720.- L’ECCELLENZA DELL’ISTITUTO ONCOLOGICO DI AVIANO.

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Sarebbe difficile immaginare una località più… roboante, con il boato degli aerei che rompe in continuazione i timpani in una delle più grandi basi NATO in Europa: Aviano. Per un croato qualsiasi, Aviano è soltanto una ridente località lungo la strada che porta al centro sciistico di Piancavallo. Quelli meno sprovveduti, però, come pure i malati oncologici di tutta Italia, di alcuni Paesi limitrofi, e così anche tanti croati, sanno bene che ad Aviano c’è una struttura ospedaliera nella quale ogni giorno si… inventa la medicina. Una medicina che i centri oncologici più evoluti avranno domani e quelli mediocri probabilmente mai.
Non è soltanto il fatto che ad Aviano vengono applicate tecnologie, ricerche e metodi mai adottati prima in questa parte d’Europa, raramente in altre parti del mondo, bensì di un approccio unico che non trova riscontro nemmeno in altre parti d’Italia. È difficile incontrare casi in cui, come ad Aviano, una medicina clinica e di ricerca così innovative, abbinate a una solidarietà unica con i malati, ottengano un sostegno del genere nella comunità, da parte dei cittadini e dei volontari, dei politici, dei banchieri e degli industriali. È chiaro ed evidente che si tratta di una tradizione radicata in questa parte d’Italia, qui nel Friuli Venezia Giulia. Qui incontrerete persone semplici, gentili e disponibili, che vi faranno cambiare radicalmente alcuni stereotipi tipicamente croati sulla sanità, sul denaro e sulle malattie. Quelli che, ad esempio, sostengono che la sanità croata sia stata rovinata dal capitalismo, ad Aviano avranno modo di ricredersi. È guardando da questa prospettiva che si riesce a capire che la sanità croata è stata distrutta da pessimi professionisti e persone senza anima, ai quali non importano né i malati né gli esperti, e neppure un sistema sanitario efficace. È stata distrutta da una politica arrogante, nella quale la salute dell’uomo non rappresenta un patrimonio sociale di prim’ordine, bensì è un privilegio per pochi e, di conseguenza, nient’altro che merce.

Aviano e Milano, centri di fama mondiale

Il Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano è uno degli 8 istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) che operano in Italia in ambito oncologico. Gli esperti sostengono che quelli di Milano e Aviano appartengano al top europeo e mondiale in campo oncologico. Il CRO mantiene una stretta collaborazione scientifica e operativa con numerosi centri oncologici in tutto il mondo e recentemente il Ministero canadese della Sanità ha dichiarato il CRO di Aviano Centro internazionale di eccellenza. L’Istituto è anche un centro didattico per le Università di Milano, Trieste, Udine e Modena. Più che dei dati riguardanti i progetti internazionali in cui il CRO di Aviano è incluso, stupisce il numero di malati che per anni sopravvive alle malattie più maligne. L’oncologia molecolare, la farmacogenomica e proteomica dei tumori, la bioimmunoterapia, l’immunoematologia, l’oncoematologia sperimentale, la terapia con cellule staminali, le ricerche sui vaccini, su nuovi farmaci e metodi diagnostici e terapeutici, per il settore oncologico in Croazia rappresentano soltanto un sogno.
Se volessimo proprio fare dei paragoni con la Croazia, la differenza più mortificante – proprio perché non ha nulla a che vedere con i soldi bensì con l’approccio verso il malato – riguarda il rapporto nei confronti dei pazienti, che a ogni passo si sentono al centro dell’attenzione, perché è per loro che esiste l’Istituto e non viceversa. Un ambiente amichevole, un’atmosfera non lussuosa ma intima, quasi familiare, un luogo dove vi faranno capire in tanti modi che siete i benvenuti; sono elementi che trovano difficilmente riscontro in Croazia, eccezion fatta per alcune oasi di entusiasmo sopravvissute agli esperimenti compiuti nella sanità croata. Non stiamo parlando di pazienti privati. Ce ne sono, sì, ma sono in minoranza. La maggior parte sono quelli che si curano a carico del sistema sanitario pubblico. Circa 720 dipendenti, dei quali circa 600 fissi, compiono circa 100.000 visite all’anno. La maggior parte dei pazienti, durante le terapie, trova sistemazioni fuori dall’ospedale.

Medicina personalizzata

L’Istituto festeggia quest’anno il 25.esimo anniversario e come in tutte le cose, anche nel celebrare questo importante giubileo l’importanza maggiore viene data a questa sorta di alleanza con la realtà locale, con le strutture della società, coi volontari, con i pazienti e i loro familiari. Tra le varie attività organizzate e sostenute dall’ospedale figurano concerti, azioni umanitarie organizzate dal personale sanitario, mostre artistiche, tornei sportivi e altre manifestazioni. Il significato della comunità lo si percepisce non appena varcata la soglia dell’Istituto. Sui pannelli posti nell’atrio trovate una “carta d’identità” dell’ospedale, compresi i dati sul personale, i risultati di un’inchiesta sull’opinione dei pazienti sulla qualità dei servizi, una presentazione delle nuove tecnologie adottate, i vari riconoscimenti nonché le delibere dei vari consigli su cambiamenti, nomine, ecc. Sui pannelli sono affissi anche i prezzi dei servizi forniti da ogni singolo specialista, ai quali è concesso effettuare visite e consultazioni private. Le tariffe vanno in media dagli 80 ai 100 euro, raramente 150 e 200 quando si tratta di esperti di fama mondiale.
Non basta. Mentre negli istituti privati in Croazia pagherete, ad esempio, circa cento euro un’ecografia della mammella e una mammografia fatti da un medico che non ispira nemmeno la dovuta competenza, dove poi un livello di eccellenza, ad Aviano o a Pordenone pagherete 150 euro per fare l’ecografia e la mammografia digitale (una nuova metodica diagnostica che in Croazia non viene ancora utilizzata) presso qualche specialista di spicco nel campo della diagnostica dei tumori al seno. Se non siete particolarmente curiosi, forse vi sfuggirà la medicina altamente personalizzata che viene sviluppata qui ad Aviano, ma non potrete mancare di notare il modo in cui i medici accolgono i pazienti, sia nelle strutture private che in quelle pubbliche. Il medico accoglierà personalmente ogni singolo paziente già nella sala d’aspetto, gli porgerà la mano e lo accompagnerà nel suo studio. Un rapporto simile viene mantenuto anche nei confronti dei colleghi croati. Per quanto il parere del medico in Croazia possa discostarsi da quello che vi è stato fornito ad Aviano, non sentirete mai una critica nei confronti dei colleghi croati. Anzi, i medici di Aviano vi consiglieranno di eseguire in Croazia determinate analisi per evitare spese superflue.

Radioterapia all’avanguardia

Il reparto di oncologia radioterapica gode di una reputazione molto alta. Sono molti i pazienti croati che si trovano in cura dai medici oncologi radioterapisti dott. Emilio Minatel e dott. Mauro Arcicasa. Qui vengono applicate tutte le migliori tecnologie radioterapiche attualmente a disposizione presso il CRO di Aviano, come la IMRT (Radioterapia ad Intensità Modulata), la Tomoterapia, la stereotassi e la IORT (Radioterapia Intraoperatoria). Il fattore chiave, secondo il dott. Arcicasa, è il connubio tra tecnologia e “pilota”. Ed è proprio grazie ai continui progressi compiuti nella tecnologia radioterapica che il CRO di Aviano gode di una simile reputazione in Europa e nel mondo.

Ci sono anche medici dalla Croazia
Molto di frequente, le persone vengono qui per ottenere un secondo parere, e Aviano è un istituto di livello europeo dove è possibile ottenerlo. Lo può testimoniare la dott.ssa Senka Juzbašić di Fiume, grazie al cui impegno e interessamento moltissimi pazienti provenienti dalla Croazia hanno potuto curarsi ad Aviano. Ha lavorato all’’stituto per 10 anni, mentre gli ultimi 5 anni lavora al reparto di Oncologia presso il vicino ospedale di San Vito. Suo marito, il dott. Luciano Abbruzzese, lavora presso il reparto di immunoematologia, trasfusionale e analisi cliniche. Ad Aviano lavorano ancora la dott.ssa Tanja Barešić di Fiume, specialista di medicina nucleare, e la dott.ssa Mira Matović di Pola, anestesiologo. Nel bar dell’ospedale, invece, troverete la sempre sorridente e disponibilissima Mihaela di Umago. Secondo la dott.ssa Senka Juzbašić, la differenza più grande tra Italia e Croazia sta nelle condizioni di lavoro. A favore dell’Italia, naturalmente, dove la posizione del malato e i suoi diritti sono, a suo parere, a un livello superiore.

«La vita vi aspetta fuori…»
“Non chiedermi come sto ma dimmi cosa c’è fuori”. È il titolo di un libro contenente i diari e le testimonianze di giovani malati di tumore, pazienti presso l’“Area Giovani”. Un modello in cui insieme a competenze e cure mediche si offre ai pazienti un eccezionale supporto psicologico per affrontare la malattia, in una fase della vita delicata e spesso trascurata, il passaggio tra infanzia e maturità. I testi raccolgono sfoghi, emozioni, speranze di vita, ma anche racconti sull’esperienza straordinaria del CRO. Dedicato ai ragazzi dai 14 ai 24 anni, la struttura vanta competenze d’avanguardia nella cura oncologica, e uno staff di medici e psicologi specializzati nelle cure nell’età evolutiva. Un luogo dove, accanto all’esperienza medica, trovano spazio operatori e “sostenitori” speciali, che aiutano i ragazzi e li accompagnano nel percorso della malattia: ma il loro è un cammino atipico, sereno, e gioviale.
Le famiglie dei giovani che sono guariti sono piene di gratitudine e auguri per quelli che rimangono. “Abbiamo terminato. È stato l’ultimo ciclo di chemio… La nostra avventura in questo ospedale era iniziata con tante paure e tante speranze. Auguro a tutti voi di guarire. La vita vi aspetta fuori”. Sono le parole della mamma di Luca dopo una lunga battaglia per la vita del figlio, vinta qui ad Aviano.

Il rapporto verso i malati terminali
è il massimo traguardo della civiltà
In Regione ci sono addirittura 16.000 volontari registrati, attivi in tante maniere: dai gruppi di sostegno ed educazione a varie forme di aiuto, come l’assistenza e il trasporto gratuito dei malati in terapia. Da anni, ormai, in vari comuni della Regione si svolgono manifestazioni a carattere umanitario denominate “Lucciolate”, sempre con l’intento di sostenere e raccogliere fondi per la “Casa Via di Natale 2” di Aviano, che abitualmente offre ospitalità gratuita ai parenti dei pazienti e ai pazienti stessi, in cura presso il Centro Riferimento Oncologico di Aviano di Pordenone. Su iniziativa del compianto Franco Gallini, la Casa, come viene semplicemente chiamata, è stata costruita dieci anni fa grazie ai contributi finanziari e all’opera dei volontari. “La Casa è frutto della generosità di tanti cittadini che prima hanno interamente finanziato la costruzione e ora continuano a contribuire per gestirla”, si legge sul sito Internet della Onlus, dove scrive pure che “nello spirito della Casa e in considerazione che l’ospitalità è a titolo gratuito, hanno priorità nell’accoglienza le persone disagiate, con minori possibilità economiche”. La Casa è composta da 46 mini appartamenti, 34 nei due piani di Ospitalità e 12 nell’Hospice, ognuno dei quali diviso in entrata, bagno, cucinino e camera con due letti. A sostenere l’attività sia del CRO che della Casa sono anche gli appartenenti della vicine base militare.
L’associazione è diretta ora dalla consorte di Franco Gallini, Carmen e vi lavorano le suore. Nella Casa è stato predisposto pure un ospizio per i malati terminali. La sua costruzione, come apprendiamo, è costata circa 6 milioni di euro. La sua attività viene sostenuta, oltre che da diverse fondazioni, da numerosissimi cittadini, compresi i più giovani, ai quali viene insegnata la solidarietà fin dai primi passi. Soltanto con la raccolta di tappi di plastica, che poi vengono riciclati, sono state raccolte centinaia di migliaia di euro per la Casa. Se andate a sfogliare i libri con le testimonianze dei suoi inquilini e dei loro familiari, capirete che la malattia può diventare uno dei maestri più saggi della vita, che la morte può essere dolce, come un’amica o un’alleata, e capirete come consentire ai malati terminali di affrontarla con tranquillità, senza paure, senza dolori né patimenti, e questo è uno dei massimi traguardi che la civiltà può raggiungere.

IL DIRETTORE GENERALE DELL’ISTITUTO, GIOVANNI DEL BEN
«La nostra preoccupazione maggiore
il percorso del malato verso la guarigione»
Il paziente è il suo cammino verso la guarigione sono il fulcro dell’attività del Centro di riferimento oncologico di Aviano. A spiegarlo è il direttore generale dell’Istituto, il dott. Giovanni Del Ben. La soddisfazione dei pazienti incide sicuramente su chi ne finanzia l’attività, per cui i pazienti sono i migliori ambasciatori dell’Istituto. Il ricovero dei pazienti avviene in stanze doppie climatizzate, con vani comuni particolarmente accoglienti e confortevoli, biblioteca, TV e Internet. Il numero di posti letto si aggira sui 500 e non verrà aumentato per il semplice motivo che, come sostiene il dott. Del Ben, l’Istituto non potrebbe più funzionare a un livello così elevato.
Attualmente è in costruzione un campus con 70 posti per medici e giovani scienziati che dall’Est europeo verranno qui per specializzarsi e per poi ritornare nei loro paesi d’origine, continuando a collaborare, però, con l’Istituto. È un atteggiamento che rientra nella tendenza della Regione, come sostenuto dal dott. Giovanni Del Ben, di diventare un vero ponte tra l’Europa di oggi e l’Europa del futuro. “Siamo interessati alla collaborazione con l’area dei Balcani e con l’area di Alpe Adria – ha detto il direttore generale del CRO di Aviano – . Nel nuovo piano triennale della Regione, infatti, viene elaborato un piano di collaborazione con l’Austria e la Slovenia per poter accedere più facilmente ai fondi europei e poter offrire i nostri servizi all’Europa e ai paesi membri, tra i quali spero ci sia quanto prima anche la Croazia. Le analisi di base potrebbero venir eseguite nei Paesi d’origine, mentre quelle più complesse verrebbero fatte nel nostro ospedale. L’Istituto focalizza la sua attenzione soprattutto sulla ricerca, oltre che sulla cura dei pazienti oncologici e sul trasferimento all’applicazione clinica dei modelli sperimentali che in un futuro potrebbero divenire dei modelli di routine nella cura dei tumori anche negli altri centri. Attualmente le ricerche più importanti riguardano le terapie con cellule staminali e la ricerca di nuovi vaccini”.
“L’Istituto dispone annualmente di 83 milioni di euro – ha detto ancora il dott. Del Ben –, dei quali 43 erogati dal servizio sanitario, 6 milioni dal Ministero della Sanità per ricerche e progetti, altri 3 milioni per ricerche provenienti da altri fondi, nonché 20-25 milioni di fondi regionali per studi di ricerca scientifica. Le nuove attrezzature vengono acquistate con mezzi assicurati da progetti che l’Istituto svolge per il Ministero. La Regione, inoltre, eroga un milione di euro per investimenti vari, mentre un altro milione circa lo otteniamo da fondazioni bancarie e donatori vari”.
“Meglio investiamo i soldi ricevuti – aggiunge il dott. Del Ben – e più possibilità ci sono di riceverne anche l’anno successivo. Nutriamo grandi speranze nei proventi raccolti attraverso la destinazione dei contribuenti del 5 per mille al CRO di Aviano. Nella dichiarazione dei redditi, infatti, è prevista la possibilità di destinare il 5 per mille dell’Irpef a enti che sono impegnati nella ricerca sanitaria, come, appunto, il Centro di riferimento oncologico di Aviano. Nel 2007 siamo riusciti a incamerare in questo modo tre milioni e mezzo di euro. La cosa più importante non è la quantità di denaro devoluta dalle persone bensì il numero delle persone, il che rappresenta un indice del nostro operato. È certamente motivo di grande soddisfazione sapere che tra i 50 e i 70.000 contribuenti abbiano ‘votato’ per il CRO di Aviano al momento di stabilire la destinazione del 5 per mille, diventando così membri della grande famiglia che aiuta l’ospedale e i malati”.

Servizio di Nađa Berbić

 

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