseppe Lauricella

La lingua ed il becco battono dove il dente duole! Provo qui di seguito a rispondere:

A) dopo che “Brexit” ha reso evidente quanto centrale e drammatica è (e sarà) la crisi europea, anche dalle parti del “SI” è diventato impossibile fare gli struzzi ignorando il pessimo rapporto che si andrebbe a stabilire tra la nuova “Costituzione” e l’Europa. Anche per questo tanto l’On.le Gozi, quanto l’On.le Lauricella sono oggi costretti a riconoscere l’esistenza e la rilevanza dell’art. 87 della loro nuova “Costituzione” ed in specie ad ammettere che oltre ogni dubbio (basta leggerlo) questo articolo attribuisce al nuovo “Senato” una piena competenza bicamerale in materia di “Trattati europei”.In aggiunta va notato che anche l’art. 80 nel regolare la procedura di autorizzazione alla ratifica, prevede espressamente che “Le leggi che autorizzano la ratifica dei trattati relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea sono approvate da entrambe le Camere”. Si tratta di un caso di omonimia? O erano gli stessi che, voci nel vasto coro, cantavano il miracolo di una riforma fatta per “eliminare il bicameralismo”? Cercando di correre ai ripari, tanti e certo non solo i sopra citati Onorevoli Gozi e Lauricella oggi fanno a gara per giustificare comunque l’art. 87. Lo fanno enfatizzando e valorizzando in una logica “neo-federalista” la competenza bicamerale del nuovo “Senato”. Così che inneggiano alla “rappresentanza dei territori” (Gozi) o parlano di una “Camera di rappresentanza di regioni ed enti locali che controlli e condivida le modifiche o l’introduzione di trattati che poi incidono sulla nostra vita sociale, economica, politica” (Lauricella).

Gli argomenti “federalisti” così formulati prendono in realtà la forma tipica delle difese cosiddette “suicide”. Infatti:
a) la competenza del nuovo “Senato” non è stata limitata ai “territori”, ovvero limitata alle materie di interesse municipale e regionale (come sarebbe stato corretto), ma “tout court” estesa all’Europa. E dunque, dato quello che fa o pretende di fare e normare e regolare l’Europa, così si finisce per dare al nuovo “Senato” una competenza quasi universale!
b) proprio perché tutta questa competenza europea è, e sempre più sarà strategica e decisiva per il nostro futuro, risulta per contro evidente che l’organo deputato ad esercitarla (il “Senato” dei 100 zombie nominati) sarà drammaticamente e grottescamente inadeguato. Nessuno potrà imporgli la fiducia, per contro quasi tutti i senatori offriranno sul mercato politico il loro voto. Come è stato sempre e tipico, nei “Senati” della decadenza.
In altri termini: se la competenza del nuovo “Senato” fosse stata limitata alle materie municipali e regionali, questa sarebbe stata una scelta logica. Peccato che, forse senza valutare ciò che si stava facendo, si è invece scelto di attribuire al nuovo “Senato” una competenza che si ripete sarà quasi universale!
Va poi ancora notato, per concludere su questo punto, come l’On.le Gozi divaghi e svicoli parlando anche dell’art. 55. Ma, nella critica alla nuova “Costituzione” fatta dal lato europeo, non si è mai criticato il disposto parlato dell’art. 55! In realtà quanto è previsto nell’art. 55, se ci si fosse fermati qui, non sarebbe stato poi così male. Ma purtroppo si è andati molto oltre! Il vizio radicale sta – si ripete – nel fatto che sono stati aggiunti anche gli altri due articoli: oltre all’art. 87, anche l’art. 70.

B) nel testo dell’art. 70, primo comma, si dispone che: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere (N.B. Dunque, anche dal nuovo Senato) per…la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione ed alla attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea”.

E’ questa una norma che, affidata alla competenza (sic!) del nuovo “Senato”, minerà alla base l’architettura e bloccherà la dinamica della normativa europea. L’On.le Lauricella scrive che l’art. 70 è solo una replica di quanto oggi è già disposto dalla L. n. 234/2012, considerando le due norme come una normativa fissa, blindata, non modificabile. Lo stesso aggiunge, a riprova: modificata “solo due volte in trenta anni”. Non è affatto così e non sarà certo così in futuro! Solo l’anno scorso sono state infatti operate (evidentemente ad insaputa dell’On. Lauricella) già tre modifiche della citata L. 234/2012. Modifiche che, dopo un paio di Decreti Legge (!), sono state introdotte nella Legge di Stabilità per il 2016. Qui si veda l’art. 1, comma 810; comma 813, comma 814!

Si è in specie trattato di interventi resi assolutamente necessari per: “Il recepimento della normativa europea”; per “L’esecuzione delle sentenze della Corte di giustizia UE”, per “L’ esercizio dei poteri sostitutivi”!

Si può solo aggiungere che interventi di questo tipo saranno sempre più necessari e saranno domani di piena competenza del nuovo “Senato”!

C) è poi errata la conclusione cui arriva l’On.le Lauricella, ancora scrivendo sull’art. 70, sostenendo la tesi che: “sarebbe comunque la Camera che decide in via definitiva”. E no: essendo quella disposta dall’art. 70 una competenza bicamerale piena, nessuna delle Camere potrà decidere in definitiva!

D) l’On.le Lauricella scrive poi ancora, con eleganza, di “… confusione di Tremonti”. Se l’On. Lauricella avesse la cortesia di controllare come ho votato in Senato, potrebbe verificare che ho sempre votato “no” (e non solo sulla riforma costituzionale, anche sulla legge elettorale)!

E) infine è venuto il cinguettio di Ceccanti, sulla “Legge europea” e sulla “Legge di delegazione europea”. In realtà non ho mai parlato, e per la verità neppure l’On.le Gozi e l’On.le Lauricella parlano di “Legge europea” e di “Legge di delegazione europea”, ma solo degli art. 70 ed 87 della nuova “Costituzione”. Norme queste che mi pare bastino ed avanzino per giustificare la tesi del caos europeo prossimo venturo che sarà portato dalla nuova “Costituzione”.

MA IL VOTO DEL MAI È UNA CONTINUA SORPRESA:

onida-tagliata               Valerio Onida

Con i ricorsi contro la formulazione del quesito referendario presentati dal presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida “ci può essere il rischio di un rinvio del voto sul referendum”: è l’opinione espressa oggi a Firenze da Gustavo Zagrebelsky.

“Uno dei ricorsi, quello presentato al tribunale civile di Milano, è rivolto a sollevare una questione di costituzionalità sulla legge che regola questo tipo di referendum – ha ricordato – Se si solleva una questione di questo tipo, le cose vanno poi alla primavera, conoscendo un po’ i tempi della Corte. Il rischio è dunque che un’iniziativa del genere possa portare a rinviare la data del voto referendario”

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Gustavo Zagrebelsky

Secondo Zagrebelsky, dal punto di vista giuridico “esistono ottimi argomenti per sostenere la tesi di Onida, che porta allo smembramento della domanda in tante domande quanti sono i temi”, affrontati dalla riforma costituzionale. Ma dovrebbe, aggiunge il costituzionalista, “essere appunto intesa per quello che è, un’azione solo giuridica, non politico costituzionale. Inoltre, sotto il profilo dell’opportunità, non vorrei che iniziative così venissero catalogate come le solite iniziative da giuristi formalisti che guardano ad aspetti particolari, astratti dal nucleo vero delle questioni. Ecco: io tutto quello che adesso può sembrare solo formale, e non sostanziale, per il momento lo lascerei perdere”.

Zagrebelsky è poi tornato nel merito della riforma, confermando le sue posizioni di totale opposizione al ddl Boschi. “Questa riforma potrà servire al Pd e al suo segretario” ha detto il costituzionalista, spiegando che “il punto è la
possibilità di un governo quasi senza vincoli, e io non vorrei essere governato senza vincoli né da Renzi, né da Grillo, né da Berlusconi, né da Salvini, o chi potrà esserci; non per costoro in sé, ma sulla base della preoccupazione per cui del potere si può abusare”.

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