716.-Lo Stato nello Stato, il Papa crea nuovo dicastero: si occuperà personalmente di migranti

Bergoglio: “L’organismo sarà competente nelle questioni che riguardano migrazioni, bisognosi, ammalati e esclusi, emarginati, vittime di conflitti armati e catastrofi naturali, carcerati, disoccupati e persone la cui dignità è a rischio”. Non era mai successo che un pontefice dirigesse una sezione (Perdonatemi, ma i nostri terremotati sono già acqua passata.ndr).

Il Messaggio del Papa per la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato:

“I cambiamenti climatici contribuiscono anche alla straziante crisi dei migranti forzati. I poveri del mondo, che pure sono i meno responsabili dei cambiamenti climatici, sono i più vulnerabili e già ne subiscono gli effetti” afferma papa Francesco nel suo Messaggio . E poi:  “Quando maltrattiamo la natura, maltrattiamo anche gli esseri umani”, dice il Papa che sulla scorta della sua enciclica Laudato si’, invita ad ascoltare “tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri”.

l 9 gennaio

Una serie di banalità che non nascondono il forte contributo del Vaticano all’invasione dell’Italia in corso e che rimanda al viaggio di Bergoglio a Lampedusa, dal quale comincia questo nuovo attivismo: invasione dell’Italia, ma non del Vaticano e delle migliaia di sue proprietà. Intanto, solo negli ultimi quattro giorni, altri 13.000 (131 donne, di cui una somala con le doglie) sbarchi da navi da guerra britanniche, danesi, maltesi, italiane: 1.000 solo dalla portaeromobili Garibaldi. Leggo e vedo in un filmato orrendo, che le centinaia di marcantoni negri sbarcate il 9 gennaio a Cagliari (ieri altri 617) si sono rivoltate perché mancavano le sigarette! hanno sfondato le porte di un centro commerciale attiguo al loro residence, sfondato le vetrine, lo hanno “ripulito”… Il Questore ha provveduto subito alla … distribuzione di sigarette. E il governo continua a sbarcarne migliaia; 145.000 solo in questi mesi dell’anno. Viva la Sicurezza, viva il principio della Solidarietà; ma sfugge ai cretini che enfatizzare un singolo principio non porta bene. Per esempio, troppa Libertà fa male. La Costituzione della Repubblica, resa rigida dalla procedura dell’art. 138, tutela, ma insieme, una trama di principi, fra cui anche la Solidarietà. La società civile che ci siamo conquistati nei secoli è fatta di equilibri fra i poteri (una volta!) fra i principi, i diritti e i doveri. Ma che parliamo ancora a fare di Costituzione e di Repubblica! La maschera Bergoglio, Mattarella, Renzi, Juncker, gettate la maschera!

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CITTA’ DEL VATICANO – Con una decisione che non ha precedenti, papa Francesco ha deciso di assumere direttamente “ad tempus” la responsabilità della sezione per la pastorale dei migranti del nuovo dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, costituito con il motu proprio “Humanam progressionem” pubblicato oggi.

Non era mai successo che un pontefice dirigesse una sezione, anche se fino alla riforma di Paolo VI il Papa poteva guidare direttamente alcuni dicasteri, in particolare la Segretria di Stato con Pio XII e quello dei vescovi e delle cause dei santi, che furono guidati da Giovanni XXIII e da Pio XII fino alla riforma.

Francesco ha nominato prefetto dell’organismo il cardinale Peter Kodwo AppiahTurkson, originario del Ghana e finora presidente del Pontifico Consiglio della Giustizia e della Pace. Il Motu Proprio e il relativo Statuto, approvato ad experimentum, sono stati approvati dal Santo Padre il 17 agosto scorso, su proposta del Consiglio dei Cardinali. L’organismo è presieduto da un prefetto, coadiuvato da un segretario e almeno un sotto-segretario, che possono anche essere fedeli laici.

Nel nuovo dicastero confluiranno, dal primo gennaio 2017, quattro Pontifici Consigli: Giustizia e Pace, Cor Unum (coordina e organizza le azioni umanitarie e di aiuto della Santa Sede in caso di catastrofi o di crisi nonché l’attività caritativa della Chiesa cattolica), Pastorale migranti e Operatori Sanitari. In quella data, questi dicasteri verranno soppressi.

“In tutto il suo essere e il suo agire – scrive il Papa nel Motu Proprio – la Chiesa è chiamata a promuovere lo sviluppo integrale dell’uomo alla luce del Vangelo. Tale sviluppo si attua mediante la cura per i beni incommensurabili della giustizia, della pace e della salvaguardia del creato”.

Il nuovo dicastero “sarà particolarmente competente nelle questioni che riguardano le migrazioni, i bisognosi, gli ammalati e gli esclusi, gli emarginati e le vittime dei conflitti armati e delle catastrofi naturali, i carcerati, i disoccupati e le vittime di qualunque forma di schiavitù e di tortura e le altre persone la cui dignità è a rischio”. Si occuperà inoltre di diritti umani, specialmente quelli attinenti il lavoro, incluso quello minorile, del commercio di vite umane, della pena di morte e del disarmo.

A questo scopo – si legge nello Statuto (e leggete bene e capirete che l’Italia ha due teste.ndr) – il nuovo dicastero offrirà la sua collaborazione alle chiese locali, favorirà e coordinerà le iniziative delle istituzioni cattoliche e potrà intrattenere relazioni “con associazioni, istituti e organizzazioni non governative, anche al di fuori della Chiesa cattolica, impegnate nella promozione della giustizia e della pace”. Servirà anche ad approfondire la dottrina sociale della Chiesa, adoperandosi “affinché essa sia largamente diffusa e tradotta in pratica e i rapporti sociali, economici e politici siano sempre più permeati dallo spirito del Vangelo”.

Vengono, quindi, costituite presso il dicastero la Commissione per la Carità, la Commissione per l’ecologia e la Commissione per gli operatori sanitari, presiedute dal prefetto che è anche competente nei confronti della Caritas Internationalis secondo i suoi statuti. Il nuovo organismo assume anche le competenze della Santa Sede circa l’erezione e la vigilanza di associazioni internazionali di carità e dei fondi istituiti agli stessi fini.

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Abbiamo letto e condividiamo  nell’articolo pubblicato lo stesso giorno, su Libero, da Antonio Socci. (Lo trovate anche sul suo blog “Lo Straniero”) “che l’emigrazione, in sé, sia una tragedia che dovrebbe essere scongiurata (sia per i paesi d’origine, sia per chi parte, sia per i paesi d’arrivo). Sappiamo bene che lo scopo dell’invasione è abbassare i salari del 30-40%. Una cosa è certa: Un gesuita non sarà mai un papa! Leggiamo Antonio Socci:
NUOVI SHOW DEL PAPA GRADITO A SOROS

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Proprio nelle stesse ore in cui il Viminale dava notizia di una nuova ondata migratoria all’assalto dell’Italia (oltre 13 mila in soli quattro giorni: siamo già arrivati a 145 mila migranti ospitati, quando in tutto il 2015 erano stati 103 mila), proprio nelle stesse ore – dicevo – papa Bergoglio ha varato un nuovo dicastero sociale prendendo lui stesso – in persona – la responsabilità della “sezione migranti” per potenziare al massimo le sue pressioni per l’abbattimento delle frontiere d’Europa.

Ormai quello dell’emigrazione, per lui, è qualcosa più di un’ossessione: è un dogma ideologico con cui sta sostituendo i bimillenari pilastri della Chiesa Cattolica.

Non lo sfiora l’idea che l’emigrazione, in sé, sia una tragedia che dovrebbe essere scongiurata (sia per i paesi d’origine, sia per chi parte, sia per i paesi d’arrivo).

Così come lo lascia indifferente la crisi del nostro stato sociale che ormai non riesce più sostenere nemmeno le fasce indigenti della popolazione italiana.

E’ indifferente pure all’enorme problema rappresentato dall’immigrazione musulmana in Europa che risulta non assimilabile ai nostri valori e a volte permeabile alla predicazione violenta o terroristica.

La propaganda bergogliana per una immigrazione indiscriminata iniziò nel luglio 2013 con il viaggio a Lampedusa (che è stato preso come un invito a salpare dalle coste africane) ed è stata particolarmente devastante per l’Italia.

L’ultimo numero di “Limes” dedicato proprio all’emigrazione, rileva la novità del 2016: adesso “da Paese di transito siamo diventati Paese obiettivo”.

La rivista di geopolitica aggiunge: “L’Italia sta cambiando pelle” e “immaginare che mutamenti tanto profondi possano impattare sull’Italia senza produrvi strappi, a tessuto sociale e politico-istituzionale costante, implica l’uso di sostanze stupefacenti. Eppure proprio questa sembra la postura della nostra classe dirigente”.

Purtroppo l’asse Bergoglio-Sinistra porta non solo a sottovalutare il problema, ma, peggio, a considerarlo positivo. A marzo scorso Bergoglio ha apertamente ammesso che è in atto una “invasione araba”, ma che non è di per sé una cosa negativa.

Del resto ha anche giustificato ed elogiato l’Islam in tutti i modi, assestando invece sui cattolici (e sull’occidente) una gragnuola continua di accuse.

Bergoglio sembra perseguire un progetto nichilista di distruzione delle identità dei popoli e della Chiesa stessa, nella quale assistiamo da tre anni a un radicale ribaltamento di direzione.

CAPOVOLGIMENTO

Fino a Giovanni Paolo II e a Benedetto XVI – in continuità con duemila anni di tradizione cattolica – la missione fondamentale è stata spirituale (la salvezza eterna), al centro delle preoccupazioni e del lavoro della Chiesa c’è stata l’evangelizzazione (per far fronte alla scristianizzazione di interi popoli) e la difesa della vita e della famiglia, come fondamenti dell’umano aggrediti dall’ideologia moderna.

Con Bergoglio sparisce ciò che è spirituale e soprannaturale e tutta la scena viene occupata dai temi mondani della rozza Teologia della liberazione sudamericana (un cattocomunismo ribollito).

Bergoglio infatti intrattiene rapporti fraterni con tutti i capoccia della sinistra sudamericana, a cominciare da quel Morales che gli regalò il crocifisso su Falce e martello, per finire alla brasiliana Dilma Rousseff, appena destituita e sottoposta a impeachment (Leonardo Boff, uno dei padri della Teologia della liberazione, amico personale di Bergoglio, ha reso noto che il papa argentino ha scritto una lettera personale di sostegno alla Roussef).

Ma ancor di più Bergoglio è vezzeggiato dai magnati del nuovo capitalismo americano che amano atteggiarsi da progressisti magari sostenendo le crociate più anticattoliche dell’ideologia “politically correct”.

Il pellegrinaggio di questi paperoni laicisti da Bergoglio è continuo: l’ultimo in ordine di tempo è stato Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook.

Il 22 gennaio scorso era stata la volta di Tim Cook, amministratore delegato di Apple, che ha portato a Bergoglio una grossa elargizione (pecunia non olet). Pure Leonardo Di Caprio il 28 gennaio si è presentato con un assegno “per opere di carità”. Bergoglio aveva ricevuto anche il capo di Google, Eric Schmidt e – a fine febbraio – Kevin Systrom, fondatore e amministratore delegato di Instagram.

Invece il papa argentino ha chiuso la porta in faccia ai poverissimi familiari di Asia Bibi, la madre cristiana condannata a morte in Pakistan per la sua fede, quando sono venuti in Europa a cercare aiuto e sostegno (hanno trovato appoggio perfino in Hollande, ma Bergoglio non ha accordato loro né un’udienza privata, né un appello pubblico).

Solo per miliardari e Vip lui ha sempre la porta spalancata. Ma il suo sponsor più potente e discusso è il famoso speculatore d’assalto George Soros (recentemente schieratosi contro la Brexit).

IL PAPA E SOROS

Considerando il tipo di cause che Soros sostiene e finanzia è sicuramente da considerarsi un nemico della Chiesa Cattolica. Proprio le sue battaglie sono venute alla luce di recente grazie ad hacker che hanno reso pubblici migliaia di documenti della sua Open Society. Si è appreso del sostegno dato alla causa dell’aborto e a quella Lgbt, infine alla lotta contro la cosiddetta islamofobia (la sua fondazione finanzia anche organizzazioni anti-israeliane).

Si batte inoltre a favore dell’emigrazione in Europa da considerarsi come “nuovo standard di normalità”.

Infine è emerso – ma i giornali italiani lo hanno taciuto – che Soros è potentemente intervenuto perché si cambino “le priorità della Chiesa Cattolica statunitense” e perché i vescovi americani si allineino a Bergoglio. Lo scopo è portare l’elettorato cattolico a votare Hillary Clinton (di cui Soros è donatore) e non Trump.

Cambiare le priorità della Chiesa significa accantonare i temi della famiglia e della vita e sbandierare i temi sociali cari ai liberal, alla Sinistra.

Già altri potentati nei decenni scorsi hanno cercato di influenzare cattolici e gerarchia per sovvertire l’insegnamento della Chiesa. Ma ora, per la prima volta, hanno il loro migliore alleato nel vescovo di Roma.

ZANZARE E MARTIRI

Ormai nella Chiesa di Bergoglio sono spariti i “principi non negoziabili” e pure sui sacramenti e sulla legge morale si assestano colpi pesanti. Mentre sono stati elevati a verità indiscutibili l’emigrazione e l’ambientalismo più eco-catastrofista.

Ieri per esempio Bergoglio ha celebrato la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato. Non una giornata mondiale di preghiera per i cristiani perseguitati e massacrati, ma una giornata per la salvaguardia di zanzare e piccoli rettili di cui si preoccupa già nella sua enciclica ecologista.

E’ quella nuova “religione della terra” di sapore New age, cioè gnostico, che già ha celebrato il suo trionfo con la mostruosa proiezione di scimmioni sulla facciata di San Pietro.

Nel suo messaggio per l’evento di ieri, Bergoglio chiede una “conversione ecologica”. In un’epoca di grande apostasia, in cui interi popoli hanno dimenticato Dio, Bergoglio – vicario di un “Dio non cattolico” (parole sue) – chiede la “conversione ecologica”, invece della conversione a Gesù Cristo.

Inoltre papa Bergoglio – che evita di rinnovare il grido di dolore dei predecessori davanti a un miliardo di aborti in 20 anni – invita a pentirsi “del male che stiamo facendo alla terra”, per esempio, quando non facciamo la raccolta differenziata, quando non facciamo un uso oculato della plastica e quando non utilizziamo il trasporto pubblico, ma quello privato (esempi suoi).

Queste trasgressioni vanno confessate ed espiate, dice il papa che nell’Amoris laetitia ha archiviato i peccati mortali da sempre condannati nel Vangelo.

Come si vede qua il cambiamento di priorità è vertiginoso. Benedetto XVI aveva iniziato il suo pontificato tuonando contro “la dittatura del relativismo”, Bergoglio in questo regime nichilista e anticristiano è invece applauditissimo.

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Antonio Socci

Da “Libero”, 2 settembre 2016

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