745.-LO SAPEVATE? “COSÌ I SERVIZI SEGRETI ITALIANI HANNO ADDESTRATO I JIHADISTI”

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Sfila il GIS, Gruppo di intervento speciale dell’Arma dei Carabinieri

Completiamo questa tornata di aggiornamento sulla Siria con qualcosa di italiano: Tutti i Governi occidentali hanno superato le difficoltà di convincere i rispettivi Parlamenti ad autorizzare operazioni belliche, rectius, a dichiarare la guerra, dedicandovi le rispettive forze speciali, alias, reparti o servizi segreti. Così, anche l’Italia, in Siria, come in Libia e altrove. I membri delle Forze speciali italiani sono definiti Incursori. Alcuni reparti delle forze armate, come il 9º Reggimento d’assalto paracadutisti Col. Moschin, che qui vedete in parata, possono essere utilizzati come forze di supporto per le operazioni speciali. E c’è anche un Comando interforze per le operazioni delle forze speciali, che si occupa della pianificazione delle operazioni speciali per tutte le forze speciali Italiane e che è posto alla diretta dipendenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa.

Fanno parte delle forze speciali italiane (TIER 1) un reparto per ogni singola forza armata e precisamente:

Esercito.
Rgt paracadutisti: 9º Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”;
Marina.
Gruppo operativo incursori del COMSUBIN – Raggruppamento subacquei ed incursori “Teseo Tesei”;
Aeronautica.
17º Stormo Incursori;
Carabinieri.
G.I.S. – Gruppo di Intervento Speciale.

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Il 9º Reggimento d’assalto paracadutisti Col. Moschin, in parata

Insomma, tutti questi uomini possono andare a combattere per l’Italia, senza che sia dichiarato lo Stato di Guerra. Tranne il personale medico, eventualmente al seguito, sono tutti volontari, ma se disgraziatamente succedesse qualcosa, sarebbero tutti turisti sfortunati, come furono gli aviatori del Golfo Bellini e Cocciolone, cui fu negato lo status di prigioniero di guerra. Ma torniamo in Siria.

Prima gli insegnamenti sulle tecniche di combattimento, poi le porte in faccia. Migliaia di combattenti siriani nel 2013 hanno ricevuto diverse lezioni da parte dei servizi italiani in campi di addestramento in Siria. Lezioni che però si sono concluse con l’arruolamento dei siriani proprio tra le cellule terroristiche che hanno rafforzato le truppe dell’Isis. I campi di addestramento, che erano noti anche alle principali forze di intelligence internazionali (comprese ovviamente quelle turche e quelle giordane), vedevano alternarsi gruppi, come ricordò Franco Bechis su Libero, di sei istruttori per campo ogni tre mesi. Ma l’operazione finì malissimo: praticamente tutti gli addestrati divennero combattenti dell’Isis nei mesi successivi o furono arruolati da organizzazioni terroristiche locali, come la stessa Al Nusra che avrebbe poi gestito il rapimento di Greta e Vanessa. All’Isis e alle altre organizzazioni terroristiche fiancheggiatrici passarono, così, anche importanti informazioni di intelligence detenute dalla coalizione internazionale dei volonterosi che li combatteva. L’incidente, sempre come ebbe a ricordare Libero, provocò non solo le immediate proteste delle altre intelligence, ma anche più di una segnalazione diplomatica che mandò su tutte le furie il presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

E così anche l’episodio avrebbe portato al ribaltone nei servizi. Furono infatti 86 le sostituzioni di dirigenti, capo reparto, responsabili di zona avvenute in quelle settimane. Un passo per evitare gli errori del passato.

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Il Gruppo operativo incursori del COMSUBIN della Marina Militare.

 

 

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