758.- Russia-Usa, per Maurizio Blondet è da lucidi “prepararsi a una guerra mondiale”

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“E’ solo un fatto di lucidità mentale prepararsi a una guerra mondiale”, non usa giri di parole Maurizio Blondet, giornalista e scrittore, per commentare le notizie inquietanti che arrivano da Mosca con il Cremlino che invita gli abitanti a prepararsi in vista di un attacco.

In Russia c’è un clima di guerra con tanto di esercitazioni, scorte di cibo e rifugi antiatomici. Secondo lei quanto c’è di vero?

«Non si parla mai delle minacce reali che personalità americane hanno rivolto alla Russia. Sembra che questi russi siano paranoici ma il ministro della Difesa americano, che ha già dato prova di non obbedire neanche a Obama, ha annunciato un fortissimo riarmo nucleare per il quale ha stanziato 330 miliardi di dollari. Il sistema nucleare era rimasto fermo a vecchi sommergibili e bombardieri mentre lui ha annunciato di volerlo riammodernare. Questa una volta si chiamava corsa al riarmo. Noi in Europa invece pensiamo di essere al sicuro nelle mani di Juncker e della Merkel».

La probabile vittoria di Hillary Clinton contro Trump, l’8 novembre, quanto può incidere?

«Avvicinerà sicuramente alla guerra, la Clinton è la candidata preferita in America di questo gruppo che ha preso il potere. Non sono gli americani a voler la guerra ma questo gruppo che dall’11 settembre 2001 ha preso il potere. In Usa vengono chiamati neocon (neoconservatori ndr)».

Russia-Usa, per Maurizio Blondet è da lucidi ‘prepararsi a una guerra mondiale’ Putin sulle famose email della Clinton ha detto che il problema non sono gli hacker ma il contenuto di quanto è stato cancellato. Cosa ne pensa?

«Putin dopo l’aggressione americana in Siria, a sole 48 ore di distanza dalla firma della tregua da parte del ministro degli esteri Usa, dice chiaramente che non ritiene più gli Stati Uniti un interlocutore credibile. Hanno violato una tregua il giorno dopo, che è tipico dei neocon».

Il Papa implora il cessate il fuoco ad Aleppo. In Siria chi è la vittima e chi il carnefice?

«Ormai Aleppo è persa, l’aggressore non è la Russia, i terroristi hanno ricevuto dagli americani armi nuove e pericolosissime, missili a spalla. Prima evitavano di darle perché è chiaro che qualunque terrorista potrebbe far saltare gli aerei di linea, ora invece hanno cambiato strategia. Questo è un dato molto allarmante per i russi. E’ solo un fatto di lucidità mentale prepararsi a una guerra mondiale».

Quindi per lei il rischio di una guerra mondiale è concreto?

«Certo, la possibilità è concreta, non si avverte solo perché i media italiani hanno taciuto alcune cose».

13 ottobre 2016 ore 13:59, Andrea Barcariol

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4 pensieri su “758.- Russia-Usa, per Maurizio Blondet è da lucidi “prepararsi a una guerra mondiale”

  1. La Casa Bianca sta valutando la possibilità di sferrare un attacco informatico contro la Russia, in risposta alle sospette azioni di interferenza da parte di Mosca nelle elezioni presidenziali Usa. Lo riporta la Nbc News, citando fonti dell’intelligence statunitense a conoscenza del progetto. Secondo le fonti, la Cia sarebbe stata incaricata di presentare all’Amministrazione Obama varie opzioni per un’operazione “clandestina” di attacco informatico ad ampio raggio allo scopo di danneggiare e “imbarazzare” la leadership del Cremlino. Le fonti citate dalla Nbc News non forniscono i particolari delle misure allo studio della Cia, ma riferiscono che l’agenzia di intelligence ha già avviato i preparativi dell’operazione, tra i quali la scelta dei bersagli da colpire. La Cia avrebbe inoltre già raccolto una serie di documenti dai quali emergerebbero dettagli sulle attività finanziarie illecite condotte dal presidente russo Vladimir Putin e dagli oligarchi a lui vicini. Una conferma indiretta alle rivelazioni di Nbc News è giunta venerdì dal vice presidente Usa Joe Biden che, intervistato nel programma ’Meet the Press’, ha affermato che gli Stati Uniti «stanno per mandare un messaggio» a Putin e che “sceglieremo noi il momento e le circostanze che avranno l’impatto maggiore”.

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  2. LIBERO ESTERI.- I rapporti tra Stati Uniti e Russia stanno vivendo il loro punto più basso dai tempi della Guerra Fredda. E sono i fatti più recenti a spingere gli osservatori diplomatici a non nascondere più la preoccupazione di un’escalation della crisi da diplomatica a militare. L’allarme più inquietante è arrivato dall’ultimo presidente dell’Unione sovietica, Mikhail Gorbaciov, che in un’intervista a Ria Novosti ha detto: “Il mondo è giunto a un punto pericoloso: è necessario fermarsi e riprendere il dialogo, la cui conclusione è stata il più grande errore”.

    Solo nel 2010, Barack Obama e Dmitri Medvedev firmavano il trattato Start, con il quale venivano resettate incomprensioni e tensioni per avviare un apparente periodo di dialogo cordiale. Un clima durato appena due anni, cioè da quando Vladimir Putin è tornato alla guida del Cremlino e ha riportato tutta la sua sfiducia sulle mosse americane.

    Da quel momento la degenerazione dei rapporti è stata rapidissima. Al progetto della Nato di schierare batterie di missili antimissili in Polonia, Putin ha risposto minacciando ritorsionni sui trattati nucleari. Due anni dopo lo scontro in Ucraina ha portato all’annessione della Crimea alla Russia, punita dall’Onu con pesanti sanzioni economiche.

    Le ultime tappe proprio negli ultimi giorni. Obama ha protestato per le presunte incursioni hacker russe che avrebbero interferito nelle elezioni americane. La Russia ha fermato i negoziati per un accordo sullo smaltimento del plutonio e ha dislocato missili nucleari nell’enclave baltica di Kaliningrad, puntandoli contro l’Europa finché non verranno cancellate le sanzioni e il blocco commerciale con Mosca. Sull sfondo il conflitto in Siria, dove Russia e Stati Uniti restano divisi dalla presenza ingombrante di Assad.

    In un momento così delicato, Gorbaciov ha provato a richiamare tutti alla ragione, chiedendo di proseguire il processo di riduzione delle armi nucleari e riavviare in modo congiunto la lotta al terrorismo, oltre che la prevenzione dei disastri ambientali: “Rispetto a queste sfide, tutto il resto – ha detto Gorbaciov – passa in secondo piano”.

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  3. Nuove truppe, missili e navi schierati nel Mar Nero e, approfittando del conflitto in Siria nel quale la Russia è l’attore dominante, anche nel Mediterraneo. Rifugi antiatomici che sorgono come funghi nelle principali città. E ancora sorvoli di bombardieri lungo le linee che separano i cieli internazionali da quelli dei Paesi Nato, frasi a effetto. E lo schiaffo a Hollande, dal quale Vladimir Putin ha deciso all’ultimo di non andare.

    In Russia è in atto una vera e propria escalation che sta riportando il Paese alla guerra fredda. Come riporta il Corriere della Sera, il governatore di San Pietroburgo ha ordinato lunedì scorso di accumulare riserve di grano. Le autorità cittadine dovranno essere in grado di garantire a ogni abitante 300 grammi di pane per almeno 20 giorni. La settimana scorsa, in scuole e uffici di tutto il Paese si sono svolte speciali esercitazioni condotte dalla protezione civile: cosa fare in caso di attacco, dove si trovano i rifugi contro i bombardamenti e via dicendo.

    Ieri, poi, diversi internet hanno riportato un ordine emesso dal Cremlino e indirizzato a parlamentari e funzionari statali perchè facciano rientrare al più presto i parenti che si dovessero trovare all’estero. Putin, insomma, mostra i muscoli. E vuol far vedere ai suoi avversari e potenziali nemici all’estero che il suo Paese è pronto dall’oggi al domani ad affrontare un conflitto nucleare, e non solo da un punto di vista strettamente bellico. Per Aleksej Venedtikov, direttore della radio indipendente Eco di Mosca, “si tratta di movimenti verso un conflitto che potrebbe iniziare anche casualmente”.

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  4. L’ira di Putin contro la Nato e l’Italia: “Aggressione militare”!

    Non si è fatta attendere, la risposta della Russia alle dichiarazioni del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, il quale ha annunciato l’invio di un contingente di forze speciali nei Paesi Baltici che dal 2018 sarà sotto comando italiano per far fronte a quelle che ha definito “crescenti dimostrazioni di forza” da parte del Cremlino.

    “La politica della Nato è distruttiva. Questa politica – ha dichiarato la ministra degli Esteri della Federazione Russa, Maria Zakharova – non mira alla lotta contro minacce e sfide comuni, ma a un ulteriore allontanamento dei Paesi gli uni dagli altri”. La portavoce della diplomazia di Mosca denuncia, inoltre, che “invece di sviluppare relazioni profonde e di buon vicinato, l’Alleanza è impegnata a costruire nuove linee di divisione in Europa”.

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