717.-IL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE ITALIANO SARÀ LA FINE DELL’EURO. ECCO PERCHÉ

 

Ormai – post Brexit – si sta cercando qualsiasi scusa per smontare l’EU franco-tedesca: troppo potere concentrato a Berlino, l’agenda europea è ormai troppo slegata dai valori NATO ed anglosassoni, troppo slegata dall’America. Gli esempi si sprecano:

l’accordo sul North Stream II a seguito dell’affaire greco in cui Germania e Russia hanno architettato una vera e propria presa in giro non tanto alla Grecia, che è vittima mortale, ma degli USA e di Jack Lew in particolare che aveva promesso una soluzione ad Atene, invece sono alla fame.
Le parole del vice cancelliere tedesco Steinmeier, prima del Brexit, contro la NATO – di cui la Germania fa parte – in relazione alle supposte (mica tanto! ndr) provocazioni alla Russia
La partecipazione della Francia agli attacchi in Sirya a fianco della Russia. Il fallimento del TTIP per volere francese e tedesco, volere dichiarato. I comportamenti ondivaghi di Germania e Francia nelle sanzioni a Mosca (esse stesse una follia obamiana che varrà corretta dal prossimo presidente USA, se repubblicano, ma tant’è, ndr)
La folgorazione del Nord Africa e l’annientamento per volere franco tedesco di alleati USA storici, ricordiamo l’interventismo militare del tedesco Sarkozy contro Gheddafi e dunque contro l’Italia (tutt’altro che concluso. ndr)…
Allo scopo, anche Mr Brexit, alias Mr Farage, è recentemente andato in USA in missione (…) a supportare Donald Trump, l’unico anti EU che se eletto – come penso – potrà cambiare veramente le cose.

E’ vero che la scusa per la rottura dell’euro, come da noi preconizzato da anni, passerà da Roma: l’Italia, vera piattaforma militare NATO nel Mediterraneo è e sarà un alleato strategico di Washington, affidabile (di fatto, è occupata. ndr). Nonostante il comportamento tenuto da Obama contro il nostro Paese durante il suo doppio mandato. Per varie ragioni: a Roma prima di tutto non conviene stare nell’€uro, stiamo facendo gli interessi tedeschi e delle elites cooptate al progetto, elites che hanno convertito instabili lire in solidi pseudo marchi. Secondariamente per fare affondare il progetto basta che un paese importante e competitor di Parigi e Berlino se ne vada uscendo dall’€uro e svalutando. Abbiamo innanzi i successi di Londra post Brexit – grazie alla svalutazione della sterlina -, cosa ci facciamo ancora nella moneta unica? Che senso ha?

La giustificazione economica del NO al referendum e quindi all’€uro sta tutto nei tre grafici che vi proprongo, tratti da Zerohedge.

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Anche perchè una Germania senza €uro salterebbe per aria, il marco salirebbe nel breve termine anche del 50% rispetto alla futura lira per poi tornare verso un apprezzamento di circa il 30%, chi comprerebbe più VW, Mercedes e BMW a tali prezzi?

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Ben inteso, l’€uro affonderà solo quando andrà contro gli interessi USA, solo in tale maniera si potrà pensare di romperlo. Certamente gli alleati locali saranno quelli che faranno il lavoro sporco, certamente. Ossia, come al solito, l’Italia.

La mossa Franco-Tedesca di sponsorizzare il Nobel ad Obama all’inizio del suo primo mandato fu mossa geniale, forse per questo la presidenza USA è stata tanto accondiscendente con gli interessi europei dei paesi EU dominanti, fino ad andare contro ai propri interessi (opinione personale). Va anche rilevato come tra i maggiori contributori elettorali (stranieri, …) del prossimo candidato di continuità Dem in USA ci siano proprio le aziende tedesche, Deutsche Bank in testa. Non a caso – notizia di ieri – si sta cercando un accordo finale tra VW e USA per il dieselgate entro fine ottobre prossimo, ossia appena prima delle elezioni americane che cambieranno – si spera – il registro delle confuse e, per  molti versi irrazionali, politiche Usa all’estero.

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Sta di fatto che il governo italiano DEVE spostare il referendum dopo le elezioni USA, magari spostando la data nel 2017 grazie ad una provvidenziale sentenza della Corte Costituzionale che dichiari illegittime alcune parti dei quesiti. Ben inteso, il referendum sarò un rotondo NO, questo è certo, ma dovrà essere una bomba a scoppio controllato, la deflagrazione dovrà avvenire quando tutto sarà pronto. O almeno così dovrà essere se Renzi vuol salvare la pelle (politica, …).

Ben inteso, non si potrà spostare tale data troppo avanti, al massimo a marzo 2017. Anche perché sarà inevitabile che le aziende francesi e tedesche, ben consce di quello che sarà il futuro dell’euro, cercheranno di accaparrarsi – facendo leva sui conti italiani e sullo stato di crisi generalizzata – le aziende nazionali, spero abbiate notato che nelle scorse settimane abbiamo visto insidiate pubblicamente ben 3 nostre multinazionali dai francesi: Mediaset, Generali e Leonardo-Finmeccanica. Insomma, un sacco dell’Italia finché si può ossia fin quando c’è l’euro….

Mitt Dolcino

E, ora, due considerazioni intorno all’€urozona.

EURO-1

Cosa si rinviene nello studio Bloomberg:

ale-3

“L’EQUILIBRIO RISPETTO AI FONDAMENTALI DELL’ECONOMIA TEDESCA SAREBBE A 1,4 DOLLARI MENTRE PER I GRECI DOVREBBE ESSERE SOTTO LA PARITA’”
Ma guarda….la fideistica credenza che l’Euro in fondo sia solo una moneta vede aprire una prima crepa….quella di Repubblica, noto quotidiano mainstream!
Questo il grafico che si trova nello studio (e che noi abbiamo ricavato dal pezzo del nostro stimato collega Mazzalai http://icebergfinanza.finanza.com/2016/08/30/la-fine-delleuro-e-non-delleuropa-si-avvicina/):

EURO-2

Vi prego di notare le differenti colorazioni, rappresentanti un diverso valore dell’Euro nei paesi in base ai fondamentali econonomici di riferimento.
Solo la Germania ha il coloro rosso fuoco che richiederebbe un 40% di valore in più (che significa SFRUTTARE LA SVALUTAZIONE DEL MARCO – ossia la Lira forte – PER ESPORTARE A PIU’ NON POSSO IN TUTTO IL MONDO).
La Francia, grazie alla forza delle proprie banche e ad attività ad alto valore aggiunto come profumeria, farmaceutica e aerospaziale, riesce a reggere abbastanza bene la potenza dei tedeschi ma in caso di abbandono dei PIGS diventerebbe lei il sud dell’asse Franco-Tedesco destinato alla deindustrializzazione.
Grecia, Portogallo, Spagna e Italia sono invece le zone deindustrializzate e depresse dalla lira forte (euro) a tutto vantaggio delle esportazioni dei tedeschi (che si avvalgono dei Pigs per garantirsi la lira forte cioè il marco svalutato)!
Ma come ha lavorato effettivamente l’euro? Alterando, causa mercati del lavoro, dell’energia e tematiche fiscali completamente differenti tra i vari stati, il REAL EFFECTIVE EXCHANGE RATE (REER), il tasso di cambio reale:L’euro ci ha imbrigliati in un cambio fisso e oggi, non potendo svalutare, siamo costretti a importare manodopera a basso costo (i migranti economici) affinché aumentando tantissimo la disoccupazione, prima o poi gli Italiani siano costretti ad accettare retribuzioni ridotte del 30-40% compensando, quindi, quanto manca per ritornare alla parità del cambio.
No ma….PERCHE’ L’EURO E’ SOLO UNA MONETA!

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