733.-MA QUALE DEMOCRAZIA, GLI ITALIANI VIVONO SOTTO DITTATURA!

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Democrazia. Che cos’è la democrazia? Mi affido al dizionario Treccani: “Forma di governo che si basa sulla sovranità popolare e garantisce ad ogni cittadino la partecipazione in piena uguaglianza all’esercizio del potere pubblico”, poi mi viene in mente la situazione italiana. In Italia il popolo non conta più nulla, gli italiani si sono dimenticati cosa vuol dire andare alle urne per la composizione del Parlamento. Abbiamo visto succedersi Mario Monti, Enrico Letta ed ora quella cariatide di Matteo Renzi assistendo ad autentici colpi di Stato. Una vera e propria volontà di estromettere la gente comune dalle decisioni della politica, il tutto effettuato in silenzio senza che nessuno alzi la testa. Recentemente il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dichiarato che la sovranità appartiene alla gente, bene era tanto tempo che le mie orecchie non sentivano un discorso del genere, ma la realtà dei fatti è diversa. Intano i poteri forti hanno deciso, grazie ai burattini che ci governano, di renderci schiavi, animali da traino verso il precipizio. Impedirci di andare a votare è un crimine, un crimine gravissimo. Così facendo le alte sfere pilotano i propri interessi disegnandosi su misura le normative, in confronto le leggi ad personam di Silvio Berlusconi sono una favola per bambini. Pianificano e studiano le mosse migliori per tutelare i propri interessi, riuscendo liberamente ad arrivare dove vogliono senza nessun impedimento. Ci stanno togliendo tutto, la dignità in primis.
Il Premier fiorentino viene contestato, puntualmente, in ogni angolo d’Italia, ma è arrivato a dire, in maniera quantomeno supponente, che a lui la scorta non serve. Non serve perché è la gente che lo protegge, una visione che rasenta la follia. La realtà che diventa distorta, in ogni città in cui Renzi si è recato solo l’intervento delle Forze dell’ordine ha impedito che venisse linciato. Continui scontri si succedono, continui insulti piovono sul governo, ma la tracotanza dei forti non ha limiti e non conosce vergogna.
La disoccupazione dilaga e continua a salire, le tasse crescono a velocità vorticosa, Equitalia ha la spocchia di mettere spalle al muro migliaia di nostri concittadini, compresi i piccoli-medi imprenditori, privandoli anche dell’aria per respirare. I clandestini, per contro, vengono sostenuti con soldi, cibo ed alloggi. E’ di questi giorni la notizia che in provincia di Pavia, sindaci ed agenzie immobiliari commissionate dalle istituzioni sono alla ricerca di immobili da destinare agli immigrati. Capite? Mentre gli italiani affondano, il governo volge la testa dall’altra parte. Il business dell’immigrazione non conosce latitudine, non conosce timore. Continuiamo a pagare per stranieri e rom che a loro volta non sanno neanche com’è fatta una cartella esattoriale. Vivono alla giornata e nessuno fa niente per fermare una criminalità, ogni giorno, sempre più dilagante. La politica, giocando a mosca cieca, depotenzia in maniera volontaria Polizia e Carabinieri che ad oggi hanno un solo compito, quello di evitare l’aggressione fisica da parte del popolo, esausto, ai danni dei vertici dei palazzi di cristallo. La parte vitale della nazione non conta niente.
La gente muore di fame, in senso letterale, ma il nuovo Pd, la nuova generazione di sinistra, i rottamatori del vecchio girano per il paese parlando di referendum. Un referendum farsa, creato su misura per l’ego smisurato del nostro primo ministro. Qui manca il companatico da mettere nel piatto, manca il lavoro, le aziende chiudono, i negozi abbassano le serrande, i giovani rimarranno disoccupati a vita, gli anziani percepiscono dopo anni e anni di lavoro e sacrifici una pensione da fame, ma loro se ne fottono. Dettano legge e ci trattano come burattini, per poi essere bistrattati da Angela Merkel che impone all’Italia i suoi comodi e dall’ambasciatore americano, John Phillips, che si è permesso di dire che qualora vincesse il no, al prossimo referendum sulla Costituzione, per l’Italia sarebbe una tragedia. Ci dicono che senza l’Europa falliremmo, che gli investitori scapperebbero e che per tutti noi sarebbe la fine. Come scavarsi la fossa con le proprie mani, in solitaria. Ma invece basta guardare l’Inghilterra, dove ha trionfato la lungimiranza del Brexit, per renderci conto di come l’Unione Europea sia la causa di ogni nostro malanno. Il paese della Regina Elisabetta è in perfetta forma ed ha ripreso il suo cammino su basi più solide, basta leggere i dati che provengono dalla borsa e dalla ripresa della sterlina. Allontanarsi da Bruxelles e soci è l’unica soluzione per salvarsi, per tornare ad essere sovrani, per tornare ad essere padroni della moneta che circola da Bolzano a Palermo. Abbiamo bisogno che i nostri soldi rimangano tra questi confini, così da essere investiti per gli italiani, senza se e senza ma. Qui tutti ci raccontano una marea di frottole e ci prendono per stolti. Non dobbiamo farci prendere per i fondelli da quattro traditori rivoltanti. Veniamo trattati come spazzatura da chiunque e la nostra classe dirigenze non è in grado, non ha le palle, di dire NO! ad un meccanismo atto a schiacciarci. Rimaniamo inermi davanti ai capetti che hanno deciso, dall’alto di Strasburgo, che l’Italia deve fallire. Queste persone devono capire che noi non ci sottometteremo mai. Bisogna tirare fuori il coraggio e mandare a casa questi codardi da strapazzo.
A questo punto una domanda mi sorge spontanea e la rivolgo a chi sostiene questa Europa nonostante tutto. Come mai da quando siamo entrati nell’Unione Europea restiamo a crescita zero sotto tutti i punti di vista? I dati positivi sono un ricordo lontano, cancellato dal tempo, ma siamo qui a farci imporre di comprare prodotti dall’estero e, per esempio, realizzare la mozzarella con il siero congelato di latte straniero. Ma vi rendete conto? Il nostro olio, proveniente per lo più dal meraviglioso Salento, viene buttato via se non addirittura eradicati gli ulivi. Ed in tutto questo i vari Jean-Claude Juncker ci chiedono di misurare i cetrioli da raccogliere nei campi e che al mercato le banane e le zucchine da vendere devono essere quelle esclusivamente dritte. Vi rendete conto da che pagliacci veniamo comandati? Siamo dei vigliacchi e per questo seguiamo come un cagnolino scodinzolante gli Stati Uniti d’America, rovinando ogni rapporto fruttifero con la Russia. L’embargo nei confronti di Mosca che ci è costato miliardi e miliardi di euro, rovinando imprese e i lavoratori italiani. Assurdità di quest’epoca. I nostri governanti fanno il loro gioco non il nostro ed hanno toccato il fondo. Ora spetta a noi ribellarci.
Questo articolo è stato scritto lunedì 19 settembre 2016 per www.ilgiornale.it da
Andrea Pasini: Fieramente lombardo ma soprattutto fiero di essere italiano. Classe 1981, giovane imprenditore grazie ai molteplici sacrifici dei miei genitori che mi hanno dato la possibilità di iniziare a gestire l’azienda di famiglia con 70 anni di storia alle spalle; eredità di cui provo a mostrami degno giorno dopo giorno, con umiltà. Cristiano convinto. Sposato con due figlie. Scrivo perché penso che sia giusto esprimere quello in cui si crede con coraggio e senza paura. Amo il mio Paese e il popolo italiano. Sogno una classe dirigente, che metta al primo posto il bene comune rispetto ai propri interessi personali, che sappia amare il proprio lavoro vivendolo come una missione civica e che riesca a meritarsi coi fatti l’onore di rappresentare un grande popolo e una grande nazione qual è l’Italia. Penso che gli imprenditori italiani siano degli eroi perché tutti i giorni, seppur vessati dalle tasse e da una burocrazia pachidermica, continuano a tenere duro.

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